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Un "Appello" che chiede pronunciamenti e proposte concrete

 PNRR e Territori

 Condividere e sostenere proposte progettuali territoriali per la salute, l'ambiente e una diffusa occupazione lavorativa a norma di Costituzione

di Alteri Galeone Notarcola Pellecchia*
PNRR 370 minDa fine anno 2020 ai primi mesi del 2021 il nostro “appello alle forze politiche, sociali e sindacali del lavoro provinciale” ha raccolto adesioni sia per l'attesa della iniziativa e sia - essenzialmente - per l'importanza attribuita al coinvolgimento popolare nelle proposte conclusive del Governo, definite dal Parlamento, sulla pianificazione e la crescita economica pluriennale, programmata e inoltrata a Bruxelles con la denominazione di “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza Next Generation Italia”.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi, il 26 aprile, presentando in Parlamento il Piano Nazionale 2021-2026 ha sottolineato che “l'Italia intende utilizzare sia i 122,6 miliardi di euro garantiti dalla Unione Europea, sia i 68,9 miliardi di risorse concessi a fondo perduto. A tali risorse si sommano altri 30,6 miliardi di euro, complementari, ed entro il 2032 saranno aggiunti 26 miliardi da destinare a specifiche opere nei trasporti di Alta Velocità (Salerno - Reggio Calabria e Milano - Venezia).

Con la quantificazione finanziaria decennale delle risorse - 248 miliardi di euro - da investire in progettazioni di misure e azioni mirate ad una profonda e lungimirante crescita economica territoriale di benessere sociale, con il lavoro, noi pensiamo che la rappresentanza politica, sociale e sindacale del lavoro provinciale deve e dovrà continuare a rafforzare l'impegno di confrontarsi su come – in tempi certi e determinati – vogliamo trasformare e valorizzare, nelle forme e nelle sedi istituzionali dovute, le “SEI MISSIONI DEL PIANO DI RIPRESA E RESILIENZA”, da compiere nei prossimi mesi e anni e da articolare tanto nella parte dimensionale nazionale quanto regionale e provinciale.

Noi tutti teniamo presente l'appello di fine anno 2020 del nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel sottolineare che “il piano europeo per la ripresa e la sua declinazione nazionale deve essere concreto ed efficace, rigoroso e senza disperdere risorse”; e il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha voluto richiamare in Parlamento il “ruolo che dovranno svolgere le Regioni e gli Enti Locali” in quanto responsabili della realizzazione di programmi in azioni e misure con interventi su quasi 90 miliardi di investimenti, pari a circa il 40% del totale – in particolare - riferiti ed obbligati verso la “transizione ecologica, alla inclusione e coesione sociale e la salute”.

Queste disponibilità di risorse trasferite nelle dimensioni territoriali non potranno non rafforzare anche l'impegno della “ricostruzione laziale e ciociara” con il lavoro e verso una nuova fase sociale dell'economia, tra settori produttivi e territori, da sviluppare nella pratica della democrazia politica ed economica, alimentando l'agire democratico, con la partecipazione sia personale che associata, tanto nella condivisione delle proposte che nella pubblica informazione continua di esse.

Per dare impulso allo sviluppo del territorio, con la partecipazione dei cittadini e per consolidare i diritti costituzionali delle persone sia nelle misure che nelle azioni programmate, non debbono prevalere gli interessi profittevoli del capitale finanziario e delle lobby, ma l'elevazione sociale con l'efficienza delle opere da realizzare, tanto per la cura della salute quanto nella organizzazione sanitaria pubblica territoriale, superando la precarietà del lavoro e il disagio dei poveri e degli emarginati.

Perché osserviamo - ancora di più oggi - che tutti siamo chiamati a fronteggiare e superare gradualmente il dopo Covid e siamo obbligati a rinnovarci e convincerci dei cambiamenti nel contesto delle trasformazioni annunciate e in movimento, sia con i vaccini sia con gli orientamenti programmatici- dalla dimensione europea e nazionale a quella regionale provinciale e locale - confrontando e condividendo tra cittadini e lavoratori - persone e soggetti sociali preferibilmente associati - tutte quelle azioni e misure potenziali di crescita e lavoro da promuovere e realizzare nei territori.

Rileviamo, in positivo, che si tende a superare le cosiddette “mano invisibili” liberiste e neo liberiste - antiche e recenti - nel considerare e condividere che le risorse europee e nazionali a sostegno delle azioni e misure dichiarate nel PNRR 2021-2026 confermano, anche, una “condivisa sfida nel campo dell'impresa e del lavoro” nell'osservare che nelle ultime settimane di aprile 2021 le Associazioni dei Datori di Lavoro e le Associazioni del Lavoratori rappresentati dalla CGIL,CISL e UIL hanno voluto condividere e definire un “documento programmatico in cinque azioni settoriali e territoriali” mirate a superare, nella sede istituzionale Regione Lazio, la critica fase economica e del lavoro laziale.

Il nostro appello alle forze politiche sociali, e sindacali del lavoro provinciale - in previsione dell'approvazione parlamentare della “pianificazione nazionale di ripresa e resilienza”, connesso al “recovery plan e next generation” dell'Unione Europea - ha raccolto adesioni di persone e associazioni culturali di promozione sociale tra cittadini non solo del frusinate.

Numerose persone, con i loro interventi, hanno espresso e sollecitato - noi promotori della iniziativa “APPELLO” dei mesi scorsi - di volere estendere il “confronto con il mondo delle imprese e dei lavoratori” utilizzando sia le dirette a distanza che ogni altro mezzo di informazione, partendo dai rappresentanti provinciali e regionali della CGIL-CISL-UIL e, con loro, condividere e sostenere le proposte progettuali territoriali sia di risanamento ambientale che di bonifica integrale delle aree da attrezzare ecologicamente e digitalizzare verso la ripresa dei settori produttivi e del lavoro salvaguardando la salute.

 

 *Ivano Alteri, Donato Galeone, Francesco Notarcola, Fausto Pellecchia

 

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L'ANPI chiede le dimissioni di Ferrara

Associazioni antifasciste 

Il Comune di Frosinone sensibilizzi i cittadini per la vaccinazione, piuttosto

anpi BANDIERA 350 260 minL'ANPI Frosinone trova inaccettabile quanto successo: a poche ore di distanza sono avvenuti due fatti gravissimi, riguardano entrambi la Giunta del Sindaco Ottaviani.
L'Anpi chiede all'assessore Tagliaferri di gestire in modo adeguato un servizio fondamentale come le mense scolastiche e di garantire il diritto al pasto ad ogni bambino.

Inoltre chiediamo le dimissioni del consigliere comunale Marco Ferrara che contribuisce ad alimentare le fake news dei No Vax: è inaccettabile che un consigliere comunale metta in circolazione notizie totalmente false ed inventate poi celate come sue impressioni, il tutto detto "per giustificare" una foto (qui pubblicata)ilvaccinorendeliberi 350ok min che paragona la campagna vaccinale ad un campo di sterminio della Shoah. Per il bene di molti, un tale soggetto dovrebbe rimettersi a vita privata senza intromissioni in quello che dovrebbe essere l'onore della gestione e dell'amministrazione pubblica.

Chiediamo al Sindaco Nicola Ottaviani di porre immediatamente rimedio ai danni procurati alla società dalle suddette azioni dai suoi adepti.

Consigliamo al Comune di Frosinone di elaborare una campagna di sensibilizzazione per la vaccinazione affinché si torni finalmente alla normalità quotidiana pre-covid.

Simone Campioni
ANPI sezione Frosinone
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Il ds Milo non ci sta: “Il Ceccano chiede il rispetto dei regolamenti”

Le strane, immotivate decisioni della Lega Nazionale Dilettanti

Milo Sergio 350 mindi Tommaso Cappella - Sono arrivate venerdì le proposte del Consiglio Direttivo della Lega Nazionale Dilettanti riguardanti promozioni e retrocessioni in serie D che verranno ratificate dal Consiglio Federale il 6 giugno. Salgono in serie C le prime dei nove gironi e retrocedono le ultime quattro. “Per quanto concerne l’attività regionale - come si si legge nella mota ufficiale – il Consiglio Direttivo ha invece affidato al presidente Cosimo Sibilia e agli altri consiglieri federali in quota LND, il mandato di richiedere una delega in favore della stessa Lega Nazionale Dilettanti, affinché, sulla base delle realtà territoriali, si possano adottare i criteri relativi alla conclusione dei campionati”.

Qualora dovessero essere confermati i criteri adottati per la serie D anche a livello regionale, il Ceccano calcio 1920, inserito nel girone D del campionato di Promozione, al momento dell’interruzione del torneo il 2 marzo scorso, era posizionato al quart’ultimo posto con 26 punti, uno in meno del Real Cassino. Pertanto, a meno di decisioni diverse e più coerenti da parte del Comitato Regionale Lazio, dovrebbe scendere, dopo un solo anno, in Prima categoria al pari di Lodigiani, Torre Angela e Alatri. In casa rossoblù ci si augura quindi che nel Lazio vengano adottate decisioni come da regolamenti. “In quest’ultimo periodo erano rimbalzate varie ipotesi – dichiara il direttore generale Sergio Milo, fiduciario del presidente Thomas Iannotta – Forse la più logica era sembrata quella di azzerare il tutto e ripartire con gli organici di questa stagione che si sarebbe dovuta concludere il 3 maggio scorso. In alternativa c’era l’ipotesi che prevedeva la promozione nella categoria superiore delle prime in classifica e la retrocessione di una, al massimo due squadre. Speriamo venga confermata quest’ultima ipotesi, come da regolamento. Altrimenti sarebbe un vera e propria beffa perché al Ceccano, con una decisione che riguarderebbe quattro retrocessioni, non verrebbe data la possibilità di raggiungere la salvezza sul campo come ha dimostrato in più di una occasione di meritare e nemmeno di disputare gli eventuali playout, come anche alle seconde e terze di giocare i playoff. Chiediamo quindi solo di essere tutelati dal Comitato Regionale Lazio, in particolare dal presidente Zarelli nel rispetto delle regole, dal momento che siamo anche sicuri che saremo ai nastri di partenza del prossimo campionato di Promozione perché inoltreremo domanda di iscrizione e siamo convinti che verrà accolta. Anche per questo siamo fiduciosi e meritevoli di disputare il secondo torneo regionale”.

E su questo aspetto in casa rossoblù si è talmente convinti che già si sta lavorando in vista della prossima stagione. La dirigenza rossoblù si sta adoperando sia sul versante societario che per quel che concerne le strutture e l’organico che si presenterà ai nastri di partenza dei prossimi tornei, anche a livello giovanile? “Ci si sta muovendo per coinvolgere più persone possibili nella gestione societaria. In questi giorni ho avuto contatti con un noto professionista locale il quale sembra disponibile ad affiancare il presidente Iannotta alla presidenza. Nelle prossime ore avremo un incontro al quale sarà presente anche l’attuale vice presidente Giuseppe Bucciarelli e, subito dopo, daremo l’annuncio ufficiale. Sono previsti anche altri incarichi societari, tra cui uno molto prestigioso, che comunicheremo di volta in volta”.

Ci si sta muovendo anche sul versante organico prima squadra? “Con il tecnico Mirco Carlini si è fatta l’analisi su quanto accaduto fino all’interruzione del campionato dello scorso 2 marzo. Sicuramente, in vista della prossima stagione, qualche elemento ci dovrà lasciare, ma verrà rimpiazzato adeguatamente proprio per puntare ad un campionato importante e meno problematico di quello che si stava disputando, anche per una buona dose di sfortuna e qualche discutibile decisione arbitrale, come accaduto proprio nell’ultima gara disputata a Tecchiena. Però su questo argomento avremo modo e tempo per tornare a parlarne, anche se siamo a buon punto circa l’ingaggio di qualche nuovo giocatore”.

E per quel che concerne il settore giovanile? “Posso annunciare, sin da adesso, che il Ceccano calcio 1920 avrà un proprio settore giovanile, dall’attività di base alla Juniores. Per questo mi auguro che tutte le attuali realtà locali confluiscano nel nostro progetto per poterci presentare ai nastri di partenza dei vari campionati, sia regionali che provinciali, come Ceccano calcio 1920. Bisognerà lavorare in questa direzione proprio per dare ai ragazzi un unico punto di riferimento in grado di farli crescere sia a livello educativo che calcistico”.

Infine, viste le difficoltà logistiche da parte del Comune di Ceccano, anche per il Coronavirus, siete intervenuti come società nella manutenzione del “Dante Popolla”, ridotto un mese fa in condizioni pietose? “Ci siamo presi l’onere e l’impegno verso il Comune di provvedere alla bonifica e al taglio dell’erba del 'Popolla' – conclude Sergio Milo - perché, dal 1° marzo, era talmente alta che si rischiava di comprometterne l’utilizzo. E allora abbiamo comunicato agli uffici comunali competenti che avremmo provveduto a nostre spese alla manutenzione dell’impianto. Ora la situazione, (come si può vedere dalla foto n.d.c.) è migliorata e quindi, in vista della prossima stagione, non dovrebbero esserci problemi circa un suo utilizzo per l’attività agonistica”.

*Tommaso Cappella-Ufficio stampa Ceccano calcio 1920

 

 

 

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Art.UNO chiede riapertura ospedale di Ceccano

Riaprire l'ospedale di Ceccano

Articolo 1 Movimento Democratico e Progressista 350 260Articolo 1 di Ceccano ha inviato al Ministero della Salute una richiesta, condivisa dal Coordinatore Provinciale Gaetano Ambrosiano e dal Coordinatore Regionale Riccardo Agostini, per l’utilizzazione della struttura ospedaliera Santa Maria della Pietà di Ceccano nell’emergenza COVID1 9 e nella cura delle patologie da inquinamento ambientale.

La situazione di emergenza dovuta al Covid 19 si è venuta a sovrapporre nel territorio di Ceccano all’emergenza ambientale di quest'area economica, sociale e culturale dalle storiche tradizioni di sinistra, duramente contrastate dalla destra e dalle politiche liberiste.

La struttura ospedaliera dell’ospedale Santa Maria della Pietà, presente in tutta la sua efficienza e potenzialità nonostante il taglio repentino e conclusivo di cui fu oggetto della giunta regionale Polverini, può essere oggi di concreto aiuto nell'emergenza Covid 19, con i suoi locali e la possibilità di utilizzazione dell'ossigeno e di quant'altro occorra, compresi macchinari per la diagnostica di alto livello ancora chiusi.

Articolo1, Circolo di Ceccano, pone all’attenzione dell’iniziativa politica la necessità della valutazione da parte delle autorità competenti, politiche e amministrative, della possibilità di utilizzare, anche parzialmente, la struttura ospedaliera Santa Maria della Pietà di Ceccano, in vista del suo successivo impiego per la cura delle patologie da inquinamento ambientale che colpisce gli abitanti della Valle del Sacco, di cui Ceccano è l’epicentro. Il gravoso impegno della Regione Lazio per la bonifica dei siti inquinati non può essere disgiunto da altrettanto urgente intervento operativo e di programma non più rinviabile, a tutela della salute, infatti l’attuale pandemia di Covid 19 viene ad incidere su di una popolazione già esposta da anni a patologie oncologiche, respiratorie, immunitarie e sull’intera integrità fisica, che tutte sono fattori di ulteriore rischio in presenza dell’attuale epidemia.

Riguardo all’utilizzazione della struttura ospedaliera Santa Maria della Pietà, si è aperto nel territorio un dibattito, anche sulla stampa locale, che hanno visto la presentazione di richieste per l’impegno dell’Ospedale nell’attuale fase critica. La Dott.ssa Piroli, candidato a Sindaco per le prossime elezioni comunali, candidatura sostenuta anche da Articolo1 Ceccano. Ha richiesto l’apertura di un reparto per l'emergenza Covid 19. L’ex sindaco PD Maurizio Cerroni avanza la possibilità di un impiego per decongestionare le strutture sanitarie stressate dall’emergenza in atto.

La proposta di Art.1 ha l’obiettivo di collegare la spesa e l'impegno pubblico nell’emergenza Covid 19 ad una efficace azione di prevenzione e di cura delle popolazioni della zona, inquinate nel modo pesante e ben conosciuto a tutti i livelli dell’organizzazione sanitaria italiana.

L’efficienza della struttura è un fatto notorio. Copre un bacino di utenza di oltre 50.000 abitanti su 9 comuni. E’ facilmente raggiungibile con la ferrovia, la stazione è a circa 400 metri e la fermata delle linee Cotral è sita davanti al cancello dell’Ospedale.

Oriano Pizzuti - Presidente del Circolo Articolo 1 di Ceccano

 

 

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

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Anagni. "Urban-waste": minoranza chiede spiegazioni al Sindaco

Anagni Palazzo della Ragione 350 260di Antonella Necci - Con una nota congiunta la minoranza consiliare della Città dei Papi, invita, nuovamente, il sindaco Natalia Daniele ad una assise aperta alla cittadinanza per spiegare e chiarire il suo coinvolgimento personale nell'inchiesta che lo vede indagato a piede libero. Unico politico coinvolto, insieme al sindaco di Sgurgola, Antonio Corsi, nel caso di corruzione e appalti truccati nella pubblica amministrazione di diversi comuni ciociari e denominato Urban Waste.

C'è da sottolineare come stavolta la minoranza si sia fermamente trovata d'accordo nel condannare la mancanza di etica politica e di senso di morale che caratterizza questa maggioranza e questo sindaco di Anagni. Un plauso, quindi ai consiglieri di fede politica fondamentalmente diversa, che in questo frangente, sono riusciti a trovarsi in totale sintonia nell"affermazione di onestà, rigore, voglia di veder migliorare davvero la propria città e forte desiderio di evitare di ricadere nelle pastoie di corruzione di cui l'amministrazione anagnina è stata da decenni caratterizzata. Immobilismo, favori personali, parentopoli, voti di scambio. La politica di una Italietta di provincia senza via d'uscita.

Ci dispiace vedere come tra i consiglieri di minoranza non si possa annoverare il dott. Necci Antonio, il quale si dissocia da qualsiasi richiesta di chiarimenti, implicitamente accettando lo stato di fatto. Mi chiedo quale sia la sua reale funzione e quali siano i suoi interessi. Durante l'amministrazione Bassetta entrò a far parte della maggioranza pochi mesi prima della sfiducia al sindaco e nel discorso di insediamento prese subito le dovute distanze dall'amministrazione di cui doveva far parte.

Ciononostante è stato di nuovo eletto e ora che si trova in minoranza, non solo non ha dialogo con gli altri quattro membri consiliari, ma ci tiene ad avere un suo posto staccato durante i consigli comunali. Sarebbe interessante capire non già quali siano i pensieri che si agitano nella testa di un simile individuo, ma cosa è passato nella testa di quelli che hanno deciso di votarlo. Perché sono loro il caso clinico da studiare con attenzione.
Ritornando, invece, al comunicato stampa della minoranza, che qui di seguito alleghiamo, non sfugge come la richiesta di chiarimenti non sia solo puntata sul caso Urban Waste, ma anche sulla non tanto presunta corruzione di altri membri della maggioranza. Pace Simone, in primis, coinvolto in un processo per minacce, e il sig. Pietrucci Luigi, che ha preso parte ad un concorso della comunità montana per un posto da vigile urbano, concorso caduto nelle mani del Tribunale di Cassino e della Commissione anticorruzione. Il terzo indagato ancora sotto processo e per questo adatto a ricoprire un ruolo nella maggioranza consiliare anagnina e al quale fanno riferimento i consiglieri di minoranza è forse Naretti Pierino?

(qui di seguito il comunicato stampa pubblicato da anagnia.com il 3 novembre 2019)

«Caso "Urban-waste", la minoranza consiliare (ad esclusione del dott. Antonio Necci) chiede spiegazioni al sindaco Avv. Daniele Natalia:

Abbiamo appreso dalla stampa, che a conclusione delle indagini, al sindaco Natalia è contestato il reato di corruzione nell'affare ormai noto Urban Waste.
Oltre a lui, accusato per abuso di ufficio e falso sull'affidamento anche Tonino Ranelli.

Riteniamo doveroso che il sindaco ora spieghi in Consiglio Comunale quello che sta accadendo e cosa intende fare sia riguardo il suo ruolo istituzionale sia riguardo ciò che è accaduto all'interno dell'ufficio tecnico, giacchè è gravissimo pensare che possano essere pilotati gli appalti.

Al di là delle tante chiacchiere, soprattutto su Facebook, volte a promuovere un'amministrazione immobile nelle sue incapacità, rileviamo che questa maggioranza abbia un serio problema di morale politica e di rispetto per le istituzioni.

Il Sindaco di Forza Italia ufficialmente indagato per corruzione non è nuovo ai problemi con la giustizia, il suo ex assessore ai lavori pubblici sta subendo un processo per tentata minaccia, un consigliere di maggioranza è oggetto di avviso di garanzia e un altro, si legge sulla stampa, è partecipe di un concorso per vigile urbano finito sotto indagine della Procura di Cassino non solo per una sfacciata parentopoli.

Ci chiediamo come possano queste persone operare per il bene comune e per lo sviluppo della città Anagni se poi accade tutto questo.
Una maggioranza che non si fa scrupoli ad assumere al comune persone che si erano candidate con la coalazione di Natalia, alcuni delle quali svolgono funzioni totalmente inutili per la cittadinanza.

Ci dispiace per la persona, che riteniamo debba difendersi dalle accuse in maniera giusta e nelle sedi deputate, ma di certo un sindaco nuovamente indagato non è una bella immagine per Anagni e per le istituzioni.

Ci dica quindi cosa vuol fare anche se, per il rispetto della città, la scelta più giusta sarebbe quella di fare un doveroso passo indietro.»

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Inceneritore Marangoni – Legambiente chiede l’intervento del MATTM

InceneritoreMarangoni 350 260Legambiente Anagni - Con una comunicazione datata 26 giugno, sottoscritta congiuntamente da Stefano Ciafani, presidente nazionale, da Roberto Scacchi, presidente Legambiente Lazio e da Rita Ambrosino, presidente Circolo di Anagni, è stata inoltrata una formale richiesta al Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Direzione Generale per la Salvaguardia del Territorio e delle Acque, competente per Bonifiche e Risanamento, per informare sullo stato della richiesta di rinnovo dell’AIA per l’impianto Marangoni di Termovalorizzazione e recupero energetico mediante incenerimento di Pneumatici Fuori Uso.
“L’impianto Marangoni, come è noto, è ricompreso nel perimetro del SIN Bacino del Fiume Sacco e in una zona considerata di massima criticità per la qualità dell’aria, chiediamo al MATTM di pronunciarsi sull’impatto che l’eventuale messa in esercizio dell’inceneritore Marangoni potrebbe avere sulle attività in corso per la bonifica dell’area SIN e per il miglioramento della qualità dell’aria”, dichiara Legambiente.
Il MATTM ha già messo in campo concrete risorse per il risanamento ambientale del territorio della Valle del Sacco.
Per le prime azioni di caratterizzazione e messa in sicurezza del SIN, è stato sottoscritto un accordo di programma tra Ministero e Regione Lazio, vedi Deliberazione 6 marzo 2019, n. 119. L’accordo è stato successivamente sottoscritto presso la Prefettura di Frosinone dal Ministro Costa e dal Governatore Zingaretti. L’accordo prevede anche risorse per la valutazione epidemiologica su tutti i comuni del SIN, stanziando 960.000€ con risorse del Piano Operativo Ambiente MATTM, vedi Delibera CIPE n.55/2016.
Per affrontare le criticità relative allo stato della qualità dell'aria nella Regione Lazio è stato approvato un accordo di programma tra il Ministero e la Regione Lazio, vedi Deliberazione di Giunta Regionale n. 459 del 02.08.2018, per l'adozione coordinata e congiunta di misure migliorative, tenendo conto anche dell’esigenza di predisporre un piano industriale aggiornato che persegua gli obiettivi di miglioramento della qualità dell’aria.
“Abbiamo evidenziato anche che esistono due protocolli operativi, uno sottoscritto da MATTM e da tutte le Regioni il 04/06/2019, l’altro sottoscritto dal MATTM e dalla Regione Lazio il 18/11/2018, conlegambienteLazio 350 260 particolare riferimento alla Valle del Sacco ed al comune di Anagni, per rispondere alle due procedure di infrazione europea riguardanti la qualità dell’aria, le n°2015/2043 e n° 2014/2147, che sono state emesse dalla UE contro l’Italia per il superamento dei limiti di Biossido di Azoto e Particolato Sottile (PM10).”
Ricordiamo che Legambiente ha espresso parere negativo alla concessione del rinnovo della autorizzazione durante la Conferenza di Servizi. La Regione, invece, con la determinazione 27 luglio 2017, n. G.10636, delibera di concedere a Marangoni l’autorizzazione alla rimessa in esercizio dell’inceneritore.
“La Regione Lazio – dichiara Legambiente - ha fatto riferimento ad una Valutazione di Impatto Ambientale del 2000, ben 19 anni fa, non tenendo in debita considerazione gli eventi che si sono succeduti negli anni e che hanno pesantemente aggravato le criticità ambientali del territorio di Anagni dove ha sede l’inceneritore.”

01/07/2019

 

 

 

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Valentina Calcagni chiede chiarezza

  • Pubblicato in Partiti

valecalcagni leopolda 350 260 minDichiarazione di Valentina Calcagni - Le vicende quotidiane del PD appassionano e saziano tanti appetiti di opinionisti, addetti ai lavori e giornalisti - tranne che degli elettori a giudicare da sondaggi sempre più rovinosi - ma sono purtroppo significative della totale assenza di politica e sostanza.
L'argomento è uno solo "Cosa farà Renzi ? Cosa dice Renzi ?Cosa pensa Renzi?"
Le risposte:
1 - è giusto che vada via perchè non è abbastanza di sinistra
2 - è giusto che faccia un partito con delusi di FI vestiti bene come lui

Intanto l'Italia scende in piazza a Roma e a Torino: gli Imprenditori lanciano un grido di allarme!
Sono coloro che lavorano, producono e pagano le tasse, che esportano nei mercati internazionali il made in Italy, che sanno stare nel mondo reale (definiti gli splendidi delle start up) si! Quelle start up innovative demonizzate perchè testimoni di una politica lontana dal popolo affamato! (Da chi invece è tanto ma tanto di sinistra)

Abbiamo il DOVERE di fare chiarezza, stiamo con chi lavora e crea lavoro? Oppure con il salario, anzi: con lo stipendio a prescindere dalla Produttività, Competenza, Formazione, Meritocrazia, Impegno?
Io ho chiaro in mente dove stare:

lontana da chi vive di rigurgiti novecenteschi, lontana da chi racconta un mondo che non c'è più di cui ha nostalgia e diventa reazionario dinanzi al progresso!

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M5S Anagni chiede la V.I.A. per impianto a Paduni

M5S logo mindi Fernando Fioramonti - Chi fa da se…
Torno nuovamente sulla vicenda di cui ho parlato nei giorni scorsi, ovvero l’”Impianto di gestione rifiuti pericolosi e non è autodemolizione”, nel Comune di Anagni, in località Paduni. La Notizia ha sollevato tanto scalpore sui social ma la vicenda non è ancora ben conosciuta dalla cittadinanza.
Per come sta evolvendo, questa storia, sta assumendo i contorni del “grottesco” e, per evitare epiloghi infausti, in attesa che le associazioni e gli enti preposti facciano le proprie mosse, ho deciso di presentare, con la collaborazione dell’Architetto Luigi Di Lorenzo, attivista del Meetup Anagni 5 Stelle, le osservazioni all’ufficio preposto della Regione Lazio, chiedendo che tale procedimento venga sottoposto a Verifica di Impatto Ambientale (VIA). Se il procedimento andrà in VIA si potrà avere un confronto/approfondimento e in quel contesto ci sarà la possibilità di poter presentare ulteriori osservazioni per dire NO ad un nuovo impianto di rifiuti pericolosi. Non sarà un NO a prescindere ma un NO motivato e accompagnato da relazioni tecniche.

Non serve ricordare che viviamo in una terra tra le più inquinate d’Italia. Non serve ricordare che non abbiamo più un Pronto Soccorso.
Non serve ricordare che la qualità della nostra aria è pessima.

BASTA.
Non abbiamo l’anello al naso.
Oggi un punto fermo sulla vicenda è stato messo. chiunque abbia voglia di fare un atto concreto, più significativo di un like sui social, può copiare la mia richiesta, inserire i propri dati e inviarla alla regione. Non abbiate paura, non mordono, siamo noi cittadini che abbiamo i denti per farlo. Facciamo sentire la nostra voce, lo dobbiamo ai nostri figli a cui dobbiamo lasciare un mondo migliore di come lo abbiamo ereditato. Dopotutto siamo le scelte che facciamo.

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Passi carrabili a Isolaliri. M5S chiede revoca degli avvisi di pagamento

logom5s new 350 211di Martina Cocco del Meetup “Isola del Liri 5 StelleE” - Il Comune di Isola del Liri ha avuto un’idea originale per il regalo di Natale ai suoi cittadini: un avviso di pagamento con effetto retroattivo di 5 anni, più interessi e sanzioni, applicato ai PASSI CARRABILI.

Al di là delle evidenti illegittimità circa l’azione avviata dall’Amministrazione Quadrini dopo 10 anni di profondo letargo, visto che la COSAP per i passi carrabili è stata prevista con delibera del 2007, è veramente paradossale che proprio chi ha regalato importanti spazi pubblici ai privati, sottraendoli alla collettività, ora si accanisca sui cittadini che occupano qualche mq di suolo pubblico per poter accedere alle loro abitazioni.

Di sicuro la scelta di rastrellare quanto più possibile dai passi carrabili (o presunti tali), sta a testimoniare due cose molto semplici: la prima è che il Comune ha un tremendo bisogno di fare subito cassa, dopo anni di malagestione che hanno ridotto l’ente sull’orlo del fallimento, nonostante i continui aumenti di tasse, imposte e balzelli vari; la seconda è che l’allegro andazzo fatto di sprechi e clientelismi di ogni genere, nonché la grande confusione che regna al Comune, non solo in materia di passi carrabili, hanno conseguenze disastrose per le tasche dei cittadini i quali, di fronte ai perentori avvisi di pagamento, sono di fatto costretti a pagare il canone oppure a pagare le spese per l’eventuale ricorso legale.
E’ in questo modo che si vuole promuovere il rilancio economico di una città dormitorio, segnata da una crisi cronica in tutti i settori?
Il Comune pretende il pagamento del canone relativo a una concessione mai rilasciata, espressamente prevista dal Regolamento COSAP.
La verità è che, dopo aver disatteso per 10 anni il suo stesso Regolamento, ha deciso di rompere questa inerzia con avvisi di pagamento illegittimi, confidando nella difficoltà dei cittadini a intraprendere azioni legali.
IL MEETUP “Isola del Liri 5 STELLE” CHIEDE, PERCIO’, LA REVOCA DEGLI AVVISI DI PAGAMENTO,
tenuto conto tra l’altro delle incongruenze e degli errori commessi nell’applicazione delle tariffe, stante pure la mancata classificazione delle strade, nel calcolo delle superfici e sugli accessi a raso, che sono esclusi dal pagamento.
IL MEETUP è a disposizione per sostenere i cittadini in questa battaglia, fornendo sia il supporto informativo che legale.
A tal fine per informazioni e chiarimenti contattare il Meetup all’indirizzo e-mail oppure l’attivista (organizer del Meetup) Martina Cocco al numero 3315321779.

Martina Cocco

Isola del Liri 15/12/2017

 

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Gestione pubblica delle acque. Opposizione chiede impegni per l'attuazione

Ferentino municipio 350 260Al presidente del Consiglio Comunale di Ferentino, Al Sindaco del Comune di Ferentino, Al Prefetto di Frosinone

Ferentino, li 13 Ottobre 2017

Oggetto: RICHIESTA CONVOCAZIONE CONSIGLIO COMUNALE – ODG.
Impegno per l’attuazione della Legge regionale 4 aprile 2014, n.5 “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”

Ai sensi della normativa vigente Art.39 D. Lgs. 267/2000, e dell’Art.42 del Regolamento del Consiglio Comunale e degli altro Organi Istituzionali, i sottoscritti Consiglieri comunali, chiedono la convocazione di un Consiglio Comunale straordinario ed urgente per discutere sul seguente Ordine del Giorno:

ODG Impegno per l’attuazione della Legge regionale 4 aprile 2014, n.5 “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”

IL CONSIGLIO COMUNALE di FERENTINO

PREMESSO CHE

• l'acqua è un bene essenziale ed insostituibile per la vita e, pertanto, la disponibilità e l'accesso all'acqua potabile e all'acqua necessaria per il soddisfacimento dei bisogni collettivi costituiscono un diritto inviolabile dell'uomo, un diritto universale, indivisibile, che si può annoverare fra quelli di cui all'articolo 2 della Costituzione;
• con la promulgazione della Carta Europea dell'Acqua (Strasburgo 1968) la concezione dell'acqua come “bene comune” per eccellenza si è progressivamente affermata a livello mondiale;
• il principio dell'accesso all'acqua come diritto fondamentale di ogni persona, secondo criteri di parità sociale e di solidarietà, e stato, altresì, ribadito dall'assemblea Generale delle Nazioni Unite (Risoluzione ONU del 29 luglio 2010);
• inoltre, la risoluzione del Parlamento Europeo del 11 marzo 2004 sulla strategia per il mercato interno già affermava “essendo l'acqua un bene comune dell'umanità, la gestione delle risorse idriche non deve essere assoggettata alle norme del mercato interno”;
• la Risoluzione del Parlamento Europeo del 15 marzo 2006 sul IV Forum mondiale dell'Acqua dichiara “l'acqua è un bene comune dell'umanità” e chiede che siano esplicati tutti gli sforzi necessari a garantire l'accesso all'acqua alle popolazioni più povere entro il 2015 ed insiste affinché “la gestione delle risorse idriche si basi su un'impostazione partecipativa e integrata, che coinvolga gli utenti ed i responsabili decisionali nella definizione delle politiche in materia di acqua a livello locale e in modo democratico”;
• “un più ampio accesso alle informazioni e una maggiore partecipazione ai processi decisionali migliorano la qualità delle decisioni e ne rafforzano l'efficacia, contribuiscono a sensibilizzare il pubblico alle tematiche ambientali e gli consentono di esprimere le sue preoccupazioni, permettendo alle pubbliche autorità di tenerne adeguatamente conto”, come sancito dalla Convenzione Internazionale di Aarhus (1998), ratificata dal nostro Parlamento con legge n. 108 del 2001 e approvata dalla Comunità europea con decisione n. 2005/370/CE del Consiglio, del 17 febbraio 2005;
• l’articolo 43 della Costituzione cita: “A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale”.
• l'esito della consultazione referendaria del 12 e 13 giugno 2011, sancito dai decreti presidenziali pubblicati in Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 167 del 20-7-2011, ha determinato l'abrogazione sia dell'articolo 23-bis del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con la legge 6 agosto 2008, n. 133 e successive modificazioni e integrazioni, sia del comma 1 dell'articolo 154 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152;

RITENUTO CHE

• il bene acqua, pur essendo rinnovabile, per effetto dell'azione antropica può esaurirsi: è quindi responsabilità individuale e collettiva prendersi cura di tale bene, utilizzarlo con saggezza, e conservarlo affinché sia accessibile a tutti e disponibile per le future generazioni;
• i cambiamenti climatici a livello mondiale stanno alterando gli equilibri del pianeta, producendo effetti che si manifestano anche in Italia con piogge torrenziali alternate a siccità prolungate e, nella nostra regione, con preoccupanti processi che determinano l’impoverimento delle falde acquifere;
• per le ragioni e considerazioni in premessa, è necessaria una rinnovata iniziativa di tutte le pubbliche istituzioni per far si che l’acqua, risorsa naturale limitata, continui ad essere considerata bene comune pubblico e non merce condizionata dal mercato e dal profitto;
• non è ulteriormente accettabile e sostenibile lo stato in cui versano le risorse idriche nel territorio del Comune di Ferentino (Fr) e, più in generale, quelle all’interno della Regione Lazio, caratterizzata da un continuo depauperamento in termini di quantità e qualità delle acque, dovuto principalmente ad una mancanza di pianificazione e una gestione orientata a massimizzare i profitti piuttosto che a garantire un servizio essenziale;

VISTO CHE

• il Consiglio Regionale del Lazio ha approvato la legge di iniziativa popolare 04 Aprile 2014, n. 5 sulla “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”;
• l’articolo 5 comma 1 della Legge Regionale n. 5 del 04/04/2014 prevede che “Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Regione individua con apposita legge gli ambiti di bacino idrografico e, al fine di costituire formalmente le Autorità di detti ambiti, disciplina le forme e i modi della cooperazione fra gli enti locali e le modalità per l’organizzazione e la gestione del servizio idrico integrato, costituito dall’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua, di fognatura e di depurazione delle acque reflue.”;
• la Corte Costituzionale, con la sentenza 13 luglio 2017 n. 173, ha stabilito che gli Ambiti Territoriali Ottimali vanno definiti mediante un atto amministrativo e non attraverso una Legge Regionale;

IMPEGNA

la Giunta comunale ed il Sindaco a sollecitare il Presidente e la Giunta della Regione Lazio ad attuare la L.R. 4 aprile 2014, n. 5 "Tutela, governo e gestione pubblica delle acque" e quindi:

• ad approvare un atto amministrativo che in attuazione dell'art. 5 di suddetta Legge Regionale istituisce gli Ambiti di Bacino Idrografico e dispone la Convenzione di Cooperazione Tipo per il governo dei medesimi prendendo a base della discussione la proposta di legge prodotta dal Coordinamento Regionale Acqua Pubblica Lazio e depositata a firma di diversi consiglieri regionali, di maggioranza e opposizione, denominata PdL n. 238 che punta alla definizione di una pluralità di ambiti territoriali ottimali su base idrografica;

• a porre in essere, nelle more della definizione del nuovo assetto del servizio idrico integrato sul territorio della regione, ogni possibile azione volta ad impedire il passaggio forzato degli impianti dei comuni ai gestori del servizio in forza delle convenzioni stipulate sulla base della normativa previgente e volta ad intervenire immediatamente per la cessazione degli affidamenti e delle concessioni non conformi alle norme europee;

Marco Maddalena, Maurizio Berretta, Marco Valeri, Gianni Bernardini,

 
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