fbpx
Menu
A+ A A-

Da Mantova la 48 ore contro la crisi

biciclette 350 260dalla Gazzetta di Mantova - Una pedalata per uscire dalla crisi. E' questo il senso della due giorni organizzata da Stefano Lodi Rizzini e Stefano Gavioli nel quartiere di Valletta Valsecchi. Una maratona di 48 ore non stop che vedrà l'alternarsi di spettacoli, poesie, interviste, racconti, monologhi, concerti e tanto altro. Partita sabato mattina, lo scopo della manifestazione è stato quello di rinnovare la piazza, creando uno spazio simbolico in cui riunire le persone per farle reinventare, proponendosi con abilità spendibili indipendentemente dal lavoro che manca. L'idea è nata in collaborazione con un quotidiano online di Frosinone (unoetre.it ndr). "Ci siamo sentiti vicini e abbiamo deciso di pensare ad un'iniziativa insieme, sopratutto per dare voce ai nostri coetanei che hanno già passato i cinquant'anni e che come noi si sono trovati con una famiglia a carico e senza lavoro. Con questa due giorni vogliamo dare loro la possibilità di riscattarsi e far vedere quello che, lavoro o non lavoro, valgono", ha sottolineato Stefano Gavioli.
Sarà proprio lui a raccontare oggi pomeriggio, del viaggio che lo scorso settembre l'ha visto coinvolto per quattordici giorni in giro per l'Europa in bici, con punto d'arrivo a Bruxelles. - La bici è un mezzo povero, concreto, ho deciso di intraprendere questo viaggio per portare la testimonianza della nostra città e delle nostre imprese in decadenza in Parlamento, ai vertici. Per questo motivo la bicicletta è diventato il simbolo di questa due giorni.
La curiosità dell'iniziativa sta proprio in questo: una bici, all'ingresso del locale della piazza a fianco di via Ariosto, che dalla mezzanotte di ieri continua ad andare indisturbata sotto le pedalate di chi, volontariamente si presta, per un po'.
-Ha partecipato chi sa suonare, chi scrive poesie, chi dipinge e realizza quadri-, racconta poi Antonia Araldi, presidente del circolo Arci Fuzzy, che ha collaborato per la sua realizzazione.
Gli appuntamenti di questa seconda giornata saranno l'usuale fiera del Broccante con il mercatino dell'usato, la lettura di alcune poesie, racconti e spazio musicale del gruppo Double Fantasy. A conclusione, dalle 19 alle 22, lo spettacolo teatrale offerto dalla Fiom "La lunga marcia della classe operaia". (m.a.)

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

Leggi tutto...

Grande Sorella e la crisi

grandesorella 350 260di Fausta L'Insognata Dumano - Alla crisi si aggiunge la crisi. Quanti soldi sieme spisi pe glie cellulare (la informiamo che il suo credito è esaurito) esaurito come la proprietaria. Oggi le lotte si fanno via cavo. Ti puoi ritrovare in collegamento con qualcuno che sta manifestando in Grecia. Cellulare rosso, vieni è importante. Araggruppate le truppe, si parte per un incontro preliminare a piazza 6 dicembre per studiare la strategia. Grande sorella si interroga, guardando i volti dei presenti, sempre gli stessi ''ma chi ...cazz me le fa fa, quando gli altri si stanno a suscia la soreca a casa??? Chi me le fa fa?? 'na giustizia sociale.....Tempi moderni per fare accomodare i nuovi consiglieri si usa a porte chiuse. La casa del popolo è cambiata. Il colosseo si apre, la corte ci aspetta. In questa telenovella si è notato che mai un consigliere della maggioranza si sia fermato a parlare, a scambiare due parole. L'ordine è tacere e tacciono pure durante il consiglio, ma sti peones durante la campagna elettorale blateravano tanto pe raccoglie voti. Hanno perso la favella??? ORDINE TACERE....DISCIPLINA E.....legalità. Di legalità ne stiamo a sentire, processi con dotte citazioni in latino, excursus(azzo pure grande sorella fa la dotta) da Grande Sorella
Grande Sorella
CARTESIO AL NICHILISMO, passando per i padri della chiesa. Che Palle.....con tutto il rispetto per i citati.
Ma sta caciara non porta a tavola. Tra le riflessioni di Grande Sorella: ma chissi ci hanno pigliato pe deficienti??? Assistiamo ad espressioni di bassa lega ''i lavoratori senza dignità che elemosinano il posto di lavoro......spolveriamo i cervelli dalla polvere depositata da ideologie capitaliste.
Alle due di notte "BARCOLLO , MA NON MOLLO ''IL DUCE SI AFFACCIA AL COLOSSEO'' ITALIANI VOLETE LAVORARE??? Aderite alle coop, in premio vi daremo i punti. Il mio sogno è portare la patria in una GRANDE COOP EUROPEA. Un sogno che ho tirato fuori dal cassetto per buttarvi al fiume Cosa. Speriamo che la Santissima di Michele dibattuta nel question time......illumini.

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

Leggi tutto...

Crisi, aumenta il disagio sociale. Oltre 9 milioni quelli che non ce la fanno

avvoltoi 350 260di Redazione - ''Cresce di quasi mezzo milione il numero degli italiani che non ce la fa. Complessivamente, adesso superano quota 9 milioni le persone in difficoltà in Italia: ai 'semplici' disoccupati vanno aggiunte ampie fasce di lavoratori, ma con condizioni precarie o economicamente deboli che estendono la platea degli italiani in crisi. Molti di più, comunque, di quanto dice "informalmente" il Governo che per bocca del ministro Martina parla di 6 milioni di poveri.
Un'enorme 'area di disagio': ai 3 milioni di persone disoccupate, bisogna sommare anzitutto i contratti di lavoro a tempo determinato, sia quelli part time (677mila persone) sia quelli a orario pieno (1,74 milioni); vanno poi considerati i lavoratori autonomi part time (813mila), i collaboratori (375mila) e i contratti a tempo indeterminato part time (2,5 milioni). Questo gruppo di persone occupate - ma con prospettive incerte circa la stabilità dell'impiego o con retribuzioni contenute - ammonta complessivamente a 6,2 milioni di unità''. Il totale dell'area di disagio sociale, calcolata dal Centro studi di Unimpresa sulla base dei dati Istat, oggi comprende dunque 9,21 milioni di persone.
''Il deterioramento del mercato del lavoro non ha come conseguenza la sola espulsione degli occupati, ma anche la mancata stabilizzazione dei lavoratori precari e il crescere dei contratti atipici. Di qui l'estendersi del bacino dei "deboli". Il dato sui 9,21 milioni di persone è relativo al terzo trimestre del 2014 e complessivamente risulta in aumento del 5,3% rispetto al terzo trimestre del 2013, quando l'asticella si era fermata a 8,74 milioni di unità: in un anno quindi 466mila persone sono entrate nell'area di disagio sociale'', continua Unimpresa. ''Nel terzo trimestre dello scorso anno i disoccupati erano in totale 2,84 milioni: 1,48 milioni di ex occupati, 596mila ex inattivi e 763mila in cerca di prima occupazione. A settembre 2014 i disoccupati risultano in aumento del 5,8% rispetto all'anno precedente (+166mila persone). In calo gli inattivi: -19mila unità (-3,2%) da 596mila a 577mila. In aumento di 51mila unità gli ex occupati da 1,48 milioni a 1,53 milioni (+3,4%). Salgono anche le persone in cerca di prima occupazione, in aumento di 134mila unità da 763mila a 897mila (+17,6%)'', aggiunge Unimpresa.
''In forte aumento anche il dato degli occupati in difficoltà: erano 5,9 milioni a settembre 2013 e sono risultati 6,2 milioni a settembre scorso. Una crescita dell'area di difficoltà che rappresenta un'ulteriore spia della grave situazione in cui versa l'economia italiana: anche le forme meno stabili di impiego e quelle retribuite meno pagano il conto della recessione, complice anche uno spostamento delle persone dalla fascia degli occupati deboli a quella dei disoccupati. I contratti a temine part time sono aumentati di 60mila unità da 617mila a 677mila (+9,7%), i contratti a termine full time sono cresciuti di 92mila unità da 1,65 milioni a 1,74 milioni (+5,6%).
Salgono anche i contratti di collaborazione (+18mila unità) da 357mila a 375mila (+5,0%). Risultano in aumento anche i contratti a tempo indeterminato part time (+4,.%) da 2,49 milioni a 2,59 milioni (+99mila) e gli autonomi part time (+4,0%) da 782mila a 813mila (+31mila)'', prosegue la nota.
 
fonte controlacrisi.org

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

<div style="text-align: justify;"><img style="margin: 2px 5px 2px 2px; border: 1px solid #336699; float: left;" src="http://static.controlacrisi.org/images/auto/ff/ff0476127645332586312231e29c881debc85f0c830320fbd74d4844.jpg" alt="Avvoltoi" width="160" />di Fabrizio Salvatori da controlacrisi.org - ''Cresce di quasi mezzo milione il numero degli italiani che non ce la fa. Complessivamente, adesso superano quota 9 milioni le persone in difficoltà in Italia: ai 'semplici' disoccupati vanno aggiunte ampie fasce di lavoratori, ma con condizioni precarie o economicamente deboli che estendono la platea degli italiani in crisi. Molti di più, comunque, di quanto dice "informalmente" il Governo che per bocca del ministro Martina parla di 6 milioni di poveri.</div>
<div style="text-align: justify;">Un'enorme 'area di disagio': ai 3 milioni di persone disoccupate, bisogna sommare anzitutto i contratti di lavoro a tempo determinato, sia quelli part time (677mila persone) sia quelli a orario pieno (1,74 milioni); vanno poi considerati i lavoratori autonomi part time (813mila), i collaboratori (375mila) e i contratti a tempo indeterminato part time (2,5 milioni). Questo gruppo di persone occupate - ma con prospettive incerte circa la stabilità dell'impiego o con retribuzioni contenute - ammonta complessivamente a 6,2 milioni di unità''. Il totale dell'area di disagio sociale, calcolata dal Centro studi di Unimpresa sulla base dei dati Istat, oggi comprende dunque 9,21 milioni di persone.</div>
<div style="text-align: justify;">''Il deterioramento del mercato del lavoro non ha come conseguenza la sola espulsione degli occupati, ma anche la mancata stabilizzazione dei lavoratori precari e il crescere dei contratti atipici. Di qui l'estendersi del bacino dei "deboli". Il dato sui 9,21 milioni di persone è relativo al terzo trimestre del 2014 e complessivamente risulta in aumento del 5,3% rispetto al terzo trimestre del 2013, quando l'asticella si era fermata a 8,74 milioni di unità: in un anno quindi 466mila persone sono entrate nell'area di disagio sociale'', continua Unimpresa. ''Nel terzo trimestre dello scorso anno i disoccupati erano in totale 2,84 milioni: 1,48 milioni di ex occupati, 596mila ex inattivi e 763mila in cerca di prima occupazione. A settembre 2014 i disoccupati risultano in aumento del 5,8% rispetto all'anno precedente (+166mila persone). In calo gli inattivi: -19mila unità (-3,2%) da 596mila a 577mila. In aumento di 51mila unità gli ex occupati da 1,48 milioni a 1,53 milioni (+3,4%). Salgono anche le persone in cerca di prima occupazione, in aumento di 134mila unità da 763mila a 897mila (+17,6%)'', aggiunge Unimpresa.</div>
<div style="text-align: justify;">''In forte aumento anche il dato degli occupati in difficoltà: erano 5,9 milioni a settembre 2013 e sono risultati 6,2 milioni a settembre scorso. Una crescita dell'area di difficoltà che rappresenta un'ulteriore spia della grave situazione in cui versa l'economia italiana: anche le forme meno stabili di impiego e quelle retribuite meno pagano il conto della recessione, complice anche uno spostamento delle persone dalla fascia degli occupati deboli a quella dei disoccupati. I contratti a temine part time sono aumentati di 60mila unità da 617mila a 677mila (+9,7%), i contratti a termine full time sono cresciuti di 92mila unità da 1,65 milioni a 1,74 milioni (+5,6%).</div>
<div style="text-align: justify;">Salgono anche i contratti di collaborazione (+18mila unità) da 357mila a 375mila (+5,0%). Risultano in aumento anche i contratti a tempo indeterminato part time (+4,.%) da 2,49 milioni a 2,59 milioni (+99mila) e gli autonomi part time (+4,0%) da 782mila a 813mila (+31mila)'', prosegue la nota.</div>

Leggi tutto...

Una NoTax Area per la zona di crisi Anagni-Frosinone

lavorochenoncepiu 350 260da L'Inchiesta del 24 dicembre 2014 - La rimodulazione dell'accordo di programma per l'area di crisi Frosinone-Anagni è al centro di una lettera inviata dal deputato dem, Alessandro Mazzoli, al Ministro della Sviluppo Economico, Federica Guidi, al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, al presidente della Provincia di Frosinone, Antonio Pompeo, al presidente di Invitalia Giancarlo Innocenzi Botti, al presidente e al direttore di Unindustria Frosinone, rispettivamente Davide Papa e Corrado Felici, ai segretari provinciali di Cgil, Cisl e Uil. Rispetto alle richieste di Unindustria per un abbassamento del livello minimo degli investimenti per consentire l'accesso al bando rimodulato anche delle Pmi. Mazzoli propone anche la creazione di una "no tax area" nel comprensorio del sistema locale lavoro del nord della provincia.
«Gentile Ministro Guidi – si legge nella missiva -, Le scrivo in relazione all'accordo di programma finalizzato al "Sistema Locale del Lavoro di Anagni- Frosinone (31 comuni della provincia di Frosinone) ed al Comune di Fiuggi, alla salvaguardia e consolidamento delle imprese del territorio, all'attrazione di nuove iniziative imprenditoriali ed al sostegno al reimpiego dei lavoratori espulsi dalla filiera produttiva della ex VDC Technologies", sottoscritto dai soggetti in indirizzo il 2 agosto 2013. Lo stanziamento complessivo di 92 milioni.di euro, è volto alla realizzazione di un percorso integrato di rilancio del comparto produttivo ciociaro e al reinserimento lavorativo in favore di 1146 destinatari. Sono previsti interventi a favore dell'efficientamento energetico, investimenti materiali, creazione di start-up, patrimonializzazione delle Pmi, ricerca, innovazione e internazionalizzazione delle reti di impresa. La Regione mette a disposizione altri 6 milioni di euro per la realizzazione di un percorso integrato di riqualificazione, formazione e reinserimento lavorativo dei lavoratori ex Videocon. Sono inoltre agevolabili programmi di sviluppo industriale e turistico e di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. È stato adottato, con circolare direttoriale 19 febbraio 2014 n. 5818, l'avviso pubblico per la selezione di progetti strategici da realizzare nelle predette aree, da agevolare tramite lo strumento dei Contratti di sviluppo.
Tra i requisiti per poter accedere alle agevolazione previste dall'accordo di programma vi è il limite minimo di investimento di 30 milioni di euro. Una partecipazione economica talmente elevata da far accedere ai fondi fino ad ora soltanto le multinazionali Sanofi Aventis e ACS Dobfar, escludendo ulteriori investitori delle Piccole e Medie Imprese che avrebbero, tramite un abbassamento di budget, la possibilità di presentare le proprie progettualità».
«Dopo anni di assenza di prospettive, l'accordo di programma dovrebbe stimolare la costruzione di un nuovo modello di sviluppo - analizza ancora Mazzoli - a partire dalle potenzialità sul territorio delle Pmi. Con la partecipazione di quest'ultime si darebbe vita a un profondo processo di riorganizzazione e riconversione produttiva. Maggiori investitori inoltre contribuirebbero maggiormente a riqualificare l'area interessata, ad accrescere il tessuto imprenditoriale locale e a ricollocare i lavoratori. Pertanto Le chiedo un incontro urgente con i sindacati, le parti sociali, le associazioni rappresentative delle imprese della provincia di Frosinone e i livelli istituzionali coinvolti, al fine di riesaminare alcuni punti dell'accordo di programma e ovviarne i palesi limiti. Tra questi mi permetto di segnalarLe la necessità di rimodulare i parametri, abbassando il limite minimo di investimento ad oggi di 30 milioni di euro; di operare una revisione e un adeguamento della normativa affinché si consenta alle Pmi di fare rete; di istituire, tramite il Ministero dell'Economia e delle Finanze, una "No tax area" in tutto il territorio inerente l'Accordo di Programma per favorire gli investimenti, almeno nella fase dì avvio. Certo dell'attenzione Sua e del Ministero che Lei rappresenta, resto in attesa di un vostro positivo riscontro».
Va precisato che solitamente una "no tax area" prevede rimborsi delle tasse alle start up e alle imprese che assumono per aiutare il tessuto produttivo locale a riprendersi dalla crisi economica. In genere si tratta di alleggerire la pressione fiscale sulle aziende del territorio, già alle prese con una recessione che sembra senza fine. Una sorta di "no tax area", insomma, prevede il rimborso, per un periodo di tempo congruo, delle tasse comunali, tra cui Tasi, Tari, occupazione di suolo pubblico, fino all'Imu, per tutte le nuove imprese o per le attività che garantiranno turn-over assumendo lavoratori, e creando quindi occupazione. Un pacchetto di misure, quindi, che punta a dar respiro fiscale al tessuto produttivo per il tempo necessario a riprendere livelli occupazionali e produttivi in grado di far uscire un intero territorio dalla fase recessiva nella quale oggi versa. Vedremo quali saranno le reazioni alla proposta di Mazzoli visto che le organizzazioni imprenditoriali sono concordi nel ritenere che si debba intervenire con politiche attive di sviluppo e che non si possa perdere altro tempo.

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

Leggi tutto...

Il Sindaco di Anagni alla mostra delle aziende in crisi

Bassetta stand Filctemdall'Ufficio Stampa del Sindaco di Anagni - Il sindaco di Anagni, Fausto Bassetta, questa mattina si è occupato delle vertenze Marangoni Tyre ed Eurozinco, dove si è recato per conoscere le prospettive di due aziende che occupano oltre 600 dipendenti. Nel primo caso, da domani i 420 lavoratori saranno in mobilità in attesa di un incontro che si terrà nei prossimi giorni alla Regione Lazio. Bassetta ha incontrato il direttore Magale, che ha illustrato al sindaco la grave situazione della fabbrica di pneumatici. All'Eurozinco , dove le maestranze sono in sciopero da oltre venti giorni per rivendicare stipendi arretrati, il sindaco ha visto il nuovo amministratore delegato Petroli e ha partecipato a un'assemblea dei lavoratori dove il manager ha indicato le date per l'erogazione dei salari, chiedendo ai lavoratori di riprendere la produzione.
"Sono situazioni difficili – ha detto Bassetta dopo i due incontri – che mettono in difficoltà centinaia di famiglie, l'amministrazione comunale sta cercando di essere presente, mettendosi a disposizione per quanto di sua competenza". E sempre nella mattinata di oggi, Bassetta ha raccolto l'invito della Cgil che sarà presente in via Aldo Moro a Frosinone fino a venerdì con "Il lavoro che non c'è più", dove sono in mostra i prodotti di eccellenza persi a causa della chiusura di varie fabbriche. I sindacalisti Guido Tomassi e Sandro Chiarlitti hanno illustrato al sindaco il senso dell'iniziativa: far toccare "con mano" cosa si produceva in provincia di Frosinone, alla presenza di tanti ex lavoratori di Videocon, Marangoni, Area Ceramiche, Tekna, Tris, Geymonat ecc. che vogliono ancora far sentire la propria voce nonostante la crisi che ha investito il comparto industriale.

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

Leggi tutto...

Le analisi dell'olio di oliva in questa allarmante crisi olivicola

olive 2014 350 260di Donato Galeone* - Le analisi dell'olio di oliva nello scenario allarmante dell'estesa crisi olivicola 2014.  (Un iniziativa in merito)

La Organizzazione dei Produttori "Le Badie Lazio" nel corso della campagne olivicole e dopo la frangitura delle olive, con i suoi Tecnici di campo, effettua le "Analisi dell'olio" sia presso i frantoi che nei locali di stoccaggio del prodotto conservato dai produttori partecipanti e non partecipanti ai programmi di miglioramento qualità dell'Unasco che, peraltro, sono cofinanziati ogni tre anni, in attuazione dei regolamenti europei per la commercializzazione.

Come sempre le analisi con OXITESTER tendono a documentare di anno in anno, rapidamente, la particolarità dell'annata olivicola mediante una mirata indagine media di scenario territtoriale nella dimensione regionale oltre che provinciale e locale che - di fatto - nell'annata 2014 gran parte del Lazio e della Provincia di Frosinone si è caratterizzata da notevoli difficoltà, quali la bassa o nulla produzione; una stagione primavera-estiva anomala che ha reso elevato gli attacchi alle piante da malattie fungine e parassiti, prevalentmente, quelli della "mosca dell''olivo".

Tutto ciò ha creato ed esteso sia disorientamento verso la domanda dei consumatori di olio di oliva che veri problemi economici a produttori e frantoiani congiunti - peraltro - alla scarsa qualità e quantità dell'olio extravergine in uno scenario tanto allarmante sia all'inizio che, ormai, alla fine della campagna olearia-olivicola 2014.

Ed ecco che da metà ottobre ad oggi abbiamo rilevato dalle nostre analisi degli oli di oliva - pur limitata all' acidità, ai perossidi ed ai polifenoli analizzati con OXITESTER – tanto i livelli di acidità che sono altissimi quanto i perossidi che sono appena sopra la media ed i polifenoli che sono bassissimi.

Ne consgeue che, purtroppo, dalle indicazioni ottenutte dei tre pincipali parametri fondamentali ma non unici per il controllo di qualità degli oli di oliva e dalle cartteristiche sensoriali-organolettiche degli oli - freschi di frantoio - sono molto scarse nei loro rispettivi valori per "classificare extravergine un olio di oliva" e, quindi, si può confermare che oltre la metà dei campioni analizzati sono "classificabili oli vergini e lampanti di olive".

Anche nella vicina Toscana il laboratorio di ricerca CDR ha analizzato - sempre con OXITESTER - 47 campioni con questi risultati:
– n. 28 campioni con acido oleico da 0,1 a 0,8%; con perossidi (meqO2/kg) da 03 a 20; polifenoli (mg/kg) da 307 a 65) - classificabili oli extravergini di olive -
– n. 29 campioni con acido oleico medio di oltre 0,8%; perossidi fino a 20,37 e polifenoli mediamente di 86 e non inferiore a 65 mg/kg - classificabili oli vergini e lampanti di olive.
Con l'annata 2014 è apparso più diffuso un segnale di attenzione agli olivocoltori verso costanti pratiche agricole e azioni-interventi in tutte le fasi colturali dell'olivo pur in presenza di condizioni climatiche avverse che, sappiamo, non favoriscono le colture di campo.
Proprio perchè quest'annata di scarsa produzione olivicola disastrosa anche per le condizioni climatiche sfavorevoli, gli attenti olivocoltori che hanno seguito, previsto e poi effettuato ripetuti trattamenti antiparassitari in presenza di alte soglie di "tignola e mosca" sono riusciti, in parte, a salvare quantità e qualità di raccolto delle olive - pur con rese basse di olio, - ed esaurendo anche la scorta di olio dell'annata 2013 - extravergine di alta qualità - che ottimamente conservato mantiene le buone caratteristiche di prodotto alimentare e che è stato richiesto - anche in queste ultime settimane - dai consumatori.  

*Donato Galeone – Responsabile Tecnico Erssag-Lazio e Organizazzione Produttori (OP Le Badie)
Frosinone, 10 dicembre 2014 

Una iniziativa:

Caro Galeone,
come ben sai, il settore oleario italiano non attraversa un buon momento. Al di là della campagna negativa contingente, ci sono indizi indiscutibili di una deriva di valore e di competitività che ci impongono di elaborare una comune strategia operativa di difesa e di rilancio della nostra immagine. La situazione economica generale del Paese rende oltremodo urgente e improcrastinabile trovare soluzioni tempestive e concrete per creare ricchezza e valore, là dove siamo sempre stati in grado di farlo, e l'olio di oliva ne è un esempio inconfutabile.
Non vogliamo discutere oltre su quale sia la componente della filiera che abbia più meriti o demeriti nel costruire o attentare a quell'immagine di qualità e competenza che nel Mondo ci viene riconosciuta, vogliamo semplicemente porre un problema di prospettive e di relative strategie per affrontarle, nell'interesse del sistema Paese.
Come Consorzio, vogliamo stimolare una riflessione, sugli interessi che ci accomunano e su quelli che ci dividono per tentare, con uno scatto di orgoglio nazionale, di concordare le condizioni per dare vita a un piano operativo di rilancio della nostra immagine all'estero. Il principio dal quale partiamo è la convinzione che, per mantenere il presidio dei mercati in maniera efficace e assicurare al contempo un prospero avvenire alle nostre imprese, dobbiamo combinare efficacemente le due anime del nostro Paese, quella commerciale e quella produttiva.
Noi siamo convinti non solo che questa è la strada giusta, quella che può creare lavoro e valore in Italia in campo e in fabbrica, ma che è la sola che possiamo percorrere se vogliamo arrestare il declino e iniziare di nuovo a crescere. Dobbiamo avere il coraggio di guardarci diritti negli occhi senza le ragnatele del passato per assumere in fretta decisioni e noi del Consorzio avremmo abbozzato un percorso strategico che ci piacerebbe proporre e soprattutto discutere e integrare in fretta con suggerimenti di buonsenso.
Considerata l'importanza del tema e la posta in gioco, saremmo onorati averti tra i partecipanti dell'iniziativa, alla quale abbiamo invitato, per un confronto, i presidenti di Agrinsieme, nonché delle Unioni olivicole e di Assitol e Federolio. Alla Tavola rotonda abbiamo, altresì, invitato anche rappresentanti del ministero delle Politiche Agricole e dello Sviluppo economico.
L'appuntamento è previsto il 16 dicembre, presso la sala gialla del Cnel, Viale D. Lubin n. 2 - Roma, alle ore 11,00.
Resto in attesa di una tua cortese conferma e t'invio i miei più cordiali saluti.

Il Presidente Elia Fiorillo

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

 

Leggi tutto...

Estesa crisi della raccolta olive 2014

olive 2014 350-260di Donato Galeone* - I rapporti di collaborazione nelle "filiera olivicola" da Vallecorsa al basso e alto Lazio tra produzione-trasformazione-stoccaggio-confenzionamento e commercializzazione che impegnano gli Olivocoltori con le loro ORGANIZZAZIONI DI PRODUTTORI riconosciute dalla Regione Lazio devono pur - nell'annata pessima di produzione e raccolta olive 2014 - ancor più consolidarsi tra i Produttori, con il lavoro partecipato e nel reciproco interesse economico di "filiera olio di qualità tracciata e certificata".

Purtroppo dobbiamo rilevare la estesa crisi della raccolta olive 2014 che annualmente dovrebbe iniziare a metà ottobre e che difficilmente proseguirà fino alla viglia di Natale.

Perchè nell'area del basso Lazio, sia nella Provincia di Frosinone e in parte anche nella Provincia di Latina, abbiamo riscontrato "marcate criticità" per la scadente produzione provocata non soltanto dalla "mosca olearia" che ha infestato gli oliveti superando le soglie di tolleranza (10%).

Abbiamo constatato, dai sopralluoghi effettuati nei campi olivati, che le olive – nonostante i trattamenti fitosanitatri regolamentati dalla Regione Lazio a fini agroambientali - sono state attacatte anche da "funghi e batteri" alimentati dalle persistenti avversità climatiche, congiunte alla diffusa infestazione della mosca olearia.olive 2014Le brutte olive del 2014

Ecco, perchè, sono riscontrabili i danni economici a produttori olivicoli e frantoiani dovuti alla eccezionalità delle condizioni climatiche che da metà giugno, dopo il "trattamento preventivo contro la mosca oleraia", non si prevedevano intense piovosità - da fine luglio e agosto - che ha disastrato l'agricoltura, tra il Lazio e la Toscana, danneggiando anche l'olivo.

Mentre le rappresentanze degli Operatori e Coltivatori agricoli hanno sollecitato interventi per "calamità naturali" richiesti alla Regione Lazio – coinvolgendo le Organizzazioni dei Produttori anche del comparto olivicolo - ci permettiamo segnalare che "dalle olive ancora vegetanti sugli alberi, se visivamente sono più che deteriorate nel frutto, non si potrà ottenere un olio di alta qualità per il consumatore".

Ecco, quindi, la massima attenzione visiva, innanziutto, al frantoio sulle olive - se raccolte e in molitura nei frantoi - che, responsabilmente, devono informare il consumartore sul prodotto olio ottenuto da ogni frantoio, che sia - possibilmente - "tracciato e certficato" nelle sue caratteristiche di qualità e sicurezza alimentare, così come è certficato da ogni Organizzazione di Prodottori riconosciuta dalla Regione Lazio. 

*Agr. Donato Galeone – Coordinatore Tecnico della Organizzazione Produttori "Le Badie" Lazio
Frosinone, 15 ottobre 2014

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

 

Leggi tutto...

Voci da Ceccano sulla crisi del PD

partito-democratico bandieraRiceviamo e pubblichiamo da Rosalia Mattone che si è fatta portavoce verso gli organi dirigenti regionali e nazionali di posizioni all'interno del cicolo PD di Ceccano. Ecco di seguito il testo del documento inviato.

«Alla Direzione Provinciale del Partito Democratico
Al Presidente, Sara Battisti
Al Segretario,Simone Costanzo

Pc: Seg. Regionale On. Fabio Melilli
Pres.Nazionale On. Matteo Orfini

Questo documento nasce dal bisogno e dalla necessità di alcuni iscritti, simpatizzanti, e candidati alle ultime tornate amministrative nelle liste del Partito Democratico di Ceccano, allo scopo di interpretare e proporre una lettura delle vicende che riguardano la nostra città, la sua amministrazione, ed i passaggi che oggi hanno condotto alla crisi politica che tutti conosciamo.

La situazione di Ceccano deve a nostro avviso spingere la Direzione Provinciale ad una profonda riflessione, seria, possibilmente trasparente, una riflessione utile a mettere a nudo una questione politica e partitica che non abbiamo alcun timore a definire ormai "tendente alla deriva".
L'analisi delle vicende ceccanesi presenta un quadro a dir poco singolare, agevolmente letto da tutti gli osservatori anche poco inclini all'interpretazione profonda, e che non dubitiamo sia balzato agli occhi di questa Direzione.

Il dato che emerge osservando la fotografia politica di Ceccano, vede come spesso accade, il nostro Partito Democratico protagonista delle coalizioni di centrosinistra. Lo stesso Partito Democratico che in questa fase di crisi amministrativa ceccanese chiede soccorso e trova un disponibile aiuto nella destra storica del paese.
E' bene ricordarlo una destra che ancora oggi difficilmente abbandona atteggiamenti e simbologie nostalgiche.

L'azione di forza sospinta dalle opposizioni di destra e manovrata dal nostro partito di raccordo con altri della medesima maggioranza, ha avuto come bersaglio un sindaco eletto dai cittadini di centro-sinistra, esponente del Partito Socialista Italiano, nostro alleato a livello nazionale ed europeo.
Questo giustifica ancor meglio l'interpretazione vittoriosa che le destre danno a questo specifico passaggio politico.

E' impossibile a nostro avviso analizzare a fondo questo scenario senza percorrere a ritroso qualche passo, soffermandoci su alcune scelte del partito democratico ceccanese, che hanno senz'altro condizionato i successivi crocevia politici locali.

Già nella fase di avvicinamento alla tornata amministrativa del 2012, il PD ha mostrato problemi di inserimento e di dialogo con la coalizione di centro-sinistra che si era costituita. Questo ha causato una corsa solitaria del Partito democratico, che a fronte della vittoria della coalizione delle forze del centrosinistra, ci ha visto relegati soltanto al quarto posto, superati in termini di consenso anche da un'unione di liste civiche.

A seguito del risultato c'è stata nei mesi successivi una ripresa di dialogo del nostro partito con la maggioranza amministrativa, e l'apertura di un tavolo di discussione che rilanciasse un cantiere con tutte le forze del centro-sinistra, provando a porre alcune rilevanti questioni cittadine attorno a cui trovare un'intesa.

La successiva accelerazione e il raggiungimento di un accordo di entrata in maggioranza dettato da un'azione personalistica e solitaria, completamente contrapposta al cammino di dialogo e collegialità che si stava tentando di percorrere, hanno causato una prima profonda spaccatura interna alla sezione.
Altre successive vicende legate alla costituzione degli organi locali del partito, sempre caratterizzate da una gestione forzata ed imposta, hanno ulteriormente appesantito il clima politico della sezione, fino a determinare una netta presa di distanza da parte di diversi esponenti ed iscritti locali.

La mancanza di un intervento autorevole degli organismi superiori del partito che agevolasse il ritorno alla discussione al fine di incentivare la distensione di un clima pesante e improduttivo, non ha certamente aiutato la ripresa di dialogo all'interno del circolo di Ceccano.

Ad oggi, con un atteggiamento che vede il pd tra i protagonisti di un'azione di raccordo tra destra e sinistra contro l'amministrazione di centro sinistra della città, registriamo ancora una volta una forzatura, che prendendo le mosse da azioni d'inserimento provinciale non collegialmente condivise, generano e danno vita a queste innaturali ed imbarazzanti prese di posizione locali.

Ribadiamo quindi la nostra presa di distanza da questo prodotto di larghe intese che riteniamo soltanto finalizzato ad una ridefinizione delle posizioni amministrative, e completamente distaccato da ragionamenti politici rivolti al bene della nostra comunità.

E' nostra intenzione ed obiettivo certamente la ricostruzione di un tessuto politico che abbracci sia il Partito Democratico di Ceccano che le forze di centro-sinistra, ma che finalmente metta al centro del dialogo il confronto sui temi e sulle questioni centrali per il nostro paese.
Un dialogo che riprenda un profilo di collegialità e condivisione all'interno dei luoghi del partito deputati a tale scopo, ad oggi attivati solo a ridosso di appuntamenti elettorali.
Auspichiamo quindi la ricostruzione di un rapporto fiduciario, ampio e collaborativo con gli organismi superiori del partito, disincentivando e depotenziando tutte quelle azioni solitarie e personalistiche che hanno provocato e continuano a causare profonde spaccature e colpevoli posizioni individualistiche e correntizie.

Non possiamo continuare a voltare le spalle alla decisa richiesta di apertura,
cambiamento e trasparenza che ci arriva dai cittadini attraverso le urne.

Non possiamo persistere nell'ignorare il forte messaggio di rinnovamento e di riforma di alcune vecchie logiche che ci arriva dal nostro segretario nazionale.

Non possiamo e soprattutto non vogliamo essere i protagonisti di una strenua resistenza contro una nuova fase politica, che sempre più spesso, ed in maniera vincente, sta ricostruendo un nuovo e diverso rapporto coi cittadini.
Distinti saluti
Ceccano 15-06-2014 »

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it
Leggi tutto...

Cosa c'è di sinistra in questa crisi a Ceccano?

Ceccano palazzo antonellidi Antonio Olmetti - I toni esacerbati e le parole forti usate formalmente da Giulio Conti nei confronti di Roberto Giannetti, peraltro fuori luogo giacché fatte in un contesto (lettera aperta al Sindaco) dove l'unica che doveva semmai rispondere, era la prima cittadina, sono da considerarsi una messa in mora da parte delle nomenclature "del Pd, del PSI, delle civiche che compongono la maggioranza e di tutta la coalizione del centrosinistra", delle novità che Manuela Maliziola vuole introdurre nell'attuale governo per ridare slancio all'azione politica comunale e fornire lo choc, attraverso la cooptazione in giunta di "facce nuove" di indiscussa competenza, cultura ed integrità, per favorire la ripresa economica della Città.
Eppure dovrà arrivare il giorno in cui i marpioni che da decenni comandano la sinistra dovranno venire allo scoperto spiegandoci in quale modo, in questi anni, hanno manifestato il proprio "essere di sinistra". Nella scelta di una nuova classe dirigente? Nella difesa del futuro delle nuove generazioni intimorite, umiliate e anche se incolpevoli, abbandonate da tutte le istituzioni? Va a sapere. Alla fine vedrete che la nomenclatura riuscirà a fare fuori il Sindaco: preferiscono distruggere la sinistra, le civiche, il centrosinistra, piuttosto che consegnare la guida ad altri. Vale però osservare che nel Pd, tra gli argomenti portati avanti da Giulio Conti e quelli di Roberto Giannetti di notevole pregio, sia dal punto di vista dello stile con cui " il tutto viene espresso", che da quello della passione politica e dei principi etici sui quali si basano, è preferibile udire e leggere i secondi: valgono, almeno, come prospettiva di quello che ci piacerebbe accadesse nel Pd.

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it
Leggi tutto...

Una nuova Cgil contro la crisi

g.tomassidi Ignazio Mazzoli – 6, 7, 8 maggio a Rimini il 17esimo congresso nazionale della Cgil. Appena concluso abbiamo intervistato il Segretario generale della Cgil frusinate Guido Tomassi. 56 anni di cui quasi 30 in questo sindacato, eletto qualche mese addietro, nel luglio 2013, dal comitato direttivo della camera del lavoro Cgil di Frosinone con l'89% di voti favorevoli è stato riconfermato dal congresso provinciale del 5 e 6 marzo 2014.
Il 17° congresso nazionale della sua Confederazione è stato ... "molto vivace" e già per questo c'interessa la sua opinione di testimone diretto, ma più ancora riteniamo utile conoscere, dal punto di vista della Cgil, come il movimento sindacale di questa nostra realtà territoriale martoriata dalla crisi economica e occupazionale interverrà per il superamento delle difficoltà.

Segretario Tomassi il 17° congresso della Cgil è stato prevalentemente uno scontro fra Susanna Camusso e Maurizio Landini?
C'è un vizio che si va incancrenendo, quello di valutare le vicende come cause ed effetti delle iniziative di uomini e donne soli al comando. Nella realtà si tratta di un confronto molto sentito su due modi di vedere le forme e la qualità dell'iniziativa sindacale.

Ce lo può esemplificare?
Si potrebbe tradurre in due parole: arrendevolezza e primarie. Arrendevolezza nei confronti delle scelte dei governi del nostro paese. Primarie per eleggere il Segretario generale della confederazione.

Come le sembra che si sia risolto?
Limiti ci sono stati anche per le circostanze. Accettare soluzioni comunque per ridurre il danno quanto più possibile, ricercare l'unità sindacale senza la quale si perde sempre, studiare e trovare nuove forme d'intervento. Ma anche "concertazione si concertazione no", si è detto che non aiuta a risolvere la crisi. Fermo restando che come dice la Camusso "noi dobbiamo farci ascoltare, l'autosufficienza del governo Renzi distorce la democrazia". Il confronto con la politica non sarà più uguale a quello del passato e per "chiedere un posto a tavola", serve capire come costruiamo la nostra forza di soggetto di rappresentanza, "indipendentemente da chi non ci vuole ricevere". Dobbiamo superare la debolezza dell'azione sindacale che si è evidenziata nella storia recente e che i caratteri regressivi della crisi hanno amplificato. Dobbiamo rilanciare la contrattazione a tutti i livelli.

Si avvia un processo di rinnovamento. Cosa riguarderà e quanto sarà profondo?
Anche qui un punto di confronto. Segretario eletto con le primarie (Landini) o
una riduzione delle responsabilità del segretario generale e una dimensione più collettiva (Camusso)? Serve una casa comune dove ci si sente prima della Cgil e poi della singola categoria. Come si vede si tratta di questioni assai poco personali.
Entro l'anno una Conferenza di organizzazione riscriverà le regole della convivenza nella Cgil e della qualità della sua iniziativa. Noi siamo immersi nella crisi più generale e non siamo immuni da essa. Mano soldi, meno adesioni, meno rappresentanza. Meno sciopero. Tutto ciò fa mancare il sostegno nelle trattative.

Come si tradurrà qui, in questo territorio del frusinate "Il lavoro decide il futuro"?
In più modi. Due capisaldi restano: auto ed edilizia. Ma occorre anche individuare il nuovo e il futuro: ambiente e turismo. Unitariamente proporremo una grande piattaforma con al centro due questioni principali: le pensioni che oggi non sono certe per tutti, in particolare per chi inizia oggi a lavorare; un piano per il lavoro impegnandoci ad uscire dalla disputa fuorviante sulla flessibilità che fino ad oggi ha prodotti zero posti di lavoro. Sono stati colpiti dei diritti senza nulla dare ai giovani. Dobbiamo creare il lavoro che non c'è. Questo ci sarà nella piattaforma unitaria.

Non solo, cambierà anche il modo nostro di sindacalisti di lavorare. Se il lavoratore è in difficoltà, lo è indipendentemente dal lavoro che fa. E, per aiutarlo deve nascere un nuovo rapporto fra il sindacato e il territorio e le Istituzioni. Altro che sindacato d'opinione! Il lavoratore-cittadino deve trovare al suo fianco il proprio sindacato, nella sua città, che tratta con i comuni per esempio le imposizioni fiscali. A seguito della presentazione della "piattaforma welfare" congiunta CGIL, CISL e UIL, inoltrata lo scorso mese di febbraio ai sindaci di tutta la provincia di Frosinone, sono iniziati gli incontri fra le predette OO.SS. e le amministrazioni di vari comuni. Così la Cgil sarà il sindacato di tutti, degli occupati e di quelli che non lo sono.

Buon lavoro Segretario, nell'interesse di tutti i lavoratori e dei cittadini.

Tomassi presenta in video le risultanze del congresso

Frosinone 12 maggio 2014

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it
Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici