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La Chiesa e la protezione dal coronavirus

Dai Vescovi delle Diocesi del Frusinate

diocesidelfrusinate 350 minComunicato Stampa congiunto dei Vescovi delle diocesi della provincia di Frosinone su Covid 19

I Vescovi delle diocesi di Frosinone-Veroli-Ferentino, Anagni-Alatri, Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, dando seguito al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020 riguardante i provvedimenti urgenti da adottare su tutto il territorio nazionale per contrastare l’epidemia da Coronavirus COVID 19, e volendo attuare il comunicato stampa della Conferenza Episcopale Italiana del 5 marzo 2020, hanno disposto che nel territorio delle Diocesi della provincia di Frosinone siano adottati i seguenti provvedimenti:

Si ribadisce la possibilità di celebrare la Santa Messa e di promuovere gli appuntamenti di preghiera che caratterizzano il tempo della Quaresima, assicurando il rispetto delle indicazioni già date a suo tempo e di quelle governative, che qui si ripetono:

- Dare la comunione sulla mano;
- Evitare lo scambio di pace;
- Togliere l’acqua dalle acquasantiere;
- Areare gli ambienti al termine delle celebrazioni;-
- Evitare gli affollamenti di persone che non consentano il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro.

Le attività di oratorio e di catechismo sono sospese fino alla data del 15 marzo inclusa, in analogia con quanto disposto riguardo alle scuole ed alle università di ogni ordine e grado.

Sono sospese, fino alla data del 3 aprile, “le manifestazioni, eventi e spettacoli che comportano affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della distanza di sicurezza di almeno un metro”.

Per le benedizioni delle famiglie e per la comunione agli anziani e ammalati in casa, ognuno si regoli secondo le esigenze della parrocchia, senza però disattendere le misure sanitarie per arginare il rischio di contagio.

Gli anziani e i malati che non potranno uscire di casa sono ovviamente dispensati dal precetto festivo, e si uniranno alla celebrazione delle loro comunità con la preghiera personale, di cui tutti abbiamo bisogno. Le nostre comunità si impegneranno nei modi dovuti e con spirito di solidarietà a non far pesare la solitudine che molti di loro dovranno affrontare.

Come ci ricorda Gesù nel vangelo “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto” (Mt 7,7), aumentiamo la preghiera personale, invocando l’intercessione di Maria Santissima, Salute degli Infermi, dei Patroni delle nostre Diocesi e di ogni Comunità parrocchiale.

 

 

proteggersi dal coronavirus

 

 

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Non temiamo. Anche oggi vincerà la scienza, nonostante le polemiche

Ricerca scientifica

ricerca laboratorio 350 minDr. Antonio Colasanti - Nell'antichità e nel medioevo si immaginava che le epidemie, forse a causa della rapidità con la quale si propagavano, fossero opera diabolica oppure flagelli mandati dagli dei. Spesso invece quando gli abitanti dell olimpo sembravano innocenti si ricercavano le cause ancora nel cielo, nelle catastrofi cosmiche, cosicchè ogni pestilenza doveva essere imputata alla perniciosa influenza delle comete, dei terremoti, delle eruzioni vulcaniche. Solo coloro che per essere i piu illuminati non credevano né in dio né nel diavolo, ma negli uomini affermavano che questi spargevano veleni di malattie infestando nascostamente i pozzi.

Il dottor Brassalovus¹ si domandò come mai i demoni non punissero tanto i perfidi assassini dal sangue freddo quanto i dolci amanti dal sangue caldo.

Koch² ci fece conoscere assai da vicino questi demoni, i batteri ed i virus e solo mercé i suoi studi sappiamo oggi con certezza che ogni malattia ha il suo demone specifico. Grazie al microscopio regalatogli dalla moglie, la quale certamente non pensava di aver fatto all'umanità uno dei piu bei regali che mai uomo possa offrire ai suoi simili.

Grazie a quel microscopio Robert Koch potè vedere per la prima volta il bacillo della tubercolosi, malattia che mieteva milioni di vittime. Pasteur³ era riuscito a preparare un vaccino contro il carbonchio, mentre Jenner ne aveva preparato uno contro il vaiolo.. e tutti e tre dovettero sostenere una santa guerra contro gli increduli perche gli uomini generalmente si oppongono ad ogni nuova idea specie se essa è tanto grande da rendere necessario uno sforzo enorme per farle posto nel loro cervello*. Koch era attaccato al suo microscopio per giornate intere e qui si dedicava alla ricerca del microbo della malattia piu diffusa: la tubercolosi.
Pasteur, Jenner, Koch se ci fossero oggi morirebbero dalle risate per quello che sta accadendo sull infezione da coronavirus, che esisteva gia ai loro tempi ma che era una barzelletta in confronto alla tubercolosi, carbonchio o vaiolo batteri e virus che mietevano milioni di vittime tra le persone.

Oggi grazie a loro ed altri scienziati Fleming, Domagh, Waskmann, Brotzu abbiamo sconfitto tutte queste malattie. Penicillina, streptomicina, isoniazide, cefalosporina sono sostanze che hanno debellato le infezioni batteriche e virali.

Il caos che si sta verificando per questo virus è incredibile. Parlano tutti e la maggior parte di loro sono di un basso livello scientifico. Un aumento delle difese immunitarie con fitopreparati, echinacea, astragalo, uncaria, propoli, argento colloidale, vitamina c, zinco, lattoferrina, sono sufficienti a proteggersi da questo virus che è uno dei tanti che scatenano gli stati influenzali durante i mesi invernali.

Quindi tranquillità perché gli stati ansiosi servono solo ad abbassare le nostre difese e ci acidificano la matrice extracellulare.

 

1 - Brassalovus = Brasavola, Antonio Musa / Brassavolus, Antonius Musa. Universitè de Paris 1555  De medicamentis tam simplicibus quam compositis catharticis, quae unicuique humori sunt propria, tractatus insignis
Lugduni : S. B. Honorat, 1555.
Exemplaire numérisé : BIU Santé (Paris)
Adresse permanente : https://www.biusante.parisdescartes.fr/histmed/medica/cote?38699
2 - Heinrich Hermann Robert Koch (1843-1910) è stato un medico, batteriologo e microbiologo tedesco. Koch riuscì nel 1876 a coltivare l'agente causale dell'antrace fuori dall'organismo e a descrivere il suo ciclo di vita. Riuscì a descrivere per la prima volta il ruolo di un agente patogeno alla nascita di una malattia.
3 - Louis Pasteur, Chimico e microbiologo francese. Grazie alle sue scoperte e alla sua attività di ricerca è universalmente considerato il fondatore della moderna microbiologia. Ha inoltre operato nel campo della chimica, e di lui si ricorda la teoria sull'enantiomeria dei cristalli.
4 - Edward Jenner, è stato un medico e naturalista britannico, noto per l'introduzione del vaccino contro il vaiolo e considerato il padre dell'immunizzazione.

 

* Nota di redazione
«In piena emergenza coronavirus, la pronta risposta legata alla chiusura di aeroporti e costruzioni di ospedali non è coincisa con un’adeguata circolazione di articoli e pubblicazioni scientifiche disponibili al pubblico tecnico solo a pagamento.» (Marco Cappato da .linkiesta.it)

 

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Il Quarto potere alla prova del coronavirus

Presente e futuro

Coronavirus Wordcloud 350 minL'informazione che è stata data sulla vicenda coronavirus offre una necessaria riflessione sulle modalità di utilizzo di essa e sulle ripercussioni che si sono avute.
Il progressivo espandersi degli strumenti di comunicazione che dispongono di audiens sempre più vaste e della possibilità di emettere messaggi in misura crescente, costituisce una condizione incalcolabile del potere dell'informazione.

Il controllo di questo potere è un problema infinitamente più complesso e vitale di qualunque sfida che si sia affrontata nel passato.
Il caso coronavirus è l'esempio più eclatante di questo potere della comunicazione, che appare una forza gigantesca di infinite possibilità per il bene e per il male.

Quello che emerge da quanto è avvenuto, è che gli strumenti di comunicazione, si direbbero anche i social, hanno sviluppato un flusso programmato di modelli di comportamento, di opinioni, di credenze atti a suscitare quegli atteggiamenti, quei bisogni, quei tipi di azione che in questo caso del coronavirus sono sfociati in paure e diffidenze.

Non si è trattato di allarmismo, che di per sé sarebbe già grave, si è prodotto una egemonia di comportamento dalle disastrose e incalcolabili conseguenze.
Si è compiuto la più grande manipolazione delle coscienze, un gigantesco tentativo di esercitare una vasta influenza su la popolazione con precisi condizionamenti.

Gli effetti di questo messaggio sono stati dirompenti e senza nessun autocontrollo e che ha risposto solo a una logica, quale quella di sollecitare l'attenzione di soggetti quanto più possibile e con elementi suggestivi (immagini, interviste ecc.).
Nessuno nega che l'informazione è doverosa e libera, coma sancisce la Costituzione (art. 21), ma il "coronavirus" avrebbe richiesto una informazione meno chiassosa e meno sovrapposta rispetto alla vicenda in sé.
La stessa informazione non era incanalata verso una attenzione all'operato della istituzioni, ma si è scivolati verso messaggi che incutono timore, provocando una reazione emotiva suscitata dal contenuto.
Non è stata una comunicazione utile, che avrebbe dovuto rassicurare piuttosto che allarmare e di orientamento sulle misure precauzionali.

Si potrebbe arrivare a considerare la probabilità che per questa tipologia di intervento vi sia una regia rivolta a creare discredito nelle istituzioni e allo stesso tempo a provocare uno scontro frontale tra le forze politiche che hanno assunto posizioni contrapposte e successivamente con reciproche smentite, ingenerando confusione e malessere tra i cittadini.

Una cosa è certa. La questione informazione, su cui abbonda una pubblicistica accademica e scientifica con diverse scuole di pensiero, potrà avere un suo perimetro di azione attraverso un codice di comportamento non solo deontologico, ma soprattutto di responsabilità per gli effetti che potrebbe avere una informazione sull'intero corpo sociale.

Non è stata una bella pagina dell'informazione diffusa in questi giorni.
Occorrerà molto tempo per recuperare condizioni di maggiore consapevolezza e se si vuole anche comportamenti sociali, coerenti con quanto è necessario per affrontare il virus.

Questo argomento richiede un impegno di tutti gli strumenti della democrazia per dare una informazione la più ampia possibile, ma sicuramente più responsabile.

 

La campagna di tutela dal coronavirus

 

 

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Coronavirus. UIL scrive al Direttore Generale della ASL di Frosinone

Coronavirus

uilfplFrosinone 350 minSEGRETERIA PROVINCIALE
Frosinone, 26 febbraio 2020

Al Direttore Generale della ASL di Frosinone
Dott. Stefano Lorusso
Oggetto: Emergenza Coronavirus.

Con la presente, la scrivente O. S. vuole fare conoscere il clima di incertezza e preoccupazione che si è diffuso, tra i lavoratori tutti, all’interno di questa Azienda in merito alle misure di prevenzione da adottare nei confronti della grave problematica di cui all’oggetto.

La UIL FPL chiede urgentemente alla S.V. di mettere in campo tutte le azioni necessarie sia all’informazione dei lavoratori sugli eventuali rischi e soprattutto sulle comuni misure preventive da intraprendere come indicato nelle circolari del Ministero della Salute relative alla polmonite di nuovo coronavirus e cioè di prevedere un’attenta igiene delle superfici negli ambienti di lavoro nonché di verificare costantemente la presenza nei bagni di sapone per le mani al fine di poter rispondere alle prescrizioni contenute nelle circolari sopra citate.

Si ricorda infatti che ai sensi della normativa vigente (D.to L.vo n. 81/2008) la responsabilità di tutelare i lavoratori dal rischio biologico è in capo ai datori di lavoro, con la collaborazione dei medici competenti.
Pur apprezzando la procedura operativa emanata «percorso assistenziale per la gestione dei casi sospetti presso la ASL di Frosinone» si ritiene necessario e indispensabile dotare tutti i lavoratori interessati dei Dispositivi di protezione individuale (DPI) per evitare il contagio all’interno dell’azienda e soprattutto individuare in questa fase, una netta separazione dei percorsi e degli accessi dei pazienti che accusano sintomi influenzali respiratori riconducibili all’infezione da coronavirus con l’allestimento di tende per il triage esterno e stanze per l’isolamento.

Quindi è indispensabile creare un filtro, tecnicamente un pre triage, per evitare che le persone con sintomi vengano in contatto con il resto dell’ospedale.
Si resta in attesa di assicurazioni in merito.

Distinti saluti.

Il Segretario Generale
F.to: Paolo Pandolfi  

Il Responsabile UIL FPL Medici
F.to: Giampaolo Tomaselli

 

 

 

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Globo Sora-Sir Safety Conad Perugia, rinviata

Volley

Unmuro volleyLa Federazione Italiana Pallavolo, congiuntamente alle due Leghe di Serie A Maschile e Femminile, rende noto di aver deciso di sospendere l’intera attività pallavolistica nazionale a tutti livelli fino al 1 marzo compreso, per questo l'incontro tra la Globo Banca Popolare del Frusinate Sora e la Sir Safety Conad Perugia in programma domenica alle ore 18 al PalaCoccia di Veroli, è rinviato a data da destinarsi. La decisione è stata assunta al termine di una riunione d’urgenza tenutasi ieri a Bologna in conseguenza dei diversi provvedimenti che si stanno assumendo in ambito governativo – istituzionale quali le decisioni adottate dai Presidenti delle Regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna alle quali si è aggiunta la Regione Friuli Venezia Giulia e la Provincia autonoma di Trento. I tre organismi, con la suddetta decisione, intendono porre la massima attenzione alla salvaguardia della salute comune e si impegnano a monitorare costantemente la situazione, riservandosi di prendere ulteriori decisioni dandone tempestiva comunicazione.

Contemporaneamente la Fipav invierà una lettera al Ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora e al Coni per chiedere quali le possibili situazioni per garantire l’eventuale continuazione delle attività agonistiche ivi compreso lo svolgimento degli allenamenti. Sarà cura della Federazione anche inviare una lettera al presidente della Cev Aleksandar Boricic relativamente alla partecipazione delle squadre italiane impegnate nelle coppe europee. La Lega Pallavolo Serie A auspica che le autorità competenti autorizzino incontri a porte chiuse a partire dal 2 marzo.

 

Precauzioni coronavirus

 

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Art. UNO e il "coronavirus"

  • Pubblicato in Partiti

Coronavirus

art1mdp 350 260"Coronavirus: spieghiamo perché non dovete avere paura ma perché dovete stare a casa se si è messi in quarantenna.”

Il problema del Coronavirus non è la sua gravità, dal momento che è solo 10, o forse 20, volte più serio dell’influenza.
Per quali motivi è più serio dell’influenza?
Perchè è diverso, quindi non siamo molto abituati;
Gli anziani non sono vaccinati.
Quindi chi è più a rischio?
Gli anziani. Come sempre. I bambini molto meno, non sono segnalati casi gravi pediatrici per il momento.
Allora, come mai ci preoccupa così tanto?
Perché è MOLTO PIÙ INFETTIVO dell’influenza, ciò vuol dire che si trasmette con enorme facilità.

A questo punto facciamo qualche calcolo così da capire meglio qual è il problema.

Cerchiamo di capire cosa sta accadendo in Italia riguardo il Coronavirus.

L’Influenza
Di norma l’influenza colpisce nell’arco di una stagione, supponiamo in 5 mesi, circa il 10% della popolazione. Quindi colpisce circa 5 milioni di italiani nell’arco di 30*5 = 150 giorni. La mortalità è dello 0,1%, quindi abbiamo circa 5000 morti (quasi tutti anziani) ogni anno in 150 giorni. Per ogni morto supponiamo di avere circa 4-5 pazienti in rianimazione, per tenerci larghi, e che tutti vadano messi in terapia intensiva. Mettiamo quindi 25.000 persone in terapia intensiva in 150 giorni, con degenza media di 7 giorni, ciò significa 1000-2000 pazienti al giorno in terapia intensiva in Italia durante l’inverno.

Riassumiamo:

Infettività: 10% potenziale (dati reali) = 50 milioni * 10% = 5 milioni di infetti, molti dei quali inconsapevoli.
Mortalità: 0,1% stimata = 5000 persone in 150 giorni.
Critici: 5*0,1% = 25.000 persone in 150 giorni. quindi circa 1000-2000 persone in terapia intensiva al giorno per influenza.
I posti letto in terapia intensiva sono per la provincia di Venezia, circa 60 su 1 milione di abitanti, quindi potrebbero essere circa 4000 in tutta Italia. Questo significa che nella peggiore delle ipotesi i pazienti con influenza e le sue complicazioni, ovvero la polmonite, occupano tra il 25 e il 50% al massimo delle terapie intensive d’Italia nel massimo del picco.

Il Coronavirus
Vediamo ora cosa può accadere con il Coronavirus. Ricordiamoci che la grande differenza è che il Coronavirus è estremamente più infettivo e potrebbe infettarci, anziché in 150 giorni, in 30-60 giorni. Supponiamo 60 giorni. Ricordiamo che può colpire fino al 60% della popolazione, dati stimati, quindi facciamo qualche calcolo:
Infettività: 60% potenziale (dati stimati) = 50 milioni * 60% = 30 milioni di infetti, di cui la stragrande maggioranza inconsapevoli.
mortalità: 1-2% stimata = tra 500.000 e 1.000.000 milione di persone.
Critici: 5% = 1.500.000 persone in 60 giorni. quindi circa 300.000 persone in terapia intensiva.
Ma abbiamo solo 4000 posti letto! Come possiamo mettere 300.000 persone in terapia intensiva quando abbiamo solo 4000 letti?

ECCO PERCHÉ VI SI STA CHIEDENDO DI STARE A CASA?

Se state a casa, la gente si infetta poco alla volta. Molti non se ne accorgono. Gli altri, specialmente gli anziani, ma anche qualche giovane, i medici e gli infermieri li prendono, li mettono in terapia intensiva, li curano e li dimettono. Un poco alla volta.
Se invece tutti escono di casa il rischio è che si infettino tutti insieme e che quindi non si riesce a gestirli, con un aumento importante della mortalità.

"QUINDI NIENTE PANICO, MA IN MODO DEL TUTTO PRECAUZIONALE se indicato STATE A CASA."

Gaetano Ambrosiano
Coordinatore Provinciale Frosinone art.UNO

 

 

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A proposito di "coronavirus"

Fatti e paure

MERS Coronavirus is on a Serious Rampage minIl nostro Paese, l’Italia, è allertato. Alcuni organi di informazione come repubblica.it hanno una cronaca di aggiornamento ora per ora, le televisioni sono diventate monotematiche intorno alle vicende del corona virus.

Al momento in cui scrivo si è a conoscenza di 152 contagi e di 4 vittime. Tuttavia, siamo il terzo paese al mondo per il contagio, dopo Cina e Corea del sud. Non ci sono margini o motivi per alcuna sottovalutazione anche se i nostri numeri nulla hanno a che vedere con quelli cinesi. Attenzione, vigilanza, informazione e segnalazione sono un obbligo per tutti nel rispetto del decreto legge approvato sabato sera dal Consiglio dei ministri che ha definito alcune misure di contenimento del nuovo coronavirus. Si tratta di misure importanti, rigorose e sicuramente efficienti.

Il decreto prevede soprattutto l’isolamento per 11 comuni, dieci in Lombardia e uno in Veneto: alle circa 50mila persone che ci vivono «non sarà consentito l’ingresso e l’allontanamento». L’isolamento sarà controllato dalle forze dell’ordine locali, con cui si potranno concordare eventuali deroghe. 2 casi sul litorale romano, ma tutto si svolge in un clima di collaborazione e sinergie fra governo e comunità locali di ogni colore politico.

Il decreto dà anche maggiori poteri ai ministri competenti per bloccare alcuni eventi nelle zone vicine ai focolai. Il ministro dello Sport, per esempio, ha potuto disporre di rinviare anche alcune manifestazioni sportive previste. Altre misure sono in via di definizione in base all’evolversi della situazione. Evoluzione che potrebbe anche essere positiva. Perché non augurarselo? Il grande timore del contagio in Africa, continente dalle deboli strutture sanitarie, è stato preso in considerazione dall’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) che sta predisponendo presidi in quell’area con il contributo generoso di tutto il mondo.
Insomma, nessuno sta fermo e la consapevolezza sembra ampia e determinata.

In questo quadro insieme allarmante, ma sotto controllo, UNOeTRE.it ha pubblicato, proprio sabato sera, un garbato e motivato invito a non avere paura, a firma del dottore Antonio Colasanti, collaboratore del nostro giornale di cui cura la rubrica del venerdì: “SaluteBenessere”. Il titolo del pezzo è proprio questo: ”Coronavirus, non abbiate paura, dice il dottor Colasanti”.

Il giorno dopo sulla pagina Facebook di unoetre.it abbiamo trovato un "commento" (?) a due voci, un protagonista con una spalla che si affrettavano a definire fake news il contenuto dell’articolo. È di moda dire fake news, basterebbe dire contiene falsità, ma non sarebbe moderno. Nulla di illegittimo, nulla di male se ci si fosse presa la briga di argomentare, vista la serietà e l’importanza del tema in questione e, prima ancora, se si fosse cercato di capire lo scritto del dottor Colasanti. Ma, invece, il commento a due voci si avviava con un “vaffa”, anche se scritto con puntini sospensivi, all’autore ed a questo giornale. Alcuni lettori di Ceccano hanno informato la Redazione dell’alto titolo di studio di chi aveva svolto la parte del protagonista. Bene. Neppure una laurea autorizza il turpiloquio, anzi è un’aggravante perché non esime dal dover capire cosa vuole dire, chi scrive. Abbiamo cancellato il commento non pertinente e insultante che così si è portato dietro anche il dialogo con la spalla. Il turpiloquio, pure sulle pagine di Facebook di unoetre.it non è consentito. Lo stile salviniano non è gradito ai nostri lettori.

Ci sono almeno due ragioni al di là dell’irrispettoso turpiloquio, che voglio affrontare.

La prima. L'incoraggiamento dell'articolo è ancorato ad una constatazione storica innegabile e incontrovertibile. Non è giustificato farsi prendere dalla paura perché oggi abbiamo a disposizione l'antibiotico scoperto da Fleming nel 1928 e i cortisonici scoperti da Kendall nel 1950. Quindi la pandemia universale mortale che uccise più di 100 milioni a cavallo tra il 1918 e 1920 ci fu perché non si avevano le armi per contrastare l'infezione. Questo non significa prendere nella più assoluta considerazione le paure diffuse, ma è legittimo il tentativo di evitare il panico indicando che ci sono molti strumenti di difesa a nostra diposizione oggi, che stanno dando risultati incoraggianti, anche se chiediamo risultati più definitivi in Cina, innanzitutto, ma anche nel resto del mondo e qui da noi? L'antibiotico ha il suo valore e innegabile resta la sua funzione anche se bisogna imparare sempre di più a limitarne l’uso alle sole prescrizioni mediche. L'abuso gli fa perdere efficacia. Gli interventio terapeutici comunque nel 2020 sono molti. Penchè non fidarsi?  Tutto questo è precdeuto da una constatzione diffusa ormai da giornali e Ministero della sanità: «il virus è diffuso a livello globale nella popolazione umana e questi ceppi contribuiscono a circa un terzo delle comuni infezioni da raffreddore nell'uomo e solo nei casi piu gravi possono provocare polmonite e bronchiolite, sopratutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti con difese immunitarie basse. Oltre a malattie respiratorie possono causare anche malattie enteriche e neurologiche».

Dov’è la falsità o se si preferisce la fake news?

Incoraggiare, evitare il panico, da sempre i suoi frutti. La paura, gli insulti non hanno mai guarito nessuno. Il panico collettivo favorisce solo le speculazioni commerciali come l’assalto ai supermercati, il rialzo folle dei prezzi dei disinfettanti e delle mascherine (nella maggior parte dei casi, inutili).
Per qualcuno il “cacateteve addosso” dovrebbe essere la regola. In quanti ricordano nel film “Tosca” del regista Luigi Magni, come gli sgherri della polizia pontificia lo gridavano ai cittadini?
Poi come non capire che il “non abbiate paura” è rivolto a chi è sano e non deve temere perché oggi ci sono strumenti e condizioni per essere curati? Inoltre si sta lavorando per un vaccino, anche grazie alle scienziate italiane dello Spallanzani, che potrebbe giungere in un futuro assai vicino.

Il dottor Colasanti ha voluto aggiungere un suo consiglio, a chi sta bene, per irrobustire le sue difese. Oltre a tutte le raccomandate misure d’igiene, sappiate, dice, che ci sono prodotti naturali per armare meglio il nostro organismo, infatti scrive “aumentare le difese immunitarie”. Da nessuna parte nell’articolo si legge di sostituire i protocolli dell’Istituto Superiore di Sanità. Chi legge questo, fa un’operazione in malafede.

Un’ultima questione di etica giornalistica che l’ingiuriatore vorrebbe insegnare. Dovrebbe farsi dire da quella che abbiamo chiamato la sua spalla, che abbiamo ospitato su questo giornale un suo articolo, dal contenuto molto opinabile per la nostra Redazione. Ma l’abbiamo pubblicato integralmente. Per conto di UNOetRE.it Angelino Loffredi lo ha commentato in quanto primo, non ha trovato qualcosa che abbia a che fare con questioni scientifiche o metodologiche a fronte della dichiarazione “in soli sei mesi è stato rimosso il 30% di impattante“. E in secondo luogo, sottolineando che «vorrei vedere raggiungere risultati positivi, aldilà di una scelta non fatta, credo comunque sia doveroso che i cittadini vengano messi al corrente su: a) - le dimensioni della superficie interessata alla sperimentazione; b) - la proprietà (pubblica o privata?); c) - la natura del terreno; d) - il tipo di coltivazione utilizzato e le professionalità impegnate; e) - l’indice di avvelenamento del terreno prima della sperimentazione e dopo; f) - il giudizio dato dall’Arpa e da altri Istituti scientifici circa i risultati ottenuti».

Nessuna risposta è mai arrivata. Noi argomentiamo sempre. È uno stile di lavoro che l'autore di “presunti commenti” fuori luogo non può capire se si affida al turpiloquio e alle battute.
Questo, accaduto in una domenica di febbraio del 2020, mi pare proprio una manifestazione di crisi di civismo o forse, meglio, di civiltà.

 

 

 

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A proposito di "coronavirus"

Fatti e paure

MERS Coronavirus is on a Serious Rampage minIl nostro Paese, l’Italia, è allertato. Alcuni organi di informazione come repubblica.it hanno una cronaca di aggiornamento ora per ora, le televisioni sono diventate monotematiche intorno alle vicende del corona virus.

Al momento in cui scrivo si è a conoscenza di 152 contagi e di 4 vittime. Tuttavia, siamo il terzo paese al mondo per il contagio, dopo Cina e Corea del sud. Non ci sono margini o motivi per alcuna sottovalutazione anche se i nostri numeri nulla hanno a che vedere con quelli cinesi. Attenzione, vigilanza, informazione e segnalazione sono un obbligo per tutti nel rispetto del decreto legge approvato sabato sera dal Consiglio dei ministri che ha definito alcune misure di contenimento del nuovo coronavirus. Si tratta di misure importanti, rigorose e sicuramente efficienti.

Il decreto prevede soprattutto l’isolamento per 11 comuni, dieci in Lombardia e uno in Veneto: alle circa 50mila persone che ci vivono «non sarà consentito l’ingresso e l’allontanamento». L’isolamento sarà controllato dalle forze dell’ordine locali, con cui si potranno concordare eventuali deroghe. 2 casi sul litorale romano, ma tutto si svolge in un clima di collaborazione e sinergie fra governo e comunità locali di ogni colore politico.

Il decreto dà anche maggiori poteri ai ministri competenti per bloccare alcuni eventi nelle zone vicine ai focolai. Il ministro dello Sport, per esempio, ha potuto disporre di rinviare anche alcune manifestazioni sportive previste. Altre misure sono in via di definizione in base all’evolversi della situazione. Evoluzione che potrebbe anche essere positiva. Perché non augurarselo? Il grande timore del contagio in Africa, continente dalle deboli strutture sanitarie, è stato preso in considerazione dall’OMS (Organizzazione mondiale della Sanità) che sta predisponendo presidi in quell’area con il contributo generoso di tutto il mondo.
Insomma, nessuno sta fermo e la consapevolezza sembra ampia e determinata.

In questo quadro insieme allarmante, ma sotto controllo, UNOeTRE.it ha pubblicato, proprio sabato sera, un garbato e motivato invito a non avere paura, a firma del dottore Antonio Colasanti, collaboratore del nostro giornale di cui cura la rubrica del venerdì: “SaluteBenessere”. Il titolo del pezzo è proprio questo: ”Coronavirus, non abbiate paura, dice il dottor Colasanti”.

Il giorno dopo sulla pagina Facebook di unoetre.it abbiamo trovato un "commento" (?) a due voci, un protagonista con una spalla che si affrettavano a definire fake news il contenuto dell’articolo. È di moda dire fake news, basterebbe dire contiene falsità, ma non sarebbe moderno. Nulla di illegittimo, nulla di male se ci si fosse presa la briga di argomentare, vista la serietà e l’importanza del tema in questione e, prima ancora, se si fosse cercato di capire lo scritto del dottor Colasanti. Ma, invece, il commento a due voci si avviava con un “vaffa”, anche se scritto con puntini sospensivi, all’autore ed a questo giornale. Alcuni lettori di Ceccano hanno informato la Redazione dell’alto titolo di studio di chi aveva svolto la parte del protagonista. Bene. Neppure una laurea autorizza il turpiloquio, anzi è un’aggravante perché non esime dal dover capire cosa vuole dire, chi scrive. Abbiamo cancellato il commento non pertinente e insultante che così si è portato dietro anche il dialogo con la spalla. Il turpiloquio, pure sulle pagine di Facebook di unoetre.it non è consentito. Lo stile salviniano non è gradito ai nostri lettori.

Ci sono almeno due ragioni al di là dell’irrispettoso turpiloquio, che voglio affrontare.

La prima. L'incoraggiamento dell'articolo è ancorato ad una constatazione storica innegabile e incontrovertibile. Non è giustificato farsi prendere dalla paura perché oggi abbiamo a disposizione l'antibiotico scoperto da Fleming nel 1928 e i cortisonici scoperti da Kendall nel 1950. Quindi la pandemia universale mortale che uccise più di 100 milioni a cavallo tra il 1918 e 1920 ci fu perché non si avevano le armi per contrastare l'infezione. Questo non significa prendere nella più assoluta considerazione le paure diffuse, ma è legittimo il tentativo di evitare il panico indicando che ci sono molti strumenti di difesa a nostra diposizione oggi, che stanno dando risultati incoraggianti, anche se chiediamo risultati più definitivi in Cina, innanzitutto, ma anche nel resto del mondo e qui da noi? L'antibiotico ha il suo valore e innegabile resta la sua funzione anche se bisogna imparare sempre di più a limitarne l’uso alle sole prescrizioni mediche. L'abuso gli fa perdere efficacia. Gli interventio terapeutici comunque nel 2020 sono molti. Penchè non fidarsi?  Tutto questo è precdeuto da una constatzione diffusa ormai da giornali e Ministero della sanità: «il virus è diffuso a livello globale nella popolazione umana e questi ceppi contribuiscono a circa un terzo delle comuni infezioni da raffreddore nell'uomo e solo nei casi piu gravi possono provocare polmonite e bronchiolite, sopratutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti con difese immunitarie basse. Oltre a malattie respiratorie possono causare anche malattie enteriche e neurologiche».

Dov’è la falsità o se si preferisce la fake news?

Incoraggiare, evitare il panico, da sempre i suoi frutti. La paura, gli insulti non hanno mai guarito nessuno. Il panico collettivo favorisce solo le speculazioni commerciali come l’assalto ai supermercati, il rialzo folle dei prezzi dei disinfettanti e delle mascherine (nella maggior parte dei casi, inutili).
Per qualcuno il “cacateteve addosso” dovrebbe essere la regola. In quanti ricordano nel film “Tosca” del regista Luigi Magni, in cui gli sgherri della polizia pontificia lo gridavano ai cittadini?
Poi come non capire che il “non abbiate paura” è rivolto a chi è sano e non deve temere perché oggi ci sono strumenti e condizioni per essere curati? Inoltre si sta lavorando per un vaccino, anche grazie alle scienziate italiane dello Spallanzani, che potrebbe giungere in un futuro assai vicino.

Il dottor Colasanti ha voluto aggiungere un suo consiglio, a chi sta bene, per irrobustire le sue difese. Oltre a tutte le raccomandate misure d’igiene, sappiate, dice, che ci sono prodotti naturali per armare meglio il nostro organismo, infatti scrive “aumentare le difese immunitarie”. Da nessuna parte nell’articolo si legge di sostituire i protocolli dell’Istituto Superiore di Sanità. Chi legge questo, fa un’operazione in malafede.

Un’ultima questione di etica giornalistica che l’ingiuriatore vorrebbe insegnare. Dovrebbe farsi dire da quella che abbiamo chiamato la sua spalla, che abbiamo ospitato su questo giornale un suo articolo, dal contenuto molto opinabile per la nostra Redazione. Ma l’abbiamo pubblicato integralmente. Per conto di UNOetRE.it Angelino Loffredi lo ha commentato in quanto primo, non ha trovato qualcosa che abbia a che fare con questioni scientifiche o metodologiche a fronte della dichiarazione “in soli sei mesi è stato rimosso il 30% di impattante“. E in secondo luogo, sottolineando che «vorrei vedere raggiungere risultati positivi, aldilà di una scelta non fatta, credo comunque sia doveroso che i cittadini vengano messi al corrente su: a) - le dimensioni della superficie interessata alla sperimentazione; b) - la proprietà (pubblica o privata?); c) - la natura del terreno; d) - il tipo di coltivazione utilizzato e le professionalità impegnate; e) - l’indice di avvelenamento del terreno prima della sperimentazione e dopo; f) - il giudizio dato dall’Arpa e da altri Istituti scientifici circa i risultati ottenuti».

Nessuna risposta è mai arrivata. Noi argomentiamo sempre. È uno stile di lavoro che l'autore di “presunti commenti” fuori luogo non può capire se si affida al turpiloquio e alle battute.
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Coronavirus, non abbiate paura, dice il dottor Colasanti

coronavirus

MERS Coronavirus is on a Serious Rampage minDr. Antonio Colasanti - Gli a-coronavirus sono saliti alle cronache mondiali per la loro aggressivita e pericolosità per chi ne viene a contatto. C'è da precisare che il virus è diffuso a livello globale nella popolazione umana e questi ceppi contribuiscono a circa un terzo delle comuni infezioni da raffreddore nell'uomo e solo nei casi piu gravi possono provocare polmonite e bronchiolite, sopratutto negli anziani, nei bambini e nei pazienti con difese immunitarie basse. oltre a malattie respiratorie possono causare anche malattie enteriche e neurologiche.

Il tipo Sars.Co V è comparso nel Guandong in Cina nell'epidemia del 2003 provocando una pandemia diffusa in 29 paesi con tasso di mortalita del 10 % dovuta a stress respiratori. Il meccanismo del virus è il seguente: una volta entrato nell'uomo si lega ad un recettore, una glicoproteina espressa sulla membrana della cellula bersaglio , l'anticorpo prodotto si lega a questo sulla stessa struttura cui aderisce l'agente infettivo.

Ad oggi i coronavirus sono considerati virus in rapida evoluzione grazie all alto tasso di sostituzione dei nucleotidi che formano il genoma --dna-- ed alla loro ricombinazione. Negli ultimi anni tale evoluzione e stata accellerata da fattori intrinseci quali allevamento di animali, urbanizzazione e forse uso smodato di terapie antibiotiche non necessarie. Questi fenomeni hanno permesso e facilitato l'attraversamento della barriera della specie e la ricombinazione genomica. In parole povere abbiamo un virus che per sopravvivere è diventato piu resistente e forte. I coronavirus della sindrome respiratoria trovano nei pipistrelli ed in altri volatili il loro serbatoio naturale cosi da diffondere il virus in tutto il mondo.

I precedenti

Da ricordare che a cavallo tra il 1918 e 1920 ci fu una pandemia universale mortale che uccise piu di 100 milioni di persone nel mondo dovuta al virus influenzale h1n1. Fu chiamata la grande influenza o epidemia spagnola. Infettò tutto il mondo, incluse isole sperdute dell'oceano Pacifico e del mar Glaciale Artico. La letalità gli valse la definizione di più grave forma di pandemia della storia dell umanita. Infatti causò più vittime della terribile peste nera del 16° secolo. L'influenza provocava una insufficienza respiratoria e la morte provocata da una tempesta di citochine, reazione eccessiva del sistema immunitario. Dobbiamo fare una considerazione importante: nel 1920 non avevamo a disposizione l'antibiotico scoperto da Fleming nel 1928 e nemmeno i cortisonici scoperti da Kendall nel 1950. Quindi avevamo poche armi per contrastare l'infezione.

 

come possiamo contrastare il coronavirus

1 - aumentare le difese immunitarie
composti con echinacea-astragalo-uncaria-vit c -zinco-propoli;
sono tutti immunostimolanti che aumentano le nostre difese immunitarie
composto in gocce--50 gocce due volte al di

2 - argento colloidale spray una spruzzata in gola al mattino. L'argento ha proprietà battericide ed antivirali;
3 - infine Thuya 30 ch granuli -2 granuli mattino e sera. La Thuya possiede proprietà antivirali;
quindi accoppiamo fitoterapia oligoterapia ed omeopatia profilassi completa per la protezione virale.

 

 

 

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