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Ceccano, rimedia capitan Cicciarelli in chiusura

Cicciarelli Allegretti 25gen20 350 mindi Tommaso Cappella, Ufficio Stampa Ceccano 1920 ca5 - CECCANO 1920 CALCIO A5-NUOVA PALIANO 2-2

CECCANO – Come nel match di andata Ceccano e Nuova Paliano si dividono la posta in palio. Presso l’Olimpia Park termina infatti 2-2 l’attesa sfida che poteva valere un posto utile per i plyaoff. La Nuova Paliano, alla vigilia terza forza del campionato con 32 punti, era reduce dalla vittoria 6-5 con Real Città dei Papi e, con lo stesso punteggio, ma in trasferta, i rossoblù, sesti con 22 punti, hanno superato il Città di Zagarolo.

A onor di cronaca comunque Cicciarelli e compagni avrebbero meritato qualcosa di più se non fossero incappati in qualche errore in fase conclusiva, oltre ad un pizzico di sfortuna e qualche decisione arbitrale che ha lasciato a desiderare.

In avvio di gara mancano favorevoli occasioni i vari Cicciarelli, Iaboni e Galuppi. Poi al 15’ batte una punizione da metà campo Sangiorgi e Allegretti dalla destra trova un gran diagonale per il vantaggio ospite. Subito dopo è capitan Cicciarelli a centrare in pieno la traversa a portiere battuto. Al 25’ dal limite tira Celli a colpo sicuro e un giocatore ospite libera sulla linea di porta.

Nella ripresa il Ceccano cinge d’assedio la Nuova Paliano e al 25’ raccoglie i frutti grazie ad una caparbia azione personale di Iaboni. Ma, un minuto batte una punizione per gli ospiti Giuliani che trova l’angolino giusto alla destra di Cipriani. Ma i rossoblù non ci stanno e in chiusura è proprio capitan Cicciarelli, dopo un lungo scambio in avanti, a trovare un gran tiro a mezz’altezza che spiazza Del Monte per il definitivo 2-2.

Ed ora la squadra di Compagnone è attesa dalla impegnativa trasferta al Palazzetto dello Sport di Anagni contro il Real Città dei Papi in programma sabato 1 febbraio alle ore 16,00, valida per la terza giornata del girone di ritorno, mentre la Nuova Paliano riceve il Pomezia Calcio 1957 al “Piergiorgio Tintisona” alle ore 15,00.

 

CECCANO 1920 CALCIO A5: Cipriani, Salati, Ricci, Celli, Uberti, Pietrantoni, Cicciarelli, Vona, Galuppi, Iaboni, Ferri.

Allenatore: Compagnone.

NUOVA PALIANO: Del Monte, Di Giulio, Allegretti, Montesanti, Sangiorgi, Alteri, Nastasi, Ducci, Chiadroni, Morgia, Promutico.

Allenatore: Rezzi.

Arbitro: Pannozzo di Formia.

Marcatori: 15' pt Allegretti, 25’ st Iaboni, 26’ st Giuliani, 30’ st Cicciarelli.

Note: ammoniti Celli, Ricci e Nastasi.

 

 

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Colleferro, chiusura discarica: assemblea cittadina di Rifiutiamoli

discaricaColleferro 350 minda Il movimento Rifiutiamoli - Convocazione assemblea cittadina di Rifiutiamoli su chiusura discarica e progetto del compound. 

Sabato 11 gennaio nella sala dell’Auditorium della città di Colleferro Fabbrica della musica'' il movimento di Rifiutiamoli convoca una assemblea aperta ai cittadini di Colleferro e della Valle del Sacco in occasione della chiusura della discarica di Colle Fagiolara, prevista per il 15 gennaio e sula proposta apertura di un compound di post-trattamento dei rifiuti da parte della società Lazio Ambiente.

L’assemblea si svolgerà all’auditorium poiché esso rappresenta un passo importante per la rinascita del quartiere Scalo. Rinascita che passa anche per la chiusura degli inceneritori di Colle Sughero -ottenuta dalla lotta di Rifiutiamoli con la partecipazione di cittadini ed amministratori- a cui si è aggiunta la creazione della biblioteca di Oltre il Ponte alla scuola elementare Flora Barchiesi.

Giovedì mattina 16 gennaio saremo con gli amministratori e gli studenti dell’IPIA a festeggiare la chiusura della discarica.
La chiusura della discarica di Colle Fagiolara è decretata in modo definitivo dall’ordinanza di novembre del presidente Zingaretti che la sposta al 15 gennaio in seguito alle chiusure dell’impianto seguite alla tragica morte dell’operaio Giuseppe Sinibaldi. Ciò accade nonostante le reiterate richieste da parte della sindaca di Roma Virginia Raggi affinché si continuasse ad utilizzare per almeno un anno Colle Fagiolara.
Siamo in piena improvvisazione nella ricerca di nuovi siti destinati ad ospitare la discarica di servizio per la città metropolitana di Roma, mentre le proteste nei siti prescelti si organizzano presto e bene. Anni di mancata pianificazione e innovazione del ciclo di gestione dei rifiuti non si superano in poco tempo, tanto meno il mancato coinvolgimento dei cittadini in ogni territorio della regione.

Il progetto del compound è figlio del medesimo stato di cose, soffre della medesima improvvisazione. Ciò risulta dalle dichiarazioni del presidente di Lazio Ambiente, Daniele Fortini. Le tonnellate passano da 500 mila a 220 mila. L’impianto lo dovrebbe fare realizzare Lazio Ambiente, anzi forse lo realizzerà AMA, se acquisterà Lazio Ambiente il cui valore verrebbe rimpinguato dal progetto del compound o meglio valore costituito dal solo progetto del compound, poiché nulla resta alla società da gestire con la chiusura della discarica di Colle Fagiolara, mentre incombe l’intervento della Corte dei Conti sulla regione per il mancato realizzo degli inceneritori.

Secondo Fortini, a gennaio il bando per il progetto, entro maggio il progetto definitivo, il cui valore -dice Fortini- permetterà di mettere sul mercato Lazio Ambiente, da offrire in pasto ad AMA.
Una situazione ingarbugliata che dovrebbe mettere d’accordo la regione proprietaria di Lazio Ambiente con il comune di Roma proprietario di AMA, mentre Cerroni osserva interessato.

Sabato 11 gennaio vogliamo riprendere la discussione avviata nella scorsa assemblea svolta in sala Konver, durante la quale avevamo previsto di indire una manifestazione nel momento in cui sembrava incerta la chiusura della discarica di fronte le pressioni della sindaca Raggi.
Come dice il presidente Fortini, Roma produce un milione di tonnellate l’anno di rifiuti indifferenziati, quindi ci sarà bisogno di altri impianti come il compound in questione. Questa constatazione serve a ribadire la necessità di non affrontare isolati, territorio per territorio l’insediamento dei prossimi impianti.

Sabato 11 gennaio quindi ci ritroviamo per ragionare sul futuro dell’impiantistica regionale, con l’obiettivo di approfondire ed allargare i legami tra associazioni, comitati ed anche amministrazioni che nei diversi territori si muovono per una radicale innovazione della gestione del ciclo dei rifiuti.
Nella sigla Rifiutiamoli si riconoscono tutti coloro che hanno realizzato la mobilitazione continua dal ‘lotto luglio’ 2017.
Rifiutiamoli ha realizzato le più ampie mobilitazioni per la difesa della salute e dell’ambiente, con lo stesso spirito unitario lavoriamo alla creazione di un movimento coordinato su scala regionale.

4 gennaio 2020 Il movimento Rifiutiamoli

 

 

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No alla chiusura di 7 Punti di Pronto Intervento

sezzebenecomune 350 minda Sezze Bene Comune - Sindaci, Amministratori, Comitati e Cittadini hanno partecipato alla manifestazione per ribadire la necessità di sostenere la battaglia per un diritto inalienabile, quello della SALUTE. Il Corteo è partito da Piazza del Popolo a Latina, ha percorso il centro e si è concluso davanti alla sede ASL.
Ben sette sono i PPI (Punti di Pronto Intervento) che rischiano di essere chiusi: Cori, Cisterna di Latina, Sezze, Sabaudia, Gaeta, Minturno e Priverno.

Il problema coinvolge anche i Paesi limitrofi perché se i PPI dovessero chiudere, gli ospedali di Latina, Formia e Terracina saranno ulteriormente sovraccaricati dalle decine di migliaia di accessi in più che oggi sono filtrati dai suddetti PPI.

Secondo uno studio condotto dall’Asl e dalla Regione, i PPI di fatto fanno fronte a migliaia di codici verdi (80% degli accessi totali, 10%codicei bianchi, 9,5 codici gialli e 0,5% codici rossi). SBC ha partecipato al corteo perché siamo convinti della necessità di mantenere aperti i PPI con la ulteriore implementazione dell'offerta sanitaria provinciale.

A Sezze abbiamo la casa della salute che necessita di una riorganizzazione e di servizi aggiuntivi a quelli offerti. Siamo per la difesa del diritto alla salute!

 

 

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No del Ministero a chiusura e cessione di Coop nel Lazio

M5S logo minda Enrica Segneri, Deputata del M5S - Vertenza #COOP, IL MINISTERO DICE NO ALLA CHIUSURA E CESSIONE DEI PUNTI VENDITA NEL LAZIO, MANCA TRASPARENZA
Roma, 26/09/2018 "Ho appena partecipato al tavolo di crisi presso il Ministero dello Sviluppo economico riguardante 8 punti vendita Coop precisamente di: #Frosinone, #Fiuggi, Colleferro, Aprilia, Pomezia, Genzano, Velletri. La posizione del Ministero è stata chiara e precisa, non esistono ad oggi le condizioni di trasparenza e chiarezza necessari per procedere alla cessione dei punti vendita, per questi motivi è stato chiesto a Coop di rivedere la decisione e di ragionare su soluzioni diverse, in raccordo con tutte le sigle sindacali. La trattativa oscura che Coop sta portando avanti con imprenditori poco chiari, non garantisce né i lavoratori, né tantomeno il rilancio dei punti vendita stessi. Attendiamo a breve la risposta di Coop rispetto la proposta del Ministero di rivedere le proprie posizioni e di intraprendere un percorso di confronto per risolvere insieme le difficoltà." - lo dichiara la parlamentare del MoVimento 5 Stelle Enrica Segneri.

 

 

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Le chiusure della campagna elettorale di Maria Spilabotte

spilabotte chiusure 350 260 minUna chiusura di campagna elettorale con le scintille quella di Maria Spilabotte candidata per la riconferma a Palazzo Madama. Ultimo tour serratissimo con partenza dalla valle di Comino, da Atina, passaggio a Castelnuovo Parano e finale a Cassino.

Gli ultimi confronti sono stati l'occasione migliore per togliersi qualche sassolino dalla scarpa: dal rifiuto del dibattito da parte dei competitor di Cinquestelle e Centrodestra, all'esame dettagliato dei curricula civili e amministrativi, qualora ve ne fossero di questi ultimi, dei due avversari che hanno disertato il confronto. "E' una mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini quella di Marrocco e Ruspandini - ha dichiarato Spilabotte -. Si sono vantati di non avere bisogno della gente perché li avrebbe eletti il "vento del partito". Beh sappiano i cittadini che il giorno che queste persone dovessero occupare uno scranno in Parlamento, adotterebbero la medesima politica dell'indifferenza. Confrontarsi con i cittadini non è propaganda, semmai rappresenta un modo per porsi all'ascolto del territorio e viverlo tra la gente. Io l'ho sempre fatto e continuerò a farlo. In campagna elettorale e durante il mandato istituzionale".

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PCI. Chiusura della campagna referendaria

Bandiera pci 350 260Il Partito comunista italiano dopo innumerevoli iniziative sparse per tutta la provincia, chiude la campagna referendaria per il NO alla riforma costituzionale Renzi/Boschi a Frosinone, l'evento si svolgerà in Largo Norberto Turriziani a partire dalle ore 17, verranno distribuiti materiali informativi alla "NO" riforma così come concepita e nell'occasione verrà ricordato e reso omaggio al compagno Fidel Castro di cui domenica 4 dicembre verranno celebrati i funerali di Stato a Cuba.
Si fa appello a tutta la popolazione e a chi volesse partecipare alla discussione tra chi sostiene il NO e tra chi sostiene il SÌ.
Comizio conclusivo con il Segretario Provinciale Oreste Della Posta, il Tesoriere Nazionale Ugo Moro e il Referente Prov.le del Comitato nazionale per il NO Dionisio Paglia.

Frosinone 30 novembre 2016

 
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Impediamo la chiusura della Viv Decoral

VivaCoral di Anagni 350 260di Tiziano Ziroli - E' di pochi giorni fa la notizia che si è aperta l'ennesima vertenza sindacale sul territorio.
La Viv Decoral di Anagni ha intenzione di licenziare 20 dei suoi dipendenti, i sindacati Fiom e Fim hanno indetto uno sciopero per contestare i licenziamenti e riaprire un tavolo di confronto per trovare altre soluzioni che non siano il licenziamento.
La Vertenza Frusinate è vicina a questi lavoratori e si mette a disposizione in questa ennesima battaglia per la difesa di un posto di lavoro e per impediere altri nuovi disoccupati.
Diciamo basta a questo declino in cui oramai sembra inesorabilmente finita la nostra provincia.
Diciamo basta a licenziamenti e a famiglie che perderanno il proprio sostegno economico per poter vivere.
Diciamo basta alla perdita di dignità per un padre di famiglia.
Diamoci da fare tutti...almeno questa Vertenza proviamo a vincerla!!!!

 
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Con la chiusura di un piccolo pezzo di civiltà si ritorna, di colpo, indietro nel tempo

coop350 260di Antonella Necci - Non sono brava con i ricordi. Preferisco andare avanti, guardando in faccia il futuro, ammesso che il futuro sia lì ad aspettarmi.
Però da un po' di giorni mi circolano nella testa alcuni ricordi legati alla mia adolescenza e alle mie vacanze estive in quel di Anagni.
L'IperSidis di via della Navicella è stato il primo supermercato in una zona dove, secondo il punto di vista di una romana, "non esisteva niente".
Immaginate un po' le tranquille vacanze di segregazione di una tranquilla studentessa di un liceo romano che per un mese o poco più si trovava di fronte ad una bigotta realtà di provincia, ancora ancorata a tradizioni che ora sono pressoché perdute. Gli unici svaghi che i genitori "all'antica" ci permettevano erano qualche gita in bici, ma solo nei paraggi e massimo fino alle porte di Anagni, e qualche sagra di paese che all'epoca, erano contenitori non già di cantanti di successo come Gigione, ma di oscuri cantanti italiani alla ricerca di affermazione, come Little Toni o Patty Pravo!

Quando il vecchio e il nuovo andavano a braccetto

Insomma il vecchio e il nuovo andavano a braccetto e convivevano con naturalezza.
Quando aprì quel supermercato, con annesso un negozio di abbigliamento dai prezzi molto vantaggiosi, fu una ventata di rinnovamento senza precedenti. Finalmente non eravamo più costretti ad andare, a piedi fino alla fermata di autobus lì vicino, e poi fino al Sidis di Anagni. Una perdita di tempo considerevole, se ragioniamo adottando gli attuali mezzi di trasporto e gli attuali orari. Inoltre dove mettiamo la fatica di caricarsi buste e bustarelle per ritornare, sempre a piedi, a casa, in tempo utile per preparare il pranzo che doveva essere pronto ad un certo orario, pena le litigate con i maschi di casa?
Altri tempi.
L'Ipersidis di via della Navicella ha accompagnato tanta gente che ha vissuto in quella zona, tanti che vi si sono trasferiti, alcuni che provengono da altri paesi e che ancora oggi vanno a fare la spesa a piedi, percorrendo quel chilometro e più di distanza con buste della spesa. Come ai vecchi tempi.

"35 anni di storia e 1 anno per morire")

Solo che adesso i vecchi tempi si sono fermati. Siamo di colpo ritornati a 40 anni fa. Di nuovo in quella zona non c'è più niente. Si, è vero che oggi, in auto, si può andare ad un altro supermercato, magari più nuovo, più aggiornato, vicino a centri residenziali nati di recente, ma è anche vero che in certe parti d'Italia "Cristo non solo si è fermato ad Eboli", ma secondo me ha avuto pure difficoltà ad arrivarci.
In conclusione, nell' osservare, ieri, il manifesto, che i lavoratori Coop hanno affisso davanti ai cancelli chiusi ("35 anni di storia e 1 anno per morire"), l'unica riflessione che nasce riguarda proprio l'idea che con la chiusura di un piccolo pezzo di civiltà si ritorna, di colpo, indietro nel tempo. E a chi giova che l'Italia sprofondi sempre nel Medioevo? La risposta è semplice: giova a chi si deve vantare delle proprie ricchezze e dei propri agi. Giova a chi darà posti di lavoro in cambio di voti politici. Giova a chi, invece di rinnovare un supermercato con potenzialità indiscusse per diventare un mercato ortofrutticolo a costo zero, preferisce chiudere ed intascare i soldi del "fallimento ". Devo ancora continuare, o ci siamo capiti?

19/04/2016

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Con la chiusura di un piccolo pezzo di civiltà si ritorna, di colpo, indietro nel tempo

coop350 260di Antonella Necci - Non sono brava con i ricordi. Preferisco andare avanti, guardando in faccia il futuro, ammesso che il futuro sia lì ad aspettarmi.
Però da un po' di giorni mi circolano nella testa alcuni ricordi legati alla mia adolescenza e alle mie vacanze estive in quel di Anagni.
L'IperSidis di via della Navicella è stato il primo supermercato in una zona dove, secondo il punto di vista di una romana, "non esisteva niente".
Immaginate un po' le tranquille vacanze di segregazione di una tranquilla studentessa di un liceo romano che per un mese o poco più si trovava di fronte ad una bigotta realtà di provincia, ancora ancorata a tradizioni che ora sono pressoché perdute. Gli unici svaghi che i genitori "all'antica" ci permettevano erano qualche gita in bici, ma solo nei paraggi e massimo fino alle porte di Anagni, e qualche sagra di paese che all'epoca, erano contenitori non già di cantanti di successo come Gigione, ma di oscuri cantanti italiani alla ricerca di affermazione, come Little Toni o Patty Pravo!

Quando il vecchio e il nuovo andavano a braccetto

Insomma il vecchio e il nuovo andavano a braccetto e convivevano con naturalezza.
Quando aprì quel supermercato, con annesso un negozio di abbigliamento dai prezzi molto vantaggiosi, fu una ventata di rinnovamento senza precedenti. Finalmente non eravamo più costretti ad andare, a piedi fino alla fermata di autobus lì vicino, e poi fino al Sidis di Anagni. Una perdita di tempo considerevole, se ragioniamo adottando gli attuali mezzi di trasporto e gli attuali orari. Inoltre dove mettiamo la fatica di caricarsi buste e bustarelle per ritornare, sempre a piedi, a casa, in tempo utile per preparare il pranzo che doveva essere pronto ad un certo orario, pena le litigate con i maschi di casa?
Altri tempi.
L'Ipersidis di via della Navicella ha accompagnato tanta gente che ha vissuto in quella zona, tanti che vi si sono trasferiti, alcuni che provengono da altri paesi e che ancora oggi vanno a fare la spesa a piedi, percorrendo quel chilometro e più di distanza con buste della spesa. Come ai vecchi tempi.

"35 anni di storia e 1 anno per morire")

Solo che adesso i vecchi tempi si sono fermati. Siamo di colpo ritornati a 40 anni fa. Di nuovo in quella zona non c'è più niente. Si, è vero che oggi, in auto, si può andare ad un altro supermercato, magari più nuovo, più aggiornato, vicino a centri residenziali nati di recente, ma è anche vero che in certe parti d'Italia "Cristo non solo si è fermato ad Eboli", ma secondo me ha avuto pure difficoltà ad arrivarci.
In conclusione, nell' osservare, ieri, il manifesto, che i lavoratori Coop hanno affisso davanti ai cancelli chiusi ("35 anni di storia e 1 anno per morire"), l'unica riflessione che nasce riguarda proprio l'idea che con la chiusura di un piccolo pezzo di civiltà si ritorna, di colpo, indietro nel tempo. E a chi giova che l'Italia sprofondi sempre nel Medioevo? La risposta è semplice: giova a chi si deve vantare delle proprie ricchezze e dei propri agi. Giova a chi darà posti di lavoro in cambio di voti politici. Giova a chi, invece di rinnovare un supermercato con potenzialità indiscusse per diventare un mercato ortofrutticolo a costo zero, preferisce chiudere ed intascare i soldi del "fallimento ". Devo ancora continuare, o ci siamo capiti?

19/04/2016

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Agustawestland di Anagni. Nessuna chiusura, si sciopera per il rispetto degli accordi

fimcisl 350 260dalla Segreteria Provinciale della FIM-CISL - La Segreteria Provinciale della FIM-CISL nell’apprendere, da alcuni organi di stampa, la preoccupazione per la “la CHIUSURA dello stabilimento Agustawestland di Anagni”, citando fonti e tematiche poco chiare, ritiene doveroso intervenire al fine di evitare l’insorgere di inutili allarmismi tra le maestranze che lavorano negli stabilimenti e nell’opinione pubblica, ma soprattutto far chiarezza sulle reali tematiche che hanno portato, nella giornata odierna allo sciopero in Anagni, e che genereranno analoga iniziativa nello stabilimento di Frosinone nei prossimi giorni.
Pur condividendo la denuncia sul progressivo depauperamento del tessuto industriale ciociaro, è bene rimarcare e sottolineare l’importanza strategica dei siti Agustawestland di Anagni e Frosinone, siti che vivono una coerente e stabile attività produttiva, affermazione questa confortata sia dagli investimenti autorizzati, sia dai dati sugli organici che rimangono in linea con i valori di budget e, cosa non meno importante, dall’affermazione più volte fatta al Tavolo di trattativa nazionale da Finmeccanica, nel corso di questi ultimi due mesi, che gli Stabilimenti Produttivi non sono a Rischio e rappresenteranno, nelle future Divisioni, il Cuore della nuova One Single Company.

Il futuro Premio di Produzione, dovrà rappresentare almeno il 70% dell'importo complessivo

Ed è proprio nell'ottica di rafforzare il livello territoriale e la strategicità dei siti produttivi che si è arrivati alla proclamazione di Sciopero, il quale ha come finalità e scopo quello di sostenere la posizione Sindacale, espressa al tavolo di trattativa, che gli indicatori di stabilimento, nel futuro Premio di Produzione, dovranno rappresentare almeno il 70% dell'importo complessivo.
Tale posizione deriva proprio dalla consapevolezza della forza e della strategicità dei siti produttivi locali e dalla loro capacità di garantire livelli di eccellenza sulle produzioni, sulla qualità del prodotto e sulla capacità di generare quegli elementi virtuosi in grado di garantire i lavoratori e la tenuta della futura Azienda.
Come organizzazione sindacale da sempre tempo stiamo chiedendo all’azienda un ulteriore sforzo finalizzato ad incrementare le tipicità e le eccellenze dei “centri integrati” in linea con le certificazioni e le professionalità presenti all'interno degli stessi.
Quanto riportato all’interno di questa nota sono notizie ufficiali e pertanto chi abbia rappresentato uno scenario diverso, tale da creare un “generale allarmismo”, non può che lasciarci fortemente perplessi.
La Segreteria Provinciale della FIM-CISL

 

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