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Creare un Aiuto Psicologico Universale

Pandemia Covid 19 

 Una proposta che nasce da mesi di studio e ascolto

di Diego Protani*
lagrime 380 minIn un momento delicato come questo dove la pandemia metterà a dura prova anche la nostra stabilità non solo economica ma anche psicologica (inutile negarlo, ne risentiremo tutti) la proposta dell'On. Giuditta Pini di instaurare l'Aiuto Psicologico Universale a me sembra un'idea rivoluzionaria.

E' un investimento che va fatto il prima possibile, sono convinto che il Governo Conte e il ministro Speranza prederanno in esame questa proposta e invito il segretario Zingaretti a sostenerla con forza.

Concludo allegando ciò che ha scritto sul proprio profilo Facebook l'On. Pini:

"La seconda ondata sta mettendo a dura prova la tenuta della nostra salute psicologica. In queste settimane la politica si divide tra chi è favorevole e chi è contrario al MES, pochi si chiedono come usarle quei soldi che dovranno essere obbligatorialmente destinati alla Sanità.
Se devono essere usati per coprire le spese dell'emergenza bene, possiamo usare gli altri soldi stanziati per nuovi investimenti.
Voglio farvi una proposta che nasce da mesi di studio e ascolto e che avevano portato anche all’approvazione di una risoluzione sulla salute mentale prima della pandemia: la creazione di un Aiuto Psicologico Universale, l'APU.
La salute mentale deve tornare al centro delle politiche sanitarie non solo rafforzando gli strumenti già esistenti, ma anche creandone di nuovi.
La solitudine, l’ansia la mancanza di fiducia nel futuro, nel proprio futuro non sono cose nuove, ma questa pandemia le sta peggiorando.
Creiamo insieme le basi per uscirne più forti.
Creiamo insieme uno strumento che consenta a tutte e a tutti di avere un aiuto psicologico se ne ha necessità, così com’è possibile richiedere un medico di base.
Investire in sanità significa anche ripensare alcuni servizi e assumere nuovi medici.
Allora, e solo allora potremo essere comprensibili quando parliamo di investimenti e soldi presi in prestito che dovremo ripagare nei prossimi anni".

*Diego Protani (Iscritto e militante del Partito Democratico)

 

 

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Mingarelli propone un’eccellente offerta ricettiva

Comunicato

Mingarelli (Marco Corsi Sindaco): “Un’eccellente offerta ricettiva per creare posti di lavoro”

Marco Corsi e Milena Mingarelli Marco Corsi Sindaco 350 minMilena Mingarelli, candidata a consigliera comunale di Ceccano nella lista “Marco Corsi Sindaco”, ci tiene a promuovere particolarmente una sezione del programma che l’intera coalizione ha proposto, anche e soprattutto grazie al suo contributo, con un obiettivo chiaro: un’eccellente offerta ricettiva che concorra alla ripartenza dell’economia locale e alla creazione di nuovi posti di lavoro. Un rilancio che può e deve inserirsi nella generale promozione turistico-culturale di Ceccano, sulla quale centra l’attenzione la stessa Mingarelli, appassionata di arte, artigianato, storia e storia dell’arte.

“Bisogna puntare sulle nuove forme di turismo - preme la candidata al Consiglio Comunale - Dal turismo di borgo, per dare una spinta alla realizzazione dell’albergo diffuso nonché di negozi di artigianato e attività enogastronomiche nel centro storico, fino al turismo ambientale e sostenibile tra le bellezze artistiche e naturalistiche di Ceccano, con un trasporto pubblico ecologico ed efficiente che limiti l’utilizzo delle automobili e il conseguente inquinamento. Infine, sempre per generare nuova occupazione, il Comune deve costruire casette in legno, da attrezzare per le attività di ristoro, nelle aree verdi e presso gli impianti sportivi nel quadro del più largo progetto di riqualificazione dei medesimi spazi pubblici. Affidarli in gestione ad associazioni e giovani, in cambio di vigilanza e manutenzione, sarebbe indubbiamente conveniente a livello economico sia per l’ente che per i potenziali gestori”.

Rispetto alla sua scelta di candidarsi al fianco di Marco Corsi, per contribuire alla realizzazione di questi e altri progetti che ha a cuore, Milena Mingarelli ritiene che “nonostante le scelte fatte negli ultimi anni, che non condividevo, ha avuto il coraggio di cambiare idea e di metterci la faccia in prima persona. Da lì in poi ho apprezzato profondamente le sue idee per Ceccano, a partire dalla democrazia partecipativa, che consente a ogni singolo ceccanese di partecipare direttamente all’amministrazione della cosa pubblica. Alla sottoscritta ha già permesso di presentare proposte prima come semplice cittadina e poi come candidata. Pertanto - conclude - ringrazio Marco per l’opportunità che mi ha concesso, riconoscendogli l’immensa passione che mette nelle questioni politiche ma anche il massimo rispetto che ha verso la nostra città”.

Lista Civica “Marco Corsi Sindaco”
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Creare posti di lavoro: subito investimenti pubblici e privati nel Basso Lazio

cisl uil cgil ugl frusinate 350 ridimensionato minDonato Galeone* - A Roma la CGIL-CISL-UIL e la UGL del basso Lazio – oggi 19 novembre 2018 – chiede al Governo nazionale e alla Regione Lazio “non solo sussidi dovuti per l'area di crisi complessa riconosciuta ma investimenti nel basso Lazio per creare posti di lavoro”.
Lo confermano i Sindacati confederali dei lavoratori “uniti con punti di vista identici” - come dichiara il Segretario Generale della CISL frusinate, Enrico Coppotelli, mentre annuncia per il 27 novembre prossimo la convocazione unitaria delle rappresentanze sindacali dalle CGIL-CISL-UIL che discuterà ed elaborerà “proposte utili alla legge di Bilancio 2019”.

Io penso che partendo dalla manifestazione romana del 19 novembre sia possibile approfondire specifiche modalità e forme di azione, nei contenuti politici e pratici, con le rappresentanze sindacali unitarie convocate dalla CGIL-CISL-UIL il prossimo 27 novembre. Contenuti e forme propositive di azione sindacale unitaria all'oggi – aggiornate tra le più complesse questioni di sviluppo territoriale rispetto al recente passato – tutte mirate a fronteggiare gradualmente ma realmente la grave crisi sociale e del lavoro, mediante intendimenti propositivi circostanziati da raccogliere ed elaborare in un “Centro Operativo” della CGIL-CISL-UIL di Frosinone e Latina dimensionate nel contesto regionale laziale.
Si tratterrebbe, a mio avviso, di coinvolgere ed estendere - tra soci e non soci sindacalizzati - capaci economisti disponibili ed esperti del mondo del lavoro, per formulare aggiornate indicazioni culturalmente e tecnologicamente avanzate sul ”come”- nel terzo millennio - appare possibile incentivare l'accrescimento economico-sociale sostenibile mediante investimenti territoriali pubblici e privati, quantificabili, per creare posti veri di lavoro sia nelle aree di “crisi complessa” (37 Comuni area Frosinone-Anagni e 9 Comuni area metropolitana romana) e sia nelle aree di “crisi non complessa” (54 Comuni del sistema locale del lavoro area Cassino e area di Sora).
Perché se è urgente rispondere alle 1.100 persone ammesse al beneficio degli ammortizzatori di sostegno al reddito, quale priorità umana per sopravvivere - recuperando ritardi immotivati o nelle erogazioni degli importi indennizzabili nei tempi dovuti - appare altrettanto doveroso conoscere e il chiedere conto di altri ritardi nella esecuzione del cosiddetto PRRI (Progetto di Riqualificazione e Riconversione Industriale) – “approvato” - ma che si attende la “firma della Adp” (Accordo di Programma) per la 14^ Area riconosciuta di Frosinone con D.M. del 12.9.2016.
Era questa la notizia che abbiamo letto tutti dopo l'audizione in Senato di INVITALIA di quattro mesi fa – del 31 luglio 2018 – davanti alla Commissione Parlamentare Industria, Commercio e Turismo.

Sappiamo che “dalla firma degli accordi di programma” nelle aree di crisi riconosciuta - complessa o non complessa - tutta la Provincia di Frosinone in declino con i 37 Comuni (crisi complessa) e 54 Comuni (crisi non complessa) – potranno essere attivati gli “interventi agevolativi coordinati” cofinanziati dall'amministrazione centrale, regionale, enti locali e soggetti pubblici e privati, nonché, le modalità di esecuzione degli interventi e la verifica dello stato di attuazione ed il rispetto delle condizioni fissate, secondo normative vigenti.

Oltre ai ritardi denunciati dai Sindacati e agli impegni assunti e spesso disattesi verso persone che hanno perso il lavoro e che attendono il dovuto sostegno integrato al reddito mirato all'inserimento lavorativo, conseguenti e in attesa della esecuzione dei “Progetti di Riqualificazione e Riconversione Produttiva Territoriale” può farsi strada o la tradizione di impresa che fa fatica a riconvertirsi nel nuovo modo del produrre o di impresa che non si riconosce in una rete di programmi imprenditoriali lungimiranti territoriali di qualificazione produttiva per il mercato - pur senza regole mercantili - ma chiaramente dominato da una fase evolutiva tecnologica globale che se riduce o ritiene superati taluni posti di lavoro tende a creare - con la robotica e il digitale, la domanda di risorse umane e, certamente, l'offerta alla persona da ricollocare in altri nuovi e diversi posti di lavoro.

E qui, il Segretario della CISL frusinate, Enrico Coppotelli, negli accordi di programma conseguenti alla esecuzione delle progettazioni di riqualificazione e riconversione produttiva, nelle aree complesse e non complesse, pone alle imprese di ogni dimensione una scelta epocale che non è scelta neutra ma ragionevolmente mirata e determinata: “se in questo territorio non si riesce a riconvertire nell'intraprendere produttivo, saremo condannati ad essere semplici spettatori e non attori di questa transizione tecnologica epocale che potrà, comunque, creare nuovi posti di lavoro”.
Ecco, allora, che è negativa la presunzione egemonica della politica solitaria che presume di “pensare di risolvere i problemi complessi dell'epoca senza sentire nessuno” - compreso le parti sociali organizzate quali corpi intermedi di una società democratica, insostituibili, per fare ripartire l'Italia non ultima nella dimensione Europea.

La giornata del 19 novembre con la manifestazione sindacale romana dei lavoratori del basso Lazio, solidali con la generalità dei lavoratori laziali, mentre sollecitano il recupero dei ritardi negli interventi di rilancio della industrializzazione e ricollocazione dei lavoratori, alle oltre mille persone in attesa di ricollocazione a lavoro deve essere recuperato il ritardo ed erogato il sostegno al reddito dovuto.
19 novembre 2018

(*) già Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL del Lazio

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"Possibile": una iniziativa per creare lavoro alternativo

Cerchiamo disoccupati 350 260Armando Mirabella - Con l’incubatore “Impresa Possibile” cerchiamo e formiamo nuovi imprenditori tra i disoccupati delle fabbriche chiuse, ristrutturate, delocalizzate, e tra i laureati qualificati ma disoccupati. Perché l’Italia ha bisogno di posti di lavoro e i posti di lavoro non li crea il Governo per decreto. Li creano le persone che si rimboccano le maniche e organizzano il lavoro proprio e quello di altri. L’impresa italiana deve tornare a stupire. Deve tornare a creare lavoro ripartendo dalla grande tradizione di creatività e dalla fame di futuro, la stessa di cui parlava Adriano Olivetti quando diceva: “In me non c’è che futuro”.

Impresa Possibile nasce da un’idea di Giuseppe Civati, segretario nazionale di Possibile, proprio per sostenere queste nuove forme di imprenditorialità con la collaborazione del gruppo di esperti che gravita intorno al blog 50/30 Blog - Disoccupazione e Imprenditorialità: consulenti e dirigenti d’azienda, imprenditori, docenti del Politecnico di Milano e dell’Università di Roma Tor Vergata, che mettono gratuitamente a disposizione le loro competenze per facilitare la nascita di progetti auto-imprenditoriali tra le persone senza lavoro.

Chi vuole provare?

CERCHIAMO: Persone interessate a provare a rialzarsi e a inventarsi un lavoro, per sé e per altri, progettando e avviando un’impresa.

In particolare siamo alla ricerca di:

Lavoratori di imprese chiuse, ristrutturate, delocalizzate.
Giovani incastrati nella trappola “laureato, qualificato, disoccupato”.
Offriamo un percorso completamente gratuito di tre mesi per:

Sviluppare l’idea;
Costruire prototipi del prodotto o servizio che si intende commercializzare (sotto forma di prodotti minimi commercializzabili);
Testare i prototipi sul mercato e apportare eventuali correzioni;
Arrivare a una versione credibile di prodotto e di progetto d’impresa, per poi presentarle ad un gruppo di possibili investitori.
Tutto questo con l’assistenza di esperti, imprenditori mentori, docenti del Politecnico di Milano e dell’Università di Roma Tor Vergata, oltre che esperti di venture capital.

I candidati devono avere un’idea del mercato che intendono servire e un’idea (anche embrionale) di prodotto/servizio da cui partire per la prototipizzazione.

Verrà data la preferenza a idee di prodotto/servizio che hanno le seguenti caratteristiche:

Innovazione di valore e forte valore aggiunto per il cliente;
Sostenibilità ambientale e sociale;
Orientamento all’export, al turismo a internet;
Scalabilità della produzione;
Commistione di bit e atomi o anche solo bit;
Gruppi di candidati piuttosto che singoli.
Non è necessaria la presentazione di un business plan ma sono graditi i prototipi, anche ad uno stadio molto grezzo.

I candidati devono essere disponibili a trasferirsi a Verona per i tre mesi del periodo di incubazione. Anche se stiamo cercando i fondi per offrirle, al momento non sono disponibili borse di soggiorno. È previsto un incontro fisso settimanale per ogni team, la possibilità di prenotare gratuitamente altre ore di consulenza durante la settimana e alcuni momenti conviviali facoltativi.

PER SAPERNE DI PIÙ:

Impresa Possibile: http://www.possibile.com/tag/impresa-possibile/
50/30 Blog: http://www.carlomassironi.it

Mail:

 
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Creare un percorso comune tra partito e comunità di cittadini

partito-democratico bandiera350-250di Rosalia Mattone per il congresso cittadino del PD a Ceccano - Ci accingiamo oggi a svolgere il congresso del nostro circolo, forse uno dei passaggi più importanti e significativi nella vita del partito e dei militanti che lo compongono. Si dovrebbe guardare alla formazione dei nuovi organismi dirigenti come ad un momento di rilancio e ridefinizione di quelle che saranno le politiche, le azioni e gli orientamenti da qui ai prossimi anni. Un appuntamento atteso ed osservato da molti, in un partito che per vocazione, centralità ed importanza non può che essere protagonista della realtà politica del nostro paese.
Il partito democratico per chi come noi guarda alla politica come strumento per la buona gestione ed il miglioramento della propria comunità, rappresenta un contenitore potenzialmente ideale dove interagire, coinvolgere e mettere a sistema tutta una serie di competenze, volontà e predisposizioni volte alla buona pratica e all'interesse collettivo, definito in un'ottica di rappresentanza e tutela delle fasce deboli, derivante dall'impostazione di sinistra che il nostro partito porta nel proprio dna.
Il congresso nazionale dello scorso anno e l'elezione di Renzi a segretario hanno contribuito non poco a ridisegnare i confini e le direttrici del primo partito politico italiano. E' innegabile come a fronte di un astensionismo che segna record ad ogni appuntamento elettorale, ultimo il dato preoccupante alle regionali in Emilia Romagna, ed al perpetrare di un sentimento di scoraggiamento se non addirittura di rifiuto in una larga fascia di elettori, il partito democratico sia riuscito comunque a creare nuovo interesse, attenzione, attivismo, provando a fornire un'alternativa a chi non vuole arrendersi alla semplice risposta urlata e scomposta.
Da qui al prossimo futuro, la nostra sfida, dei dirigenti locali del partito, dei militanti, degli attivisti e degli organismi che oggi andremo a ridefinire, non è la mera ricerca del più ampio consenso, certo fondamentale in ottica elettorale, ma la creazione di un percorso comune tra partito e comunità di cittadini in un'ottica di apertura e di dialogo, di ascolto e collaborazione, di valorizzazione di territorio e competenze.
La funzione del nostro partito in una comunità importante come Ceccano non dovrebbe esaurirsi nella semplice espressione di figure amministrative, secondo logiche ancorate attorno alle posizioni degli eletti e dei rappresentanti, bensi alimentare la partecipazione, incentivare l'attivismo , aprire il campo al confronto con la società civile, con l'associazionismo, con l'impresa ed il commercio, sollecitando progetti e soluzioni che in maniera naturale vivono ed esistono anche e soprattutto al di fuori dei confini della sezione e del partito.
Come attivisti, simpatizzanti, aspiranti amministratori o semplici elettori non possiamo che guardare con indignazione e non poco disagio allo stato del circolo del partito democratico ceccanese. Uno spazio dedicato all'attività ed alla discussione politica relegato a camera muta e sorda, lontana dalle stanze dove si prendono decisioni, si stringono accordi o si saldano alleanze. Luogo troppo spesso rimasto chiuso, evitando ogni confronto, scansando qualsiasi condivisione nelle scelte, attivabile ad intermittenza soltanto a ridosso di qualche appuntamento elettorale.
Di pari passo è venuto meno il valore della militanza, dell'impegno, sacrificando il valore aggiunto che può sempre arrivare dagli altri, un apparente immobilismo che soffoca sul nascere qualsiasi voglia di fare, di condividere, di partecipare.
Non possiamo continuare a svilire l'attività in un partito sull'altare della fedeltà ed dell'appartenenza correntizia, unico segno distintivo e di contrapposizione che mostra soltanto il lato più fosco e scoraggiante della politica.
Il mancato lavoro sui giovani e sul rinnovamento della classe dirigente ha portato ad un allontanamento sistematico delle forze probabilmente più disposte ad attivarsi, il freno imposto al naturale turn-over che tanto gioverebbe ad una formazione come la nostra, ha portato all'infinita riproposizione degli eterni schemi, secondo logiche di conservazione e difesa dei propri spazi, ormai intesi come posizioni acquisite di diritto.
La logica conseguenza della situazione in cui versa il partito è la mancanza di centralità e la perdita di ruolo guida del partito democratico all'interno del campo del centro sinistra ceccanese.
Non è un mistero, e dovrebbe altresi portarci ad una profonda riflessione un partito capace di raccogliere importanti risultati in alcuni appuntamenti elettorali, salvo poi ridursi a soggetto comprimario, se non addirittura spettatore nelle vicende locali.
E' frutto di scelte personalistiche la situazione di isolamento del nostro partito.
E' frutto di scelte personalistiche l'ingresso in una coalizione costruita su fluttuanti accordi.
E sempre da scelte personalistiche deriva la discutibile decisione di concorrere al commissariamento del nostro comune, con tutte le conseguenze che stiamo duramente pagando.
Oggi crediamo si dovrebbe tracciare un linea, un segno di distinzione col passato, marcare un punto da cui ripartire e ridefinirsi come soggetto politico. Dovremmo cercare di restituire un valore al concetto di militanza e di partecipazione, costruendo occasioni di confronto, aprendo i circoli, valorizzando e concedendo spazio a chi è disposto a sacrificare il proprio tempo per il bene del paese attraverso gli strumenti del partito.
Certo è un momento anche di coraggio, in cui vicende passate e presenti dovrebbero consigliare in certi casi un passo indietro, o quantomeno di lato.
Dovrebbe essere l'inizio di un cammino per ricollocare il partito democratico di Ceccano nel ruolo di partito guida del centrosinistra, trasformarlo in polo d'attrazione e non in zavorra da evitare.
Potrebbe essere l'occasione di riportare non solo all'interno del nostro partito, ma nel più ampio recinto di centrosinistra alcune tematiche che attanagliano la nostra comunità non da oggi.
La questione del lavoro, il commercio, quali azioni l' amministrazione e le forze politiche sono disposte ed in grado di mettere in campo per far fronte alla drammatica questione dell'inquinamento fluviale ed atmosferico, come reagisce Ceccano a fronte di una sanità pubblica al collasso, come rispondono le forze politiche al fenomeno dell'immigrazione in aumento, cosa facciamo per rispondere alla crescente domanda di sicurezza dei cittadini. E ancora la questione del servizio idrico, la trasparenza amministrativa, il decoro urbano, l'incuria del bene comune.

Questo crediamo debba tornare a rompere il silenzio della nostra sezione, questi argomenti e le pratiche per affrontarli vorremmo sentire dalle voci di chi si candida a guidare un partito ed amministrare un paese.
Con difficoltà riusciamo ad appassionarci all'infinita telenovela della ricerca del candidato sindaco di turno, e con la stessa difficoltà crediamo che questo possa destare interesse nei cittadini alle prese con le difficoltà del vivere quotidiano.
La rincorsa al candidato ideale e all'accordo per tornaconto non possono sostituirsi alla costruzione di una coalizione che trae la propria solidità dalla condivisione dei progetti e dalla visione comune. Non possiamo perseverare in fluttuanti intese a geometrie variabili, costruite sulla necessità del momento, prive di salde basi, che hanno profondamente influenzato questa situazione di profonda instabilità politico-amministrativa.
Con preoccupazione e rammarico registriamo come questo intricato sistema di candidature e sponsorizzazioni sia piombato all'interno del nostro percorso congressuale, svuotandolo di contenuti e riempiendolo di tatticismi e strategie.
Sottolineiamo ancora una volta la nostra perplessità di fronte ad un circolo con centinaia d'iscritti eppure perennemente vuoto.
La necessità di una figura terza nella gestione del nostro circolo avrebbe dovuto garantire negli ultimi mesi un percorso di riavvicinamento e una riapertura di dialogo dopo profonde spaccature interne. La cronaca vuole che quest'attività non abbia dato alcun frutto.
Nonostante la naturale contiguità tra ruolo dei partiti e sistema amministrativo, avremmo ritenuto certamente più costruttivo non caricare l'appuntamento congressuale di altre contrapposizioni, trasformandolo nella rampa di lancio delle prossime amministrative.
Come più volte richiamato anche da diversi esponenti locali, il partito democratico si fonda sulle primarie come strumento per definire canditati alla guida di coalizioni.
Pratica nobile le primarie, ma a ben vedere non possono essere intese come rimedio assoluto, tantomeno come feticcio da sbandierare alla bisogna.
Riteniamo le primarie un sistema aperto e coinvolgente, coraggioso ed innovatore, ma non senza angoli bui.
Nascondere dietro quest'appuntamento la ridefinizione dei rapporti di forza dei soliti capicorrente col solo scopo di sancire chi comanda a questo tavolo, avrebbe il solo risultato di spartizione, perdendo invece l'aspetto costruttivo ed innovatore che le primarie dovrebbero portare in dote.
Se non cambia il metodo, non esiste soluzione primaria che tenga.
Auspichiamo quindi si possa aprire una fase nuova, profondamente innovatrice prima di tutto nei metodi e nelle pratiche, un percorso che porti alla riattivazione delle sedi del partito dove affrontare ed organizzare momenti di discussione, alla costruzione di organismi attivi, di un direttivo partecipato, in sostanza un partito che sia la casa di tutti, e non il rifugio di pochi.
I tempi dovrebbero essere maturi per un cambio di passo ma effettivamente ci rendiamo conto che ad oggi ancora non vi è la reale volontà di un cambiamento e ,fintanto sarà questa la situazione in cui dovrà versare il partito, c'è la necessità di lavorare sodo. Ed è quello che faremo anche senza avere cariche dirigenziali. La nostra forza non saranno i numeri ma certamente è la passione e l'indifferenza a partecipare e sottostare a determinate dinamiche.

Buon congresso a tutti.

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