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Valle del Sacco. Presto i dati per la "bonifica uomo inquinato"

ProgettoFast 350 minEcoFoodFertility

Inizia il percorso di diffusione dei dati del progetto EcoFoodFertility condotto dall’equipe del dott. Luigi Montano.
La prima data sarà Acerra, il 9 marzo sarà la volta di Brescia e poi dovrebbe esserci l’incontro nella Valle del Sacco, previsto fra fine marzo e aprile.

Venerdi 21 febbraio ore 17.30 presso il Teatro Italia ad Acerra saranno presentati, insieme ai dati già pubblicati in Campania sul biomonitoraggio fatto su giovani maschi fra l'area della Terra dei Fuochi e l'area del Cilento e Valle del Sele, I NUOVI risultati di biomonitoraggio su contaminanti sangue e sperma (metalli, IPA, pcb, diossine), stato di fertilita' maschile, biomarcatori ossidativi ed epigenetici su sangue e sperma e intervento nutrizionale di mitigazione degli effetti ambientali "bonifica uomo inquinato" effettuato sui ragazzi di Brescia-Caffaro, Valle del Sacco nel Frusinate e Terra dei Fuochi, con il progetto finanziato circa due anni fa dal Ministero della Salute all' ASL Salerno, (FAST) in collaborazione con Istituto Superiore di Sanità, CNR, Enea, Università di Brescia, Napoli e Milano.

Luigi Montano, UroAndrologo della ASL di Salerno, Coordinatore del Progetto di Ricerca EcoFoodFertility e del Progetto FAST del Ministero della Salute. Presidente della Società Italiana della Riproduzione Umana (SIRU), il suo progetto è stato seguito da unoetre.it nella nostra provincia presso i laboratori del territorio che si sono volontariamente prestati a ospitare l’equipe medica e i ragazzi delle scuole della Valle del Sacco monitorati.

In attesa della pubblicazione e diffusione ufficiale dei dati, rimandiamo alla lettura dell’articolo pubblicato il 23 aprile 2019 e del 20 maggio 2019 con una intervista al Dott. Montano durante le giornate di indagine in provincia di Frosinone.  (clicca ssulla foto in alto a sinistra per veder tutta la locandina)

Utilizzate i link che seguono
https://www.unoetre.it/lavorosocieta/sindacati/federconsumatori/itemlist/tag/fertilit%C3%A0.feed?start=0
https://www.unoetre.it/lavorosocieta/ambiente/ambiente/item/6945-i-danni-dell-inquinamento-intantomidifendo.html

 

Ambiente e salute

 

 

 

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Valle del Sacco: di bonifica vera e propria non c’è traccia

inquinamento suolo 400 mindi Valentino Bettinelli - Nella mattinata di mercoledì 15 gennaio, l’auditorium della biblioteca comunale di Ceccano ha ospitato un incontro informativo sullo stato dell’arte dei lavori per la bonifica della Valle del Sacco, organizzato dal Comune in collaborazione con la Regione Lazio.

Con un ritardo di mesi rispetto al cronoprogramma fissato nell’accordo Ministero-Regione del 7 marzo 2019, i primi lavori di caratterizzazione dei siti e delle aree ripariali sembrano finalmente ai nastri di partenza. A parlare a nome del team della Regione, diretto dall’Ing. Flaminia Tosini, Gianluca Iudicone. “Come ben sapete, l’accordo di programma prevede uno stanziamento di 53 milioni per la caratterizzazione e la messa in sicurezza dei siti nel SIN del fiume Sacco. Gli interventi puntuali riguarderanno aree individuate come responsabili di partenza degli inquinanti. Per gli interventi di carattere generale nelle aree ripariali, si procederà con la caratterizzazione delle acque e dei terreni, e verrà effettuato un nuovo studio epidemiologico. L’obiettivo è quello di interpolare i nuovi dati con quelli già in possesso degli enti che collaboreranno con la Regione, ovvero Arpa, Ispra, Istituto Superiore di Sanità e Istituto di Zooprofilassi”. A domanda specifica, il Dott. Iudicone ha affermato che “l’estensione delle aree ripariali, per l’intero corso del fiume, si attesta attorno ai 1700 ettari. Per ogni ettaro di terreno verranno effettuati cinque o sei carotaggi, per analizzare gli inquinanti eventualmente presenti, ed avere così una mappa ben chiara delle aree dove l’interdizione all’utilizzo può essere eventualmente tolta, laddove ci fossero degli esiti negativi in materia di sostanze inquinanti”.

A destare maggiore preoccupazione nella mente dei cittadini presenti all’incontro, l’incertezza sui tempi e sui metodi di attuazione degli interventi. Il timore è quello di restare ancora una volta appesi alla speranza di una bonifica di acque e suolo.
Gianluca Iudicone ha confermato che “sui tempi non può esserci una certezza ben definita, dato che saranno soggetti alle gare di appalto per le ditte private che dovranno occuparsi dei lavori, e saranno ulteriormente dettati dall’attesa tecnica dei risultati delle analisi effettuate dai vari istituti”.

L’epopea della bonifica della Valle del Sacco è destinata a continuare, dato che i 53 milioni stanziati verranno sostanzialmente divisi in due metà: la prima per gli studi e le caratterizzazioni e il restante per la messa in sicurezza dei siti terrestri e delle aree ripariali. Di percorsi di bonifica vera e propria ancora non c’è traccia ed è stato chiaro il messaggio accorato lanciato dai cittadini intervenuti, ormai esausti di vivere in condizioni divenute insostenibili, dove l’emergenza ambientale e quella sanitaria camminano di pari passo.

In conclusione dell’incontro, il Dott. Iudicone ha rassicurato i presenti sul controllo dei lavori, garantendo “un tavolo mensile o al massimo bimestrale, presieduto dal Ministero dell’Ambiente, dove verranno offerti i report dettagliati delle attività”.

 

 

 

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Valle del Sacco bonifica e industria nessun governo

zingarett buschini saxagresCoordinamento per l’ambiente di Anagni-Colleferro - Le Associazioni territoriali locali dei cittadini, Associazioni della Valle del Sacco, non hanno guida politica, non “ci sta nessuno dietro”, né tantomeno hanno indirizzi gerarchici e organizzativi nazionali da rispettare. Da anni, in condizioni di volontariato, si propongono di curare gli interessi primari della popolazione locale e questi interessi primari comprendono lo sviluppo economico, il benessere generale della cittadinanza, in un contesto di rispetto dell'Ambiente e di protezione della Salute. Nulla contro “nessuno”, tutto per “qualcuno”. E questo qualcuno è la cittadinanza tutta, vittima di interessi superiori, troppo spesso poco e male informata e di conseguenza inconsapevole e in condizioni lesive per i propri interessi.

Senza l'impegno comunicativo di mobilitazione ed economico, per battaglie civili nel rispetto delle istituzioni, l’aeroporto di Frosinone, gli inceneritori di Colleferro, la discarica di Colle Fagiolara, il TMB di Castellaccio, il car fluff Marangoni, la continuazione dell'incenerimento di gomme , la neutralizzazione di decine di iniziative locali di “trattamento dei rifiuti”, la decisione ministeriale di rendere SIN (Sito di interesse nazionale) la Valle del Sacco, avrebbero avuto esito infausto e portato il nostro territorio verso il definitivo sfacelo economico e ambientale.

Specificamente per Saxa Gres sono opportune alcune precisazioni e chiarimenti relativamente a due recenti comunicazioni pubbliche.
La prima comunicazione è dei rappresentanti sindacali dei lavoratori in occasione della loro manifestazione. Già la Fimt CGIL in una occasione ha definito il ricorso al TAR “pretestuoso; così si mettono a repentaglio 500 posti di lavoro.” Questa affermazione a nostro avviso è molto grave in quanto mette in relazione l'occupazione dell’intero Gruppo, Anagni, Roccasecca, Gualdo Tadino, con il ricorso al Tar.

Il nostro ricorso è in opposizione alla autorizzazione regionale per l’utilizzo delle ceneri nell’impasto per le ceramiche in Anagni, dove oggi si produce ancora con la tecnologia tradizionale. Nello stesso ricorso le Associazioni non hanno richiesto la sospensiva dell’atto di autorizzazione, permettendo quindi, a discrezione della Società, la continuazione del progetto delle ceneri. Non è comprensibile come tale specifico ricorso al TAR, che deve essere ancora giudicato, possa compromettere questi 500 posti di lavoro. Non si comprende nemmeno la ragione della protesta degli operai (per i quali vi è tutta la nostra solidarietà e per i quali pensiamo di essere più vicini ai loro interessi di quanto loro stessi possano pensare) contro le Associazioni.

Vorremmo inoltre segnalare che non è con visite “turistiche” agli impianti e al processo produttivo che si possono valutare le possibili rischiosità del processo. Quello delle “ceneri” e dei loro processi è argomento trattato in ambito scientifico internazionale. Esistono studi a livello nazionale ed europeo finalizzati proprio ad individuare una normativa che regolamenti i processi di recupero e smaltimento delle scorie degli inceneritori di RSU: è argomento da esperti scientifici. Se i lavoratori hanno la convinzione che non vi siano problemi di alcuna natura, il ricorso e il suo esito non dovrebbero alterare la decisione della Regione Lazio: con la serena convinzione della legittimità e della validità di tale innovazione di processo, gli interventi industriali, così come già promossi e sostenuti dalle istituzioni, potranno proseguire senza alcuna interferenza nella salvaguardia dei pianificati livelli occupazionali.

La seconda comunicazione è comparsa su un articolo giornalistico. Una comunicazione dal titolo ”Le due grandi occasioni della politica per battere un colpo”. Si trascura la prima grande occasione in quanto le considerazioni espresse sono totalmente irricevibili, tese alla rassegnazione di accettare un fiume, il Sacco, ridotto a scarico libero, quale fogna a cielo aperto.

Con riferimento alla seconda occasione, le informazioni riportate sul tema della Saxa Gres sono inesatte. Non è vero che le Associazioni abbiano chiesto al TAR di “chiudere la Saxa Gres di Anagni”: hanno, con il ricorso, chiesto al TAR di riesaminare l'autorizzazione regionale al progetto dell'uso delle ceneri nella produzione di piastrelle non di “chiudere l’Azienda”. È stravagante come le ceneri pesanti precisamente definite con una precisa sigla dei rifiuti e dal 5 luglio 2018 considerate HP 14, “Ecotossiche” dalla Comunità Europea, siano ridotte dal giornalista a “sassolini solidificati e compatti” come se niente fosse, suggerendo l’idea di un materiale inerte senza alcun livello di pericolosità.

E’ necessario informare il giornalista che i suoi sassolini vengono chiamati “ceneri” in italiano e “ashes” in inglese non dalle Associazioni, ma dalla normativa e dalla letteratura scientifica. Si tratta infatti di rifiuti pericolosi di cui la attuale regolamentazione NON PREVEDE la recuperabilità ed utilizzabilità come materia prima per produrre altri prodotti. Per dare il via ad un simile progetto bisognerebbe essere certi che non vi possa essere pregiudizio per la salute e questa certezza la sperimentazione attuata non l’ ha data.

Per la precisione, poi, la sperimentazione non è durata tre anni ma, come da protocollo Critevat, un solo anno e lo stesso Critevat ha prodotto risultati, esami, valutazioni, commenti, ma non ha “convalidato” il progetto. Il progetto è stato convalidato dalla Regione Lazio.

Riteniamo che in un contesto delicato come questo in cui sono in ballo diritti equiparati come Ambiente, Salute, Lavoro si debba mantenere il giusto livello di comunicazione, non eccedere nella sofisticata ricerca di accendere la miccia sociale senza avere approfondito scientificamente ciò di cui si desidera parlare.

 

LE ASSOCIAZIONI:
Anagni Viva
Comitato Residenti Colleferro
Diritto alla Salute
Retuvasa

Per info telefonare al n.: 3930723990.
mail: .
Per aggiornamenti: www.anagniviva.org
www.dirittoallasalute.com, www.retuvasa.org,

 

 

 

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A che punto è la bonifica del SIN “Bacino del fiume Sacco”?

inquinamento del sacco pompeo ordina piu controlli e convo 350 260 minRetuvasa e Coordinamento Interprovinciale - Incontro Pubblico con l’Ing Flaminia Tosini RUA del SIN - 22 novembre 2019 a Colleferro
In seguito all’Accordo di Programma Quadro del 6 marzo scorso si delinea una nuova fase per la bonifica del Sito di Interesse Nazionale (SIN) “Bacino del fiume Sacco”.

Dopo l’interruzione delle attività di inizio 2013 con il declassamento a competenza regionale, il ricorso al TAR da parte della regione Lazio che lo riporta a competenza nazionale, la fase di ri-perimetrazione, si giunge a stabilire il cronoprogramma e chi dovrà presiedere le attività connesse.

Il Comitato di Controllo composto da un responsabile del Ministero dell’Ambiente, della Regione Lazio, dell’Ispra, dell’Arpa Lazio avranno la funzione di supervisione.

Il 22 novembre 2019 presso la ex sala Konver di Colleferro in via degli Esplosivi alle ore 17.00 incontreremo l’Ing. Flaminia Tosini, Responsabile Unico dell’Attuazione (RUA) delle attività di bonifica del SIN per fare il punto della situazione sullo stato dell’arte.

Invitiamo alla partecipazione Cittadini, Associazioni, Amministratori, riportando uno dei punti cardine della Piattaforma preparata per la Vertenza Valle del Sacco a nome del Coordinamento Interprovinciale Ambiente e Salute valle del Sacco e bassa valle del Liri al quale Retuvasa ha aderito: “Le forme di partecipazione che vogliamo attivare devono produrre una profonda e radicale innovazione organizzativa -un cambiamento del modo di funzionare delle istituzioni- capace di renderle più efficienti, di rendere più efficaci e giusti i processi decisionali.

Cabina di regia, informazione, formazione, educazione e partecipazione.

Sino ad oggi comitati e associazioni si sono dovute dedicare alla caccia delle informazioni, d’ora in poi il sistema delle informazioni pubbliche deve essere aperto, deve rivolgersi ai cittadini educandoli alla consultazione, rendendoli partecipi di ogni importante cambiamento. Deve essere strumento di educazione e formazione di una opinione pubblica consapevole, al servizio delle istituzioni e delle reti educative e culturali da cui dipende la formazione di cittadini consapevoli.”

Valle del Sacco, 18 novembre 2019

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Bonifica dell’alveo del fiume Cosa

  • Pubblicato in Partiti

fiumecosa 350 minFederazione dei Verdi Europei (Coordinamento di Ceccano) - La Federazione dei Verdi Europei di Ceccano registra con soddisfazione l’inizio dei lavori di bonifica dell’alveo del fiume Cosa (dalla foce del fiume Sacco fino a Frosinone attraversando le zone di Passo del Cardinale e della Cantinella). L’intervento è stato finanziato dalla Regione Lazio per un importo pari a € 131.970,00. I lavori sono stati appaltati alla ditta esecutrice per un totale di € 83.528,87 con un'economia di gara di € 48.471,13.

Tale intervento si rende necessario per far defluire meglio il corso d’acqua soprattutto durante il periodo delle inondazioni. Una delegazione dei “Verdi” si è recata sul posto dove sono iniziati i lavori e lo faranno costantemente fino al loro termine.lavori fiume Cosa 350 min
Questo intervento insieme ai 53 milioni di euro stanziati dal governo (lavori iniziati pochi giorni fa nel territorio di Colleferro) serviranno per la bonifica della Valle del Sacco e verranno utilizzati nell’arco temporale di 4 anni, con progetti di riqualificazione che interesseranno 10 siti della provincia di Frosinone e due del comprensorio di Colleferro. Dei citati 53 milioni di euro, circa 5 saranno destinati nel territorio di Ceccano (bonifica della discarica di via Anime Sante, ex fabbrica Annunziata e alveo del fiume Sacco). Un bel segnale questo che fa ben sperare per la nostra martoriata Valle ma bisogna sollecitare il governo affinché impegni altre risorse per rendere il fiume e i terreni circostanti liberi da sostanze inquinanti. La Federazione dei Verdi Europei di Ceccano parteciperà alla grande manifestazione promossa dal sindaco di Patrica Fiordaliso che si terra Domenica 27 ottobre per protestare contro l’inquinamento atmosferico che attanaglia i cittadini (l’aria nauseabonda che si respira ogni giorno proveniente da siti industriali, dalle discariche dismesse, dal fiume Sacco e dai depuratori).

Per tutelare la nostra salute e quella dei nostri figli, affinché trovino un clima migliore, diamo tutti noi un contributo attraverso una presenza massiccia alla manifestazione di Domenica prossima e a tutte le altre iniziative pubbliche che verranno promosse, per dare un forte segnale ai rappresentanti politici di Provincia-Regione-Governo.

Federazione dei Verdi Europei (Coordinamento di Ceccano)

Ceccano, 22 ottobre 2019

 

 

 

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Per Bonifica del Fiume Sacco con partecipazione

coord.interpro Ambiente Salute 350 260 minAssicurare partecipazione all’Accordo di Programma Quadro (AdPQ) SIN “Bacino del fiume Sacco"

Il sito di interesse Nazionale “Bacino del fiume Sacco” è uno dei più estesi e certamente il più complesso dal punto di vista della molteplicità delle aree contaminate e dele sostanze inquinanti. A due anni dalla nuova perimetrazione del sito il 7 marzo 2019 è stato firmato dell’Accordo di Programma Quadro (AdPQ) relativo alla programmazione degli interventi di caratterizzazione bonifica del sito.

Nel protocollo di gestione non è prevista alcuna forma di partecipazione da parte di associazioni e comitati, che negli anni hanno contribuito alla creazione di una opinione pubblica informata sulle vicende che hanno portato al grave stato di contaminazione delle matrici ambientali nella Valle del Sacco. Peraltro anche le amministrazioni locali hanno un ruolo del tutto marginale,

In allegato la richiesta da parte delle associazioni raccolte nel ‘Coordinamento Interprovinciale Ambiente e Salute Valle del Sacco e Bassa Valle del Liri’ con la quale si chiede che venga istituito un dispositivo di partecipazione per le associazioni e i comitati del territorio, a garanzia della massima trasparenza delle procedure messe in atto e per acquisire il supporto attivo delle reti associative, economiche e sociali, capaci di apportare la conoscenza puntuale di quanto accade realmente nel territorio inquinato.

Non si tratta di una concessione da parte delle istituzioni, ma di un diritto ormai consolidato.

 

 

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Lavoro. E' già finanziata la bonifica della Valle del Sacco, partiamo da lì

13maggiodisoccupati 1 350 mindi Valentino Bettinelli - È ancora tempo di assemblea per i disoccupati del comitato di Vertenza Frusinate. Ad ospitare i tanti presenti, ancora una volta il Salone di Rappresentanza del palazzo della Provincia di Frosinone. Tra i presenti non figura il Presidente della Provincia Antonio Pompeo, il quale aveva assicurato la sua partecipazione.

Tema centrale dell’incontro, iniziato con circa un’ora di ritardo, ancora lo stallo sul rifinanziamento della mobilità in deroga per le aree di crisi complessa. 117 milioni ancora in attesa dello sblocco e della ripartizione per le varie regioni interessate.
A fare il punto della situazione il solito Gino Rossi. “Questa assemblea serve a tenere alta l’attenzione sul nostro livello di partecipazione, fondamentale per smuovere la politica”. Il discorso di Gino Rossi mette in evidenza come nella manifestazione di Isola del Liri del Primo maggio “Vertenza ha dimostrato che ci sono anche i disoccupati nella nostra provincia. Quando chiediamo parola non è per fare carriera sindacale o politica. Il nostro spirito è la sopravvivenza delle nostre famiglie. Ad Isola del Liri questo diritto ci è stato negato, perché forse il nostro sguardo sulla realtà darà fastidio a qualcuno”.

La realtà di cui parla Gino Rossi è la “drammatica necessità per la sopravvivenza delle famiglie. Lo snodo fondamentale sarà l’accordo tra Regione e sigle sindacali. Il decreto attuativo per lo sblocco dei fondi è stato firmato da Di Maio e Tria con notevole ritardo. Adesso bisogna aspettare il pronunciamento della Corte dei Conti”.
Il passaggio tecnico ancora non è stato ratificato, ma, secondo le prime voci, pare che alla Regione Lazio, che aveva chiesto 35 milioni, ne verranno destinati circa 25-26.

I disoccupati di Vertenza Frusinate hanno piena coscienza che, prima o poi, lo strumento della mobilità in deroga verrà dismesso dallo Stato. Per questo13_maggio_19_disoccupati_assemblea il portavoce sottolinea che “il tema più importante è quello del lavoro. Lo abbiamo ribadito anche ai segretari provinciali dei sindacati; sono 4 anni che chiediamo il lavoro. Lavoro per noi significa politiche attive. A tal proposito abbiamo chiesto al presidente Pompeo l’organizzazione di un tavolo ad hoc sulle politiche attive; incontro che ci sarà il 10 giugno”.

La questione politiche attive è un nodo cruciale per la risoluzione del dramma dei disoccupati ciociari. A Vertenza Frusinate il merito di aver ostinatamente sollecitato le autorità competenti al fine di sedersi attorno ad un tavolo e creare dialogo tra tutti gli attori del territorio: Sindaci, Provincia, Regione, organizzazioni sindacali, lavoratori e imprenditori, parte necessaria per la fattiva riuscita del tavolo.
La speranza è che questo tavolo non sia l'ennesima occasione di discussione sterile tra le parti, piuttosto il volano per lo sviluppo di progetti utili per l’effettivo avvio delle politiche attive.

Gli stessi membri di Vertenza ricordano come un progetto chiaro e finanziato ci sia già, quello della bonifica della Valle del Sacco. Si chiede la trasparente pubblicazione di un elenco di tutti i disoccupati del territorio, che fornisca dati puntuali per l’effettivo inserimento degli stessi nei progetti di bonifica.
Le lungaggini burocratiche hanno ancora una volta allontanato l’attuazione di soluzioni concrete. Le decisioni che seguiranno l’appuntamento di giugno richiederanno i canonici tempi tecnici, quindi è più che mai necessaria la solerzia e la collaborazione tra gli attori protagonisti.

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La pioggia non ha fermato la Valle del Sacco

valledelsaccoallariscossa 350 mindi Valentino Bettinelli (video) - Dopo una lunga attesa, densa di preparazione per l’evento sulla bonifica della Valle del Sacco, sabato 13 aprile è arrivato. Purtroppo, non senza uno strascico di pioggia battente che ha accompagnato i manifestanti lungo il percorso, che da Piazzale Kambo (stazione ferroviaria) doveva portare il corteo alla Villa Comunale di Frosinone. Le condizioni atmosferiche avverse di ieri nel capoluogo, hanno fatto sì che il cammino venisse accorciato. 16:30 circa quando il gruppo, compatto nonostante la pioggia, ha raggiunto il piazzale antistante il “Parco del Matusa”, accompagnati dalle parole d’ordine di Alberto Valleriani (Retuvasa),
Nel luogo di arrivo della marcia, parola a Roberto Rosso (Retuvasa), Giacomo Felici (Rete degli Studenti Medi) e Luciano Bragaglia (Frosinone Bella e Brutta). A loro il compito di ricordare l’importanza delle azioni di bonifica che andranno ad interessare l’intera area della Valle del Sacco. Bonificare siti e terreni è una partenza che dovrà portare al risanamento delle acque del fiume che, giorno dopo giorno, continuano a trasportare sostanze nocive ed altamente cancerose nei territori dei comuni interessati, da Colleferro a Ceprano.

Un problema diffuso, insomma, che muove le iniziative della cittadinanza attiva dell’intera Valle. Ad aprire la marcia di ieri lo striscione di Roccasecca, comune simbolo del disastro ambientale provocato dalla cattiva gestione del ciclo dei rifiuti nella discarica di Cerreto. Molti altri i comitati presenti, 31 dicono gli organizzatori. Fra gli altri: “Rifiutamoli” di Colleferro, “Cittattiva” di Ceccano, Frosinone Bella e Brutta, Vertenza Frusinate, i movimenti per gli Ospedali di Colleferro ed Anagni, il comitato dei Residenti di Colleferro. Presente la rappresentanza di Vertenza Frusinate, perché anche il tema del lavoro non venga slegato dalla questione della bonifica. Molti inoccupati potrebbero essere, infatti, inseriti nei piani di attuazione dei progetti, avviando una riqualificazione industriale, finalmente pensata su basi di ecosostenibilità.

Il problema dell’inquinamento della Valle del Sacco colpisce tutti i cittadini in maniera costante da decenni ormai. Manifestazioni di civile risentimento come quella di ieri dovrebbero essere il megafono anche per la politica locale. Rappresentanti, però, ancora una volta all’apparenza poco attenti alla questione; presenti alcuni sindaci. Abbiamo notato sotto la pioggia Marco Galli di Ceprano, quello di Pofi Tommaso Ciccone e la sindaca di Pico Ornella Carnevale, questi due con la fascia. Se altri ci sono sfuggiti è colpa del cattivo tempo, ce ne scusiamo. Qualche altro forse non è proprio venuto.

Purtroppo, l’assenza di molti amministratori è un dato costante da rilevare in occasioni come quella della marcia di Frosinone. Forse la pioggia ha spaventato i sindaci e gli eletti in Parlamento. Certamente questo timore non ha placato lo spirito dei tanti manifestanti che hanno portato le loro ragioni lungo la via Aldo Moro del capoluogo. Tante gambe e tante anime differenti, che avrebbero bisogno anche di una guida più chiara e programmatica. Aspettiamo di vedere come il Coordinamento interprovinciale, che ha promosso questa prima iniziativa della Vertenza, riuscirà ad organizzarsi ed organizzare per assicurare un’azione tenace, costante e largamente partecipata nell'elaborazione degli obiettivi e delle iniziative. Tante gambe e tante teste sono indispensabili per andare avanti e raggiungere gi obiettivi avanzati nella Piattaforma di base già presentata.

È fondamentale continuare con azioni di sensibilizzazione e protesta, al fine di mettere pressione anche agli organi che avranno il compito di gestire i primi fondi stanziati per la bonifica.
Il percorso sarà molto lungo e costellato di difficoltà, come la pioggia di ieri, ma lo spirito dei tanti manifestanti dovrà essere una leva necessaria per scardinare l’immobilismo amministrativo e politico dei rappresentanti locali.

 

 

La Valle del Sacco alla riscossa. Video di Ignazio Mazzoli

 

 

 

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13 aprile '19: Per l'Ambiente, la Bonifica, la Salute e lo Sviluppo

locandina 350 min“Scendiamo in strada per un futuro pulito”, è l’appuntamento fissato per il 13 aprile prossimo alle ore 15,30 nel piazzale della stazione di Frosinone, dal “Coordinamento interprovinciale per l’ambiente e la salute della Valle del Sacco e della bassa Valle del Liri” con l’intento di manifestare la volontà di aprire una vera e propria vertenza in nome e di questa dimensione territoriale e l'intreccio di problemi, rischi e opportunità che la storia passata e recente ci ha consegnato ai cittadini di questa area.
In poche parole, ci sono almeno tre novità: ci si mobilita per l’ “Ambiente, la Bonifica, la Salute e lo Sviluppo; lo si fa unitariamente e in una dimensione interprovinciale; questo avvenimento si svolge a Frosinone.

Non pare sia davvero poco. Anzi. Parto dall’ultima delle tre novità, la città dove si svolgerà la manifestazione: Frosinone che diventa protagonista di un risveglio a lungo atteso ha il profumo ed il sapore che solo le circostanze a lungo desiderate sanno dare. Desiderate perché necessarie. Una provincia martoriata dalla disoccupazione che veniva sistematicamente ignorata fino alla nascita delle lotte dei lavoratori della Multiservizi e poi di Vertenza Frusinate nel 2014 ed all’arrivo delle sue sofferte rivendicazioni, che ancora proseguono; una città che ha conosciuto, sempre nel 2014, poderose manifestazioni contro il progressivo smantellamento della sanità pubblica e la sua più generale inefficienza e poi si ritirarono nell’ombra lasciando all’opera pochi coraggiosi; ora accoglie una nuova volontà, larga ed unitaria: territori interprovinciali e tante associazioni che vogliono collaborare. Molto importante e molto bello. Darà speranze concrete? In molti ci contano e ci contiamo. Tutto il territorio ne ha bisogno. Molte sono le voci che lo dicono, poche le energie che si mettono in movimento. Si moltiplicheranno? Se si, consentirebbe di guardare il futuro con occhi nuovi.

Le novità non si arrestano alla speranza di mobilitazione e al luogo dove si svolgerà. C’è un contenuto di cui sembra, si voglia far appropriare molti cittadini: l’ “Ambiente e la sua difesa”. Nessuno si meravigli di questa sottolineatura, perché è proprio qui la novità, più novità per il territorio frusinate. Nella giornata di venerdì 20 marzo, ben due iniziative si sono svolte a Ceccano ed entrambi avevano per tema l’inquinamento della Valle del Sacco. Di una ne ha già scritto, su queste colonne Bettinelli, dell’altra scriverò io nei prossimi giorni.
Quando qui in provincia ancora si esorcizzava l’inquinamento della Valle del Sacco dicendo che non si doveva chiamare “Valle dei veleni”, c’era solo Re.tu.va.sa., quale forza organizzata, che sollecitava ad intervenire perché il danno che la Valle subiva era grande per l’agricoltura, gli animali e soprattutto per le persone.
Nel frusiiinate c’erano molti volenterosi e poche energie in campo. Nascevano associazioni, ma partecipazione popolare quasi nulla. Solo Roccasecca ha fatto sentire una robusta voce di massa. Poche forze, che tuttavia documentando, informando e denunciando all'informazione hanno anche ottenuto qualche risultato, penso come l’insistenza ha prodotto perfino una richiesta di pronunciamento del Parlamento italiano (che deve ancora avvenire, però). Ma,  se oggi l’area inquinata è perimetrata in un Sito di Interesse Nazionale non possiamo dire che sia anche il risultato di ampie mobilitazioni di noi ciociari.
La pietra angolare per chi si batteva a tutela dell’ambiente era Re.tu.va.sa ed oggi essa è impegnata in questo coordinamento.

L’appello alla mobilitazione del 13 aprile contiene anche considerazioni che chi scrive condivide ed è, grazie ad esse, convinto di partecipare, chiedendo a molti di fare la stessa cosa in quella data. Si perché come dice la convocazione «L’avvio di una vera rottura col passato non è certo cosa semplice … per questo è necessaria una mobilitazione di risorse locali come mai abbiamo conosciuto… abbiamo misurato concretamente le carenze nell’azione delle singole istituzioni, soprattutto nel coordinamento tra di loro, tra pubblica amministrazione, servizi di pubblico interesse, reti associative e reti imprenditoriali. Le forme di partecipazione che vogliamo attivare devono produrre una profonda e radicale innovazione organizzativa - un cambiamento del modo di funzionare delle istituzioni - capace di renderle più efficienti, di rendere più efficaci e giusti i processi decisionali.» Come non condividere queste impegnative affermazioni? Si, il 13 aprile bisogna esserci.

Queste parole della convocazione configurano anche un ruolo nuovo delle associazioni che acquistano ben maggiore peso e responsabilità. Già oggi, con la crisi dei partiti di massa, sono proliferate tante aggregazioni, nella ricerca di nuove sedi in cui affrontare i problemi e gli assilli sociali, non solo luoghi in cui convergono hobby e passioni culturali e artistiche, ma ambiti necessari per definire obiettivi, modi di essere e di organizzarsi per raggiungere i risultati voluti. Non sono mancate, tuttavia e non mancano, sole sigle senza aderenti e prive di reali contenuti. Questi casi non ci interessano.

Spesso le associazioni appaiono essere legate all’impegno di un solo animatore o promotore, oggi dovrebbero pensare a darsi qualche nuovo carattere di identità in cui al primo posto ci siano le idee ispirartici e le vocazioni che spingono cittadine e cittadini a ritrovarsi per riflettere ed agire dopo essersi ritrovati nelle decisioni prese.
La credibilità è un connotato da perseguire con il massimo impegno, oggi è diventato un bene prezioso, può nascere e affermarsi solo se l’operato di chi si organizza associandosi è trasparente nella vita interna, nel modo di decidere e nella coerenza dei comportamenti. Come ci si associa, chi si associa, chi si iscrive, c’è un codice di comportamento, come ci si autofinanzia, si rendono pubblici i bilanci, si hanno organi dirigenti, come avviene la selezione per entrare a farne parte? Insomma, è necessario dotarsi di statuti pubblici e trasparenti. Nessuno si infastidisca per queste richieste perché chi assume la responsabilità di battersi per l’ “Ambiente, la Bonifica, la Salute e lo Sviluppo” deve sapere che deve conquistarsi la fiducia di chi vorrà ritrovarsi in lui.
Altrimenti, si possono avere anche le più straordinarie conoscenze, ma si diventa solo lobby. Soltanto lobby per pochi che perpetuano sé stessi e alla lunga neppure eventuali risultati raggiunti faranno premio nella considerazione pubblica.

 

 

 

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La bonifica del Sacco sia lavoro per tutti i disoccupati

platea26mar16 350 mindi Valentino Bettinelli e Maria Giulia Cretaro - Vertenza Frusinate alle prese con una nuova assemblea, ancora una volta capace di riempire il Salone di Rappresentanza della Provincia di Frosinone. Pomeriggio di martedì 26 marzo; all’ordine del giorno il nuovo accordo quadro per lo stanziamento dei fondi per le mobilità in deroga 2019. Ulteriore punto di discussione, l’opportunità occupazionale legata alla futura bonifica del SIN della Valle del Sacco. L'incontro inizia con più di un'ora di ritardo, in attesa di tutte le figure di rappresentanza contattate e dalle quali è mancata persino la cortese risposta.

L’apertura ,affidata come sempre al portavoce Gino Rossi, il quale, con triste consuetudine, punta il dito sugli assenti. “Tutte le sigle sindacali, i rappresentanti parlamentari e regionali del territorio sono stati invitati, ma non hanno raccolto l'invito. C’è rabbia per una evidente mancanza di comprensione da parte di chi non raccoglie le istanze di questo gruppo di lavoratori. Ancora oggi siamo da soli. Politici e sindacalisti non rispondono. Abbiamo tutte le prove che dimostrano questa latitanza indegna da parte di chi dovrebbe rappresentarci. Fa soffrire ancora di più la mancata informazione su un importante comunicato del 18 marzo, reso pubblico dalla Segreteria Nazionale della CGIL. Nel documento un chiaro riferimento alla gestione dei fondi riguardanti la mobilità in deroga per le 18 aree di crisi complessa e la loro immediata erogazione. Come può essere sfuggito all'attenzione dei delegati locali, nonostante le numerose richieste inoltrate da parte dei disoccupati?”
Unica risposta è stata la non necessità di ulteriori assemblee, a causa della mancanza di novità.

Vertenza Frusinate porta avanti la lotta, non solo come protesta ma sostituendosi all'evanescenza dei rappresentanti di riferimento. I Sindacati rimandano l'accordo quadro attendendo notizie dalla Regione e dal Governo. Ma dove sono le pressioni necessarie alla causa? Come operano affinché i tempi possano essere ridotti? Sembra che un possibile incontro per l'accordo potrà esserci tra Aprile o Maggio, un rinvio imbarazzante che non tiene conto della contingenza drammatica dei bisogni dei lavoratori.
Anche per un’altra circostanza molto attuale, i contatti tra i delegati di Vertenza e i Sindacati non hanno avuto l'attenzione in materia di politiche attive. Esist26marzo19 350 mine, infatti, un'occasione concreta creatasi grazie ai 53 milioni per la Bonifica della Valle del Sacco, tuttavia la materia non sembra ancora essere stata presa sul serio con azioni di interesse per i progetti già finanziati. Come può un'opportunità simile sfuggire all'attenzione di chi è deputato dai tesserati alla tutela del Lavoro?
Su questo tema Rossi affonda chiamando a raccolta “gli attori protagonisti della vicenda sui territori. Per noi la bonifica è un’occasione per ottenere quello che in tutti questi anni abbiamo chiesto a gran voce: il lavoro. I comuni e le amministrazioni devono rispondere per difendere i diritti del lavoro. I disoccupati devono sfruttare il megafono politico per rivendicare le proprie necessità”.

L’Accordo di Programma per la bonifica del SIN del Sacco, investe un’area vasta di 19 comuni in Provincia di Frosinone, da Paliano a Ceprano. 10 progetti che nei prossimi sei mesi dovranno essere caratterizzati per una futura bonifica. Le amministrazioni puntino su questa opportunità e facciano chiarezza sulle modalità di messa in opera degli interventi. Ancora una volta bisogna porsi delle domande: perché i Comuni, attraverso i loro consigli, non si sono resi parte attiva dopo che sono state escluse le assemblee elettive? Perché i sindacati non chiedono di essere coinvolti sfruttando i progetti per le politiche attive?
La conclusione dell'accordo è di dubbia chiarezza, ma c'è ancora modo di comprendere e monitorare il progresso di queste opere. Non dovrebbero però essere i disoccupati a ricordarlo alla classe dirigente.

Anche nei rapporti con il governo, Vertenza Frusinate recita il ruolo di intermediario. Di recente una delegazione ha incontrato il sottosegretario Claudio Durigon, il quale ha affermato che il ruolo politico del governo si è concluso con lo stanziamento dei 117 milioni in finanziaria. Secondo l’esponente della Lega la palla deve ora passare alle competenze tecniche per dirimere le questioni pratiche.
La Politica, per Vertenza Frusinate, sembra essersi persa tra Riunioni di Segreterie e Campagne Elettorali perenni, rinunciando al ruolo democratico affidato dai cittadini.
Gino Rossi ha annunciato un incontro in Prefettura per sollecitare gli interventi istituzionali in mancanza di risposte. L’occasione potrebbe consentire anche, a piccole delegazioni di disoccupati, di dialogare con le diverse strutture sindacali, approfittando dell'appuntamento offerto dal sit-in.
La sollecitazione è destinata anche al Presidente della Provincia Antonio Pompeo, perché recuperi un ruolo esecutivo, di cui lo ha privato l’istituzione del RUA, togliendo, così, tutto il peso che devono avere il territorio e i cittadini della Valle del Sacco. A lui il compito di attivare un tavolo, sull’esempio di quello a cui aveva già dato vita in passato, al fine di mettere in sinergia tutte le forze produttive in campo.

Ad ora almeno le parole sono aleatorie. Senza incertezze i disoccupati aspettano fatti concreti.

26 mar ’19 ore 17:51

 

 

 

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