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PRC: Dio è morto, Marx pure e il sindaco di Patrica non deve sentirsi tanto bene

AMBIENTE. PATRICA

Un campus scolastico in un area inquinata?

di PRC Frosinone
Patrica panorama 400 minÈ stato il commento spontaneo suscitato dalle denunce che ci sono pervenute da parte di un gruppo di suoi concittadini in merito alla realizzazione un nuovo plesso scolastico/campus in località Palmesi. In realtà lo avevamo pensato quando, mesi fa, la stampa locale annunciava che l’uomo che si era battuto fino a poco tempo prima per la salubrità dell’ambiente contro l’inquinamento selvaggio, si era “ridotto” a cambiar partito, o meglio a cambiare radicalmente schieramento politico e ideologico.

Ma ora quel che ci stupisce è constatare come sia arrivato ad autorizzare la costruzioni di un complesso scolastico in una delle aree più inquinate della Ciociaria . E' una cosa che ci appare decisamente contraddittoria, soprattutto per uno che da sempre si eleva a difensore del territorio contro ogni forma di inquinamento, nonché a fiero oppositore di qualsiasi tipo di industrializzazione selvaggia. E definire la realizzazione del campus un “risultato grandioso” è un po’ troppo, oltre che inutilmente pomposo per un plesso scolastico che andrebbe a sostituire altri già attivi sul territorio patricano; Un plesso che sorgerà in una vallata-conca, cioè dove l’aria ristagna favorendo la concentrazione non solo degli effluvi maleodoranti provenienti dal depuratore consortile Asi, ma anche delle pm10 ed altri inquinanti, ritrovandosi a soli 500 metri da quanto di peggio un' area industriale possa regalare, cioè uno dei fiumi più inquinati di Italia, siti industriali classificati a “incidente rilevante per sostanze chimiche”, siti di trattamento e stoccaggio rifiuti, siti per la lavorazione di carcasse animali, una discarica immensa mai bonificata, progetti per la realizzazione di mega biodigestori non ancora abiurati.

Un territorio dove, vista la proposta regionale di revisione dei perimetri del SIN, si potrà tornare ad inquinare a iosa in nome del profitto industriale. Ci domandiamo se il sindaco di Patrica, che certo di una qualche amnesia deve soffrire, proprio non ricorda quello che molti suoi concittadini hanno fatto notare, e cioè che proprio nel posto dove sono cominciati gli scavi per la costruzione della scuola, sia stata realizzata una sorta di riempimento/discarica con materiali tutt’altro che “tranquilli”?

Come è possibile che il primo cittadino di Patrica ignori che dai verbali delle dichiarazioni di Carmine Schiavone, pentito di camorra, le aree industriali della provincia siano state utilizzate come aree di sversamento e interramenti, compresa l’area interessata dal progetto in atto?

Siamo preoccupati per davvero. Invitiamo gli organi preposti alla vigilanza e cura della salubrità del territorio ad intervenire perbandiera prc 350 min tranquillizzare i cittadini, ed anche per chiedere, se carotaggi del terreno sono stati effettuati, di rendere pubblici i risultati, sempre per la massima trasparenza verso la tranquillità dei cittadini e la salute dei futuri scolari.

Vorremmo quindi sapere dal Sindaco, perché lo chiedono i suoi concittadini, quanta necessità c’era di scegliere quell’area per il “Campus”? Davvero non ne esistevano altre? In attesa di risposte possiamo dire che condividiamo il sospetto di parte della cittadinanza: forse l’impellente bisogno di liberare le altre sedi potrebbe nascondere un nefasto disegno di speculazione edilizia.

Non ce ne voglia il Sindaco, ma temiamo solo che a pagarne le conseguenze ritorneranno ad essere i cittadini e quei bambini che meriterebbero di essere tenuti il più lontano possibile da siti inquinati.

Frosinone, 17 luglio 2022 La Segreteria provinciale PRC

 

 

 

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Ciliegie: una ghiottoneria che fa tanto bene

SALUTEBENESSERE Rubrica

Le ciliegie si fanno mangiare. Una tira l'altra e sono molto salutari

di Dr. Antonio Colasanti
ciliege tutti benefici che non conosci CasaDiVita Despar 400 minLe ciliegie, annunciatrici dell'estate si fanno mangiare e mangiatene specialmente se avete bisogno di un leggero lassativo, un blando diuretico ed anti uricemico. La ciliegia ha titoli speciali di benemerenza per la nostra salute: contiene sali vegetali, acidi vegetali, polifenoli, che ne fanno un autentica medicina. Come tale era riconosciuta dagli antichi perché la sua polpa, il suo nocciolo, il suo picciolo e persino la gomma che cola dal suo tronco, hanno principi medicinali.

Riconosciuta dagli antichi. Galeno consigliava le ciliegie dolci e la scuola salernitana diceva: ti puliranno lo stomaco e ti libereranno dai calcoli e depurerà il sangue. Nella medicina moderna la ciliegia viene riconosciuta utile anche come rimedio antiurico, antireumatico, antigottoso.

Nelle ciliegie si trova un enzima che trasforma l'acido urico in ippurico facilmente eliminabile. Mangiando 750 grammi di ciliegie viene eliminato tutto l'acido urico ematico. Oltre a tale proprietà è un ottimo diuretico, che si ottine dal suo picciolo, bollendone 100 grammi in un litro di acqua. Anche la resina che cola dal tronco sciolta nel vino rosso combatte la tosse e le affezioni bronchiali. Se siete affetti da diabete niente paura, le ciliegie contengono piccole tracce di levulosio, che uno zucchero non dannoso per la glicemia. Se siete grassi ed obesi nutrendosi con 1 kg di ciliege per 15 giorni si perderanno 10 kg di peso. Mangiatene se siete affetti da cistite, calcoli vescicali e renali, nefrite. La ciliegia aumenta il lavoro di pulizia dei reni.

Le ciliegie contengono polifenoli e carotenoidi. Tra i polifenoli fenoli. cumarine ac benzoico danno origine alle lignine tra cui acido caffeico, flavonoli, catechine e tannini e la quercitina stilbeni, il piu noto e ancora il resveratrolo. L'attivita piu importante dei polifenoli è l'attivita antiossidante che protegge la cellule dai radicali liberi, in questo modo si rallenta l'invecchiamento cellulare, ci si protegge dai raggi uv, si riducono infiammazioni e il rischio di malattie cardiache. I polifenoli regolano la pressionecerasellecampane 875x600 Grandenapoli 400 min sanguigna, inibiscono la crescita di cellule tumorali e l'angiogenesi, proteggono dalla demenza senile ed altre patologie neurologiche, aiutano a ridurre la lipemia post prandiale.

- Quercitina
induce vasodilatazione con effetto antipertensivo, inibisce fattori di crescita tumorali ed incremente apoptosi, resveratrolo, presenteanche nel vino rosso, inibisce aggregazione piastrinica, prevenzione malattie cardiovascolari

- Fitosteroli, riducono il colesterolo

Tutto questo è contenuto nelle ciliegie per cui mangiamole pure per la nostra salute.

 

 

 

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Acqua. Un bene prezioso

ACQUA PUBBLICA

“Chiunque tu sia, ovunque tu sia, l’acqua è un tuo diritto umano”

di Ermisio Mazzocchi
acquapubblica 2si 350 260Oggi, 22 marzo, si celebra la Giornata mondiale dell'acqua, stabilita dalle Nazioni Unite nel 1992 per sensibilizzare le istituzioni e i cittadini del mondo sulla preziosità dell'acqua, per ridurre il suo spreco e assumere un atteggiamento per contrastare il cambiamento climatico. Un risorsa naturale contesa e fonte di conflitti violenti, di guerre e di immani disuguaglianze.
Un rapporto della Banca mondiale parlava di ben 507 conflitti nel mondo legati al controllo delle risorse idriche. Le guerre del futuro, quasi con certezza, si combatteranno per “l’oro blu”.

Mentre tutto il mondo è concentrato sull’analisi delle risorse energetiche come principale fattore di guerre, poco si parla, invece, dell’acqua, la cui scarsità potrebbe mutare i destini dei futuri conflitti globali. In un rapporto dell'Unesco è stimato che nel mondo 2,1 miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile e 4,5 miliardi non hanno servizi igienici sicuri. In questo dramma che coinvolge miliardi di persone, di cui spesso ci si dimentica della loro esistenza, un prezzo altissimo in termini di vita è pagata dai più deboli in particolare i bambini.

Secondo il rapporto dell’Agenzia delle Nazioni Unite per l’infanzia, i bambini sotto i 15 anni nei Paesi colpiti da conflitti protratti nel tempo, in media, hanno probabilità 3 volte maggiori di morire a causa di malattie diarroiche dovute alla mancanza di acqua sicura e servizi igienico-sanitari che per violenza diretta.
Il rapporto Acqua sotto attacco (Water Under Fire) mostra i tassi di mortalità in 16 paesi durante conflitti prolungati e mostra che, nella maggior parte, i bambini sotto i 5 anni hanno probabilità 20 volte maggiori di morire per malattie legate alla diarrea dovuta alla mancanza di accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari sicuri che per violenza diretta. L'Unicef dichiara: “La realtà è che ci sono più bambini che muoiono per la mancanza di accesso ad acqua sicura che per proiettili”.

I dati pubblicati lo scorso marzo dall’ultimo rapporto delle Nazioni Unite, il World Water Development Report 2020, affermano che circa il 52 per cento della popolazione mondiale entro il 2050 vivrà in regioni con carenza d’acqua. I disastri ambientali legati all’acqua sono già numerosi: circa il 74 per cento di tutte le catastrofi naturali tra il 2001 e il 2018 è stato causato dall’acqua. Negli ultimi 20 anni inondazioni e siccità hanno inoltre colpito oltre tre miliardi di persone, in particolare quasi un quarto della popolazione mondiale (1,6 miliardi di persone) non ha le infrastrutture necessarie per accedere all’acqua.
In Paesi in cui le risorse idriche sono scarse, la competizione per l’acqua può sfociare in un conflitto violento, soprattutto se associato a migrazioni, insicurezza alimentare e altre minacce ai mezzi di sussistenza.

La competizione per l’acqua e altre pressioni sulle risorse - come la diminuzione di terreni coltivabili - possono sfociare, secondo l’IHE Delft, il più grande istituto internazionale per l’educazione all’acqua, in un conflitto violento, specialmente se associato a migrazioni, insicurezza alimentare, epidemie e altre minacce alla vita e ai mezzi di sussistenza. I rischi di conflitti sono alle porte dell'Italia e coinvolgono l'UE.
Destinata a diventare il più grande sbarramento idroelettrico d'Africa, la "Grande diga della rinascita etiope" (Gerd) lungo il fiume Nilo (74 miliardi di metri cubi d'acqua per un bacino lungo 250 chilometri, cinque volte il lago di Garda) è al centro di un conflitto che investe tre Paesi - Etiopia (dove la diga sorge), Sudan ed Egitto - e promette di sconvolgere gli equilibri già precari del Corno d'Africa e dell'intero continente. Con ripercussioni immediate - sul piano geopolitico e della sicurezza - per la stessa Europa.

La Gerd riguarda da vicino soprattutto l'Italia, non solo per la sua posizione geografica che l'espone assieme a Cipro e alla Grecia all'arrivo in massa di migranti egiziani, ma si deve tenere presente che è italiana la società di costruzioni che ha edificato la diga, anche se Roma si era pronunciata contro la realizzazione dell'impresa, e ciò probabilmente su richiesta del Cairo per la firma di lucrosi contratti per la vendita di armi. Il cantiere Gerd è di sicuro il più ambizioso per dimensioni e complessità tecnica, eppure, per non irritare l'Egitto, di cui l'Italia è il primo partner commerciale, la nostra diplomazia anziché esaltarlo preferisce ignorarlo. Questo è solo un caso di quelli che possono sfociare in guerre che potrebbero alterare l'equilibrio internazionale, su cui oggi si innesta la guerra Russia-Ucraina con tutte le conseguenze immaginabili.
L'acqua bene comune ha interessato per la sua difesa paesi come l'Italia.

Al referendum del 12 e 13 giugno 2011, 26 milioni di cittadini italiani sancirono che sull’acqua non si sarebbe potuto più fare profitto. Decisero di abrogare una norma relativa alla tariffa dell’acqua che prevedeva l’“adeguata remunerazione del capitale investito”. Togliere quel passaggio comportava niente più margini, finanza speculativa o business, semmai un servizio efficiente a fronte di investimenti sulla rete tangibili, ad esempio per ridurre le perdite. Nulla di questo si è realizzato e nel paese, come anche nella provincia di Frosinone, si sono tenute numerose manifestazioni di cittadini e iniziative istituzionali. Tuttavia si fatica a livello parlamentare a introdurre in un quadro legislativo unitario, modelli di gestione pubblica e partecipata del servizio idrico, procedendo subito alla pubblicizzazione della gestione delle risorse idriche.

Questa giornata deve essere utilizzata per rafforzare processi di dialogo e cooperazione al fine di prevenire, mitigare o adattarsi ai rischi idrici e convertire le risorse idriche da fonte di conflitto in strumento di pace.
Se le guerre del XX secolo sono state combattute per il petrolio, quelle del XXI secolo potrebbero aver come oggetto l’acqua. L'UE potrà svolger un ruolo importante per prevenire e risolvere i conflitti, contribuire a una gestione equa, sostenibile e integrata delle risorse idriche, promuovere iniziative nei confronti dei cambiamenti climatici e a qualsiasi altra cosa abbia un impatto sull’acqua.

Un impegno di tutti per tutti per mantenere fede al motto della giornata mondiale dell’acqua fissata dalle Nazioni Unite che recita: “Chiunque tu sia, ovunque tu sia, l’acqua è un tuo diritto umano”.
22 marzo 2022

 

 

 

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Lì il Male, qui il Bene; lì Satana, qui arcangeli in tute mimetiche

 GUERRA RUSSIA vs UCRAINA

E…l’Ucraina grida: l’UE ignora i nostri interessi

di Barbara Spinelli

zelensky 390 minCircola un numero talmente spropositato di menzogne, sulla guerra in Ucraina, che pare di assistere a un contagio virale. I ragionamenti freddi (o realisti) vengono sistematicamente inondati da passioni bellicose e molto calde.
L’onda travolge le ricostruzioni del conflitto, e anche i fatti elencati dagli esperti militari.

Perché ripercorrere la storia dei rapporti russo-ucraini, o ricordare le tante guerre Nato, quando il dualismo teologico-politico è così favolosamente chiaro: lì il Male, qui il Bene – lì Satana, qui arcangeli in tute mimetiche – lì il “dittatore sanguinario” e “criminale guerra” (epiteti escogitati da Biden), qui i combattenti della civiltà.
In genere si replica che in guerra è sempre così: propaganda e controverità imperversano in tutti i campi –si ripete – e già è una prima menzogna perché gli italiani e l’UE non sono in guerra, non vogliono andarci e potrebbero dunque concedersi il lusso di analisi più vicine alla realtà, meno interessate al proselitismo bellico, tendenti più all’asciutto che all’umido.

Gli Stati Uniti invece vogliono che la guerra continui, anche se per procura. D’altronde è questo lo scopo di Biden:“Far sì che l’America, ancora una volta, guidi il mondo” (4-2-21).
Ne consegue che gli interessi europei e americani divergono, coincidendo solo nella retorica.
Per l’Europa e l’Italia il proseguimento bellico è una sciagura, sia che Putin perda sia che vinca.
Avranno un caos che durerà decenni ai confini orientali.
E se l’Ucraina entra nell’Unione gli equilibri si sbilanceranno a Est ancor più di quanto già lo siano, da quando l’UE ha incorporato Paesi più interessati alla Nato che all’Europa (soprattutto Polonia e Baltici).
L’egemonia nell’Unione sarà esercitata dall’Est, con Berlino che fungerà da arbitro avendo deciso di ergersi a potenza militare di primissimo piano. Parigi per ora si limita a commentare.
Il Sud è muto. Solo i produttori di armi guadagneranno.

Di qui la menzogna più vistosa: ovunque vengono aumentate a dismisura le spese militari, si intensifica il riarmo dell’Ucraina (Biden promette 1 miliardo di dollari), e l’Unione europea si trasforma in patto bellico, proclamando però che mai invierà soldati e mai chiuderà i cieli agli aerei (no-fly zone), affinché non scoppi l’Armageddon nucleare.
Dai nostri paesi non partono soldati ma mercenari e contractor sì, molti: almeno 20.000 occidentali di cui 4.000 nordamericani, secondo fonti ucraine.
Un guazzabuglio di guerra-non guerra insomma, che resuscita la Nato e abbassa l’Europa potenza pacifica.

Il contagio genera altre controverità, come fossero varianti virali. Tra le più fuorvianti: la supposta condanna del Cremlino espressa “quasi all’unanimità” dall’assemblea Onu, il 2 marzo, e l’esistenza di una “comunità internazionale compatta” nel penalizzare Putin.
Più che una menzogna è un’impostura.

Dalla “quasi unanimità” vengono esclusi Cina, India, Iran, Pakistan, parte dell’America Latina, parecchi paesi arabi, che si sono astenuti.
Si tratta di più di 3 miliardi di persone, quasi la metà della popolazione terrestre. Segno che la “comunità internazionale” e l’“ordine mondiale” minacciato da Mosca sono pure invenzioni.
Quel che esiste è un disordine globale che il potere unipolare statunitense ha propagato aprendo più scenari di guerra (Afghanistan, Libia, Siria, Somalia, ecc) e spostando la Nato fino alle porte della Russia, per volontà dei Presidenti Usa a partire da Clinton.
Quel che esiste è la volontà statunitense di perpetuare l’ordine unipolare creatosi dopo la fine della guerra fredda, fallito miseramente in Iraq e Afghanistan. Un ordine che Biden vorrebbe resuscitare usando l’Ucraina, per meglio sfidare Russia e poi Cina.

All’Europa converrebbe aprire con la Russia una trattativa che preveda la fine delle guerre in Ucraina e la costruzione nel medio termine di un sistema comune di sicurezza, indipendente dalla Nato e dalle strategie Usa.

Dire che “Putin non vuole la pace”, come annunciato da Draghi, senza offrire la fine delle sanzioni in cambio della cessazione delle ostilità, rispecchia la teologia politica della Nato, non i nostri interessi.
Ormai dovrebbe essere chiaro che l’identificazione dell’UE con l’Alleanza atlantica e con le aspirazioni unipolari statunitensi produce guerre e caos ovunque. La terra è abitata da una moltitudine di potenze e paesi con aspirazioni e visioni contrastanti, che devono imparare a coesistere senza scannarsi e concentrandosi sul punto essenziale che è la sopravvivenza del pianeta.

L’ordine futuro non potrà che essere multipolare: qualcosa di ben più complesso del multilateralismo praticato da Stati che già possiedono comuni obiettivi.
La genealogia della guerra ucraina non è ignota. Comincia quando la Nato promette di accogliere Kiev, nel 2008 a Bucarest; continua con la destituzione nel 2014 del Presidente Janukovyc, colpevole di aver ribadito la neutralità scelta dopo la fine dell’Urss; prosegue nel 2019 con l’adesione della Nato iscritta nella Costituzione.
Sempre nel 2014 scoppia la guerra nel Donbass, e il neonazista battaglione Azov viene inserito nell’esercito regolare ucraino. Gli accordi di Minsk-2 chiedevano che venissero concesse vere autonomie al Donbass, anche linguistiche, ma Kiev si opponeva.

A questi eventi si aggiungano le manovre Nato sul territorio ucraino. Nel centro di addestramento di Yavoriv, ai confini della Polonia presso Leopoli, la Nato addestra da anni l’esercito ucraino, fornisce armi e know how.
È partita da qui l’ultima esercitazione – la più intensa – nel settembre 2021 (“Rapid Trident”). Hanno partecipato 15 paesi tra cui l’Italia. Nel giugno-luglio 2021 si era svolta un’esercitazione nel Mar Nero guidata da USA e Ucraina, di fronte alla Crimea (nome in codice ”Brezza di Mare”).

Con questo non neghiamo che Mosca sia l’aggressore. Non supponiamo nemmeno che Putin faccia i propri interessi.
Per ora è riuscito a resuscitare la Nato, a incollare UE e amministrazione Usa, a spostare a Est il baricentro dell’Unione, a creare nel centro Europa una potenza tedesca super-armata, più legata di prima al fronte Est.

E come potrà nascere un’Ucraina pacifica, dopo simile guerra?
Come finanziare la ricostruzione delle sue città, della sua economia, dello stesso Donbass, dopo tanta devastazione?
Come evitare una dipendenza da Pechino che rischia di seppellire l’idea russa di un’alleanza tra pari?
Sono domande cui Putin e i suoi successori faticheranno a rispondere, quali che siano le genealogie della guerra in corso.

da ilfattoquotidiano.it

 

 

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Cittatrepuntozero: Bene il ricorso contro il Biodigestore di Anagni

CONTRO IL BIODIGESTORE DI ANAGNI

"Esprimiamo grande soddisfazione per la presentazione del Ricorso al TAR..."

di Cittatrepuntozero
città3.zero min“Esprimiamo grande soddisfazione per la presentazione del Ricorso al TAR avverso il provvedimento autorizzativo del Biodigestore da parte dei consiglieri di minoranza, per l’operato degli attori coinvolti nell’iniziativa ed, in particolare, del nostro Consigliere di riferimento Fernando Fioramonti”.

Esordisce così una nota del Movimento cittatrepuntozero a commento della presentazione del ricorso al TAR contro il Biodigestore firmato dai consiglieri di minoranza, dal Comune di Sgurgola e dal Comitato Contro il Biodigestore - Anagni. “La firma del ricorso – prosegue il movimento di Fioramonti – è l’ultima tappa di un percorso di coerenza ed amore per la città, iniziato nell’assemblea pubblica di luglio a Piazza Innocenzo III. Assemblea, raccolta firme e ricorso erano le tre iniziative che i consiglieri comunali di minoranza avevano promesso di portare in campo. E così è stato. Il consigliere Fioramonti ha mantenuto la promessa fatta ai cittadini così come il movimento cittatrepuntozero: impegno, coerenza e trasparenza . Imperativi che caratterizzano la nostra azione mentre attendiamo fiduciosi il pronunciamento della giustizia amministrativa sul punto”. La nota prosegue: “di una cosa siamo certi: che la nostra determinazione contro un progetto che mira all’esclusivo profitto di pochi a scapito delle attuali e future generazioni continuerà in ogni sede ed in ogni occasione pubblica. Continueremo a spiegare il perché del no al progetto e continueremo la nostra battaglia accanto al consigliere Fioramonti seguendo sempre i valori ed i principi della trasparenza e coerenza.

Teniamo a distinguerci, per il bene ed il rispetto che nutriamo per gli anagnini, da chiunque abbia intenzione, in una fase così delicata per la città, di utilizzare il tema dell’ambiente – conclude la nota – che dovrebbe essere affrontato con unità, onestà e disinteresse, per scopi puramente personali e di opportunità politica.

Ci auguriamo che, nel corso di questa battaglia, furbescamente non si mischino, tra gli onesti intellettualmente, venditori di fumo i quali potrebbero pensare di utilizzare temi sensibili cavalcando l’onda del consenso e del clamore, volti come sono ad accumulare notorietà ed illudendosi di futuri successi politici.

Questo sarebbe intollerabile in nome del rispetto verso gli anagnini, verso le future generazioni e verso l'ambiente”.

 

 

 

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Sora Bene Comune

  • Pubblicato in da Sora

SINISTRA UNITA SORA

Comunicato

sinistraunitasora 350 260Rifondazione Comunista – Sinistra italiana – Possibile – Pci di Sora, hanno deciso di intraprendere un percorso comune volto a dare speranza e al tempo stesso concretezza alle aspettative delle Cittadine e Cittadini Sorani che dalle prossime elezioni amministrative comunali attendono un nuovo e credibile governo della città. Il progetto si chiamerà “Sora Bene Comune”, ricalcando l’esperienza che governa la Città di Latina, con cui abbiamo già avviato contatti, in primis con il sindaco Coletta ed anche con il consigliere comunale Nino Leotta. Si legge in una nota firmata da Giuseppe Di Pede (Rifondazione Comunista), Annamaria Bellisario (Sinistra Italiana), Riccardo Greco (Possibile) e Olimpio Mazzone (Pci).

Il progetto sarà di matrice civica, di chiaro stampo Progressista e di Sinistra, aperto al contributo di tutte e di tutti quelle/i che amano Sora e si riconoscono nei principi espressi nel manifesto di intenti che si produce di seguito. Chiaramente chi entra a far parte del progetto lo fa a livello individuale e non di partito o organizzazione le quali cederanno la sovranità politica e di azione a Sora Bene Comune. “Sora Bene Comune”, non sarà la solita macedonia o minestrone, a cui siamo purtroppo abituati in questa città, in cui le logiche di opportunismo hanno prevalso per decenni con “traslochi” di consiglieri da una corrente partitica all’altra e con intrallazzi meschini al solo scopo di rimanere al governo cittadino manipolando la realtà. Il manifesto degli intenti, serve proprio a chiarire bene di cosa si sta parlando; si tratta di un progetto politico ambizioso che dalle alleanze tra cittadini vede ben delineata la propria rotta.

Dagli esponenti della sinistra anche un MANIFESTO DI INTENTI
Tra i principi fondanti e indissolubili c’è in primo luogo la Costituzione italiana nata dalla Resistenza e dalla Lotta Antifascista. Da essa non dobbiamo mai discostarci; non dobbiamo mai fermarci nella sua difesa e diffusione in ogni luogo e con ogni mezzo.

SORA BENE COMUNE si batte per una città dove la legalità si realizza nelle forme e nei fatti concreti, iniziando dalle nuove generazioni che rappresentano il nostro futuro rafforzandone l’istruzione, la cultura e il dialogo. SORA BENE COMUNE si batte per una città accogliente, multiculturale e multirazziale, che non faccia mai distinzione di sesso fede e razza. Si batte per la pace nel mondo contro ogni guerra. Si batte per i diritti civili di Donne e Uomini, eliminando le differenze e le distanze tra tutti i generi e promuovendo una politica di protezione che vada contro la violenza e il femminicidio. Si batte per una città pulita ed Eco- sostenibile, attraverso una politica ambientalista vera e tangibile. Si batte per una politica di inclusione, in cui i ceti più deboli vengano ascoltati e tutelati con il massimo rispetto attraverso l’assistenza necessaria, e una tassazione progressiva ed equa. Si batte per una politica di inclusione verso le disabilità, al fine di abbattere tutte le barriere sia architettoniche che culturali. Si batte per una politica di primato dei beni comuni iniziando all’Acqua, che rappresenta il massimo bene per la vita e che deve tornare pubblica. Si batte contro i Conservatorismi e i Populismi promuovendo un rinnovamento vero, partecipato e progressista della politica cittadina, che metta al centro le persone – e non gli interessi di parte e di clan familiari – adoperandosi per la tutela e il rafforzamento del Pubblico nella linea politica e programmatica amministrativa. Questo manifesto rappresenta le basi su cui poggerà SORA BENE COMUNE e qualunque Donna o Uomo ne voglia far parte deve tenerne conto e deve sottoscriverlo attenendosi a questi principi. SORA BENE COMUNE costruirà il proprio programma amministrativo, partendo e sviluppando i contenuti di questo manifesto.

Giuseppe Di Pede (Rifondazione Comunista), Annamaria Bellisario (Sinistra Italiana), Riccardo Greco (Possibile) e Olimpio Mazzone (Pci).

 

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Dalla Rete Trisulti Bene Comune

CERTOSA DI TRISULTI

Soddisfatti per la sentenza del Consiglio di Stato che revoca la concessione a Bannon

comunitàsolidali 350 minNon possiamo che essere soddisfatti, enormemente soddisfatti per l’esito della sentenza con cui il Consiglio di Stato, in ben 39 pagine, ha confermato la revoca della concessione della Certosa di Trisulti (situata nel Comune di Collepardo inn provincia di Frosinone) alla DHI, associazione di stampo sovranista vicina a Steve Bannon.

Ma ancor di più per un passaggio fondamentale, che farà storia per il ruolo che le Associazioni potranno avere in tema di beni culturali e beni comuni. Infatti, laddove il TAR aveva escluso le 12 associazioni che hanno affiancato il MIBACT nel ricorso, poiché non potevano essere riconosciute come portatori di interesse legittimo, il Consiglio di Stato con forza sancisce la loro legittimità a ricorrere sulla forza del principio dell’interesse di fatto.

Ed è proprio in virtù di questa legittimazione che oggi le 12 Associazioni consolidano formalmente la loro costituzione in RETE per accompagnare questa fase delicata al fianco del Ministero e della Regione, insieme a tutti gli attori che in questo periodo hanno manifestato il loro interesse e il loro supporto, tra questi anche quello espresso da S.E. Mons. Loppa Vescovo nelle sue ultime dichiarazioni.

Vogliamo costruire un *Patto Territoriale di Responsabilità Sociale *e ci candidiamo a presidiarne il corso. Non possiamo non tenere conto della fase che il nostro Paese sta vivendo e del quadro Europeo che richiama a due principi cardine per le comunità territoriali: l’inclusione e la coesione sociale.

Costruire questo Patto significa mettere in campo una programmazione concertata e partecipata che va oltre il far uscire un progetto da un cassetto, ma significa per le Comunità creare consapevolezza e avere un protagonismo programmatico.

Senza questa consapevolezza ci sarà sempre un Bannon in agguato.

Scegliere questa modalità di approccio per la creazione di un Modello Trisulti, non significa aspettare tempi biblici, significa imparare a tenere insieme tutti i pezzi per creare coesione appunto. Come peraltro già fanno, ed egregiamente, altri territori che si trovano a vivere esperienze simili.

Significa avere subito chiaro una modalità di procedere, che parte necessariamente dalla messa in sicurezza del bene, che nell’attesa degli "americani" da tre anni perde pezzi, con intervento prioritario del Ministero, ma in cui debbono inserirsi i tanti pezzetti di generazione “culturale” e di “sapere” che animano già le nostre comunità, con un ricorso consapevole e coerente alle risorse finanziarie della programmazione europea.

La Certosa di Trisulti, senza dimenticare la propria dimensione spirituale, sostenibile ed ambientale, deve diventare questo: la culla di un nuovo Umanesimo che questi tempi bui a gran voce stanno reclamando!

Rete delle Comunità Solidali 17/03/2021
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Bene la “cacciata” di Bannon da Trisulti

  • Pubblicato in Partiti

Certosa di Trisulti

Ora sia un luogo simbolo dei valori secolari Europei e della fratellanza dei popoli.

fgs Frosinone 370 minLa sentenza del Consiglio di Stato pubblicata ieri 15 Marzo, ha ribaltato la pronuncia del Tar dello scorso anno e ha dunque revocato la concessione della certosa di Trisuliti all associazione Dignitas Humanae Institute legato all’esponente Americano  della destra conservatrice  e reazionaria Steve Bannon .

Con la mobilitazione di cittadini e associazioni , con l’impegno di molti e purtroppo il silenzio di alcuni, si è giunti a scongiurare l’istituzione di una “ scuola sovranista” in un luogo storico della nostra terra e prestarlo alle teorie conservatrici più oppressive e folli come dimostra la storia di Steve Bannon.

Sottolineando la necessità di una valorizzazione generale dei siti d’interesse storico della nostra Provincia, convinti che si debba intervenire subito e non solo quando sopravvenga il rischio di perdere o avere danneggiati luoghi fondamentali della Ciociaria, vogliamo lanciare un appello come Giovani Socialisti : la Certosa di Trisulti divenga un polo culturale del Basso Lazio e un luogo simbolo della fratellanza  e della pace tra i popoli , per sottolineare le nostre radici vere e non quelle elettoralmente create ad hoc da una certa destra.

Diventi dunque, dopo aver garantito manutenzione e sicurezza nella struttura, un sito che rimarchi i valori secolari della nostra storia, di matrice europea e italiana e che sia d'esempio il concetto di preservare un luogo della memoria storico-artistico che affonda le radici nel passato e acquisisce un'importanza maggiore nel futuro. Che sia meta di un nuovo pellegrinaggio della cultura, nella sorveglianza e promozione del Ministero dei Beni culturali e con la necessaria partecipazione alla gestione delle realtà associative che perseguono tali fini e che hanno contribuito a lottare per la “liberazione”  della Certosa in questi anni.

Federazione Giovani Socialisti Frosinone: bene la “cacciata” di Bannon da Trisulti, ora diventi un luogo simbolo dei valori secolari Europei e della fratellanza dei popoli.

Jacopo Nannini, Federazione Giovani Socialisti di Frosinone

 

 

 

 

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Bene accolta cresce protesta per il mercato a Ceccano

 Ceccano. Proteste per il mercato settimanale

Il luogo del mercato si deve svolgere dove lo vogliono cittadini e operatori

di Valentino Bettinelli
Ceccano mercato ortofrutticolo del mercoledì in Via San Sebastiano 350 minGli esponenti del comitato di cittadini di Ceccano, che hanno presentato la petizione relativa allo spostamento del mercato settimanale, hanno svolto, come già annunciato, un volantinaggio nella mattinata di mercoledì 23 dicembre. Filtra soddisfazione per l’accoglimento della proposta da parte di ambulanti e cittadini, che preferirebbero un raggruppamento dei banchi nei più comodi Piazzale Bachelet e Piazzale Peppino Impastato.

Incontro anche con il rappresentante provinciale degli ambulanti, che condivide la visione dei firmatari della petizione. Una nuova sistemazione che darebbe maggior forza a tutti gli esercenti, garantendo una maggiore accessibilità ai cittadini.

Tra le persone, soprattutto tra i più anziani, le difficoltà dovute al lungo tragitto da compiere, per lo più in salita, per arrivare ai banchi alimentari sistemati in Piazza XXV Luglio, Largo Tomassini e Via Magenta. I firmatari della petizione chiedono di raggruppare l’area del mercato settimanale, come già fatto per quello del sabato, che si svolge nel piazzale della stazione ferroviaria.

Il volantinaggio, come detto in apertura, ha dato buoni risultati per il comitato presentatore dell’istanza. Cittadini che, però, attendono ancora le decisioni in merito della giunta Caligiore.

Una nota a margine della mattinata da riservare a quanto notato nei pressi di Piazzale Peppino Impastato, dove era in corso la distribuzione dei buoni spesa per le famiglie a basso reddito previsti dal governo. Un’occasione sicuramente poco gradevole, nella quale gli aventi diritto sono stati costretti a fare la fila per la percezione dei buoni nel bel mezzo del mercato. Una decisione che tiene poco conto del rispetto della privacy, doverosa in tali situazioni.

Una breve annotazione nel quadro del racconto della giornata di volantinaggio per il mercato settimanale di Ceccano, che però è doverosa in un periodo come quello che stiamo vivendo, dove anche il diritto alla sussistenza non può essere esposto alla mancanza di tatto a causa di un’organizzazione che doveva tener conto della giusta riservatezza di ogni cittadino.

 

 

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Otto settembre. E’ bene ricordarlo. Sempre.

Memoria

Muore la Patria monarchica e fascista nasce quella democratica e repubblicana.

di Aldo Pirone.

Immagine dell8 settembre a Roma minC’è stato un momento in cui la monarchia ebbe un definitivo tracollo nella coscienza civile e politica degli italiani? Sì, fu proprio l’8 settembre del ’43. Mentre a Roma, all’Ostiense e a Porta San Paolo, soldati e civili si uniscono per respingere i tedeschi, il re, con Badoglio e decine di dignitari e i capi dell’esercito, fuggono lasciando gli italiani, soldati e popolo, in balìa dei tedeschi.

La data fatidica è ricorsa ieri. Negli anni scorsi, ricordando questa data, Ernesto Galli della Loggia ha voluto parlare di “morte della Patria”, ripescando l’espressione da un vecchio libro di Salvatore Satta. Ma a morire fu la Patria incarnata nell’istituto monarchico affossato da un re fellone, Vittorio Emanuele III. Con lui crollò un’intera classe dirigente che era stata fascista e che del fascismo aveva accettato e condiviso le cose più turpi e immorali: la dittatura, le guerre d'aggressione e di rapina e le leggi razziali. Al tempo stesso è proprio quel giorno che rinasce una Patria diversa, quella antifascista. Sono gli antifascisti tornati dalle carceri, dall’esilio e dal confino che, insieme a tanti popolani e soldati scampati alla deportazione nei lager tedeschi e insieme a tanti italiani di tutte le classi sociali, iniziano la Resistenza ai nazisti e ai fascisti tornati all’ombra delle loro baionette. Sono loro a impadronirsi della Patria dandole un contenuto opposto, democratico e popolare, a quello monarchico e fascista. Il 9 settembre mentre il re e Badoglio sono in fuga verso Pescara, il neonato Comitato di liberazione nazionale chiama il popolo italiano alla lotta armata contro l’invasore: “Nel momento in cui il nazismo tenta di restaurare in Roma e in Italia il suo alleato fascista, i partiti antifascisti si costituiscono in Comitato di liberazione nazionale, per chiamare gli italiani alla lotta e alla resistenza e per riconquistare all’Italia il posto che le compete nel consesso delle libere nazioni”.

Ha scritto Piero Pieri, partigiano e storico militare: “Se l’improvviso tracollo dell’8-9 settembre segnava la profondità del baratro in cui la nazione era precipitata, esso era pure il punto di partenza di quella meravigliosa affermazione delle recondite virtù di nostra gente che si disse la Resistenza”. La Patria italiana rinasce per divenire repubblicana, democratica e costituzionale con la Resistenza e la Guerra di liberazione nazionale. Una stagione di lotta dura e spietata, iniziata a Roma l’8 settembre e durata venti mesi, costata lacrime e sangue al popolo italiano.

E’ bene ricordarlo. Sempre.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

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