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Aquino. Conclusa la 46ª Festa dei Comunisti

  • Pubblicato in Partiti

Bandiera pci 350 260Chiusura della Festa dei Comunisti ad Aquino. L'intervento conclusivo di Giacomo De Angelis coordinatore della segreteria nazionale del PCI.

Aquino (FR). 46esima Festa dei Comunisti. De Angelis: caduta Governo fallimento Lega e M5S. Non credibile il PD. Partire dai problemi concreti, creare un Fronte alternativo a partire dai Comunisti.
La Piazza San Tommaso d’Aquino, è affollatissima. Pieni tutti i posti, centinaia, che l’organizzazione ha predisposto per accogliere i cittadini. Il caldo torrido non ha fermato, forse ha rallentato l’afflusso, che alle 21.00 circa, ha visto guadagnare il palco da parte dei tre esponenti comunisti che di lì a poco avrebbero preso la parola. Il segretario regionale del PCI, Oreste della Posta, ringrazia le centinaia di cittadini intervenuti, ricorda “che questa Festa, così come tante altre che si stanno svolgendo in Italia, non solo invita alla unità nella diversità dei comunisti e di un fronte di sinistra, ma concretamente, si è misurata con problemi concreti quotidiani. Infatti – aggiunge il segretario comunista – che i due incontri, dei giorni precedenti, che hanno visto la partecipazione di compagni e cittadini a confrontarsi con analisi e proposte, sono stati sulla questione dell’acqua pubblica, e sulla questione del lavoro.”. Il responsabile lavoro del PCI Lazio, Tiziano Ziroli, interviene dal palco e snocciola sia le situazioni di crisi drammatica, che i compiti che spettano ai comunisti in questa fase. “La vertenza frusinate, con un altro appuntamento di lotta lunedi 12 mattina presso la Prefettura di Frosinone; le fabbriche e i luoghi di lavoro che chiudono e mettono operai, persone, in mezza alla strada, come è l’ultima vicenda di Mercatone, 200 lavoratori nel Lazio; la vicenda ambientale, come la questione del risanamento della Valle del Sacco; - spiega Ziroli – sono tutte situazioni collegate alla assenza della capacità di Governo, nazionale e regionale di dare puntuali risposte alla situazione drammatica delle famiglie, che così non hanno alcuna entrata, pur dovendo provvedere al cibo quotidiano, al ricorso alle cure mediche, al sostegno dei figli a scuola, al pagamento di bollette e affitti”. “Il Governo, questo governo Lega Cinquestelle, tra pochissimo non ci sarà più. – esordisce intervenendo Giacomo De Angelis, coordinatore nazionale della Segreteria del PCI – I danni con cui ha disseminato il proprio percorso sono sotto gli occhi di tutti. Non occorre alcun pregiudizio politico, basta guardare le scelte compiute e i risultati acquisiti per vedere che nessun provvedimento ha bloccato l’esodo di circa 300.000 giovani italiani che hanno migrato da sud verso nord, e dall’Italia verso l’Europa e verso altre nazioni nel mondo costretti a cercare una minima risposta che qui non si è stati capaci di creare. Non solo – aggiunge De Angelis – come giustamente denunciava il compagno Ziroli, l’assenza di un Piano industriale, l’assenza di una politica agricola, la fuga dai temi di responsabilità, basti pensare alla montagna di soldi buttati sulla Tav, mentre si poteva con quello stesso denaro dare una svolta alle infrastrutture dei trasporti, specialmente ferroviari, specialmente nel centrosud Italia, sono tutti esempi concreti dei danni compiuti da questo Governo. Noi crediamo che la scelta a servizio del capitale e dei potentati da parte della Lega sia chiaro ed evidente; come è altrettanto chiaro, come avevamo denunciato alla nascita, che i cinquestelle ci hanno fatto assistere, e si sono fatti stritolare, nel gioco dei debuttanti allo sbaraglio. Purtroppo – nota il dirigente comunista – per noi non è una soddisfazione, perché a pagarne le spese, le conseguenze drammatiche sono i ceti popolari, i lavoratori, la parte più debole della società. Di cosa ci ha voluto parlare quotidianamente, per distoglierci dalle cose importanti, questo governo? Dell’invasione degli immigrati: che non c’è nei numeri, che non c’è perché la stragrande maggioranza di coloro che approdano comunque proseguono e non si fermano in Italia. Questa distrazione, in verità nasconde il fallimento delle politiche economiche e di bilancio che assaltano il welfare, che quindi discriminano i più deboli. Scelte che sono contro l’ambiente e contro il futuro del Paese. Purtroppo non si può pensare, da parte di nessun ingenuo che questo sia nato da solo: è colpa anche degli errori del centrosinistra. Ed oggi, è meno che mai credibile che la soluzione possa venire dal PD, per quanto si voglia sforzare, o imbastire una sorta di tematica di sinistra. La verità è di fronte a noi – indica De Angelis – questo PD propone le stesse misure, le stesse scelte di fondo che sono state la causa della situazione in cui siamo: Euro, Europa, Nato, assenza di politiche forti e innovative per uno sviluppo del Paese che crei lavoro vero, per tutti. Questa non credibilità della ricetta PD, al di là dei giochini che si faranno in queste settimane, e giorni e ore a venire, pone a noi comunisti, a tutti i comunisti, a tutta la sinistra di classe, l’obbligo di unirsi in un fronte grande, che abbia indirizzi popolari e di sinistra chiari, che mostri, come diceva il compagno Ziroli, che esiste per la parte debole della società italiana che non vuole arrendersi, una forza di riferimento. Qualcuno a cui rivolgersi sapendo che non sarà il solito gestore delle menzogne che con qualsiasi veste dice sempre che ci si penserà, che va tutto bene, e che tutto fa meno che occuparsi davvero dei più deboli. Tutto fa meno che indicare analisi e soluzioni. Ecco perché – conclude Giacomo De Angelis – queste nostre feste, questi momenti pubblici di confronto, noi li concepiamo come assemblee aperte a cui tutti voi, cari compagni e compagne, cari cittadini, siete chiamati a confrontarvi con le nostre analisi e verificare le nostre proposte. Gli altri non sono interessati, fuggono dalle nostre indicazioni, noi comunisti, invece, siamo qui che partiamo dai problemi della lavoro, dell’ambiente, del nuovo sviluppo da offrire al nostro Paese. Sosteneteci, aiutateci a dare vita a questo fronte largo perché la risposta o la offriamo noi comunisti o non verrà da altri.”

Comitato regionale del Lazio – Sezione di Aquino (FR) Comunicato, Frosinone, 12 agosto 2019

 

 

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Si è conclusa la Festa del PCdI ad Aquino

bandiere pcdi 350 260dal PCdI - Con la terza, e ultima serata, la quarantaduesima festa dei comunisti di Aquino è giunta al termine. Tre giornate intense, in primis, per chi ha lavorato alla buona riuscita della manifestazione, che è diventata oramai l’appuntamento irrinunciabile dell’estate aquinate. C’è stata poi la buona musica da ascoltare e ballare e, last but not least, tanta politica sui temi più importanti a livello nazionale, giovanile e locale.
L’essere stata festa provinciale del partito comunista d'Italia della federazione di Frosinone, ha portato in piazza san Tommaso ad Aquino un gran numero di persone provenienti dalle località limitrofe, contribuendo così a far conoscere e ammirare le molteplici bellezze della nostra cittadina.
La serata musicale di domenica 16 agosto, è stata affidata al trio Incanto che, suonando gli standard e i pezzi di recente produzione discografica, ha animato la pista riempiendola di tanti ballerini di tutte le età. Gli stand, inoltre, non hanno fatto mancare la cucina più gustosa e le bibite più rinfrescanti, all’insegna del divertimento e dell’allegria.
Per quanto riguarda i temi politici, affrontati dal segretario provinciale dei comunisti, Oreste Della Posta, e da quello della sezione di Aquino, Pietro Ferone, il discorso ha toccato le spinose problematiche legate alla politica locale, con riferimento alle decisioni prese dall’amministrazione comunale in carica. Politiche fiscali che tartassano i cittadini-contribuenti, indennità di carica, nucleo di valutazione, depotenziamento del mercato settimanale e del commercio fino alla più recente introduzione delle strisce blu, sono stati soltanto alcuni degli argomenti che il battagliero segretario Pietro Ferone ha snocciolato in un intervento applaudito anche dai partecipanti alla festa seduti ai tavoli. Gino Rossi, dal canto suo, ha affrontato la situazione occupazionale nella provincia di Frosinone, rimarcandone le forti criticità e invitando all’azione, per non rimanere inermi dinanzi a questo sfacelo. A rincarare la dose, le testimonianze di alcuni lavoratori che stanno vivendo in prima persona la crisi occupazionale nostrana.
Concludendo, possiamo tracciare un bilancio più che positivo della quarantaduesima festa dei comunisti di Aquino, quest’anno anche festa provinciale del partito comunista d'Italia della federazione di Frosinone, che ha saputo coniugare i momenti di divertimento alla politica impegnata, sempre in prima linea, dalla parte dei cittadini. Arrivederci all’anno prossimo.

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