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Voto 2019. Veroli: Simone Cretaro

Simone Cretaro 350 minMaria Giulia Cretaro - Intervista a Simone Cretaro Candidato a Sindaco di Veroli per il centrosinistra.

Acea è tra gli argomenti più spinosi per i Comuni Ciociari, in caso di vittoria di elezioni, come verrebbe gestita la questione Acqua ed i servizi ad essa correlati?

La questione Acea implica due differenti considerazioni: la prima di ordine politico, l’altra di natura giuridica.
A livello politico, sono fermamente convinto che la gestione deve tornare ad essere pubblica e, più precisamente, comunale. Non mi convince la progettualità che vede la creazione di una società pubblica tra enti, rimanendo invariato l’attuale assetto organizzativo, perché si creerebbe un nuovo “carrozzone” che, a mio avviso, non porterebbe alcun vantaggio ai nostri concittadini.
L’altro aspetto che, invece, ci riguarda direttamente è quello del vincolo contrattuale vigente con Acea Ato 5 Spa e che scade nel 2034. In questi anni, è stato fatto passare il messaggio per cui la risoluzione del contratto fosse una decisone di carattere politico e non giuridico. Ovviamente passata la tornata elettorale dello scorso anno non si è parlato più di risoluzione, né, tanto meno, della sentenza del Tar Lazio che ha annullato la delibera di risoluzione, rigettando fortunatamente la richiesta di risarcimento dei danni formulata da Acea. Allora, realisticamente, bisognerà controllare il rispetto da parte del gestore di tutte le obbligazioni contrattuali in modo da garantire un servizio efficiente per i nostri concittadini.

 

La Regione Lazio ha riconosciuto a Veroli un primato culturale nella Provincia, come nel vostro programma questo punto di forza sarà portato avanti?

Le nostre istituzioni culturali sono da tempo uno dei punti di forza da cui ha tratto linfa lo sviluppo sociale, culturale ed economico della nostra comunità. Continueremo, pertanto, ad investire le risorse necessarie affinché le politiche culturali siano il motore economico della città di Veroli. Recentemente è stato inaugurato il Museo Civico archeologico “I luoghi del tempo”. Si tratta di un primo importante passo, che ci consentirà, nei prossimi mesi, di creare una rete museale cittadina attraverso: il Museo delle erbe, la Biblioteca Giovardiana, il Museo della Civiltà Rurale, il Tesoro della Cattedrale, la Basilica di S. Maria Salome e la Scala Santa, e il Calendario dei Fasti Verolani. Continueremo ad investire, inoltre, nella crescita dei nostri eventi culturali, grazie ai quali in questi anni la nostra città si è distinta a livello regionale e provinciale per il numero e, soprattutto, per la qualità degli eventi culturali. Abbiamo investito molto in questo settore, con la convinzione che gli eventi culturali di qualità siano lo strumento migliore per la promozione della città e per generare economia locale.

 

È facile scadere, dopo la campagna elettorale, in una distanza con la cittadinanza. Da qualche anno è stato introdotto il bilancio partecipativo; può essere sufficiente questa iniziativa per conoscere le aspettative dei cittadini e come pensate di assicurare dialogo con la cittadinanza e la sua partecipazione attiva nelle scelte del comune?

Il bilancio partecipativo rappresenta uno straordinario strumento di partecipazione diretta, mediante il quale i cittadini si rendono protagonisti della vita amministrativa della propria comunità. La partecipazione di migliaia di cittadini in questi anni ne è la prova. I tanti progetti presentati ci hanno dato la possibilità di individuare una serie di priorità che abbiamo inserito nel nostro programma elettorale.Un altro importante strumento di dialogo e di ascolto è rappresentato dalla rete associativa presente sul territorio, che si esplica nel settore culturale, sportivo, ricreativo e di protezione civile, ed è frutto della gran voglia di “fare” che anima molti nostri concittadini, sempre disponibili a collaborare. Si tratta di una risorse fondamentale, che abbiamo cercato di valorizzare stimolando una loro collaborazione reciproca attraverso la Consulta delle Associazioni. Lo strumento migliore resta però sempre la capacità degli amministratori di essere presenti sul territorio. Questo è e rimane lo strumento migliore di ascolto perché richiede un contatto umano diretto.

 

Veroli è un comune di grande estensione, particolarmente frazionato. Come conciliare le necessità del centro storico e quelle delle contrade, per rispondere alle domande degli oltre 20mila residenti? Esempio:Quali sono le esigenze principali del centro storico? Nelle contrade ci sono esigenze comuni o anche particolari per ognuna di esse, quali?

Il nostro Centro Storico si caratterizza per lo straordinario patrimonio artistico, monumentale ed archeologico. Gli ingenti sforzi fatti dalla nostra Amministrazione comunale volti a fare del centro storico di Veroli un luogo di interesse e di attrazione iniziano a dare frutti concreti. Ne è prova la presenza di moltissimi turisti che hanno visitato la nostra Città. Nel 2018 circa 10 mila persona hanno dormito a Veroli, circa 6 mila solamente nel Centro Storico. Le nostre Frazioni hanno un ruolo importante nella vita pubblica del nostro ampio territorio e sarà necessario continuare ad investire nella realizzazione di spazi pubblici, nel potenziamento dei servizi e nel miglioramento della viabilità. Il bilancio partecipativo ci è stato molto utile, perché ci ha consentito di individuare le esigenze che riguardano le varie realtà territoriali. Abbiamo già programmato diversi interventi, molti già finanziati, che daranno ulteriori servizi e, soprattutto, miglioreranno la qualità della vita di molti nostri concittadini.

 

Il Comune di Veroli è uno dei comuni con il In un momento economicamente difficile come questo, parlare di imposte è quanto mai delicato. Quali misure sono previste? Come progettate la vostra gestione fiscale del comune e come incideranno o dovrebbero incidere sui contribuenti?

E’ il Comune con il più basso livello di imposte locali non solo in provinciale, ma in Italia. La nostra addizionale IRPEF, l’imposta locale sul reddito delle persone fisiche, che rappresenta una leva finanziaria molto importante per le casse comunali è pari allo 0,20% a fronte di una media provinciale che è dello 0,80%.Inoltre, anche il costo dei servizi comunali risulta essere inferiore alla media provinciale. Lavoreremo per efficientare i nostri servizi, tra tutti l’aumento del livello di raccolta differenziata, in modo da poter diminuire ulteriormente i costi per i nostri concittadini.

 

Nota biografica

Simone Cretaro, avvocato con studio a Frosinone. Dopo un passato da vice Sindaco e cinque anni da primo cittadino, si presenta all'elezione del 26 Maggio per concorrere nuovamente per la carica di Sindaco di Veroli

 

 

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Cassino: Le primarie del Centrosinistra

Cassinomunicipio 350 260di Ermisio Mazzocchi - Le primarie svoltesi a Cassino il 6 aprile 2019 offro una lettura interessante e rivelatrice di un comportamento del corpo elettorale inedito, considerando che esse non hanno precedenti in questa città come in altre della provincia.
Il contesto dello svolgimento delle primarie è contrassegnato da una crisi del sistema politico e di quello economico che ne hanno condizionato il risultato e rappresentano, tuttavia, un rilevante avvenimento politico. Allo stesso tempo esse consentano al PD di comprendere quale messaggio viene dai cittadini che hanno partecipato a questa consultazione.
Non ritengo che il voto espresso da 2.635 cittadini sia circoscritto solo alla scelta del candidato, ma riguarda un orientamento politico rivolto a ricercare una soluzione di stabilità di governo e una chiarezza nella collocazione delle forze di centrosinistra.
Si può essere più che soddisfatti. I cittadini hanno apprezzato questo metodo e hanno seguito con interesse il confronto tra i candidati. La politica ha riconquistato il suo ruolo e ha riscosso la fiducia dei cittadini.

Emerge con chiarezza che l’orientamento dell’elettorato delle primarie è rivolto a ridisegnare un compito ben definito dei partiti del centrosinistra in un contesto aperto, innovativo e determinato alle sfide dei prossimi anni.
Questa manifestazione di intenti si rivela nelle dichiarazioni di voto ai tre candidati a sindaco, valutando le differenze della loro impostazione politico - programmatica per il governo della città.
Una partecipazione così massiccia e variegata rivela una disponibilità, se non una richiesta, dell'elettorato a essere coinvolto nella individuazione dei propri rappresentanti e ad avere la facoltà di una scelta chiara e netta su chi dovrà assumere compiti di governo.
Non cosa di poco conto in un deserto di partecipazione e di condivisione che avvolge la politica italiana. Nella sostanza di quel voto risiedono valori ritenuti necessari dall'elettore per un cambio delle condizioni della società, la cui realizzazione si affida a chi avrà ottenuto un maggior numero di voti.
Tutti elementi che sbaragliano strumentali affermazione di avversari politici nell'intento di sminuire il valore politico di queste primarie, dimenticando il caos che regna tra le file del centrodestra per individuare un loro candidato.

Queste primarie non sono occasionali né sono di segno passeggero, ma hanno intaccato la politica più di quanto si possa immaginare. Se non altro per legittimare il vincitore, in un contesto di confronto politico, a proseguire con questo mandato la realizzazione di un progetto di cambiamento nell'interesse dei cittadini. E questo potrebbe sembrare essere nelle cose.
Le primarie, in realtà, con una valenza storica per Cassino, ma non unicamente per essa, hanno comportato, vista l'alta partecipazione, un vincolo più stringente per i partiti di centrosinistra per il rinnovo della politica e per percorrere una strada senza oscillazioni e bizantinismi sia nei programmi sia nella formazione delle liste.

Se 2.635 cittadini sono accorsi, sabato 6 aprile, a votare per scegliere il candidato a sindaco, appare evidente che essi ritengono che nella composizione dello schieramento di forze sia necessario ampliare ulteriormente il fronte del centrosinistra e valorizzare nel migliore dei modi storia, esperienza, passione di ciascuno candidato in un ambito di unità delle forze progressiste e democratiche.
Enzo Salera, designato in queste primarie del centrosinistra a ricoprire la carica di sindaco, dovrà portare a sintesi l'insieme degli elementi che hanno concorso a rendere queste primarie una bussola di orientamento nella formazione dei programmi e delle liste. Un lavoro che richiama a una loro compartecipazione in questo progetto la stessa Sarah Grieco, così come Luigi Maccaro.

Si è alzato un vento favorevole che se ben gestito, può riportare il centrosinistra al governo della città di Cassino.

Frosinone 8 aprile 2019

 

 

 

 

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Cassino: le primarie del centrosinistra

Cassinomunicipio 2 350 260di Ermisio Mazzocchi - Una prova decisiva quella che attende il PD e la coalizione di centrosinistra nelle elezioni europee e in quelle per il rinnovo di numerosi consigli comunali.

Esiste un significativo parallelismo tra voto europeo e quello amministrativo, che trovano una sintesi nel progetto politico presentato da Zingaretti per alleanze larghe, aperte alle forze progressiste, liberali, ambientaliste.

Il nuovo simbolo unitario del PD "Siamo europei" per le europee è un messaggio rivolto a promuovere una coalizione di forze democratiche per fermare ed essere alternativi alla deriva populista e nazionalista guidate dalle forze di governo che stanno portando il paese al baratro economico e sociale. Sono condizioni essenziali per mettere in moto un processo di coinvolgimento, il più ampio possibile, del popolo italiano per imprimere una svolta nel governo del paese.
Non si può pensare che il nuovo partito e il suo ruolo nella società, voluto da Zingaretti, possa realizzarsi senza che non ci sia una intensa iniziativa politica su tutto il territorio, entrando nel merito delle priorità necessarie a dare risposte alla crisi e alle aspettative dei cittadini.

Contenuti e azione politica sono strettamente legati, che comportano una capacità nuova a costruire un rapporto stretto e coinvolgente tra il PD, la sua proposta e i cittadini. Senza questo consolidamento non sarà possibile competere con le destre nazionaliste e batterle.

La risposta alla crisi ha bisogno di un supporto di un movimento di popolo, la manifestazione di Verona ne è un esempio, e significativamente, per quello che ci riguarda, quella per la certosa di Trisulti, che metta insieme gli obiettivi delle forze democratiche e progressiste, costituendo un elemento solido di consenso volto a dare una nuova prospettiva all'intero paese.
L'approccio a questo nuovo percorso inizia, dopo la fase congressuale, con una mobilitazione nazionale, (5,6 e 7 aprile) del PD a essere nelle piazze per "amore dell'Italia", per essere più vicine alle persone, per "un'altra Europa". Sono momenti significativi di come sia ritenuto essenziale, se non vitale per un partito, il suo essere non di rappresentanza, ma partecipe del sentire del popolo italiano.
Un modulo che si trasferisce nella più consistente competizione elettorale vuoi europea vuoi amministrativa.

La realtà più interessante, a noi vicina, è quella di Cassino chiamata al rinnovo anticipato del voto amministrativo, che finisce per essere un laboratorio del nuovo corso politico in una dimensione europea.
Il governo della città e delle forze che avranno questo compito, dovranno tenere conto che Cassino è dentro un sistema meridionalistico con un ruolo di collegamento con l'area mediterranea e quindi partecipe di un posizionamento dell'Italia nel contesto europeo, con una qualificazione della proposta politica rivolta a questo territorio con una preferenza alle infrastrutture e al potenziamento dei settori produttivi vitali.
Su questa piattaforma, il PD di Cassino deve costruire una strategia di lungo periodo dai contenuti concreti che devono costituire l'agenda politica del programma amministrativo del centrosinistra.

Non si tratta solo di risanare un comune dai disastri del centrodestra. In realtà occorre operare un cambiamento dalle dimensioni storiche che richiede il pieno coinvolgimento di tutta la società, che si sente partecipe di un nuovo disegno della costruzione della propria città.
Suscitare un movimento, mettere in campo nuove forze. Appunto, quanto è avvenuto a Cassino, su la direttrice di Zingaretti, quando si è giunti alla formazione di una coalizione ampia e aperta.
La scelta del candidato a sindaco avviene dentro questo alveo politico che consente di promuovere per la prima vota in questa città, e unica rispetto ad altre della provincia, le primarie, cui partecipano tre candidati.
Una misura di come sia possibile valorizzare la democrazia con la partecipazione dei cittadini, di un PD che è in "piazza" e di una coalizione che ritrova una sua bussola di orientamento politico, coagulando forze progressiste, socialiste e democratiche. Ma c'è di più.

Il contesto dello svolgimento delle primarie è contrassegnato da una crisi del sistema politico e di quello economico, con su lo sfondo la sfiducia dei cittadini nei partiti e nella politica dopo la deludente prova del centrodestra.
Le primarie consentono di riprendere la fiducia dei cittadini, chiamati alla scelta per il loro sindaco, rappresentando per questa città un rilevante avvenimento politico.
Il risultato che si otterrà sarà di incoraggiamento ad affrontare le elezioni europee e dobbiamo considerare che queste primarie di Cassino e la successiva campagna elettorale, come quella in altri numerosi comuni della provincia e dell'Italia, costituiranno un contenitore di una nuova politica inserito in quello di più vasto respiro politico come lo è per una Europa più giusta, verde, democratica e del lavoro.

Frosinone 2 aprile 2019

 

 

 

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Ceccano. L’incontro tra le forze del centrosinistra

ceccano palazzo antonelli 350 253«A Ceccano sono molti gli esponenti delle forze del centrosinistra che hanno deciso di costruire insieme un nuovo programma amministrativo, con la partecipazione del più ampio numero di forze politiche, sociali e del mondo dell'associazionismo. In particolare, il 13 marzo 2019, si è tenuta una riunione del centrosinistra, che ha visto la partecipazione di esponenti locali del PD di Ceccano, dei Socialisti della sezione Pertini, delle liste civiche "Insieme per Ceccano" e “Progresso e libertà", oltre ad altre personalità rappresentanti varie sensibilità del centrosinistra ceccanese.

In vista delle amministrative del 2020, in campo ci sono già cinque liste ed è solo l’inizio di un lungo percorso. Non abbiamo pretese di autosufficienza e siamo aperti al dialogo con tutti i movimenti civici che hanno come riferimento il "bene comune" della Città di Ceccano.

L’incontro tra le forze del centrosinistra è stato proficuo e si è svolto in un clima di unità. Tutti siamo chiamati a contribuire a costruire una Città vivibile, inclusiva e solidale. La nuove sfide che si presentano possono essere affrontate solo con una programmazione volta a realizzare nuovi progetti validi e lungimiranti al fine di ottenere i finanziamenti che spettano ai Comuni.

L’unità e la consapevolezza del valore che ognuno ha per rilanciare il nostro territorio saranno le chiavi per tornare a ben amministrare la Città di Ceccano.»

 

 

 

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Le grandi sfide della politica nostrana

centrodestra berlusconi salvinidi Elia Fiorillo - In fatto di “sfide” l’Italia non è seconda a nessun altro paese. Le competizioni però sono quasi tutte interne alla politica. Tra partiti e partiti, tra componenti e componenti, tra leader, o presunti tali, e leader. Insomma, una guerra guerreggiata permanente che specialmente in questo periodo post elezioni amministrative, ed ante politiche, si fa sentire in tutta la sua belligeranza.

Matteo Salvini già da tempo ha deciso di defenestrare l’ex Cav. e, specialmente dopo le ultime amministrative, non ci sono santi che tengano per una mediazione finalizzata al governo, da destra, dell’Italia. Don Silvio, a sua volta, non ha nessuna intenzione di sottostare alla volontà di primo della classe del padano italianizzato, a fin di voti per la sua causa. Berlusconi rimpiange il Senatùr Bossi e le loro epiche litigate. Ma i due si confrontavano risiedendo stabilmente a Palazzo Chigi da inquilini.

Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, sotto sotto spera di poter essere la carta mediatrice tra i due contendenti come candidata alla presidenza del Consiglio. È vero che un’esperienza di questo tipo l’ha già fatta a Roma, quando si candidò come sindaco sostenuta dalla Lega. Forza Italia allora però non cambiò orientamento puntando fino all’ultimo su Alfio Marchini. Risultato finale: vittoria dei 5Stelle e buco nell’acqua della destra zoppa. Le lezioni dovrebbero servire per non commettere gli stessi errori del passato. Eppoi, secondo il probabile ragionamento della sorella-fratello d’Italia Giorgia, Silvio da Arcore non può più sperare nel vecchio amico del Patto del Nazareno.

Lui, il Matteo gigliato, per il momento deve fare di tutto e di più per prendere le distanze da Forza Italia, vista la sfida che Pisapia e Bersani, per non parlare del compagno-nemico D’Alema, gli hanno mosso. Giuliano Pisapia, nel suo intervento da Piazza SS Apostoli a Roma, cita don Lorenzo Milani per ribadire al segretario del Pd che "laRenzi Pisapia politica è trovare insieme una soluzione. Uscire dai problemi da soli è avarizia, assieme è politica. Da soli non si va da nessuna parte". Insomma, se il Pd renziano non vuol andare a sbattere non ha altra strada che sposare “la nuova casa comune del centrosinistra” che fa capo appunto all’ex sindaco di Milano e ad altri “compagni” ex Pd. Rincara la dose Pier Luigi Bersani: "Da questa piazza vogliamo rivolgerci a tutto quel popolo di centrosinistra che se ne sta testardamente a casa, disilluso, sfiduciato, spaesato, che sente in tv anche Renzi, ma gli passa come acqua sul marmo. Vogliamo reagire o no? E possiamo accettare che la destra prenda in mano il Paese?”.

Sull’”Insieme” di Pisapia e Bersani la posizione di Renzi è arcinota: “Fuori del Pd non c'è la vittoria della sinistra di lotta e di governo, c'è la sconfitta e chi immagina di fare il centrosinistra senza il Pd vince il premio Nobel della fantasia ma non raggiunge alcun risultato concreto". E siamo “punto e accapo”.

Come nel centro-destra anche a sinistra c’è chi spera di poter mediare tra i due blocchi contrapposti. Tra Renzi e il Campo progressista un’ipotesi mediatoria avanza. Potrebbe essere l’ex presidente del Consiglio ed ex presidente della Commissione Europea Romano Prodi a mettere pace – si fa per dire - tra il segretario del Pd ed il resto della sinistra. E non è un caso che Prodi fino a qualche tempo fa insisteva nel sostenere che la sua posizione con il Pd era di una “tenda vicino al partito”. Per poi aggiungere, successivamente, che “la tenda si può mettere nello zaino e rimettersi in cammino”. Per andare dove il prof. non lo dice, ma lo si può immaginare, probabilmente verso il Campo progressista. Altro schiaffo sul muso all’ex sindaco di Firenze.

Un po’ di rancori Prodi non li ha ancora smaltiti verso i 101 franchi-traditori del suo partito che non lo votarono a presidente della Repubblica come successore di Giorgio Napolitano. Una sua candidatura, proposta dal Pd, potrebbe cancellare quel brutto ricordo e servirebbe a Renzi per far avvicinare, provarci per lo meno, Pisapia and company su di una designazione democrat alla presidenza del Consiglio. E, soprattutto, provare seriamente a bloccare l’avanzata di Grillo e del centro-destra, nel caso dovessero trovare un accordo sul possibile inquilino di Palazzo Chigi.

Come andrà a finire? Al di là delle ipotesi tutto lascia prevedere che ognuno rimarrà sulle sue posizioni “divisorie”, con grande soddisfazione di Grillo, Di Maio e compagni che sentitamente ringrazieranno.

 
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"Si è concluso il ciclo politico del centrosinistra e del gruppo dirigente del PD"

  • Pubblicato in Partiti

partito democratico bandiera350 250di Giuseppe Sarracino* - Con la vittoria del centrodestra, in importanti comuni e da ultimo con la riconferma a Sindaco del Comune di Frosinone di Nicola Ottaviano, si è concluso il ciclo politico del centrosinistra e in modo particolare del gruppo dirigente del partito democratico, che per anni ha guidato il governo di numerosi comuni della Ciociaria.
Le continue sconfitte, non sono da ricercarsi solo nelle forti e non giustificabili divisioni del gruppo dirigente, ma nell’incapacità di non essere stato in grado di esprimere una cultura di governo del territorio.
Da alcuni anni il PD, esprime il governo regionale del Lazio, l’Amministrazione Provinciale, importanti enti come ASI, SAF, inoltre autorevoli rappresentanti locali sono presenti in Parlamento, tutto questo non si è tradotto in proposte e progetti per il territorio.
Si è preferito la gestione, spesso personale, per irrobustire la propria componente di appartenenza, o peggio congreghe familistiche e amicali. Le stesse primarie hanno evidenziato, che l’unico obiettivo del gruppo dirigente, era quello di dimostrare la fedeltà al capo, per poi continuare a dividersi, su future candidature o assegnazioni di ruoli nei livelli del sottogoverno.

 

Tutto questo è stato chiaramente percepito dai cittadini, i quali hanno in massa abbandonato il PD e il centrosinistra. La logica renziana di un partito elettorale è stata sconfitta dagli stessi elettori. I risultati ottenuti a Frosinone hanno visto il partito democratico perdere in modo grave, oggi esso rappresenta appena il 9.30%, vale a dire solo 2.414 cittadini elettori si ritrovano nella politica espressa dal PD, si tratta del risultato più basso ottenuto dal 2012.
Al contrario le forze del centrodestra, soprattutto nella città di Frosinone, sono state in grado di esprimere una capacità amministrativa e di “governo” che ha trovato la sua punta di diamante nell’amministrazione Ottaviani. Un sindaco uscente che ha presentato alla città un consuntivo di opere e di proposte convincenti e credibili, che i cittadini hanno per la seconda volta hanno premiato con oltre il 56% dei voti. Troppo timidi sono stati i tentativi di opposizione del gruppo consigliare PD, lacerato dagli episodi della campagna elettorale del 2012 e mai seriamente affrontati, troppo debole è stata l’azione politica del partito.
Il problema non è aborrire l’avversario, con stupide e superficiali analisi, ma piuttosto essere in grado di produrre una vera cultura di governo, capace di dare una speranza di cambiamento al territorio e ai cittadini. Tutto questo richiede l’avvio di un nuovo processo di rinnovamento dell’attuale classe dirigente provinciale del Partito Democratico, attraverso un vero congresso. Non ci sarà nessun nuovo inizio se non si parte da qui, da un sovvertimento radicale di uomini, di metodi, di mentalità. Dopo gli amici, è arrivato il tempo di parlare ai cittadini.
In questo quadro, occorre che tutto il PD faccia la sua parte, lavorando ad una piattaforma politica e programmatica innovativa, è una battaglia dura e difficile, ma non impossibile, esistono forze ed energie, giovani e donne, alle quali occorre rivolgersi per sollecitare un loro contributo di idee e di partecipazione per costruire un centrosinistra unitario ed una sinistra utile, sia nel nostro territorio che a livello nazionale.

 

In questi mesi assistiamo alla nascita, a sinistra del PD, di una miriade di soggetti politici di insufficiente valore elettorale, ognuno dei quali cerca di indicare la strada maestra da percorrere per costruire una nuova sinistra in Italia. Come giustamente ha scritto Peppino Caldarola “Nessuno di questi soggetti che pur si proclamano in prima linea contro l’ingiustizia ha una sola, dico una sola, proposta per dire agli italiani: «Vedete, da qui parte il cambiamento».” È il dramma della sinistra nel nostro paese.”
Non si costruisce nessuna proposta politica scegliendo come unico avversario il PD, che tra le tante contraddizioni, raccoglie milioni di voti tra gli italiani, fatti di pensionati, lavoratori, giovani, donne, professionisti. Allo stesso tempo occorre sapere che non si va da nessuna parte se il PD, oggi a forte vocazione renziana, non ammetta i propri errori e dica chiaramente quale è la sua vocazione strategica per cambiare il paese.

*Componente Direttivo Circolo PD Frosinone

 
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Nasce a Ceccano il coordinamento del centrosinistra

ceccano monumento 350 260dal Coordinamento di Centro Sinistra Ceccanese - E' in via di attivazione un account mail dedicato e la lista di riferimenti del Coordinamento che saranno tempestivamente distribuiti. Cordiali saluti.

La costituzione del Coordinamento di Centro Sinistra Ceccanese è il primo passo sulla strada di riunificazione delle realtà politiche cittadine che da sempre si richiamano ad esso, per una rinnovata centralità della politica nell'amministrazione della cosa pubblica, fuori da ogni ottica di personalismo.

Un laboratorio delle idee che funga da cantiere operativo, aperto a tutti i contributi propositivi e in costante dialogo con la cittadinanza, per la determinazione, e quindi per la concretizzazione, di una programmazione valida e attenta, capace di ascoltare, comprendere e recepire le reali esigenze di rilancio e di valorizzazione del territorio ceccanese.

Sotto l’egida di questi imprescindibili e incondizionati presupposti, nasce quindi quella che è da ritenersi una “start-up” dinamica per il progressivo consolidamento di un Coordinamento unitario, espressione dei Partiti, della società civile, del mondo dell’associazionismo e del volontariato, aperto a tutti coloro che già ne hanno promosso la creazione e, non di meno, a tutti coloro intenderanno sostenerlo e animarlo nel futuro.

Tutti seriamente impegnati nel proposito di conseguire la ricomposizione del Centro Sinistra a Ceccano, per il ridimensionamento degli effetti infausti derivanti dall'inadeguatezza dell’attuale governo del Centro Destra.

Al centro dell’attività del Coordinamento di Centro Sinistra Ceccanese ci sono le esperienze, l’innovazione e le naturali particolari inclinazioni verso ambiti storicamente identitari e che sono primari per la cittadinanza e il territorio.

Il Coordinamento nasce e auspica di ampliarsi per la rivalutazione di una esperienza politica e amministrativa fatta di grandi traguardi del passato ma con uno approccio al futuro moderno, aperto al dialogo e alla collaborazione, teso alla crescita culturale, infrastrutturale e dei servizi della città e delle sue svariate realtà.

Il naturale contrario dell’azione amministrativa e politica attuata dalla Destra populista al governo comunale, isolazionista e decontestualizzata.

Come nella buona prassi del Centro Sinistra, l’attenzione è rivolta sin da subito a temi imprescindibili per il benessere della cittadinanza:

· gestione oculata della spesa pubblica e gestione diretta del patrimonio infrastrutturale della Città di Ceccano;
· investimenti in opere e servizi e contenimento delle tassazioni e della pressione tributaria;
· tutela ambientale;
· welfare e sanità;
· reperimento di entrate economiche extra bilancio per mezzo di finanziamenti pubblici di grado sovra-comunale, finanche europei;
· istruzione e cultura;
· sport;
· re-integrazione e re-interazione con il tessuto politico-amministrativo provinciale e regionale per l’uscita dall'isolamento amministrativo arrecato dall'attuale governo comunale.

Ceccano, 01.03.2017

Il Coordinamento di Centro Sinistra Ceccanese

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"Chi se ne va sbaglia e senza PD non esiste il centrosinistra"

Scissione PD 260hDonato Galeone* - "Chi se ne va sbaglia e senza PD non esiste il centrosinistra". Lo ha detto Pierluigi Bersani, nel novembre 2015, e non solo personalmente m in tanti ancora oggi pensiamo di condividere perché restare nel PD - nella “ditta” diceva Bersani - “ non lo faccio per motivi sentimentali ma perché senza il PD in centro sinistra non esiste, perciò mi chiedo, come fanno altri, a pensare di costruirlo fuori dal PD ?” Concludeva: “la mia idea dell'Italia sta tutta qui”.

Bersani non concludeva solo così, ma aggiungeva il “come” doveva essere il “suo” PD : “ulivista di centrosinistra, civico, diverso del Partito pigliatutto, che sembra avere in mente il Segretario” e affermava che “dare un profilo al Partito è importantissimo perché più sei senza “IDENTITA” e più il consenso è contendibile”.

Non solo personalmente ma in tanti ci siamo soffermati, con amici e compagni di battaglie sindacali, sulla importanza della “IDENTITA” dei partiti e dei corpi intermedi - associazioni e sindacati - per dare nel terzo millennio una nuova idea praticabile e partecipata di politica democratica. Sappiamo tutti che la cultura moderna è variabile dipendente della nostra società in rapida trasformazione con le nuove tecnologie dominanti, così come lo furono l'umanesimo e il rinascimento, interpretando quei “cambiamenti” della struttura sociale con una nuova immagine dell'uomo adeguata all'esigenza di una vita molto attiva ma tendente, sempre e comunque, verso il cosiddetto “guadagnare”.

Cambiamento più per guadagnare, quindi, con prevalenza preoccupata sul ruolo “significativo del denaro” anziché per il “significato del lavoro” dei giovani e meno giovani quale “messaggio sociale” - ovvero – il diffondersi di una cultura ideale e spesso praticata, poggiante sulla “finzione più che sulla funzione delle realtà vere” per favorire un rafforzamento sociale anziché gestire la trasformazione con un nuovo ruolo globale del denaro nel mercato incontrollato del “capitale finanziario” mondiale ed europeo nei contesti nazionali (David Harvey, La crisi della modernità (1990) Il Saggiatore, Milano 2010 p.130).

Ed era ed è proprio il capitalismo del denaro uno dei fattori che ha influenzato l'ultima metà del novecento e che continua, nel terzo millennio, a influenzare maggiormente la costruzione delle “identità personali” e dei “gruppi forti” delle società democratiche i liquidi rapporti con le diverse e “altre identità nazionali e internazionali”.

Dovrebbe essere chiaro per i democratici di cultura sociale, non solo cristiana, i continui e universali richiami, quasi giornalieri, di Papa Francesco sul “ruolo del denaro !!!”. E la “identità” per i gruppi politici e dei corpi intermedi, democraticamente organizzati, non può non significare “determinante e dignitoso” il riconoscersi in un “terreno comune di orientamento coerente e condiviso” con il pensare, sentire e agire entro cui chiedere per ottenere “credibilità popolare tra cittadini” nelle attività di partito politico e nelle azioni unitarie dei sindacati dei lavoratori, nei diversi loro ruoli e nelle specifiche identità di gruppi politici e corpi sociali democratici.

Ma “identità” significa anche “differenza tra il proprio essere e quello degli altri” compreso il mondo che ci circonda e le appartenenze o aggregazioni sociali e culturali già definite storicamente con le parole di “estraneo” di “diverso” ma che hanno saputo costituire, nel rispetto delle identità individuali, le comunità, i gruppi e corpi sociali associati, le città e le nazioni democratiche.

Con quelle pluralità culturali e sociali storicamente riconosciute da lungimiranze politiche democratiche veniva costituito uno strumento capace - si disse - di “convivere e ben vivere” in un Partito Democratico - il PD - voluto dalle tre principali componenti politiche novecentesche occidentali di parte cristiana, liberale e socialista che, pur confrontatosi e distintisi con le loro identità, rilevavano che le proprie rispettive identità erano state coinvolte - nel terzo millennio - dalla complessa multicultura e dalle plurime appartenenze migranti nel nostro Paese.

Emigrazione forzata ma anche “possibili e immense opportunità” di un flusso crescente di capitale umano e sociale da integrare e connettere nelle comunità territoriali di accoglienza, in un rapporto equilibrato, tra un lento sviluppo delle economie locali e le crescenti offerte di lavoro da soddisfare.

In questi giorni si conoscerà la data della “Conferenza Programmatica” - se sarà decisa - e leggeremo anche le tesi e i contenuti che i candidati alla Segretaria del PD presenteranno agli elettori nelle “cosiddette primarie” tanto i nuovi candidati che il candidato Segretario dimissionario del PD Matteo Renzi.

Se si condivide che è sbagliato lasciare il PD perché non appare possibile correggere eventuali errori o identità perdute non favorisce, di fatto, proposte o possibili correzioni o inversione di linea politica orientandosi verso “nuove aggregazioni identitarie definite nominalmente di sinistra” che non è una bestemmia ma concorre, oggettivamente, a frantumare ulteriormente il già frantumato quadro politico che ha reso e rende più complessa la governabilità del Paese che, ancora, non risponde alle proteste milioni di giovani e meno giovani che, con i loro sindacati, attendono lavoro e di altre migliaia di famiglie cadute nella povertà che chiedono allo Stato il diritto alla inclusione sociale.

E allora se si conviene con Bersani del 2015 che “senza il PD non esisterà il centro sinistra” penso di concludere che con la necessaria rifondata identità che proporranno quanti non lasceranno il PD - sono certo non solo io – che “sarà sempre più debole la politica democratica riformista e progressista del centro sinistra” e le auspicate coalizioni del “ prima o post elezioni” che si formeranno per governare saranno “proporzionali spartizioni di potere per il potere per chi non lo ha avuto e riconquistarlo per chi lo ha perduto” ma non favoriranno cambiamenti economici-sociali richiesti dal terzo millennio nella priorità evidenziate sinteticamente mediante investimenti produttivi immediati “per il lavoro e riduzioni delle povertà” se non inseriti in un contesto innovativo programmato, di coerenza sociale e certo, nella dimensione europea.

( *) ex Segretario Provinciale e Regionale CISL Lazio

Roma 24 febbraio 2017

 
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Primo incontro del Coordinamento di Centrosinistra a Ceccano

ceccano monumento 350 260da Psi Ceccano - Nascente coordinamento di Centrosinistra a Ceccano, primo incontro.

"Un primo passo per un centrosinistra cittadino unito e propositivo che riconduca, finalmente, alla centralità della politica nell'amministrazione della cosa pubblica a Ceccano".
Questo l’obiettivo condiviso scaturito dalla riunione di giovedì sera e che ha visto la partecipazione dei membri di buona parte delle realtà politica e civiche del centrosinistra ceccanese, distintosi negli anni per il buon governo della città, animando la vita politica fabraterna.
Il proposito dei convenuti, riuniti sulla base di una comune iniziativa, mira ad una indispensabile rinnovata programmazione politica che sia convincente e che sia in grado di aprire ad un progressivo e crescente coinvolgimento della totalità delle forze di centrosinistra di Ceccano: siano esse espressione dei partiti, della società civile e del mondo del’associazionismo.
Il programma del nascente coordinamento è teso dunque alla rivalutazione del rapporto con la città e con le sue innumerevoli realtà, allo studio e alla determinazione di politiche amministrative moderne, partecipate con la cittadinanza, credibili e sostenibili per la ripresa dello sviluppo di Ceccano, interrotto bruscamente dalla pessima attività di governo corrente.
Il fallimento dell’amministrazione Caligiore, abbandonato da ben tre consigliere comunali della sua originaria maggioranza a poco più di un anno e mezzo di mandato è un dato inconfutabile.
Occorre quindi una maggiore e più coesa spinta oppositiva, una pressante attività di analisi dei temi di scottante attualità politico-amministrativa che con il governo Caligiore sono stati catapultati nello scenario cittadino.
Senza dubbio, i riferimenti più rilevanti sono: al bando della raccolta differenziata inspiegabilmente non ancora rinnovato; al milionario bando per l’affidamento della gestione della pubblica illuminazione che il gruppo di governo si appresta a perfezionare; alla disastrosa gestione contabile emersa in fase di discussione dei bilanci dell’Ente comunale; oppure ancora alla scarsa attenzione verso temi importantissimi per il tessuto sociale cittadino, come il welfare, la cultura lo sport e la pubblica istruzione.
Ceccano, 17.02.2017

 
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Centrosinistra di Frosinone come Beautiful, telenovela degli accordi

Beautiful 350 260di Fausta L’Insognata Dumano - La signora Teresa, una cara amica che nella televisione trova una gradevolissima compagnia e ha poche indiscutibili certezze fra cui un appuntamento fisso da non perdere: sono 30 anni che segue la soap opera Beautiful. Conosce tutti gli intrecci, è in grado di anticipare i colpi di scena, sa riconoscere i bluff e con la stessa attenzione ora segue la telenovela della politica locale in vista delle elezioni.
Caffè (la fonte della conoscenza ndr). Il fondatore della Forrester creation è Eric, il patriarca della famiglia, ha sposato quasi tutte le donne della soap opera, per esigenze di copione ha 7 figli. Ama da sempre sua moglie, Stephanie, ma sposa Brooke e non disdegna Donna, la sorella di Brooke. Un continuo tira e molla, ma in fondo il suo amore è lei Stephanie. Chiaro?
Caffè. Scende in campo Iacovissi, il PSI. Noi siamo alternativi al PD.
Caffè. Uno schieramento unitario di sinistra alternativa al PD, da Psi a Rifondazione comunista. MMichele Marini Fabrizio Cristofari 400a, ma... ci sono due sindaci, Iacovissi e Pizzutelli, chi fa un passo indietro per avere un solo sindaco?
Caffè. Ridge è conteso tra Brooke e Taylor, il mascellone più conosciuto al mondo.
Caffè. Comincia una tela di Penelope si cuce di giorno su un tavolo, si disfa di notte su un altro tavolo. Secondo le esigenze di copione dei seduti a tavola.
Caffè. Thorne è bello puVicenzoIacovissi 300re lui, ma Ridge ha una marcia in più, è da sempre la seconda scelta per le donne del fratello Ridge,
Caffè. Un po' di serenità con Darle, ma lei misteriosamente scompare con la figlia.
Caffè. Sulla scena appare Michele Marini, l'ex sindaco: “mai con Cristofari”, il sindaco del PD, “mai con i socialisti”. Caffè. Tregua.
Caffè. Pace di facciata
Caffè. Accordo segreto con Ottaviani, il sindaco in carica.
Caffè. Brooke, non c'è uomo che non sappia sedurre, compresi quelli delle sorelle e della figlia, ma in fondo a modo suo ama solo Ridge.
Caffè. Psi e PD d’accordo. Un tandem.
Caffè. Vanno con il monopattino, ognuno per fatti suoi.
Caffè. Davanti ad una mongolfiera si può viaggiare insieme, ma per volare.
Caffè. Una parte da Ciampino, l'altro da Fiumicino.
Caffè. Stephanie si è fatta anziana, meglio morire, ma una sua gigantografia campeggia nel set della soap opera, non ci sono più,Schietroma DeAngelis sembra dire, ma che nessun accordo sia certo più di dieci ore.
Caffè. Pensa, il figlio di Eric si sposa con la figlia della concorrenza Sally Spectra.
Caffè. Ok. Andrea Turriziani, una volta UDC, diventato renziano un flauto gli aveva annunciato la candidatura a sindaco nel PD.
Caffè. Non è più renziano, esce dal PD, farà il sindaco altrove.
Caffè. Non farà il sindaco altrove.
Caffè. Ma, Taylor, la moglie di Ridge, è uguale all'altra moglie morta di leucemia?

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