fbpx
Menu
A+ A A-

Contro aumento dei costi di amuchina e mascherine

NO Truffe

codici diritti cittadino 350 minAumento dei prezzi di amuchina e mascherine: Codici Frosinone pronta a dare battaglia

Codici Frosinone è pronta a raccogliere le segnalazioni riguardo l'aumento indiscriminato dei costi di amuchina e mascherine. Una speculazione che il segretario provinciale avv. Giammarco Florenzani giudica inaccettabile: "E' vergognoso che in questi giorni, in piena emergenza, qualcuno pensi bene di aumentare in maniera indiscriminata i costi di amuchina e mascherine. Oltre che vergognoso potrebbe essere illecito".

L'associazione che difende consumatori e cittadini è pronta a dare battaglia: "Segnalateci i casi più eclatanti e provvederemo immediatamente a denunciarli a Guardia di Finanza e Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato". Il segretario Florenzani mette in guardia anche gli anziani sulle truffe porta a porta: "Diciamo a tutte le persone in là con gli anni di non accettare né firmare nulla che viene proposto da persone che vengono a bussare a casa spacciandosi per rappresentanti di aziende".

 

 

 

Associazioni difesa diritti dei consumatori

 

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

 

Leggi tutto...

Rifiuti: inquinamento, costi e affari

Discarica di Cerretodi Gaetano Ambrosiano* - Partiamo da uno stralcio di dichiarazione del Presidente Lucio Migliorelli pubblicata nel suo profilo Facebook per capire lo stato delle cose riguardo il mondo dei rifiuti ed il rapporto “politico” della SAF non con il territorio come servizio pubblico ma a scopo ed utilizzo prettamente di Partito.

- “Concludo ricordando che ottemperare all’ordinanza del Governatore del Lazio non è stato solo atto dovuto, ma anche testimonianza di solidarietà, in un momento drammatico, per una città che tra i suoi residenti, o comunque tra le sue presenze quotidiane, annovera una vastissima schiera di ciociari che si recano a Roma per lavoro e per studio, per ricevere cure mediche o anche semplicemente per turismo.” -

Cosa leggiamo in queste poche parole, leggiamo un fatto molto grave che racchiude la totale mancanza di visione e progettualità di un territorio nella sudditanza mai sopita nei confronti della provincia romana e di Roma stessa, dove la politica esprime puri interessi interpersonali lontano da quello che invece dovrebbe essere racchiuso in quello che a sinistra chiamiamo il bene pubblico di una condotta amministrativa. Ma un altro dato che viene in risalto da tutta la questione è il silenzio che cade in modo oscuro a sinistra e nelle associazioni che si sono sempre dichiarate a favore nella lotta all’inquinamento ed alle problematiche del rifiuto ora assistiamo assurdamente ad una presa di posizione del centrodestra nei confronti del problema. Un problema che dovrebbe essere svestito da qualsiasi funzione ideologica se non quello per il bene del pianeta e delle singole persone.

“Per ricevere Cure mediche” è la frase che più ci imbarazza, la Regione non solo ci fornisce di rifiuti ma non ha mai ottemperato ad una corretta procedura sulla bonifica della Valle del Sacco non ci ha mai fornito le condizioni per realizzare un “Registro Accreditato dei Tumori” della nostra provincia e ci ha lentamente svuotato di qualsiasi infrastruttura e servizio sanitario non sembra poco per una delle aree più inquinate d’Italia e con un incidenza tumorale di cui nel dettaglio pare ci vogliano tenere all’oscuro.
Vi consiglio di osservare il Silenzio dell’Ordine dei Medici riguardo la questione. La Sanità con tutte le sue nomine e varie dipende dalla Regione Lazio e dalla Presidenza della Regione Lazio. E su questo faccio notare anche l’assordante silenzio del Movimento 5 stelle. A distanza di anni di fuoco sul problema e delle parole dette vi giuro che cadono veramente le braccia.

Negli ultimi tempi infatti sono apparse sulla stampa diverse affermazioni secondo le quali i rifiuti della nostra provincia, verrebbero poi comunque avviati all’incenerimento in altre regioni italiane. Su questi fatti va fatta assoluta chiarezza. Ne è testimone il Sindaco Simone Cretaro, come dichiarato in questi giorni, dove giustamente prende le distanze dalla responsabilità soggettiva nell’aumento della Tari nel comune di Veroli, un Sindaco a cui come altri non possiamo imputare responsabilità diretta, ma a cui chiediamo una riflessione di coscienza civile ed una posizione più netta nell’affrontare il problema, un aumento sottolineiamo dovuto all’esportazione del rifiuto organico in azienda situata nel comune di Padova, come sappiamo oltre al costo dello smaltimento ciò che incide in maggior misura è il trasporto che fa lievitare il tutto in modo sostanziale.

Altro dato è il quello sulle discariche e vorrei ricordare al Dott. Migliorelli o chi per Lui il caso della discarica delle Lame di cui ancora non siamo a conoscenza di come e quando verrà bonificata, ma voglio soprattutto ricordare che la discarica fu gestita sempre ad utilizzo della RECLAS che con il cambio societario divenne SAF (società Ambiente Frosinone), un dato curioso nel passaggio di costituzione sociale fu mantenuta l’esigibilità del credito nei confronti dei comuni ciociari ora per diritto di responsabilità e per cooerenza di pensiero chiediamo che la SAF si faccia carico per esigibilità di diritto nella bonifica del sito delle Lame (650.000 tonnellate di rifiuti anonimi), una gestione ricordiamo che fu sempre nelle mani del centrosinistra ed in particolare del Partito Democratico e questi sono fatti e non illazioni di alternativa ideologica. Se questo è concetto di buon governo e di programmazione allora abbiamo un problema serio. Ricordo inoltre che la SAF è stata sotto infrazione dalla comunità Europea per non avere a norma l’impianto per il trattamento dell’organico, multa che gravava nelle tasche dei cittadini, come costo.

Quindi come possiamo prendere con serietà nelle parole del Presidente il lavoro che si svolge nell’interesse del territorio. Un interesse inesistente se non nei confronti della Regione Lazio, un interesse privato all’interno delle questioni del Partito Democratico ascoltate il silenzio assordante e di come venga fatto intriso di quell’opportunità che i rifiuti rappresentano. E vi ricordo che siamo uno dei territori che più ha subito una libertina industrializzazione del territorio con tutte le conseguenze che conosciamo. Una “Valle nel sacco dei veleni della Politica” e torniamo a parlare in questi giorni nell’ipotesi di una nuova discarica in una delle aree più segnate nel distretto di Anagni e Paliano. Ancora parliamo di ampliamenti e nuove discariche, ma quando ci libereranno delle esistenti?

Ora nell’assemblea del 18 ci aspettiamo di capire con chiarezza quali sono e quanti sono i comuni che esportano o no la frammentazione di organico e quelli che no, dove conferiscono questo, perché da voci pare che si sia consigliato di mischiarlo nella porzione di indifferenziato, perché questa è la procedura (un  escamotage) ancora esistente nei comuni ciociari sulla problematica.

Un ultima domanda ma questa “Fabbrica dei Materiali”, che cosa rappresenta, un brevetto internazionale, un Pensare Democratico nel futuro della Ciociaria e del Mondo?
O è un semplice ammodernamento di un impianto di TMB basato su quale tecnologia, ma soprattutto dove verificare la relazione tecnica di progetto o siamo di fronte alla solita enunciazione temporale?

Il Presidente ci ha rassicurato che i rifiuti una volta trattati torneranno in territorio Romano e per l’esattezza a Colleferro, ma qualcuno lo ha informato che la causa dell’inquinamento della nostra Valle nasce proprio dai siti industriali di Colleferro?

 

 *Segretario provinciale di Art 1

 

Articoli e  news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui

aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Poca acqua a costi altissimi: quale sarebbe la soluzione possibile?

acquapubblica 2si 350 260"Auto-conversazione" di Severo Lutrario per illustrare l’effettivo stato dell’arte sulla vicenda “acqua” con qualche semplice domanda a cui ha cercato di dare delle risposte semplici.

Il contratto con Acea ATO 5 S.p.A. è stato risolto?

Risposta: Si e No.
Si, perché così ha votato l’Assemblea dei Sindaci il 13 dicembre 2016
No, perché la partita non è chiusa fino alla definizione in tribunale dell’opposizione alla risoluzione fatta da ACEA ATO 5 S.p.A.

Ma cosa ci si può aspettare dalla vicenda giudiziaria?

Risposta: La situazione è estremamente incerta perché le contestazioni predisposte dalla Segreteria Tecnica erano parziali e non sono state integrate (nonostante l’esplicita richiesta avanzata dal comitato) nel corso dei sei mesi di valenza della diffida emessa a seguito dell’Assemblea dei Sindaci del 18 febbraio 2016. In pratica la Consulta d’Ambito e la Segreteria Tecnica hanno operato per ottenere che la parte pubblica si trovasse in una condizione di oggettiva debolezza nel confronto con il gestore.

Sulla vicenda risoluzione, a questo punto, si può fare qualcosa?

Risposta: Certo. Si poteva e si può agire (come in altri territori si sta facendo ma non da noi) nei confronti del Comune di Roma Capitale che detiene il 51% delle azioni di ACEA S.p.A. che, a sua volta, ha il 97% delle azioni di ACEA ATO 5 S.p.A..
La giunta Raggi dovrebbe solo tenere fede alla prima delle cinque stelle, quella dell’acqua pubblica e alle promesse elettorali, quando parlava di ripubblicizzazione di ACEA S.p.A..
In sostanza, per quanto ci riguarda, potremmo ottenere che fosse ACEA S.p.A. a bloccare la sua controllata.

Ma se, comunque, la vicenda della risoluzione si dovesse concludere positivamente, sarebbe fatta?

Risposta: No.
Perché in caso di una nuova gara per l’affidamento ad un privato o per scegliere il socio privato di una società mista (51% di proprietà dei comuni e 49% al privato), per gli equilibri e le relazioni tra i grandi operatori del settore (Veolia ha ceduto ad Acea tutte le sue partecipazioni in centro Italia) Acea non avrebbe concorrenti e, cacciata dalla finestra, rientrerebbe dalla porta e per di più con un nuovo contratto predisposto su minura per i suoi interessi dall’Autorità per l’Energia, il Gas e il Servizio Idrico.

Ma, allora, quale sarebbe la soluzione possibile?

Risposta: La gestione pubblica. Ovvero la costituzione di un’azienda speciale consortile.
Infatti, un’eventuale S.p.A. a totale capitale pubblico, ci liberebbe da ACEA ma, funzionando comunque sulla base del diritto privato e commerciale (e quindi avendo come scopo il profitto e non la qualità ed universalità del servizio), porrebbe nelle mani dei management tutto il potere togliendo ogni possibilità di reale controllo alle amministrazioni ed ai cittadini.

Ma i comuni dove troverebbero i soldi per gli investimenti?

Risposta: Perché, il privato dove li prende?SeveroLutrario 350 260
La domanda può essere fatta ad un qualsiasi imprenditore e non c’è nessun imprenditore onesto che potrebbe rispondere di essere pronto a tirare fuori dalle tasche (tanto per fare una cifra) cento milioni di euro per riprenderli in trenta anni di fatturazioni.
Il privato, se è onesto e gli investimenti li fa, i soldi li prende in prestito dal mercato finanziario, dalle banche.
E qui nasce il problema.
Il mercato finanziario non aspetta trent’anni per riavere il soldi prestati con gli interessi. Di norma l’ammortamento è di 5 anni ed allora, o il gestore, se è onesto, in tempi molto rapidi finisce con enormi debiti con le banche, o le tariffe devono assicurare la restituzione del prestito alle condizioni delle banche.
Dato che questa seconda ipotesi non è socialmente sostenibile, si finisce (è avvenuto tante volte in Italia dove i gestori gli investimenti li hanno fatti) con la rinegozziazione del debito con le banche e con queste che stabiliscono di fatto tariffe e investimenti divenendo le vere padrone del servizio.

Ma allora non c’è soluzione?

Risposta: Per una vera soluzione bisogna eliminare la pretesa che tutti i costi del servizio ricadano sulla tariffa e per questo è necessario un intervento legislativo nazionale. Ma, mentre se il gestore è privato, una S.P.A. comunque composta, la condanna è certa, se si scegliesse la soluzione pubblica ci sarebbero comunque alternative da esplorare.

Quali?

Risposta: Ad esempio l’insieme dei comuni che costituiscono l’ambito potrebbero fare ricorso ai Buoni Ordinari Comunali (sono attivabili anche dalle unioni dei comuni) i cui proventi non possono essere impiegati per le spese correnti ma in progetti (e che cos’é il piano degli investimenti nel Piano d’Ambito se non un progetto di miglioramento e efficientamento di un servizio?). Mettendo sul mercato questi buoni con un rendimento anche di poco superiore a quello dei buoni statali, potrebbero essere reperite le risorse necessarie con i tempi e le condizioni di restituzione dei capitali definite in maniera certa.

Ma con un’azienda speciale consortile, non si rischia di mettere in piedi un altro carrozzone come il Consorzio degli Aurunci?

Risposta: Il Forum dei Movimenti per l’acqua ha sempre parlato di “pubblico partecipato”, proprio perché se l’azienda finisce nelle mani dei soliti faccendieri e politicanti di seconda fascia, più che un rischio e quasi una certezza la riduzione del tutto ad un carrozzone. La “partecipazione” è un fattore essenziale e deve assicurare nella gestione del servizio il peso dei consigli comunali, dei cittadini e dei lavoratori.
In questo senso a livello regionali i comitati hanno prodotto la legge regionale n. 5/2014 che ha come elementi qualificanti la ridefinizione degli ambiti (di bacino idrografico) sulla base non di suddivisioni amministrative, ma sulla base dei bacini naturali e un governo degli stessi che toglie ai sindaci le decisioni senza vincolo di mandato e le affida ai consigli comunali con la partecipazioni attiva dei cittadini e dei lavoratori.

Ma la legge 5/2014 che fine ha fatto?

Risposta: E’ ancora inattuata perché la giunta Zingaretti, in ossequio alle politiche del partito di Renzi, non riuscendo a introdurre nel Lazio una legge analoga a quelle approvate in Toscana e Campania, funzionali agli interessi di Acea S.p.A. e analoghi operatori, ha fatto melina sperando che fosse la legislazione nazionale a cancellare la possibilità di un’organizzazione come quella disegnata dalla legge 5/2014. Dopo la bocciatura del Testo Unico dei Servizi Pubblici a rilevanza Economico Generale della ministra Madia, la giunta Zingaretti ha dato mandato al professore Lucarelii – quello che ha predisposto i quesiti referendari del 2011 - di predisporre una proposta di legge attuativa.

Questa è una buona cosa?

Risposta: Si. Però, non credendo che la giunta Zingaretti sia stata improvvisamente fulminata dalla luce sulla via di Damasco, e ricordando come ogni minimo passo in avanti sia stato strappato con il continuo tampinamento di comitati e cittadini (tra i quali quelli ciociari hanno avuto un peso fondamentale), senza la prosecuzione e la moltiplicazione delle iniziative potremmo assistere ad un ennesimo buco nell’acqua

In sostanza, allora come siamo messi?

Risposta: Nei mesi scorsi si sono manifestati contestualmente tre fatti importanti. L’Assemblea dei Sindaci ha deliberato la risoluzione; il governo Renzi è caduto e le cosiddette riforme Madia hanno avuto una battuta di arresto; la giunta Zingaretti ha affidato al professor Lucarelli l’incarico di scrivere la norma attuativa della legge 5/2014. Nei mesi scorsi c’era la necessità ed il tempo di mettere in campo tutte le energie e le intelligenze perché questi fatti si traducessero in un fondamentale passo in avanti verso una soluzione positiva dell’intera vicenda.

Cosa si dovrebbe fare?

Risposta: Spingere perché amministratori e cittadini dell’ATO 5 facciano sentire la loro pressione verso la giunta Raggi e l’intero movimento 5 stelle che, attraverso l’amministrazione di Roma Capitale, ha la proprietà del 51% delle azioni di Acea S.p.A. e ne può determinare scelte ed indirizzi.
Far sentire la pressione di amministrazioni e cittadini alla giunta Zingaretti per imporre la costituzione degli Ambiti di Bacino Idrografico “Sacco” e “Liri – Garigliano” ed il varo della legge attuativa della 5/2014 senza stravolgimenti.
Far conoscere alle amministrazioni comunali del territorio ed ai cittadini i reali termini della questione in ordine ad un’eventuale nuova gara e sulla fattibilità, anche economica (anzi l’opportunità “economica”) di una gestione pubblica.

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

Volete il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni?

votoNO 350 260PROMEMORIA PER UN PAESE SPACCATO TRA CHI VOTA SI E CHI HA CAPITO LA CONTRORIFORMA (dice Crozza)

Un Memo al giorno per 5 giorni. 5 risposte a 5 bufale propagandistiche del "SI"

VOLETE IL CONTENIMENTO DEI COSTI DI FUNZIONAMENTO DELLE ISTITUZIONI?

SÌ, LO VOGLIAMO. MA SCEGLIAMO DI VOTARE NO A UNA RIDUZIONE DEI COSTI RIDICOLA E OFFENSIVA DELL’INTELLIGENZA DEGLI ITALIANI. INFATTI CON QUESTA RIFORMA OGNI CITTADINO RISPARMIA MENO DI UN CAFFÈ ALL’ANNO, SE VA BENE. UN CAFFÈ. LE PENNE, LA CARTA E LE GOMME DEL MINISTERO BOSCHI PROBABILMENTE COSTANO DI PIÙ DI QUELLO CHE RISPARMIEREMO IN TEORIA CON QUESTA RIFORMA. CHE NON SI PRENDANO IN GIRO I CITTADINI ITALIANI. VORREMMO VEDERE IN PROPOSITO COSA DICE LA FAMOSA SPENDING REVIEW CHE ANNUNCIANO DA 4 ANNI E NON FANNO MAI.

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it
Leggi tutto...

M5S Ceccano: Raccolta diffrenziata a costi altissimi

ceccano palazzo antonelli 350 253da M5S Ceccano - Nella brochure contenente la sintesi del programma del Sindaco Roberto Caligiore, ampiamente diffusa durante la campagna elettorale, sotto al titolo “Raccolta differenziata senza partiti” era possibile leggere: “Riduzione dei costi dell’appalto con conseguente riduzione della tariffa ed incentivi per premiare i cittadini”.
Peccato che nella Determina n.172 del V Settore, dello scorso 7 luglio, è previsto un impegno di spesa di € 1.488.700,00 per garantire la copertura finanziaria, da Luglio fino a Dicembre 2016, dei seguenti contratti:
1. con la ditta Gea Srl dell’Aquila, per il servizio di raccolta differenziata porta a porta (€ 1.103.200,00);
2. con la società SAF Spa di Colfelice, per il conferimento e lo smaltimento dei rifiuti raccolti “Indifferenziati” ed “Umido” (€ 300.000,00);
3. con la Società Cooperativa Edil Pali di Ceccano, per il servizio di spazzamento stradale (€ 85.500,00).
Come mai il Sindaco non è stato in grado, dopo oltre un anno dall’insediamento, di predisporre un nuovo bando per l’affidamento del servizio in scadenza e mantenere la promessa di “ridurre i costi dell’appalto”?
Sono tante, troppe, le domande alle quali l’Amministrazione Caligiore continua a negare le risposte.
La stessa Amministrazione che ha deciso di snobbare completamente la nostra proposta di applicazione della strategia “Rifiuti Zero” anche a Ceccano, dove la Raccolta Differenziata costa ogni anno quasi 3 milioni di euro, circa 125 euro/anno per abitante. A Capannori (LU) e a Mola di Bari (BA), Comuni che hanno scelto di adottarla, il costo per abitante non supera i 37 euro/anno.
Come è stato possibile? Facciamo un esempio: In provincia di Lucca esiste una società di gestione dei rifiuti completamente pubblica, la ASCIT Spa, le cui quote sono detenute da 6 Comuni tra cui Capannori. La società gestisce il servizio di raccolta e conferimento dei rifiuti con mezzi elettrici, ha assunto molti dipendenti e raggiunge, nei Comuni che serve, quote di raccolta differenziata che variano dal 70 all’80%. Nel 2014 Ascit Spa ha chiuso il bilancio con un utile pari a 286.268 €.
Questa è la dimostrazione che non occorre affidarsi ai privati per essere efficienti e offrire un servizio a basso costo (5 volte più basso del nostro), ma servono invece amministratori lungimiranti e competenti. Perché il Sindaco ha deciso di ignorare questa realtà scegliendo di far pagare ai cittadini cifre da capogiro a solo beneficio di aziende private?
Da noi i rifiuti differenziati vengono raccolti presso l’Ecocentro di Via Anime Sante e per il suo utilizzo è previsto il pagamento da parte del gestore di un canone pari a 1.500 euro/mese che risulta ad oggi mai pagato. Perché il gestore non ha mai pagato l’affitto e il Comune continua a tacere?m5s ceccano 350 260
La stessa Gea Srl in altri Comuni opera secondo una clausola che prevede penali se la RD si attesta annualmente al di sotto del 65% e a Ceccano siamo sotto questa quota da almeno 2 anni. Perché il contratto col gestore dei rifiuti non prevede nessuna penale se non si raggiungono obiettivi minimi di raccolta differenziata?

Eppure cambiare in meglio si potrebbe

Nei Comuni con amministrazioni all'avanguardia, la tariffazione della frazione indifferenziata dei rifiuti è puntuale, ossia più ne produci e più paghi, più differenzi e meno paghi. È grazie a questi sistemi di incentivazione che si riescono a raggiungere quote importanti di raccolta differenziata e a ridurre il peso della TARI per i cittadini. In mancanza di tale approccio avviene quello a cui assistiamo da anni a Ceccano: un graduale calo di anno in anno della percentuale di rifiuti differenziati perché i cittadini non sono incentivati a impegnarsi di più, dato che alla fine la TARI è sempre più salata. Il nostro Sindaco saprà sicuramente che ogni anno, grazie ai rifiuti differenziati con cura dai cittadini ceccanesi, il gestore privato incassa una cifra intorno ai 200.000 euro. Perché il Comune di Ceccano non vede un solo euro di questi soldi?
Un obiettivo mai raggiunto dal Comune è l’incremento massiccio della quota di compostaggio domestico. Da capitolato d’appalto è previsto uno sconto del 10% sulla TARI per i cittadini che, invece di conferire l’umido al gestore, lo smaltiscono attraverso le compostiere domestiche. Ma a tale opzione non è mai stato dato un reale impulso e, di conseguenza, i rifiuti organici oggi finiscono direttamente in discarica e sul peso di questa frazione il Comune paga una bolletta molto esosa. Inoltre il costo di smaltimento dei rifiuti indifferenziati conferiti in discarica a Colfelice è impostato, da contratto col gestore, su un quantitativo fisso di 10.000 tonnellate all'anno. Oggi il quantitativo di rifiuti conferito si è ridotto a circa 6.700 tonnellate, ma noi continuiamo a pagare come se producessimo il 33% in più di rifiuti. Perché continuiamo a pagare di più per rifiuti che non produciamo?
Nei Comuni virtuosi, tra i quali sfortunatamente non rientriamo, i rifiuti differenziati recano un importante beneficio economico alle casse comunali. Perché il Sindaco non pensa di trasformare i rifiuti da un problema a una risorsa?
Siamo certi, purtroppo, che l’Amministrazione Caligiore non darà mai risposta a questi ed altri interrogativi, continuando a mantenere un atteggiamento votato alla più completa indifferenza. Ma non è solo a noi che deve risposte, le deve a tutti i cittadini di Ceccano che continuano a chiedersi perché mai qui il possibile fatichi sempre di più a diventare realizzabile.

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo UNOeTRE.it

regime-attività

Leggi tutto...

Ferentino. Società partecipate, tanti costi nessuna utilità

stu ferentino 350 260di Marco Maddalena - Un’ interrogazione urgente al Sindaco per sapere la situazione di “ben sette anni di nulla” della società partecipata “STU Aulo Quintilio”. E’ evidente il fallimento dell’oggetto sociale della società partecipata, infatti, non è mai stata avviata la ristrutturazione dell’ex edificio “Paolini e il degrado della zona ne è testimone.

Dal 2008 , anno in cui il Comune decide di formalizzare la nascita della STU Aulo Quintilio, troppi dubbi e zone di ombra sono emerse nel progetto e nel frattempo si è persa un presidio scolastico pubblico nel nostro Comune.

Ad oggi il soggetto che ha investito maggiori risorse economiche nel progetto è proprio il Comune di Ferentino, infatti, nel dicembre 2012, nello stesso giorno, si stipula sia il contratto di compravendita con in quale il Comune di Ferentino cede alla società “Aulo Quintilio spa” l’immobile denominato ex “PAOLINI” al prezzo convenuto di 2 milioni e 366 mila euro e sia la sottoscrizione di una scrittura privata per il riacquisto da parte del Comune di opere pubbliche per 2 milioni e 320 mila euro . L’ ammontare della transazione, quindi, versato dal Comune di Ferentino in anticipo per opere future ancora non realizzate è pari al 100% (circa) del valore dell’acquisto (!)

Nel 2013, sono stati rilevati , nel sito, importanti beni archeologici come una porzione di villa romana e una porzione di strada romana. Cosa che poteva essere prevista con tempo, considerato l’ importanza archeologica del Comune di Ferentino e vista l’esistenza di documenti che confermano la presenza di tali reperti. Non è chiaro il motivo per cui il Comune di Ferentino non abbia provveduto ai necessari carotaggi prima della costituzione della società STU Aulo Quintilio e della transazione economica acquisto/riacquisto , in considerazione anche delle operazioni di scavo prescritte dall’ ente Beni Culturali. Praticamente si è avviato un iter senza nessuna garanzia dell’effettiva realizzabilità del progetto (!)

Nella prima versione del piano di recupero, è del tutto evidente che l’interesse pubblico è fortemente limitato, la contropartita per il Comune di Ferentino è ben poca cosa rispetto all’interesse privato che si conseguirà con la ristrutturazione degli edifici, infatti, dai documenti si prevede che la destinazione pubblica sia solo del 30% contro la destinazione privata di ben il 70%. . Essendo, inoltre, una partecipata controllata dal Comune e per questo non potrebbe svolgere un ruolo “commerciale e privatistico” non è chiaro chi venderà le residenze ed i negozi e chi gestirà la valorizzazione immobiliare.

La conferma delle perplessità sulla fattibilità del progetto viene proprio da chi dovrebbe concedere il finanziamento , infatti, le banche finanziatrici dell’operazione hanno espresso dubbi sull’importanza eccessiva di offerta immobiliare residenziale ad opera finita in tali difficili anni e comunque sulla tenuta generale del quadro economico e finanziario così come inizialmente proposto, precludendo in tal senso ad oggi l’accesso della linea di credito da parte della società.

A seguito delle prescrizioni della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici, nel dicembre 2014, il Comune di Ferentino rilascia un nuovo permesso a costruire alla società “STU Aulo Quintilio”, che sembra prevedere sia la ristrutturazione dell’immobile senza abbattimento e sia la riduzione dell’entità dell’intervento. Una tale rimodulazione urbanistica ed economica finanziaria obbligatoriamente sarebbe dovuta essere portata all’attenzione del Consiglio Comunale, ma a distanza di ben 6 mesi ancora non è avvenuto (!) . Tutto ciò, è ancora più grave se si considerano sia l’immobilismo del progetto e sia le conseguenze erariali che potrebbero emergere .

La “STU Aulo Quintilio” ad oggi non ha prodotto nulla ed è evidente la mancanza di fini istituzionali. Il mantenimento della quota del Comune può solo generare disavanzi e il Comune è chiamato a ripianare le perdite, una situazione molto simile a quella nota dell’ altra partecipata “Farmacie di Ferentino”.

La richiesta finale nell’interrogazione è un’ immediata discussione in consiglio comunale per valutare l’opportunità di liquidare la società “STU Aulo Quintilio” per tutelare le casse comunali e per valutare nuovi progetti utili alla valorizzazione del bene ex Paolini ad esempio ad uso pubblico come da sua naturale destinazione urbanistica

*Marco Maddalena - Capogruppo Consiliare di Sinistra Ecologia e Libertà di Ferentino

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

Leggi tutto...

Revisionismo a tutti i costi e verità smarrite

Milano da beredi Danilo Collepardi - L'intervento di Michele De Gregorio (che sul quotidiano Nuovo Giorno ha accusato il PCI di aver voluto Andreotti premier, all'epoca del governo della non sfiducia, perchè così si potevano aprire i cordoni della spesa pubblica ndr) contiene considerazioni condivisibili ma anche affermazioni che non corrispondono alla realtà delle cose. Michele probabilmente ricorda male.
Nel secolo scorso ci sono state due fiammate della spesa pubblica. La prima fu a seguito della rottura unilaterale, da parte di Nixon nel 1971, degli accordi di Bretton Wood del 1944. Quegli accordi avevano garantito all'occidente trent'anni di sviluppo e di stabilità: l'epoca d'oro del capitalismo.
Da quella rottura emerse un mondo fuori controllo con i prezzi del petrolio che arrivarono rapidamente alle stelle e che portarono alla prima grande crisi petrolifera. L'inflazione divenne stabilmente a due cifre e di conseguenza la spesa pubblica la seguì nella sua salita ( dai primi anni settanta ai primi anni ottanta si passò dal 45% di spesa pubblica sul Prodotto Interno Lordo al 60% - quota ritenuta fisiologica).
In quegli anni Berlinguer incominciò a parlare di austerità, proprio per ridurre i consumi individuali ad un livello compatibile sia con la spesa pubblica che con l'ambiente. In quegli anni il PCI non poteva essere il partito della spesa, come asserisce Michele e infatti, dati alla mano, non lo fu.
La seconda fiammata, quella definitiva, si ebbe nei "favolosi" anni ottanta del pentapartito e di Craxi, favolosi appunto perché si acquistò consenso con le casse dello Stato. Era l'epoca "dell'Italia che va" e della "Milano da bere".
La spesa pubblica, malgrado il taglio della scala mobile, si mise a volare passando dal 60% al 100% del PIL, facendo diventare l'Italia il paese più indebitato d'Europa . Le giovani generazioni disoccupate dei nostri giorni stanno pagando le cambiali emesse in quei "favolosi" anni dai loro padri.
C'è da aggiungere che l'Italia oggi è un paese morigerato (purtroppo non può fare diversamente) con tutte le conseguenze che conosciamo. Ha infatti un avanzo primario tra i più alti d'Europa, cioè, tolti gli interessi passivi sul debito, le entrate superano le uscite; questo permette, non solo di non aumentare la spesa pubblica, ma anche di incominciare a pagare, seppure in piccola parte, l'enorme debito accumulato che supera i 2.100 miliardi di euro.
Frosinone 28/10/2014

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici