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Caos rifiuti futuro prossimo

discarica Roccasecca Snapseed 350 260Umberto Zimarri, Consigliere Comunale San Giovanni Incarico - Cosa succede se mettiamo una pallina su un piano inclinato? Succede, inevitabilmente, che la pallina comincia a scendere sempre più veloce. Più il piano è inclinato, più accelera velocemente. Ora immaginiamo una pallina di neve che inizia a scivolare sul dorso di una ripida montagna. Cresce ed accelera, cresce ad accelera fino a schiantarsi a valle. Basta sostituire alla parola neve la parola “rifiuti” ed ecco spiegata la tempesta che si sta per abbattere sulla Regione Lazio.

Il caos rifiuti continua a crescere: tutto ampiamente previsto, tutto ampiamente prevedibile ma mentre da anni c’è chi ragiona, scrive, propone, si interroga su come fermare la discesa di quella valanga, c’è chi nelle stanze delle decisioni ha preferito girarsi dall’altra parte o se preferite ha seguito l’esempio degli struzzi.

Tra circa un mese Il IV bacino della discarica di Roccasecca sarà esaurito, la discarica di Colleferro è stata chiusa a Gennaio, Roma come tutti sappiamo non ha una discarica.
Ieri la Mad Srl ha deciso di chiudere gli accessi sia a Roccasecca, sia a Civitavecchia per mancanza di chiarezza riguardo il conferimento in discarica di una particolare tipologia di rifiuti, precisamente sui “codici a specchi”. Da fonti giornalistiche si è appreso, inoltre, che il 6 febbraio i Carabinieri Forestali hanno acquisito, presso la sede della discarica, la documentazione relativa a questa tipologia di rifiuti che vengono smaltiti presso la discarica di Cerreto. Strano farlo solo ora, visto che quel tipo di rifiuti viene trattato da anni a Roccasecca. A completare il quadro c’è anche un’altra notizia: il proprietario della discarica di Roccasecca è socio anche della New Green Roma che dovrebbe gestire il (nuovo ed ipotetico) sito di Monte Carnevale.

Siamo di fatto ad un monopolio, privato, nella gestione delle discariche nella Regione Lazio. Siamo di fronte in una situazione in cui il futuro delle nostre città e quello della capitale d’Italia, l’igiene pubblico, la gestione di un bene pubblico essenziale sono completamente assoggettate al volere di un privato. Una situazione francamente inaccettabile. Cosa ha fatto la politica in questi anni? Cosa ha proposto per evitare tutto questo? Come si può di fatto autorizzare un monopolio di fatto su un argomento delicato come quello dei rifiuti? Tutto questo si riassume con una parola: Fallimento. Fallimento di chi, destra, sinistra, centro e Movimenti, ha gestito il ciclo dei rifiuti. Fallimento di chi ha fatto finta e fa finta di non vedere. Una politica che non gestisce e risolve problemi, semplicemente non svolge il suo ruolo. Una politica incapace di alzare la testa e di ragionare sul futuro.

Il problema non riguarda solamente Roma Capitale, ma anche la Provincia di Frosinone, infatti ancora non sono stati individuati gli altri siti per l’individuazione di una nuova discarica di servizio. Cosa succederà tra un mese? Dico questo anche alla luce di quanto pubblicato dall’ente Provinciale che con una delibera il 6/12/2019, diffidava la società Mad Srl ad “eseguire i necessari interventi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale. Quindi la logica imporrebbe di trovare una soluzione immediata alla vicenda, ma per adesso non si hanno notizie certe di questo. In tutto questo la raccolta differenziata media della nostra provincia è pari al 50% mentre il legislatore fissa l’asticella al 65%.

Fa tristezza e rabbia parlare di discariche nel 2020, fa tristezza e rabbia non parlare di economia circolare, di strategie rivolte al “Zero Waste”, fa tristezza e rabbia questa lotta tra territori che rischia di instaurarsi. Questo avviene quando chi deve prendere le decisioni giuste non lo fa e gioca con le emergenze, così abbiamo emergenze che durano 20 anni.

Nel dialetto del mio Paese, gli anziani avrebbero detto “Ci Volevano gli zipp agli occhi” per non accorgersene. Eppure oggi tanti fanno finta di non sapere, tanti non si accorgono nemmeno del problema, ma la valanga è sopra le nostre teste.

 

 

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Il caos è sovrano nei 21 ambulatori della Asl

sanità le palazzine dell asl di frosinone in via fabi 350 mindi Francesco Notarcola – Il caos regna sovrano nei 21 ambulatori della Asl, ubicati nei locali dell’ex ospedale “Umberto I°” di viale Mazzini , nella Città capoluogo. La carenza di direzione è macroscopica e non solo perché manca la caposala dal mese di gennaio del c.a.
Le tapparelle delle finestre sono rotte e tenute ferme da manici di scopa, altre non si possono aprire perché bloccate, altre ancora sono aperte e tenute ferme dalle cinghie legate ai radiatori dei termosifoni.

I Condizionatori d’aria che non funzionano. Qualcuno è in corto circuito ed altri non si accendono.
Alcuni strumenti d’indagine medica, come l’elettrocardiografo e l’ecocardiografo dell’ambulatorio di cardiologia, marcano oltre un decennio di vita e continuamente occorre chiamare i manutentori senza risolvere il problemo in maniera definitiva.
I servizi igienici, si fa per dire, sono in uno stato pietoso. Uno è inaccessibile perché guasto e un altro è chiuso. Nell’ambulatorio del medico sportivo e del fisiatra, stanza n.2, l’impianto idraulico del bagno è rotto e l’acqua è raccolta con i teli verdi, che com’è noto, dovrebbero servire ad altro.

Nell’ambulatorio di urologia e di ginecologia c’è una puzza , che toglie il respiro, emanata dalla plastica del pavimento.
Nell’ambulatorio di diabetologia, stanza n.1, l’impianto idraulico è fuori uso e ci si serve del secchio per lavarsi e per pulire il bagno mentre il condizionatore è in corto circuito. Il locale dove prestano servizio le infermiere, addette all’ambulatorio, non è ne adeguato e ne arredato alla bisogna.

 

Questa drammatica condizione di lavoro e di caos organizzativo sanitario, che data da almeno un anno, mette a rischio la salute dei pazienti e dello stesso personale sanitario addetto. L’allarme dato dai medici, in ripetute lettere inviate alla direzione del distretto B non è stato preso in nessuna considerazione. D’estate, essi sottolineano, gli ambulatori diventano forni crematori e il caldo oltre alle persone può danneggiare anche gli strumenti di lavoro.
Malcontento e ribellione caratterizzano lo stato d’animo del personale, molto sfiduciato.

In questo nostro Paese, cosiddetto civile, dove esistono anche i NAS e la Magistratura si può sperare che qualcuno intervenga? Il sindaco e i consiglieri del Capoluogo così come tutti i sindaci del distretto B brillano per il loro silenzio e la loro indifferenza. Il Presidente della provincia ed i consiglieri provinciali, recentemente eletti, esistono ancora?
Però il Presidente del Consiglio Regionale può continuare ad affermare che in questo nostro territorio, continuamente martoriato ed offeso, la sanità è cresciuta e migliorata. Alla faccia del cacio cavallo!!!

Frosinone 18 giugno 2019-06-18
*Coordinatore di Cittadinanzattiva-Tribunale per la difesa dei diritti del malato

 

 

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Ztl a Ferentino: un caos senza precedenti

Ferentino 350 260di Maurizio Berretta - È singolare il caos regolamentare sulla ztl del centro storico di Ferentino, e’ l’esatto risultato dell’incapacita’ politica del Sindaco Pompeo. Se dapprima lo stesso aveva emesso un’ordinanza, la n.15 del 02 Dicembre 2016, denominata “ZONA ROSSA – ZTL”, che regolamentava l’accesso delle auto, il mercoledi, per una zona ampia della Citta’, un mese e mezzo dopo, altra ordinanza, la n.3 del 17 Gennaio 2017 denominata “ZONA GIALLA”, che regolamenta il solo centro storico, delimitato dalle mura ciclopiche e prevede chiusure totali domenicali, pari e dispari infrasettimanali ed altre misure restrittive. Ordinanze a dir poco farraginose nella regolamentazione, e soprattutto diventate complesse da capire con i caotici volantini esplicativi emessI dal Comune.
Se da un lato sono un convinto sostenitore della pedonalizzazione dei centri, dall’altro, sono un convinto che l’amministrazione pompeo non e’ in grado di mettere su un piano definito su basi programmatiche che coinvolgono, rispetto dell’ambiente, commercio, turismo e sostenibilita’ sociale.
Queste misure vanno condivise con le parti sociali, residenti, commercianti, associazioni di tutela, vanno poste a parere della competente commissione ambiente, vanno confrontate in Consiglio comunale, ma il Sindaco cosa fa’? Se ne guarda bene, forse, come ampiamente dimostrato in questi 4 anni, l’incapacita’ a sostenere o a far sostenere ai propri assessori un confronto democratico e costruttivo per la Citta’.
E’ riuscito con queste 2 azioni ad ottenere un risultato pari a ZERO su tutti i fronti, zero in termini di risanamento ambientale, ZERO in termini di vivibilita’ del centro storico, ZERO in termini di organizzazione dei servizi pubblici durante le restrizioni.
Ne stanno pagando le conseguenze, commercianti e residenti, ormai categorie destinate all’estinzione, e fruitori di servizi, quali ad esempio le scuole di piccoli utenti, infanzie e primarie del centro, rese inaccessibili per 2 giorni settimanali.maurizioberretta 350
Caro sindaco le decisioni prese in senso univoco, alla stregua di uno-due persone, sono puntualmente fallimentari, la politica e’ condivisione, e’ confronto tra le parti e voi di questo nobile termine, “politica”, non ne avete la piu’ pallida idea del significato stesso.
E’ singolare la latitanza dell’assessore all’ambiente, Franco Martini, un assessore a dir poco inqualificabile per questa delicata tematica, un assessore ormai travolto dalle vicissitudini ambientali dell’intera citta’, dal proliferare dei ripertitori telefonici, dagli impianti di trattamento rifiuti, da una gestione fallimentare del servizio di raccolta dei rifiuti, dalle discariche abusive, dalle PM10, ma un assessore che pero’ ha sempre sostenuto e difeso il progetto fallimentare aeroportuale, progetto che questa settimana approdera’ nelle stanze giudiziarie del Tribunale di Frosinone.
Maurizio Berretta
Capogruppo di DemocraticaMente

 
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Raccolta dei rifiuti a Ferentino ….il caos regna sovrano

Ferentino municipio 350 260di Maurizio Berretta - Il 30 Agosto 2016 si è tenuta la 3° commissione consiliare del Comune di Ferentino, su richiesta a norma regolamentare dei Consiglieri comunali Maurizio BERRETTA, Gianni BERNARDINI, Marco MADDALENA e Marco VALERI, per discutere sulla gravosa situazione che investe il territorio comunale sulla gestione del servizio di raccolta del rifiuti solidi urbani alla presenza (richiesta in modo esplicito), dei responsabili della Società affidataria del servizio, la Lavorgna srl.
La Commissione è stata costretta a chiedere il rinvio del punto alla settimana prossima, in quanto la Ditta, per motivi personali, qualche ora prima comunicava l’assenza di fatto.
L’Amministrazione comunale ad oggi non riesce ancora a maturare la gravità della situazione in termini ambientali e di controverso anche finanziari, se da un lato è ammissibile l’assenza giustificata dell’ultim’ora dell’azienda affidataria, resasi comunque disponibile alla prossima audizione, di certo l’assenza “ingiustificata” dei responsabili del settore ambiente del comune rende chiara l’idea che la maggioranza ha delle tematiche ambientale, l’assessore Martini se ne è ben guardato dal partecipare, seppur regolarmente convocato, e se ne è ben guardato anche, magari di far partecipare in sua rappresentanza o assistenza i consulenti tecnici e legali, che il comune paga fior fior di soldi o responsabili del settore ambiente dell’Ente stesso.

Il disastro della gestione di raccolta dei rifiuti

Un comportamento inadeguato ed irresponsabile, che va a gravare sull’incapacità di rendere edotto l’intero Consiglio comunale sul disastro di gestione del servizio di raccolta dei rifiuti. Vogliamo confrontarci con la ditta proprio per questo motivo, per capire insieme a loro come risolvere queste difficoltà, per essere propositivi, un atteggiamento questo nostro, che non vuole essere recepito come sempre dalla maggioranza, che si arrocca nel silenzio più assoluto, lasciando di fatto la Città nell’abbandono più totale. I dati in possesso del Consiglio Comunale, relativi alla relazione dello stato di attuazione del programma settore ambiente, sono allarmanti, ad una percentuale dimaurizioberretta 350 raccolta differenziata che non raggiunge le soglie previste dal Capitolato d’appalto ed alle contestuali mancate applicazioni delle relative penali da parte del comune, previste da contratto, aggrava tutta la situazione, l’irrisoria riduzione del monte rifiuti complessivo conferito in discarica, addirittura a giugno 2016 si riconferiscono più rifiuti dei 2 mesi precedenti. L’incapacità politica ed amministrativa si palesa ulteriormente anche con le mancate realizzazioni delle isole ecologiche sul territorio comunale, altra omissione contrattuale, che di fatto “incentiva” le micro discariche abusive; nel centro storico ad oggi, non avviene la raccolta dell’umido ed è assente una gestione delle compostiere. Dobbiamo tutelare la cittadinanza, da un punto di vista ambientale, di tributi pagati e di salute pubblica, e la Città da un punto di vista turistico, un servizio che oggi fa acqua da tutte le parti e che senza la collaborazione di tutti non potrà mai trovare le idonee risoluzione. La chiusura a “riccio” della maggioranza ed il totale menefreghismo dell’assessore Martini continueranno a lasciare la Città nell’abbandono attuale, noi ci siamo, continueremo a proporre le nostre risoluzioni ed a intraprendere tutte quelle azioni per tutelare la nostra Comunità”.

 
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Scuola, cronaca del caos

formazione scuola 350 260di Valerio Ascenzi - Scuola, cronaca del caos. Lo scopo: poter poi affermare “Abbiamo ragione noi, meno poteri agli enti decentrati, regionali e provinciali”. La mobilità del personale scolastico, gestita dagli uffici scolastici provinciali, depotenziati chissà per quali tipi di scelte politiche, si sta dimostrando un vero e proprio disastro. Ma sospettiamo proprio che la colpa non sia di chi lavora negli uffici scolastici provinciali. Il Miur ha disatteso tutti gli appuntamenti fissati e il sito Polis Istanze On Line, che avrebbe dovuto dare notizie ai docenti non funziona. (dopo aver eletto la pagina intitolata  "Il personale della scuola" cliccate sul titolino "Negligenza o altro?" per leggere il resto dell'articolo)

  1. Il personale della scuola
  2. Negligenza o altro?

Il personale della scuola

I trasferimenti regolati, fino allo scorso anno, da criteri oggettivi per tutti, quest’anno sono stati osteggiati, fin dal primo momento dal Miur e dal sottosegretario Faraone (quello che manda all’aria i tavoli delle contrattazioni sindacali, senza sapere neanche di cosa sta parlando). Il loro intento è quello di fare in modo che i docenti siano scelti dai dirigenti scolastici. Infatti si sono inventati la “chiamata diretta per competenze”: una assurdità senza precedenti, anche perché le competenze richieste hanno poco a che vedere con la didattica in senso stretto. Le maggiori sigle sindacali hanno impugnato la circolare ministeriale con la quale si stabiliscono le assurde competenze che i docenti dovrebbero avere.
Purtroppo quello che andiamo a raccontare oggi, fa parte di quella zona d’ombra del settore scolastico che non tutti vedono: quella che riguarda le situazioni dell’organico (i docenti, i collaboratori scolastici, il personale amministrativo). Siamo indotti, un po’ per ignoranza, un po’ perché i media comunicano così, a pensare che i docenti siano dei privilegiati. Ma da quando la scuola è sottoposta ad un regime di diritto privato, e non pubblicistico come pensano in molti (anche tra i docenti), si ragione in funzione di criteri di efficienza ed efficacia. Ma quello che sta succedendo dà la misura di quel che questo governo sta facendo: si pretende efficienza, efficacia e prostrazione da parte di un corpo docenti nei confronti dello Stato e dei dirigenti, organi monocratici della scuola, ma questa efficienza non c’è per quel che riguarda chi deve regolamentare il lavoro dei docenti. Sembra assurdo, ma è di fatto lo specchio, nel piccolo, di quel che sta succedendo in Italia. Si crea il caos in un settore, per poter dire che quel settore non va e quindi meglio riaccentrare il potere allo Stato centrale. E quindi si giustifica anche la riforma costituzionale che limita il potere democratico e riduce i momenti di democrazia.
L’esempio più eclatante è quel che sta accadendo in queste ore con la mobilità del personale scolastico in fare interprovinciale: cioè di quei docenti che hanno chiesto destinazioni più vicine a casa per una serie di ragioni. Per il 23 luglio era attesa la pubblicazione dei trasferimenti interprovinciali dei docenti della scuola dell’infanzia e della scuola primaria. Ma, il 23 luglio era sabato. Quindi, considerato che ci sono stati problemi nell’elaborazione delle domande, il Miur ha preso la palla al balzo dicendo in sostanza: “È sabato, gli uffici sono chiusi, non sono neanche a pieno organico, quindi rimandiamo al... 26 luglio”. Se era solo una questione di chiusura degli uffici, o solo perché era sabato perché aspettare martedì 26 luglio? Non andava bene lunedì? I problemi in effetti devono essere altri.
Il 26 luglio però dei trasferimento interprovinciali nessuna notizia. I docenti potevano consultare la loro posta elettronica rilanciata dal sito della Pubblica Istruzione, oppure il loro account sulla piattaforma Istanze On Line, oppure leggere i bollettini pubblicati sui siti degli uffici scolastici provinciali. Nessuna di queste tre possibilità, fino alla mezzanotte del 26 luglio ha creato informazioni per i docenti.

(continua a leggere. Vai in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino "Negligenza o altro?")

Negligenza o altro?

La cosa più assurda però, che ci lascia basiti di fronte a tutto questo è che non c’è stata nessuna presa di posizione da parte del ministero: nessun comunicato, nessun preavviso. Niente di niente. Un altro governo avrebbe fatto quanto minimo saltare qualche testa. E allora, se ciò non accade, due possono essere le cose: o la situazione è stata creata ad arte, oppure l’incompetenza e la negligenza regnano sovrane.
Il Miur, come se nulla fosse il 27 luglio ha pubblicato una nota in cui, chiedendo scusa per il ritardo, ha annunciato che gli elenchi della mobilità della scuola dell’infanzia sono stati pubblicati. Il 29 luglio saranno pubblicati anche quelli della scuola primaria. Chissà cosa accadrà per la secondaria di primo grado e per quella di secondo grado!
Ma la storia non è finita, nel tardo pomeriggio del 27 luglio sono state ravvisate alcune irregolarità dai sindacati e dai docenti. Pare che in alcune province, come ad esempio quella di Caserta, siano addirittura stati ritirati i bollettini dei trasferimenti. Non si è mai visto nulla de genere. E, come abbiamo detto, non cade nemmeno una testa.alunni scuola professore 350
In un comunicato unitario Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals Confsal e Gilda Unams, hanno invitato il ministro e i suoi collaboratori a fare un salto nelle sedi di questi sindacati «che continuano ogni giorno ad essere affollate di persone alla faticosa ricerca di capire che cosa li attenda all'avvio del prossimo anno scolastico». Secondo dette sigle gli inquilini del Miur «si renderebbero conto di quale sia il livello di apprezzamento nei loro confronti, vedrebbero quanto sia diventato largo e profondo il solco che questo governo e questo ministro hanno scavato tra sé e il mondo della scuola».
Questa storia infinita – perché l’inizio dell’anno scolastico, sembra lontano ma non lo è – rischia di degenerare. Secondo le organizzazioni sindacali trascuratezza, ritardi, errori, non sono ammissibili «da parte di chi, ancora una volta , ancora una volta, sta dando prova di una capacità di gestione dei problemi ben lontana dalle ambizioni che continuamente ostenta. La farraginosità di alcune modifiche introdotte dalle legge 107 in materia di gestione del personale, unite al pressappochismo con cui è stato ideato e gestito il piano straordinario di assunzioni, sono tali da mettere in ginocchio persino il sistema informatico che gestisce le operazioni». Infatti, come abbiamo detto il sito Polis Istanze On Line, era fuori uso nelle giornate del 26 e del 27 luglio. «E mentre si spendono tante parole sullo sviluppo del digitale n tutto il sistema scolastico – dicono i sindacati - i chi ha il compito di governarlo ci offre dimostrazioni così palesi di incapacità e inefficienza».
La gestione di queste operazioni sta avvenendo con nella totale indifferenza da parte del ministro e dei media. I collaboratori del ministro - quelli che mandano all’aria i tavoli delle trattative sindacali, per poi presentarsi con circolari esplicative assurde, per quelle norme che costituiscono vuoti normativi – dimostrano di non avere le necessarie competenze per gestire tali operazioni: del resto l’ultima volta che hanno messo piede in una scuola è stato forse 30 anni fa e non hanno mai potuto comprendere le dinamiche del settore istruzione, stando semplicemente sui banchi di scuola. Tutti dimostrano di aver operato con leggerezza, pressapochismo e senza competenze. Ecco il perché dei ritiri delle operazioni di mobilità già espletate, degli errori e dei ritardi. Come del resto è stato per la legge elettorale, per la quale ora sono pronte le modifiche. Lo stesso pressapochismo e la stessa ignoranza delle norme e dell’etica con cui è stata riformata la costituzione.

 
 
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Caos direzionale ed organizzativo della sanità ciociara

sanità doctordi Francesco Notarcola - La elezione dell'On. Zingaretti alla Presidenza della Regione Lazio e l'arrivo della nuova manager della Asl, avevano aperto fiducia e speranza. Si attendevano provvedimenti urgenti per arrestare il caos direzionale ed organizzativo della sanità ciociara.
L'ospedale del Capoluogo, definito ed esaltato come la struttura più moderna della regione, che doveva essere il punto di riferimento delle popolazioni del basso Lazio come Dea di 2° livello e con U.O.C. (Unità Operative Complesse) di eccellenza, si avvia ad essere poco più di un'astanteria alle dipendenze di Roma.
Centinaia di milioni di euro per costruire l'edificio e per l'acquisto di arredi e macchinari sono stati spesi invano. A ciò vanno aggiunti gli enormi fondi spesi per la ristrutturazione e l'ammodernamento degli ospedali di Alatri, Ceccano, Cassino e Sora.
Se a tutto ciò si sommano gli enormi sprechi incontrollati e gli scandali venuti alla luce, possiamo calcolare che negli ultimi tre o quattro lustri sono stati sperperati migliaia di milioni.
La sanità regionale è in crisi solo per responsabilità della dirigenza e dei gruppi politici che si sono alternati, in questi anni, alla Presidenza della Regione Lazio.
La asl di Frosinone non è mai stata gestita e, da tempo,è in liquidazione per volontà politica, con la inerte complicità degli eletti di questa provincia.
Nell'ospedale del Capoluogo e negli altri rimasti, si continua a sopprimere ed accorpare reparti importanti. Rischia di chiudere anche l'ematologia. Si aspetta solo che il primario raggiunga l'età della pensione.
Si sospendono i ricoveri e si riducono le attività ambulatoriali. Mancano i primari, medici ed infermieri.
Persino gli ambulatori di Viale Mazzini sono senza caposala.
Medici ed infermieri, costretti a turni di lavoro massacranti ed in condizioni di alto rischio non ce la fanno più.
Nelle strutture ospedaliere sale operatorie e macchine strumentali per indagini diagnostiche funzionano al minimo o giacciono inutilizzati.
Un'azienda in crisi che non si pone la necessità di far funzionare al massimo le sue potenzialità e non si pone il problema del recupero delle risorse umane e di ingenti risorse finanziarie, è destinata a fallire. A fronte della crescente domanda di salute che viene da un territorio aggredito e malato, riempito di discariche e di inceneritori da Colleferro a San Vittore del Lazio, per volontà romana, o si investe o si chiude.
Ormai sono in discussione i livelli essenziali di assistenza e il diritto alla salute.
Nel pronto soccorso del Capoluogo non è cambiato nulla e sono peggiorate le condizioni di quelli di Cassino e di Sora. I tempi di attesa sono ormai biblici.
L'esigenza di avere ai vertici della Asl, manager e dirigenti con titoli altisonanti sussiste solo se si vogliono mettere in atto strategie di rilancio, di efficienza e di qualità.
Le popolazioni della Ciociaria e del Cassinate non meritano una sanità stracciona e di basso livello.
Mentre esprimiamo la nostra solidarietà ai sindaci del sorano che lunedì 16 inizieranno il digiuno per difendere l'ospedale di Sora e per impedire la smobilitazione del reparto di ortopedia, chiediamo al sindaco del Capoluogo, di convocare urgentemente la conferenza locale della sanità, aperta alla associazioni ed all'Ordine dei medici per decidere cosa fare per impedire uno smantellamento progressivo che marcia spedito verso l'azzeramento dei servizi sanitari e delle strutture ospedaliere della provincia,

Frosinone 15 giugno 2014-

Francesco Notarcola – Presidente della Consulta delle associazioni della città di Frosinone

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