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Frosinone, con il Bologna arriva il primo punto

Chibash Raman 350 260 mindi Tommaso Cappella* - Primo punto in serie A per il Frosinone. Sul neutro dello stadio 'Gran Torino' nel capoluogo piemontese e a porte chiuse per la squalifica del 'Benito Stirpe', la squadra di Longo impatta con un Bologna sicuramente alla portata per come si è messa la gara, specialmente sul finire. Giallazzurri e rossoblu hanno comunque dato l'impressione di non farsi del male, badando prima a non prenderle più che a darle. Un punto che sicuramente infonde morale per andare avanti nel proseguo del campionato. Da rimarcare anche la grande prova di Chibsah e del solito Sportiello.

Rispetto alla gara di esordio con l'Atalanta il tecnico Longo apporta due modifiche. In difesa Brighenti prende il posto di Goldaniga, mentre a centrocampo l'ex di turno Crisetig rileva Maiello. In attacco fiducia quindi alla coppia Perica-Ciano. In avvio di match poche le emozioni. All'11' si fa male Hallfredson, costretto ad uscire, al suo posto Maiello. Subito dopo il quarto d'ora è il Bologna a rendersi pericoloso con Dzemaili ma Sportiello si oppone e respinge. Poco prima della mezz'ora occasione per il Frosinone con Salamon il quale, dall'angolo battuto da Ciano, sul secondo palo interviene di testa, ma il pallone sfiora il palo. Al 31' è ancora Sportiello protagonista nel deviare in angolo una grande conclusione di Poli. Sul finire di tempo è il Frosinone a rendersi pericoloso, prima con Perica, imbeccato molto bene da Ciano, e poi con lo stesso mancino giallazzurro su punizione, ma Skorupski non si fa sorprendere.

Molto più vivace il secondo tempo da parte di Molinaro e compagni. Ci provano in successione Salamon, Krajnc e Ciano, ma il portiere rossoblu fa buona guardia. Sul finire di gara è Chibsah ad avere due clamorose palle-gol. La prima su cross di Ciano con colpo di testa di poco fuori e la seconda su assist del neo entrato Campbell con tiro mancino e occasione d'oro sprecata da Chibsah davanti la porta di Skorupski. Al triplice fischio di Manganiello sia Longo che Inzaghi appaiono soddisfatti per il primo punto conquistato dalle rispettive squadre.

Analizzando comunque quanto dichiarato nei giorni scorsi da Longo e cioè che questo Frosinone si potrà vedere più competitivo e in grado di esprimersi al meglio dopo la sosta del 9 settembre per l'impegno dell'Italia nella Uefa Nations League contro Polonia e Portogallo, occorre quindi avere pazienza e fiducia su un gruppo che ancora deve essere formato e amalgamato e solo il tempo potrà dire se aveva ragione o meno. Intanto, in attesa dell'esordio allo 'Stirpe' del 16 settembre contro la Sampdoria, i giallazzurri conquistano il primo punto. E domenica prossima trasferta all'Olimpico contro una Lazio, ancora a zero punti, dopo due ko di fila con Napoli e Juventus e, quindi, con il... dente avvelenato.

*giornalista volontario in pensione

 

 

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La strage di Bologna, 2 agosto 1980

bologna 2 agosto bombardata 350di Nadeia De Gasperis - Il 2 agosto 1980, alle 3:00 del mattino, i miei genitori, mia nonna e mia zia, erano fermi nella sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna, in attesa del treno che li avrebbe ricondotti a casa. Facevano ritorno dalla cerimonia di giuramento di mio zio Giuseppe, che sarebbe passato di lì, poco prima delle 10:25, per fare definitivamente ritorno a casa.
Ognuno di noi può marcare sulla mappa della propria sorte, una traccia delle coordinate spazio-temporali che lo separi da una strage insabbiata. Una stazione, poi, è un crocevia di destini e l’odio che deflagra su un sabato di una mattina di agosto è due volte vigliacco. Un mattino d’estate porta il bagaglio di tutte le fatiche di un anno, di tutti i desideri di baci e abbracci degli incontri attesi.
“Ricordare, commemorare è roba da conformisti”, pare che vada di moda dire così. Io allora voglio essere conformista, conforme alla consuetudine di SENTIRE e ricordare. Il risentimento è un’altra cosa, è un sentimento che ricalca se stesso, come una brutta copia di una emozione. Sentire è portare il peso di un anello di quella concatenazione di pena e dolore che negli anni si è agganciata al filo della speranza e delle aspettative dei parenti delle vittime. Quella catena, se trascinata su un terreno comune, senza che nessuno la sostenga, lascia solchi per fiumi di parole inascoltate, sepolte, zittite, umiliate, a Bologna come a Ustica, o ovunque la ricerca della verità rimbalzi contro muri di gomma.

 

 
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2 giugno: sono contro il razzismo e la polizia li carica

polizia carica a Bologna 350 260di Daniela Mastracci - "Bologna, leghisti e manifestanti divisi dalle camionette della polizia gli agenti in tenuta anti sommossa hanno respinto un corteo degli antagonisti".
Questo è il titolo che dà La Repubblica. I manifestanti avevano tirato su tende per fermare "ogni razzismo"; ed avevano "barricato" con balle di FIENO. Si erano mossi lungo le vie di Bologna con dei gommoni arancioni, quelli che si usano in spiaggia per farsi il bagno. E cantavano "Bella ciao"...
E intanto arrivava Salvini e di fronte ai "manifestanti" insultati con il solito e triviale "zecche", promette: "Quando avremo finito con le ruspe nei campi rom, cominceremo con i centri sociali".
Una promessa!!! Un'immagine di quello che vuole fare dell'Italia!!!
Con le braccia alzate e con un dito medio in un certo modo, vediamo i Leghisti. Con le labbra aperte nel canto vediamo i "manifestanti". Con le braccia destre alzate e la mano aperta vediamo di nuovo i Leghisti.
E poi la carica degli agenti in tenuta anti sommossa contro i manifestanti con i gommoni arancioni (piccoli direi) e soprattutto disarmati.
“Quando avremo finito con le ruspe nei campi Rom, cominceremo con i centri sociali”.
Ecco a me non sta bene! A me questo non piace! Mi fa male all’anima perché voglio che “restiamo UMANI”.Bologna_2 giugno
E mi chiedo perché chi si esprime pubblicamente e spavaldamente così non si “carica”; perché uno può essere razzista e fascista e non c’è forza dell’ordine che lo “carica”? Perché nella giornata della Repubblica e della Costituzione e della Donna al Voto, nella giornata della FESTA, di una religione civile che ci fa da fondamenta e forza aggregante, forza della memoria che va verso il Passato che è atto fondativo, e verso il Futuro che lo deve inverare, perché dico, l’antifascismo e l’antirazzismo sono così poco “di moda”? Perché non ci pensiamo più? Perché una costituzione che apre all’Altro, che lo tutela, rispetta, accoglie, una Costituzione che ripudia la guerra, ogni e qualsiasi forma di sopraffazione, forma di nazionalismo, perché oggi s’è dimenticata? Perché si può scendere in piazza e dire “Ruspa” senza che gli Articoli della Costituzione si alzino tutti in piedi a fermare le ruspe? Perché gli Articoli, da soli, non possono, non hanno le gambe, le braccia, la voce, non hanno fisicità, Balle di paglia a Bolognasono PRINCÌPI!!! E i Princìpi senza le gambe degli uomini e delle donne non sono niente. Niente che possa fermare chi invece le gambe e le braccia ce le hanno e ce le mettono con spavalda autocelebrazione; e la voce la fanno grossa grossa. Si vedono eccome! Si sentono eccome! E gli articoli della Costituzione se ne restano tra le sue immortali pagine? Memorabili pagine? Modernissime e “copiatissime” pagine?
In un posto così accade che invece le forze dell’ordine caricano chi mette balle di fieno, chi alza tende, chi sta fermo dentro una piazza e non vuole che passi da lì il Razzismo. Un sit in, una protesta, una affermazione di ciò in cui dovremmo tutti credere perché siamo figli della nostra Costituzione. E invece a Bologna accade che ci siano ancora botte, manganelli, arresti, feriti. E da quale parte? Dalla parte dei “manifestanti”. Perché creano disordine, perché sparigliano le carte, già scritte (?). Perché mettono in discussione che si facciano comizi razzisti. Perché in tempi di migranti, migliaia, al Potere non fa comodo che si blocchino vie e piazze per non far passare il razzismo.

 
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