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A che punto è la bonifica del SIN “Bacino del fiume Sacco”?

inquinamento del sacco pompeo ordina piu controlli e convo 350 260 minRetuvasa e Coordinamento Interprovinciale - Incontro Pubblico con l’Ing Flaminia Tosini RUA del SIN - 22 novembre 2019 a Colleferro
In seguito all’Accordo di Programma Quadro del 6 marzo scorso si delinea una nuova fase per la bonifica del Sito di Interesse Nazionale (SIN) “Bacino del fiume Sacco”.

Dopo l’interruzione delle attività di inizio 2013 con il declassamento a competenza regionale, il ricorso al TAR da parte della regione Lazio che lo riporta a competenza nazionale, la fase di ri-perimetrazione, si giunge a stabilire il cronoprogramma e chi dovrà presiedere le attività connesse.

Il Comitato di Controllo composto da un responsabile del Ministero dell’Ambiente, della Regione Lazio, dell’Ispra, dell’Arpa Lazio avranno la funzione di supervisione.

Il 22 novembre 2019 presso la ex sala Konver di Colleferro in via degli Esplosivi alle ore 17.00 incontreremo l’Ing. Flaminia Tosini, Responsabile Unico dell’Attuazione (RUA) delle attività di bonifica del SIN per fare il punto della situazione sullo stato dell’arte.

Invitiamo alla partecipazione Cittadini, Associazioni, Amministratori, riportando uno dei punti cardine della Piattaforma preparata per la Vertenza Valle del Sacco a nome del Coordinamento Interprovinciale Ambiente e Salute valle del Sacco e bassa valle del Liri al quale Retuvasa ha aderito: “Le forme di partecipazione che vogliamo attivare devono produrre una profonda e radicale innovazione organizzativa -un cambiamento del modo di funzionare delle istituzioni- capace di renderle più efficienti, di rendere più efficaci e giusti i processi decisionali.

Cabina di regia, informazione, formazione, educazione e partecipazione.

Sino ad oggi comitati e associazioni si sono dovute dedicare alla caccia delle informazioni, d’ora in poi il sistema delle informazioni pubbliche deve essere aperto, deve rivolgersi ai cittadini educandoli alla consultazione, rendendoli partecipi di ogni importante cambiamento. Deve essere strumento di educazione e formazione di una opinione pubblica consapevole, al servizio delle istituzioni e delle reti educative e culturali da cui dipende la formazione di cittadini consapevoli.”

Valle del Sacco, 18 novembre 2019

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Bonifica dell’alveo del fiume Cosa

  • Pubblicato in Partiti

fiumecosa 350 minFederazione dei Verdi Europei (Coordinamento di Ceccano) - La Federazione dei Verdi Europei di Ceccano registra con soddisfazione l’inizio dei lavori di bonifica dell’alveo del fiume Cosa (dalla foce del fiume Sacco fino a Frosinone attraversando le zone di Passo del Cardinale e della Cantinella). L’intervento è stato finanziato dalla Regione Lazio per un importo pari a € 131.970,00. I lavori sono stati appaltati alla ditta esecutrice per un totale di € 83.528,87 con un'economia di gara di € 48.471,13.

Tale intervento si rende necessario per far defluire meglio il corso d’acqua soprattutto durante il periodo delle inondazioni. Una delegazione dei “Verdi” si è recata sul posto dove sono iniziati i lavori e lo faranno costantemente fino al loro termine.lavori fiume Cosa 350 min
Questo intervento insieme ai 53 milioni di euro stanziati dal governo (lavori iniziati pochi giorni fa nel territorio di Colleferro) serviranno per la bonifica della Valle del Sacco e verranno utilizzati nell’arco temporale di 4 anni, con progetti di riqualificazione che interesseranno 10 siti della provincia di Frosinone e due del comprensorio di Colleferro. Dei citati 53 milioni di euro, circa 5 saranno destinati nel territorio di Ceccano (bonifica della discarica di via Anime Sante, ex fabbrica Annunziata e alveo del fiume Sacco). Un bel segnale questo che fa ben sperare per la nostra martoriata Valle ma bisogna sollecitare il governo affinché impegni altre risorse per rendere il fiume e i terreni circostanti liberi da sostanze inquinanti. La Federazione dei Verdi Europei di Ceccano parteciperà alla grande manifestazione promossa dal sindaco di Patrica Fiordaliso che si terra Domenica 27 ottobre per protestare contro l’inquinamento atmosferico che attanaglia i cittadini (l’aria nauseabonda che si respira ogni giorno proveniente da siti industriali, dalle discariche dismesse, dal fiume Sacco e dai depuratori).

Per tutelare la nostra salute e quella dei nostri figli, affinché trovino un clima migliore, diamo tutti noi un contributo attraverso una presenza massiccia alla manifestazione di Domenica prossima e a tutte le altre iniziative pubbliche che verranno promosse, per dare un forte segnale ai rappresentanti politici di Provincia-Regione-Governo.

Federazione dei Verdi Europei (Coordinamento di Ceccano)

Ceccano, 22 ottobre 2019

 

 

 

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Per Bonifica del Fiume Sacco con partecipazione

coord.interpro Ambiente Salute 350 260 minAssicurare partecipazione all’Accordo di Programma Quadro (AdPQ) SIN “Bacino del fiume Sacco"

Il sito di interesse Nazionale “Bacino del fiume Sacco” è uno dei più estesi e certamente il più complesso dal punto di vista della molteplicità delle aree contaminate e dele sostanze inquinanti. A due anni dalla nuova perimetrazione del sito il 7 marzo 2019 è stato firmato dell’Accordo di Programma Quadro (AdPQ) relativo alla programmazione degli interventi di caratterizzazione bonifica del sito.

Nel protocollo di gestione non è prevista alcuna forma di partecipazione da parte di associazioni e comitati, che negli anni hanno contribuito alla creazione di una opinione pubblica informata sulle vicende che hanno portato al grave stato di contaminazione delle matrici ambientali nella Valle del Sacco. Peraltro anche le amministrazioni locali hanno un ruolo del tutto marginale,

In allegato la richiesta da parte delle associazioni raccolte nel ‘Coordinamento Interprovinciale Ambiente e Salute Valle del Sacco e Bassa Valle del Liri’ con la quale si chiede che venga istituito un dispositivo di partecipazione per le associazioni e i comitati del territorio, a garanzia della massima trasparenza delle procedure messe in atto e per acquisire il supporto attivo delle reti associative, economiche e sociali, capaci di apportare la conoscenza puntuale di quanto accade realmente nel territorio inquinato.

Non si tratta di una concessione da parte delle istituzioni, ma di un diritto ormai consolidato.

 

 

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Lavoro. E' già finanziata la bonifica della Valle del Sacco, partiamo da lì

13maggiodisoccupati 1 350 mindi Valentino Bettinelli - È ancora tempo di assemblea per i disoccupati del comitato di Vertenza Frusinate. Ad ospitare i tanti presenti, ancora una volta il Salone di Rappresentanza del palazzo della Provincia di Frosinone. Tra i presenti non figura il Presidente della Provincia Antonio Pompeo, il quale aveva assicurato la sua partecipazione.

Tema centrale dell’incontro, iniziato con circa un’ora di ritardo, ancora lo stallo sul rifinanziamento della mobilità in deroga per le aree di crisi complessa. 117 milioni ancora in attesa dello sblocco e della ripartizione per le varie regioni interessate.
A fare il punto della situazione il solito Gino Rossi. “Questa assemblea serve a tenere alta l’attenzione sul nostro livello di partecipazione, fondamentale per smuovere la politica”. Il discorso di Gino Rossi mette in evidenza come nella manifestazione di Isola del Liri del Primo maggio “Vertenza ha dimostrato che ci sono anche i disoccupati nella nostra provincia. Quando chiediamo parola non è per fare carriera sindacale o politica. Il nostro spirito è la sopravvivenza delle nostre famiglie. Ad Isola del Liri questo diritto ci è stato negato, perché forse il nostro sguardo sulla realtà darà fastidio a qualcuno”.

La realtà di cui parla Gino Rossi è la “drammatica necessità per la sopravvivenza delle famiglie. Lo snodo fondamentale sarà l’accordo tra Regione e sigle sindacali. Il decreto attuativo per lo sblocco dei fondi è stato firmato da Di Maio e Tria con notevole ritardo. Adesso bisogna aspettare il pronunciamento della Corte dei Conti”.
Il passaggio tecnico ancora non è stato ratificato, ma, secondo le prime voci, pare che alla Regione Lazio, che aveva chiesto 35 milioni, ne verranno destinati circa 25-26.

I disoccupati di Vertenza Frusinate hanno piena coscienza che, prima o poi, lo strumento della mobilità in deroga verrà dismesso dallo Stato. Per questo13_maggio_19_disoccupati_assemblea il portavoce sottolinea che “il tema più importante è quello del lavoro. Lo abbiamo ribadito anche ai segretari provinciali dei sindacati; sono 4 anni che chiediamo il lavoro. Lavoro per noi significa politiche attive. A tal proposito abbiamo chiesto al presidente Pompeo l’organizzazione di un tavolo ad hoc sulle politiche attive; incontro che ci sarà il 10 giugno”.

La questione politiche attive è un nodo cruciale per la risoluzione del dramma dei disoccupati ciociari. A Vertenza Frusinate il merito di aver ostinatamente sollecitato le autorità competenti al fine di sedersi attorno ad un tavolo e creare dialogo tra tutti gli attori del territorio: Sindaci, Provincia, Regione, organizzazioni sindacali, lavoratori e imprenditori, parte necessaria per la fattiva riuscita del tavolo.
La speranza è che questo tavolo non sia l'ennesima occasione di discussione sterile tra le parti, piuttosto il volano per lo sviluppo di progetti utili per l’effettivo avvio delle politiche attive.

Gli stessi membri di Vertenza ricordano come un progetto chiaro e finanziato ci sia già, quello della bonifica della Valle del Sacco. Si chiede la trasparente pubblicazione di un elenco di tutti i disoccupati del territorio, che fornisca dati puntuali per l’effettivo inserimento degli stessi nei progetti di bonifica.
Le lungaggini burocratiche hanno ancora una volta allontanato l’attuazione di soluzioni concrete. Le decisioni che seguiranno l’appuntamento di giugno richiederanno i canonici tempi tecnici, quindi è più che mai necessaria la solerzia e la collaborazione tra gli attori protagonisti.

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La pioggia non ha fermato la Valle del Sacco

valledelsaccoallariscossa 350 mindi Valentino Bettinelli (video) - Dopo una lunga attesa, densa di preparazione per l’evento sulla bonifica della Valle del Sacco, sabato 13 aprile è arrivato. Purtroppo, non senza uno strascico di pioggia battente che ha accompagnato i manifestanti lungo il percorso, che da Piazzale Kambo (stazione ferroviaria) doveva portare il corteo alla Villa Comunale di Frosinone. Le condizioni atmosferiche avverse di ieri nel capoluogo, hanno fatto sì che il cammino venisse accorciato. 16:30 circa quando il gruppo, compatto nonostante la pioggia, ha raggiunto il piazzale antistante il “Parco del Matusa”, accompagnati dalle parole d’ordine di Alberto Valleriani (Retuvasa),
Nel luogo di arrivo della marcia, parola a Roberto Rosso (Retuvasa), Giacomo Felici (Rete degli Studenti Medi) e Luciano Bragaglia (Frosinone Bella e Brutta). A loro il compito di ricordare l’importanza delle azioni di bonifica che andranno ad interessare l’intera area della Valle del Sacco. Bonificare siti e terreni è una partenza che dovrà portare al risanamento delle acque del fiume che, giorno dopo giorno, continuano a trasportare sostanze nocive ed altamente cancerose nei territori dei comuni interessati, da Colleferro a Ceprano.

Un problema diffuso, insomma, che muove le iniziative della cittadinanza attiva dell’intera Valle. Ad aprire la marcia di ieri lo striscione di Roccasecca, comune simbolo del disastro ambientale provocato dalla cattiva gestione del ciclo dei rifiuti nella discarica di Cerreto. Molti altri i comitati presenti, 31 dicono gli organizzatori. Fra gli altri: “Rifiutamoli” di Colleferro, “Cittattiva” di Ceccano, Frosinone Bella e Brutta, Vertenza Frusinate, i movimenti per gli Ospedali di Colleferro ed Anagni, il comitato dei Residenti di Colleferro. Presente la rappresentanza di Vertenza Frusinate, perché anche il tema del lavoro non venga slegato dalla questione della bonifica. Molti inoccupati potrebbero essere, infatti, inseriti nei piani di attuazione dei progetti, avviando una riqualificazione industriale, finalmente pensata su basi di ecosostenibilità.

Il problema dell’inquinamento della Valle del Sacco colpisce tutti i cittadini in maniera costante da decenni ormai. Manifestazioni di civile risentimento come quella di ieri dovrebbero essere il megafono anche per la politica locale. Rappresentanti, però, ancora una volta all’apparenza poco attenti alla questione; presenti alcuni sindaci. Abbiamo notato sotto la pioggia Marco Galli di Ceprano, quello di Pofi Tommaso Ciccone e la sindaca di Pico Ornella Carnevale, questi due con la fascia. Se altri ci sono sfuggiti è colpa del cattivo tempo, ce ne scusiamo. Qualche altro forse non è proprio venuto.

Purtroppo, l’assenza di molti amministratori è un dato costante da rilevare in occasioni come quella della marcia di Frosinone. Forse la pioggia ha spaventato i sindaci e gli eletti in Parlamento. Certamente questo timore non ha placato lo spirito dei tanti manifestanti che hanno portato le loro ragioni lungo la via Aldo Moro del capoluogo. Tante gambe e tante anime differenti, che avrebbero bisogno anche di una guida più chiara e programmatica. Aspettiamo di vedere come il Coordinamento interprovinciale, che ha promosso questa prima iniziativa della Vertenza, riuscirà ad organizzarsi ed organizzare per assicurare un’azione tenace, costante e largamente partecipata nell'elaborazione degli obiettivi e delle iniziative. Tante gambe e tante teste sono indispensabili per andare avanti e raggiungere gi obiettivi avanzati nella Piattaforma di base già presentata.

È fondamentale continuare con azioni di sensibilizzazione e protesta, al fine di mettere pressione anche agli organi che avranno il compito di gestire i primi fondi stanziati per la bonifica.
Il percorso sarà molto lungo e costellato di difficoltà, come la pioggia di ieri, ma lo spirito dei tanti manifestanti dovrà essere una leva necessaria per scardinare l’immobilismo amministrativo e politico dei rappresentanti locali.

 

 

La Valle del Sacco alla riscossa. Video di Ignazio Mazzoli

 

 

 

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13 aprile '19: Per l'Ambiente, la Bonifica, la Salute e lo Sviluppo

locandina 350 min“Scendiamo in strada per un futuro pulito”, è l’appuntamento fissato per il 13 aprile prossimo alle ore 15,30 nel piazzale della stazione di Frosinone, dal “Coordinamento interprovinciale per l’ambiente e la salute della Valle del Sacco e della bassa Valle del Liri” con l’intento di manifestare la volontà di aprire una vera e propria vertenza in nome e di questa dimensione territoriale e l'intreccio di problemi, rischi e opportunità che la storia passata e recente ci ha consegnato ai cittadini di questa area.
In poche parole, ci sono almeno tre novità: ci si mobilita per l’ “Ambiente, la Bonifica, la Salute e lo Sviluppo; lo si fa unitariamente e in una dimensione interprovinciale; questo avvenimento si svolge a Frosinone.

Non pare sia davvero poco. Anzi. Parto dall’ultima delle tre novità, la città dove si svolgerà la manifestazione: Frosinone che diventa protagonista di un risveglio a lungo atteso ha il profumo ed il sapore che solo le circostanze a lungo desiderate sanno dare. Desiderate perché necessarie. Una provincia martoriata dalla disoccupazione che veniva sistematicamente ignorata fino alla nascita delle lotte dei lavoratori della Multiservizi e poi di Vertenza Frusinate nel 2014 ed all’arrivo delle sue sofferte rivendicazioni, che ancora proseguono; una città che ha conosciuto, sempre nel 2014, poderose manifestazioni contro il progressivo smantellamento della sanità pubblica e la sua più generale inefficienza e poi si ritirarono nell’ombra lasciando all’opera pochi coraggiosi; ora accoglie una nuova volontà, larga ed unitaria: territori interprovinciali e tante associazioni che vogliono collaborare. Molto importante e molto bello. Darà speranze concrete? In molti ci contano e ci contiamo. Tutto il territorio ne ha bisogno. Molte sono le voci che lo dicono, poche le energie che si mettono in movimento. Si moltiplicheranno? Se si, consentirebbe di guardare il futuro con occhi nuovi.

Le novità non si arrestano alla speranza di mobilitazione e al luogo dove si svolgerà. C’è un contenuto di cui sembra, si voglia far appropriare molti cittadini: l’ “Ambiente e la sua difesa”. Nessuno si meravigli di questa sottolineatura, perché è proprio qui la novità, più novità per il territorio frusinate. Nella giornata di venerdì 20 marzo, ben due iniziative si sono svolte a Ceccano ed entrambi avevano per tema l’inquinamento della Valle del Sacco. Di una ne ha già scritto, su queste colonne Bettinelli, dell’altra scriverò io nei prossimi giorni.
Quando qui in provincia ancora si esorcizzava l’inquinamento della Valle del Sacco dicendo che non si doveva chiamare “Valle dei veleni”, c’era solo Re.tu.va.sa., quale forza organizzata, che sollecitava ad intervenire perché il danno che la Valle subiva era grande per l’agricoltura, gli animali e soprattutto per le persone.
Nel frusiiinate c’erano molti volenterosi e poche energie in campo. Nascevano associazioni, ma partecipazione popolare quasi nulla. Solo Roccasecca ha fatto sentire una robusta voce di massa. Poche forze, che tuttavia documentando, informando e denunciando all'informazione hanno anche ottenuto qualche risultato, penso come l’insistenza ha prodotto perfino una richiesta di pronunciamento del Parlamento italiano (che deve ancora avvenire, però). Ma,  se oggi l’area inquinata è perimetrata in un Sito di Interesse Nazionale non possiamo dire che sia anche il risultato di ampie mobilitazioni di noi ciociari.
La pietra angolare per chi si batteva a tutela dell’ambiente era Re.tu.va.sa ed oggi essa è impegnata in questo coordinamento.

L’appello alla mobilitazione del 13 aprile contiene anche considerazioni che chi scrive condivide ed è, grazie ad esse, convinto di partecipare, chiedendo a molti di fare la stessa cosa in quella data. Si perché come dice la convocazione «L’avvio di una vera rottura col passato non è certo cosa semplice … per questo è necessaria una mobilitazione di risorse locali come mai abbiamo conosciuto… abbiamo misurato concretamente le carenze nell’azione delle singole istituzioni, soprattutto nel coordinamento tra di loro, tra pubblica amministrazione, servizi di pubblico interesse, reti associative e reti imprenditoriali. Le forme di partecipazione che vogliamo attivare devono produrre una profonda e radicale innovazione organizzativa - un cambiamento del modo di funzionare delle istituzioni - capace di renderle più efficienti, di rendere più efficaci e giusti i processi decisionali.» Come non condividere queste impegnative affermazioni? Si, il 13 aprile bisogna esserci.

Queste parole della convocazione configurano anche un ruolo nuovo delle associazioni che acquistano ben maggiore peso e responsabilità. Già oggi, con la crisi dei partiti di massa, sono proliferate tante aggregazioni, nella ricerca di nuove sedi in cui affrontare i problemi e gli assilli sociali, non solo luoghi in cui convergono hobby e passioni culturali e artistiche, ma ambiti necessari per definire obiettivi, modi di essere e di organizzarsi per raggiungere i risultati voluti. Non sono mancate, tuttavia e non mancano, sole sigle senza aderenti e prive di reali contenuti. Questi casi non ci interessano.

Spesso le associazioni appaiono essere legate all’impegno di un solo animatore o promotore, oggi dovrebbero pensare a darsi qualche nuovo carattere di identità in cui al primo posto ci siano le idee ispirartici e le vocazioni che spingono cittadine e cittadini a ritrovarsi per riflettere ed agire dopo essersi ritrovati nelle decisioni prese.
La credibilità è un connotato da perseguire con il massimo impegno, oggi è diventato un bene prezioso, può nascere e affermarsi solo se l’operato di chi si organizza associandosi è trasparente nella vita interna, nel modo di decidere e nella coerenza dei comportamenti. Come ci si associa, chi si associa, chi si iscrive, c’è un codice di comportamento, come ci si autofinanzia, si rendono pubblici i bilanci, si hanno organi dirigenti, come avviene la selezione per entrare a farne parte? Insomma, è necessario dotarsi di statuti pubblici e trasparenti. Nessuno si infastidisca per queste richieste perché chi assume la responsabilità di battersi per l’ “Ambiente, la Bonifica, la Salute e lo Sviluppo” deve sapere che deve conquistarsi la fiducia di chi vorrà ritrovarsi in lui.
Altrimenti, si possono avere anche le più straordinarie conoscenze, ma si diventa solo lobby. Soltanto lobby per pochi che perpetuano sé stessi e alla lunga neppure eventuali risultati raggiunti faranno premio nella considerazione pubblica.

 

 

 

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La bonifica del Sacco sia lavoro per tutti i disoccupati

platea26mar16 350 mindi Valentino Bettinelli e Maria Giulia Cretaro - Vertenza Frusinate alle prese con una nuova assemblea, ancora una volta capace di riempire il Salone di Rappresentanza della Provincia di Frosinone. Pomeriggio di martedì 26 marzo; all’ordine del giorno il nuovo accordo quadro per lo stanziamento dei fondi per le mobilità in deroga 2019. Ulteriore punto di discussione, l’opportunità occupazionale legata alla futura bonifica del SIN della Valle del Sacco. L'incontro inizia con più di un'ora di ritardo, in attesa di tutte le figure di rappresentanza contattate e dalle quali è mancata persino la cortese risposta.

L’apertura ,affidata come sempre al portavoce Gino Rossi, il quale, con triste consuetudine, punta il dito sugli assenti. “Tutte le sigle sindacali, i rappresentanti parlamentari e regionali del territorio sono stati invitati, ma non hanno raccolto l'invito. C’è rabbia per una evidente mancanza di comprensione da parte di chi non raccoglie le istanze di questo gruppo di lavoratori. Ancora oggi siamo da soli. Politici e sindacalisti non rispondono. Abbiamo tutte le prove che dimostrano questa latitanza indegna da parte di chi dovrebbe rappresentarci. Fa soffrire ancora di più la mancata informazione su un importante comunicato del 18 marzo, reso pubblico dalla Segreteria Nazionale della CGIL. Nel documento un chiaro riferimento alla gestione dei fondi riguardanti la mobilità in deroga per le 18 aree di crisi complessa e la loro immediata erogazione. Come può essere sfuggito all'attenzione dei delegati locali, nonostante le numerose richieste inoltrate da parte dei disoccupati?”
Unica risposta è stata la non necessità di ulteriori assemblee, a causa della mancanza di novità.

Vertenza Frusinate porta avanti la lotta, non solo come protesta ma sostituendosi all'evanescenza dei rappresentanti di riferimento. I Sindacati rimandano l'accordo quadro attendendo notizie dalla Regione e dal Governo. Ma dove sono le pressioni necessarie alla causa? Come operano affinché i tempi possano essere ridotti? Sembra che un possibile incontro per l'accordo potrà esserci tra Aprile o Maggio, un rinvio imbarazzante che non tiene conto della contingenza drammatica dei bisogni dei lavoratori.
Anche per un’altra circostanza molto attuale, i contatti tra i delegati di Vertenza e i Sindacati non hanno avuto l'attenzione in materia di politiche attive. Esist26marzo19 350 mine, infatti, un'occasione concreta creatasi grazie ai 53 milioni per la Bonifica della Valle del Sacco, tuttavia la materia non sembra ancora essere stata presa sul serio con azioni di interesse per i progetti già finanziati. Come può un'opportunità simile sfuggire all'attenzione di chi è deputato dai tesserati alla tutela del Lavoro?
Su questo tema Rossi affonda chiamando a raccolta “gli attori protagonisti della vicenda sui territori. Per noi la bonifica è un’occasione per ottenere quello che in tutti questi anni abbiamo chiesto a gran voce: il lavoro. I comuni e le amministrazioni devono rispondere per difendere i diritti del lavoro. I disoccupati devono sfruttare il megafono politico per rivendicare le proprie necessità”.

L’Accordo di Programma per la bonifica del SIN del Sacco, investe un’area vasta di 19 comuni in Provincia di Frosinone, da Paliano a Ceprano. 10 progetti che nei prossimi sei mesi dovranno essere caratterizzati per una futura bonifica. Le amministrazioni puntino su questa opportunità e facciano chiarezza sulle modalità di messa in opera degli interventi. Ancora una volta bisogna porsi delle domande: perché i Comuni, attraverso i loro consigli, non si sono resi parte attiva dopo che sono state escluse le assemblee elettive? Perché i sindacati non chiedono di essere coinvolti sfruttando i progetti per le politiche attive?
La conclusione dell'accordo è di dubbia chiarezza, ma c'è ancora modo di comprendere e monitorare il progresso di queste opere. Non dovrebbero però essere i disoccupati a ricordarlo alla classe dirigente.

Anche nei rapporti con il governo, Vertenza Frusinate recita il ruolo di intermediario. Di recente una delegazione ha incontrato il sottosegretario Claudio Durigon, il quale ha affermato che il ruolo politico del governo si è concluso con lo stanziamento dei 117 milioni in finanziaria. Secondo l’esponente della Lega la palla deve ora passare alle competenze tecniche per dirimere le questioni pratiche.
La Politica, per Vertenza Frusinate, sembra essersi persa tra Riunioni di Segreterie e Campagne Elettorali perenni, rinunciando al ruolo democratico affidato dai cittadini.
Gino Rossi ha annunciato un incontro in Prefettura per sollecitare gli interventi istituzionali in mancanza di risposte. L’occasione potrebbe consentire anche, a piccole delegazioni di disoccupati, di dialogare con le diverse strutture sindacali, approfittando dell'appuntamento offerto dal sit-in.
La sollecitazione è destinata anche al Presidente della Provincia Antonio Pompeo, perché recuperi un ruolo esecutivo, di cui lo ha privato l’istituzione del RUA, togliendo, così, tutto il peso che devono avere il territorio e i cittadini della Valle del Sacco. A lui il compito di attivare un tavolo, sull’esempio di quello a cui aveva già dato vita in passato, al fine di mettere in sinergia tutte le forze produttive in campo.

Ad ora almeno le parole sono aleatorie. Senza incertezze i disoccupati aspettano fatti concreti.

26 mar ’19 ore 17:51

 

 

 

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Bonifica Valle del Sacco, speranza di salubrità e di occupazione

inquinamento suolo 400 mindi Ignazio Mazzoli - Perché ancora una volta Vertenza Frusinate è costretta a convocare un’assemblea di disoccupati nel Salone della Provincia di Frosinone per il 26 marzo alle ore 15,30?
Perché non riescono a spiegarsi tutto il ritardo nella erogazione delle mobilità in deroga per le aree di crisi complessa. Nel bilancio dello Sato approvato a fine dicembre 2018 sono stanziati 117 milioni per l’anno 2019-20 destinati proprio a questa finalità. La Regione Lazio deve richiederne 35 di milioni sui 117 per assicurare le somme concordate prima l’8 febbraio e poi ancora l’8 dicembre del 2018, somma necessaria anche al recupero di 3 mesi non computati dal 9 marzo al 22 giugno 2019.

Ebbene non si hanno notizie né certe né approssimative. Non ce l’anno i disoccupati ma neppure gli addetti ai lavori, sindacati ed eletti del territorio: si moltiplicano perciò i post su Facebook per sapere «come mai ancora oggi non ci sono novità, la mobilità nell’area di Frosinone e Rieti e già scaduta da circa un mese, mentre 1600 famiglie attendono risposte sia per la sopravvivenza che per le famose e mai viste politiche attive per il lavoro».

Quindi 3 questioni richiedono risposte: - come sollecitare l’erogazione dei 117 milioni (per tutti gli interessati secondo l’Accordo Quadro 2019 /2020; - come assicurare alla Regione Lazio l’erogazione dei 35 milioni richiesti al Governo; - iniziare concretamente a impostare un piano operativo di Politiche attive per lavorare.

Il giorno 21 marzo, cioè ieri, l’assessore al Lavoro e Nuovi diritti, Claudio Di Berardino, ha annunciato che «Per la città e la provincia di Rieti, nel biennio 2019-2020, sono disponibili almeno 15 milioni di euro per le politiche del lavoro e dell’occupazione». «Le risorse – ha spiegato - fanno parte di un ‘pacchetto lavoro’ da 180 milioni di euro per il Lazio, con una riserva del 20% (36 milioni?) per il reatino e il frusinate». (da Rietilife.com).

Buone notizie, quindi, da verificare nei fatti e nei tempi. Tempi che urgono. Perché un simile annuncio non è stato pronunciato anche in questa provincia che è quella che ha stimolato ed ha conquistato gli interventi, alla Regione e al Ministero, grazie a Vertenza Frusinate e, soprattutto perché è il territorio più martoriato dalla disoccupazione nella nostra Regione?

Secondo perché i disoccupati non possono conoscere puntualmente i tempi di erogazione delle somme che spettano loro? Il valore di questa informazione non va neppure spiegato, legato com’è alla sopravvivenza di singoli e delle loro famiglie.

 

Terzo. Vogliamo affrontare in qualche modo una prospettiva concreta di possibilità di lavoro?

Una soluzione oggi c'è e non è alternativa ad altre prospettive, ma certamente complementare ed importante perché è già qui, è sotto gli occhi di tutti ed è nell'accordo per la Bonifica della Valle del Sacco. A ricordarlo sono stati alcuni interventi svolti nell’incontro del 15 marzo a Ceccano, convocato da Samuel Battaglini. Purtroppo i più, presi dall’inseguire ricerche di lavori ipotetici o dalla propaganda, si è sorvolato su un’occasione concreta.

È vero, questa intesa sui 53 milioni, a tanto ammonta lo stanziamento attuale per il programma di bonifica, è arrivata in sordina e si è conclusa, diciamo, con imprevista rapidità, in totale assenza di una reale consultazione dei cittadini interessati e senza alcuna audizione dei Sindacati e dei Consigli comunali. Ma questo è un discorso da riprendere in altra occasione. Qui preme precisare che si tratta di 10 progetti da caratterizzare e far partire fra sei mesi, che (per il frusinate) sono diffusi da Paliano a Ceprano. “Responsabile Unico dell’Attuazione” (RUA) è la Regione Lazio in un comitato presieduto dal Ministero dell’Ambiente insieme solo a Ispra e Arpa, con la convocazione dei sindaci relegata ad una volta l'anno. Questo accodo di programma per la bonifica della Valle del Sacco come parziale intervento teso a tutelare la salubrità di una importante fetta di territorio provinciale, è anche un’occasione vera di lavoro in una terra depauperata di industrie e di occasioni di occupazione. È così che debbono vederla soprattutto le istituzioni locali ed i sindacati.

Perché il Presidente Antonio Pompeo e la Provincia non avviano al più presto una consultazione permanente di sindacati, imprese e associazioni, intanto per valutare e quantificare attentamente tutte le possibilità di occupazione e per definire una trasparente procedura di avvio al lavoro sia dei giovani inoccupati che degli over 40 che sono disoccupati? Ci vogliono numeri precisi e conosciuti di donne e uomini con braccia e gambe per fare la bonifica.
I Sindaci hanno ignorato le disponibilità previste dalla Regione Lazio, a suo totale carico, per i lavori di manutenzione urbana per fronteggiare la disoccupazione, forse in questa circostanza possono rendere un buon servizio alle loro comunità ed a quella dell’intera provincia se staranno più attenti verso questa opportunità.

La bonifica della Valle del Sacco non sarà solo racchiusa nel risanamento di alcune aeree di territorio, ma dovrà riguardare molte altre occasioni di lavoro legate al più grave e oneroso inquinamento del fiume e dei territori produttivi che bagna. Il Ministro Sergio Costa sembra sensibile a questi problemi. Tutto ciò rappresenta una occasione di rioccupazione, ma sarà tale solo se i cittadini con le loro associazioni ed i sindacati pretenderanno una gestione trasparente di tutti i passaggi per realizzare davvero la bonifica.

Certo occorrerà ridiscutere molti aspetti del programma, ogni cittadino ed ogni istituzione locale dovranno avere il diritto di conoscere ogni parola per arrivare alle decisioni che si prenderanno, ma intanto bisogna utilizzare al meglio questa circostanza anche se nata con una visione riduttiva, ma non necessariamente destinata a concludersi con le istituzioni locali in ostaggio di decisioni prese altrove fuori dalle assemblee elettive.

22 marzo ‘19

 

 

 

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Ceprano verso il voto. Gli interventi previsti per la bonifica del Sacco

Ceprano bonifica Sacco mindi Ing. Elisa Guerriero - L’accordo di programma sul SIN Bacino del Fiume Sacco, siglato il 7 marzo u.s. tra il presidente della Regione Lazio e il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, rappresenta solo il primo passo per l’attuazione degli interventi propedeutici alla bonifica delle aree perimetrate con decreto ministeriale nel 2016. Per Ceprano rappresenta un momento storico: oltre 6.000.000 € per l’avvio degli interventi presso la ex-Stelvio, sia nella parte ricadente nel territorio di Ceprano che in quello di Falvaterra, presso la ex-Cartiera e presso la ex-Europress.

Tutti gli interventi saranno "sostitutivi in danno', ovvero, interventi dove il pubblico, dopo aver verificato l’inadempienza del privato a “bonificare le aree di proprietà”, si sostituirà a quest'ultimo. Il lavoro che ha portato a ottenere questo risultato è stato lungo e complesso. Sabato 23 marzo incontreremo i cittadini per spiegare come si è arrivati a questo traguardo, cosa comporterà l’accordo e come verranno spesi i soldi nel comune di Ceprano. In questi ultimi mesi l’ambiente è stato spesso evocato a uso e consumo di certe aree politiche. Alcuni, che un tempo denigravano il SIN, oggi inneggiano all’accordo. Quest’accordo non riguarda tutti i comuni e non è onnicomprensivo di ogni problematica ambientale. Afferisce alle matrici ambientali, all'acqua e ai suoli, cui la normativa, in senso stretto si riferisce per le bonifiche. Si è molto discusso nel merito di ciò che era presumibilmente scritto in questo atto, sovente, senza conoscere il lavoro compiuto nelle conferenze dei servizi, svoltesi dal 2014 sino al 2017 e probabilmente ignorando quello che gli enti stessi avevano richiesto.

Per questo motivo vogliamo confrontarci con i cittadini, per farli partecipi di ciò che sta avvenendo. Sicuramente è un atto perfettibile, ma siamo sicuri che, per le interlocuzioni avute con gli enti competenti che si sono occupati della stesura dello stesso, seguiranno degli "addendum" che dovranno includere alcune delle nostre richieste. In primis, la partecipazione dei soggetti coinvolti attraverso uno strumento partecipativo. Dopodiché, continueremo a sollecitare la pubblicazione del regolamento delle aree agricole. Uno strumento indispensabile anche per l’attuazione dello stesso protocollo. Quindi, l’emanazione del protocollo per le procedure operative per gli interventi edilizi in zona SIN. A dicembre abbiamo inviato una proposta, alla quale non è stata data una risposta o una controproposta. Infine, come previsto dalla normativa, la riqualificazione del personale in mobilità, che ha perso il lavoro, attraverso le opere di bonifica che si renderanno necessarie. Il lavoro insomma non finisce qui, ma siamo solo all’inizio.

 

 

 

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Valle del Sacco: senza priorità a quando una reale bonifica?

Sacco liquami 440 minGià nella serata di lunedì 4 marzo circolava: “giovedì 7 mattina alle 11, verrà firmato in Prefettura l'Accordo di programma per il risanamento del SIN del Fiume Sacco, tra il Ministro dell'ambiente, Sergio Costa, e il Presidente della Regione, Nicola Zingaretti". Il Messaggero, L’Inchiesta e il blog del gruppo M5S alla Camera confermano la notizia anche stamattina 5 marzo.
Un fulmine a ciel sereno, ma anche un giallo. Venerdì 1° marzo alcuni sindaci hanno in mano il testo della “bozza” dell’Accordo di Programma “Per la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica del Sito di interesse nazionale Bacino del Fiume Sacco” (così lo ha titolato il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare). E, sembra che sia l’avvio di una fase di consultazione.
Sembra, non si hanno comunicazioni ufficiali. Anzi. Voci a mezza bocca, dobbiamo leggere, o addirittura bocche cucite. Un segreto da custodire circola per questa nostra provincia. Chi chiede di prenderne visione si sente dire che non è possibile, ma ancor di più, qualcuno usa l’espressione “si tratta atti endoprocedimentali, bisogna stare attenti alla diffusione”. Si tratterebbe, cioè, di un provvedimento amministrativo finale, di valutazione molto complessa. Endoprocedimentale è un procedimento per arrivare a concedere una licenza edilizia, in genere. Ma qui siamo di fronte ad un documento programmatico che deve assicurare la bonifica di un territorio dove abitano decine di miglia di persone. Che senso ha costruire un giallo intorno a questa consultazione affidata ai sindaci e solo ai sindaci, manco ai Consigli comunali? Ma poi si rivela che non è così. Perché anche altri erano interessati a visionare il documento e pare che l’abbiano avuto, ma la stampa, ufficialmente, no. Molti di noi sono riusciti a conoscere il documento grazie ad “anagnia.com” che dopo averlo attenuto (ottime fonti, complimenti) lo ha reso disponibile.

Prima di entrare nel merito del documento ancora un aspetto. Perché si vieta la visione di un documento così importante per chi vive in grande territorio come la Valle del Sacco?
Forse leggendo si troverà la risposta. Già nell’articolo 1, “Oggetto e finalità”, parla di interventi che riguardano i più, infatti bisogna “assicurare la messa in sicurezza, la caratterizzazione ed analisi di rischio, la bonifica ed il recupero delle aree inquinate incluse nel perimetro del Sito di interesse nazionale Bacino del Fiume Sacco... Capperi non stiamo parlando di cose da decidere in assoluta e “inspiegabile” riservatezza.
E probabilmente i suggeritori dell' "operare in ombra", ne sono consapevoli. Abborracciano la consultazione e trasformandola in farsa (per i più, cioè i cittadini) decidono che in quattro e quattro otto bisogna firmare l’accordo. E così? Almeno così appare e vengono in mente le approvazioni dei “milleproroghe” e altri simili documenti per i quali si chiede e s’impone il voto di fiducia affinché non venga toccata neppure una virgola. In questo caso il voto di fiducia è stato sostituito dalla rigorosa definizione del numero dei consultati che avevano l’obbligo del giuramento del silenzio. Gli accordi (?) fatti sono sacri. Grazie ancora anagnia.com.

La lettura del documento vuole come sempre attenzione e conoscenza delle esigenze. Nulla di più. Qui appare necessario soffermarsi tre questioni, su altre riorneremo nei prossimi giorni.

1 – Una preoccupante centralizzazione. Il coordinamento. Qui si chiama RUA (“Responsabile Unico dell’Attuazione”, il soggetto incaricato del coordinamento e della vigilanza sulla complessiva attuazione dell’Accordo). E’ la Regione Lazio. Opera con il Ministero dell’Ambiente e l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale). La centralizzazione è ai massimi livelli: due vertici elettivi Ragione ed Ministero ed un ente tecnico che rende conto solo al Ministero. Chi controlla? Il “Comitato di Indirizzo e Controllo” che deve garantire un’adeguata azione di governance e controllo sullo sviluppo degli interventi in opera, composto da un rappresentante del Ministero, che è il presidente, e altri tre rappresentanti: Regione, Ispra e Arpa Lazio. E il territorio vi chiederete? Comuni, malati, imprese chi li rappresenta? Qui in provincia abbiamo già vissuto una esperienza simile con L’accordo di Programma Anagni-Frosinone per il rilancio e lo sviluppo industriale di quell’area, con una governance simile a quella descritta. Una sola differenza lì c’era il presidente della Provincia. Tuttavia, per l’eccessiva centralizzazione fu flop totale su due fronti: quello finanziario che dette solo fondi alla potente industria farmaceutica e al territorio nulla, come alleggerimento della disoccupazione. Sul fronte del reimpiego previsto dei disoccupati, il fallimento è da delirio. La presenza del territorio, alla pari di altri soggetti è indispensabile e tutta da concordare senza arroganze e senza spocchia. Questo non si deve mai dimenticare.

2 - Chi controlla e sanziona? Sono da apprezzare le precisazioni nell’articolo 6: «Gli interventi disciplinati nel presente Accordo sono di competenza pubblica, "ovvero" in sostituzione e in "danno" dei soggetti responsabili inadempienti» insieme ai commi 9 e 10 che affidano al al Ministero di esercitare l’azione di risarcimento del danno ambientale e al RUA ad operare le azioni di rivalsa nei confronti dei soggetti obbligati per i quali ha agito in sostituzione ed in danno. Ma è il comma3 che richiederebbe più dettaglio a sottolineare l’eccezionalità della crisi, infatti manca la percezione dell’emergenza e dell’urgenza, perché si legge : «Allo scopo di assicurare l’individuazione dei responsabili (…) e del principio “chi inquina paga”, il RUA si impegna a promuovere e coordinare un piano delle attività di rafforzamento amministrativo degli enti preposti alle funzioni di controllo, senza oneri a carico del presente Accordo», ma parte la preoccupazione per gli “oneri”, si richiederebbe una esplicita individuazione: «per controllare e sanzionare è messa in essere una dichiarata, costante collaborazione con Magistratura e forze dell’ordine (questura e carabinieri».

3 – La priorità delle priorità. La documentazione allegata al testo riguarda solo una parte ben definita degli interventi. Si tratta di 11 progetti presenti in aree diverse del SIN da Colleferro a Ceprano. Erano inizialmente 8 e diventano 11, in particolare la presenza di Colleferro sembra indiscutibile e necessaria nell'interesse di tutti, quello che ci pare discutibile è che all’aumento dei progetti ammessi non corrisponda l’aumento delle somme necessarie. Ciò che più colpisce è l’assenza di qualsivoglia definita ipotesi di intervento finanziario e d’iniziativa per la fitodepurazione operativa. Incredibile, dal marzo 2005 è stato riconosciuto lo stato di emergenza ambientale per la valle del fiume Sacco in seguito al riscontro di livelli di beta-esaclorocicloesano (ß-HCH) molte volte superiori ai limiti di legge in campioni di latte di massa crudo e su foraggi prelevati nelle aziende agricole. Fino al Rapporto tecnico di attività del 2013-2015 ed ancora nel dibattito al Consiglio regionale straordinario del 20 febbraio scorso, tutto l’allarme è confermato.

Se l’emergenza è causata dallo sversamento di inquinanti industriali nel fiume è da lì che bisogna partire, dallo stato dei depuratori e subito da quelli regionali che non funzionano a dovere e sono costati già somme onerose. È vero, la Valle del Sacco è un tutt’uno, ma questa unitarietà ha esigenze diverse, l’inquinamento dell’aria richiede interventi particolari, quello che dal terreno arriva al fiume ne vuole altri, ma quello del fiume che arriva alle coltivazioni è ancora altra cosa che richiede diverse specifiche azioni. Non si può aspettare 6 mesi per l’affidamento della redazione dei piani di caratterizzazione per avere un piano di priorità, senza operare subito per la protezione delle prodizioni agricole e quindi della salute e anche del reddito dei produttori. Ci pacerebbe essere certi sin da ora che alla data del 31 dicembre 2023, anche la fitodepurazione fosse avviata bene e le acque fossero depurate. È chiedere troppo?

 

Questo accordo non è più complicato di altri, che intere generazioni di lavoratori e cittadini hanno discusso, modificato, condiviso e sostenuto. Sono 14 anni che si discute senza nulla concludere. Solo qualche ora in più per una sorsata di partecipazione, NO?
In questo strano giallo la vittima è la partecipazione democratica. Non si è voluto discutere. La verità, però, ha la testa dura.

6 marzo ‘19, ore 7,30

 

 

 

 

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