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“Trisulti bene Comune”

Da dove ripartire? La Certosa di Trisulti. Un luogo simbolo.

comunitàsolidali 350 minLa vicenda della Certosa di Trisulti che ha già sorprendentemente riattivato un forte interesse per il patrimonio culturale, storico e religioso del territorio, ancor più adesso, può rappresentare un simbolo di coesione territoriale e di riscatto, anche in un’ottica di valorizzazione sostenibile delle aree interne, considerato il ruolo che le stesse avranno nell’immediato futuro.

Un punto importante, quindi, da cui ripartire, sulle orme e gli insegnamenti di S. Benedetto che, in una situazione di distruzione generale (assimilabile per molti versi all’attuale) ricostruì le basi culturali dell’Europa dandole nuova linfa vitale.

Come noto, 12 associazioni a carattere culturale, ambientale e socio-economico si sono costituite innanzi al Tar di Latina, con intervento ad opponendum per sostenere la posizione del ricorrente Ministero (nella fondata speranza di recuperare la Certosa al territorio).

Successivamente, poco prima dell’emergenza Covid-19, le stesse associazioni hanno, inoltre, deciso di costituire un Comitato di Scopo, “Trisulti bene Comune”, con l’intenzione di lavorare tutte insieme ciascuna con le proprie competenze per un rilancio del territorio a partire dai valori della tradizione benedettina, che proprio in questi luoghi hanno le loro radici. Su questo percorso si è inserita anche la Diocesi di Anagni-Alatri.

Il Comitato intende lavorare per la riaffermazione di un valore che appare, ancor più fondamentale dopo l’esperienza drammatica di questi mesi:
il Bene Comune è il bene di tutti, la sua tutela va a beneficio di ognuno e delle generazioni future.
Aperto ad altri apporti, il Comitato lavora ad un documento programmatico.

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L'11 manifestiamo perchè in gioco c’è il bene comune

collefagiolara 2 400 mindi Ina Camilli - Inizia con una iniziativa di protesta il 2020. Buon anno alla redazione di UNOeTRE.it e ai suoi lettori! Esprimiamo anche un ringraziamento per aver dato spazio e quindi voce alle attività che abbiamo portato avanti in tanti anni di costante iniziativa.

Siamo cittadini resilienti e attenti a ciò che succede nel nostro territorio, la valle del Sacco, e nell’anno appena trascorso le situazioni critiche non sono mancate, purtroppo. Un territorio che non conosce risanamento e bonifica (ancora in alto mare) e preda di appetiti e attività economiche non sempre lecite,poco contrastate dalla politica e quasi per nulla controllate dagli enti di vigilanza.

La valle del Sacco continua ad essere un terreno di conquista ma non per questo gettiamo la spugna!
Sabato 11 gennaio alle ore 11 saremo davanti la discarica di colle Fagiolara a Colleferro per protestare contro il piano rifiuti regionale che “sbarca” in ciociara - avvelenata, disastrata, fragile ed esondabile - progetti ad alto impatto ambientale e lascia affondare la sanità pubblica, gli ospedali, non apre il Registro tumori nè il Pre.S.A. ad Anagni e non avvia studi e monitoraggi epidemiologici, dopo anni di annunci.

Invitiamo tutti a partecipare e ad essere presenti per dare una risposta al bisogno di sanità pubblica e di tutela dell’ambiente. Vogliamo giustizia e pretendiamo i controlli ambientali!
In questo giorno di protesta Colleferro sarà il luogo simbolo delle contraddizioni della politica locale che da un lato si contrappone a Roma Capitale e ai rifiuti romani, e dall’altra permette i progetti determinanti e condizionanti della Regione Lazio, come il compound industriale!collefagiolara 400 min

La discarica di Colleferro ha ricevuto per un oltre un anno la monnezza romana senza alcuna opposizione da parte del Comune di Colleferro e ora in parte sequestrata per mancata ottemperanze delle disposizioni di legge. Oggi da piazza Italia si protesta per il noto principio “se non li puoi convincere li puoi confondere”. Vogliono infatti far passare sotto silenzio il fatto che il compound industriale previsto nel piano rifiuti regionale dal 2022 tratterà gli scarti non della Capitale ma di tutti i TMB regionali!

Chiusi a Colleferro inceneritori e discarica, senza che risulti, almeno fino ad ora, la chiusura “vera” con un provvedimento formale a garanzia che non ci saranno in futuro successivi loro utilizzi, questi impianti sono stati aperti con una autorizzazione della Regione Lazio e devono essere chiusi allo stesso modo, ovvero con un provvedimento amministrativo regionale definitivo.

A parte gli aspetti burocratici che tuttavia sono una certezza giuridica, sul piano politico, economico e sociale il progetto di riconversione degli inceneritori con il compound industriale è un impianto che localizza a Colleferro un polo industriale dei rifiuti con gravi ripercussioni sugli altri paesi vicini come Paliano, Anagni, Valmontone, Olevano Romano e Genazzano.

La presenza del nuovo cantiere Vailog Amazon ha già avuto una ricaduta ambientale devastante e la messa a regime del polo logistico si ripercuoterà sull’economia locale e sulla qualità dell’aria, già pessima, e quindi sulla salute di tutti!

Al di là dei motivi della protesta, che non hanno avuto tregua come gli odori nauseabondi, disconosciuti dall’Amministrazione comunale ma riconosciuti dalla Asl, da forme di illegalità con cui viene gestita la discarica e la mancanza di trasparenza dell’azione amministrativa verso i cittadini, qui appena accennati, è importante ribadire il carattere civico e apartitico della dimostrazione di sabato mattina 11 gennaio promossa da cittadini in collaborazione con comitati e associazioni. Invitiamo tutti ad essere presenti ed essere “parte” di una protesta civile che chiede condivisione delle decisioni che ricadono sul territorio.

La dimostrazione mette al centro la salute e l’ambiente e questa, come altre iniziative che si svolgeranno sullo stesso tema, è un valore positivo, su cui vogliamo essere interlocutori della politica e se è in grado anche la nostra sostenitrice.
Questa dimostrazione nasce dall’impegno di chi non si vuole arrendere e chiede giustizia e rispetto della dignità di tutti. Uno sforzo nobile di mobilitazione con il territorio che speriamo non sia mortificato ma veda la collaborazione e la solidarietà di tutti in favore di una rivendicazione che salvaguardi il presente ma soprattutto il futuro di chi verrà dopo di noi.

È un appuntamento da non mancare, in cui parleremo di noi e di cosa ci aspetta domani, convinti che ogni forma organizzata di protesta che parta dai cittadini è degna di considerazione. In gioco c’è il bene comune.

 

 

 

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Con la filosofa Arianna Fermani abbiamo parlato di Bene e Male

Prof.AriannaFermani 350 minGli Amici di Unoetre ricordano con apprezzamento, soddisfazione e gioia l'incontro che si è svolto il 28 novembre scorso presso la Biblioteca Provinciale di Frosinone. Ringraziamo la professoressa Arianna Fermani, docente di Storia della Filosofia Antica presso l'Università degli studi di Macerata, gradita ospite dell'incontro, e la Biblioteca Provinciale di Frosinone, che ha gentilmente ospitato tutti noi partecipanti, permettendo la realizzazione di una conversazione piacevole e assai ricca a proposito delle pieghe dell'animo umano, scandagliate con sapiente maestria dal filosofo greco Aristotele. La professoressa Fermani ci ha presentato il suo studio ampio e profondo pubblicato nel libro "Aristotele e l'infinità del male. Patimenti, vizi e debolezze degli esseri umani" dove la nostra filosofa dispiega la voce aristotelica mettendo in luce l'altro dal Bene, il male, nelle sue molteplici declinazioni, affrontando una lettura pressoché inedita delle opere del filosofo greco, solitamente letto come filosofo del Bene, della eudaimonia, o vita buona, o felicità: il Bene non sta da solo, può essere il centro del bersaglio dell'arciere, immagine cara ad Aristotele, e però centro in un campo ben più ampio di azioni possibili, campo del non bene, del non del tutto bene, campo dei mali possibili, mali patiti e mali agiti. Si tratta di un tema complesso e delicato che è stato reso interessante e coinvolgente dalla capacità di "familiarizzarlo" con la sensibilità e maestria che caratterizzano la professoressa Fermani alla quale dedichiamo questo pensiero.

 

Studiare è la attività più bella che ci sia. Anche perché studiare vuol dire amare, avere a cuore, prendersi cura... e di che cosa?Locandina 28 novembre '19 Dell'umano, io direi, perche si studia e si ama l'umano, tutto ciò che l'uomo pensa, opera, agisce, realizza, scrive, tramanda, insieme con l'altro essere umano, come in una infinita catena di infiniti anelli che noi stessi siamo....verso il tempo che siamo stati e verso il tempo che saremo, annodando passato, presente e futuro.
Non lasciare cadere nell'oblio: il grande compito etico di ognuno di noi. Non lasciar cadere l'umano presente, accanto a ciascuno di noi: il compito etico di riconoscerci l'uno nell'altro, l'altro come il primo specchio ove conoscere noi stessi, l'altro come via verso la propria interiorità, verso lo sviluppo maturo della autocoscienza, e tutto questo in reciprocità. E ancora: non lasciar cadere i passi di domani nel vuoto dell'assenza di memoria, di progettualità, di mani tese a costruire aeree prese e tenute, mani aperte ad accogliere mani, mani come palme, le palme della pace e della fratellanza, insieme verso un dove che ancora non c'è, che sta a noi, che passo dopo passo realizziamo insieme....
Studiare per me è tutto questo ed è la bellezza della felice relazione umana, della pluralità di cuori e menti che si ritrovano solidali nella via verso il domani, uniti nella stessa precaria, fragile, transeunte, vita umana, perché solo tenendosi uniti possiamo non restare atterriti, sgomenti, quasi incapaci di essere quella vita che senza noi non sarebbe più umana...
Io scopro questa umana social catena ogni volta che una sala ci raccoglie insieme e ci unisce in un comune cuore e pensare, in un comune ragionare, in quella confilosofia che i nostri amati greci amavano e praticavano. Ogni volta che si discorre insieme si manifesta il pensiero che unisce, che raccoglie e ci fa uno, che ci condivide condividendo: quasi un sol cuore, quasi si sprigionasse la scintilla che tanto piaceva a Platone.
Quando questo accade io sono come nel mio più proprio essere, sono proprio giusta, proprio al centro del mio bersaglio, come Torroni, Fermani, Mastraccil'arciere di Aristotele; e sono felice e vedo occhi felici intorno a me, e allora sento che stiamo facendo la cosa giusta, sento che facciamo bene, sento che facciamo il bene. Posso immaginare che si pensi che ci sia della retorica nelle mie parole, ma invece non c'è, semplicemente non c'è; scrivo quello che sento, quello che mi attraversa interiormente, e direi anche esteriormente, perché le foto mi rimandano volti contenti, sorridenti, felici: un dentro e un fuori che sembrano proprio all'unisono.
Arianna Fermani ci ha donato questo, mi ha donato questo. Mi ha ricordato che è questo ciò che mi piace e mi rende felice; mi ha ricordato che la peggiore delle infelicità è l'abulia, è la solitudine, è la paura che non sia più possibile, in tempi bui e smarriti, ritrovare comunanza di scopo.
E invece noi riusciamo a ritrovare comunanza di scopo. E la comunanza di scopo ci può tenere protetti dal male che tende sempre le sue insidie con una blandizie potente, perché potenti sono le corde dell'anima e del corpo, potenti verso il divenire migliori, ma anche verso il divenire peggiori, verso un nero che ci vela dentro, che ci fa vedere nero, che affloscia l'anima allorché le piccole ali che la tengono su, in piedi, ritta, coraggiosa, possono essere rattrappite dal nero come di pece.

Grazie cara filosofia, grazie cara filosofa Arianna Fermani.

 

 

 

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Anagni. L’acqua: un bene per pochi

Municipio di AnagniMovimento cittatrepuntozero - La settimana scorsa si è molto parlato di San Bartolomeo e del problema con Acea. Ricordiamo brevemente la questione: la mancata regolarizzazione delle utenze idriche all’interno del Villaggio ha portato Acea Ato 5 ad inoltrare formale richiesta al Comune di Anagni per l’istallazione dei contatori; in caso di ulteriore inerzia da parte del Municipio, Acea aveva prospettato l’interruzione del flusso idrico su tutta la zona a partire dal giorno 30 settembre, cosa che non si è verificata...

Menomale, diciamo noi!! Il Villaggio è un quartiere popoloso, dove sono presenti circa 400 utenze tra cui una scuola e diverse attività commerciali, per non parlare di anziani e persone disabili, quindi ribadiamo...Menomale!! Eppure noi ci chiediamo: è possibile dover arrivare ad una tale minaccia per affrontare una questione così importante? Cosa ha fatto l’amministrazione in tutto questo tempo? Perché nell’ultima settimana il tutto è nuovamente ripiombato nel più assoluto silenzio? È dal 16 ottobre 2018 che il Sindaco doveva emettere un’ordinanza che non è mai stata neppure abbozzata. Ora che ci troviamo alla resa dei conti con Acea, i cittadini attendono risposte che non arrivano. Il Sindaco, nel frattempo, accoglie nel proprio ufficio ristrette delegazioni di presunti rappresentanti autoinvestitisi di tale carica e non viene a parlare con i propri concittadini che ancora brancolano nel buio. Cosa succederà?...Non si sa.

Quanti arretrati dovranno essere pagati? Nessuno lo sa!! Il Sindaco manda a dire (!!) di stare tranquilli, ma come diceva mia nonna: “Tranquillo... ha fatto una finaccia”!! Lunedì prossimo 7 ottobre 2019 ci sarà un incontro tra il Sindaco Daniele Natalia e una delegazione Acea: i cittadini hanno il diritto di sapere quali saranno le proposte dell’Amministrazione al gestore idrico perché il dovere di informazione è un caposaldo della democrazia.

A questo punto ci sorge un dubbio: non è che per caso si sta confondendo il principio di divisione del lavoro con una gestione privatistica della cosa pubblica? La responsabilità dei capi di fronte ai propri concittadini è un tratto fondamentale della democrazia reale e le persone, per poter valutare, hanno bisogno di trasparenza e di un costante flusso di informazioni poiché la pubblica amministrazione è prima di tutto un servizio. Noi come cittatrepuntozero chiediamo al Sindaco Natalia e all’Assessore Cicconi che, tra le altre, ha delega per i rapporti con il gestore idrico, di interfacciarsi direttamente con i propri concittadini e non, come sempre, tra pochi, nelle ristrette stanze del palazzo, altrimenti la cosa pubblica, così come l’acqua, continuerà ad essere un bene per pochi.

 

 

 

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M5S: La prima stella è l’Acqua, ”un bene di tutti non un affare di pochi”.

M5S logo mindi Antonella Liburdi – Attivista del Meetup Anagni 5 Stelle - L’incontro del 30 Luglio voluto dal Presidente della Camera dei Deputati Roberto Fico con i comitati per l’Acqua Pubblica porta finalmente alla ribalta uno dei referendum più votati nell’ultimo decennio: nel 2011 infatti oltre 26 milioni di Italiani scelse una gestione PUBBLICA dell’acqua.
Finora questa volontà era stata ignorata da tutti i governi che si sono susseguiti , in ultimo il governo Renzi che con il Decreto “Sblocca Italia”, ha radicalmente modificato il Testo Unico sull’ambiente (Dlgs n. 152/2006) promuovendo di fatto l’affidamento della gestione del Servizio Idrico a privati e permettendo a questi, di fare processi di aggregazione e di fusione nell’interesse dei grandi operatori in grado di competere sui mercati finanziari.

Tali azioni hanno permesso sempre di più che l’acqua fosse considerata merce dal quale ricavare profitto piuttosto che un diritto umano essenziale.

Il M5S da sempre ha come prima stella l’Acqua considerata ”un bene di tutti non un affare di pochi”. Con questo spirito l’impegno del governo si è mosso subito sul tema , non solo con l’evento promosso dal Presidente Fico ma soprattutto con la deposizione della proposta di Legge AC 52 alla commissione Ambiente sulla gestione pubblica e partecipata dell’acqua da parte della nostra portavoce nonché primo firmatario Federica Daga, ed anche grazie alla pianificazione da parte del ministro dell’Ambiente Costa di: ” investimenti sul Servizio idrico integrato di natura pubblica, con particolare riferimento alla ristrutturazione della rete idrica, anche attraverso l’implementazione e il finanziamento di un piano nazionale perdite, garantendo la qualità dell’acqua, le esigenze e la salute dei cittadini”. ( cit. Audizione del 25 luglio in VIII commissione alla Camera).

La strada da percorrere sarà di certo lunga ma la direzione del Governo è chiara.

Queste problematiche di gestione pubblica, attenzione agli sprechi e investimenti sul servizio idrico sono argomenti che devono essere affrontati anche a livello locale, volgendo cioè particolare attenzione al nostro Ato5.

Nel corso degli anni il rapporto tra ATO 5 e gestore ACEA è stato lacunoso e superficiale a discapito soprattutto degli utenti e che nel 2014 ha permesso ad ACEA di chiedere 75,18 mln di conguaglio tariffario relativo al 2006-2011 . Ricordiamo che, fino a questo momento, la Conferenza dei Sindaci non si era mai opposta alla violazione del gestore sugli obblighi contrattuali , sui mancati investimenti offerti e sui servizi fondamentali per la determinazione della tariffa ed infatti è stato proprio questo comportamento a determinare la definizione delle tariffe pretese e riconosciute ad ACEA ATO 5 S.p.A. e successivamente al riconoscimento legale del conguaglio succitato. ( sentenza del TAR n.316/2016)

Nonostante le proteste sempre più tangibili da parte di cittadini e comitati si è dovuto attendere ulteriori 3 anni affinché nel 2017, nella Conferenza dei Sindaci , si procedesse con una votazione per la risoluzione contrattuale nei confronti di ACEA ; manovra squisitamente politica più che tecnica e legale (voto compatto pro-risoluzione da parte dei sindaci di centro dx ed astensione o voto contrario di quasi tutti i sindaci di centro sx) dove si denigrava ovviamente il Sindaco Raggi (allora da 8 mesi in carica!) e si prometteva battaglia senza tregua al gestore.
Come è andata a finire lo sappiamo . Acea ha infatti vinto il ricorso presentato poiché:“A fronte delle inadempienze del gestore sussistono inadempimenti degli obblighi convenzionali da parte di Ato5 che hanno influito sulle carenze di gestione e a volte ne hanno impedito la regolarità. Come i ritardi nell’approvazione del piano di gestione e nell’adeguamento della tariffa, che hanno determinato per Acea un deficit”

(sentenza del TAR n.638/2017) .

E dunque, sempre per la negligenza passata dei nostri Sindaci, di fatto le delibere della Conferenza dei Sindaci dell’ATO5 sulla risoluzione sono state annullate.

E mentre per ATO2 (ambito di Roma) e ATO 4 ( Latina) sono stati avviati i percorsi volti alla ripubblicizzazione, tramite la definizione di specifici tavoli tecnici, il nostro ATO 5 cosa fa?

Il 1 Agosto la Conferenza dei Sindaci deliberera’ sulla nuova tariffa acqua 2018/2019, inoltre l’assemblea dovrà valutare l’apertura di un tavolo di conciliazione con ACEA ATO 5 voluto dal gestore ed accettato dalla Segrateria tecnico operativa “STO” da sempre contraria alla risoluzione.
Sembrerebbe essere tornati al punto di partenza ma stavolta per Anagni una differenza c’è.
Anagni ha oggi un nuovo Sindaco che deve indicare come intende regolarsi sulla questione della gestione del servizio idrico.
Risoluzione o no del contratto, conciliazione a parte, Il MU di Anagni 5 Stelle ritiene che sia fondamentale che il Sindaco Natalia cerchi di fare chiarezza su
quali siano gli investimenti riguardanti il territorio di Anagni fatti da ACEA in questi anni.
Sarebbe opportuno che venga fatta una verifica sugli obblighi contrattuali, investimenti e servizi offerti dal gestore poiché è con questi criteri che viene calcolata la tariffa dell’acqua.

Si controllino , dunque, non solo gli investimenti proposti da ACEA in questo ultimo Piano Finanziario 2016-2019 , ma “in primis” quale sia stata la reale entità degli investimenti effettuati nel piano il 2014-2017 e che già sono stati fatti pagare agli anagnini.

Mai come in questo contesto “GESTIONE ACQUA”, la parola TRASPARENZA sembra la più giusta

Antonella Liburdi – Attivista del Meetup Anagni 5 Stelle

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La rete e gli algoritmi siano un bene pubblico

reti e algoritmi mindi Vincenzo Vita, da ilmanifesto.it - Davide Casaleggio, nell’intervista a LaVerità, ha immaginato la tendenziale fine del parlamento. Polemiche politiche prevedibili. Ovviamente, via Twitter, tanto per dare ragione di fatto alla figura di riferimento del Mov5Stelle: Casaleggio associati e associazione Rousseau sono le fonti essenziali, infatti, del potere decisionale pentastellato. Le reazioni, del resto, sono giustificate. Il rapporto tra l’uno e la folla senza mediazioni se non il click della tastiera assomiglia, mutatis mutandis, a passate avventure tragiche, laddove la semplificazione istituzionale volge non a un di più di democrazia. Piuttosto ad un di meno, fino all’autoritarismo.
Ovviamente, qui stiamo parlando di un universo tecnologico dagli esiti imprevedibili e non della storia conosciuta nell’età analogica.

Ben prima delle esternazioni di Casaleggio, la mediologia aveva previsto che la rete avrebbe messo in causa l’edificio della rappresentanza. Le analisi erano dettate in diversi casi da un goffo ottimismo digitale, ma in tanti altri da una saggia preoccupazione.
Un conto è arricchire la struttura istituzionale attraverso una puntuale acquisizione della capillarità della rete come “terza camera”, ampliamento creativo del sistema: intelligenza connettiva, scriveva Derrick de Kerckhove. Strumenti e opportunità tesi a migliorare le funzioni parlamentari, non già ad abolirle. Una pubblica amministrazione trasparente e on line permette alle assemblee elettive di liberarsi dal giogo burocratico per investire in procedimenti legislativi di qualità. Tra l’altro, l’informatizzazione del parlamento realizzata negli ultimi anni è importante.

Se, al contrario, si intende ridimensionare la rappresentanza surrogandola con consultazioni su una piattaforma proprietaria si cade nell’imbuto della cosiddetta post-democrazia. Da Colin Crouch (2003) a Pierre Rosanvallon (2012) numerosi autori hanno descritto i fenomeni in corso nell’occidente moltiplicati dalle culture liberiste, fondate sull’egoismo massificato e sulla competizione esasperata. La gestione da parte di pochi oligarchi come gli Over The Top del flusso dei saperi è una componente cruciale dell’involuzione in corso.

Non si scherza con la Costituzione della Repubblica a base parlamentare. Ci provò Matteo Renzi rimettendoci le penne e ora è bene per il Mov5Stelle stare alla larga da simili tentazioni. Si rifletta, piuttosto, sulla disparità forte tra i votanti “fisici” e quelli che partecipano alle consultazioni in rete. Se mai, si pone il tema del ricorso alle modalità digitali per le raccolte di firme referendarie o per le proposte di legge di iniziativa popolare.

Tuttavia, al di là del dibattito suscitato da un’intervista, è bene chiarire tra chi ha ancora a cuore la sinistra che le parole di Casaleggio (prima di lui il padre e lo stesso Grillo) vanno lette in controluce. L’età berlusconiana fu appoggiata clamorosamente dalla televisione commerciale generalista, Mediaset in testa. Allora il fenomeno fu sottovalutato, non capito o pure colpevolmente agevolato. Ora, per carità, non si commetta lo stesso tragico errore con la rete. Quest’ultima è la dimensione comunicativa del millennio. Richiede regole giuste, ma soprattutto un approccio adeguato. Pubblica o privata la natura societaria di chi se ne occupa, la rete e gli algoritmi sono (siano) un bene pubblico. Qualcuno ha ricordato, a proposito della discussione, i soviet. Però, Grillo, “te lo do io Lenin”. O no?

 

 

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Il Frosinone non si vuole bene. Ora i playoff.

Contrasto Dionisi Rubin 350 260 mindi Tommaso Cappella* - Frosinone si ferma sul più bello, ora i playoff.
Che peccato! Incredibile ma vero! Un sogno inseguito e accarezzato e una realtà che svanisce! Una città e una squadra in lacrime! Il Frosinone, proprio sulla linea del traguardo all'ultima giornata del campionato di serie B, con due lunghezze di vantaggio sul Parma, si fa superare in casa da un Foggia che non aveva più nulla da chiedere alla sua tranquilla classifica e lascia via libera verso la serie A proprio ai ducali vittoriosi a La Spezia. E così, come nella passata stagione, la squadra di Longo sarà costretta a giocarsi l'accesso alla massima serie attraverso i playoff, con l'auspicio che non accada come l'anno scorso quando i canarini furono poi eliminati tra le mura amiche da un Carpi capace di andare a segno in nove uomini. Un altro giorno triste quello vissuto dai supporters giallazzurri, accorsi in massa al 'Benito Stirpe' per trascinare Dionisi a compagni verso quel sogno che alla fine è rimasto tale.

Una prestazione che non ci si aspettava dal Frosinone, sceso in campo contratto e molto teso. I padroni di casa hanno sentito troppo la gara al cospetto di un Foggia che non ha concesso nulla, giocandosela senza timori riverenziali, ma a viso aperto ribattendo colpo sul colpo. In alcuni momenti si ha avuta anche la sensazione che la squadra di Stroppa potesse lasciare campo libero ai canarini che non ne hanno però approfittato. Un primo tempo sotto tono con il Foggia che è passato con l'ex Mazzeo. L'unico tiro in porta di Ciano su punizione che il portiere ospite ha deviato all'incrocio dei pali.
All'inizio della ripersa c'è stata la reazione d'orgoglio del Frosinone premiata ci il bel gol di Paganini che ha riequilibrato le sorti del match. Anzi, cinque minuti dopo è arrivato il gol del sorpasso e della matematica certezza che la serie A si potesse materializzare. Al un minuto dal termine però accade l'imponderabile. Floriano in contropiede sfugge alla guardia di Terranova e con un pallonetto beffa Vigorito per il 2-2 finale che da il via libera al Parma per il salto in serie A e lascia ammutoliti gli oltre 16 mila tifosi canarini presenti allo 'Stirpe'. Ogni considerazione diventa inutile a questo punto. Una squadra che ribalta un risultato con la serie A a portata di mano non può prendere un gol in contropiede ad una manciata di secondi dal termine.

Il Frosinone dunque chiude al terzo posto. Nel primo turno, in programma sabato e domenica prossimi, riposerà in attesa dell'esito della sfida tra Bari e Cittadella. Tornerà in campo quindi martedì 29 in casa della vincente del predetto match. Il ritorno al 'Benito Stirpe' è in programma sabato 2 giugno alle 20.30. Resta quindi ancora viva la speranza che porta alla serie A. Ma occorre ritrovare energie e morale dopo una delusione come quella di venerdì sera. In particolare sarà fondamentale che tutti facciano quadrato in un momento così delicato: dalla società alla città, dai giocatori ai tifosi.

*giornalista volontario in pensione

 

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Per dormire bene

sonno 350 260Dr. Antonio Colasanti - Il codice rituale giudaico 'datato i primi anni dell era cristiana prescriveva di volgere i letti da nord verso sud e vietava di porli in .direzione ovest-est-
Molti secoli dovevano trascorre prima che nel 1845 Reichenbach rilevasse come molte persone rilevavano un incredibile malessere allorquando giacciono coricati colla testa a levante ed i piedi a ponente e prima che nel 1865 Klarick attenuasse le penose odontalgie rivolgendo verso nord il gonfio volto dei sofferenti infermi e toccando il dente colpito con un polo sud di un asta magnetica.
Nell'800 Leprince additava gli influssi magnetici sugli elettroni cellulari del corpo umano. Le ragioni scientifiche del miglior sonno sono offerte dalla posizione nord-sud del letto ristoratore - ne deriva quindi un facile rimedio per tribolati insonni ove peraltro malgrado l'accorto orientamento del mobile notturno giusta l'oscillante ago della bussola persistessero immutati i disturbi onirici con un cucchiaino o una compressa di valeriana potranno procurare sonno confortevole.
Quindi attenzione alla disposizione del letto e ricordarsi di evitare letture serali, guardare troppo il televisore, spengnere i cellulari dopo le 20, fare pasti leggeri, evitare alcolici, fumo, caffe e non fare attivita fisica. Importante prima di dormire una buona tisana calda con biancospino, passiflora, tiglio ed un cucchiaio di miele concilia il riposo notturno.

 
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Bene il corso di formazione micologica a Piglio

Da sx il comandante provinciale dellA.K. Armando Bruni ed il comandante provinciale della Polizia Provinciale Massimo BelliUfficio Stampa Accademia Kronos - Bruni: “La finalità del corso nell’obiettivo di valorizzare il nostro territorio e le nostre specificità”

Grande successo per il primo “Corso di formazione Micologico” organizzato dall’Accademia Kronos con il patrocinio del Comune di Piglio e della Provincia di Frosinone, per il rilascio dei tesserini per la raccolta dei funghi. Il corso si è concluso giovedì scorso (19 ottobre), circa 50 gli iscritti non solo di Piglio che hanno seguito le lezioni del personale preposto dell’Asl. “Un ringraziamento va a tutti i partecipanti –ha commentato il responsabile provinciale dell’A.K. Armando Bruni- hanno risposto in maniera numerosa la motivazione che ci ha spinto a promuovere ed organizzare tale corso è stata quella di rispondere ad un’esigenza culturale per conoscere meglio il nostro territorio. La finalità del corso è quella di valorizzare il nostro territorio e le nostre specificità. In questo modo, a mio avviso, si rafforza il senso di appartenenza ad una realtà ad un contesto. A conclusione di queste giornate di studio e formazione il mio auspicio è che ciascuno dei partecipanti possa sentirsi soddisfatto ed amare un po’ di più il proprio territorio”. Intanto Bruni annuncia che si terrà a breve un nuovo corso nel comune di Piglio, presso la Sala Polivalente, nei giorni 28 e 29 ottobre dalle ore 9 alle 12, l’Accademia Kronos ha organizzato il corso di aggiornamento micologico. Tale corso della durata di 6 ore, come previsto in seguito alla modifica della L.R. Lazio 32/98 e 9/2017, è obbligatorio per tutti coloro che intendono rinnovare il tesserino per la raccolta funghi. La docenza del corso sarà affidata a personale altamente qualificato in materia di micologia e sicurezza alimentare. Al termine del corso verrà rilasciato un attestato di partecipazione propedeutico per il rinnovo del tesserino.

 
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”Emergenza: Acqua un Bene quasi raro ormai, la Prefettura s'interessa di Ferentino”

Democraticamente 350 260da DemocraticaMente, Ferentino - ”Acqua un Bene quasi raro per la nostra Citta’, la Prefettura si interessa di Ferentino”

Prosegue giorno dopo giorno in tutte le contrade di Ferentino la sottoscrizione delle diffide per il ripristino del servizio idrico.

DemocraticaMente attiva per mettere Acea davanti alle proprie responsabilita’.

Maurizio Ciriaci Resp. Organizzativo del Movimento: “E’ inaccettabile subire passivamente questa situazione d’emergenza sanitaria, alcune contrade di Ferentino hanno l'acqua razionata da ben oltre un anno. Rimanere senz’acqua con queste temperature torride rischia seriamente un’emergenza sanitaria locale, noi di DemocraticaMente faremo tutto il possibile per sollecitare le Autorità preposte”.

Maurizio Berretta Consigliere comunale Ferentino “Questo disastro e’ il frutto dei mancati investimenti degli ultimi 14 anni di Acea ato 5 sul territorio, oltre la carenza idrica vera e propria, se consideriamo che nella nostra provincia oltre il 70% del prezioso liquido e’ di fatto perso nelle condutture “obsolete” prima di arrivare nei rubinetti di casa, si capisce il fallimento imprenditoriale del colosso aziendale e soprattutto quello della politica provinciale. Fa ancora piu’ male il “menefreghismo” della maggioranza di governo di Ferentino, non un’azione, non una discussione, non un confronto, un Consiglio comunale ad hoc, ma solamente un silenzio assordante. Dopo le prime diffide che abbiamo inoltrato ad Acea, alla Sto, alla Prefettura ed alla Procura, abbiamo ottenuto l’interessamento della Prefettura di Frosinone, nella fattispecie dell’Area Protezione Civile Difesa Civile e Coordinamento del Soccorso Pubblico, confidiamo pertanto in una risolutiva azione per riportare alla normalita’ l’erogazione del flusso idrico nel Comune di Ferentino. Non faremo sconti a nessuno, se non altro visto che la politica e’ dormiente e che il gestore idrico incassa milioni di euro sull’erogazione del servizio e non investe da anni un euro sul nostro territorio.

Acea sta di fatto contravvenendo a diversi articoli della carta dei servizi sottoscritta, chi vuole sostenere la nostra azione, ci contatti senza esitare, l’acqua e’ un diritto di tutti.

11/07/2017

Maurizio Ciriaci Maurizio Berretta Resp. organizzativo Consigliere comunale

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