fbpx
Menu
A+ A A-

Sanità Colleferro e dintorni

Sanità pubblica e ospedali: non entrino nella campagna elettorale

logocomitatoospedalecolleferroDurante l’emergenza della pandemia Covid nella Asl Rm5, a cui appartiene l’ospedale L.P.Delfino di Colleferro, sono venute in superfice e si sono esasperate molte criticità storiche. La quarantena ha demolito le promesse a iosa della Regione Lazio, della Direzione aziendale della Asl Rm5 e dei Comuni del comprensorio.
Palestrina “chiuso” e convertito in Centro Covid, Anagni rimasto inutilizzato e il Valmontone Hospital non eroga prestazioni.

La politica in questi anni ha minimizzato le problematiche sanitarie e ha tentato di placare le proteste, dandole per risolte e trattandole come argomenti di propaganda elettorale.
Carenze, insufficienze e inefficienze che dobbiamo valutare oggi e non al termine della pandemia: non permetteremo che la sanità e il diritto alle cure venga strumentalizzate a fini politici.
Non è accettabile che da piazza Italia, a Colleferro, in piena pandemia, non si riferisca di incontri con il Presidente o l’Assessore regionale alla sanità e si scriva sui social “Serve subito più personale”, come se la carenza di organico si scoprisse solo ora o fosse stata causata dall’emergenza del coronavirus.

Mentre il personale rischiava la vita nei reparti Covid, i pazienti non ricevevano indicazioni, venivano lasciati soli dalle strutture sanitarie alla comparsa del virus, non venivano sottoposti al tampone nonostante l’evidenza e per le risposte di negatività dovevano penare. Quando, in alcuni casi, per giorni non si davano alle famiglie notizie dei congiunti ricoverati.

L’allarme turn over è stato lanciato da anni in tutte le sedi e spazi pubblici, anni nei quali il personale è stato costantemente sotto pressione, senza che Comuni, Asl e Regione muovessero un dito per bloccare il trend negativo, e adottassero un piano valido a breve, medio e lungo periodo.
Le condizioni di disagio e di stress in cui opera tutto il personale del comparto sanità è un riconoscimento doveroso, ma deve portare alla loro stabilizzazione per migliorare gli standard qualitativi/quantitativi degli addetti e dei degenti.

Sono anni che il turn over è bloccato e sarà bene non dimenticare in fretta cosa hanno dovuto affrontare i lavoratori con il Covid 19: il Sindaco Sanna e gli altri Sindaci sanno che il rapporto tra personale e pazienti è fuori legge, ma non hanno spinto in Regione, con il Commissario ad acta per la sanità, Zingaretti, per modificare questo rapporto. Non basta scrivere post sui social o inoltrare una tantum innocenti richieste, dimenticandosi di sollecitarle.

Ora si amplia il pronto soccorso dell’ospedale di Colleferro e a novembre 2018, all’annuncio dello stanziamento di 300.000 €, abbiamo chiesto di sapere chi coprirà i turni giorno/notte e continuiamo a insistere anche con il Sindaco Sanna affinchè si comprenda che la priorità è la dotazione organica.

Non c’è però né nuovo personale, né nuove apparecchiature, che dovevano essere acquistate già 2 anni fa (colonna urologica ecotomografo, jag Laser, Defibrillatori semiautomatici, Defibrillatori alta fascia, elettrocardiografo, Holter ECG, carrelli per emergenza, frigorifero per farmaci, asta cistoclisi, ecografo, ecocardiografo Philips, defibrillatori Biesse medica, carrello elevatore, multifunzione, mammografo per screaning di II livello, portatile per radioscopia, tavolo paziente per apparecchio radiologico, centrale di monitoraggio costituita da una centrale, 4 monitor e 6 telemetrie, monitor multiparametrico).

Ancora oggi in tutta la Asl Rm5 le prestazioni richieste ai Pronto soccorso non possono essere soddisfatte perché non è disponibile un servizio di Radiologia per la diagnostica specialistica, con una risonanza magnetica. Nel 2018 ne erano state promesse tre, per gli ospedali di Colleferro, Palestrina e Tivoli.

I Sindaci non hanno dato “una risposta seria sui servizi ginecologi e pediatrici alla luce della trasformazione in Covid dell’Ospedale di Palestrina”, chiedendone la riassegnazione. Hanno accettato senza protestare la violazione dell’Atto aziendale e la fine del Polo ospedaliero unico Colleferro-Palestrina, a favore di Tivoli, sottraendo servizi, personale sanitario e 80 posti letto, compreso il reparto di ostetricia e ginecologia. Ad oggi non si conosce il futuro dell’ospedale di Palestrina.

Ma sono 5 anni che a Colleferro e ai Comuni montani manca il reparto di pediatria e ginecologia, nonostante sia disponibile una intera Nuova Ala, finita di ristrutturare nel 2015. Eppure si cerca una sede idonea per allestirvi il reparto di oculistica! Così mentre a Palestrina la Regione provvede a finanziare un Centro Covid, a Colleferro la terapia sub intensiva sarà realizzata solo attraverso donazioni di privati!

L’ipotesi poi del Sindaco di Colleferro, condivisa con gli altri Sindaci, di uscire dalla Asl Rm5 ed entrare nell’Azienda 6, deve essere discussa nelle Commissioni e nei Consigli comunali prima di divulgarla sulla stampa. Non è solo una questione di stile istituzionale, che tarda ad essere acquisito, ma di rispetto delle prerogative dei nostri rappresentanti. Così finisce che la proposta di “staccare” Colleferro è un utile diversivo per spostare l’attenzione dai problemi gestionali del Consorzio Minerva a quelli sulla sanità, il campo della prossima campagna elettorale.

Questa proposta non risponde ai bisogni socioassistenziali dei Comuni che chiedono interventi strutturali, potenziamento della medicina territoriale, soprattutto per le fasce più deboli, rafforzamento dei presidi di prevenzione della Asl, ripristino dell’ospedale di Palestrina e dei posti letto per 80 mila utenti, risposta alle richieste di assunzioni per colmare i vuoti in organico e dotazione di strutture sanitarie territoriali, stabili ed organizzate.

La proposta di riorganizzazione della sanità ed anche dei rifiuti in realtà rientra in un poderoso progetto di bilanciamento degli interessi politici ed economici per spostare gli equilibri verso i Castelli romani (NOC, Nuovo ospedale in via Nettunense, una cattedrale nel deserto) e dare una mano al progetto di Zingaretti di riduzione delle Asl e di smembramento della Rm5, ripetendo quello che è avvenuto per l’ARES 118 con l’accorpamento di Tivoli, Monterotondo, Subiaco nella Direzione sanitaria di Lazio nord.
Il progetto è blindare la riorganizzazione geografica della sanità ma è priva di vantaggi per i cittadini, utenti e pazienti, perché non guarda ai loro diritti e non porta più garanzie e più risorse. La Asl Rm6 non è più ricca e i pazienti riceverebbero lo stesso trattamento dalla Direzione centralizzata, in più verrebbero azzerate tutte le problematiche pendenti da anni e si ricomincerebbe a tessere la tela di Penelope nella nuova Azienda, appartenente alla stessa Regione, guidata da un manager scelto dalla medesima Regione: in sostanza non cambierebbe assolutamente nulla in termini di ritorni concreti. Valga per tutti la situazione dell’ospedale di Velletri, del reparto di pediatria e del punto nascita, nonché di quelli di di Anzio-Nettuno: sospesi e accorpati al NOC.

Il progetto infatti non mira a una razionalizzazione del sistema sanitario locale, essendo privo di proposte nuove, di risorse economiche aggiuntive e di un ampliamento dei servizi o di nuovi riconoscimenti a livello universitario, ma è esclusivamente una scelta politica per garantire un percorso clientelare e una continuità di voti a beneficio di un’unica corrente politica.

Colleferro, 14 Maggio 2020. Gabriella Collacchi, Portavoce e Ina Camilli, Coordinatore del Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro” - Coordinamento territoriale

 

 

 

 

 

 

Il Comitato Libero
FB “A difesa dell'ospedale di Colleferro”
Coordinamento territoriale
Tel. 349055850 – 333776788 - 3357663418

Leggi tutto...

Colleferro, Minerva: perdite e dimissioni

Colleferro, Minerva al suo primo bilancio: perdite consistenti e nuove dimissioni nella dirigenza

minerva ambiente 390 minI proclami dei Sindaci dei Comuni di Colleferro, Labico, Genazzano, Carpineto Romano, Nemi, Gavignano, Gorga, soci del neocostituito Consorzio Minerva scarl, sono clamorosamente smentiti dai fatti che hanno accompagnato la sua breve vita amministrativa.

Nella difficile crisi globale innescata dalla pandemia di coronavirus, la realtà locale mostra una situazione economica fuori controllo per mancata gestione secondo i criteri di efficienza ed efficacia: i Comuni della valle del Sacco, soci del Consorzio, dovranno portare in Consiglio comunale il "ripiano delle perdite e la sua ricapitalizzazione”, come annunciato dal Consiglio comunale di Carpineto Romano nella seduta del 9 marzo 2020.

Il Consorzio Minerva, costituito il 27 settembre 2018 e diventato operativo il 2 dicembre 2019, registra, in soli 3 mesi, una perdita di 150.000 €, addebitabile ad un management che, selezionato tramite un bando "mordi e fuggi", ha responsabilità gestionali, ma la scelta della dirigenza e il conseguente deficit sono ascrivibili interamente all’indirizzo politico dettato dagli stessi Comuni soci.

La perdita è dovuta all’aumento dei costi di start up rispetto alle previsioni e poiché supera i 2/3 del capitale sociale (circa 60 mila €), Minerva dovrebbe essere messa in liquidazione, come stabilisce il codice civile. Per sopravvivere ed evitare ciò è stato proposto ai Comuni soci la sua ricapitalizzazione.
A questo dissesto, in attesa del nuovo PEF ( che si spera definitivo) e del contratto di servizio da sottoporre ai Comuni soci, Colleferro, come capofila, con la Determinazione dirigenziale del 23.4.2020 ha adottato una proroga tecnica per i prossimi 3 mesi, con un impegno di spesa di 933.000 €.

Per salvare in parte questa situazione e un probabile aumento della Tari, ai Comuni soci serve un capro espiatorio e il 28 aprile 2020 arriva la notizia dell’allontanamento dall'incarico del dott. Ermolli, Direttore generale del Consorzio.
Riteniamo che l’inefficienza economica, errate stime o previsioni economiche siano un preteso, quando la sola impreparazione e improvvisazione a gestire la vita amministrativa del Consorzio mediante scelte politiche avventate è quella dei Sindaci, che si sono fatti trascinare in un’impresa proposta dal Sindaco di Colleferro, Sanna, Comune capofila, prestandosi a fare da stampella al fallimento di Lazio Ambiente spa e alla volontà della Regione di disfarsene quanto prima.

Impresa in cui, dietro lo scopo di salvaguardare l’occupazione, si vuole continuare a fare profitti sui rifiuti con un megaprogetto senza capitale economico, impianti, attrezzature proprie e dando come unica garanzia le somme presenti e future che, negli anni a venire, saranno versate dai contribuenti.

Quest’ottica speculativa porta da una parte al malumore crescente nei cittadini per il mancato riconoscimento economico dello sforzo della raccolta differenziata (promessa e non avvenuta riduzione dei costi) e dall’altra, in assenza di un patrimonio iniziale, al fallimento dei risultati previsti a meno di un sostegno continuo di liquidità e finanziamenti statali e/o regionali (non facili da reperire in tempi di crisi). Come era prevedibile, un simile progetto potrebbe mettere a rischio anche i posti di lavoro per cui dicevano di battersi.

La nostra contrarietà l’abbiamo espressa fin dall’inizio e l’abbiamo ribadita quando abbiamo appreso dalla stampa che il professionista incaricato di redigere lo studio di fattibilità è risultato coinvolto, per altra vicenda legata ai rifiuti, in una inchiesta giudiziaria.
Contrarietà e dubbi che trovano conferma anche nel procedimento seguito per la scelta del management, su cui, abbiamo richiamato l'attenzione dei Comuni e degli organi preposti al rispetto della legalità, trasparenza, correttezza e idoneità dei criteri di selezioni messi in atto dal Consorzio.

Come già scritto in altro comunicato, la nomina del Direttore generale, Ermolli, ha tardato ad essere formalizzata perché si voleva consentire al Consorzio di sanare alcune questioni di incompatibilità e far maturare al candidato tutti i requisiti non posseduti al momento di assumere l'incarico, come il titolo per l'iscrizione all'Albo gestori ambientali, pur essendo obbligatorio all'atto della candidatura.
Vale la pena ricordare che quel bando è stato riaperto, immotivatamente, per ben tre volte con modalità improvvisate. Il candidato con comprovati titoli ed esperienza specifica nel settore era Rizzo, il quale, dopo l'ennesima riapertura del bando ha ritirato la domanda, denunciando pubblicamente quanto poi emerso.

A dicembre 2018, nel corso di un Consiglio Comunale tenutosi a Colleferro, venne infatti comunicato che il nuovo Direttore era stato individuato nella persona di Ermolli, con esperienza nel settore delle bonifiche (nessuna nella gestione dei rifiuti), nomina che verrà ufficializzata solo a giugno 2019.
Analogamente accadeva per l'Amministratore unico, Ciacci. Il bando “mordi e fuggi” fu pubblicato solo sul sito del Comune di Colleferro, a differenza di quanto indicato nel testo e neanche in Gazzetta Ufficiale, per circa 20 giorni e, guarda caso, in prossimità della scadenza temporale di 1 anno dal suo precedente incarico alla Asm di Rieti. Solo così, in assenza di trasparenza ed eliminando prerequisiti importanti come la laurea, è stato possibile superare per 2 o 3 giorni l'inconferibilità dell’Amministratore unico.

Inoltre, la pianificazione dei servizi per i Comuni soci è stata attribuita ad un raggruppamento temporaneo d’impresa formato dalla ESPER srl e Ambiente Italia, società già viste all'opera in altri Comuni dell'area romana, incaricate dalla Giunta Zingaretti della redazione e aggiornamento del nuovo Piano regionale rifiuti (creando un possibile conflitto di interessi) e che, proprio a Colleferro, ha progettato la realizzazione di un megacompound per trattare i rifiuti industriali provenienti da tutti i TMB del Lazio.

Tale gestione non sorprenda. Era prevedibile che la scelta del Consorzio, lungi dall'essere una svolta storica, come è stata presentata dai Sindaci, si reggeva sul presupposto di liquidare Lazio Ambiente spa, società regionale in forte perdita, affidando il compito a Fortini, e subentrare in quel lucroso segmento dei rifiuti fatto di politica assistenziale, a cui ambiscono i partiti a livello regionale.
La politica locale intende continuare a gestire i rifiuti secondo le vecchie logiche che hanno prodotto fallimenti e impunità, inquinamento diffuso nella martoriata valle del Sacco e opacità, anche evitando di pubblicare atti ostensibili nel sito istituzionale del Consorzio in spregio agli obblighi di trasparenza e anticorruzione.
Per superare tali gravi mancanze abbiamo proceduto con richieste di accessi agli atti, alle quali l’Amministratore unico cerca di prendere tempo ritardando l'invio dei documenti, mai pubblicati, nonostante precise disposizioni di legge.

Ai Comuni e ai dirigenti del Consorzio ricordiamo che esistono obblighi normativi nei confronti dei contribuenti e dei cittadini di Colleferro, Comune socio di maggioranza di Minerva, pagatori della Tari, quindi, azionisti di fatto delle loro condotte, che oggi conducono la società consortile a consistenti perdite di bilancio. I Comuni non hanno voluto, attraverso l'Assemblea dei soci, controllare e monitorare l'attività del Consorzio, ponendosi fuori dalle regole dello Statuto societario.
Dopo la pubblicazione delle delibere dei Consigli comunali che hanno votato la ricapitalizzazione valuteremo l’eventuale danno erariale da far valere nelle sedi opportune.

Colleferro, 30.4.2020

Ina Camilli
Rappresentante Comitato residenti Colleferro
Contrada Fontana degli Angeli
00034 Colleferro – – cell. 3357663418

 

 

 

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

Files:
zip.png Modulo di autocertificazione
(0 voti)

Modulo di autocertificazioine. Mininterno 26 marzo 2020

Data 2020-03-11 Dimensioni del File 456.82 KB Download 70 Scarica

Articoli e news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Si inabissa il polo unico Colleferro-Palestrina

 Una procedura da più parti contestata

comitatoresidenticolleferro 350 260Per far fronte all’emergenza del coronavirus la Asl Rm 5 ha deciso il 27 marzo 2020 di “superare”, con una procedura da più parti contestata, il Polo unico ospedaliero Colleferro-Palestrina (art. 23 Atto aziendale, Decreto Commissario ad Acta, 7 agosto 2019, n. U00354) di “chiudere” l’ospedale Coniugi Bernardini, trasformandolo in Centro Covid 19.

Le attività sanitarie, sospese, vengono trasferite all'ospedale di Tivoli, anziché al L.P. Delfino. Il Sindaco di Colleferro non ha nulla di ridire. Il Sindaco di Palestrina protesta.
Solo pochi mesi fa i Sindaci di Colleferro, Labico, Cave, San Vito, Gorga, Artena, Gavignano, Carpineto Romano, Rocca di Cave, Castel San Pietro, San Cesareo, Paliano, Piglio, Zagarolo, Gallicano nel Lazio, Genazzano, Valmontone e Capranica Prenestina, in cerca di consensi e visibilità, avevano difeso il Polo unico e costituito, in funzione anti Tivoli, il Tavolo permanente dei Comuni dei Monti Prenestini, della Valle del Sacco e dei Monti Lepini.

Oggi, invece, alcuni di loro con un comunicato-appello accettano la chiusura e la riconversione dell’ospedale di Palestrina in Covid 19 e, avallando il trasferimento praticamente di tutti i reparti a Tivoli anziché a Colleferro (salvo ortopedia ) permettono il ridimensionamento del Polo unico.

Per una corretta risposta dei Sindaci alla popolazione, la soppressione dei 100 posti letto autorizzati NO COVID di Palestrina doveva gioco-forza trasformarsi in un potenziamento dell’ospedale L.P. Delfino e non dovevano accettare che la Regione aggiungesse ad una emergenza un’altra emergenza, quando avrebbe dovuto riattivare ex strutture ospedaliere per i pazienti Covid.

Immediata la posizione, contraria a questa pasticciata soluzione, è stata espressa dal Comitato libero "A difesa dell'ospedale di Colleferro" - Coordinamento territoriale e sulla riconversione del Bernardini, dedicato esclusivamente alla cura dei pazienti affetti da coronavirus.

Cercheremo ora di dimostrare con i mezzi cartacei a nostra disposizione che non solo tutto viene imposto dall’alto, ma che le decisioni prese per il territorio vengono abbandonate con disinvoltura senza preoccuparsi di costruire percorsi alternativi validi e sicuri in grado di garantire comunque a tutti l’accesso alle cure.
Non da oggi infatti il Comitato denuncia la totale mancanza di coinvolgimento e trasparenza ai diversi livelli, in particolare comunale, su decisioni che devono essere condivise con la cittadinanza, che chiede partecipazione.

Della riorganizzazione della rete ospedaliera di Colleferro e Palestrina il Comitato non ne ha avuto notizia nè prima nè dopo la conclusione del processo amministrativo e come noi la cittadinanza, nonostante l’assoluta rilevanza del tema.
Questo Comitato, attraverso la consultazione dei documenti aziendali e la collaborazione con altre realtà ne è venuto a conoscenza e, in mancanza di canali ufficiali e di scambi con il Comune di Colleferro, che ha sempre negato il confronto, ha chiesto chiarimenti alla direzione sanitaria della Asl Rm 5, in un incontro tenutosi lo scorso anno.

E’ emerso che la Asl Roma 5 comprende 70 Comuni, molti montani, e si estende su un territorio di 1.813,7 Km 2, con un bacino di utenza intorno ai 500 mila abitanti. La percentuale di posti letto per acuti a Roma è di 3,2 per 1000 abitanti, mentre in provincia è solo dell’0,6 per mille. Dati e percentuali note ai Sindaci.
Uno degli obiettivi che si propone il suddetto Atto aziendale è quello di rinnovare l’offerta sanitaria, sia ospedaliera che territoriale della Asl Rm5 con la strutturazione di due Poli ospedalieri suddivisi in fasce territoriali “nord” (Tivoli-Subiaco-Monterotondo) e “sud” (Colleferro-Palestrina), a loro volta caratterizzati per l’emergenza-urgenza (Tivoli e Colleferro) e per l’elezione (Monterotondo e Palestrina).

Con l’esplosione della pandemia la Regione, la Asl Rm 5 e i Sindaci del distretto decidono l’immediata riconversione dell’ospedale Coniugi Bernardini in Covid 19. Solo il Sindaco del Comune di Palestrina protesta, chiede e ottiene una garanzia scritta dall’Assessore regionale D’Amato, di cui ora si dirà.

La più importante conseguenza di tale decisione riguarda la richiesta di sicurezza della struttura ospedaliera di Palestrina e del personale. Sul piano politico-amministrativo il Polo unico viene azzerato, perché tutto il distretto sanitario perde i seguenti servizi e attività afferenti al Bernardini: Pronto Soccorso con Osservazione Breve, Reparto di Nefrologia e Dialisi, Reparto di Medicina d'Urgenza con guardia h 24, Area Chirurgica con Chirurgia generale e annesso Servizio di Urologia, con guardia h 24, Ortopedia (Traumatologia soppressa), Area Materno-infantile, con Ostetricia e Ginecologia e Sala Operatoria, Pediatria con guardia h 24, Servizio di Anestesia con guardia h 24h, Servizio di Radiologia (senza Radiologo di notte), Laboratorio Analisi (senza il medico Patologo Clinico di notte), Servizio di Gastro-Enterologia, Reparto Operatorio con 2 Sale Operatorie per attività ordinaria e d'urgenza, Servizio di Day Surgery, Servizio di Cardiologia (molto carente in quanto non assicurava la copertura h 24 come prevede la legge), Ambulatori multidisciplinari, Farmacia Ospedaliera" (dott. Stefano Fabroni, Rappresentante Tribunale per i diritti del malato Cittadinanzattiva).

Il solo ospedale di Palestrina serve un'utenza di circa 100.000 pazienti ed ha oltre 34.000 accessi di Pronto soccorso, poco meno del Dea di Tivoli e molti di più degli altri presidi ospedalieri della Asl Rm5. Ed ora perde anche i suoi 80 posti letto attivi, che l’anno scorso hanno soddisfatto appena il 36,1% del fabbisogno del distretto prenestino, dove i posti letto mancanti attualmente sono ben 147, come quantifica lo stesso rapporto annuale dell’Azienda sanitaria.

Questo significa che il Pronto soccorso dell'ospedale di Colleferro con i suoi precari reparti a causa della carenza cronica di personale di tutti i livelli, sarà ancora più insufficiente, perchè dovrà accogliere oltre ai pazienti della valle del Sacco anche tutti i cittadini della zona prenestina.
“La Regione Lazio priva del tutto i pazienti NO COVID di un servizio sanitario già sofferente nel territorio, con la promessa di future migliorie a fine emergenza, invece di aggiungere nuove strutture adeguate per i pazienti COVID come fanno altre Regioni, e che tra l’altro vengono trasferiti anziché al Polo di Colleferro (con esclusione dell’ortopedia) all’ospedale di Tivoli”. Pazienti lasciati improvvisamente senza un riferimento certo. Reparti e attività trasferiti all’ospedale di Tivoli! Fine del Polo unico ospedaliero Colleferro-Palestrina, liquidato!

Presso l’Ospedale L. P. Delfino si è ipotizzata l’attivazione dallo scorso 28 marzo di 9 di posti letto di terapia intensiva per il Covid 19 e 2 di subintensiva, di cui ad oggi non abbiamo conferme. Ribadiamo che, qualora siano effettivamente attivati, devono essere assegnati in via permanente a Colleferro, anche dopo la fine della pandemia. Il Comitato ha chiesto alla Regione di assumere questo impegno, ora lo faccia anche il Comune di Colleferro, che finora non ha proferito parola sulla soppressione del Polo unico!

Non a caso, con riferimento al Punto nascita presso il Covid di Palestrina, dove è stata aperta la rianimazione (finora mancante) l’Assessore D’Amato, per rendere meno dolorosa e inaccettabile quella scelta, ha promesso che sarà rafforzato, anche dopo la fine dell’emergenza.

L'Assessore ha preso anche un altro importante impegno il 26 marzo scorso, quando ha firmato la lettera indirizzata al Sindaco del Comune di Palestrina, nella quale dichiara che "Passata questa fase emergenziale l'ospedale di Palestrina tornerà a svolgere il giusto ruolo nella rete sanitaria regionale sicuramente rafforzato dal punto di vista qualitativo e delle risorse umane", ovvero cesserà la sua funzione di Covid Hospital.

Passano pochi giorni e lo stesso Assessore dichiara: “I Covid Hospital resteranno anche dopo la fine dell’emergenza”. Si contraddice dunque con quanto sottoscritto nella lettera al Sindaco di Palestrina, implicando la non riassegnazione di tutti i reparti al Bernardini? Dai Sindaci del comprensorio inclusa Palestrina nessuna richiesta di ribadire l’impegno preso.
Intanto alle nostre precedenti richieste su questi temi nessuna risposta, nemmeno dai Comuni di Colleferro e Palestrina.

Anche per questo abbiamo unito le forze “A difesa degli ospedali di Colleferro e Palestrina.”
La lotta per far tornare oggi, non domani, #OspedalePalestrinaNoCovid è nell'interesse di tutti, così è interesse di tutti che anche a Colleferro ci sia un reparto di maternità, come a Palestrina (https://www.facebook.com/groups/Difesa.SanitaPubblica/).

Gabriella Collacchi, Portavoce e Ina Camilli, Coordinatore del Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro” - Coordinamento territoriale

 

Il Comitato Libero
FB “A difesa dell'ospedale di Colleferro”
Coordinamento territoriale
Tel. 349055850 - 333776788

 

 

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

zip.png Modulo di autocertificazione
(0 voti)

Modulo di autocertificazioine. Mininterno 26 marzo 2020

Data 2020-03-11 Dimensioni del File 456.82 KB Download 70 Scarica

Articoli e news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Colleferro: il compound industriale dove-come-quando?

 Il Piano Regionale rifiuti usato per il trapasso della fallita Lazio Ambiente spa

comitatoresidenticolleferro 350 260di Ina Camilli - Il Piano regionale rifiuti circola da oltre un anno sotto forma di bozza più o meno definitiva e il testo ora giace in Consiglio regionale a causa dell'emergenza sanitaria da pandemia causata dal coronavirus: continua perciò ad essere ancora vigente quello adottato circa 10 anni fa.

Il dramma senza precedenti che sta attraversando il mondo moderno dalla fine del 2019, un fenomeno di dimensioni globali - #restiamoacasa non è uno slogan ma significa limitiamo i contagi - non deve portare a forme indirette di sospensione delle garanzie costituzionali che sono alla base del nostro sistema di trasparenza democratica e non deve diventare l'alibi per non fare, ciascuno nel suo ambito, grande o piccolo, la propria parte civilmente e correttamente.

Il nostro è un microcosmo fatto di collaborazioni attive lungo la valle del Sacco e anche da questo piccolo angolo vale la pena ribadire pubblicamente, sempre in nome del desiderio di scardinare uno sciagurato sistema, le reiterate e impunite carenze in materia di anticorruzione e trasparenza di cui vive e si nutre alle spalle dei cittadini e dei lavoratori: intendiamo continuare a farlo con la forza del sano civismo e la verità documentale degli atti.

Nel nostro "piccolo" abbiamo indirizzato alla società Lazio Ambiente spa un'altra richiesta di accesso agli atti sul compound industriale da insediare a Colleferro (schemi di processo, business plan, relazione tecnica, piano economico di investimento), come previsto dal Piano rifiuti regionale.

Per i pochi che non lo sapessero, la società, nata nel 2011 dal salvataggio del Consorzio Gaia spa, è interamente regionale e si occupa di gestione dei rifiuti. Condotta dalle diverse dirigenze sull'orlo del fallimento, viene posta in vendita nel 2017 con un bando di gara pubblico, andato deserto. Ormai fuori controllo per le ingenti passività, nel 2018 interviene la Regione - superando senza titubanza tutta la fatica fatta per far credere che la dismissione della sua partecipata fosse un obbligo imposto dal decreto Madia - che affida a Lazio Ambiente spa il compito di progettare un nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti: un compound che assorbirebbe lo scarto di tutti i TMB del Lazio, legato indissolubilmente alla produzione di rifiuti non differenziati e industriali.

Nelle linee strategiche per il nuovo Piano di gestione dei rifiuti, il compound industriale è parte integrante e sostanziale perchè "rappresenta uno dei cardini del nuovo Piano" e "il fulcro del Piano industriale di Lazio Ambiente spa", entrambi incentrati dunque sul garantire ingente mole di rifiuti non differenziati a scapito di tante piccole medie imprese che vivono di riciclo e recupero dei rifiuti differenziati.

Va sottolineato che secondo il Presidente della società Fortini a gennaio 2020 doveva essere pubblicato il bando per la costruzione del compound industriale a Colleferro ed entrare in funzione due anni dopo.

E invece, a dispetto di quello che i pianificatori incaricati dalla Regione indicano nei documenti di Piano con tanto di capacità, dimensioni e schemi di flusso ben definiti e messi nero su bianco con "piglio esperto" (si tratta di due società, la Esper srl di Torino tra i cui soci/progettisti figurano "risaputi esperti" di pianificazione e progettazione impiantistica come un ex postino e un chimico, e la società Ambiente Italia srl, nota alle cronache pavesi per l’operato del suo Presidente).

In risposta alla richiesta di accesso agli atti il Presidente Fortini risponde al Comitato "di non poter dar seguito alla Sua richiesta in quanto trattasi di un progetto industriale di proprietà della scrivente società, al momento ancora in fase di studio. Sarà cura di questa società rendere pubblici tutti gli elaborati non appena questi saranno conclusi."

Forte della sua pluriennale e nota esperienza nel settore (Napoli, Roma fino alla fase fallimentare di Lazio Ambiente spa), il Presidente risponde a noi ad Aprile 2020, che "l'impianto è tutto ancora da progettare, non ci sono atti formali ad oggi da poter consegnare in termini di documenti progettuali" nonostante la prevista tempistica sbandierata in ogni dove.

Non avevamo dubbi che ci saremmo trovati davanti ad un nulla di fatto o che forse si nascondono dietro l'emergenza coronavirus le attività in corso, per questo abbiamo già richiesto anche alla Regione gli atti con relativi protocolli che avrebbero autorizzato negli ultimi tempi la decotta Lazio Ambiente spa a occuparsi della progettazione di questo ennesimo impianto, straordinariamente impattante, di cui nulla si sa ancora ad oggi. Nemmeno il Comune di Colleferro è in grado di dirci dove intendono costruirlo!

Aspettiamo una risposta e nel frattempo #restiamoacasa!

Colleferro, 10.4.2020

Ina Camilli

Rappresentante Comitato residenti Colleferro

Contrada Fontana degli Angeli

00034 Colleferro – Roma
– cell. 3357663418
Leggi tutto...

Proposta per attività del polo ospedaliero Colleferro - Palestrina

 Rispetto dei LEA nel distretto sanitario della ASL RM5

logocomitatoospedalecolleferroAlla cortese attenzione
Ministro della Salute
C.A. Roberto Speranza

Presidente della Regione Lazio
Nicola Zingaretti Commissario ad acta per la sanità

Assessore Regionale alla Sanità
Alessio D’Amato

Direzione Generale ASL RM 5 Dottor Santonocito

Al Capo della Protezione Civile Angelo Borrelli
Al Sindaco del Comune di Colleferro Sanna

E per conoscenza
Al Sindaco del Comune di Palestrina Moretti

Coordinatori del Tavolo del Comprensorio della Sanità

Ai Sindacati

Oggetto: Collocazione attività del polo ospedaliero Colleferro - Palestrina

Premesso che la Costituzione italiana all’articolo 32 dispone che “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.” Considerato che la riforma di tipo regionalistico del Titolo V della Costituzione italiana nel 2011 ha modificato le attribuzioni dello Stato in materia di Sanità in favore delle Regioni e che la ripartizione delle loro competenze legislative è disciplinata dall'articolo 117 della Costituzione.

Ricordato che il comma 2 del suddetto articolo 117 elenca le materie nelle quali lo Stato ha legislazione esclusiva a legiferare e che per quanto attiene alla materia sanitaria la lettera m) riserva allo Stato "la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale".

Evidenziato che il comma 3 del suddetto articolo 117 elenca invece le materie di "legislazione concorrente" per le quali spetta allo Stato la determinazione dei "principi fondamentali", mediante una legge cornice o una legge quadro, e alle Regioni la normativa di dettaglio.

Sottolineato che in tale ambito rientra la tutela della salute e che nella normativa di dettaglio, di competenza regionale, possono farsi rientrare senz'altro le norme organizzative.

Richiamato il comma 4 del suddetto articolo 117, il quale stabilisce il principio della competenza legislativa "residuale" delle Regioni, nel senso che queste ultime hanno competenza legislativa in ogni materia non riservata espressamente alla competenza dello Stato.

Il Comitato, preso atto che la salute è diritto di tutti, tutelato dalla Costituzione italiana e che il Servizio sanitario nazionale (SSN) ha lo scopo di garantire ai cittadini, in condizioni di uguaglianza, l’accesso universale all’erogazione equa delle prestazioni sanitarie, in attuazione dell’articolo 32 della Costituzione, la stessa prevede che la responsabilità della tutela della salute sia ripartita tra lo Stato e le Regioni (Titolo V, art.117, comma 2, lett. m).

Lo Stato ha il compito di determinare e garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), che devono essere applicati su tutto il territorio nazionale e di vigilare sulla loro effettiva erogazione.

Le Regioni programmano e gestiscono in piena autonomia la sanità nell’ambito territoriale di loro competenza, avvalendosi delle aziende sanitarie locali (ASL) e delle aziende ospedaliere.

Le Asl sono enti autonomi guidati da un direttore generale, un direttore sanitario e un direttore amministrativo, direttamente responsabili del buon funzionamento dei servizi.

Tutto ciò premesso, il Comitato, a seguito della precedente nota inviatavi il 29 marzo c.a. (qui allegata), avente ad oggetto la richiesta di trasferimento e riassegnazione dei reparti materno-infantili dall’Ospedale Coniugi Bernardini di Palestrina all’Ospedale L. P. Delfino di Colleferro, ripristinando la situazione ante luglio 2015, rappresenta quanto segue:
La ASL RM5 della Regione Lazio con i suoi ultimi atti aziendali ha stabilito che in essa vi siano due Poli ospedalieri: il primo Tivoli-Monterotondo e il secondo Colleferro-Palestrina;

Alla luce di quanto disposto e attivato nel Polo ospedaliero Colleferro-Palestrina sono presenti tutte le attività sanitarie di competenza, come nel secondo Polo Tivoli-Monterotondo;

Preso atto che in questi giorni l’Ospedale di Palestrina è stato riconvertito e dedicato esclusivamente alla cura di pazienti Covid 19 per il Lazio;

Secondo quanto previsto nelle disposizioni dell’Atto aziendale tutte le branche, specialmente quelle chirurgiche, dall’Ospedale dei Coniugi Bernardini devono essere accorpate nel Polo Ospedaliero di
Colleferro, a cui ora affluiscono i pazienti dell’intero comprensorio;
La soluzione ottimale è quella di consentire al personale Medico e sanitario di continuare a svolgere l'attività nel Presidio di Colleferro, nel rispetto delle competenze dei due Poli ospedalieri, come istituiti dagli atti amministrativi della ASL RM5 e approvati dalla Regione Lazio;

L’accorpamento di tutte le attività presso l’Ospedale L. P. Delfino di Colleferro consentirebbe alla popolazione della valle del Sacco – un bacino di circa 130 mila abitanti in un territorio SIN, sito di interesse nazionale da bonificare, caratterizzato dalla presenza di numerose aziende sottoposte alla direttiva Seveso - di avere in loco la possibilità di soddisfare tutte le necessità sanitarie, senza dover intasare altri ospedali distanti anche 70 km e di dover viaggiare da un luogo all’altro con il rischio di contagio da coronavirus;

L'Ospedale L. P. Delfino di Colleferro è in condizioni strutturali ottime per tutte le branche sanitarie, in quanto i recenti lavori - conclusi nel 2015 - di ristrutturazione e riqualificazione hanno creato ampi spazi, con tutti i servizi necessari, come camere operatorie, necessitando ovviamente della dotazione di medici anestesisti e di rianimazione;

L'Ospedale L. P. Delfino di Colleferro garantisce assistenza alla popolazione di oltre 15 Comuni dell'area Metropolitana Sud di Roma e dell'area Nord del frusinate. Colleferro ha una uscita autostradale, la stazione ferroviaria e importanti vie di collegamento provinciali. Nelle immediate vicinanze, ci sono numerosi Istituti scolastici, grandi centri commerciali, Poli industriali, anche di livello internazionale AVIO, ESA, ITALCEMENTI, SIMMEL DIFESA e prossimamente AMAZON e LEROY MERLIN.

È di questi giorni la notizia della donazione, da parte di AVIO, per far fronte all'emergenza Covid 19, di € 250.000,00, tramite la Protezione Civile, da destinare all'Ospedale L. P. Delfino di Colleferro, per acquistare materiali e attrezzature di cui ha bisogno;

In conclusione, con quanto propone il Comitato, ovvero il rispetto degli atti amministrativi di gestione dei due Poli, la ASL RM5, pur mantenendoli invariati, assicurerebbe gestioni ottimali per il Covid 19 all’ospedale di Palestrina e per tutte le altre branche, soprattutto chirurgiche, a quello di Colleferro. Se venisse presa in considerazione tale ipotesi, contemplata negli atti amministrativi vigenti, l'utenza avrebbe a Colleferro un Ospedale per tutte le necessità e non sarebbe costretta ad andare in cerca di studi, ambulatori, ospedali privati, con notevole danno economico per le famiglie e si migliorerebbe notevolmente la vita dei pazienti ancora più dura in questo triste periodo di emergenza - non breve, purtroppo - dovuto al Coronavirus.

Il Comitato valutato che:
- L’articolo 117 della Costituzione riserva allo Stato i compiti in materia di profilassi internazionale;
- L’articolo 120 della Costituzione consente già al Governo di sostituirsi alle Regioni in casi di pericoli grave per l’incolumità;
- La legge n. 833 del 1978 assegna al Ministro della Salute il compito di intervenire in caso di epidemie (Sabino Cassese);

Chiede
- Al Ministro della Salute di intervenire per garantire il rispetto dei LEA nel distretto sanitario della
ASL RM5;
- Alla Regione Lazio e alla ASL RM5 di rispettare l’Atto aziendale che ha istituto il Polo ospedaliero Colleferro-Palestrina;
- Al Sindaco di Colleferro di rappresentare in tutte le sedi le istanze della cittadinanza. Confidando nella Vostra attenzione attendiamo risposte concrete per il territorio.

Cordiali saluti.
Confidando nella Vostra attenzione attendiamo risposte concrete per il territorio.
Cordiali saluti.

“A difesa dell’ospedale di Colleferro”
Gabriella Collacchi, Portavoce Comitato Ina Camilli, Coordinatore Comitato

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

zip.png Modulo di autocertificazione
(0 voti)

Modulo di autocertificazioine. Mininterno 26 marzo 2020

Data 2020-03-11 Dimensioni del File 456.82 KB Download 70 Scarica

Articoli e news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Colleferro, chiusura discarica: assemblea cittadina di Rifiutiamoli

discaricaColleferro 350 minda Il movimento Rifiutiamoli - Convocazione assemblea cittadina di Rifiutiamoli su chiusura discarica e progetto del compound. 

Sabato 11 gennaio nella sala dell’Auditorium della città di Colleferro Fabbrica della musica'' il movimento di Rifiutiamoli convoca una assemblea aperta ai cittadini di Colleferro e della Valle del Sacco in occasione della chiusura della discarica di Colle Fagiolara, prevista per il 15 gennaio e sula proposta apertura di un compound di post-trattamento dei rifiuti da parte della società Lazio Ambiente.

L’assemblea si svolgerà all’auditorium poiché esso rappresenta un passo importante per la rinascita del quartiere Scalo. Rinascita che passa anche per la chiusura degli inceneritori di Colle Sughero -ottenuta dalla lotta di Rifiutiamoli con la partecipazione di cittadini ed amministratori- a cui si è aggiunta la creazione della biblioteca di Oltre il Ponte alla scuola elementare Flora Barchiesi.

Giovedì mattina 16 gennaio saremo con gli amministratori e gli studenti dell’IPIA a festeggiare la chiusura della discarica.
La chiusura della discarica di Colle Fagiolara è decretata in modo definitivo dall’ordinanza di novembre del presidente Zingaretti che la sposta al 15 gennaio in seguito alle chiusure dell’impianto seguite alla tragica morte dell’operaio Giuseppe Sinibaldi. Ciò accade nonostante le reiterate richieste da parte della sindaca di Roma Virginia Raggi affinché si continuasse ad utilizzare per almeno un anno Colle Fagiolara.
Siamo in piena improvvisazione nella ricerca di nuovi siti destinati ad ospitare la discarica di servizio per la città metropolitana di Roma, mentre le proteste nei siti prescelti si organizzano presto e bene. Anni di mancata pianificazione e innovazione del ciclo di gestione dei rifiuti non si superano in poco tempo, tanto meno il mancato coinvolgimento dei cittadini in ogni territorio della regione.

Il progetto del compound è figlio del medesimo stato di cose, soffre della medesima improvvisazione. Ciò risulta dalle dichiarazioni del presidente di Lazio Ambiente, Daniele Fortini. Le tonnellate passano da 500 mila a 220 mila. L’impianto lo dovrebbe fare realizzare Lazio Ambiente, anzi forse lo realizzerà AMA, se acquisterà Lazio Ambiente il cui valore verrebbe rimpinguato dal progetto del compound o meglio valore costituito dal solo progetto del compound, poiché nulla resta alla società da gestire con la chiusura della discarica di Colle Fagiolara, mentre incombe l’intervento della Corte dei Conti sulla regione per il mancato realizzo degli inceneritori.

Secondo Fortini, a gennaio il bando per il progetto, entro maggio il progetto definitivo, il cui valore -dice Fortini- permetterà di mettere sul mercato Lazio Ambiente, da offrire in pasto ad AMA.
Una situazione ingarbugliata che dovrebbe mettere d’accordo la regione proprietaria di Lazio Ambiente con il comune di Roma proprietario di AMA, mentre Cerroni osserva interessato.

Sabato 11 gennaio vogliamo riprendere la discussione avviata nella scorsa assemblea svolta in sala Konver, durante la quale avevamo previsto di indire una manifestazione nel momento in cui sembrava incerta la chiusura della discarica di fronte le pressioni della sindaca Raggi.
Come dice il presidente Fortini, Roma produce un milione di tonnellate l’anno di rifiuti indifferenziati, quindi ci sarà bisogno di altri impianti come il compound in questione. Questa constatazione serve a ribadire la necessità di non affrontare isolati, territorio per territorio l’insediamento dei prossimi impianti.

Sabato 11 gennaio quindi ci ritroviamo per ragionare sul futuro dell’impiantistica regionale, con l’obiettivo di approfondire ed allargare i legami tra associazioni, comitati ed anche amministrazioni che nei diversi territori si muovono per una radicale innovazione della gestione del ciclo dei rifiuti.
Nella sigla Rifiutiamoli si riconoscono tutti coloro che hanno realizzato la mobilitazione continua dal ‘lotto luglio’ 2017.
Rifiutiamoli ha realizzato le più ampie mobilitazioni per la difesa della salute e dell’ambiente, con lo stesso spirito unitario lavoriamo alla creazione di un movimento coordinato su scala regionale.

4 gennaio 2020 Il movimento Rifiutiamoli

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Ceccano, Celli apre e chiude per la cinquina al Colleferro

Archilletti Cicciarelli Ceccano ca5 350 minTommaso Cappella-Ufficio Stampa Ceccano 1920 ca5 - CAMPIONATO REGIONALE CA5 SERIE C2 CECCANO-CITTA’ DI COLLEFERRO 5-3

CECCANO – Cinquina del Ceccano sul Città di Colleferro nell’ottava giornata di andata del girone D del campionato regionale di serie C2 di calcio a5. Tre punti che consentono ai rossoblù di cogliere non solo il terzo successo stagionale ma di portarsi a quota undici in classifica, in una posizione quindi più consona alle reali potenzialità della formazione di mister Compagnone. Di contro il Città di Colleferro resta in ultima posizione a quota quattro, anche se non ha affatto sfigurato contro Cicciarelli e compagni restando in partita fino a dieci minuti dal termine.

La gara ha visto comunque, sin dall’avvio, il Ceccano proteso in avanti e gli ospiti bravi nelle ripartenze ma senza impensierire più di tanto il neo acquisto Nardoni. Dopo un paio di tentativi e un gran palo colpito da Uberti, i rossoblù passano al 20’ grazie a Celli che realizza a porta vuota su assist di Ricci. Il Città di Colleferro reagisce e, dopo un grande intervento di Nardoni, perviene al pareggio al 24’ con Archilletti che realizza su calcio piazzato dal limite. Sull’1-1 le squadre vanno al riposo. Ad inizio ripresa si complicano le cose in casa Ceccano perché Ricci, già ammonito, rimedia un secondo giallo per un battibecco con Graziani e viene espulso. Il Ceccano però non si smarrisce e, in un minuto, tra l’8’ e il 9’, trova l’uno-due grazie ad una doppietta di Galuppi per il momentaneo 3-1. Al 12’ una sfortunata deviazione nella propria porta di Uberti rimette in gioco la squadra di Riccitelli che addirittura trova il pareggio al 17’ con Bucci. Ma il Ceccano ci crede e al 20’, su azione personale di capitan Cicciarelli, è Pietrantoni e riportare i rossoblù in avanti. Ci pensa poi a seguire Celli, dopo aver aperto le marcature, ad andare a segno per il 5-3 finale. Ed ora la squadra di Compagnone è attesa dalla trasferta di Cori in programma sabato prossimo alle ore 17,30.

 

Le squadre

CECCANO: Nardoni, Ricci, Celli, Uberti, Pietrantoni, Carlini, Cicciarelli, Colapietro, Ferri, Vona, Galuppi.

Allenatore: Compagnone.

CITTA’ DI COLLEFERRO: Esposito, Alteri, Bucci, Moreschini, Archilletti, Graziani, Cacciotti, Ronzoni, Eusepi, Misseri, Debri.

Allenatore: Riccitelli.

Arbitro: Viglianti di Formia.

Marcatori: 20' pt Celli, 28’ pt Graziani, 8’st Galuppi, 9’st Galuppi, 12’ st (aut.) Uberti, 17’ st Bucci, 20’st Pietrantoni, 21’ st Celli.

Note: espulso al 4’ st Ricci per doppia ammonizione; ammoniti Alteri e Graziani; recupero: 1’ pt, 2’st.

Leggi tutto...

Discarica Colleferro: processo non ancora chiuso

comitatoresidenticolleferro 350 260di Ina Camilli - Un segnale unanime di rispetto verso la famiglia e di silenzio sulle circostanze che hanno accompagnato i giorni della tragedia di Giuseppe Sinibaldi, deceduto tragicamente nella discarica di Colleferro. Tra lo sbigottimento generale attendiamo che gli avvenimenti vengano chiariti, ma quella discarica è andata oltre i tradimenti, gli inganni, le illegalità e si è trasformata in un maledetto luogo di incubo.

Una vita non facile quella di colle Fagiolara, che da luglio a dicembre 2019 è stata precettata per fronteggiare l’emergenza rifiuti e accoglierne 1.150 tonnellate al giorno, un quantitativo superiore a quello autorizzato. Il gestore del sito non ha avuto il tempo, fino a sabato 8 novembre, ultimo giorno in vita di Sinibaldi, di sanare inosservanze pregresse e di adeguare l’impianto sotto il profilo dei rischi e della sicurezza. Chiusa alcuni giorni dopo il decesso di Sinibaldi, oggi l’Autorità competente ha disposto nuovamente la chiusura, fino a data da destinarsi per permettere le verifiche richieste.

Di questo parleremo quando avremo acquisito il verbale di accertamento della Asl Rm 5 al termine delle indagini di polizia giudiziaria e agiremo non per colpire i colpevoli, se ve ne saranno, ma per conoscere le cause e le responsabilità che hanno determinato l’accaduto, in un contesto lavorativo caratterizzato da larghi strati di irregolarità. La Magistratura dirà se hanno interessato anche il personale che vi lavora.

A proposito di Magistratura, venerdì 15 novembre siamo tornati al Tribunale di Velletri per una nuova udienza. Le ipotesi di reato, consumati nel 2014 all'interno di colle Fagiolara e denunciati da questo Comitato, riguardano la propagazione incontrollata di miasmi nocivi e l’attività abusiva di trasferenza di rifiuti non differenziati (codice CER 200301), la mancata annotazione degli ingenti quantitativi nel registro di carico/scarico e il mancato trattamento dei rifiuti presso uno stabilimento, allo scopo di lucrare sulla tariffa e conseguire un ingiusto profitto.

Tale condotta ha compromesso – e continua a compromettere – il benessere dei cittadini che hanno subìto per anni odori nauseabondi. I miasmi hanno superato – e superano - i limiti della normale tollerabilità, cagionando quotidianamente gravi malesseri agli abitanti.
Il prossimo 6 dicembre il processo penale sui danni ambientali e alla salute dovuti alle emissioni odorigene si concluderà, dopo 5 anni, con la prevedibile dichiarazione del Tribunale di non doversi procedere per intervenuta prescrizione (ex legge Cirielli). In attesa di conoscere le motivazioni della emananda sentenza rimangono indelebili le contestazione contenute nel capo d'imputazione nei confronti della dirigenza di Lazio Ambiente spa. La prescrizione impedirà di perseguire penalmente i presunti autori del reato ma getta un'ombra sinistra nella conduzione dell'Ente regionale.
Il secondo filone del processo penale riguarda oltre alla suddetta società anche i titolari di alcune imprese di trasporto per aver svolto attività abusiva di trasferenza e stoccaggio non autorizzato di rifiuti. La prossima udienza è fissata per marzo 2020.

A fine anno colle Fagiolara chiude e il Comune di Colleferro ha già deciso la data e il luogo del festeggiamento, 8 gennaio 2020, Istituto IPIA. Non è una indicazione, ma un fatto “politico” certo, almeno a sentire i Sindaci di Colleferro e Paliano.
Fino a questo momento però non ci sono riscontri amministrativi: il piano di chiusura e il piano di gestione post mortem non sono stati approvati con un atto formale. La loro adozione avviene attraverso alcuni passaggi tecnici nell’ambito di un procedimento che prevede la convocazione di vari Enti e Autorità in Conferenza di servizi. E’ un rito obbligatorio dove acquisire pareri, intese, nulla osta da parte delle diverse Amministrazioni pubbliche e che ad oggi non è stata né convocata né sollecitata.
E’ possibile che il provvedimento regionale di chiusura venga adottato nei prossimi giorni, comunque entro dicembre, ma al momento non è stato pubblicato ed è bene chiarire che una cosa è chiudere una discarica, altra cosa è piantare un albero! Un grossolano equivoco di cui si è reso protagonista il Sindaco di Colleferro, Sanna.

Non sappiamo se l’atto per la chiusura è in itinere perché l’Amministrazione non “concede” informazioni (salvo quella orientata dalla stessa Amministrazione) alla cittadinanza, che soffre molto la mancanza di confronto e trasparenza.
Sentiamo la necessità di un Osservatorio ambientale, una Consulta, un Forum, dove discutere pubblicamente dei problemi della città, ma né il Sindaco Sanna, né l’Assessore all’Ambiente Calamita lo vogliono e non accettano di confrontarsi con i residenti dissenzienti. Non vogliono rispondere alle nostre legittime preoccupazioni che mirano a fare pressione affinchè la chiusura di colle Fagiolara sia garantita dalla individuazione di un sito alternativo, disponibile dal 1 gennaio 2020, dalle fideiussioni e dai fondi post mortem.

Non sono di alcuna valenza le blande osservazioni al nuovo Piano rifiuti regionale del Comune di Colleferro. Il Sindaco Sanna e l’assessore Calamita si sono limitati a rilevare che colle Fagiolara non avrà volumetrie residue a fine anno, senza allegare una relazione tecnica sullo stato di stabilità dei pendii, un rapporto sanitario sulle conseguenze degli odori mefitici sulle condizioni di vita dei residenti, uno studio sullo stato di contaminazione delle falde acquifere e sulla presenza del percolato interno al sito.
Le osservazioni non contengono nemmeno la richiesta di riformulare quel passaggio del piano rifiuti, che contiene la mera indicazione che la discarica “dovrà” chiudere entro il 31 dicembre 2019 (pag 114). L’esperienza negativa del passato, le prevaricazioni, le incursioni nei territori limitrofi e la criticità dell’emergenza rifiuti richiedono tutele rafforzate e durature per impedire o almeno ostacolare ripensamenti dell’ultimo momento, sempre possibili.

Il Comune di Colleferro deve chiedere di inserire nel piano rifiuti la data esatta di chiusura del sito, l’ammontare del post mortem, il soggetto gestore del piano di chiusura e del post mortem, i tempi per l’adozione dei provvedimenti amministrativi, stante la vendita e/o la dismissione della partecipata regionale, e il presumibile scenario per Colleferro e per i Comuni del comprensorio dal 1 gennaio 2020 (come da nostre osservazioni presentate in Regione al piano rifiuti).
Il puro riferimento alle volumetrie residue dimostra chiaramente che il Comune non si vuole contrapporre alla Regione, rimettendo alla sua discrezionalità o di altre autorità se chiudere o tenere aperta la discarica, con l’ennesima proroga o il ricorso al commissariamento.

Il Comune non ha prodotto osservazioni sostanziali, con ciò pregiudicando la certezza stessa della chiusura della discarica e ci intrattiene con il più inflazionato corredo linguistico di “Città Verde”, che continua a produrre armi e cemento con scarti di rifiuti industriali, dove il cartello di “Capitale europea dello spazio” è collocato proprio al bivio di via Palianese, che conduce alla discarica.

Colleferro è stata e sarà “la città della monnezza” perché lo vogliono anche molti Sindaci della valle del Sacco che non hanno mai preso una iniziativa seria, in quell’ozioso Tavolo di coordinamento per la salute e l’ambiente, contro lo sfruttamento della valle del Sacco e il compound industriale, che porterà ogni anno nella “Città della cultura” almeno 500 mila tonnellate di rifiuti.
Respingiamo infine con fermezza e prendiamo le distanze da qualsiasi ipotesi di nuovi insediamenti industriali dedicati al trattamento dei rifiuti – leggasi consorzio Minerva - o di ripresa delle attività di incenerimento a Colleferro e nella valle del Sacco. I fattori di pressione ambientale e i rischi sanitari connessi all’inquinamento hanno raggiunto livelli di allarme di dimensione nazionale, che solo amministratori irresponsabili possono ignorare.

*Ina Camilli
Rappresentante Comitato residenti Colleferro

Colleferro, 20.11.2019

Contrada Fontana degli Angeli
00034 Colleferro – Roma

Leggi tutto...

Colleferro: Regione e Comune dicano se vogliono chiudere l’ospedale

 

Colleferro DifendiamoOspedale 350 260Gabriella Collacchi, Portavoce e Ina Camilli, Coordinatore del Comitato libero “A difessa dell’ospedale di Colleferro” - Il L.P. Delfino di Colleferro è tra i 5 ospedali della ASLRM5 “che non dispongono di risorse fondamentali che pure non riguardano le alte specialità ma la cura di patologie comuni e che rappresentano le principali cause di mortalità. Basti pensare all’assenza sul territorio di stroke unit, radioterapia e risonanza magnetica, utilizzabili in urgenza”, denuncia la stessa Azienda nell’ultimo Rapporto annuale.

Il punto nevralgico dell’ospedale di Colleferro, dopo il graduale depotenziamento/chiusura di numerosi servizi, è la grave carenza di personale – medici, infermieri, tecnici, OSS, ausiliari – il quale si trova ad affrontare, stanco e senza prospettive, turni massacranti, ore di lavoro straordinario, con risorse scarse e pochi mezzi, tra tante difficoltà e rischi professionali, legati al carico di lavoro e allo stress, di cui potrebbero trovarsi a rispondere legalmente.

Le conseguenze di turni notturni coperti ormai da mesi da personale proveniente da altri ospedali (come avviene di norma), le pagano anche i pazienti, affidati a medici che, non essendo del reparto, non hanno conoscenza di ogni specifica problematica dei ricoverati.

Persi i 4 reparti materno-infantili nel 2015, senza che ci sia stato un afflato da parte del Comune di Colleferro per garantire all’intero comprensorio – estremamente gravato da patologie legate all’inquinamento ambientale - i servizi sostitutivi, di cui si era fatto garante, l’ospedale cittadino oggi è in forte declino.

L’obiettivo, si teme, sia quello di portare il personale e l’attività ospedaliera sotto la soglia prevista dalla legge per avviarlo ad un punto di non ritorno.

Lo dimostrerebbero la mancanza di un piano assunzionale e il ricorso costante agli ordini di servizi adottati di volta in volta per far fronte alle emergenze, come per l’attività della sala operatoria. Le sedute sono state ripristinate solo per un mese ma rischiano di essere ridotte alle emergenze per mancanza di personale, di anestesisti, di medici reperibili post intervento, di sangue dal Centro trasfusionale.

Si continua da anni con l’assegnazione temporanea di personale per fronteggiare le necessità dei vari reparti, segno evidente che persiste la mancanza di volontà di assumere e permettere così all’ospedale di essere operativo.

Sui problemi gestionali interni all’ospedale di Colleferro va ribadito che non sono state richieste con forza misure per il riordino organizzativo e provvedimenti di programmazione e pianificazione, che avrebbero messo in sicurezza il qualificato lavoro del personale - allo stremo delle proprie possibilità - e consentito di rilanciare l’attività sanitaria.

Sul piano amministrativo, arriviamo a domani, 15 ottobre, quando la Commissione regionale Sanità voterà (a favore) il parere sulla nomina del dott. Santonocito, a Direttore generale della ASLRM 5, nomina che farà cessare il commissariamento del dott. Quintavalle. La sua reggenza è stata sicuramente caratterizzata da uno stile e uno spirito nuovo, collaborativo e aperto, soprattutto se confrontato con il comportamento dei suoi predecessori, ma in quasi 2 anni l’ospedale ha continuato a perdere efficienza e potenzialità.

Nel complesso, le macro problematiche gestionali ed organizzative non sono state minimamente affrontate, secondo la ferma volontà della Regione Lazio, a cui il Comune di Colleferro, come gli altri del distretto, non si è contrapposto.

Con l’insediamento del nuovo Direttore generale, il Comitato chiederà un incontro al dott. Santonocito sulle prospettive future dell’ospedale di Colleferro e sull’Atto aziendale, pubblicato ad agosto c.a., di cui non abbiamo informazioni corrette e verificate. Chiederemo di conoscere quali vantaggi si prevedono per Colleferro dal Polo Unico con Palestrina e dalla nascita dei due Poli ospedalieri (Tivoli, Monterotondo, Subiaco e Colleferro, Palestrina).

Negli ultimi mesi il Comitato ha rappresentato alla Direzione generale la situazione del mancato pagamento degli emolumenti agli addetti alla centrale termica dell’ospedale e segnalato gli inconvenienti connessi alla disattivazione del centralino – sostituito da un disco risponditore - a cui abbiamo ricevuto una mera risposta formale.

Restiamo contrari alla sua dismissione: confermiamo che tale attività doveva essere riassegnata agli operatori e denunciamo che la tecnologia in uso (scelta alcuni anni fa in aggiunta al funzionamento del centralino) non è stata aggiornata ed è inadeguata a svolgere correttamente il servizio, assicurato solo per poche opzioni fisse. Si tratta di una limitazione molto grave, poiché l’ospedale può essere allertato per le emergenze di aziende locali ad elevato rischio industriale, assoggettate alla Seveso II.

Nell’incontro dell'11 marzo scorso con il dott. Quintavalle, il Comitato ha lamentato l’assurda decisione della ASLRM5 di bloccare le prenotazione delle liste di attesa per la diabetologia fino a dicembre 2019, chiusura (avvenuta) che il Commissario aveva escluso, rassicurandoci.

Negli ultimi 4 anni, le carenze si sono aggravate in tutti i reparti. Innanzitutto per la decisione spietata e fredda della politica sanitaria regionale di non sostenere l’ospedale di Colleferro, privandolo delle misure indispensabili al suo ordinario funzionamento. In secondo luogo si sono lasciati parcheggiati in un binario morto una serie di decisioni che, non affrontandole, si sono risolte per inerzia.

Tra queste rientrerebbe l’improbabile riassegnazione di una assistente sociale, funzione molto importante all’interno dell’ospedale, e chiediamo alla Direzione generale di provvedere.

Risulta soppressa l’apertura dell’ufficio cartelle cliniche al pubblico, senza che ne sia stata data comunicazione all’utenza.

Se non si interverrà immediatamente, con il pretesto della mancanza di personale, anche la Direzione sanitaria, dopo i 4 reparti neonatali, potrebbe essere trasferita dal 1 gennaio 2020 a Palestrina. E’ questo che vogliono i nostri Amministratori?

Si vuole continuare a compromettere la struttura amministrativa interna, trasferendo presso l’ospedale di Tivoli l’ufficio pensioni, sorte che potrebbe toccare anche all’ufficio del personale.

Le ripercussioni di questo clima di smobilitazione si colgono davanti lo sportello del CUP, dove è difficile trovare la fila, come accadeva precedentemente. Il messaggio è arrivato agli utenti che sempre più spesso scelgono altre strutture, spesso private, accollandosi un doppio costo.

Solo alcuni giorni fa è stata richiesta dal Comune di Colleferro la convocazione dell’Assemblea dei Sindaci, una mossa tardiva, che dimostra come l’intenzione fosse quella di perdere tempo prezioso, mentre alla Pisana sono stati ripartiti ben 170 milioni di € per le strutture e le politiche sanitarie, da cui Colleferro è escluso!

Da anni chiediamo all’Amministrazione comunale un incontro, maggiore informazione e più trasparenza nei processi decisionali, che sono la base del rapporto cittadino-Istituzioni pubbliche. Lo chiediamo per dimostrare a tutti che i nostri Rappresentanti sono capaci di essere attenti alle aspettative degli utenti e responsabili del proprio operato, ma finora è stato solo un flatus vocis.

Gabriella Collacchi, Portavoce e Ina Camilli, Coordinatore del Comitato libero “A difessa dell’ospedale di Colleferro” - Coordinamento territoriale

Il Comitato Libero“A difesa dell'ospedale di Colleferro”

Coordinamento territoriale - cell 349055850 - 3337767884

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Colleferro e la cultura delle armi

Yemen da Protestantesimo minda Re.Tu.Va.Sa. - Nel mondo la guerra, le guerre non si sono mai interrotte dai milioni di morti del Congo alla macelleria dello Yemen. La guerra continua ad essere strumento per risolvere conflitti e regolare l’accesso alle ricchezze del pianeta, devastando regioni di soluzione dei conflitti che nascono dalla volontà di appropriarsi delle risorse strategiche delle diverse regioni del globo. Guerre che distruggono le condizioni di vita di intere popolazioni, mentre il modello di sviluppo produce la migrazione verso le aree urbane con conseguente sviluppo di gigantesche megalopoli verso le nazioni più sviluppate. La guerra è un elemento fondamentale e necessario per il modello di sviluppo dominante, certamente non l’unico, ma ineliminabile.

Il nostro paese è diventato una posta in gioco simbolica dello scontro politico -la contesa è su poche decine di migranti salvati dalle ONG, mentre contemporaneamente centinaia di altri sbarcano autonomamente, senza contare quelli che nel frattempo sono annegati-, soprattutto da parte di chi punta ad esasperare le contraddizioni e le reazioni dei cittadini italiani, soprattutto le parte più povera esasperata dalle proprie condizioni di vita, incapace di mettere in piedi autonomamente un conflitto, una lotta per migliorare le proprie condizioni di vita, a cui è facile proporre un capro espiatorio.
In questo contesto globale, nazionale e locale è necessario fare i conti con il ruolo che gioca l’industria degli armamenti del nostro paese.

Un riconoscimento particolare va riconosciuto agli attivisti che combattono contro la RWM Italia e la sua fabbrica di Domusnovas-Iglesias in Sardegna, che esporta armamenti verso l’Arabia Saudita artefice -nel silenzio globale- dell’eccidio nello Yemen.
Nessuna voce si alza in difesa di quelle popolazioni vittime di un massacro quotidiano da parte dei governi del mondo: lo Yemen non ha risorse da depredare, quindi può tranquillamente affondare nel mare dell’indifferenza.
La produzione di armamenti -bombe per aereo- della RWM Italia -100% di capitali tedeschi-, prima S.E.I. Società Esplosivi Industriali SPA, è un'attività insediatasi da poco meno di venti anni, nell’Iglesiente, territorio piagato dalla disoccupazione, facilmente ricattabile.
Colleferro fa da contraltare, ha nel DNA la cultura delle armi, Colleferro ha quel marchio di fabbrica che poche città italiane hanno “l’onore” di avere. A Colleferro si è nati e cresciuti con gli esplosivi nel giardino di casa. Colleferro è stata strategica nelle guerre mondiali e nel panorama industriale del nostro Paese. Colleferro ha dato da mangiare al popolo contadino bisognoso di cibo, ha permesso a tanti giovani di studiare, li ha resi edotti e volenterosi di sapere.

Tutto ciò però è splendidamente terminato.

L’industria bellica è oggi il residuo di un apparato industriale che mentre produceva ed esportava strumenti di morte, produceva e diffondeva sostante che portavano malattia e morte in tutto il territorio circostante.
Come dicemmo anni fa “la morte dentro e fuori”.

Oggi l’innovazione tecnologica, la forte concorrenza, l’impatto di armamenti ipertecnologici rende l’assetto industriale bellico di Colleferro ridicolo rispetto agli allori del passato, ma la cultura delle armi permane, ridimensionata, non più eccellenza italiana come un tempo, da tempo proprietà straniera.
La relazione del Governo per le autorizzazioni alle esportazioni nell’anno 2018 parla chiaro, c’è il crollo dell’interesse per il prodotto locale, ma il signore della guerra non demorde e attende con calma che ci sia una ripresa, qualche nuovo conflitto che gli permetta di risollevarsi.

La Simmel Difesa Spa segue l’onda nazionale riguardo al netto ridimensionamento delle esportazioni di armamenti.
Nel 2018 il paese ha subito un -53,78% rispetto al 2017 (-66,71% rispetto al 2016) di valore di autorizzazioni alle esportazioni passando da circa 10mld di euro a circa 5 mld di euro -erano 14mld di euro circa nel 2016-, cifre che comunque dovrebbero far riflettere su quanto possa essere ghiotta l’economia delle armi, e se il mercato estero è in ribasso allora si passa ad alimentare quello interno.

Nel 2018 la fa da padrone il Qatar con circa 2Mld di euro di richieste di armamenti dall’Italia -in seconda posizione il Pakistan, in terza l’Egitto-, lo scorso anno il primato spettava all’Arabia Saudita, complice anche la RWM Italia. A lume di naso tutti paesi che i diritti umani non sanno proprio dove siano di casa, alcuni sono anche in guerra e ciò contrasterebbe con la Legge italiana di riferimento, la 185/90, ma si sa in alcuni casi le Leggi vengono lasciate a libera interpretazione.

La Simmel Difesa SpA nel 2018 riceve autorizzazioni alle esportazioni per circa 23,6mln di euro contro i circa 60mln di euro del 2017 e i circa 45,5 mln di euro del 2016.
Facile intuire che è una azienda in decrescita, difficile intuirne il destino visto che in questo ventennio di insediamento dopo l’acquisizione del comparto bellico della ex Snia BPD, ha visto prima la cessione in mani inglesi, Chemring Group PLC, e da qualche anno in mano ai francesi, Nexter, gruppo societario di proprietà dello Stato transalpino.

La tipologia di produzione è cambiata di poco, i francesi l’hanno acquisita con tutta probabilità per il know how, la Simmel Difesa è l’unica in Italia che produce proiettili per i cannoni navali della Oto Melara, calibro 76/62, oltre a classiche produzioni come le bombe da mortaio illuminanti, 81mm, che schiariscono i cieli di guerra, o la testa di guerra del Missile anti-missile Aster frutto di cooperazione internazionale a cui partecipa anche la AVIO Spa, stabilimento di Colleferro.

Colleferro ha da decenni l’Arabia Saudita come cliente, la stessa di RWM Italia; circa 5mln di euro di spesa dal più grande paese della penisola arabica, un buon 20% del totale autorizzato all’esportazione per il 2018. L’India però si attesta a circa 13mln di euro di acquisti (più del 50% del totale), poi le Filippine, l’Egitto, la Grecia.
Insomma un variegato parco clienti, da più di 100 anni contribuisce a rifornire di armi le guerre, nei decenni passati anche con strumenti poi banditi dalla comunità internazionale come le mine antiuomo, le armi chimiche -nel caso di Colleferro ancora più subdola perché si fornivano ai clienti i test per modificare gli armamenti "convenzionali" forniti come i razzi Firos o i proiettili di ariglieria da 155mm, in vettori chimici-, le cluster bombs.

Un’onta che non potrà mai essere lavata.

Ora in seguito all’intervento del precedente Governo, che con un provvedimento ha posto il veto alla vendita di RWM Italia all’Arabia Saudita, di cui peraltro non si riesce a trovare traccia documentale, ci si attende che si faccia luce anche sulle esportazioni di Colleferro.

Qualcuno ci potrebbe domandare che cosa se ne fa dei lavoratori in caso di crollo delle vendite.

Riconosciamo le complessità e le difficoltà di sviluppare produzioni alternative, proprio per questo come movimenti abbiamo aperto un percorso che punta a costruire una vertenza di tutta la Valle del Sacco con l’obiettivo dare vita ad un modello di società, di uso del territorio, di filiere produttive, non solo compatibile, ma capace di ricostituire gli equilibri ambientali devastati nei decenni passati, di valorizzare le risorse del territorio.

La sfida non è delle più semplici, ma credere nella Vita è la nostra forza.


Colleferro, 21.09.2019

Invitiamo a sintonizzarsi su Rai2 Protestantesimo, programma curato dalla Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia in convenzione con la Rai, lunedi 23 settembre ore 8.00 per un interessante servizio su Colleferro e Domus Novas-Iglesias.

Condividi da Facebook

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici