fbpx

Il lavoro cambia, dovrà essere riqualificato e partecipato

NEXT GENERATION ITALY

Adeguare il “PNRR” per non perdere posti di lavoro

di Donato Galeone
PNRR 370 minCon l'incontro di Governo è prevedibile la condivisione anche del Sindacato dei lavoratori italiani - maggiormente rappresentativo dalla CGIL, CISL e UIL - sul “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” - Next Generation Italia attuativo del Recovery Plan - che, più volte confermata, potrà e può avviare il rilancio economico-sociale futuro, con al centro il lavoro, del nostro Paese.

Da rilevare che l'intesa già sottoscritta tra Governo e parti sociali sia con il “Protocollo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro” e sia con il “Patto per la innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale” hanno riavviato una metodologia di condivisione che significa confronto nei contenuti programmatici e negli obiettivi, gradualmente e puntualmente da raggiungere, con il “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza 2021-2027” che sarà inviato a Bruxelles entro fine aprile prossimo.

Sono confronti avviati e ormai prossimi alla conclusione tanto nelle sedi parlamentari nazionali quanto regionali – ultima Conferenza Unificata delle Regioni del 14 aprile 2021 - su “considerazioni PNRR e transizione digitale” che meritano approfondimenti e tempi operativi certi come già formalmente rilevato, con proposte al Governo, sulla definizione delle “rispettive disponibilità e capacità regionali” di intervento condiviso e diretto sui seguenti ambiti relativi: alla digitalizzazione e modernizzazione della Pubblica Amministrazione; nelle competenze digitali di cittadini e imprese; alla digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo; nei servizi digitali nei vari settori di competenza ( sanità, trasporti, turismo, cultura ed altro territoriale).

Ed è proprio dalla partecipazione tra istituzioni e parti sociali con il condiviso decentramento dell'impianto centralizzato del PNRR e con intese in ambito di Conferenza Stato-Regioni le “disponibilità e capacità regionali” - partendo dalla transizione digitale – sono da favorire sia per tempistica esecutiva che funzionale nei territori provinciali, tanto negli assetti specifici presenti localmente da rilanciare quanto nella programmazione regionale degli investimenti privati da incentivare e quelli pubblici con risorse europee da utilizzare.

Tutto ciò per creare una sostenibile crescita economica, con il lavoro necessario - centrale e richiesto - dal cambiamento secolare della “quarta rivoluzione industriale” con la nascita dell'informatica degli anni'70 dalla quale è scaturita l'era digitale destinata a incrementare i livelli di automazione ma anche con gli effetti sul “lavoro che cambia” e la domanda di nuove professionalità che saranno sempre più necessarie mentre le tradizionali potrebbero scomparire.

Gli esperti statistici prevedono che ancora di più, nei prossimi anni, sia le innovazioni tecnologiche e informatiche digitali che il fattore demografico (nascite ed età oltre i 50 anni) influenzeranno profondamente l'evoluzione del mercato del lavoro e il nostro Paese ne potrebbe uscire in pareggio (con duecentomila posti creati e altrettanti persi) – meglio di Francia e Germania – mentre nella dimensione europea si prevede la creazione di due milioni di nuovi posti di lavoro, contemporaneamente, ne spariranno sette milioni, con un saldo negativo prevedibile di oltre cinque milioni di posti di lavoro.

Viene osservato al Politecnico di Milano che “nel breve termine si possono prevedere saldi occupazionali negativi ma nel medio e lungo termine non è assolutamente certa una contrazione degli occupati in numero assoluto, considerato anche l'impatto dell'indotto, in particolare, nel settore terziario avanzato” mentre si constata, non da oggi, che il lavoro nell'impresa - pur continuando ad essere centrale - tende a perdere la mansione di pura manualità ed acquista “una caratteristica nuova di lavoro umano” che ai residui interventi manuali sono richiesti forti capacità conoscitive di analisi e diagnosi nei processi produttivi tecnologici ed informatici complesse.
Si tratta dell'applicazione di nuove tecnologie alle tecniche produttive di “industria 4.0 nata in Germania nel 2011” o di “modello di impresa 4.0 a crescente tecnologie digitali” che pur inserita nella quarta rivoluzione industriale appare destinata - non solo con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR 2021-2027) - a coinvolgere rapidamente anche comparti non industriali, cambiando quasi radicalmente sia la concezione del modo di produrre beni e servizi e sia l'organizzazione in ogni luogo di lavoro.

E per “IL LAVORO” nella visione di insieme del proposto PNRR il Governo richiama e mette in campo “l'ampio ricorso agli ammortizzatori sociali” congiunte alle notevoli perdite di occupazione tra lavoratori a contratto a tempo determinato (specie giovani) e lavoratori autonomi.

Anche il Governo prevede, come in tanti prevediamo, che “alcuni posti di lavoro potrebbero essere definitivamente perduti - anche con il progredire delle nuove tecnologie digitali - e sarà necessario affrontare un PROCESSO DI RICOLLOCAZIONE tra settori e territori”. Appare evidente, non da oggi, che un Sindacato di Lavoratori in dialogo sul PNRR e suoi contenuti con il Governo, quale parte sociale, e nelle relazioni con il mondo delle imprese pubbliche e private mediante “concertazione sociale e contrattazione delle condizioni di lavoro” - che è anche partecipazione nel processo di produzione di beni ed erogazione di servizi pubblici e privati - deve porre particolare attenzione alle istanze provenienti dai settori produttivi, imprenditori e lavoratori , in un quadro capace di sostenere un sistema economico e sociale da “riprendere e trasformare” elevando e includendo, socialmente al centro, la persona che lavora. Occorre, quindi, adeguare il “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” alle mutate condizioni del nuovo modo di sviluppo programmato nelle dimensioni territoriali regionali da Nord a Sud del Paese - in un quadro unitario innovativo e di transizione ecologica e digitale - verso il futuro lavoro italiano che cambia nella dimensione sociale europea e guardando alla formazione universale di genere continua, professionalizzante, sia di giovani che meno giovani.

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

A Ceccano nulla cambia

Opinioni

“Niente sarebbe stato più come prima”. Mah?

di Egidio Pizzuti
ceccano monumento 350 260L’ultima illusione italica che finita la pandemia “niente sarebbe stato più come prima” si è definitivamente infranta contro il caotico evolversi degli eventi dimostrando ancora una volta quanto sia forte il potere mistificatore della politica amplificato dai mezzi di informazione.

Il sogno di vedere un Italia finalmente trasformata e migliorata ha lasciato il posto alla certezza che continueremo a vivere in un paese sempre più profondamente diviso politicamente economicamente e socialmente.

Nel nostro piccolo, Ceccano è la rappresentazione di questa disillusione.

Il previsto arrivo della seconda ondata di Covid-19 non adeguatamente preparata ed organizzata per poter essere affrontata in sicurezza, e contemporaneamente il risultato delle elezioni amministrative ci hanno fatto ripiombare nel dramma sanitario ed in un incubo politico.

Ceccano non ha avuto il coraggio di cambiare, pur avendone avuto la possibilità ha preferito ridare fiducia ad una politica demagogica e populista capace solo di parlare alla pancia del paese; quella stessa politica che non più di un anno fa, fallendo miseramente la sua missione, lo ha consegnato nelle mani di un Commissario.

Scelta legittima che ha portato in dote la nascita di una nuova compagine amministrativa che si sta rivelando del tutto inadeguata ad affrontare i gravi ritardi nel nostro territorio soprattutto in un periodo complicato come quello che stiamo vivendo.

Un governo nato seguendo più una logica da manuale Cencelli, tanto inviso al Senatore, dove i ruoli sono stati assegnati in proporzione al peso elettorale anzichè individuando e selezionando i profili più adatti.

Settori strategici come l’urbanistica, l’ambiente, il turismo, che rappresentano un importante volano per creare ricchezza e garantire posti di lavoro qualificati, devono poter contare sulla guida di personalità competenti e con attitudini manageriali capaci di riprogrammare il futuro della nostra città.

E’ sufficiente osservare quanto detto e prodotto in questi quasi cento giorni per dimostrare che non si tratta di una critica a priori fondata sul pregiudizio, ma solo l’amara constatazione che certifica la mancanza di un disegno complessivo che guarda al futuro di Ceccano con il ritorno ad una navigazione a vista nel tempestoso mare di una crisi che da troppo tempo investe il nostro territorio.

Pensare di governare dalle pagine dei giornali parlando quotidianamente di tutto e del contrario di tutto e non portando niente di nuovo e di concreto nel dibattito è la riproposizione di un vecchio schema usato ed abusato.

Un programma come la rigenerazione urbana per tutto quello che implica non può e non deve rimanere solo materia per addetti ai lavori ed essere circoscritto dentro qualche ufficio tecnico ma deve consentire la più ampia partecipazione possibile da parte della comunità, sopratutto dei giovani senza lavoro che vanno incoraggiati ed aiutati nella loro capacità di fare impresa.

Di solito una coalizione preparata che esce vincente dalle elezioni nei suoi primi cento giorni di governo getta le basi ed imprime una direzione a quella che sarà la propria azione di governo, quella di Caligiore non è riuscita nemmeno a mettere in funzione le isole ecologiche intelligenti.

 

 

Articoli e news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s'impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Sostegno al reddito verso il lavoro che cambia

 Lavoro e Lavoratori

 Occorre attuare la “riforma degli ammortizzatori sociali”


di Donato Galeone*
Sostegnoalreddito minDal 18 agosto 2020 non e piu' impossibile licenziare
Dal 18 agosto, come sappiamo, la norma contenuta nel decreto n.104/2020 – articolo 14 – consente di ritornare alla ordinarietà sulla interruzione dei rapporti di lavoro bloccati dal Covid 19 - fino al termine delle casse integrazioni a salvaguardia della occupazione - per tutte quelle imprese che non richiederanno“nuovi ammortizzatori sociali”.

Quelle imprese che faranno ricorso alla CIG “continueranno a non licenziare” per giustificato motivo oggettivo.
Il blocco dei licenziamenti, con le nuove norme, resta in tutte quelle aziende che hanno in corso trattamenti di cassa integrazione salariale o che utilizzino l'agevolazione contributiva prevista dallo stesso decreto di agosto o per chi non chiede la nuova CIG dopo averla utilizzata nei mesi scorsi, con la eccezione, di cessazione definitiva dell'attività aziendale; di fallimento senza esercizio provvisorio; di accordo collettivo aziendale incentivante la risoluzione del rapporto di lavoro stipulato dalle organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale.

Da considerare, con attenzione, quelle imprese che non hanno dipendenti in cassa integrazione e che non utilizzano l'agevolazione contributiva prevista dall'articolo 3 del decreto agosto: queste imprese possono procedere ai licenziamenti per “motivi economici” applicando le normative vigenti.
Ma quelle imprese che abbiano effettuato uno o più licenziamenti per “giustificato motivo oggettivo nel 2020 possono revocarli” a condizione che contestualmente facciano richiesta del trattamento di cassa integrazione con la causale Covid-19 e dalla data in cui è avvenuto il licenziamento.

Aprile-luglio 2020 casse integrazioni e occupazione di agosto
L' Osservatorio dell'INPS ci comunica che per i mesi aprile-luglio con la emergenza sanitaria sono stati erogati complessivamente 2.539,9 milioni di cui: 1,287,0 per cassa integrazione ordinaria; 782,1 per assegni fondi solidarietà e 470,8 milioni per cassa integrazione in deroga.
Nei primi cinque mesi 2020 la occupazione si è ridotta a 1.975.00 unità con un calo rispetto allo stesso periodo 2019 del 43% - per effetto emergenza Covid - comprese 742.000 posizioni lavorative a tempo determinato.
Nello stesso periodo, però, le cessazioni diminuiscono (1.972.000) e sono dovute al blocco dei licenziamenti, in particolare, degli occupati a tempo indeterminato.
Anche l'ISTAT comunica che in agosto 2020, come nei mesi precedenti, le ore pro capite effettivamente lavorate risultano inferiori a quelle dle 2019 e il divario continua a ridursi mentre – nell'arco di 12 mesi – aumentano sia le persone in cerca di lavoro (+1,2% pari a + 28.000 unità) sia gli inattivi tra i 15 e 64 anni (+2,3% pari a +306.000).
Il calo della occupazione, quindi, coinvolge sia gli occupati a tempo pieno che gli occupati a tempo parziale anche involontario (63,9%).

Lavoro e occupabilta' nella dimensione europea mediterranea
Questi dati ultimi che in sintesi ho voluto richiamare evidenziano essenzialmente “lavoro e occupazione” nei livelli conosciuti rappresentati al Governo e ribaditi, anche, in ogni Piazza di Regione italiana dalla CGIL-CISL-UIL che hanno sottolineato, peraltro, la urgenza dei rinnovi contrattuali; la definizione delle vertenze aperte sulle crisi aziendali; la pianificazione sanità,istruzione e autosufficienza; la quantificazione degli investimenti mediante una politica industriale nazionale che, per il Sud e basso Lazio, dovrebbe caratterizzarsi sia con innovazioni tecnologiche e sia con il rilancio economico, non più quale periferia marginale rispetto all'Italia.

Propriamente - con priorità - nell'utilizzo delle risorse europee disponibili e assegnate all'Italia, che se destinate in consistente parte verso il Mezzogiorno, si materializzerebbe, peraltro, una strategia della Unione Europea - con il Sud italiano - nella politica europea mediterranea

Il sostegno al reddito verso il lavoro che cambia
Già con la crisi occupazionale vissuta dal 2008 e la lentissima ripresa bloccata nei primi mesi del 2020 dall'emergenza sanitaria. non solo italiana. si riproponeva una revisione anche formale degli ammortizzatori sociali per il sostegno al reddito mirato – con una politica non solo passiva ma necessariamente attiva del lavoro – verso regole e tempi certi tra un posto di lavoro perduto ed altra occupazione possibile e adeguata di ricollocazione.

Nel concreto appariva ed è urgente - in presenza di riorganizzazioni produttive e sblocco dal 18 agosto 2020 dei licenziamenti e fine delle motivate varie casse integrazioni - il convenire e avviare un “nuovo ammortizzatore sociale di transizione” quale sostegno al reddito di ultima istanza motivato da programmi attivi di “riqualificazione”e mirati territorialmente verso nuovi posti di lavoro contrattati e partecipati.

Osserviamo che la contestuale realtà sociale ed economica per la sua complessità è stata definita di “transizione temporale”. Ma tale stato di transizione pluriennale, ormai, produce e crea, giorno dopo giorno, disagio tra disoccupazione e povertà crescenti sia per il lavoro che cambia e sia per il lavoro che si riduce.

Purtroppo ciò avviene in assenza, ancora, di un funzionale “sistema di servizi per il lavoro” quale pronto intervento o nuovo strumento attivo e disponibile della Organizzazione Sindacale nell'intercettare e avvicinare, territorialmente, sia giovani che meno giovani in attesa di lavoro e sia per riaffermare, con azioni popolari comunitarie, il valore dei diritti e doveri di solidarietà verso chi perde il lavoro e non solo.

Rileviamo che esiste ad oggi un vuoto in un mondo del lavoro frammentato pur con la presenza istitutiva dei Centri per l'Impiego entro cui il parlare di politiche attive per il lavoro appare più che lontano - operativamente - sia nel metodo che sul come coinvolgere e seguire le migliaia di persone inoccupate tanto prima quanto durante le fasi di “transizione formativa e di ricollocazione lavorativa” comprendendo, anche, la regolarità nella erogazione periodica di sostegno al reddito per sopravvivere.
Ricordo bene che nel maggio 2017 all'ultimo Congresso della CISL Lazio svoltosi a Pomezia su “Il Sindacato del XXI secolo per una società inclusiva” si ripropose anche la costituzione funzionale di un sistema di servizi alla persona per i lavoro.
Penso, quindi, che l'argomento - attualissimo ancora più nei prossimi mesi - rientri tra le proposte di CGIL-CISL-UIL al Governo sulla “riforma degli ammortizzatori sociali” tanto negli impegni sindacali generali quanto in quelli specifici – sia ieri che nel 2020 – nella ricostruzione territoriale di una società inclusiva per la persona e per il lavoro.

(*) ex Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio
Marina di Leporano, 5 ottobre 2020
Leggi tutto...

Usa, elezioni di Midterm: che cambia?

Alexandria Ocasio Cortez Usa 350 260 mindi Maria Giulia Cretaro - Elezioni di Midterm concluse. Un traguardo standard solitamente per l'assetto politico americano, un appuntamento al voto meno sentito delle presidenziali e con conseguente minor affluenza alle urne.

Ma se il 2016 era stato l'anno del colpo di scena con la vittoria di Trump, il 2018 segna la ribalta dalla dormiente sinistra statunitense. I Dem riconquistano la Camera dopo 8 anni, non solo con i numeri (220 seggi contro i 199 dei repubblicani), piuttosto con le idee: recuperata la giustizia sociale, via le mezze misure. Minoranze religiose, gay, donne, una compagine eterogenea tenuta unita dalla diversità e la sua difesa. Questa è l'avanguardia della Camera: volti nuovi, tra i più giovani mai comparsi sulla scena congressuale, non ligi all'ortodossia politica, fuori dagli schemi di apparenza che l'America non ha mai negato. Se al Senato (riformato per 1/3), tiene la presa dell'ala liberale, la Camera si apre alla tutela dei diritti, all'immigrazione regolare, al rispetto etnico e di orientamento sessuale. Il voto del 6 Novembre potrebbe essere letto come un primo passo verso la corsa del 2020, e al taglio che i Democratici vorranno dare alla loro campagna.

Ma fermando l'analisi all'immediato, ci si trova davanti a degli Stati Uniti divisi : l'ondata blu si è arginata a metà, l'altra parte è ancora a destra. Un establishment incerto ma non nuovo. Quasi tutte le amministrazioni hanno fatto i conti con il Congresso a doppio schieramento. Questa volta però l'indicatore non è solo politico, o meglio non lo è per il classico lessico d'oltreoceano.

L'espressione sociale è la vera novità di questo Midterm. Un colpo definitivo al perbenismo d'immagine impostato da cui si sono sempre mossi tutti e 2 gli schieramenti, Trump l'aveva ribaltato e l'arma è stata usata contro la sua linea. L'hijab di Ilhan Omar, tra le prime due donne musulmane ad ottenere un seggio al Congresso e prima rifugiata, ha concretizzato il peggior incubo di Trump. L'omosessualità sdoganata e dichiarata di Jared Polis, repubblicano progressista schierato a favore della sanità federale, è in netto contrasto con la linea ufficiale del Partito. E poi c'è il nome del momento, Alexandria Ocasio-Cortez: a soli 29 anni conquista il suo posto nella più alta assise con una campagna low cost, promuovendo la difesa della migrazione regolare, minoranze etniche e sessuali. Il socialismo dimenticato dell'America è il suo motore, lo stesso che l'aveva guidata durante il lavoro accanto al Senatore Sanders durante le primarie presidenziali. Se una figura politica vince in queste elezioni, probabilmente è proprio lui: non perché riconquista un seggio certo, ma perché la sua idea di Sinistra, bocciata nel 2016, si assesta in questo Novembre contro il populismo di Trump.

Gli Americani hanno tempo per scegliere tra due volti più che mai diversi di un Paese complesso, devono solo scegliere dove condurre il prossimo Mayflower.

Leggi tutto...

La giustizia minorile finalmente cambia

giustizia minorile 350 260 mindi Elia Fiorillo - La realtà napoletana, dal punto di vista della microcriminalità, può essere ritenuto un osservatorio privilegiato, ma il fenomeno malavitoso riguarda l'intero Paese e la “Risoluzione in materia di attività degli uffici giudiziari nel settore della criminalità minorile nel Distretto di Napoli” approvata dal C.S.M., dovrà essere un punto di riferimento, appunto, per l’intero Paese.

"Se gli effetti di questa iniziativa avranno fatto fare un solo passo in avanti nel contrasto della devianza minorile o a salvare un solo giovane saremo soddisfatti. Siamo convinti che si può e si deve fare di più". E’ il vice presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, Giovanni Legnini, che così si è espresso in merito alla risoluzione, in materia di giustizia minorile, predisposta dai consiglieri Balducci, Ardituro e Cananzi - membri della VI Commissione - ed approvata all’unanimità nel corso del Plenum straordinario del C.S.M. tenuto l’11 settembre nel Palazzo di Giustizia di Napoli.

Per Giovanni Legnini “La decisione di tenere un plenum a Napoli costituisce un segnale molto forte per la città, la regione e l'intero Paese”. L’analisi fatta dalla VI Commissione focalizza le responsabilità genitoriali esercitate “in maniera pregiudizievole” verso i minori ma anche la mancanza di comunicazione ad esempio tra scuola e Tribunali dei Minori. Fatto grave che non permette il puntuale intervento del magistrato minorile in tempi opportuni e lascia incancrenire situazioni che potrebbero risolversi in modo più rapido e soprattutto più utile per il minore.

Per la relatrice della Commissione, Balducci, l’abbassamento dell’età imputabile non porta conseguenze significative alla risoluzione dei problemi. A suo avviso “servono regole forti”, ma bisogna “anche dare la possibilità di redimersi”, obiettivo prioritario ed irrinunciabile. Senza iniziative finalizzate a tale scopo i fenomeni criminali sono destinati ad aumentare nel nostro Paese. La concretezza delle azioni, al di là bei propositi, è l’unico mezzo per affrontare e, in parte, risolvere le tante problematiche legate alla criminalità minorile.

Per il Consigliere Cananzi c’è bisogno che il Governo sia molto attento a certi fenomeni di malavitosità minorile. In effetti Napoli, da questo punto di vista, è un osservatorio particolarmente significativo, che deve diventare, soprattutto, un laboratorio sperimentale per la legalità, per circoscrivere sul nascere quei fenomeni che poi - sottovalutati, o trascurati per mancanza di coordinamento delle varie istituzioni interessate alla problematica - portano alla creazione di aree di pericolosa microcriminalità ed all’irrobustimento, in seguito, delle varie organizzazioni criminali.
Sulla patria potestà è intervenuto il procuratore generale della Corte di Appello di Napoli Luigi Riello: “Non si tratta di una deportazione di massa, ma di casi estremi, adottati in presenza di bambini messi a confezionare droga, a inalare stupefacenti. Così lo Stato interviene a salvarli non a punirli”.

Sicuramente il campanello d’allarme della devianza minorile è la dispersione scolastica, che deve essere combattuta con un maggiore impegno delle istituzioni nel predisporre quante più iniziative possibili didattiche e sportive. Ma anche con più assistenti sociali. Certo, con sanzioni forti, tese primariamente non solo a reprimere, ma anche a favorire il reintegro nella società.

C’è grande insistenza sulla necessità di superare le condizioni d’impunità che consentono ai minori di sfuggire al carcere, anche dopo essersi macchiati di fatti gravissimi. Per il consigliere Ardituro: “Bisogna ridimensionare l'approccio buonista e garantire l'effettività della pena. Un giovane di 16 o 17 anni ha le idee chiare. Dobbiamo dire a questi ragazzi che hanno sempre la possibilità di scegliere”. Il C.S.M., partendo dalla realtà analizzata nel territorio napoletano, chiede al Parlamento meno vincoli e meno discrezionalità negli arresti dei minori, a differenza di quanto accade oggi. Per il procuratore generale Luigi Riello: “Fermezza e recupero non sono termini configgenti ma si devono coniugare tra loro. Deve essere consentito l'arresto di un minorenne armato che consuma reati gravi”.

Va dato atto a questo C.S.M. di aver affrontato la questione analizzando le realtà territoriali nella loro effettività, ed ipotizzando possibili rimedi.

Il documento elaborato dal C.S.M. è stato inviato, per gli interventi di rispettiva competenza, ai presidenti del Senato e della Camera; al presidente della Commissione Parlamentare Antimafia; ai ministri della Giustizia e dell'Istruzione; alla Regione Campania (cui si chiede l'istituzione di un ufficio di coordinamento dei servizi socio-assistenziali dei minori); al Coni, al Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione, ai Dirigenti degli Uffici giudiziari, al Procuratore Nazionale Antimafia.

 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

'Tutto cambia perché nulla cambi': il caso delle maestre diplomate

maestreconscolari 350 mindi Paola Bucciarelli - “Tutto cambia perché nulla cambi”: il caso delle maestre diplomate.

Nel "Gattopardo" di Tomasi di Lampedusa c'è una frase emblematica: “tutto cambia perché nulla cambi”, vuol dire che se tutto cambia esteriormente, tutto rimane com’è.
Questa frase mi è tornata in mente leggendo le dichiarazioni di un deputato Cinque Stelle che ha perorato in Parlamento la causa dell’emendamento di maggioranza al cosidetto Decreto dignità il quale prevede l’ennesima stabilizzazione di maestre principalmente senza laurea.
«Questa è l’ora delle norme giuste, equilibrate, costituzionali e che non cadano davanti al primo ricorso. Fino ad oggi i politici hanno scritto le norme in maniera oscena e hanno diviso il mondo della scuola in categorie da aizzare l’una contro l’altra. Non cascateci più».

Una questione che certamente il governo M5S e Lega ha ereditato dai suoi predecessori, ma la cui soluzione non appare certo improntata a quello spirito nuovo e diverso dalla «vecchia politica» di cui M5S si è fatto paladino.
Queste quasi 50 mila diplomate, negli anni scorsi, si erano rivolte ai giudici per farsi assumere (e in alcuni casi avevano anche già ottenuto il posto con riserva). A dicembre è intervenuta la Consulta bocciando questi provvedimenti giudiziari.
Il governo attualmente in carica ha deciso allora con un decreto ad hoc di rinviare l’esecuzione della sentenza di 4 mesi. Poi, adesso, con l’ emendamento di cui sopra, in nome della continuità didattica, di garantire alle maestre diplomate di stare al proprio posto fino alla fine dell’anno come supplenti per poi salire in cattedra dal 2019 grazie a un concorso «farsa».

L’unica condizione, infatti, per superare il concorso è aver prestato almeno due anni di servizio negli ultimi otto: il che esclude i maestri laureati più recentemente che evidentemente non possono avere al loro attivo abbastanza supplenze. E pazienza se magari sarebbero stati più qualificati loro di molti semplici diplomati magistrali per insegnare. Per loro presto sarà bandito un nuovo concorso. Perché loro sì che devono essere selezionati.

In parte del mondo del precariato scolastico è esplosa la protesta. «Scateniamo l’inferno», scrive sui social Luisa Sarnataro, supplente storica napoletana in Graduatoria Gae (quindi non assunta) da tredici anni. Un’altra, dice: «Gente bocciata ai concorsi lavorerà e gente selezionata dai concorsi starà a casa».
«Il Governo del cambiamento ha mostrato la sua vera faccia: privilegia i furbi e l’illegalità mortificando il merito nella scuola pubblica», ha scritto un altro gruppo di docenti.

La rabbia è cresciuta quando gli insegnanti hanno ascoltato la gaffe del vicepremier Luigi Di Maio:
«I laureati magistrali sono stati salvati», ha detto. Laureati, li ha chiamati, non diplomati.
La Cgil ora scrive: «La soluzione è poco dignitosa e profondamente inadeguata per garantire il regolare avvio dell’anno scolastico. I diplomati magistrali restano in servizio con l’angoscia di essere licenziati di lì a poco».

La luna di miele tra il Ministro Bussetti con parte del mondo dei docenti sembra essere finita. La prima scelta fatta — consentire ai “deportati al Nord” della L.107 senza specializzazione sul sostegno di tornare a insegnare al Sud — ha tolto lavoro ai supplenti storici meridionali: «Una porcata dietro un’altra» , ora si legge.
A Milano e a Bologna, studenti e laureandi di Scienze della formazione hanno allestito sit-in davanti ai provveditorati. La settimana scorsa a viale Trastevere si è svolta la prima manifestazione precaria contro il Ministro del “cambiamento” e altre manifestazioni si sono svolte davanti il Parlamento.
Di fronte a queste giuste proteste, però, mi torna di nuovo alla memoria la frase: «Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi» che, a ben vedere, nasconde un duplice significato, così importante al giorno d’oggi. Se vogliamo salvarci, è necessario un cambiamento. Ma il cambiamento non viene dall’esterno. Il cambiamento deve avvenire all’interno di ciascuno di noi.

È fondamentale per l’Italia una rivolta interiore, operata su se stessi, prima che sugli altri. Se le cose non vanno bene, è perché abbiamo imparato ad esteriorizzare la colpa. Disimparato a conoscere le responsabilità locali e personali. “Il male viene da fuori, noi siamo vittime innocenti” si sente spesso recriminare facendo riferimento di volta in volta a qualcosa di impreciso: Stato, società, capitalismo.
Naturalmente esistono cause concrete a provocare una certa condizione di disagio. Ma noi non possiamo esimerci dal proporre nuove visioni. Non possiamo protestare solo per il singolo provvedimento che ci riguarda, spesso ottenendo solo piccole modifiche. Dobbiamo impegnarci per realizzare una nuova società a partire da una nuova idea di scuola.
Altrimenti si fa il gioco di chi non vuole che le cose cambino.

Il grande malessere che oggi viviamo è il senso d’impotenza rispetto ad un sistema che non intendiamo combattere per apatia e rimozione di senso etico, aspetti connessi tra di loro. Siamo sempre pronti a dire io non c’entro, io che posso farci, non dipende da me.

 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

C.O.R.I. Cambia Opinione Accetta l’Inclusione

C.O.R.I.4 350 260 min 28kL’ente lepino ha presentato al Ministero dell’interno il proprio progetto FAMI per l’accoglienza territoriale integrata dei migranti

C.O.R.I. - Change Opinion Recognize Inclusion (Cambia Opinione Accetta l’Inclusione) è il progetto territoriale di accoglienza integrata, diffusa e di qualità presentato nei giorni scorsi dal Comune di Cori al Ministero dell’Interno in risposta all’avviso FAMI 2014/2020 e nell’ambito del Programma Nazionale di Integrazione col quale il dicastero ha ripartito i richiedenti asilo e rifugiati in Italia tra gli enti locali aderenti allo SPRAR.

La proposta inoltrata dall’ente lepino è stata elaborata dal partenariato di qualificati operatori del terzo settoreSindaco di Coro aggiudicatari del relativo bando comunale di co-progettazione: Istituto Comprensivo Cesare Chiominto, APS Futuro Digitale, Il Circo della Farfalla Onlus, La Casa del Sole Onlus, Coop. Il Quadrifoglio, Coop. Karibu. In caso di realizzazione questa rete si estenderebbe alla partecipazione sinergica di altre associazioni che hanno manifestato il proprio interesse.

“Le iniziative di politica attiva previste puntano a coinvolgere e responsabilizzare l’intera comunità rispetto al fenomeno migrazione – spiega l’Assessore alle Politiche Sociali Chiara Cochi – questo infatti è l’unico modo per garantire un orientamento ed inserimento completo, controllato e sicuro nella nostra comunità, con reciproci benefici culturali, sociali ed economici, attraverso specifici percorsi formativi e professionalizzanti.”Assessora di Cori

“L’approvazione di questa progettualità consentirebbe unicamente di incrementare e potenziare gli interventi e i servizi di ospitalità, integrazione ed inclusione rivolti ai migranti già presenti nel nostro paese – precisa il Sindaco Mauro De Lillis - sono esclusi ulteriori nuovi arrivi, dal momento che tramite i CAS e lo SPRAR abbiamo raggiunto la quota parte proporzionale che ci compete secondo le disposizioni della Prefettura e del Viminale”.

 

C.O.R.I.

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

Uhllallah! ad Anagni cambia tutta la Giunta?

Anagni Palazzo della Ragione 350 260dall'Ufficio stampa del Sindaco di Anagni - Oggi pomeriggio il sindaco di Anagni, Fausto Bassetta, ha firmato i decreti con i quali si revocano le deleghe ai cinque assessori della Giunta - Simona Pampanelli, Aurelio Tagliaboschi, Simone Pace, Alessandra Cecilia e Roberto Cicconi - in carica da settembre 2015 e la nomina di Vice Sindaco e, conseguentemente, gli incarichi di collaborazione affidati ai consiglieri comunali di maggioranza.
Il sindaco ringrazia gli assessori e i consiglieri «che in questi anni hanno lavorato con impegno e dedizione nell'interesse della città, spesso anche in condizioni difficili».
Ed aggiunge, motivando i provvedimenti di revoca: «In questa fase di fine consiliatura è necessario rivedere l'assetto politico-amministrativo per portare a compimento la programmazione. Il nuovo assetto terrà conto del lavoro svolto finora e della necessaria continuità amministrativa».
Anagni.29.9.2017

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

"La guerra cambia le persone"

difesa costituzione foto 350 260di Nadeia De Gasperis - “La guerra cambia le persone”, recita un giovane Marcello Mastroianni nei Girasoli di Vittorio De Sica. Lo dice piano, quasi lo stesso scoprendo in quel momento, al buio di una stanza senza corrente quasi fosse più facile, come per i girasoli, al buio, non piegarsi agli eventi. Lo dice alla donna amata e ritrovata, Sofia Loren, Penelope di una trama fitta di dolore e mancanza, dolore della mancanza e dolore del ritorno.
La guerra cambia le persone, quando hai la fortuna di saggiare il cambiamento, perchè una terra disarmata ti restituisce tutto intero.
La guerra cambia le persone, quando la speranza non la inghiotte il mare. Che a volte, cento donne unite dallo stesso tragico destino, non le troverai mai cambiate, perchè il mare non te le ha restituite.

Articolo 11 della costituzione:
«L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.»
Nella parola “ripudia” riesco a vedere i tratti marcati di una sana e robusta costituzione, con fianchi larghi cullare la civiltà che ha generato e quelle che si prepara ad accogliere.
Cambiano le guerre, i moventi e le strategie, si gioca alla guerra con giochi antichi e giochi moderni, il terrorismo usa la playstation, l’America dà la caccia ai terroristi depennandoli da un album di figurine. La guerra cambia, quello che non cambia, è che la guerra cambia le persone, anche contro la loro volontà, e anche per questo, le persone ripudiano la guerra.

Quello che cambierebbe non è poco e nono è bene

Mentre la proposta di legge del Governo, per la revisione della seconda parte della Costituzione era all’esame della camera, prevedeva che il testo dell’articolo 78 (Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari) fosse modificato limitando alla maggioranza assoluta la deliberazione dello stato di guerra, la minoranza della sinistra del PD, e altri 160 deputati, tra i quali, il M5S, tutta SEL e alcuni cattolici di centro, nel gennaio 2015 firmano un emendamento all’articolo 17, con il quale si riformava l’art. 78, al fine di conservare intatto lo spirito originario della costituzione. I padri costituenti, infatti, avevano solennizzato e democratizzato la deliberazione dello stato di guerra, affidandola alla maggioranza reale dei cittadini. L’emendamento in questione, proposto dalle opposizioni, chiedeva che lo stato di guerra fosse deliberato con la maggiornaza del 66 % (due terzi) dei componenti delle camere, mentre la riforma (del Governo ndr) prevede che la deliberazione sia presa a maggioranza assoluta degli aventi diritto. Ossia a decidere dello stato di guerra sarebbe una minoranza diventata decisiva per un discutibile premio di maggioranza.

La guerra cambia le persone, lo dicono i volti delle aguzzine e degli aguzzini di Abu Ghraib, che sorridono goliardicamente delle torture inflitte.
Certo la legge Calderoli e poi l’Italicum, con l’introduzione di leggi elettorali difformi da quella implicita nel testo originario della Carta, creano l’occasione per una più ampia riforma, che corregga il vulnus involontario generato con la loro introduzione. Ma la riforma costituzionale proposta blinda qualsiasi modifica in tal senso. L'articolo 78 della Costituzione è sostituito dal seguente: «Art. 78. -- La Camera dei deputati delibera a maggioranza assoluta lo stato di guerra e conferisce al Governo i poteri necessari».

Le ragioni della eccezionalità della guerra vanno ricondotte allo spirito democratico della costituzione, non elevare il quorum riduce a un fatto “normale” e non “straordinario” la guerra, gestito in deficit di rappresentatività popolare, mente andrebbe trattato con attenzione non solo al funzionamento delle istituzioni ma alla concretezza della vita del cittadini. Che non sia un atto di governo, ma un un fatto di popolo, come più alta manifestazione della sovranità popolare. La deliberazione della guerra diventa affare di popolo grazie all’art. 78 mentre lo statuto Albertino implicitamente la unificava alla dichiarazione di guerra, in capo al monarca.
Consegnare una decisione così importante nelle mani di un solo partito, è oggettivamente molto rischioso. E la conseguenza sarebbe senz’altro un indebolimento all’art. 11, dunque alla prima parte della costituzione, che non delibera dello stato di guerra, ma è già stato invalidato ogni volta che abbiamo sottratto alla sovranità popolare discutibili “partecipazioni” a guerre internazionali per volontà degli organismi internazionali e decisioni prese in capo al governo del Paese.
La guerra cambia le persone, lo dicono i volti dei soldati e dei civili, nei loro tratti, in una galleria di immagini a confronto, prima e dopo l’evento tragico della guerra.
Nella parola “ripudia” sento la spinta a compiere i primi passi della dopostoria, quelli dei padri costituenti.

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo UNOeTRE.it

regime-attività

 

Leggi tutto...

L’acqua di Colleferro ad ACEA, cosa cambia?

acqua privatada ReTuVaSa - Nello scorso mese di maggio il Comune di Colleferro ha ceduto gli impianti del servizio idrico comunale al nuovo gestore ACEA ATO2 SpA.
“Era un passaggio dovuto”, ha tenuto a precisare l’ex Commissario Straordinario Dott.ssa Alessandra de Notaristefani di Vastogirardi. In effetti nel lontano 2003 il comune di Colleferro decise di entrare a far parte dell’ATO 2 LAZIO CENTRALE ROMA (uno dei cinque ambiti in cui era diviso il territorio della nostra regione per la gestione del servizio idrico integrato), insieme ad altri 111 comuni, ambito affidato appunto ad ACEA ATO 2 SpA.
La gestione prima di Acea.
Nel 1997, in attesa di ACEA, il nostro servizio idrico è stato privatizzato e dato in gestione ad Italcogim SpA.
In realtà il contratto che il comune di Colleferro stipulò con Italcogim era piuttosto anomalo rispetto a quanto riportato nella normativa. La legge Galli, infatti, stabiliva che la tariffa del servizio idrico dovesse comprendere tutti i costi (principio del “full recovery cost”), da quelli per il personale a quelli per la manutenzione ordinaria e straordinaria. Imponeva anche un guadagno sicuro del 7% su tutti gli investimenti che avrebbe effettuato il gestore. Quest’ultima vergognosa clausola è stata cancellata dal referendum di giugno 2011 ma surrettiziamente reintrodotta con il nuovo sistema tariffario stabilito dall’AEEGSI (Autorità per l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico), sotto la voce “oneri finanziari”.
Il contratto con Italcogim prevedeva che il comune avrebbe comunque avuto un ruolo rilevante nella gestione, soprattutto relativamente alle spese di manutenzione e innovazione dell’acquedotto: a partire da pochi metri tubo, spettava al comune la riparazione.
Nelle nostre bollette, quindi, non venivano caricati parecchi oneri, che pagava direttamente il comune o comunque un ente pubblico con i propri fondi. Ad esempio, il pozzo n. 9, costato più di un milione di €, è stato interamente finanziato dalla regione Lazio.
Questi investimenti, come le opere di pronto intervento, erano comunque gestite da delibere comunali, consultabili sul sito istituzionale. L’amministrazione comunale, con i suoi pregi e difetti, era un interlocutore raggiungibile: la nostra associazione è stata più volte ricevuta dall’ufficio tecnico per chiarimenti su eventuali problemi occorsi all’acquedotto. Velo pietoso invece sul gestore privato, che si limitava a gestire la bollettazione, controllare le infrastrutture ed effettuare le analisi dell’acqua.
Arriva Acea ATO 2 SpA
Con l’avvento di ACEA entreremo nel nuovo regime tariffario: in bolletta verranno conteggiati anche gli investimenti (in tutto il territorio dell’ATO) e i relativi guadagni garantiti per il gestore e il conto sarà di conseguenza molto più salato, verosimilmente avvicinandosi al 50% di aumento. Acea però al momento non gestirà gli impianti di depurazione e fognatura, per cui rimane al momento incerto il modo in cui questa voce entrerà in bolletta.
Svanirà anche la possibilità di controllo da parte dei cittadini sulla gestione del servizio idrico, che verrà completamente delegato alla società di gestione senza possibilità di alcuna interlocuzione in merito.
Anche i sindaci, che hanno un relativo potere decisionale nell’assemblea dei sindaci dell’ATO, hanno poca voce in capitolo dal momento che il comune di Roma ha un peso decisionale estremamente più significativo rispetto agli altri comuni dell’ATO 2.
E se il buongiorno si vede dal mattino, qualche preoccupazione sorge subito dalla chiusura degli sportelli al pubblico diffusi sul territorio: dai primi di luglio al 30 settembre l’utenza si potrà rivolgere solo alla sede centrale di Roma, fatto che ha destato le ire di diversi sindaci dell’ATO, come quello di Subiaco:"In un momento in cui le politiche commerciali di Acea Ato 2 risultano già estremamente penalizzanti per i cittadini - ha commentato il sindaco di Subiaco Pelliccia - con richiesta di conguagli e bollette pazze, oltre al danno aggiungiamo anche la beffa: nel periodo estivo, in cui la popolazione del comprensorio aumenta sensibilmente, anziché implementare ulteriormente il servizio si chiude lo sportello per oltre due mesi".
Chi è Acea?
Acea ATO 2 SpA fa parte di Acea SpA, la multiutility che i occupa di importanti servizi pubblici come acqua, rifiuti e energia elettrica. Il suo assetto azionario, al 31 dicembre 2014 è il seguente:
Roma capitale 51%
Mercato 18,64%
Caltagirone 15,86%
Suez Env. Comp. 12,48%
Norges Bank 2,02 %
Benché la maggioranza sia in mano al comune di Roma, a dettare le regole della società sono gli altri componenti dell’assetto azionario. Quella che una volta era l’acqua del sindaco, ora è l’acqua di banche, costruttori e multinazionali.
Nel settore idrico i ricavi nel 2014 sono stati 653,8 milioni di €, con un risultato operativo di 221 milioni. Il settore elettrico presenta ricavi per 2073,7 milioni con un risultato operativo di 4,4 milioni. Questo dato rende conto del peso del settore idrico sul piano dei profitti.
La legge regionale 5/2014: una possibile ancora di salvezza
Per salvare l’acqua dal mercato è fondamentale che siano approvati i decreti attuativi della legge regionale 5/2014 sulla “Tutela, gestione e governo pubblico delle acque”, che permette la gestione pubblica dell’acqua con la partecipazione dei cittadini. La legge ne prevedeva l’emissione entro il 2014, ma ancora non si è visto nulla.
Risulta cruciale soprattutto l’approvazione degli Ambiti di Bacino Idrografico (ABI). Gli esperti del movimento per l’acqua del Lazio hanno realizzato una proposta che rispetta la struttura dei bacini idrografici sul piano regionale, identificando in particolare quello della Valle del Sacco. Tale proposta è stata fatta propria da 10 consiglieri con la proposta di legge 238 del 2015. Sollecitato fortemente dai comitati, dopo mesi di inutili confronti, l’assessore Refrigeri si è impegnato per la giunta ad emettere una propria proposta.
Il 20 luglio ci sarà un incontro in regione con tutti i capigruppo, il presidente del consiglio regionale, il presidente della commissione ambiente e l’assessore Refrigeri per un definitivo chiarimento.
Se non ci sarà l’approvazione del nuovo assetto regionale degli ambiti la Regione sarà commissariata e verrà costretta a creare un ambito regionale nel quale ACEA, avendo più del 23% diventerà l’unico concessionario del servizio idrico. A quel punto verrà vanificata la volontà dei cittadini che hanno proposto la legge di iniziativa popolare e del consiglio regionale che ha votato la legge all’unanimità.
Vi terremo informati sugli sviluppi della legge regionale e del nostro servizio idrico.

Colleferro, 18 luglio 2015

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici