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1848-2018 La Dichiarazione dei Sentimenti americana compie 170 anni

Dichiarazionedisentimenti 350 260 minFiorenza Taricone - Nei numerosi anniversari che popolano il 2018, tra cui ricordiamo il 1848 come anno delle rivoluzioni europee, la Dichiarazione dei diritti dell’uomo nel 1948, il mitico ‘68 quale anno della rivolta operaia e studentesca, il 2018 come 70° della Costituzione italiana, come non ricordare la cosiddetta Dichiarazione dei sentimenti? In America diede inizio ad una organizzata protesta delle suffragiste e si può considerare l’antenata dell’odierno movimento Me Too.

Furono Elizabeth Cady Stanton (1815-1902), Lucretia Mott (1793-1880), Martha C. Wright (1806-1875) e Mary Ann McClintock (1800-1884), nel 1848, a convocare la prima Women’s Rights Convention, presso la cittadina di Seneca Falls, nello stato di New York. La Stanton e la Mott si erano conosciute in occasione della World Anti-Slavery Convention, che lottava contro la schiavitù dei neri, svoltasi a Londra nel 1840. La prima, in viaggio di nozze, accompagnava il marito, Henry Stanton, membro della delegazione americana, mentre la Mott rappresentava sia la «Philadelphia Female Anti-Slavery Society» che la «Philadelphia Anti-Slavery Society». A Londra, però, le donne si videro negare il diritto a partecipare ai lavori dell’assemblea a causa del proprio sesso. La Stanton e la Mott si trovarono così a riflettere sull’assurdità e il paradosso di un’assemblea impegnata a rivendicare diritti inalienabili per gli schiavi e che allo stesso tempo li negava alle donne. Decisero dunque che, una volta rientrate in patria, avrebbero convocato una grande assemblea per discutere dello stato giuridico e civile delle donne. In realtà passarono otto anni perché l’idea si concretizzasse. Nel frattempo la Stanton, nel 1843 e nel 1845, sostenne davanti alla legislatura dello Stato di New York il progetto di legge per l’introduzione di un Married Women’s Property Act, legge che fu poi introdotta nel marzo del 1848, prima, cioè della Convention di Seneca Falls. La legge garantiva, finalmente, alle donne sposate la titolarità e il controllo delle proprietà portate con sé al momento del matrimonio, modificando la legge che privava le donne sposate di qualunque personalità giuridica.

Elizabeth Cady Stanton e Lucretia Mott s’incontrarono nuovamente a casa di un’amica comune e insieme ad altre attiviste per l’abolizione della schiavitù che, da quel momento, divennero anche attiviste per i diritti delle donne, convocarono la famosa Convention di Seneca Falls. In occasione dell’evento ritennero necessario stendere un documento che fungesse da manifesto e programma per l’assemblea e per il nascente movimento emancipazionista. Prendendo a modello la Dichiarazione di indipendenza americana del 1776 redassero la celebre Declaration of Sentiments che fu sottoscritta da sessantotto donne e trentadue uomini. Autrici del documento furono Elizabeth Cady Stanton, Lucretia Mott, Martha C. Wright e Mary Ann McClintock.

La Dichiarazione di sentimenti afferma che quando, nel corso degli eventi umani, diventa necessario che una parte del genere umano assuma tra i popoli della terra una posizione diversa da quella che essa aveva fino allora occupato, è necessario che dichiari le cause che l’hanno spinta verso una tale decisione.

Le Autrici del documento ritenevano per certo che tutti gli uomini e le donne erano stati creati uguali; che sono stati loro attribuiti dal Creatore certi diritti inalienabili; che tra questi vi sono la vita, la libertà e la ricerca della felicità; che al fine di assicurare questi diritti sono istituiti i governi, derivanti dal consenso dei governati. Ogni qualvolta una qualche forma di governo violi questi fini, e una lunga sequela di abusi e usurpazioni evidenzi un dispotismo assoluto, è loro dovere rovesciare un tale governo e provvedere a nuove istituzioni per la sicurezza futura. La storia del genere umano è una sequela di ripetute ingiurie e usurpazioni da parte dell’uomo verso la donna, con l’obiettivo quello di stabilire una tirannia assoluta su di lei. A riprova di ciò, le Autrici elencano le privazioni cui sono state sottoposte le donne, cui non era stato permesso di esercitare il loro diritto ad una libera scelta. Sono state costrette a sottomettersi a leggi alla cui formazione non hanno partecipato. Le sono stati negati diritti riconosciuti agli uomini più ignoranti e degradati, sia nativi che stranieri. Se sposate, l’hanno rese civilmente morte agli occhi della legge, senza diritto di proprietà, persino sui salari guadagnati.

Secondo l’impegno di matrimonio, sono obbligate a promettere obbedienza al marito, diventando lui il suo signore. Gli uomini avevano monopolizzato quasi tutti gli impieghi più lucrativi e da quelli ai quali è permesso accedere si ricavava soltanto una misera remunerazione. Come insegnante di teologia, medicina o legge, la donna non era riconosciuta.

L’uomo ha cercato, in tutti i modi possibili, di distruggere la fiducia in se stesse, di diminuirne il rispetto di sé e di renderle desiderose di condurre una vita dipendente.
Ora, data questa totale oppressione di una metà del popolo di questo paese, la sua degradazione sociale e religiosa, date le ingiuste leggi sopra menzionate e poiché le donne si sentono maltrattate, oppresse e con frode private dei loro più sacri diritti e privilegi, insistiamo che esse siano immediatamente ammesse a tutti i diritti e privilegi che loro appartengono quali cittadine degli Stati Uniti. Nell’affrontare il grande lavoro che ci sta davanti concludono le Autrici, noi prevediamo un non piccolo numero di incomprensioni, false e ridicole rappresentazioni. Ma noi useremo ogni mezzo in nostro potere per raggiungere il nostro obiettivo.

 

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