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La cultura diffusa e critica che aiuterebbe tutti

anpi BANDIERA 350 260 minsi può, si deve...

L'ANPI invita a diffondere la presa di posizione di un Preside di liceo a proposito delle misure adottate per la protezione dal coronavirus. In attesa che leggiate tutto il documento (attraverso il link che troverte più in basso) riportiamo una frase che può invitare a leggere tutto quanto scritto dal Preside Domenico Squillace: «Cari ragazzi, niente di nuovo sotto il sole, mi verrebbe da dire, eppure la scuola chiusa mi impone di parlare. La nostra è una di quelle istituzioni che con i suoi ritmi ed i suoi riti segna lo scorrere del tempo e l’ordinato svolgersi del vivere civile, non a caso la chiusura forzata delle scuole è qualcosa cui le autorità ricorrono in casi rari e veramente eccezionali».
Ed ora... la lettera dell'ANPI che informa...

Cari tutte e tutti,
Ci sembra quanto meno salutare diffondere un documento di grande civiltà che una nostra compagna ci ha trasmesso.
Lo trovate al link che segue:
https://www.liceovolta.it/nuovo/la-scuola/dirigente-scolastico/1506-lettera-agli-studenti-25-febbraio-2020
e ve lo proponiamo perché ci sembra trattarsi di una lezione di serietà istituzionale, di rigore morale, di valorizzazione della funzione del proprio ruolo e della istituzione che si è chiamati a dirigere, di competenza e controllo di sé.
Questo in una fase in cui sempre meno importanza si concede a queste caratteristiche del fare civile e della responsabilità sociale di ciascuno e sempre meno si vuole riconoscere questa come premessa ineludibile per l'esercizio della sovranità e della cittadinanza.
Sappiamo bene che la società non è fatta solo di meschini accaparratori o superficiali egoisti, sappiamo altrettanto bene che le persone perbene che considerano il loro lavoro non come una seccatura necessaria per portare dei soldi a casa sono tante e non cedono. E sappiamo anche che queste persone, anche quando non sono organizzate fra loro, sono la maggioranza degli esseri umani.
Ma sappiamo anche che lo sciovinismo, l'individualismo capace di diventare egoismo, o anche solo la sfiducia possono prendere piede con molta facilità nelle nostre coscienze e nelle nostre abitudini, finendo per diventare "senso comune" ed essere accettate come "realistiche".
Crediamo perciò che esempi come questi vadano promossi, discussi, sostenuti affinché non restino, appunto, "casi" ma diventino cultura diffusa e critica, in sostanza, politica. E' giusto e doveroso impegnarsi per grandi battaglie e sostenere grandi cause (citiamo solo a titolo di esempio Mimmo Lucano o Federica Angeli, ma ce ne sono tanti e li conosciamo tutti); ma siamo anche convinti che i comportamenti anche più semplici, più quotidiani orientati al rispetto ed alla valorizzazione dei contenuti positivi siano i materiali con cui giorno per giorno, luogo per luogo, non solo si difendono le conquiste della civiltà umana, ma si rafforzano, si accrescono, si rinnovano.
Grazie quindi al Preside che fa il suo lavoro con questa serietà, ed alla nostra compagna che ce lo ha segnalato.

Fraterni saluti

Associazione Nazionale Partigiani d'Italia
Comitato Provinciale di Frosinone

 

lettera agli iscritti
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PD critica la gestione rifiuti nella città di Frosinone

assemblea pd fr 350 260 mindal Partito Democratico Circolo di Frosinone - Negli scorsi giorni siamo stati raggiunti da segnalazioni e notizie riportate da quotidiani locali circa le criticità che si stanno creano attorno al nuovo sistema di gestione rifiuti nella città di Frosinone.

La mancanza di un vero e preliminare coinvolgimento di associazioni, comitati di quartiere, famiglie e cittadini ha dato alla città un piano di raccolta pensato e calato totalmente dall’alto, questo fatto oggi determina situazioni di sporcizia e degrado in varie zone del centro e dalla periferia della città, dove i cassonetti condominiali risultano insufficienti nel sostenere il carico e dove iniziano a fiorire piccole discariche e accumuli di rifiuti nel territorio urbano. Ci sono inoltre notevoli ritardi e criticità anche nella transizione dal vecchio al nuovo gestore specialmente nel centro storico dove la distribuzione di materiali e informazioni è al palo o comunque eseguita con superficialità e scarsa omogeneità, creando ulteriori disagi ai cittadini interessati dal sistema di raccolta porta a porta i quali ancora non sanno quando arriveranno i nuovi kit, e nel qual caso non saprebbero dove e come smaltire il vecchio kit, notevolemente più ingombrante, dal momento che questi non vengono ritirati dal nuovo gestore.

In queste ore i circoli cittadini del Partito Democratico e dei Giovani Democratici di Frosinone hanno presentato un esposto al Comune di Frosinone, col proposito di denunciare una complessa situazione di degrado urbano che avvolge purtroppo molte aree del capoluogo e richiedere immediati interventi all’Amministrazione Comunale: sarà necessario aprire un vero confronto e degli spazi di fattiva collaborazione tra comune, gestore e cittadini se si vuole davvero correggere il tiro di un sistema di raccolta purtroppo partito male.

Nei prossimi giorni cercheremo di dare seguito a queste iniziative integrando a questo un lavoro di opposizione e proposta in seno all’assise comunale, lo faremo con i nostri rappresentanti eletti e possibilmente con tutti coloro i quali vorranno contribuire al superamento di una situazione di degrado ormai palese ed insostenibile per un capoluogo di provincia.

Partito Democratico Circolo di Frosinone
Gruppo Consiliare PD Frosinone
Giovani Democratici Circolo di Frosinone

Frosinone, 05/06/2018

 

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Sconfitta PD. La critica di Emanuela Piroli

  • Pubblicato in Partiti

partito democratico bandiera350 250di Emanuela Piroli, intervento nella direzione provinciale svolta il 12 aprile (già convocata per il 6 aprile) - Difficile aggiungere altro a quanto già ascoltato, ma provo in sintesi a esprimere la mia posizione.
Mi pare chiaro che tutti noi abbiamo avvertito la sconfitta del 4 marzo come qualcosa di tragico, brucia, fa male al cuore, pur se annunciata e pur non essendo la nostra prima sconfitta. (per leggere tutto, completata una pagina, torna qui in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

  1. Errori enormi
  2. Lavoro e disagio sociale dimenticati

Errori enormi

Si sa in politica si vince e si perde, e la particolare volubilità dell’opinione pubblica in questo periodo storico, ribalta i consensi con estrema velocità. L’analisi del voto va ormai avanti da un mese a tutti i livelli, ed è stato detto tutto. Chiaramente va contestualizzata in un quadro più ampio, internazionale, associata alla crisi delle socialdemocrazie in tutto il mondo.
Prevale l’autocritica e la consapevolezza di aver compiuto degli errori enormi in questi anni, soprattutto siamo apparsi come coloro che garantiscono le classi sociali più abbienti e lontani anni luce dalle realtà del disagio sociale ed economico che invece prevalgono nel nostro paese.
Direi che a questo punto, superata la fase analitica, sia necessario capire cosa fare, mettere in atto interventi seri, a partire dal nostro interno, per riappropriarci di un modo di fare politica più vicino alle esigenze vere del nostro popolo, e più idoneo ad una società liquida, in continuo cambiamento, a cui non siamo riusciti a dare risposte.
E forse avremmo dovuto farlo prima di arrivare a toccare il fondo. Di segnali ne abbiamo da anni, anche nella nostra provincia. Abbiamo perso città importanti, penso a Frosinone, alla mia Ceccano regalata alla destra dopo decenni di amministrazioni di centrosinistra, e poi a ruota Cassino, Sora. Tutti noi siamo responsabili di quanto è accaduto.
E ciò che ora è fondamentale, è impedire che veti, correnti, ambizioni personali e decisioni precostituite, ci impediscano di nuovo di metterci in discussione e di guardare la società per quello che è veramente. Questo ci porterebbe a scomparire.
Dobbiamo pretendere che si apra una discussione vera, una fase di confronto e collegialità tra tutte le anime, per ridisegnare gli assetti del partito, a livello nazionale, regionale, così come a livello provinciale. Fondamentale è cambiare il metodo e i criteri con cui si prendono le decisioni, nel segno di una unità del partito vera e non fittizia per accontentare l’uno o l’altro. Dobbiamo essere tutti protagonisti di questo processo e non accontentarci di essere osservatori.
Alla luce di quanto letto e ascoltato in merito alla riorganizzazione del partito a livello provinciale, credo sia necessaria una stabilità, quindi un segretario ed una segreteria legittimati al 100%. A tale proposito non ho trovato utile la discussione portata avanti sulla stampa in questi giorni, prematura a mio parere, e soprattutto in vista dell’attuale direzione, si poteva attendere e riportare le proprie posizioni prima in questa sede, e valutarle insieme.
È un modo di fare che danneggia la nostra immagine ulteriormente, ci fa passare per quelli perennemente presi da scontri interni e spartizione di ruoli.
Su come eleggere il nuovo segretario ci sono due possibilità, assemblea o congresso. Valutiamo quale sia più percorribile mettendo sulla bilancia, tempistica e prossimi appuntamenti elettorali. In entrambi i casi cerchiamo di puntare in alto, di investire in personalità forti e motivate che possano apportare un contributo positivo al processo di ricostruzione, o rigenerazione come qualcuno lo ha definito.
Chiusa questa parentesi, riprendo la mia analisi del voto, senza dilungarmi per non ripetere argomenti già ampiamente trattati. Mi soffermerò su alcuni aspetti a mio parere significativi.
Spendo due parole sulla questione dei circoli, avanzata in questi giorni. In modo, sicuramente provocatorio, è stata messa in dubbio la loro funzionalità, in quanto le forze politiche che hanno vinto non hanno circoli. Allora io, con altrettanto spirito provocatorio, vorrei ricordare a tutti voi, che queste forze politiche non solo non hanno i circoli, ma non hanno proprio niente.
Non hanno rappresentanti sul territorio, amministratori, funzionari politici, non hanno dirigenti in enti e consorzi, allora il problema sono i circoli? Pensate che senza circoli il voto di protesta si sposterebbe su di noi? Non credo proprio. Probabilmente vanno ripensati, ma non sminuiti, perché il loro ruolo è fondamentale, la base è la nostra forza più grande e anche in questa tornata elettorale, sono stati determinanti soprattutto lì dove ci sono amministrazioni avversarie.
Tant’è che lo stesso Mov. 5 Stelle si sta adesso organizzando in sedi, anche ad esempio a Ceccano, loro le aprono, noi le chiudiamo? (continua a leggere. Vai in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

Lavoro e disagio sociale dimenticati

Ora vorrei approfondire con voi il dato geografico del voto. Ho letto da qualche parte che il collegio più a sud vinto dal centrosinistra alla Camera è quello del quartiere ardeatino di Roma, per il Senato è quello gianicolense di Roma. Poi il nulla. Il sud compatto, con un voto in alcune zone di massa, vota i 5 stelle, vedendo in loro la speranza di un futuro migliore, quella speranza che noi non siamo riusciti a dare. La forza motrice di questo voto è sicuramente la protesta, ma è anche la voglia di cambiamento.
A nord l’espressione di questa esigenza di cambiare è il voto alla lega di Salvini, che ha approfittato della paura della gente per la criminalità e per il diverso, portando avanti una campagna elettorale basata su una nuova forma di razzismo, sulla non accoglienza, sul disprezzo per la dignità umana. Ecco contro di ciò dovremmo combattere sempre e non lasciarci condizionare.
Non è l’impopolarità su questi temi che dovrà spaventarci, ma quella sui temi di cui dovremmo riappropriarci, lavoro e sociale.
Un’Italia divisa in due, è la definizione più in voga in questo periodo, due facce della stessa nazione, accumunate però dalla protesta, dall’insofferenza, dall’egoismo sociale dilagante, dal disinteresse nell’approfondire le informazioni. E anche qui noi abbiamo peccato di difetto nella comunicazione, che riprenderò in seguito.
Se poi guardiamo le grandi città il centrosinistra vince nei centri storici, dove il PD arriva a toccare in alcuni casi il 40% e scompare nelle periferie. Ammetto di aver provato una sensazione di tristezza, di dispiacere, di aver avvertito forte il senso del fallimento, guardando Carta Bianca qualche sera fa. Un reportage a Milano, sulle elezioni politiche. Bene, nel capoluogo lombardo i residenti del centro, in via Montenapoleone, nei quartieri “alti”, della bella società, il PD sfiora il 40%, gli intervistati motivano il voto con la “paura di cambiare” con la volontà di garantirsi il proprio benessere. E allora mi chiedo cosa siamo diventati? Come siamo percepiti? Come un partito di garanzia? Un partito conservatore? Noi che abbiamo riformismo e progressismo bel nostro DNA? Questo è inaccettabile.
Di contro i residenti nelle periferie, dove il PD è sotto la media nazionale, riferiscono di essere stati abbandonati nel loro disagio sociale ed economico, nel degrado. E quelli a sinistra appaiono spocchiosi, presuntuosi, inconcludenti, distanti anni luce dalla realtà, una realtà che ha bisogno prima di ogni altra cosa, di lavoro, tutela, servizi e sicurezza. Una sinistra cieca e anche un po' zoppa. Biasimarli? Sono veramente tutti ignoranti e ingrati? Tutti accecati dall’invidia sociale? Non credo sia così.
Il secondo aspetto che ci tengo a puntualizzare è il difetto nella comunicazione. Non siamo stati al passo con i tempi, con il cambiamento radicale del modo di fare informazione, non siamo stati in grado di spiegare le cose fatte con un linguaggio semplice, immediato e con toni congrui. Abbiamo per lo più parlato con numeri, percentuali, grafici, roba per addetti ai lavori.
A differenza del movimento 5 stelle a cui va riconosciuta l’abilità di essersi fatti “voce della gente” fino a dare una forza grandissima alla demagogia, tanto da arrivare ad istituzionalizzare un voto di protesta.
E se è vero che i social hanno cambiato il modo di comunicare e di fare politica, noi non li abbiamo utilizzati nel modo migliore, è stata la nostra, una campagna elettorale tutta sulla difensiva.
E se è vero che il risultato elettorale è stato influenzato da false notizie e slogan, è anche vero, a mio parere, che tutto ciò non avrebbe avuto presa così facilmente su un popolo soddisfatto, felice, realizzato, protetto, fiducioso nel futuro.
Ricominciamo a parlare una lingua comprensibile, ad ascoltare, non sottovalutiamo l’insofferenza sociale in crescita, che abbrutisce, indispettisce e rende intolleranti. Prevale ormai da tempo insoddisfazione, rassegnazione e disperazione, stati d’animo che hanno trovato una speranza nel voto, permettetemi la forzatura, “rivoluzionario” del 4 marzo.
Smettiamola di trovare capri espiatori. La legge elettorale senz’altro ci ha penalizzato, ma non avremmo di certo vinto con una legge elettorale diversa e poi Renzi, anche io c’ho creduto, è uno dei primi responsabili del disastro, ma ricordiamoci che è comunque un nostro prodotto.
Ma non dimentichiamoci che siamo il PD, un grande partito, con grandissime risorse umane, con principi indiscutibili che dovremmo però rispolverare e su cui dovremmo basarci per reinventare un nuovo modello di socialdemocrazia. Il mio ottimismo, la fiducia verso un partito che è la mia casa, e la consapevolezza che i consensi possono ribaltarsi velocemente, mi impediscono di essere disfattista e di piangermi addosso. Dobbiamo puntare in alto, nei programmi e nella scelta della classe dirigente. Di persone di qualità, competenza e con passione per la politica, ne abbiamo da vendere. Non impantaniamoci in vecchi schemi, ormai chiaramente superati.
grazie


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Sanità: finalmente un’area di discussione critica e propositiva

medici sanita 350 260di Angelino Loffredi - Dopo cinque documentate Note riguardanti la condizione sanitaria in Italia e in particolar modo in provincia di Frosinone apparse su giornale elettronico UNOeTRE.it, accompagnate dal silenzio di politici e uomini delle Istituzioni, finalmente si è aperta un’area di discussione critica e propositiva. Insomma, il muro del silenzio, del timore, della timidezza si è rotto, ora è necessario riprendere pazientemente i vari temi e i nuovi contributi che circolano in rete. Bisogna farlo entrando nel merito, confrontandoci per evidenziare inefficienze, sprechi, duplicazione di costi, favoritismi e per fare proposte di interesse generale e indicazioni di lavoro.
Il dottore Giuliano Fabi, medico di base, molto apprezzato a Giuliano di Roma, Sora e Fontechiari ha rotto il muro di gomma intervenendo con puntualità sul tema delle questioni legate all’informatizzazione regionale che non è razionalmente utilizzata e, aggiungo io, i cui costi non si conoscono. https://www.unoetre.it/notizie/sanita/item/4834-sanita-l-informatizzazione-dei-servizi-a-chi-deve-servire.html
Attorno a questo intervento c’è da rilevare le oltre 500 visualizzazioni ricevute sul sito unoetre e le 1700 su unoetre FB. Inoltre c’è da aggiungere una particolarità non secondaria: la dottoressa Isabella Mastrobuono, già massima responsabile della ASL FR sul suo profilo FB ha commentato la Nota del dottor Fabi in questi termini «I dati di medicina generale sono molto importanti e bisogna saperli gestire e …… soprattutto farseli dare». Considerazioni tanto brevi quanto taglienti. Per chi vuol capire.


Ma l’intervento a 360 gradi, un condensato di contenuti reali, sono tentato di scrivere dirompente, è il Documento licenziato dalla CISL provinciale l’altro ieri e per questo merita di essere conosciuto https://www.unoetre.it/notizie/sanita/item/4843-cisl-sanita-decongestionare-i-pronto-soccorso-e-coordinare-i-servizi.html.
Come non apprezzare e non sostenere questo importante passaggio «Inoltre, la Cabina di Regia CISL Sanità ha riscontrato una ridondanza di modelli per l’erogazione sanitaria, soprattutto del territorio, quali: AMBUFEST, Case della Salute, PAT (Presidio Ambulatoriale Territoriale) e Guardia Medica; si ritiene necessario, infatti, un coordinamento dei servizi già esistenti, che migliori l’offerta e decongestioni i pronto soccorso. Infine, si ritiene utile, per il controllo di gestione dei centri di costo, rapportati agli obiettivi, adottare una governance dipartimentale a sistema stellare, al fine di efficientare le risorse, essendo la spesa sanitaria una idrovora troppo pesante per la fiscalità generale».
Ho ritenuto necessario chiamare dirompente il Documento CISL perché rompe, ridimensiona la campagna elettorale già avviata per le regionali dominata da annunci, inaugurazioni, tagli di nastri, foto, abbracci ed impone, al contrario, quella che a me piacerebbe chiamare “Operazione Verità" fatta di riduzioni di costi, assunzioni di personale ben selezionato, razionale uso di strumenti tecnologici e servizi immediati e efficiente per il popolo dei malati che non ha Santi in Paradiso.

 
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