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Tiberia: A Ceccano novità vere e non di facciata per la Politica cittadina

ElisaTiberia 350 mindi Elisa Tiberia - Le prossime elezioni amministrative siano per Ceccano un’occasione di rinnovamento vero e non di facciata per la Politica cittadina.

Sono convinta che il rinnovamento in Politica sia quello dell’approccio, della visione e dei metodi e che non possa prescindere dal superamento della personalizzazione del consenso, questo è l’unico processo capace di garantire il miglioramento dell’azione politica e il superamento delle divisioni che negli ultimi anni sono prevalsi rispetto all’idea di servizio alla comunità cui la Politica dovrebbe rivolgere la sua funzione.

Ho partecipato con interesse, insieme al Partito Socialista Italiano e ad altre forze civiche che nelle precedenti elezioni amministrative hanno sostenuto le coalizioni centro-sinistra, a tutte le iniziative di confronto promosse dal Partito Democratico aperte a tutte le forze politiche, associative e civiche della Città per unire le forze ed elaborare una proposta alternativa capace di competere alle prossime elezioni amministrative contro l’ex sindaco sfiduciato Caligiore.

Purtroppo già da qualche mese abbiamo preso atto che non tutte le associazioni, i Partiti e altre “personalità” che si riconoscono nella sinistra hanno risposto ai nostri appelli e, come ipotizzato, stavano lavorando a candidature autonome alternative al progetto di riunificazione del centro-sinistra cittadino che sono state poi presentate in queste settimane.

Centro-sinistra però non è un concetto astratto o equivocabile ma indica la collocazione sull’arco Parlamentare dei Partiti di riferimento, l’unica coalizione di centro-sinistra che si presenta alle amministrative del 2020 a Ceccano è dunque quella che vede la partecipazione del Partito Socialista Italiano e del Partito Democratico a sostegno del candidato Sindaco civico Corsi.
E’ la squadra di governo che determina le azioni e i risultati del governo stesso e per capirlo basta guardare al nostro Paese e al governo attuale del Presidente Conte in netta rottura rispetto alle politiche della vecchia maggioranza, dunque è auspicabile che la coalizione di cui fanno già parte il Partito Socialista Italiano e il Partito Democratico sia quanto più possibile sostenuta dalle forze democratiche e che condividono i valori della sinistra al fine di esprimere rappresentanza adeguata nella prossima consiliatura.

Queste le ragioni che, coerentemente al percorso intrapreso dalla scorsa estate, in linea con le alleanze strategiche nazionali del mio Partito, ho sostenuto in tutte le riunioni con i compagni del mio territorio, fino all’ultima dello scorso 3 gennaio, in cui, davanti a meno di una decina di persone (pur contando singolarmente fratelli, padri e figli) tra simpatizzanti e iscritti di Articolo Uno ho confermato la mia linea di dialogo con le segreterie dei Partiti di centro-sinistra (Democratico e Socialista), auspicando che il mio Partito fosse funzionale alla ricostruzione del centro-sinistra plurale cittadino in cui avere rappresentanza e non utile ai giochi di chi vuole invece indebolirlo per scopi personali ed autoreferenti.

Nella stessa sede ho evidenziato tra l’altro che non ci sono rappresentanti cittadini del Partito eletti secondo le norme previste dallo statuto che possano rappresentarne le linee politiche. Il giorno successivo ho ricevuto, in una chat di gruppo creata per l’occasione, la convocazione del “congresso cittadino” per la settimana successiva, e tra l’incredulità e l’imbarazzo ho letto la stessa anche su una testata online locale; questa convocazione dovrebbe essere stata deliberata nella riunione del 3 gennaio da un “direttivo” di cui non conosco l’esistenza e dovrebbe aver luogo in uno studio privato di cui non è riportato neanche l’indirizzo (ma solo l’intestazione).

Ritengo la dignità Politica base fondante di tutta l’azione e trovo la convocazione di questo “congresso” oltraggioso per la Politica stessa a causa della tempestività e della modalità di gestione e di convocazione; indipendentemente dall’esito della verifica di regolarità da parte degli organismi dirigenti del Partito, ne prendo da subito le distanze annunciando che non solo non parteciperò allo stesso ma che proseguirò il mio percorso contribuendo da Indipendente alla ricostruzione del centro-sinistra cittadino di cui riconosco il Partito Democratico e il Partito Socialista Italiano principali alleati e imprescindibili protagonisti.

E’ tutta un’altra storia quella che serve alla nostra Città, è la storia di un centro-sinistra che torna a comunicare tra Partiti e con la comunità, è la storia dei nostri valori democratici e costituzionali che deve tornare protagonista, e quella della pluralità delle posizioni e delle visioni che arricchendo il confronto può offrire sviluppo e soluzioni adeguate ai diversi problemi che affliggono la nostra comunità.

 

 

 

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Colleferro, chiusura discarica: assemblea cittadina di Rifiutiamoli

discaricaColleferro 350 minda Il movimento Rifiutiamoli - Convocazione assemblea cittadina di Rifiutiamoli su chiusura discarica e progetto del compound. 

Sabato 11 gennaio nella sala dell’Auditorium della città di Colleferro Fabbrica della musica'' il movimento di Rifiutiamoli convoca una assemblea aperta ai cittadini di Colleferro e della Valle del Sacco in occasione della chiusura della discarica di Colle Fagiolara, prevista per il 15 gennaio e sula proposta apertura di un compound di post-trattamento dei rifiuti da parte della società Lazio Ambiente.

L’assemblea si svolgerà all’auditorium poiché esso rappresenta un passo importante per la rinascita del quartiere Scalo. Rinascita che passa anche per la chiusura degli inceneritori di Colle Sughero -ottenuta dalla lotta di Rifiutiamoli con la partecipazione di cittadini ed amministratori- a cui si è aggiunta la creazione della biblioteca di Oltre il Ponte alla scuola elementare Flora Barchiesi.

Giovedì mattina 16 gennaio saremo con gli amministratori e gli studenti dell’IPIA a festeggiare la chiusura della discarica.
La chiusura della discarica di Colle Fagiolara è decretata in modo definitivo dall’ordinanza di novembre del presidente Zingaretti che la sposta al 15 gennaio in seguito alle chiusure dell’impianto seguite alla tragica morte dell’operaio Giuseppe Sinibaldi. Ciò accade nonostante le reiterate richieste da parte della sindaca di Roma Virginia Raggi affinché si continuasse ad utilizzare per almeno un anno Colle Fagiolara.
Siamo in piena improvvisazione nella ricerca di nuovi siti destinati ad ospitare la discarica di servizio per la città metropolitana di Roma, mentre le proteste nei siti prescelti si organizzano presto e bene. Anni di mancata pianificazione e innovazione del ciclo di gestione dei rifiuti non si superano in poco tempo, tanto meno il mancato coinvolgimento dei cittadini in ogni territorio della regione.

Il progetto del compound è figlio del medesimo stato di cose, soffre della medesima improvvisazione. Ciò risulta dalle dichiarazioni del presidente di Lazio Ambiente, Daniele Fortini. Le tonnellate passano da 500 mila a 220 mila. L’impianto lo dovrebbe fare realizzare Lazio Ambiente, anzi forse lo realizzerà AMA, se acquisterà Lazio Ambiente il cui valore verrebbe rimpinguato dal progetto del compound o meglio valore costituito dal solo progetto del compound, poiché nulla resta alla società da gestire con la chiusura della discarica di Colle Fagiolara, mentre incombe l’intervento della Corte dei Conti sulla regione per il mancato realizzo degli inceneritori.

Secondo Fortini, a gennaio il bando per il progetto, entro maggio il progetto definitivo, il cui valore -dice Fortini- permetterà di mettere sul mercato Lazio Ambiente, da offrire in pasto ad AMA.
Una situazione ingarbugliata che dovrebbe mettere d’accordo la regione proprietaria di Lazio Ambiente con il comune di Roma proprietario di AMA, mentre Cerroni osserva interessato.

Sabato 11 gennaio vogliamo riprendere la discussione avviata nella scorsa assemblea svolta in sala Konver, durante la quale avevamo previsto di indire una manifestazione nel momento in cui sembrava incerta la chiusura della discarica di fronte le pressioni della sindaca Raggi.
Come dice il presidente Fortini, Roma produce un milione di tonnellate l’anno di rifiuti indifferenziati, quindi ci sarà bisogno di altri impianti come il compound in questione. Questa constatazione serve a ribadire la necessità di non affrontare isolati, territorio per territorio l’insediamento dei prossimi impianti.

Sabato 11 gennaio quindi ci ritroviamo per ragionare sul futuro dell’impiantistica regionale, con l’obiettivo di approfondire ed allargare i legami tra associazioni, comitati ed anche amministrazioni che nei diversi territori si muovono per una radicale innovazione della gestione del ciclo dei rifiuti.
Nella sigla Rifiutiamoli si riconoscono tutti coloro che hanno realizzato la mobilitazione continua dal ‘lotto luglio’ 2017.
Rifiutiamoli ha realizzato le più ampie mobilitazioni per la difesa della salute e dell’ambiente, con lo stesso spirito unitario lavoriamo alla creazione di un movimento coordinato su scala regionale.

4 gennaio 2020 Il movimento Rifiutiamoli

 

 

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Gli studenti medi e la mobilità pubblica cittadina

rete degli studenti medi 350 260Rete degli Studenti Medi di Frosinone - Comunicato. Il 26 maggio del 2017 la Rete degli Studenti Medi di Frosinone ha organizzato un incontro con tutti i candidati a sindaco della città, presentando delle istanze comuni attraverso il manifesto “La Frosinone che vorrei”, redatto con un lavoro di consultazione giovanile e studentesca nel capoluogo.

Dopo più di un anno dall’insediamento della seconda giunta guidata dal sindaco Nicola Ottaviani, ci troviamo a tirare un bilancio negativo sull’operato dell’amministrazione comunale, che ha dimostrato un sostanziale immobilismo nei confronti della situazione sociale della città. La creazione di un assessorato ad hoc per le politiche giovanili ha inizialmente suscitato ottimismo all’interno della nostra realtà e della nostra generazione, ma a quasi tredici mesi dal suo insediamento l’assenza di qualsiasi progettualità sui giovani e un sonoro “ 0 euro” in bilancio nelle voce “politiche giovanili”, ha fatto suonare un campanello d’allarme che oggi ci spinge a presentare di nuovo una mozione rivolta a tutta l’Amministrazione.

Benché fino ad oggi la Rete degli Studenti Medi, nel suo ruolo di rappresentanza giovanile e studentesca, abbia giudicato profondamente negativa la linea politica tenuta dalla giunta comunale, torniamo a ribadire la necessità di proseguire questo dibattito tematico affinché la nostra realtà possa contribuire ad un vero cambiamento. Con questo intento durante il consiglio comunale di questa sera, con il sostegno del giovanissimo consigliere Daniele Riggi che si è sempre mosso per le realtà associative e studentesche del territorio, abbiamo presentato nuovamente un nostro documento alla giunta comunale, chiedendo una seria svolta sui temi di aggregazione e mobilità, rivisitando completamente il concetto di politiche giovanili per questa città. La premessa a queste richieste è però quella di intavolare con l’assessorato alle politiche giovanili un percorso di dialogo sotto forma di tavolo o di comitato per formulare collettivamente nuove idee per una città a misura di giovane e di studente.

Nella nostra mozione chiediamo chiaramente di riformulare l’intero servizio della mobilità pubblica, intendendola come uno strumento per far vivere al ragazzo la città a 360 gradi. Le due richieste più importanti che facciamo per il nuovo servizio pubblico sono la creazione di agevolazioni per i giovani che utilizzano i mezzi Geaf (con sconti del 25% sull’abbonamento per i residenti a Frosinone e del 50% per i pendolari che già possiedono un abbonamento Cotral o Trenitalia) e la creazione di un servizio di mobilità notturna che prolunghi le corse delle linee E e D nel week-end fino alle 1:00. Con queste due proposte dunque vogliamo inaugurare una svolta concreta per la vivibilità delle città e per rendere questa realmente a misura di studente, riuscendo anche a incentivare le proposte che facciamo sull’aggregazione giovanile all’interno dello stesso documento, come la riqualificazione di impianti sportivi comunali e il maggior coinvolgimento delle realtà giovanili negli eventi.

JACOPO NANNINI Coordinatore Provinciale Rete degli Studenti Medi di Frosinone

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M5S di Frosinone. Il problema della mobilità pubblica cittadina

movimento 5 stelle bandiera 350 260Il futuro è adesso: il M5S di Frosinone affronta il problema della mobilità pubblica cittadina

La prima cosa che si nota in una città straniera è la qualità dei servizi e soprattutto la facilità con cui si riesce ad usufruirne. Bene, ora torniamo con la mente a Frosinone e pensiamo alla mobilità pubblica: chi arriva con il treno ed esce dalla stazione, magari è anche sera tardi, o è giorno festivo ma non siamo muniti di auto, oppure durante il fine settimana vogliamo raggiungere un locale, o dal locale vogliamo tornare a casa senza rischiare multe o peggio la vita, o ancora lavoriamo nella zona industriale e vorremmo raggiungerla con un mezzo pubblico, o abitiamo in zone limitrofe, ma abbiamo bisogno di raggiungere il centro per delle commissioni urgenti, come si fa?

Ecco, questi sono solo alcuni dei dilemmi cruciali di una città che si è fermata a "ieri"! Dilemmi che pesano e restano sulle nostre spalle con disagi che paghiamo a caro prezzo, "respirandoli" giorno dopo giorno! Pensate al traffico giornaliero e alla qualità dell'aria che da anni ormai ci porta agli ultimi posti in Italia! La libertà di poter girare con un mezzo privato, nella nostra realtà si è trasformato in un obbligo, grazie soprattutto alle classi politiche che succedendosi non hanno mai saputo trovare soluzioni alternative efficaci e soprattutto sostenibili per liberarci da questa prigione!

Noi del M5s di Frosinone abbiamo, perciò, pensato ad un incontro che nasce, appunto, dalla necessità di affrontare a 360 gradi il tema della mobilità cittadina, analizzandone le attuali problematiche con conseguenze ormai sempre più disastrose sulla salute e qualità della vita dell'intero capoluogo, ed illustrando le varie proposte concrete e fattibili per poter risollevare le sorti del traffico e dell'aria cittadina.

Invitiamo, quindi, tutta la cittadinanza a partecipare Venerdì 18 Maggio, ore 16:00 presso l'Hotel Testani, ad un convegno sulla "Mobilità Sostenibile Cittadina" e sulle proposte per rendere il servizio pubblico più efficiente e fruibile.

Interverranno come relatori: Emiliano Cupini, Ingegnere esperto di innovazioni tecnologiche; la Dott.ssa Federica Caponera, architetto, ci illustrerà siluzioni verso una mobilità sostenibile; chiuderanno Christian Bellincampi e Marco Mastronardi, Consiglieri Comunali del Movimento 5stelle di Frosinine che elencheranno e spiegheranno le nostre proposte. Saranno presenti anche autorità e amministratori locali.
La nostra volontà è quella di poter portare presto anche la nostra città verso una realtà più verde e all'avanguardia. Perchè per noi il futuro è adesso, "ieri" è passato!

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1 dicembre 1951. Una tragedia cittadina

una tragedia cittadina Ceccano 1951 350-260di Angelino Loffredi - Era un pomeriggio di sabato, umido e triste. Il sole era gia scomparso dal cielo e velocemente scendeva la sera quando cinque ragazzi, insieme ad altri, escono dalla scuola: una misera stanza, fredda ed umida, di proprietà Cristofanilli, situata lungo via morolense, proprio davanti l'attuale ingresso alla strada Asi. Si dirigono felici verso casa assaporando già il giorno della festa domenicale: un giorno per loro senza scuola, da scorrazzare liberamente fra i prati.
Le loro abitazioni si trovano nell'estrema periferia di Ceccano, a ridosso del comune di Patrica. Il tratto da percorre è di circa un chilometro. Lungo la strada si mostrano allegri, indecisi se accelerare il passo o fermarsi a giocare per recuperare un po' di vivacità compressa in quelle lunghe ore di lezione sacrificati in una pluriclasse e sempre sotto la minaccia dell'arrivo di qualche imprevista bacchettata.
Mentre i ragazzi sono già in marcia, dalla casa colonica di uno di questi scolari, Nicolina Maura, madre di Giuseppe Ciotoli, sta uscendo per andare incontro al gruppo con un concone sulla testa ed il figlio piccolo, Antonio in braccio. Compito che svolge abitualmente in concomitanza con l'uscita dalla scuola del figlio.
Di solito la madre si riunisce al figlio ed agli altri ragazzi proprio quando il concone si è riempito d'acqua della fontana della Botte, situata nelle vicinanze. Tutti insieme poi sereni e tranquilli possono fare il tratto di strada che li separa da casa.
Quel giorno Nicolina mentre si sta avvicinando alla fontana ha la sensazione di sentire in lontananza le voci gioiose dei ragazzi che stanno arrivando. E' solo un attimo, una rapida percezione perché subito si vede un lampo in cielo accompagnato da un grande scoppio. La tragedia si consuma in località chiamata Vigna Leone. In un batter d'occhio i cinque bambini: Francesca Cristofanilli di undici anni, Domenico Mastrogiacomo di otto anni, Giuseppe Ciotoli di dieci anni, i fratelli Vincenzo e Giuseppe Di Pofi, rispettivamente di dieci e di dodici anni, rimangono per terra, su pochi metri quadrati, senza vita.La copertina della Domenica del Corriere
Sono le 16,30. Cosa è successo ? "La Stampa Sera" scrive dello scoppio di un ordigno di guerra mentre il giornale " L'Unità " ipotizza lo scoppio di una mina anticarro. Salvatore di Pofi, fratello dei due innocenti deceduti e che all'epoca aveva sedici anni, è convinto invece che si sia trattato dello scoppio di una granata ad elica1, arma diffusamente presente nei terreni circostanti. Anzi prospetta un'ipotesi ancora più inquietante e di cui solo successivamente è venuto a conoscenza: i ragazzi anche nei giorni precedenti avrebbero visto e toccato l'ordigno.
Nessuno saprà raccontarci la verità in modo circostanziato. Di certo rimane solo un cratere sulla strada, profondo trenta centimetri e cinque corpicini inermi e senza vita. Tutti gli abitanti del luogo escono dalle case. Hanno immediatamente capito cosa è avvenuto e pur non essendoci la luce elettrica, aiutati dai lumi e da altre luminarie si impegnano a raccogliere ed a sistemare i corpi. Una contrada intera si adopera per questo triste lavoro.
Ad un certo momento arriva un camion. I corpi vengono caricati e portati nella Cappella del Cimitero. Solo il giorno successivo i resti mortali verranno messi a disposizione delle famiglie ma non verranno portati a casa.
La città di Ceccano è in lutto, attonita e annichilita da una tragedia così grande ed inaspettata. Il giorno del funerale migliaia di persone e tutte le scolaresche cittadine si accalcano lungo il percorso che dalla Chiesa di San Giovanni porta al Cimitero.
Vicinissimi nelle abitazioni, uniti nella vita, nei giochi, nello studio e nella morte, insieme anche nella sepoltura; le famiglie inconsolabili infatti li hanno voluti anche nel sito funebre uno a fianco all'altro. Il Comune, attraverso il Commissario Prefettizio dell'epoca, ha messo a disposizione di tutti gratuitamente l'area cimiteriale.
Ancora oggi chi va a visitarli non deve disperdersi in un lungo percorso per depositare qualche fiore e ravvivare qualche ricordo. Sulla lapide di uno di questi bambini una mano pietosa ha scritto alcune semplici considerazioni:

Correvo mamma a te pure quel giorno
del primo libro mio felice e fiero
no più non aspettare il mio ritorno
m'avvolse morte col suo manto nero
dal duro cuor degli uomini chiamata
dei bambini sulla via s'era fermata
Mamma per l'innocente sangue mio
oh dia pace e perdono al mondo iddio

La tragedia raccontata avveniva il 1° dicembre del 1951. Circa sessanta anni fa. Un tempo che può essere ritenuto lontano e nello stesso tempo vicinissimo per la violenza, le profonde lacerazioni che attraversano l'umanità; per l' eccezionale forza ancora messa in azione dalla cultura della morte, attraverso la quale, proprio in questi giorni, qualcuno vorrebbe indicare i fabbricanti di armi impunibili se truffano o corrompono e addirittura imporli come benefattori dell'umanità o salvatori della Patria.

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