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L’importanza di chiamarsi Enrico

CRONACHE&COMMENTI

La riunificazione della sinistra è inseparabile dalla sua rifondazione

di Aldo Pirone
ScioperoAmazon 350 minOggi scioperano per la prima volta i lavoratori di Amazon. Quarantamila persone fra driver, magazzinieri e altri addetti. Non sono tanti, ma rappresentano uno spezzone importante della new economy e dei nuovi lavori che essa produce. Contemporaneamente stamane su “La Stampa” di Torino Enrico Letta, intervistato da Stefano Tamburini, tra tante altre cose dice qual è uno degli obiettivi fondamentali del suo Pd: “Vogliamo unire la sinistra e lavorare a un discorso comune con i Cinque stelle”. Qualcuno si chiederà quale nesso possa esserci fra le due cose. C’è, eccome! Vediamo perché.

Per la prima volta, se non erro – non l’aveva fatto nel discorso di investitura - il neoeletto segretario del Pd parla di “unire la sinistra” per un’alleanza più vasta. E qui bisogna intanto distinguere e diradare un po’ di confusione che molte volte si fa. Un conto è la sinistra e un conto è un più vasto fronte progressista. Il campo della sinistra è assai frastagliato non solo a livello politico ma anche a livello dell’ampio associazionismo di sinistra e progressista, laico e cattolico, presente nella società civile. Un fronte progressista largo che vada anche oltre se stesso se necessario, raccogliendo come alleate forze centriste e moderate nella sfida con la destra nazionalista e xenofoba, non può coagularsi senza avere dentro di sé come motore propulsivo un grande partito della sinistra. Plurale ed ecologista quanto si voglia, ma di sinistra. E un partito di sinistra ha nel lavoro, anzi, per non essere equivoci, nei lavoratori e nelle lavoratrici il suo fondamento principale. Su questo tema Enrico Letta e il suo Pd risultano, a dir poco, insufficienti. I dem lo sono fin dalla nascita. L’equivoco strutturale del Pd è che dentro di sé non solo ha orientamenti di sinistra ma anche liberal democratici per nulla secondari. Letta intende rompere questo equivoco? Non basta parlare di giovani e donne, di ecologia e ius soli ecc. Tutte cose sacrosante, per carità, ma sul precariato che proposte concrete fa qui e ora?

I lavoratori di Amazon sono solo un piccolo segmento, ma significativo, dell’attuale mondo dei lavoratori. La rivoluzione tecnologica con la sua permanente progressione ha cambiato e cambia questo mondo. Rispetto all’era fordista della concentrazione operaia in grandi fabbriche tutto è mutato e il treno del lavoro si è di molto allungato. Va dai lavoratori dei vagoni di testa che hanno a che fare con l’intelligenza artificiale a quelli nei vagoni successivi che sono continuamente sottoposti, negli uffici e nelle aziende pubbliche e private, agli effetti della rivoluzione tecnologica e robotica. Insieme ad essi vi sono poi nuovi mestieri e professioni che nascono dal rivolgimento tecnologico che attraversa tutta la filiera dei lavori della new economy: Amazon per esempio. Poi vengono quelli che rimangono confinati nei lavori a bassa qualifica fino ai raccoglitori stagionali nelle campagne. Accanto a tutti costoro i lavoratori e le lavoratrici precari, sia ad alta che bassa qualifica, un vero e proprio nuovo proletariato senza certezze per il domani e con scarsi diritti, sottoposto quotidianamente a ogni ricatto e a ogni sopruso padronale. Stanno tutti nei vagoni di coda. Che cosa direbbe a tutti costoro un partito nuovo della e di sinistra? Come intenderebbe organizzarli nel paese? Come assumerebbe i loro problemi e quali proposte concrete avanzerebbe per risolverli? Per esempio: vanno bene le 48 forme di rapporto di lavoro subordinato o parasubordinato? Vogliamo dargli una sforbiciatina?

La riunificazione della sinistra è inseparabile dalla sua rifondazione e quest’ultima non è separabile da una nuova forma organizzativa che includa organicamente nel soggetto politico la rappresentanza dei lavoratori e delle lavoratrici insieme a tutte le altre forze dell’associazionismo di sinistra. Quando si parla di sinistra plurale di solito, ci si riferisce a orientamenti e sensibilità politiche diverse, mai al pluralismo sociale di lavoratori e lavoratrici dipendenti che essa dovrebbe organicamente rappresentare riunificandoli a livello politico. Certo nella società attuale i lavoratori dipendenti non sono l’alfa e l’omega di un moderno partito di sinistra. Per la verità, nei fatti non lo erano manco nel Pci. Ma da qui a non essere nulla o quasi, ce ne corre. Perché questo è successo – esplicitamente con Renzi - quando al posto di Di Vittorio e di Buozzi si sono messi Marchionne e Agnelli.

Letta confida di aver particolarmente gradito un augurio. “Un compagno di una vecchia sezione del Pci mi ha detto: ‘Ricordati che ti chiami Enrico’ “. Ma per ricordarlo bene oggi Letta dovrebbe andare a un presidio dei lavoratori di Amazon a dare la sua solidarietà.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

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