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6 marzo a Latina si presenta il comitato per il NO al taglio parlamentari

MA ANCHE NO (Comitato per il no-Latina)

maancheno mindi Stefano Vanzini - La costituzione cambia e a nessuno sembra importare. Il 29 marzo è sempre più vicino ma di un dibattito pubblico sul tema non c'è traccia. Il Parlamento, la casa delle idee degli italiani, viene tagliato di un terzo dei suoi membri. Le problematiche derivanti da questo taglio irrazionale sono innumerevole.

La decisione di abbandonare definitivamente un giusto rapporto tra numero degli elettori e numero dei rappresentanti. Provincie che perderanno la loro voce. La creazione di cittadini, in alcune regioni, di seria A e in altre, come la nostra, di serie B. La formazione di un senato con numerose criticità, in primo piano la presenza di mini commissioni. Le tanto decantate promesse di riequilibrio sembrano se non inesistenti del tutto irrisorie.

Chi vuole questo taglio addice motivazioni fantasiose; in primis un risparmio considerevole per le casse dello stato, ma se questo fosse il vero motivo perché tagliare 1/3 e non metà o ancora di più dei parlamentari, e poi quale è stato il criterio sulla riduzione? Ancora oggi non è dato saperlo. La verità è che il risparmio sara ridicolo lo 0,007% della spesa nazionale, molto meno di quello che i fautori della riforma predicano.

Questa rimane una riforma figlia dell’antipolitica, l’ ultima bandiera di un vento che soffia in Italia da ormai 30 anni, il numero dei parlamentari non è un tabù su cui non discutere, ma da inserire in un ragionamento complessivo su una riforma dell’assetto istituzionale.

Il nome del comitato deriva anche da questo: MA ANCHE NO. Non un no perentorio, ma la voglia di ricominciare a parlare delle nostre isituzioni su un piano costruttivo per evolverle in simultaneità con il cambiamento dellla società. Per tutto cio il 6 marzo a Latina in viale XVIII Dicembre n 124 (presso il Gabbiano) presentiamo il comitato per il NO.

Sarà dura, ma alcune battaglie si combattono perché giuste, per quanto possano apparire impopolari. Con questo spirito rivolgiamo un invito a cittadini, associazioni e partiti politici nella speranza che questa battaglia possa diventare una battaglia di tutti.
MA ANCHE NO (Comitato per il no-Latina)

3 marzo 2020
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Iniziative Comitato No al taglio dei parlamentari

Comitato NOTAGLIO

notaglioparlamentari 350 min1) La mattina del 7 marzo molto probabilmente a Ceprano presentazione ufficiale del Comitato No al taglio dei parlamentari. In quella sede si distribuiranno volantini e manifesti ovviamente dopo sottoscrizione.

2) In questa pagina è reperibile materiale propagandistico e documentazione informativa. La campagna elettorale inizia il 28 febbraio e si conclude il venerdì 27 marzo, mentre il 29 si vota.

3) Entro domattina chiederemo formalmente tutti gli spazi di propaganda diretta ai comuni della provincia di Frosinone.

Qualsiasi cosa da sottolineare, proporre, cambiare COMUNICATELO.

Salute a tutti

Paolo Iafrate

domenica 23 feb 20

 

 

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E' nato a Pontecorvo un nuovo comitato di "Possibile"

  • Pubblicato in Partiti

Possibile 350 minda Possibile - E cinque, mentre gli altri partiti registrano una emorragia di iscritti, domenica sera a Pontecorvo è nato un nuovo comitato Possibile in provincia di Frosinone: il quinto dopo quelli dell’alta Ciociaria, di Frosinone città, di San Giovanni Incarico e San Giorgio a Liri. Da subito impegnato nella campagna elettorale per Liberi e Uguali (la lista guidata da Grasso che collega proprio Possibile a Sinistra Italiana e MDP – Articolo 1) il neonato comitato è intitolato al colonnello "Giovan Francesco Sparagana": uno tra i maggiori esponenti del risorgimento Pontecorvese che diede vita all'indipendenza dallo stato pontificio e alla proclamazione della Repubblica di Pontecorvo, forse il tentativo più importante di costruire una Repubblica laica e indipendente, dopo secoli di domini stranieri.

“Inizia – spiega il portavoce del comitato Davide Luzzi - una campagna elettorale estremamente difficile. Fortunatamente siamo partiti con il piede giusto: c’era tanta gente e voglia di partecipare questa sera nel dibattito in cui si sono presentati la candidata alla Camera dei Deputati nel collegio Uninominale di Cassino e del sud Lazio Sandra Penge, e il candidato, sempre alla Camera, nel collegio plurinominale della provincia di Frosinone Gianmarco Capogna”.
“A Pontecorvo – prosegue un determinato Luzzi - io e tanti altri, abbiamo deciso di costruire un percorso di valori chiari, basato sulla competenza e sulla passione. Abbiamo superato lo steccato e siamo decisi a proseguire per costruire la nuova politica per il futuro del paese. Da qui partirà la nostra proposta che sarà alternativa e innovativa rispetto alle politiche viste fino a oggi. Abbiamo dalla nostra la maturità e la competenza adeguata per dare risposte serie al paese.

Cominciamo sin da subito ancorando il nostro Comitato ai valori del lavoro, della solidarietà sociale, dell'uguaglianza e della libertà”.
“Vogliamo – concludono dal neonato comitato pontecorvese del partito guidato da Pippo Civati - condurre il nostro paese fuori dagli schemi restrittivi di una politica della spartizione. Non è necessario evidenziare quanto la politica Pontecorvese sia scesa in basso. Nessun piano di sviluppo, nessun progetto teso al progresso, tasse aumentate, degrado ambientale, cattiva gestione della spesa corrente, assenza di coraggio politico nel fare scelte antipopolari ma necessarie a alimentare la crescita nel medio - lungo periodo.
Siamo convinti che questa scelta radicale sia una sfida importante e decisiva, ma è una battaglia che bisogna combattere soprattutto per i più giovani, intrappolati in un tempo che gli ha negato il presente e li allontana dalla possibilità di costruirsi un futuro. Vogliamo rappresentare il progresso sociale contro ogni forma di regressione fascista, razzista e xenofoba. Noi siamo la Sinistra che crede Possibile essere Liberi e Uguali"

Comitato Possibile per Liberi e Uguali “Sparagana” di Pontecorvo

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Colleferro: Quintavalle incontra il Comitato per l’ospedale

ospedaleColleferro 460 minSANITA’: Incontro del Commissario Quintavalle con il Comitato per l’ospedale
Il Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro” – Coordinamento territoriale ha incontrato il 28 gennaio 2018, nella sede dell’Amministrazione sanitaria, il Commissario straordinario dell’Asl RM 5, dottor Giuseppe Quintavalle, nominato dal Presidente della Regione Lazio, Zingaretti, con la DGR n.1 del 25 gennaio 2018, in sostituzione del Direttore generale, dottor De Salazar.

Dopo la pubblicazione di alcuni articoli di stampa sulle criticità dell’ospedale L. P. Delfino di Colleferro, il dottor Quintavalle – appena assunto il nuovo incarico - ha deciso di visitare la nostra struttura, alla quale si rivolgono gli abitanti della valle del Sacco (circa 130 mila utenti).
E’ la prima volta che otteniamo di partecipare ad un confronto (tanto atteso) con gli organi di direzione aziendale e al quale sono stati invitati il Primario del Pronto soccorso, il Responsabile del Reparto di chirurgia, il Responsabile della Direzione generale, la Direttrice sanitaria dell’ospedale di Colleferro e Dirigenti dell'Area tecnica.

E’ stata quindi una riunione “concreta” sulle criticità della struttura, a cui hanno inoltre partecipato il dottor Sandro Sbrighi, Responsabile del Tribunale per i diritti del Malato – Cittadinanzattiva e Rappresentanti dell’Amministrazione comunale di Colleferro (Sindaco, Assessore alla Sanità, Presidente del Consiglio comunale).
L’incontro si è prolungato e, in un clima costruttivo e proficuo, si sono gettate le basi di una collaborazione non occasionale ma “voluta”, anche con il Comitato, sulle problematiche organizzative e di prospettiva futura del nosocomio.

L’ospedale di Colleferro ha ridotto il numero dei posti e quindi la degenza, divenendo di fatto una struttura prevalentemente ambulatoriale. Per questo tra gli interventi prioritari per il territorio si annovera la riorganizzazione del Pronto soccorso, l’adozione di un nuovo Atto aziendale, la presa in carico delle liste di attesa, l’erogazione delle prestazioni mediche, le condizioni di servizio del personale, la nomina e il ruolo dei primari, l’insufficienza dell’organico, le assunzioni a tempo indeterminato, i tempi di manutenzioni delle apparecchiature, il futuro della ASL RM 5.

Quanto alla Nuova Ala, prima ancora della sua migliore valorizzazione, ribadiamo che la ASL RM 5 non ha rilasciato il certificato di collaudo definitivo, benchè i lavori siano stati ultimati il 30 novembre 2015 (su cui peraltro è intervenuta l’ANAC).
Nel corso dell’incontro sono state riconosciute e condivise alcune criticità, che il Commissario intende affrontare e che con il contributo di tutti, ognuno nel proprio ruolo e responsabilità, devono essere governate e gestite.
Gli interventi da realizzare dovranno tuttavia risentiranno delle limitazione imposte dal commissariamento, dal quale la Regione uscirà il 1 gennaio 2019, qualora i risultati di esercizio lo consentiranno.

L’incontro si è concluso con l’intesa di tutte le parti presenti a dare il proprio contributo per migliorare la funzionalità e l’efficienza dell’ospedale di Colleferro, da cui dipende il futuro del comprensorio, che da anni vede negato il pieno diritto alla salute e alle cure.
La campagna elettorale in corso è un momento delicato per il Paese e per la Regione Lazio che sta rinnovando i suoi rappresentanti, ai quelli spetta l’indirizzo politico e farsi carico delle problematiche della sanità, ma fin d’ora confermiamo il nostro impegno a sostenere la volontà del Commissario di rimuovere, con tutti i soggetti interessati, e al più presto, le criticità pregresse senza perdere altro tempo.
COLLEFERRO, 30 gennaio 2018

Gabriella Collacchi e Ina Camilli, Portavoce e Coordinatore del Comitato libero "A difesa dell'ospedale di Colleferro" - Coordinamento territoriale

 
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4 Con il Comitato della legge regionale di iniziativa popolare per il Reddito Minimo

prc possibile si pci 350 260SINISTRA ITALIANA, POSSIBILE, PRC, PCI: PIENO SOSTEGNO ALLA PRESENTAZIONE DELLA PROPOSTA DI INIZIATIVA POPOLARE PER UNA LEGGE REGIONALE DI REDDITO MINIMO GARANTITO

I partiti Sinistra Italiana, Possibile, PRC, PCI unitariamente concordano nel sostenere il Comitato promotore per la presentazione della Legge di Iniziativa Popolare Regionale sul “Reddito Minimo Garantito fra un lavoro ed un altro”

I quattro partiti suddetti accolgono con soddisfazione la costituzione del Comitato promotore per la presentazione della Legge di Iniziativa Popolare Regionale sul “Reddito Minimo Garantito fra un lavoro ed un altro”, che si è avuta il 26 Aprile a Frosinone. I quattro partiti, annunciando il loro appoggio, comunicano la intenzione e determinazione di dare tutto il sostegno necessario per la raccolta delle firme e le altre iniziative necessarie al Comitato che è composto da:

Vincenza Belli, Luigi Carlini, Gianmarco Capogna, Riccardo Greco, Angelino Loffredi, Marco Maddalena, Daniela Mastracci, Adriano Papetti, Sandra Penge, Tiziano Ziroli.

In occasione del primo maggio, il gruppo dei quattro partiti fa appello a tutti gli altri partiti e a tutti i Sindacati, affinché abbiano presente la data del 14 giugno in cui scadrà la mobilità, che è l’ultima salvaguardia di reddito per 1700 disoccupati frusinati. A questo proposito i quattro partiti, assieme ai disoccupati, saranno presenti al tradizionale corteo del 1 maggio di Isola del Liri, in occasione della Festa del Lavoro, con lo striscione “SOPRAVVIVENZA SUBITO. LAVORO SEMPRE”

I quattro partiti richiamano il Documento dei 74 Sindaci, firmato ad aprile del 2016, e contente proposte di contrasto alla disoccupazione. Soprattutto, i partiti SI, Possibile, PRC, PCI ritengono urgente rendere attiva la parte relativa ad ogni strumento di impiego, a partire dall'utilizzo dei disoccupati in lavori di servizi sociali presso i Comuni, con il finanziamento della Regione Lazio, come promesso dal Presidente Zingaretti presso la Prefettura di Frosinone nel marzo del 2016.
I quattro partiti fanno appello a tutti gli altri partiti, ai sindacati ed alle Istituzioni perché, unitariamente, si adoperino per raggiungere questi obiettivi, concreti e immediati, intervenendo con decisione in tutte le sedi opportune.

 

Per chi fosse interessato, è disponibile una copia della proposta di legge presentata da Vertenza Frusinate il 3 marzo 2017 presso la Sala delle Conferenze palazzo della Provincia di Frosinone.
Per averla via email basta scrivere all’indirizzo

 
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Per sostenere il Comitato provinciale acqua pubblica Frosinone

bandiera comitato acquapubblica 350 260da Comitato provinciale acqua pubblica Frosinone - Chi siamo e cosa vogliamo.

La parola ‘comitato’ è semplicemente un nome collettivo che denota una pluralità di individui. Di fatto siamo un gruppo aperto di persone unite da un grave disagio comune: Acea Ato5 spa e la gestione di una risorsa essenziale alla nostra vita.
Il comitato esiste (attualmente ci sono persone di Frosinone, Acuto, Sgurgola, Ceprano, Veroli, Torrice, Boville, Ceccano, Alatri, Ferentino, Collepardo, Isola del Liri) convinto dei doveri di solidarietà sociale, di cittadinanza attiva e responsabilità civile.
Queste belle parole tradotte significano non accettare in silenzio il disagio morale, economico e fisico che proviamo.
Ognuno dà quello che può tra i tanti impegni delle nostre vite di tutti giorni, vite da giovani e meno giovani, vite con figli o senza, con lavoro o mancanza di lavoro, vite con progetti che cercano una realizzazione o solo un mantenimento. Nelle vite di tutti c’è comunque l’acqua.

Abitiamo un territorio ricco di ottima acqua, ma compriamo acqua morta imbottigliata nella plastica, buttiamo ‘merda’ nei nostri fiumi e ne inondiamo i campi, anneriamo l’acqua dei nostri pozzi, buttiamo metri cubi d’acqua dai buchi delle reti idriche, captiamo troppo dalle nostre sorgenti, stressiamo l’ambiente e ci ammaliamo.

Questo lo facciamo pagando.
Pagando, con una tariffa tra le più alte d’Italia, un soggetto privato che dovrebbe gestire un servizio alla cittadinanza. Questo soggetto privato, con la complicità di numerosi amministratori che hanno nome e cognome, non ha mai garantito i necessari investimenti e si è intascato milioni di euro dalle nostre tasche, lasciandoci tuttora con i depuratori non funzionanti e le reti idriche a pezzi.

Il comitato continua ad esistere con grande sforzo volontario. Lo sforzo è dettato per lo più dalla mancanza di riscontro da parte di coloro che esercitano il governo e la gestione della cosa pubblica nei nostri comuni, nella nostra provincia e nella nostra regione, e che hanno la responsabilità politica di riportare la risorsa ed il servizio sotto il controllo dei cittadini.

Ci appelliamo a tutti gli utenti del servizio idrico e a tutti i cittadini e le realtà associative della valle del sacco e della provincia affinchè sostengano il comitato e contribuiscano ad arrestare questo degrado politico ed ambientale.

Nessuna soluzione post Acea Ato 5 spa è valida se non passa per la preliminare definizione degli Ambiti di Bacino Idrografico in cui effettuare la gestione complessiva delle risorse idriche e, quindi, se non si dà completa attuazione alla Legge Regionale n. 5 del 2014 “Tutela, governo e gestione pubblica delle acque”.

Nessun miglioramento della qualità delle acque, e quindi dell’ambiente e della nostra qualità della vita, è possibile se non previa una vera e definitiva bonifica delle aree inquinate comprese nel SIN della Valle del Sacco e delle tante altre aree degradate presenti nel nostro territorio.

Nessuna alternativa gestionale è condivisibile se non passa per la giustizia sociale e il rispetto dei diritti individuali e collettivi.

Nessun ulteriore benefit può essere riconosciuto al gestore attuale a cui, anzi, va chiesto il giusto risarcimento alla collettività dei danni sociali e ambientali determinati dallo stesso e da chi doveva controllarlo, per effetto delle inadempienze contestate da anni dal comitato.

Tutti i cittadini, gli amministratori seri, i tecnici, le forze dell’ordine e i magistrati sono invitati a collaborare.

Comitato provinciale acqua pubblica Frosinone

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Il Sindaco di Anagni replica al comitato “Salviamo l'ospedale di Anagni”

anagni presidio ospedalierodall'Ufficio Stampa del Sindaco di Anagni - «Sono sorpreso dal comunicato diffuso dal comitato “Salviamo l'ospedale di Anagni” in cui si parla di indifferenza dell'amministrazione comunale. Sorpreso perchè tali dichiarazioni arrivano a neanche due settimane dall'incontro, da loro richiesto, che ho avuto con sindacati, associazioni e lo stesso comitato, nel corso del quale tutti sono stati aggiornati sulla situazione del presidio sanitario e con i quali abbiamo concordato un percorso per rilanciare con forza la struttura.

Insieme abbiamo anche deciso l'incontro tra i Sindaci dell'area nord e il commissario straordinario della Asl, Luigi Macchitella, che è imminente dopo un rinvio per impegni dello stesso manager, al quale rappresentare l'urgenza di attuare quanto inserito nell'Atto aziendale per il presidio anagnino.

Evidentemente il chiarimento non è stato sufficiente, pertanto sono pronto ad incontrare di nuovo le associazioni. Come a breve farò con l'associazione Coesa che ha richiesto un incontro con il Sindaco».

 
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Colleferro: "le priorità in materia di sanità pubblica"

Ospedale di Colleferro 350 260Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro”. Coordinamento territoriale - Martedì 25 ottobre 2016 il Comitato libero “A difesa dell’ospedale di Colleferro” – Coordinamento territoriale ha promosso un nuovo incontro per discutere della sorte dell’ospedale di P. Delfino di Colleferro.
Alcuni rappresentanti hanno incontrato la dott.ssa Uliana Bianchi, nella sua funzione di Direttrice sanitaria.
L’incontro è stato richiesto con l’intento di far giungere al Direttore generale, dottor De Salazar, le priorità del Comitato in materia di sanità pubblica e di servizi obbligatori da garantire nel territorio della valle del Sacco.
Nei mesi scorsi il Comitato ha incontrato il Viceprefetto di Roma, dott.ssa Caporale, il Sindaco Sanna con l’assessore alla sanità Stanzani e il Tavolo di coordinamento dei Sindaci della valle del Sacco. I prossimi incontri saranno richiesti al dottor De Salazar e al Presidente Zingaretti.
A tutte le problematiche affrontate la dott.ssa Bianchi ha prestato il massimo ascolto ed attenzione, assicurando che quanto esposto sarà rappresentato al dottor De Salazar. Ha assicurato che la volontà dei vertici amministrativi è quella di risollevare le sorti dell’ospedale, che ha subìto, come altre strutture ospedaliere, i “tagli” dovuti alla programmazione regionale, previsti dalla riorganizzazione nazionale.
La discussione ha interessato sia gli aspetti organizzativi ed operativi dei reparti e del personale, sia il futuro dell’ospedale, su cui c’è necessità di chiarezza.
Dopo aver preannunciato l’intenzione di riattivare presso l’ospedale il presidio del Tribunale dei diritti del malato, il Comitato ha osservato che la Regione non si fa carico, quanto dovrebbe, delle criticità dell’ospedale. Ha lamentato la scarsa informazione alla cittadinanza dei servizi accessibili sul territori, la piena erogazione dei LEA (Livelli essenziali di assistenza) e il parziale rispetto dell’accordo del 5 luglio 2015, concluso in occasione del trasferimento di 4 reparti materno-infantili (apertura 6 giorni su 7 degli ambulatori di Pediatria e Ginecologia, servizio di monitoraggio per la mamma di Cardiotocografia fetale, apertura del reparto di medicina d’urgenza e osservazione breve con medici e infermieri per 10 posti letto, del reparto di neurologia con 10 posti letto, inserimento da subito nella Rete Emergenze del 118 della terapia intensiva, sblocco delle assunzioni con deroghe per Cardiologia e Neurologia, laboratorio di analisi con la stessa dignità di Tivoli, Centro Trasfusionale, ripristino del trattamento dell’epatite C in collaborazione con l’Ospedale Spallanzani di Roma, stanziamento di 610.000 Euro per il completamento dei lavori di ristrutturazione dell’Ospedale).
Il Comitato attende risposte alle promesse e agli impegni assunti dalla Regione Lazio e sottoscritti dall’Amministrazione comunale.
Un richiamo forte in questo senso ai Sindaci del territorio è contenuto nel rapporto di "Sorveglianza sanitaria ed epidemiologica della popolazione residente in prossimità del fiume Sacco (2013-2015) del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione (DEP) del Lazio, il quale richiama le autorità locali al “dovere di informare la popolazione, di salvaguardarne la salute specie dei gruppi sociali più deboli, di offrire l’assistenza sanitaria adeguata, e di garantire un continuo monitoraggio epidemiologico e sanitario. E’ ovvio che tale assistenza dal punto di vista della tutela sociale e sanitaria del servizio sanitario si deve accompagnare ad un impegno istituzionale coerente per il risanamento ambientale.”

Il fabbisogno sanitario del distretto

Ad oggi registriamo che l’ospedale di Colleferro e la rete dell’urgenza emergenza non coprono, in termini di adeguatezza, il fabbisogno sanitario del distretto.
I nosocomi di Colleferro e Palestrina, nonostante siano un unico presidio, hanno subìto un forte ridimensionamento funzionale; Anagni è stato esautorato. L’unico fattore che è aumentato nel territorio è la mobilità sanitaria passiva verso ospedali della Capitale e i conseguenti costi a carico della fiscalità generale.
I posti letto sono stati ridotti. Non risultano disponibili ambulanze, un’automedica, la risonanza magnetica, l’emodinamica; la chirurgia effettuerebbe operazioni 1 volta a settimana fino alle ore 14. Quali le deroghe attuate per il reclutamento di personale medico, se alcuni reparti sono sprovvisti del primario incaricato (otorino, ortopedia)? L’area di parcheggio nel distretto ASL è inadeguata e nel piazzale antistante gli ambulatori mancano i posti riservati agli invalidi. Resta irrisolto il problema delle file davanti il distretto per i prelievi mattutini. Lo stato di disagio dei lavoratori della MA.CA si ripercuote sui servizi igienico-sanitari degli ambienti ospedalieri.
Il Comitato ha ribadito che il progetto della Nuova Ala (reparti, servizi specialistici, personale, costato alle casse pubbliche 12 milioni e 911 mila Euro), e l’attribuzione dell’incarico di direttore sanitario, ponendo fine all’istituto del facente funzioni, sono due priorità che, se affrontate, consentirebbero il rilancio dell’ospedale in un’ottica di recupero della sua funzione e di punto di riferimento per i cittadini di Colleferro e del comprensorio della valle del Sacco.
Sono anni ormai che i lavori di ristrutturazione della Nuova Ala sono terminati e il collaudo è stato eseguito nel mese di settembre, ma inspiegabilmente i locali non vengono attrezzati e resi disponibili. Nessuna iniziativa finora è stata dedicata alla cittadinanza per far conoscere il progetto e le sue potenzialità!
Il Comitato continua la sua battaglia per il diritto alla salute dei cittadini con attivismo. Domenica 23 ottobre è stato allestito un punto informativo a Segni, durante la sagra del marrone; è stata l’occasione per dare risposte ai cittadini, che lo meritano e a cui va il nostro ringraziamento per la massiccia adesione alla battaglia in difesa della sanità pubblica e del diritto alla salute e alle cure mediche.
Lunedì 24 ottobre il Comitato ha partecipato all’incontro sulla sanità locale, promosso dal consigliere delegato alla Salute, dott. Fabio Roiati, ad Anagni.

Colleferro, 26.10.2016

 
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"Preferisco di NO". Un Comitato e il suo Manifesto

votoNO 350 260Comitato "Preferisco di No". Cassino - Si è costituito a Cassino un comitato spontaneo di liberi cittadini e di docenti universitari che, prescindendo dalle appartenenze a schieramenti politico-sindacali, intende sostenere le ragioni del NO al referendum costituzionale. Il seguente documento, con i nominativi dei primi ventuno sottoscrittori, rappresenta la “carta di intenti” del Comitato “Preferisco di No” che, il 4 novembre p.v., presso la Sala Restagno del Comune di Cassino, terrà una conferenza-stampa per presentare il calendario delle iniziative pubbliche, previste nel corso della campagna referendaria.

Il Manifesto di "Preferisco di NO"

«La nostra ferma opposizione alla revisione costituzionale proposta dal governo Renzi-Boschi trova ragione nelle gravi incoerenze che nel complesso la caratterizzano, sul piano politico-istituzionale non meno che con riguardo al suo impianto tecnico-giuridico, enumerate, analizzate e discusse in più occasioni dai più accreditati costituzionalisti italiani.
Il nostro dissenso parte dalle implicazioni sociali e politiche inerenti alla “costituzione materiale”, cioè al contesto democratico-parlamentare delle nostre istituzioni, che la riforma Boschi minaccia di stravolgere.
Rileviamo innanzitutto una effettiva carenza di legittimazione democratica delle Assemblee parlamentari ancora in carica a mettere mano al testo della Costituzione, carenza accertata e dichiarata con una sentenza del giudice costituzionale (sent. n. 1/14). Le Camere costituite, pertanto, continuano ad operare unicamente in virtù del principio di continuità degli organi costituzionali, pur risultando assolutamente non rappresentative dell’ intero corpo elettorale. Ragioni di opportunità democratica avrebbero richiesto, allora, da parte del Parlamento, un differimento della questione costituzionale all’ esame di Camere elette con un sistema non illegittimo,dal punto di vista costituzionale, in grado perciò di rappresentare adeguatamente ed effettivamente la volontà del popolo nell’ assunzione di decisioni politiche così salienti come quelle che toccano la revisione della Legge fondamentale.
Il Governo, per la circostanza, non ha esitato a dare una veste formale poco chiara e veritiera al quesito referendario (avverso la quale pende il ricorso dell’ex Presidente della Consulta Onida),evocando il titolo retorico della legge costituzionale di riforma, in verità poco o affatto corrispondente alla realtà dei contenuti. Ciò, evidentemente, al solo fine di conseguire un assenso plebiscitario. È stato, infatti, dimostrato, conti alla mano, che si sarebbe potuto ottenere un risparmio assai più significativo sui costi della politica con una semplice legge ordinaria (che, ad esempio riducesse del 15% le indennità e i vitalizi di tutti i parlamentari.) Ed invece, la composizione non elettiva del Senato (o solo fittiziamente non elettiva, non è ancora dato di capire...) riformato - al quale il farraginoso testo di revisione dell’art.70 affida la discussione anche di materie di grande rilievo - produrrà tra l’ altro il poco virtuoso effetto di estendere l’immunità parlamentare anche ai consiglieri regionali e ai sindaci (cioè al ceto politico più colpito da episodi di corruzione, e che, peraltro, dovrebbe ottemperare ad un doppio incarico).
Al netto degli annunci e delle promesse del Governo– che ha spesso utilizzato titoli ampollosi per giustificare l’ obiettivo politico, forse, ma non certo il contenuto, di atti di cosiddetta “grande riforma” (JobsAct, Buona Scuola, SbloccaItalia), o per dare sostanza ad una discutibile linea di politica europea - la riforma comporta una preoccupante alterazione degli equilibri tra poteri a chiaro vantaggio dell’Esecutivo, cui non corrisponde peraltro un rafforzamento del sistema delle garanzie costituzionali che, anzi, riesce anch’ esso indebolito dalle soluzioni riformatrici della legge costituzionale Boschi-Renzi. Se si celebrano così le ragioni della “governabilità” concepito come un valore ormai assoluto ed imprescindibile del modello organizzativo riformato, si rischia d’ altro verso di minare la funzione di limitazione del potere politico, che è un tratto essenziale e storico delle ragioni del costituzionalismo, unitamente ad una netta penalizzazione della rappresenta politica degli interessi sociali, a cui concorre anche la scelta in favore di una legge elettorale fortemente maggioritaria. Il culto della decisione rappresenta dunque il filo conduttore di questa riforma che non manca perciò di destare preoccupazioni in chi resta fedele all’ identità propria ed irretrattabile dello Stato costituzionale democratico. Se questo è il “futuro” al quale introduce la riforma Renzi, noi respingiamo fermi e fin da ora ogni addebito di aver cooperato per la sua realizzazione: preferiamo di No.»


Elenco dei primi firmatari: Vincenzo Baldini, Fausto Pellecchia; Pasquale Beneduce; Domenico Carcone; Simone Sambucci; Francesco Santoro; Angelo Costanzo; Annunziata Sanseverino; Nello Varsavia; Sandra Cellucci; Salvatore Di Vilio; Lina Argetta; Bruna Caruso; Antonella Vizzaccaro; Antonella Capaldi; Domenico Nardone; Giuseppe Martini; Sara Fornabaio, Manuela Mari, Elena Garcea, Alfredo Morelli,

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Anagni. Nasce il Comitato di Sinistra per il NO

votoNO 350 260da Sinistra per il NO - Nasce ad Anagni il comitato di sinistra per il NO: i soggetti di sinistra anagnini, hanno costituito un comitato aperto a chiunque voglia aderire, per promuovere le ragioni del NO al referendum costituzionale. La riforma costituzionale è una riforma che non riduce i costi, non migliora la qualità dell'iter legislativo, come asserisce questo governo, ma toglie la sovranità dalle mani del popolo. Questo è il fulcro del ragionamento politico sviscerato dagli incontri che hanno preceduto la costituzione.
Diciamo NO allo scempio della Costituzione attuato attraverso una riforma che sottrae poteri ai cittadini e mortifica il Parlamento.
Diciamo NO alla legge che non tiene più conto della volontà del corpo elettorale instaurando un regime politico fondato sul governo del partito unico.
Le modifiche costituzionali comportano lo stravolgimento della democrazia rappresentativa concentrando il potere nelle mani del governo e di chi lo guida attribuendo ad un unico partito – che potrebbe anche essere espressione di una ristretta minoranza di elettori – potere esecutivo e potere legislativo. Esse condizionano l'elezione del Presidente della Repubblica, dei giudici della Corte Costituzionale e dei componenti del Consiglio Superiore della Magistratura, organi di garanzia e di controllo fondamentali per la vita della democrazia costituzionale.
Questa riforma non è innovativa: conserva e rafforza il potere centrale a danno delle autonomie, private di mezzi finanziari.
Nei prossimi mesi ci attiveremo per informare la cittadinanza delle ragioni del NO, con iniziative pubbliche e gazebo informativi.
In allegato il volantino che verrà distribuito nei prossimi giorni alla cittadinanza.
Sinistra per il NO.

 
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