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Cina: tutti insieme contro Covid 19

I principali partiti politici dei Paesi del mondo per garantire un ruolo di guida politica contro il Covid-19

Unità Covid19 350 minXinhua (Agenzia Nuova Cina) Siamo consapevoli che il virus non rispetta alcun confine e che nessun Paese può rispondere alle sfide da solo di fronte all’epidemia. I Paesi devono rafforzare la loro consapevolezza di una comunità con un futuro condiviso per l’umanità, prestandosi attivamente aiuto e sostegno reciproco man mano che la situazione diventa più difficile.
Invitiamo tutti i Paesi a mettere la vita, la sicurezza e la salute delle persone al di sopra di tutto e ad adottare misure risolute e vigorose per porre fine alla diffusione del COVID-19.
Chiediamo che si fornisca supporto materiale, tecnico e di altro tipo ai Paesi in via di sviluppo e ai Paesi con sistemi sanitari pubblici vulnerabili. Lasciamo che la luce del sole della cooperazione disperda l’oscurità della pandemia.
Invitiamo tutti i Paesi a rafforzare il coordinamento internazionale delle politiche macroeconomiche per mantenere la stabilità del mercato finanziario globale e delle catene industriali e di approvvigionamento, e a ridurre o eliminare le tariffe in modo da facilitare gli scambi commerciali e prevenire la recessione economica mondiale.

Fonte: Xinhua – 2 aprile 2020. http://www.xinhuanet.com/english/2020-04/02/c_138941592.htm

 

Il testo in italiano

PECHINO, 2 aprile (Xinhua). Il Partito Comunista Cinese e più di 230 partiti politici di oltre 100 paesi hanno scritto una lettera aperta congiunta, chiedendo una più stretta cooperazione internazionale per battere il Covid-19. Questo è il primo appello congiunto dei principali partiti politici mondiali per il rafforzamento della cooperazione internazionale dopo l’epidemia di Covid-19.
***
La rapida diffusione del Covid-19 in tutto il mondo costituisce oggi la sfida più urgente e seria sia per la salute dell’umanità che per la pace e lo sviluppo mondiale.

Di fronte a questa situazione senza precedenti, noi, principali partiti politici di vari Paesi che si propongono di migliorare il benessere delle persone, promuovere lo sviluppo nazionale e salvaguardare la pace e la stabilità nel mondo, lanciamo il nostro appello comune come segue:

I. Rendiamo il nostro più alto tributo a tutte le persone, in particolare agli operatori sanitari, che si dedicano a salvare vite umane e a proteggere la salute delle persone. Esprimiamo le nostre più sentite condoglianze e la nostra solidarietà a coloro che soffrono per il dolore e la cui vita è sotto la minaccia del Covid-19 e alle famiglie in lutto per i loro defunti. Esprimiamo anche il nostro profondo lutto per la sfortunata perdita di vite umane nell’epidemia.

II. Siamo consapevoli che l’epidemia di Covid-19 se non sarà contenuta in modo efficace e tempestivo infliggerà danni ancora maggiori alla vita, alla sicurezza e alla salute di un numero molto maggiore di persone e avrà un grave impatto sullo sviluppo economico e sociale della maggior parte dei Paesi, così come sugli scambi e sulla cooperazione internazionale. Invitiamo tutti i Paesi a mettere la vita, la sicurezza e la salute delle persone al di sopra di tutto e ad adottare misure risolute e vigorose per porre fine alla diffusione del Covid-19.

III. Supportiamo i paesi perché realizzino, alla luce delle loro specifiche condizioni nazionali, piani di emergenza e strategie per combattere il Covid-19 e rafforzino la cooperazione in vista del contenimento dell’ulteriore diffusione e sul trattamento dei pazienti. Nel frattempo, la scienza e la tecnologia moderne devono essere applicate al meglio per garantire i migliori e più rapidi risultati possibili.

IV. Invitiamo l’opinione pubblica di tutti i Paesi a rispettare le misure di prevenzione e di contenimento dell’epidemia con il necessario senso di responsabilità sociale. Incoraggiamo i Paesi a sfruttare appieno la forza delle organizzazioni della società civile e dei volontari al fine di liberare il potere di tutti i settori sociali per combattere il Covid-19.

V. Invitiamo tutti i Paesi, ad adottare, nei loro sforzi volti al controllo dell’epidemia, un approccio integrato per garantire lo sviluppo economico e sociale, a prendere misure mirate per proteggere i gruppi vulnerabili e le PMI, e ad onorare il loro impegno per il tenore di vita delle persone e il progresso sociale. Invitiamo tutti i Paesi a rafforzare il coordinamento internazionale delle politiche macroeconomiche per mantenere la stabilità del mercato finanziario globale e delle catene industriali e di approvvigionamento, e a ridurre o eliminare le tariffe in modo da facilitare gli scambi commerciali e prevenire la recessione economica mondiale. I Paesi sono inoltre invitati a mantenere un adeguato livello di scambi internazionali, in particolare per facilitare il trasporto transfrontaliero di attrezzature mediche e materiali protettivi di cui c’è urgente bisogno per la lotta contro il Covid-19.

VI. Siamo consapevoli che il virus non rispetta alcun confine e che nessun Paese può rispondere alle sfide da solo di fronte all’epidemia. I Paesi devono rafforzare la loro consapevolezza di una comunità con un futuro condiviso per l’umanità, prestandosi attivamente aiuto e sostegno reciproco man mano che la situazione diventa più difficile. Una più stretta cooperazione internazionale, politiche coordinate, azioni concertate e la mobilitazione di risorse e forze a livello globale ci permetteranno di sconfiggere questo virus, nemico comune di tutta l’umanità.

VII. Prendiamo atto dei significativi progressi nella lotta contro Covid-19 in Cina e in alcuni altri Paesi, cosa che ha fatto guadagnare tempo e ha offerto esperienza al resto della comunità internazionale. Lodiamo vivamente i Paesi, tra cui la Cina, per aver adottato un atteggiamento aperto, trasparente e responsabile nel divulgare le relative informazioni in modo tempestivo, nel condividere l’esperienza sulla risposta e sul trattamento dei pazienti, e in particolare nel fornire al meglio delle loro possibilità forniture mediche e di altro tipo ad altri Paesi colpiti. Questi rappresentano un importante contributo alla lotta globale contro Covid-19, aumentando la speranza e la fiducia dei Paesi di poter vincere questa battaglia.

VIII. Accogliamo con favore la dichiarazione straordinaria del vertice dei leader del G20 sul Covid-19 e sosteniamo i Paesi affinché rafforzino la condivisione di esperienze e la cooperazione medica per contenere l’epidemia, compresa la ricerca e lo sviluppo congiunto di farmaci, vaccini e test specifici. Chiediamo che si fornisca supporto materiale, tecnico e di altro tipo ai Paesi in via di sviluppo e ai Paesi con sistemi sanitari pubblici vulnerabili. Lasciamo che la luce del sole della cooperazione disperda l’oscurità della pandemia.
IX. Chiediamo discussioni professionali basate sulla scienza su questioni come le misure di prevenzione e l’origine del virus. Ci opponiamo fermamente alla politicizzazione delle questioni di salute pubblica e alla stigmatizzazione di altri paesi con la scusa di Covid-19. Ci opponiamo fermamente a tutti i commenti e le pratiche discriminatorie contro qualsiasi paese, regione o gruppo etnico e chiediamo ai governi di tutti i paesi di adottare misure proattive per proteggere la salute, la sicurezza e gli interessi legittimi dei cittadini stranieri e degli studenti che ospitano.

X. Riteniamo che l’epidemia di Covid-19 abbia messo a nudo la necessità per tutti i Paesi di promuovere ulteriormente la prospettiva di governance globale di raggiungere una crescita condivisa attraverso la discussione e la collaborazione e di sostenere il ruolo guida delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità nella governance globale della sanità pubblica. Chiediamo a tutte le parti di migliorare il coordinamento e la cooperazione nel quadro del G20 e di altri meccanismi internazionali per una prevenzione e un controllo efficaci a livello internazionale, mentre ci sforziamo di costruire una comunità globale con un futuro condiviso per la salute pubblica.

In qualità di principali partiti politici dei Paesi del mondo, ci impegniamo a mantenere una stretta comunicazione in circostanze inusuali e a garantire un migliore svolgimento del ruolo di guida politica che ci compete, allo scopo di iniettare energia politica nella lotta globale contro il Covid-19. Crediamo fermamente che le nostre attuali difficoltà siano solo temporanee, così come la luce del sole alla fine splenderà dopo ogni tempesta. Se la comunità internazionale farà sforzi concertati con fiducia e determinazione e adotterà un approccio scientifico e mirato, otterrà sicuramente la vittoria finale nella guerra globale a tutto campo contro il Covid-19. Siamo convinti che, dopo la pandemia, la comunità con un futuro condiviso per l’umanità emergerà più forte e l’umanità abbraccerà un domani più luminoso.

 

 

 

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Contro aumento dei costi di amuchina e mascherine

NO Truffe

codici diritti cittadino 350 minAumento dei prezzi di amuchina e mascherine: Codici Frosinone pronta a dare battaglia

Codici Frosinone è pronta a raccogliere le segnalazioni riguardo l'aumento indiscriminato dei costi di amuchina e mascherine. Una speculazione che il segretario provinciale avv. Giammarco Florenzani giudica inaccettabile: "E' vergognoso che in questi giorni, in piena emergenza, qualcuno pensi bene di aumentare in maniera indiscriminata i costi di amuchina e mascherine. Oltre che vergognoso potrebbe essere illecito".

L'associazione che difende consumatori e cittadini è pronta a dare battaglia: "Segnalateci i casi più eclatanti e provvederemo immediatamente a denunciarli a Guardia di Finanza e Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato". Il segretario Florenzani mette in guardia anche gli anziani sulle truffe porta a porta: "Diciamo a tutte le persone in là con gli anni di non accettare né firmare nulla che viene proposto da persone che vengono a bussare a casa spacciandosi per rappresentanti di aziende".

 

 

 

Associazioni difesa diritti dei consumatori

 

 

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Piglio: consigli dei carabinieri contro le truffe agli anziani

Piglio incontro centro anziani carabinieri 350 minComunicazione Comune di Piglio - Importanti ed utili i consigli del Maresciallo Domenico Serpico

“Non aprite la porta di casa a sconosciuti o dichiarano di essere dipendenti di aziende di pubblica utilità. Verificate sempre con una telefonata da quale servizio sono stati mandati gli operai che bussano alla vostra porta e per quali motivi. Se non ricevete rassicurazioni non aprite per nessun motivo. Ricordate che nessun Ente manda personale a casa per il pagamento delle bollette, o per rimborsi, per qualunque problema e per chiarivi qualsiasi dubbio non esitate a chiamarci”.

Un messaggio chiaro quello che il comandante della stazione dei carabinieri di Piglio il maresciallo Domenico Serpico ha dato durante un incontro presso il centro anziani davanti ad un pubblico numeroso, attento e partecipe. Il maresciallo Serpico ha spiegato ai presenti gli stratagemmi più comuni con cui i malviventi si approfittano delle persone più deboli, riuscendo a farsi consegnare denaro e oggetti preziosi anche di ingente valore, sia economico che affettivo, fornendo allo stesso tempo dei consigli pratici su come prevenire i reati predatori e, in particolare, le truffe, fenomeno che negli ultimi tempi interessa prevalentemente le persone anziane e sole. Tante le modalità ed i tipi di truffe, che sono state illustrate in modo chiaro ed incisivo con esempi reali.

“C’è chi simula di essere un carabiniere –ha continuato il maresciallo Serpico- si tratta di una delle truffe più diffuse degli ultimi tempi. Capita che le persone anziane ricevano telefonate da truffatori che si qualificano come carabinieri o avvocati o impiegati del comune, chiedendovi del denaro per tirare fuori dai guai un parente e vi dicono che manderanno una persona a casa a ritirare la somma necessaria per sistemare il problema. Non credete mai a queste persone perché nessuno, per nessun motivo, può riscuotere somme di denaro direttamente a casa vostra. Per ogni dubbio che vi sorge, contattateci senza alcun timore e spiegate quello che vi sta succedendo o quello che avete visto. Non si tratta di essere diffidenti verso tutti, si tratta di essere consapevoli che ci possono essere in giro persone male intenzionate che approfittano delle buona fede, soprattutto delle persone anziane. A volte fornire qualche dettaglio ai Carabinieri di ciò che avete visto, può essere utile per noi per riuscire a identificarli ed arrestarli, segnalate sempre se vi sono situazioni strane e se non conoscete chi bussa alla vostra porta, non aprite e avvisate le forze dell’ordine”.

L’incontro è stato molto apprezzato ed il maresciallo Domenico Serpico ha dato degli importanti ed utili consigli, dimostrando di conoscere anche molto bene il “suo” territorio. “Ringrazio il maresciallo Serpico – ha concluso il Presidente del Centro anziani Fabio Falamesca- manifestandogli a nome di tutti gli iscritti la nostra riconoscenza per l’attenzione che ci dimostra sempre, e per i suoi modi chiari e vicini esponendo con molta semplicità e chiarezza le diverse situazioni in cui purtroppo l’anziano viene truffato”. Infatti quest’ incontro ha permesso ai cittadini presenti di percepire la vicinanza dei Carabinieri, ricordando a tutti nel dubbio di non esitare a contattarli .

 

 

 

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Cittadini a sostegno del ricorso in Tribunale contro la DHI

Certosa di Trisulti 350 260da farodiroma.it - Trisulti: il territorio si mobilita e partecipa al ricorso in Tribunale contro la DHI. I sovranisti hanno tentato ogni strategia legale per non mollare la Certosa.

Tempi duri per Benjamin Harnwell alla Certosa di Trisulti. Dopo aver esultato per la sospensiva accordatagli dal TAR di Latina il 18 dicembre scorso, contro il decreto di annullamento del Ministero dei Beni Culturali e Turismo, ora dovrà affrontare anche le associazioni locali che hanno deciso la partecipazione al ricorso. È in corso di notifica l’atto di intervento ad opponendum di un folto grupo di associazioni della provincia di Frosinone che ha deciso di affiancare il Mibact in opposizione al ricorso della Dignitatis Humanae Institute, presso il TAR di Latina l’11 marzo.

Sono associazioni della società civile impegante sul territorio per la legalità, la tutela paesaggistica, la tutela del patrimonio, che si sono armate di coraggio difronte alla pochezza delle istituzioni locali che non hanno raccolto l’invito ad opporsi alla DHI per timore di dover affrontare le eventuali spese di soccombenza – speriamo remote! – o addirittura per altro tipo di paura dettata dalla volontà politica di non compromettere i rapporti con la DHI qualora dovesse rimanere assegnataria della Certosa di Trisulti.

Una vicenda che dura ormai da tanto tempo mentre i tetti della Certosa di Trisulti, patrimonio dello Stato, crollano e non si celebrano ormai da molti mesi le messe in chiesa, dopo che l’ultimo, ostinato, monaco è stato mandato via.

Nel frattempo si attende anche l’appello del Mibact al Consiglio di Stato, a fine di febbraio, avendo impugnato le ordinanze cautelari di sospensione dei provvedimenti impugnati, vale a dire l’annullamento in autotutela e il provvedimento di rilascio dell’immobile.

La cordata delle associazioni è assistita dagli avvocati Chiarina Ianni e Sara Spirito. L’avvocato Felice Maria Spirito ha prodotto la relazione legale che ha portato l’Avvocatura dello Stato a esprimere parere contrario alla concessione della Certosa di Trisulti alla DHI. In seguito al parere dell’Avvocatura dello Stato, l’ex ministro Alberto Bonisoli ha dato l’avvio al procedimento di annullamento della concessione, conclusosi il 16 ottobre scorso con la firma del decreto di annullamento da parte dell’attuale ministro Dario Franceschini.

 

 

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Alleanza nazionale e regionale contro la povertà

di Donato Galeone - Abbiamo scritto e sollecitato a riflettere sul passaggio dal “rischio povertà alla esclusione sociale” e auspicato un “piano regionale laziale contro la povertà e la esclusione sociale”.
Dopo gli incontri di luglio scorso – nella dimensione nazionale e ministeriale – sono state condivise a Roma, nel novembre 2013, le linee guida per la costruzione di una “alleanza nazionale contro la povertà” da articolare, gradualmente, mediante conoscenze e interventi di sostegno verso la “inclusione sociale” contrastando – con azioni coerenti locali – le crescenti condizioni di povertà.
Era presente, con Acli, Caritas, Cgil, Cisl, Uil e di altre Associazioni nazionali, anche l'Assessore alle Politiche Sociali del Lazio, Rita Vicini in rappresentanza della Conferenza delle Regioni che, condivideva l'iniziativa sia con gli Enti Locali che il Terzo Settore e le Organizzazioni Sociali.
Tutti hanno riconfermato l'importanza di possibili e adeguate stime economiche mirate alla graduale realizzazione, certa, degli investimenti per sviluppare competenze e programmazione degli interventi nei territori.
E' stato rilevato e ripetuto che la crisi, dal 2005, ha colpito e fa vivere nell'incertezza lavoratori e ceti medi con l'aumento degli indigenti. Così come leggiamo dalla statistiche che, negli ultimi sette anni, la povertà assoluta è raddoppiata, aumentando da 4,1% a 8,0% della popolazione italiana (circa 4.814.000 di italiani e 1.725.000 famiglie).
L'Istat misura la “povertà assoluta” nella capacità o meno di accedere ai beni ritenuti essenziali e primari per “conseguire uno standard di vita minimamente accettabile”. E per le famiglie - il 15,8% in condizione di povertà relativa - la misura di spesa media mensile per due persone non deve superare 990,88 euro (circa 9.563.000 italiani e 3.232.000 famiglie).
Personalmente penso e ritengo di non essere tra i pochi che la lotta alla povertà può avere un graduale successo se operiamo non solo nella dimensione del sostegno economico immediato con il “dare prima a chi sta peggio” ma innanzitutto ed essenzialmente - giorno dopo giorno - con “l'inserimento nel lavoro elevato alla dignità della persona” tanto nelle professionalità riconosciute ed equamente compensate al fabbisogno personale e famigliare quanto nella “partecipazione” ai risultati gestionali delle attività produttive, già chiaramente indicati nell'esercizio effettivo dei diritti costituzionali vigenti nel nostro Paese sin dal primo gennaio 1948.
L'Assessore alla Politiche Sociali del Lazio, con la recente disponibilità finanziaria minimale dei dodici milioni di euro recentemente deliberata dalla Giunta Regionale – nella seconda quindicina del mese di ottobre 2013 – da rendere operativa mediante preannunciato Bando Pubblico per l'utilizzo di cinque milioni destinati ai soggetti attuatori, riconosciuti nel campo del contrasto alla povertà, potrebbe la Regione Lazio – in Italia – auto qualificarsi “apripista dell'alleanza regionale contro la povertà”nella predisposizione di linee guida territoriali, propedeutiche e innovative, nelle prestazioni sociali ai sensi dell'art. 117 della nostra Costituzione.
Si tratterebbe di una premessa operativa strutturata e di orientamento tra Comuni limitrofi verso la elaborazione di un “piano quadriennale 2014-2017 di alleanza regionale contro le povertà laziali”tanto nella condivisione quanto nei contenuti con “misure essenziali” da verificare e corrispondere: negli importi, adeguati, alla soglia di povertà e di accompagno nei servizi alla persona e nell'attivazione di percorsi verso l'obbligo scolastico e l'uscita condivisa dalla condizione di marginalità e di graduale inserimento sociale; nel collegamento immediato con il Centro per l'Impiego – da ristrutturare e adeguare alla domanda e offerta di lavoro – di tutti i beneficiari dell'aiuto di età 18-65 anni, ritenuti abili al lavoro e disponibili alla richiesta di formazione e riqualificazione professionale, contestuale, all'accettazione dell'inserimento lavorativo.
E' auspicabile, concluso il Natale 2013 e con il generoso impegno associativo anche delle comunità Caritas parrocchiali, un coerente quadro di orientamento della Regione Lazio, sia verso la piattaforma strategica dell'Unione Europea 2010-2020 che prevede, col suo 20% del bilancio europeo, un “sostegno solidale contro la povertà e l'emarginazione” e sia con le proposte, dal 2014, contenute nell'annunciato progetto aperto ai territori di “alleanza nazionale contro la povertà”.
Già la Regione Lazio dovrebbe avere coerenza operativa nel contesto dell'imminente pubblicazione del suo Bando Pubblico verso l'impegno informativo e divulgativo tanto con l'utilizzo
territoriale minimale dei dodici milioni di euro quale intervento straordinario per il contrasto alle situazioni di indigenza tramite i Comuni, quanto in collegamento con i Centri per l'Impiego per l'adesione ad ogni offerta di lavoro del beneficiario dell'aiuto pubblico, alla esecuzione di lavori socialmente utili e alla disponibilità per la formazione e riqualificazione professionale.
Ma richiamandomi al recente passato e alle proposte suggestive attivate nel Lazio verso il “reddito di cittadinanza” - legge regionale n.4/2009 - riproposto anche in questi giorni con il nome non nuovo di “reddito minimo garantito” - fu applicata solo per un anno.
Quella legge regionale laziale più che ambiziosa dimostrò - nella concretezza - l'offerta di uno spaccato molto falsamente popolare per il potenziale di iniquità distributiva monetaria dei 7.000 euro tra persone molto vicine e di altre molto lontane dalla soglia di povertà ed, anche, tra persone che vivevano sole o in nucleo famigliare numeroso.
Da non dimenticare, ripeto, che quella legge regionale del 2009 – sperimentale – sul “reddito minimo garantito” ma scarsamente orientata verso “l'inserimento lavorativo” fu applicata solo un anno e non tre annualità come prevedeva.

 

27 dicembre 2013
ALLEANZA NAZIONALE E REGIONALE CONTRO LA POVERTA'

 

 

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Giornata internazionale contro la violenza sulle donne

nemmeno con un fiore violenza donne minGiornata internazionale contro la violenza sulle donne, Frosinone 25 novembre 2019

di Lucia Fabi - Parlare oggi, nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, delle “marocchinate”, tragedia che nel 2° conflitto mondiale colpì migliaia di donne e non solo , della nostra Provincia, deve essere motivo di riflessione per condannare qualsiasi forma di violenza di genere ,sia essa singola che di massa e sia che ci tocca da vicino o che avvenga in qualsiasi parte del mondo, sia che succeda in guerra o in pace.

L’attenzione deve essere costante per non vanificare il dolore e le sofferenze patite dalle donne oltraggiate.
I pericoli di una recrudescenza sono dietro l’angolo e noi non possiamo permetterci di abbassare la guardia.
Da sempre le guerre hanno causato violenze e stupri di massa e per secoli la situazione è rimasta immutata a causa di una sbagliata concezione sulla donna considerata come oggetto e come proprietà esclusiva del maschio. Capace solo di procreare, in tempo di guerra veniva usata come strumento per colpire ulteriormente il nemico.

Considerata prima come ambito bottino di guerra, in seguito ci si è accaniti sul suo corpo infliggendo violenze inaudite e giustificando le stragi con motivazioni sempre più agghiaccianti:
dal possesso della donna per proprio uso ,si è passati agli stupri etnici ( con uso della donna come arma bellica per contaminare col proprio seme l’essenza etnica), infine allo stupro considerato come arma strategica usando il corpo della donna come strumento per annientare definitivamente il nemico.
In ogni guerra lo stupro di massa si è consumato con crudele cinismo e indifferenza, tra la rimozione generale. Si è preferito sempre celebrare l’eroe soldato piuttosto che pubblicizzare una strage scomoda e per la morale corrente scabrosa e peccaminosa. Per secoli la considerazione sulla donna è rimasta immutata e isolate sono state le voci per la sua tutela.
Dobbiamo arrivare al 21 giugno del 2008, quando il consiglio di sicurezza dell’ONU con la risoluzione 1820 ha ritenuto lo stupro di guerra un crimine contro l’umanità. Non bisogna andare lontano per ricordare la triste storia di donne stuprate, violentate, uccise durante un conflitto.

I comuni situati a ridosso dei monti Ausoni, Aurunci e Lepini , lungo la riva destra del Garigliano del Liri e del Sacco, dove transitarono le truppe nordafricane appartenenti al CEF, furono martoriati dal passaggio di queste truppe che , lasciarono orrore, sofferenze, desolazione.
Donne di tutte le età, dagli 8 agli 85 anni stuprate e ripetutamente violentate morirono, contrassero malattie veneree, o rimasero incinte.
Tutto il dramma , l’incubo, le sofferenze, furono vissuti in solitudine. Le donne furono abbandonate a se stesse e nella miseria più nera. E per molte la tragedia non finì con lo stupro o con la malattia, esse dovettero fare i conti anche con i propri uomini che,alla scoperta dello stupro le abbandonarono considerandole colpevoli della violenza subita.

Di fronte a questa tragedia le istituzioni tutte si dimostrarono da subito assenti e insensibili. Non si provvide a farle curare salvaguardando così anche i loro familiari, ne ci si preoccupò di alleviare il loro dolore e le loro angosce.
L’unico esempio di solidarietà, verso le migliaia di donne colpite da questa sciagura nella nostra Provincia, avvenne dall’Unione Donne Italiane, che dal 1948 al 1952 si fecero carico di andare di paese in paese per ascoltare le testimonianze delle violentate. Ma le donne abituate al silenzio e alla ritrosia, all’inizio si mostrarono scettiche e diffidenti poi, piano piano, iniziarono a raccontare di se ma per interposta persona. Parlavano delle loro amiche, parenti, vicine ma per pudore e vergogna, non ammettevano di aver loro stesse subito violenza. Entrare in contatto con persone estranee al loro ambiente e sensibili al loro dramma, rese loro più sicure e fiduciose.

Il lavoro delle donne dell’UDI fu capillare e per ottenere un quadro ancora più realistico organizzarono riunioni a Ceccano, Sant’Elia, Pontecorvo,S.Giovanni Incarico. Questi furono incontri preparatori per la grande manifestazione che si tenne il 14 ottobre del 1951 a Pontecorvo.
Malgrado le intimidazioni delle forze dell’ordine schierate per non far transitare i pullman che trasportavano le manifestanti, 500 donne riuscirono ad arrivare a piedi al Supercinema e davanti ad una platea super affollata e attenta, alcune di loro , tra la commozione generale ,ebbero il coraggio e la forza di raccontare e denunciare le violenze subite .
Tutto questo lavoro servì per preparare l’ interpellanza parlamentare sostenuta anche dalla Camera del Lavoro di Frosinone e dal Comitato per la Rinascita della zona di Cassino.

L’interpellanza articolata su due punti fondamentali: Il risarcimento e pensione per le violenze subite e l’assistenza sanitaria verso le donne che avevano contratto malattie venere e verso le loro famiglie, fu presentata dalla deputata comunista Maria Maddalena Rossi e discussa il 7 aprile 1952 in seduta notturna, perché l’argomento era ritenuto scabroso e di sesso non si poteva parlare.
La Rossi relazionò in termini lucidi e accorati ,denunciando la situazione di abbandono in cui versavano le vittime e illustrando ciò che si poteva e doveva fare. Il sottosegretario democristiano Tiziano Tessitore ebbe la sfrontatezza di replicare che le marocchinate avevano la stessa rilevanza di altre tipologie di vittime civili, come ad es, gl’incidenti d’auto. La Deputata a quest’affermazione indignata replicò: come si vede che ella non è donna.
Poteva sembrare una risposta solo emotiva ma invece sintetizzava la diversa sensibilità e il diverso approccio tra lei e il sottosegretario nell’interpretare il dramma delle violentate.
Solo una sensibilità femminile poteva capire lo spirito e tutti quei significati emotivi e psicologici di chi aveva subito violenza.
Questi i drammatici fatti accaduti nella nostra zona nel maggio del 1944.

Nel momento in cui le donne stremate da tanti sacrifici speravano di poter finalmente riprendere a vivere normalmente, in un attimo cadde loro addosso il buio più assoluto.
Triste storia, ancora oggi non del tutto risolta ma attenzione: il dramma delle nostre donne non dobbiamo circoscriverlo solo alla nostra zona perché rischiamo di chiuderci in un provincialismo che ci fa rimanere intrappolati isolandoci dal resto del mondo. Questo sarebbe un errore. Se pensiamo che anche i nostri soldati italiani esercitarono violenze in Francia, Grecia, Albania, Jugoslavia, Etiopia, Eritrea , Libia è un dovere ricordare le donne di altre nazioni. Solo se internazionaliziamo il dolore possiamo contribuire a prevenire ed evitare che si ripetano simili nefandezze.
Purtroppo le guerre nel mondo continuano. Come dimenticare quanto sta succedendo nel Kurdistan, in Irak e in altri luoghi dove continuano gli stupri di massa?

Allora che fare?
Innanzi tutto non ricordarsi della violenza sulle donne solo una volta l’anno ma ogni giorno. E’ necessario mantenere aperta l’attenzione su una cultura del rispetto dei diritti umani e delle differenze di genere adeguando anche un linguaggio pertinente.
La sensibilizzazione del cittadino, dell’opinione pubblica e della scuola rappresentano il veicolo più idoneo. per cambiare e per costruire un mondo senza conflitti e senza barriere.

 

 

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Confagricoltura contro tagli alla Politica agicola comunitaria

logoconfagricoltura 350 minBruxelles taglia i fondi a favore della PAC
Confagricoltura Frosinone esprime preoccupazione per il futuro del comparto agricolo

“Il taglio alla Pac di 370 milioni di euro all’anno rappresenterebbe un duro colpo al comparto agricolo e rischierebbe di mettere in ginocchio anche molte imprese della provincia di Frosinone che hanno sempre fatto affidamento sugli aiuti europei per andare avanti”. E’ questo il commento del presidente di Confagricoltura Frosinone Vincenzo del Greco Spezza che esprime preoccupazione per la decisione di Bruxelles di tagliare i fondi a favore dell’agricoltura italiana: “Come evidenziato dal Rapporto Svimez 2019 – sottolinea del Greco Spezza – i fondi per lo sviluppo rurale dell'attuale programmazione sono già largamente insufficienti a sostenere gli investimenti dell'agricoltura italiana e meridionale per questo diciamo NO al taglio di 370 milioni di euro l'anno di fondi europei all'agricoltura italiana a partire dal 2021, come proposto dalla Commissione Ue in base alle bozze di regolamenti transitori che sono sul tavolo di Parlamento e Consiglio per traghettare la Pac oltre il 2020”. Per il presidente di Confagricoltura Frosinone, questa decisione, potrebbe tagliare le gambe ai molti giovani che stanno riscoprendo l’agricoltura come settore di investimento: “Non vorremmo che i nostri ragazzi, molti dei quali ogni giorno si affacciano agli sportelli di Confagricoltura per avere informazioni sul settore agricolo, possano venire scoraggiati dalla mancanza di risorse che occorrono per cominciare una nuova attività imprenditoriale. È soprattutto a loro, a nostro avviso, che l’Europa deve guardare per garantire il futuro ad un settore strategico dell’economia”.

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Cerelli, chance tricolore contro Cavallucci

Una vittoria di Cerelli 350 260 mindi Tommaso Cappella, Ufficio stampa - Il pugile del “Ring Ciociaro-Team T.Barrale” sfiderà il neo campione italiano a Chieti il 21 giugno.
Chance tricolore per Federico Cerelli. Il pugile di Ceccano tesserato con il “Ring Ciociaro-Team T.Barrale”, recentemente approdato alla scuderia “BBT Boxing Team”, diretta da Davide Buccioni, sfiderà a Chieti il prossimo 21 giugno l'idolo locale Emanuele Cavallucci il quale, lo scorso 8 marzo, ha conquistato al “Palasantafilomena” della città teatina, il titolo italiano battendo per ko tecnico alla quinta ripresa Nicola Cristofori. Il pugile abruzzese, 31 anni, nato proprio a Chieti, professionista dal 2013, vanta 13 incontri, di cui 12 vinti, compreso quello per il titolo italiano, 1 pareggiato e uno perso, Di contro Cerelli, 24 anni, professionista dal 2016, è salito sul ring 11 volte, cogliendo 8 vittorie, mentre ha perso 3 volte sempre ai punti.

E' bene ricordare che Federico Cerelli, il 23 marzo scorso, avrebbe dovuto affrontare Steve Martin a Malta con in palio ilEmanueleCavallucci 350 260 min titolo del Mediterraneo. Il match è saltato perché il pugile locale è stato trovato positivo, e di conseguenza sospeso, al doping al termine dell'incontro con Giuseppe Rauseo disputato a Palermo qualche giorno prima. In vista del match del 21 giugno proprio la “BBT Boxing Team” sta cercando di organizzare per Cerelli qualche incontro di preparazione. Intanto il peso welter ceccanese, in questi giorni, sotto l'abile regia del maestro Nando Barrale, coadiuvato dai figli Alessandro e Vanessa, e del preparatore atletico Angelo Bucciarelli sta intensificando la preparazione soprattutto per quanto riguarda la tenuta atletica, dal momento che l'incontro sarà sulla distanza delle dieci riprese.

 

 

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Magliette rosse contro la nostra indifferenza

Magliettarossa 350 minMagliette rosse

Magliette rosse
Che amorevoli mani
Hanno messo a bimbi
Come gli angeli innocenti.
Mani che per l'ultima volta
Hanno carezzato
Quei visi ancora caldi
Di speranze.
Ultimo disperato tentativo
Per proteggerli da un destino
Malvagio.
Magliette rosse riempiono
Il mare,
Come chiazze di sangue
Che urlano al vento
Il loro dolore.
Magliette rosse
Contro la nostra indifferenza.

Quando guardiamo estasiati
L'orrizzonte accecati dal sole,
Un piccolo pensiero
A chi l'ha perso
Per sempre.

Poesia di Giuliano Sera
8 luglio 2018

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