fbpx

A Cassino, nel segno della Bellezza

 

Un museo d’arte, la bellezza, a Cassino

di Michele Santulli
montecassinoNell’anteguerra i rapporti e le interrelazioni tra il Sacro Monte e Cassino erano di natura quasi familiare, tante le contingenze e le situazioni che li tenevano uniti e legati e anche i pellegrini e i visitatori che da ogni dove visitavano l’Abbazia, non mancavano sovente di fermarsi e soggiornare in città. E’ la distruzione nefasta della guerra che ha avuto come risultato la contrazione di tali vincoli come pure gli anni che hanno tenuti occupati i monaci nella ricostruzione e ristrutturazione della loro Casa e, in aggiunta, una persistente contrazione delle vocazioni religiose. Gli avvenimenti traumatici verificatisi nella vita dell’Abbazia nei recenti anni, pur provocando veri e propri sconvolgimenti istituzionali vecchi di secoli, non hanno in sostanza arrecato nocumento al flusso dei pellegrini e visitatori che è rimasto, ed è ancora oggi, costante e sensibile: centinaia di migliaia sono le presenze ogni anno sulle sacre balze.

Sono anni, e oggi più che mai, che la città di Cassino assiste impotente e anche incapace, alle migliaia di persone che salgono a Montecassino e poi ripartono senza mettere piede in città! Quante potenzialità sciupate! Né in città, nel corso degli anni, si è imposto un qualche strutturato organo associazionistico che fosse di stimolo e appoggio alle autorità comunali, occupate in ben altre incombenze. E dunque qualche sindaco più sensibile a tale situazione si è trovato di fronte al dilemma vero e proprio di come invogliare i visitatori di Montecassino ad arrestarsi anche in città. Oggi di fronte alle nuove situazioni e anche alla sopravvenuta importanza del commercio e del ruolo economico della città, maggiormente è sentito il ruolo benefico che tale presenza è suscettibile di apportare.

Non vogliamo ricordare qualche tentativo di attrazione, per esempio i cinquantanni trascorsi per restaurare la Rocca Janula col risultato di richiamo e di attrazione, in realtà, sotto gli occhi di tutti, pari a zero, né tanto meno le a dir poco originali soluzioni ventilate da qualche passata amministrazione di chiudere la strada per Montecassino e bloccare tutti gli autobus in città e impiantare una bella funivia in partenza dalla villa comunale. Certo è che a Cassino, dopo ottanta anni dalla distruzione, nulla è presente e disponibile che possa stimolare un forestiero a mettervi piede, oltre che, forse, per curiosità commerciale. In effetti non si è compresa una realtà banale ed elementare, la sola valida ed attiva, sempre e dovunque, e cioè che la gente si muove per godere, per gratificarsi, anche per istruirsi e possibilmente arricchirsi spiritualmente. Sono disponibili a Cassino tali richiami ed attrattori? Ma qui ci arrestiamo.

Che cosa invoglia e gratifica i visitatori di Montecassino e allo stesso tempo ravviva la volontà e il piacere di tornarvi ancora? Generalmente non le messe o i rosari o le funzioni che di norma hanno luogo in ore non turistiche: ciò che sicuramente affascina e abbacina la gran parte è, nelle parole di San Benedetto, la Bellezza della Casa di Dio! tutto quanto avvolge e circonda: i marmi, le opere d’arte, le sculture, gli affreschi, i legni intagliati, il museo, l’architettura, l’atmosfera impagabile che si respira, la immersione nella Storia e nella Devozione…è quello che seduce. La Bellezza, dunque!

Ed ecco una idea a disposizione della attuale amministrazione che pare essere sensibile e partecipe alla messa in opera di iniziative e proposte e progetti tali da rendere Cassino se non proprio seducente ed allettante, almeno motivo di richiamo e di attrazione. Un Museo d’Arte! La Bellezza di San Benedetto! Il punto di riferimento che invoglia e richiama, sempre. E Cassino volendo ha davanti a sé veramente una possibilità unica, perfino connaturata ai luoghi: infatti il soggetto pittorico più conosciuto al mondo e più presente nei musei e pinacoteche, più celebrato e più illustrato anche dai massimi artisti tra la fine del 1700 e gli inizi del 1900, è stato il povero contadino, il pifferaro, lo zampognaro, la contadinella, il pecoraio, il brigante, vale a dire la umanità che viveva nelle campagne del Cassinate fino alla Valcomino, all’epoca Regno di Napoli: e queste creature nelle loro sgargianti vestiture e quei calzari così strani ai piedi quando non scalzi, furono per la quantità di artisti stranieri uno spettacolo affascinante tanto che pur essendo gli ultimi della scala sociale, divennero i protagonisti dell’arte pittorica europea! Gli ultimi divenuti i primi! Una vera apoteosi. Tanto che oggi è difficile entrare in un museo o galleria del pianeta e non rinvenirvi appeso almeno un quadro con uno di questi personaggi! Quindi un mondo conosciuto e sperimentato, una fonte consolidata di sicuro appetibile richiamo!

E Cassino è la porta di accesso a tale mondo. Se si eccettua il preziosissimo museo d’arte religiosa di Montecassino, si deve prendere atto con umiliazione che tutta la provincia di Frosinone ha il privilegio di essere la sola sprovvista in Italia di una pur se modesta pinacoteca d’arte: e Cassino, città ormai distintiva in tutta la regione a Sud di Roma e orgogliosamente proiettata verso il futuro, condivide purtroppo fino ad oggi tale vergognosa realtà e affronto alla Cultura e alla Civiltà e, sia detto, al Turismo: pur tuttavia l’atmosfera attuale induce a ritenere che le donne e uomini sugli scranni della pubblica Amministrazione abbiano la volontà di gettare le basi idonee a cancellare tale motivo di disdoro a vantaggio del prestigio della città e dei suoi abitanti e ottenere allo stesso tempo che i visitatori di Montecassino trovino, finalmente, plausibile e gratificante motivo per arrestarsi in città, nel segno della Bellezza, del Museo d’Arte!

 

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

“Lacrime di gentilezza. Sulle tracce della bellezza per una (ri)generazione umana”

LIBRI

Recensione di Paola Bucciarelli

Lacrime di Gentilezza COPERTINA 350 min“Lacrime di gentilezza. Sulle tracce della bellezza per una ri(generzione) umana”, il secondo libro del filosofo Filippo Cannizzo, edito da GSM- Punto Rosso e pubblicato in contemporanea in Italia, Albania e Svizzera, è il primo ad essere stampato interamente in canapa e carta riciclata nel nostro Paese quindi è completamente ecosostenibile. Il libro è diviso in cinque capitoli (a loro volta suddivisi in cinque paragrafi), preceduti da una citazione sul tema della gentilezza e corroborati da una notevole presenza di note, citazioni e un’ampia bibliografia che contribuiscono ad avvalorare le idee espresse dell’autore.

“Lacrime di gentilezza. Sulle tracce della bellezza per una ri(generzione) umana” rappresenta il naturale proseguimento del primo libro dell’autore, dato alle stampe ormai tre anni fa: ”Briciole di bellezza. Dialoghi per il futuro del bel Paese”. Infatti, così come il filosofo Filippo Cannizzo in “Briciole di bellezza” ci portava a scoprire senza retorica cos’è la bellezza, così l’autore in lacrime di gentilezza ci aiuta a comprendere cos’è la gentilezza. La gentilezza di cui ci parla l’autore non si limita alla cortesia o alle buone maniere, bensì viene intesa come un sentimento sociale ovvero “quell’ingrediente essenziale per tenere insieme le persone, per vivere meglio con sé stessi e con gli altri. La gentilezza – quel sentimento che incoraggia la vitalità legata alla consapevole, e reciproca, 'vulnerabilità' – crea un coinvolgimento con gli altri, che temiamo e allo stesso tempo desideriamo”. Per Cannizzo, gentilezza significa prendersi la responsabilità delle proprie azioni, del proprio essere al mondo, del proprio essere umani, che si manifesta nel rispetto dell’ambiente, della vita, dei beni pubblici.

Nel volume, elaborato con uno stile inconfondibile in cui il saggio scientifico si fonde al racconto, Cannizzo si propone di indicare un cammino possibile da percorrere per dare un futuro al Bel Paese: la via tracciata dalla gentilezza e dalla bellezza.

Attraverso la storia, ambientata nel cuore dell'Italia, di una ragazza, Sofia, e di un ragazzo, Nino, dall’infanzia all’età adulta, Cannizzo ci porta a capire cosa è la gentilezza, ovvero un cambiamento coraggioso volto a creare relazioni di umanità. Dunque, “Lacrime di gentilezza” è il racconto di una presa di coscienza e dell’impegno per l’affermazione di una vita gentile. L’autore, ispirato dalla volontà di individuare le potenzialità, insite in ogni lembo del nostro Paese, per una rigenerazione umana, individua la gentilezza come la chiave per una rigenerazione possibile e concreta del Bel Paese.

Perciò, la gentilezza deve essere coniugata con la bellezza per incoraggiare l’animo umano a sognare una vita degna di essere vissuta pienamente. In “Lacrime di gentilezza”, come nel precedente volume dell’autore, il ruolo della cultura viene considerato fondamentale in quanto attraverso la cura per essa, per i luoghi in cui si realizza e si manifesta, si potrà attivare un nuovo tipo di economia: l’economia della bellezza. Economia della bellezza non è un’espressione utopica o ideale. L’economia della bellezza di cui si parla nel libro rappresenta una nuova idea di comunità e di impegno civile.

Nelle pagine del libro, Cannizzo prova a dare risposte concrete, raccontando, anche attraverso i dialoghi tra i protagonisti, le buone pratiche - alla portata di singoli cittadini o piccole comunità - su come prendersi cura dei luoghi, dei mille territori di questa nostra Italia e su come dare vita a presidi culturali accessibili a tutte e a tutti. “Lacrime di gentilezza. Sulle tracce della bellezza per una (ri)generazione umana” si rivolge a chi, proprio a partire dal proprio comune, dal frammento del territorio italiano in cui vive, dal pezzo di mondo che lo circonda, vuole costruire un altro futuro possibile. Perché solo grazie a gentilezza e bellezza potremo realizzare un’Italia diversa, un Paese che coniughi tradizione, innovazione e sviluppo per costruire un futuro solidale e sostenibile.

 

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Questa e’ la politica, bellezza!

Opinioni

Ci vorrebbero anni di gavetta, tanta formazione, lavorare e capire i problemi della gente

campanella getty questa fu la frattura definitiva 380 mindi Elia Fiorillo

Sorridente, con gli occhiali anni settanta, abbastanza in sovrappeso, andava ripetendo: «Come vuoi che io tagli il salame? A fettine sottili? A tocchetti? Insomma, dimmi come tu vuoi ed io eseguo».

Nel suo ragionamento il salame c’entrava come «i cavoli a merenda», era un esempio efficace per spiegare cos’era – per lui si capisce – la politica e come andava praticata. Insomma, se si volevano voti e consensi, bisognava stare a guardare con attenzione l’elettorato e fare solo quello che si aspettava da te. Ne più ne meno. Nessuna iniziativa, nessun pensiero proprio. La politica, per lui, era come mettersi davanti ad un televisore e ripetere i gesti, le parole, gli atteggiamenti che andava vedendo. Senza aggiungere niente di suo.

Il «salame» lo aveva sempre a portata di mano, ma mai una volta che lo tagliasse a suo piacimento, mai. Dal suo punto di vista il rischio che correva era quello di fare una brutta frittata; di perdere consensi. Erano gli altri, i suoi elettori, che gli comandavano il giusto taglio. E lui, senza batter ciglio, eseguiva anche quando il taglio «squartava»il delizioso insaccato, e lo rendeva immangiabile.

«Questa è la politica, bellezza!», secondo lui si capisce.

Da questo ragionamento appare che la «conservazione del posto di lavoro» è collocata al primo posto dai «tagliatori di salame». Per questo non bisogna prendere iniziative pericolose: bisogna solo e solamente seguire le volontà degli elettori! Anche le più strane, le più assurde dettate da fatti di cronaca o da altre imprevedibili emotività.

Il tema è vecchio come il mondo: educare l’elettore a rischio di brutte batoste o seguirlo anche nelle sue stranezze, sempre battendo le mani, anche di fronte a colossali stupidaggini?

Una premessa va fatta. Una volta non si diventava «politico» per caso, per combinazione, per bellezza; per magheggi strani. C’era un percorso da seguire che, anche se con qualche accelerazione, non si poteva assolutamente evitare pure se eri l’amico più caro del “capo” del momento. La linea tracciata per arrivare alla meta comprendeva una dura gavetta fatta, tra l’altro, di corsi di formazione di mesi, presso qualificate strutture formative. Poi c’era la partecipazione, quasi quotidiana, a convegni, seminari di studio, eventi vari, e via proseguendo.

Non va dimenticata l’attenta formazione che ti veniva – anche se non era di carattere politico – dalla partecipazione agli oratori parrocchiali, ma anche dalle scuole di partito.

Insomma, era proprio un percorso faticoso con tappe ben definite: attività di partito, formazione, eppoi consigliere comunale. E se tutto procedeva per il meglio si potevano ricoprire anche altri prestigiosi ruoli. No, non poteva capitare che da un momento all’altro, da quasi sconosciuto cittadino, arrivassi a ricoprire, per esempio, il ruolo di ministero degli Esteri. Diciamo che nella tanta vituperata prima Repubblica questa cosa era impossibile. E per fortuna! Quando non si ha una preparazione ad hoc il ministro, di qualunque dicastero sia, diventa un burattino nelle mani della burocrazia che lo muove a suo piacimento, glorificandolo strumentalmente per avere sempre maggior potere.

Amintore Fanfani, grande politico italiano delle Democrazia Cristiana, negli anni tra il 1954 al 1987, è stato per ben tre volte presidente del Senato e sei volte presidente del Consiglio dei ministri. Si racconta che la prima cosa che facesse quando ricopriva un incarico era quello di rivolgersi ai “burocrati” assicurando loro che non gli avrebbe cambiato ruolo, come avveniva ad ogni cambio di ministro, ad una condizione: lealtà assoluta. Era una tecnica raffinata che consentiva al ministro di non doversi inventare «esperti» in certi settori e contemporaneamente, ai sicuri epurati, di rimanere al loro posto.

Berlusconi riteneva che un bravo imprenditore, anche se non avesse mai fatto politica, proprio perché imprenditore sarebbe riuscito nell’impresa. Forse si sarà ricreduto di questa sua affermazione fatta ai primi tempi della sua attività politica. No, un politico non s’inventa dall’oggi al domani. C’è bisogno di tanta, ma proprio tanta gavetta eppoi di formazione, tanta formazione. Se questo vecchio detto napoletano: «nessuno nasce imparato», vale per i normali cittadini tanto più vale per i politici. No, nessun politico «nasce imparato». Ci vogliono anni di gavetta, tanta formazione, lavorare e capire i problemi della gente per essere un vero e buon politico. Sembra invece che queste vecchie regole non servano più. L’isolamento è vincente!

Leggi tutto...

La bellezza, la storia e l'impegno della scuola per il futuro

La bellezzadi Paola Bucciarelli - Dall’antichità ad oggi, l’uomo si è sempre interrogato sull’idea di bello. La bellezza è una delle cifre che hanno caratterizzato tutte le società e, di conseguenza, le culture del mondo.

Potremmo costruire, anzi è stato già fatto, una storia del mondo a partire da una storia della bellezza. Potremmo, attraverso questo concetto, osservare come sia cambiato attraverso i secoli e come siano evoluti, sviluppati, i diversi popoli. Potremmo accorgerci che la bellezza non è mai stata semplicemente legata all’arte, ma anche alla natura, ai fiori, alle piante, agli animali, agli astri, al divino.
Insomma la bellezza ha da sempre mille espressioni, sta agli uomini saperle cogliere.

Gli uomini riescono a cogliere la bellezza quando è parte della loro identità. L’identità degli uomini passa per la storia che la forma e la plasma. Uno studio sempre più superficiale della storia rischia,dunque, di intaccare sempre più pericolosamente le radici del nostro Paese e della nostra cultura.

La storia, invece, ci aiuta a comprendere e a mettere in relazione cose diverse. Marginalizzandola si diventa schiavi inconsapevoli. La storia invece diventa un potente mezzo per sfuggire a quell’eterno presente che schiaccia le persone in un’attualità ossessivamente pervasiva, dove esiste solo ed esclusivamente il tempo presente, l’attimo, l’istante, si dimentica il passato e non si pensa al futuro.
L’incertezza dell’esistenza che caratterizza l’uomo contemporaneo fa si che questi si senta sciolto da ogni vincolo e legame, stando al mondo senza un progetto.
Lo studio della storia e’ quindi necessario per la comprensione delle proprie radici, dei nostri errori, delle nostre opinioni, del nostro progetto. La storia come verifica delle nostre posizioni. Pertanto, dimenticare il passato, prima ancora che portarci a prendere decisioni sbagliate e a ripetere errori passati, ci fa dimenticare noi stessi, chi siamo, qual è la nostra identità.
La storia, però, ci aiuta non solo a comprendere il presente ma allo stesso tempo a delineare la strada verso il futuro.

Oggi, insieme al passato, gli studenti ci chiedono di studiare il futuro.
Ragazze e ragazzi ci pongono domande legittime alle quali nessuno sa dare risposte certe. Questa è la sfida che attende e, sempre di più attenderà, i docenti.

I docenti per primi devono mettersi a studiare per provare a capire come si può affrontare insieme la questione dei cambiamenti climatici: con quali strumenti e consultando quali materiali, utilizzando quali saperi e con quale metodo di ricerca.
Non basta solo il ricorso alle discipline scientifiche, perché in ballo ci sono i nostri comportamenti, dunque il nostro immaginario, insieme al necessario confronto tra opinioni diverse. Dovremo dunque interrogarci sull’etica, praticare il dialogo, incrociare la filosofia.
Un’ottima occasione, dunque, per metterci in gioco davvero e discutere, con dati alla mano, se lo sviluppo sostenibile sia solo un ossimoro e cosa intenda fare chi parla di green new deal.

Nelle manifestazioni denominate “friday for future” sono apparsi cartelli che sintetizzavano in maniera sublime l’indirizzo a cui tutti dobbiamo tendere: "- EGO + ECO".
Decenni di individualismo di massa sfrenato comportano, per contrastarlo, cambiamenti profondi. Trent’anni fa Alexander Langer propose il tema della conversione ecologica, evocando una trasformazione che doveva intrecciare la necessaria riconversione energetica, agricola, urbanistica e industriale con una più profonda trasformazione delle nostre relazioni con la natura, il pianeta e l’iniqua distribuzione delle ricchezze. Nel cercare di individuare un’etica all’altezza di una sfida ecologica che sentiva ineludibile, proponeva di riprendere la morale kantiana così formulata: ciascuno di noi dovrebbe limitare il suo consumo di risorse ed energia, adeguandolo alla possibilità che i sei miliardi di abitanti del pianeta possano consumare altrettanto. Siamo arrivati a essere oltre 7,7 miliardi noi inquilini della Terra e calcolare quali cambiamenti nei consumi e nel nostro stile di vita comporterebbe il prendere sul serio quella morale potrebbe costituire un ottimo esercizio per avvicinare al nostro sentire le condizioni di vita materiali di miliardi di nostri coinquilini, comprendendo che già oggi, oltre la metà delle migrazioni forzate di intere popolazioni, sono dovute a fattori climatici e ambientali.

Per cambiare, però, abbiamo bisogno non solo di scienza e statistica, ma anche di simboli e immaginario, dunque di arte e potremmo ricordare le profetiche parole dal dottor Astrov nello zio Vania, di Anton Čecov : “Le foreste si fanno sempre più rade, i fiumi si seccano, la selvaggina si è estinta, il clima è guastato, e di giorno in giorno la terra diventa sempre più povera e più brutta. Tu mi guardi con ironia (…) ma quando passo vicino alle foreste contadine che ho salvato dal taglio fraudolento, quando sento stormire la mia giovane foresta piantata dalle mie mani, io mi accorgo che il clima è un poco anche in mio potere e che se fra mille anni l’uomo sarà felice, ne avrò un poco anch’io il merito.”

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

 

Leggi tutto...

Appello per una legge sulla bellezza nel Bel Paese

labellezza 350 min minPaola Bucciarelli - Ecco l'appello che un gruppo di ricercatori, docenti, esperti ha scritto e sta promuovendo per arrivare ad avere una legge nazionale sulla bellezza.

L'appello è stato persentato sabato 30 novembre '19 in un'iniziativa presso la Sala delle cerimonie del comune di Priverno.

 

LA BELLEZZA, UNA SPERANZA APERTA NEL CUORE DELLA SOCIETÀ
Appello per una legge sulla bellezza nel Bel Paese

La bellezza è un patrimonio fondamentale del Bel Paese, è la caratteristica essenziale dell’Italia, è una forma di espressione della sua identità e della sua cultura da tutelare e promuovere.

La bellezza può rappresentare davvero il futuro del Bel Paese ma è anche un bene fragile e come tale necessita di cure e attenzioni costanti per vivere, per questo pensiamo che sia necessaria una legge che la tuteli. Negli ultimi decenni, in Italia, e non solo, si sono approfonditi fenomeni come il consumo di suolo, l'abusivismo edilizio, i tagli dei finanziamenti alla cultura e all’istruzione, l’inquinamento dell’aria e dei mari, il dissesto idrogeologico. Mentre in molti pensavano ai propri interessi personali, la bellezza è stata dimenticata, trascurata, deturpata e, di conseguenza, ogni proposta di legge sulla bellezza, presentata a livello nazionale o regionale in attuazione dell’art.9 della Costituzione della Repubblica Italiana, è finita nell’oblio.

Per cercare di scardinare il ciclo ingenerato dal mondo consumistico, dobbiamo incontrare la bellezza. Perché l'esperienza della bellezza sospende l'atteggiamento del possesso e del consumo immediato e genera l'atteggiamento del rispetto, della devozione, dell'ascolto e dell'attenzione verso l'altro. L'esperienza della bellezza consente di rintracciare un qualcosa che vale di per sé, e non un qualcosa che vale come mezzo per i nostri mutevoli scopi. In tempi difficili e opachi come quelli che stiamo vivendo, il senso della bellezza sembra suggerire che un altro mondo è possibile.

L'economia, la politica e la tecnologia dovrebbero essere posti al servizio della vita e della natura. Pensiamo sia ineludibile la necessità di elaborare approcci coerenti con una nuova visione umanistica del mondo. Crediamo che occorra cominciare a ragionare di un altro sviluppo umano, da attuare attraverso una economia che cammini di pari passo con l’ecologia, al fine di conservare la qualità ambientale ed eco sistemica nel produrre, generare e ridistribuire la ricchezza. Nella ricerca di un nuovo paradigma economico ed ambientale, tuttavia, dobbiamo constatare i limiti della tradizionale organizzazione economica mostrati dalla recente crisi. Risparmio, riuso, recupero, riciclo, rigenerazione, rinnovabili: queste possono essere le fondamenta del futuro, per l’Italia e per il nostro pianeta.

È tempo di agire. È tempo di compiere scelte. È tempo di coraggio. È tempo di responsabilità. Non grandi opere ma piccola manutenzione ordinaria. Non grandi eventi ma occasioni culturali diffuse. Non grandi proclami ma piccoli esempi quotidiani. Non nuovo cemento e asfalto ma cura del paesaggio. Non più divisioni ma senso di comunità. Non muri e barriere ma ponti e percorsi condivisi.

Siamo convinti che la bellezza rappresenti un investimento sul futuro, quello di un cambiamento all’insegna del benessere collettivo e degli individui, della trasformazione che renda più vivibili e belle le grandi città così come i piccoli borghi, della valorizzazione della creatività, del miglioramento della qualità della vita. La bellezza può essere la finestra da cui guardare in modo nuovo a politiche che interessino il territorio, a partire da rigenerazione urbana e mobilità ecosostenibile, progettazione culturale e tutela del patrimonio storico e artistico dell’Italia, costituzione di distretti di economia civile ed economia della bellezza, salvaguardia dell’ambiente, educazione alla bellezza e green economy, chiudendo la stagione dei condoni edilizi, del consumo del suolo, dell’abbandono e della privatizzazione del patrimonio storico e artistico del nostro paese. Bellezza come arte, paesaggio, qualità della vita, patrimonio storico e artistico, enogastronomia, musica, teatro, danza.

Pensiamo che sia necessario oggi più che mai rilanciare una proposta di legge sulla bellezza nel Bel Paese, in attuazione dell’art.9 della Costituzione, in cui venga posta al centro la bellezza intesa come un modello di sviluppo alternativo ovvero una economia della bellezza come possibile fonte di sviluppo economico ecosostenibile e di occupazione durevole.

Perché la bellezza è una speranza aperta nel cuore della nostra società. Perché la bellezza potrà salvare il Bel Paese solo se e quando noi, donne e uomini, ci impegneremo a salvare la bellezza.

 

 

Per aderire all’appello scrivere a:

Filippo Cannizzo (filosofo), Alessandra Bonfanti (Legambiente, Resp. Nazionale mobilità dolce e piccoli comuni), Enrico Fontana (giornalista, segreteria nazionale Legambiente), Tiziana Pesce (testimone di bellezza, di speranza, di resistenza, figlia dei partigiani Giovanni Pesce e Onorina Brambilla), Massimiliano Presciutti (Sindaco di Gualdo Tadino, Pg), Elisa Brunetto (Associazione “Chiaroscuri e altre Storie”), Gabriele Mannino (architetto, Slowtime e Resp. Sett. Internazionale ANAB), Paola Cianci (Assessore all'Ambiente del Comune di Vasto, Ch), Roberto Miccù (giurista e Professore Ordinario di Istituzioni di Diritto Pubblico - Università di Roma “La Sapienza”), Paola Bucciarelli (insegnante e Segretaria Movimento Federalista Europeo – sezione di Latina), Paolo Autunno (Liriwine), Circolo Legambiente Terracina Pisco Montano, Antonio Durante (artista), Tatiana Carosati (ceramista), Rita De Petra (Coordinatrice laboratorio politico Left di Pescara -Chieti), Fabrizio Bonne-Anneé (Presidente del movimento “Sezze Bene Comune”), Manuela Pascarella (insegnante, Flc Cgil nazionale), Alfonso Pisicchio (Assessore alla Pianificazione territoriale - Urbanistica, Assetto del territorio, Paesaggio, Politiche abitative della Regione Puglia), Anna Maria Bilancia (Sindaca di Priverno, Lt), Vincenzo Lasorella (architetto e Dirigente del Servizio Strumentazione Urbanistica Regione Puglia), Fiorella Angeli (Presidente Uni Gualdo), Giovanni Caudo (Presidente Municipio III – Roma Capitale), Rita Palombi (consigliere Provincia di Latina e del Comune di Sezze, Lt), Roberto Lessio (Assessore all’Ambiente e alle Politiche Energetiche del Comune di Latina), Francesca Neiviller (insegnante), Luigi De Magistris (Sindaco di Napoli), Romina Trenta (Assessore alla Cultura del Comune di Velletri, Rm), Alessandro Siani (attore), Mattia Palazzi (Sindaco di Mantova), Stefania Proietti (Sindaca di Assisi, Pg), Massimo Guastella (24 ORE Cultura), Ornella Carnevale (Sindaca di Pico, Fr), Orlando Pocci (Sindaco di Velletri, Rm), Sabrina Ferilli (attrice), Massimiliano Quadrini (Presidente Comitato Promotore Candidatura di Isola del Liri UNESCO Creative Cities Network per le Media Arts e Sindaco di Isola del Liri, Fr), Valeria Mancinelli (Sindaco di Ancona), Giuseppe Rinaldi (Sindaco di Montesano sulla Marcellana, Sa), Federica Battafarano (Assessore alle Politiche Culturali del Comune di Cerveteri, Rm), Fabrizio Moscato (Direttore artistico “Liberi sulla Carta” - Fiera dell’Editoria Indipendente di Rieti), Giuseppina Giovannoli (Sindaca di Sermoneta, Lt), Ignazio Mazzoli (Direttore UNOeTRE.it), Chiara Appendino (Sindaca di Torino), Virginio Brivio (Sindaco di Lecco), Oriana Scapeccia (Presidente Associazione “Arte e dintorni”), Luca Bevilacqua (Assessore a Cultura, Turismo, Beni comuni del Comune di Serra de’Conti, An), Barbara Bucari (Assessore alla Cultura del Comune di Gualdo Tadino, Pg), Tommaso Vicinelli (storico dell’arte), Mario Leone (Segretario regionale Lazio del Movimento Federalista Europeo e Vice Direttore dell’ Istituto di studi federalisti “ Altiero Spinelli”), Eleonora Contento (Consigliera del Comune di Sezze, Lt), Michele Fabietti (creative designer), Sonia Quattrociocche (Assessore alla Cultura del Comune di Priverno, Lt), Stefano Galiotto (Presidente Associazione "Note di Teatro"), Stella Egitto (attrice), Gianpaolo Nardi (Vice Presidente Anci Lazio e Sindaco di Castel San Pietro Romano, Rm), L’Aura (cantante), Davide Morante (Sindaco di Salle, Pe), Valeria Solari (stilista), Maurizio Cerroni (già Sindaco di Ceccano, Fr), Valentina Lodovin (insegnante), Stefano Pennacchi (“Associazione R/Esistenza”), Alessandra Thiele (musicista), Leoluca Orlando (Sindaco di Palermo), Rossella Discolo (cantante), Paolo Rava (architetto, Professore Università degli studi di Bologna UniBO e Vice Presidente ANAB), Sara Rubini (violinista), Leonardo Scaglioni (Ricercatore Università degli Studi di Milano presso DeFENS - Department of Food, Environmental and Nutritional Sciences e Presidente Associazione“Chiaroscuri e altre Storie”), Alessandra Bisciaglio (Club del libro di Gualdo Tadino, Pg), Giuseppe Sala (Sindaco di Milano), Maria Undici (pianista), Daniele Vimini (Vice Sindaco di Pesaro e Assessore alla Bellezza del Comune di Pesaro), Alessandra Napoli (pittrice), Dario Bellini (Assessore a Città accessibile e mobilità sostenibile del Comune di Latina), Daniela Bianchi (Delegato Nazionale FERPi e “Progetto Cantieri X Roma - Oservatorio Parlamentare per Roma”), Mattia Bongiovanni (Presidente “Associazione R/Esistenza”), Alice (street artist), Luigi Mastrogiacomo (Assessore all’Ambiente e all’Urbanistica del Comune di Giuliano di Roma, Fr), Luana Favaretto (artista), Simone Ombuen (Membro Comitato Scientifico Candidatura di Isola del Liri UNESCO Creative Cities Network per le Media Arts e Professore Associato di Urbanistica - Università di Roma TRE), Luisa Amane (attrice), Anselmo Briganti (Segretario generale Camera del Lavoro Cgil Frosinone – Latina), Valentina Adiutori (Vice Sindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Paliano, Fr), Amedeo Ciaccheri (Presidente del Municipio VIII - Roma Capitale), Greta Scarani (artista), Mario Fioriti (Direttore del Teatro Talia e Presidente “Associazione Teatro Talia”), Luisa Tanzi (architetto), Carlo Medici (Presidente della Provincia di Latina e Sindaco di Pontinia, Lt), Sara Mulino (ingegnere), Antonio Terra (Sindaco di Aprilia, Lt), Circolo Legambiente intercomunale Verde Azzurro Sud Pontino, Gustavo Giorgi (Legambiente, Presidente circolo arcobaleno pontino Latina/Sezze), Veronica Policastro (Presidente Associazione “Cambiare il mondo” Torino), Domenico Guidi (Sindaco di Bassiano, Lt), Silvia Sarchiaponi (Associazione LIBERA – contro le mafie), Umberto Balloni (Presidente Associazione “Educare alla vita buona”), Circolo Larus Legambiente volontario - Sabaudia, Marco Maddalena (“Comunità Solidali” per la Certosa di Trisulti, Frosinone), Marina Usai (Presidente Associazione “Mediterraneo a colori), Marco Polese (Presidente ANPI - sezione di Latina), Paola Marcoccia (Legambiente, circolo intercomunale “Luigi Di Biasio”), Carmine Spina (Assessore alla Bellezza del Comune di Pontecagnano Faiano, Sa), Marzia Venezia (pittrice), Augusto Ianni (Direttore artistico “Torrice Art Night” e consigliere del Comune di Torrice, Fr), Barbara Abbruzzesi (insegnante), Tiberio Bellotti (“Tenda dei popoli” di Ostia), Enrico Rossi (Presidente Regione Toscana), Damiano Coletta (Sindaco di Latina), Mario Boldrini (artista), Giovanna Brunitto (scrittrice), Davide Cerullo Scampia (scrittore e fotografo), Lorenzo De Martino (artigiano del cibo), Giovanni Guarini (apicoltore bio sostenibile), Franco Francesca (Founder dei brand ZooMorfic e Franco Francesca), Paolino Lo Giudice (Sindaco di Graniti, Me), Curzio Rusnati (Sindaco di Bussero, Mi), Mary Vono (Assessore al Bilancio, Aziende partecipate, Lavoro, Legalità, Intehrazione, Partecipazione, Trasporti, Provveditorato del Comune di Cornaredo, Mi), Marco Sioli (Professore Associato di Storia e istituzioni delle Americhe - Dipartimentodi Studi Intrnazionali, Giuridico e Storico-Politici dell'Università degli studi di Milano)

 

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Tutta questa bellezza senza navigatore

cubo di Rubik mindi Arianna Rossi - Dismorfofobia: alterazione nell’elaborazione degli stimoli visivi che portano a valutare in modo scorretto il proprio aspetto.
Queste 17 parole descriverebbero la diagnosi di più della metà delle donne del pianeta eppure esse non bastano, così come non bastano le parole dei familiari, degli amici, dei professori e dei dottori.

Quando una ragazza ha una sua immagine introiettata nel cervello quell’immagine si riflette in ogni aspetto della sua vita, in ogni gesto, in ogni parola, in un film che vede al cinema, nelle parole di una canzone, in un paio di scarpe, in un programma televisivo, in una foto. Quelle maledette foto di donne che espongono i loro corpi perfetti senza preoccuparsi di chi osserva, il più delle volte lo fanno davanti ad uno specchio esaltando la loro immagine in modo esponenziale, perché quel corpo non è sufficiente ad umiliarti ma è necessaria anche la tua figura riflessa in quello specchio virtuale per distruggerti.

Il mondo si è trasformato in un gigantesco cubo di Rubik le cui facce non sono altro che immagini virtuali, corpi che si sovrastano fasciati da abiti che promettono stili di vita, ideali di felicità e personalità preconfezionati le cui etichette sono le stesse per tutte e la piazza di ritrovo è una solamente, i social.
Eppure, tra i quadratini colorati di quel cubo è nascosta tanta bellezza, una bellezza che spaventa, una bellezza che non viene considerata e che per questo motivo viene deturpata. In quel labirinto sociale e oscuro le ragazze si trovano sole a lottare contro un Minotauro forgiato dalle loro insicurezze, dalle loro paure e dall’incompatibilità che esse credono di avere con questo mondo.

Anoressia: situazione di restrizione alimentare volontaria che porta a mantenere il peso corporeo ad un valore inferiore rispetto a quello ritenuto normale.
Arriva un giorno in cui ad una tua amica viene fatto un complimento sul suo fisico davanti a te, in cui facendo un giro per i negozi di abbigliamento e girando tra gli scaffali noti che tutti i capi che potrebbero piacerti in realtà non puoi indossarli perché sono di una taglia troppo piccola per la tua corporatura. Ecco che quel Minotauro comincia a prendere forma all’interno di un labirinto in cui eri inserita ancor prima di nascere.
Ti guardi allo specchio per l’ultima volta in cui è riflessa la tua immagine reale, un’immagine che la società non vuole, un’immagine non adatta ad essa, che conduce il tuo cervello a falsare i dati di un aspetto che non abbandonerà più i tuoi occhi. Viene scattata una polaroid che porterai sempre e dovunque con te, che guiderà le tue mani quando magari vorrai mangiare un gelato con le amiche, che mortificherà il tuo stomaco quando crederai di aver mangiato un rigatone di troppo, che brucerà il tuo corpo fino a quando non ci sarà più niente da consumare, che lo renderà vuoto fino a quando anche l’ultima goccia di sangue sarà versata.

Disturbo da alimentazione incontrollata: abbuffata compulsiva che porta ad assimilare una quantità spropositata di cibo in un periodo temporale molto breve. Questa è una definizione ricavata da vari articoli raccolti da internet cercando informazioni su un disturbo alimentare opposto all’anoressia, una ricerca rivelatasi necessaria a causa della non esistenza di un termine scientifico che lo rappresenti.
Viene da chiedersi: “Perché?” Semplicemente perché esso non è una malattia SOCIALMENTE riconosciuta.

Eppure il meccanismo cerebrale e psicologico è identico a quello dell’anoressia, la polaroid che viene scattata dal nostro Gulliver è la stessa, un insieme di codici corporei che non corrispondono a verità, solo che in questo caso la bellezza del cuore e dell’anima anziché consumate vengono DEFORMATE, vengono DISTORTE, vengono ingozzate di dolore fino a portare noi stesse ad un’incontrollabile indigestione, la quale non è altro che il segnale del nostro IO che ci invita a fermarci e a guardare dentro di noi. Ma gli occhi di una ragazza le cui mani usano il suo corpo come arma per uccidere se stessa, sono accecati dal marcio e dalla superficialità della realtà che la circonda, un poster alla stazione con una pubblicità per intimo, una foto su Instagram di alcune coetanee ad una festa, una frase detta da un gruppo di ragazzi mentre cammina per le strade della città, uno sguardo di disgusto da qualcuno che non ti aspetti.

Contemporaneamente al corpo che muta, aumenta di volume e cambia la sua forma anche la tua personalità ne risente, la bocca smette di sorridere, preferisci nasconderti dietro tute e felpe sia per non mostrare cosa sei diventata ma anche perché ritieni che non abbia senso rendere femminile un qualcosa che di femminile non ha più niente, non rendendoti conto che stai celando al mondo qualcosa di ben più importante del tuo aspetto esteriore, TE STESSA.
Eppure, nonostante tu abbia appeso un cartello enorme in cui è scritto a caratteri cubitali il tuo disagio, la società, quella stessa società che ti ha portato a bruciare il filo che poteva salvarti da quel labirinto, è incapace di leggerlo accettando un unico assioma: “una donna troppo magra è anoressica mentre una troppo grassa è solo una ragazza che mangia troppo".

Allora ecco che il Minotauro diventa più forte, più feroce e l’immagine nella testa è sempre più grande, provi a chiedere aiuto alle tue amiche ma non riconoscono il tuo problema, perdi totalmente il controllo delle mani, impianti nella tua testa una legge fondamentale ovvero se sei magra sei una persona che vale, se sei magra avrai successo, se sei magra vivrai una vita felice…………………….se cambi aspetto sarai degna del mondo che abiti.
Perdi il controllo della tua bocca, vuoi fare uno scarabocchio su un foglio ma le tue dita sono più sottili della penna che vuoi usare, i tuoi denti masticano molte cose ma ogni alimento ormai ha perso sapore, tua madre ti mette davanti del cibo per farti nutrire ma solo l’odore provoca nausea, lo stomaco continua a lanciarti sos, ti chiede di fermarti perché non riesce più a smaltire il tuo malessere, i vestiti nel tuo armadio sono ormai enormi, vorresti alzarti dal letto ma non ci riesci, le tue gambe sono troppo magre esili, i pantaloni nel cassetto non ti vanno più bene, rigetti liquidi perché non mangi niente, vuoi andare a correre ma il tuo corpo è diventato ingombrante, vomiti perché mangi troppo, supplichi di diventare anoressica, preghi di non svegliarti più…la tua anima ti implora di spegnere tutto…………..…..blackout!

Lo vedi quel mostro davanti a te….sei tu, sei stata tu a crearlo e hai permesso a tutte le persone che ti circondano di innalzare, mattone dopo mattone, i muri del ghetto in cui sei rinchiusa.
Ma nonostante loro siano più forti, nonostante quel mostro che tu stessa hai creato faccia paura bisogna usare la bellezza della tua anima per sconfiggerlo, per tessere di nuovo quel filo che ti permetterà di uscire.
Non ha importanza la combinazione di colori che il mondo reale e i suoi abitanti decidono di creare, ognuno di noi ha il proprio cubo tra le mani ed ha la libertà di scegliere quali colori vuole essere perché non è arrivare alla costruzione di una faccia con lo stesso aspetto lo scopo finale, ma far brillare la nostra personalità di mille colori diversi.

 

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Duemila 'Briciole di bellezza'

Bricioledibellezza 350 260 minPaola Bucciarelli intervista Filippo Cannizzo

Incontriamo Filippo Cannizzo a circa cinque mesi dall’uscita del suo primo libro, “Briciole di bellezza. Dialoghi si speranza per il futuro del Bel Paese”. Filippo Cannizzo è un filosofo e ricercatore universitario, ha insegnato a Bologna, Napoli, Roma e, dopo aver collaborato con l’Istituto Luigi Sturzo e la Fondazione Ugo Spirito, ha diretto l’ICC Castelli; è stato tra i promotori ed ideatori del Festival di Filosofia in Ciociaria. Il suo libro, pubblicato per la casa editrice Mimesis il 27 settembre 2018, ha già venduto oltre duemila copie.

Ci incontriamo dopo alcuni mesi dalla presentazione del tuo libro che abbiamo organizzato come Amici di unoetre.it. Hai continuato il tour di presentazioni di “Briciole di bellezza”?

Bentrovati! L’ultima volta che ci siamo incontrati è stato in occasione della presentazione del mio libro a Frosinone, una iniziativa veramente ben organizzata e molto partecipata, di cui ancora ringrazio il giornale unoetre.it. Inoltre, ringrazio voi e i vostri lettori per l’attenzione che avete dato al mio libro fin dalla sua pubblicazione. In questi mesi ho avuto modo di tenere circa venti presentazioni del libro, in tre regioni e undici province italiane, nel corso delle quali, con grande emozione e sorpresa ho avuto la fortuna di incontrare tantissime lettrici e tantissimi lettori con cui ho potuto parlare del mio libro e delle tematiche in esso contenute.

Si, la presentazione del libro organizzata da unoetre.it è stata veramente molto partecipata, e siamo davvero contenti che anche le altre siano andate altrettanto bene. Anche se forse chiamarle presentazioni è un poco riduttivo…

È vero, in effetti nel corso di queste iniziative ho provato a proporre qualcosa di più che una semplice presentazione del libro con relazioni sul testo da parte degli oratori invitati. Ho tentato di far attraversare il dibattito, spesso molto approfondito e competente, da alcune delle forme di bellezza di cui parlo nel libro; ho cercato di proporre delle piccole esperienze di bellezza in cui coinvolgere i partecipanti alle iniziative.

Il tuo esperimento sembra essere riuscito. Quando si partecipa ad una presentazione di “Briciole di bellezza”, musica, poesia, recitazione, fotografia, arte sembrano fondersi con il racconto del tuo libro e stringere le tue parole in una condivisione di bellezza con i presenti.

Di questo devo ringraziare le amiche e gli amici che mi hanno aiutato in questo. A partire dalle splendide canzoni offerte dal cantautore Federico Palladini, poi dai musicisti Pallocca e Salvatelli. La mostra fotografica “IO SONO”, realizzata da 2.0 Fotografi ed esposta in numerose presentazioni, ha meravigliato chi ha avuto l’opportunità di ammirarla. Le poesie e le letture recitate sono state intense, sia da parte di Roberta Cassetti che da Catia Monacelli. Molto toccante, e di rara bellezza, la poesia inedita che mi è stata donata da Marina Contini. Non posso, quindi, esimermi dal parlare del grande contributo dato alle iniziative da parte dell’istrionico Stefano Pennacchi che, tra letture appassionate e poesie inedite che hanno incantato, insieme ad interventi puntuali sulle tematiche trattate, mi ha accompagnato in quasi tutto il tour di presentazione fin qui realizzato.

Il tuo libro, voglio ricordarlo, ha vinto un importante premio dedicato alla filosofia. Nel corso delle presentazioni di “Briciole di bellezza”, hai detto che il testo può avere diversi piani di lettura: il racconto di un viaggio, una storia d’amore, un saggio scientifico e un manifesto filosofico. Puoi spiegarci meglio cosa intendi con filosofia? Cosa è per te la filosofia?

Quando parlo di filosofia la intendo una filosofia popolare. In questo senso, la filosofia per me rappresenta l’opposto di quello che viene oggi inteso, a torto, con questa parola. Molti considerano filosofia come una mera astrazione, come una accumulazione di nozioni o come una forma di sapere ed erudizione ormai inutile nel XXI secolo. Invece, credo fermamente che la filosofia sia la capacità di comprendere la vita, il nostro posto all’interno della vita (come singoli, come comunità e come umanità), i diritti e i doveri, i nostri rapporti con gli altri uomini. Il compito della filosofia, oggi come ieri, è quello di aiutare a prendere coscienza di sé come persone e della propria relazione con gli altri uomini. Filosofia come domandare, stimolare il pensiero e la discussione per contrastare il “sonno della ragione” dei nostri giorni, che, parafrasando Francisco Goya, può generare solo mostri.

Nel tuo libro sono presenti molti dialoghi. In “Briciole di bellezza”, i protagonisti, Giacomo e Beatrice, dialogano con i diversi personaggi incontrati durante il cammino; tale espediente narrativo che hai usato nel tuo racconto ha a che fare con quello che hai appena detto rispetto alla filosofia?

Esattamente! Infatti, penso alla filosofia come alla capacità di conoscere il mondo attraverso le sole forze del ragionamento, del dialogo e del confronto, per provare, attraverso questo, a rintracciare delle possibili strade per cambiarlo questo mondo. Sono convinto che la forma del dialogo, che ho usato nel testo, aiuti maggiormente a spiegare i problemi affrontati di volta in volta, così come le soluzioni proposte. Credo che sia proprio dal dialogo, dal confronto, che possano scaturire le possibili vie d’uscita ai problemi in cui l’Italia è invischiata: le soluzioni alle problematiche del Bel Paese non possono che esser frutto di una partecipazione collettiva!

Nel sottotitolo del libro parli di dialoghi di speranza per il futuro del Bel Paese. All’inizio del racconto, nell’introduzione e nella quarta di copertina, si parla di “Briciole di bellezza” come di una storia d’amore ma già dopo poche pagine il lettore si rende conto che il cuore del libro è costituito dall’analisi e dalle possibili soluzioni per i problemi del nostro paese (e non solo del nostro), insieme al tema della bellezza come speranza per il futuro dell’Italia. Mi pare di capire tu sia convinto che la soluzione a tali questioni passi attraverso una visione umanistica del mondo, è così?

Si, penso che sia ineludibile la necessità di elaborare approcci coerenti con una “nuova visione umanistica” del mondo, fondata su relazioni coevolutive uomo/uomo e uomo/natura. Occorrerebbe cominciare a ragionare di un altro sviluppo umano, da attuare attraverso una economia che cammini di pari passo con l’ecologia, al fine di conservare la qualità ambientale ed eco sistemica nel produrre, generare e ridistribuire la ricchezza. Nella ricerca di un nuovo paradigma economico ed ambientale, però, non possiamo esimerci dalla constatazione dei limiti della tradizionale organizzazione economica mostrati dalla recente crisi. Risparmio, riuso, recupero, riciclo, rigenerazione, rinnovabili: queste possono essere le fondamenta del futuro, per l’Italia e per il nostro pianeta. Perciò, l'economia, la politica e la tecnologia dovrebbero tornare ad essere poste al servizio della vita e della natura.

Bene, ma allora quale può essere il ruolo della bellezza nel mondo di oggi?

La bellezza può essere una speranza aperta nel cuore della nostra società. Per provare ad uscire dal pragmatismo utilitaristico in cui sembrano immersi il nostro paese e il mondo di oggi, può aiutarci una rinnovata attenzione alla bellezza. Quando non si impara a fermarsi ad ammirare la bellezza, in genere si considera ogni cosa come un oggetto di uso e abuso personale, senza porsi troppi scrupoli. Per scardinare il ciclo ingenerato dal mondo consumistico, dobbiamo incontrare la bellezza. Perché l'esperienza della bellezza sospende l'atteggiamento del possesso e del consumo immediato, generando l'atteggiamento del rispetto, dell'ascolto e dell'attenzione verso l'altro. L'esperienza della bellezza consente di rintracciare un qualcosa che vale di per sé, e non un qualcosa che vale come mezzo per i nostri mutevoli scopi. Per concludere, in tempi bui e complicati come quelli che stiamo vivendo, il senso della bellezza sembra suggerire che un altro mondo è possibile.

 

 

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Senza rosa né celeste - Libro del mese

senzarosaneceleste 350 min

"Senza rosa né celeste" è il "Libro del mese di UNOeTRE.it". 4 febbraio '19 - 15 marzo '19

UNOeTRE.it con il patrocinio della provincia di Frosinone e in collaborazione con Villaggio Maori Edizioni presenta il libro "Senza rosa né celeste" di Mariella Fanfarillo il 15 febbraio 2019 dalle ore 16 nella Biblioteca provinciale di Frosinone (vedi locandina*)
.

«Ho imparato a mie spese la differenza tra vedere e guardare: ora so che da sempre io vedevo mio figlio ma guardavo mia figlia». È da questa folgorante consapevolezza che ha inizio il racconto di Mariella Fanfarillo, un viaggio a ritroso lungo la sua vita e quella di sua figlia Esther, transessuale coraggiosa, la seconda ad aver ottenuto in Italia l’autorizzazione al cambio anagrafico di sesso senza l’obbligo dell’operazione quando era ancora minorenne. Raggiungere quel traguardo non è stato semplice, ma Esther e Mariella sono sempre rimaste una accanto all’altra, sostenendosi a vicenda e affrontando insieme la violenza – fisica, psicologica e persino burocratica – di un paese ancora impreparato ad affrontare la diversità e forse anche, ancora di più, l’autodeterminazione. Una testimonianza necessaria che «vi farà versare lacrime dolci» (Monica Cirinnà). Una storia vera, fatta di fatica, amore e resilienza.
.
L'autrice dialogherà con Nadeia De Gasperis (vicedirettrice di UNOeTRE.it). Questa conversazione sarà registrata in video e resa disponibile per tutti i lettori di UNOeTRE.it.

Dopo l'intervista a Mariella Fanfarillo ci sarà spazio alle domande del pubblico. 


 

 

Llocandina_Mariella-Fanfarillo

 Autrice della locandina è Valentina Lizzio

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

La Certosa di Trisulti: luogo di speranza, fonte di bellezza

Certosa di Trisulti 390 260 mindi Filippo Cannizzo* - Nel cuore dei Monti Ernici, ai confini tra Basso Lazio, Abruzzo e Provincia di Roma, si trova una delle briciole di bellezza del nostro paese, la Certosa di Trisulti. Immersa nella natura, tra querceti e corsi d’acqua purissima a 825 metri di altitudine, è stata costruita in stile gotico e consacrata nel 1211, poi ampliata nel corso dei secoli adottando le forme architettoniche tipiche del barocco. Entrando tra le mura imponenti che la cingono, un sentimento di bellezza e di pace pare avvolgere i pellegrini e i visitatori. L’ingresso principale si apre su un portale sormontato da un busto di San Bartolomeo, scolpito da Jacopo Lo Duca, allievo di Michelangelo Buonarroti, mentre tra i meravigliosi affreschi che adornano le sale del complesso si possono ammirare opere di Filippo Balbi e Giuseppe Caci. Inoltre, la Certosa è stata a lungo avanguardia nello studio e nell’applicazione della farmacologia.

Per raggiungere la Certosa di Trisulti, tappa centrale del Cammino di San Benedetto, bisogna inerpicarsi per strade invase da buche che sembrano crateri e invase dalla vegetazione, abbandonate dagli enti che dovrebbero occuparsene. Lungo i bordi della strada, nascosti dietro rocce e alberi secolari, si possono scorgere cumuli di rifiuti. Si deve salire a senso, perché le poche indicazioni che si possono trovare sul percorso sono completamente divelte, arrugginite, cadute per terra, mentre per chilometri e chilometri sono mancanti, a causa dell’incuria di chi avrebbe dovuto avere “cura” di questi luoghi di meravigliosa bellezza.

Oggi sono rimaste ben poche le persone che abitano questa imponente Certosa, tra cui il priore dei Cistercensi di Casamari, don Ignazio, e un ospite straniero, Benjamin Harnwell. A partire dal Febbraio 2018, la gestione della Certosa di Trisulti è stata assegnata in concessione per 19 anni dal MIBACT, il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo italiano, all’Associazione DHI - Istituto Dignitatis Humanae, fondato proprio da Harnwell e diretto dal cardinale Raymond Leo Burke. L’Istituto Dignitatis Humanae si definisce come «una organizzazione non governativa di ispirazione cattolica. Un think tank, costituito nel 2008 con l’obiettivo di difendere le fondamenta giudaico-cristiane della civiltà occidentale, riconoscendo che l’uomo è stato fatto a immagine e somiglianza di Dio». L’Istituto è molto attivo nel lobbying politico: ha già tre gruppi parlamentari di lavoro nel Regno Unito, in Romania, Lituania, e nel 2019 vuole costituirne uno presso il Parlamento Italiano.

Il 7 Ottobre 2015, l’allora Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, applicando per la prima volta il “Codice dei beni culturali e del paesaggio” (redatto nel 2004 dal Ministro dei Beni e delle Attività Culturali del governo Berlusconi, Giuliano Urbani), firmò il decreto per la concessione in uso a privati di beni immobili del demanio culturale dello Stato non aperti alla fruizione pubblica o non adeguatamente valorizzati, da cui il bando per l’affidamento in concessione della Certosa di Trisulti vinto dall’Istituto Dignitatis Humanae. In cambio della gestione del bene, l’ente vincitore del bando, a partire dalla stipula del contratto, dovrà corrispondere un canone di 100 mila euro annui al MIBACT, ma potrà detrarre da quella cifra il costo dei lavori di ristrutturazione della Certosa...

Il bando in oggetto intendeva individuare associazioni e fondazioni senza fini di lucro alle quali concedere in uso uno tra tredici beni immobili del demanio culturale dello Stato, per i quali non era corrisposto alcun canone e che richiedevano interventi di restauro. La concessione d'uso avrebbe dovuto essere finalizzata alla realizzazione di un progetto di gestione del bene che ne assicuri la corretta conservazione, l'apertura alla pubblica fruizione e la migliore valorizzazione. Il bando del MIBACT, sicuramente pieno di clausole escludenti e limitanti rispetto ai soggetti potenzialmente interessati a partecipare, è soltanto uno degli aspetti controversi della vicenda che ha portato alla concessione in uso della Cerosa di Trisulti all’Istituto Dignitatis Humanae. Perché il problema vero è a monte. Per la prima volta in Italia lo Stato ha messo all'asta alcune delle sue bellezze. È vero che solo cinque dei tredici beni storici e artistici messi al pubblico incanto sono stati assegnati, ma il rischio concreto è che questo primo bando faccia da apripista ad analoghe future concessioni in uso a privati delle innumerevoli bellezza del Bel Paese.

I benefici per il MIBACT saranno probabilmente inesistenti, sia dal punto di vista economico che di tutela, perché per mantenere e ristrutturare la Certosa di Trisulti servono molte più risorse di quelle stanziate dall’Associazione di Harnwell. Senza considerare che la valorizzazione della stessa porterà solo ad interessi privati dell’Istituto Dignitatis Humanae , dato che per la prima volta dopo secoli l’accesso alla Certosa è a pagamento e le paccottaglie che vengono vendute come souvenir a Trisulti sono prodotte e vendute per il guadagno della stessa DHI. Infine, il vero intento di Harnwell pare essere quello di trasformare la Certosa in una scuola di formazione per le nuove leve del populismo europeo e mondiale, coinvolgendo il suo mecenate Steve Bannon, il giornalista e produttore televisivo, teorico del “populismo mondiale” e considerato il fautore dell’elezione di Trump alla Casa Bianca.

Mi chiedo quale futuro abbia un paese che considera le proprie bellezze solo come fonte di spese (da tagliare) o su cui provare (neanche troppo lucidamente) a lucrare. Sarebbe necessario un cambio di paradigma nella considerazione delle bellezze del Bel Paese. Non si dovrebbe più intendere la bellezza come mezzo per qualche mutevole scopo, bensì sarebbe necessario gettare uno sguardo lungimirante e avere una visione organica su ciascun aspetto della cultura, capace di correlare i diversi settori e ragionare in termini di filiera, in cui la bellezza, in tutte le sue espressioni, gratuita e a disposizione di tutti, rappresenti il punto di partenza e di arrivo di processi complessi che, coinvolgendo una molteplicità di protagonisti e di attività locali, possano produrre ricchezza per la comunità.

La bellezza non è una fonte di sperperi ma rappresenta una potenziale fonte di crescita economica ecosostenibile e di occupazione durevole. Bellezza, quindi, come leva sociale e di sviluppo territoriale, bellezza come possibilità di progresso e di crescita per le persone. Per aprire il futuro, si potrebbe cominciare ad aprire a tutte e a tutti la Certosa di Trisulti, con strade agibili, indicazioni e comunicazioni chiare, riscoprendo le bellezze che custodisce e curando la natura che la circonda. Attraverso la valorizzazione e la condivisione dell’enogastronomia locale, la realizzazione di prodotti artigianali di qualità, strutture ricettive economiche e di qualità, visite tra gli splendori della natura, con percorsi fruibili a piedi e in bicicletta, insieme alla riscoperta dei veri prodotti trappisti, benedettini e cistercensi, la Certosa di Trisulti potrebbe diventare la tappa centrale e la speranza aperta per un nuovo cammino di bellezza dall’Italia centrale fino all’Europa.

Pensare alla Certosa non come alla scuola di formazione del populismo mondiale, ma tornare a vedere nella Certosa di Trisulti un luogo di speranza da cui ripartire per ri-costruire il futuro del Bel Paese: Trisulti luogo di speranza, Trisulti fonte di bellezza!

*autore del libro "Briciole di bellezza. Dialoghi di speranza per il futuro del bel Paese"

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Briciole di bellezza - Libro del mese

Briciole di Bellezza 350 min

"Briciole di bellezza" è il "Libro del mese di UNOeTRE.it". 8 dicembre '18 - 12 gennaio '19

 

"Briciole di bellezza. Dialoghi di speranza per il futuro del paese" è il primo libro di Filippo Cannizzo,  filosofo e ricercatore universitario. Nato a Roma il 21 luglio 1982, ha insegnato a Bologna, Napoli e Roma. Dopo aver collaborato con l’Istituto Luigi Sturzo e la Fondazione Ugo Spirito, ha diretto l’ICC Castelli. È autore di numerosi articoli sul tema della crisi del mondo moderno e sulla figura di Enrico Castelli (Enrico Castelli Gattinara di Zubiena [Torino, 20 giugno 1900 – Roma, 10 marzo 1977] è stato un filosofo e storico della filosofia italiano)

 

 

Nella recensione che abbiamo già pubblicato, Paola Bucciarelli così presenta il libro «Iniziamo subito col dire che il libro di Filippo Cannizzo, “Briciole di bellezza. Dialoghi di speranza per il futuro del Bel Paese” – Mimesis Edizioni (13,60€), – non è il solito libro retorico su quanto sia bella l’Italia.

È diviso in cinque capitoli (a loro volta suddivisi in cinque paragrafi), ognuno dei quali è occasione e pretesto per parlare di uno o più temi (ambiente, istruzione, lavoro, violenza contro le donne, disabilità, Europa) in maniera approfondita e dettagliata. Si tratta di un libro ben documentato e quindi ricco di dati (tratti da studi scientifici nazionali e internazionali).»

Cannizzo, Abbruzzese, Mastracci

Il viaggio racconta la storia d’amore che una coppia vive e quella che prova verso il proprio Paese. Si viaggia «attraverso la fragilità della bellezza dell'Italia.» Non solo. Non si dimentichi il sottotitolo: "Dialoghi di speranza per il futuro del paese". C’è di più. Negli innumerevoli dialoghi si trovano attente analisi e ricerche delle ragioni dei malanni d’Italia e una continua “voglia” di trovare risposte positive e utili.

 

 Questo viaggio si rivela un delicato pretesto per un intreccio di racconto e dialoghi che presentano un’armonia di questioni e di problemi e di soluzioni che suggeriscono la scoperta di un umanesimo che manca a questi due primi decenni del ventunesimo secolo.

 

Ill pubblico del 7 dic 18UNOeTRE.it condivide quanto si legge nella prefazione «È una storia d'amore. La storia d'amore per il Bel Paese (…)
È un libro dedicato a chi coltiva la speranza, a chi percorre nuove strade, a chi libera idee, a chi ancora si commuove, ai fragili, a chi preferisce vivere di passione piuttosto che morire di noia….»


 

UNOeTRE.it si è impegnata nella presentazione di questo libro che si è svolta il pomeriggio del 7 dicembre '18 presso la Biblioteca provinciale di Frosinone. Hanno dialogato Stefano Pennacchicon l'autore le professoresse Barbara Abbruzzese e Daniela Mastracci in un ambientazione di musiche di Federico Palladini e letture di brani e poesie di Stefano Pennacchi . Federico Palladini

Nella sala c'era anche un'antologia dell Mostra fotografica "IO SONO" a cura di 2.0 Fotografi.

 

Per chi è interessato: è possibile acquistare il libro su Amazon.com,  Feltrinelli.it, Mondadori.it, IBS.it e Ubiklibri.it o presso i loro distributori Ubik Frosinone, Mondadori Cassino e tutte le librerie Feltrinelli

Per acquistare un libro con dedica dell'autore, inviare un'email a

 

 "Briciole di bellezza" è il "Libro del mese di UNOeTRE.it". 8 dicembre '18 - 12 gennaio '19

Cliccare sulle foto con le persone per ingrandirle

 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici