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Ceccano. Comincia il censimento dei danni

BibliotecaCeccano esempio di umidità a gogò e muffa sui libri mindi Valentino Bettinelli per “Cives Ceccano” - Quattro anni e mezzo di amministrazione Caligiore ci lasciano una città allo sbando. Tra gli esempi più chiari di questo disastro, la nostra Biblioteca Comunale. Un fiore all’occhiello per la cultura dell’intera provincia, lasciato nel dimenticatoio dall’assessore di competenza, Stefano Gizzi, sempre pronto a promuovere eventi di dubbio spessore, e dal sindaco Caligiore, costantemente assente agli incontri con gli altri comuni e mai interessato alla costante degenerazione delle condizioni della De Sanctis.

Forse Gizzi è stato troppo impegnato nei tesseramenti del suo nuovo partito negli ultimi tempi. Attività con la Lega che evidentemente ha inficiato anche quello che doveva essere il suo lavoro principale, ovvero fare l’assessore alla Cultura. Quale maggior luogo di conservazione culturale può esistere, oltre ad una biblioteca?

Una disfatta su tutti i fronti per l’amministrazione Caligiore. Dall’interruzione del servizio di prestito intersistemico, fermo ormai da mesi, ai libri acquistati nel 2018 e tenuti negli scatoloni, fino ad arrivare, ultimo ma non meno importante, alle condizioni strutturali ed igieniche dei locali. Gli utenti sono costretti a visitare un luogo dove polvere e sporcizia la fanno da padrone e gli operatori costretti a lavorare in un posto completamente insalubre, mettendo a repentaglio la loro salute fisica. Per non parlare delle infiltrazioni di acqua che continuano, senza controllo alcuno, a logorare le strutture portanti di Palazzo Antonelli, sede di tutti gli uffici comunali. Altra piaga, quella della muffa che sta ormai attaccando i volumi collocati sugli scaffali. Il degrado e l’abbandono di un patrimonio pubblico merita delle risposte e noi di Cives le pretendiamo da chi ha causato tutto questo. Dov’è l’amministrazione che si era presentata come l’alternativa rivoluzionaria per Ceccano? E dov’è l’assessore tanto attento alla cultura? Gli slogan di quattro anni di nulla ci hanno lasciato questo scempio.

Tante le occasioni da sfruttare per ottenere fondi; presentare progetti di riqualificazione del patrimonio è vitale. L’obiettivo deve essere quello di riportare Ceccano realmente al centro del sistema bibliotecario con eventi all’altezza e un’attenzione mirata, utilizzando anche in maniera strategica la rete associativa, da mettere a sistema con le professionalità già in forze alla biblioteca comunale. Fondamentale sarà comunicare le volontà di Ceccano all’interno delle occasioni opportune, a differenza di chi ha quasi sempre disertato appuntamenti come le riunioni del Sistema Bibliotecario. Una biblioteca come la “De Sanctis” è un bene per tutti i nostri cittadini e crediamo sia fondamentale anche come realtà sociale sul territorio.

Come Cives intendiamo lanciare una sorta di rubrica di segnalazione dell’inconsistenza amministrativa dell’ex Sindaco Caligiore, partendo proprio da un punto nevralgico come la biblioteca, per proseguire con le nostre proposte sui temi più impellenti per la nostra città. Proseguiremo con tante altre iniziative propositive, per la popolazione e per il risveglio di un Comune che viene da un letargo politico-amministrativo inaccettabile.

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I danni dell'inquinamento...#intantomidifendo

N.DeGasperis intervista dottorMontano 350 minOspite del Centro polispecialistico, Clinimed di Ceccano, una rappresentanaza della Redazione di UNOeTRE.it ha potuto seguire una sessione di screening del programma Fast e ha intervistato medici e studenti. Ignazio Mazzoli, Nadeia De Gasperis e Angelino Loffredi hanno in contrato il dottor Luigi Montano, uroandrologo e la dottoressa Sebastana Pappalardo, genetista, per conoscere nel dettaglio (raccolto nei video che seguono) lo scopo e la metodologia dello studio pilota che, coordinato dalla Asl di Salerno e promosso dal Ministero della Salute, deve indagare come l’inquinamento modifichi e danneggi il liquido seminale in particolare dei giovani che abitano nei SIN più inquinati. Partendo da misure individuali, dunque, e conoscendo i segni più precoci di danno che si riconoscono appunto a partire dagli spermatozoi.

In questo appuntamento, per noi straordinario, abbiamo incontrato insieme al Dott. Luigi Montano e la Dottoressa Sebastiana Pappalardo anche la Dottoressa Antonella Del Brocco di Clinimed, le biologhe Chiara Parisella e Sabrina Casale. Nei video trioverete anche le convinte risposte dello studente Antonio Pirollo.
Il programma Fast coinvolge 450 ragazzi di tre aree del paese ad elevato impatto ambientale: 150 residenti nella Terra dei fuochi (Comuni a nord di Napoli), 150 nel Sito di interesse nazionale di Brescia-Caffaro e altrettanti nel Sin Valle del Sacco (Roma-Frosinone). La ricerca punta anche ad individuare opportune diete detox a base di prodotti bio provenienti alle filiere dell'agroalimentare italiano di qualità.
«In attesa dei tempi del disinquinamento del pianeta o di misure di riduzione dell’inquinamento territoriale, il nostro hashtag, sostiene il prof. Montano, è #intantomidifendo.»

La presenza del SIN Valle del Sacco conferma ancora una volta la situazione di disastro ambientale di questa zona dove molti di noi vivono. Il dottor Montano non esita a definire l’inquinamento di questa Valle come uno dei peggiori d’Italia. Nelle video interviste sono illustrate le finalità della ricerca per tutelare al meglio la salute dei popoli inquinati, ma resta fondamentale l’eliminazione della causa di questa ferita del territorio Laziale ed in particolare ciociaro. Bisogna smetterla d’inquinare e iniziare una vera e concreta azione di disinquinamento in primo luogo del fiume Sacco e delle culture agroalimentari che sulle sue sponde germogliano, crescono e si riproducono. Per questo motivo sottolineiamo che solo Il 24 Giugno 2019 prende il via il processo istruito presso il Tribunale di Velletri sin dal 2010. Tanti rinvii, verifica in Corte Costituzionale per alcuni articoli di Legge sulle prescrizioni, lento riavvio del dibattimento, calendarizzazione delle udienze. Ora la magistratura riesce a muoversi verso la definizione del primo grado di giudizio.LoStaffdel dottor Montano gli studenti presso Clinimed Ceccano min

Francamente, tardi e lentamente interviene la giustizia senza sapere oggi come andrà a finire. Abbiamo già scritto su queste colonne che la vicenda della Valle del Sacco va portata in Parlamento per almeno tre ragioni irrinunciabili: perché le istituzioni non ascoltano le popolazioni che si ammalano e non delibera di conseguenza alle loro esigenze? 2 – perché non sono bloccati gli sversamenti industriali nelle acque del fiume? 3 – per far conoscere chi siano nel procedimento giudiziario come negli altri interventi delle amministrazioni locali i soggetti riescono a rallentare o bloccare ogni verifica e sanzione? Ancora una volta sollecitiamo, qui, la discussione alla Camera dei Deputati della Mozione presentata dalla deputata Rossella Muroni.

Torniamo al nostro mercoledì 15 presso la Clinimed. Il dottor, Luigi Montano uroandrologo salernitano e padre di questa ricerca, che ormai si svolge in molti paesi al mondo, e coordinatore dei progetti Fast ed Eco-Food-Fertility illustra:

«Si parte dall'analisi della fertilità dei ragazzi tra i 18 e i 22 anni residenti in aree a forte impatto ambientale per capire come controbilanciarne gli effetti sulla salute attraverso l'adozione di corretti stili di vita e una sana alimentazione». Il liquido seminale diventa un’eccellente una spia della pulizia dell’ambiente.

La proposta di screening fu presentata inizialmente a studenti e studentesse delle classi quinte di tre istituti superiori di Colleferro, in provincia di Roma. L'incontro si svolse nell'aula magna del tecnico "Cannizzaro" alla presenza dei dirigenti scolastici dei tre istituti, del sindaco di Colleferro Pierluigi Sanna, e della docente dell'università La Sapienza di Roma Margherita Eufemi.
Anche le scuole della provincia di Frosinone sono coinvolte, in particolare ad Anagni, Ferentino Frosinone e Ceccano. Le ricerche mirano non solo a valutare il danno eventuale da inquinamento, ma vogliono dare una risposta su come controbilanciare gli effetti del vivere in cattivi contesti ambientali con modifiche dello stile di vita e alimentari. Si può dire che si tratta di “bonificare l'uomo inquinato”? Forse si. E’ un tipo d’intervento che ci risulta essere il primo esempio al mondo di una ricerca calata sul territorio per dare risposte pratiche che rappresentano anche indirizzi per nuovi modelli di valutazione dell'impatto ambientale sulla salute e di prevenzione a partire dalla fertilità, indicatore principale della salute.

Una volta selezionato il campione, i ragazzi, dopo aver firmato i consensi di rito sono sottoposti a visita andrologica e nutrizionale, e ricevono ulteriori informazioni attraverso incontri e schede. Vengono quindi sottoposti ad esami del sangue, delle urine, del capello e, soprattutto, del liquido seminale, sul quale saranno condotti dallo staff di ricercatori una serie di esami che mirano a valutare il numero, la morfologia e la motilità degli spermatozoi, oltre a misurare i livelli di biomarcatori di dose efficace (elementi in traccia, metalli pesanti) e i livelli di biomarcatori di effetto (Stato Redox, Psa, epigenetica).
«Non aspettiamo la conta dei danni, afferma Montano, vorremmo prevenirli e quindi proponiamo nel concreto alla sanità pubblica un cambio di paradigma nell’approccio alla prevenzione, partendo dall’età più vulnerabile come la fase adolescenziale e dallo studio del sistema riproduttivo che è precoce rilevatore della salute ambientale e generale». Ribadisce questo concetto «noi andiamo OLTRE la feritlità, partendo proprio da questa».

Le interviste video, proposte da Nadeia De Gasperis, le abbiamo suddivise in tre per rendere agevole la ricerca delle risposte dei singoli intervistati, la dottoressa Pappalardo, lo studente Pirollo e il dottor Montano. I video sono a cura di Ignazio Mazzoli

 

La Dott.ssa Sebastiana Pappalardo

 

Lo Studente Mario Pirollo

 

Il Dott. Luigi Montano

 

 

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I danni dell'inquinamento atmosferico

inquinamento atmosferico 350 260 minDott. Arturo Gnesi - Relazione Gnesi sul rischio ambientale

Lo scopo di questa sintesi è il tentativo di formulare un giudizio veritiero, attuale e scientifico sui possibili danni che l'inalazione di cattivi odori provoca sulla salute dei cittadini. La scienza non è un dogma e la discussione su questi argomenti non può essere vincolata da pregiudizi o peggio ancora dall'ignoranza. La preoccupazione per la sorte del territorio non può essere scambiata per populismo e il ragionamento sul futuro della nostra terra non può essere visto come una banale strumentalizzazione per fini elettorali. La scienza ci può aiutare solo se siamo uomini e sindaci liberi. Liberi dalle logiche del potere e liberi dagli affari. Già i dati a disposizione sono pochi, spesso frammentari e non adeguatamente verificati con studi mirati di biotecnologie, di genetica o di immunoistochimica. Dobbiamo avvalerci di ricerche epidemiologiche che hanno tuttavia il merito di precisare alcuni concetti che nessuna decisione politica o strategia aziendale può ignorare.

Lo stesso Antonio Giordano, oncologo napoletano, direttore dell'Istituto Sbarro di Filadelfia, che ha pubblicato sulla rivista "Cancer biology and therapy", uno studio epidemiologico su cancro e rifiuti ha sottolineato che la "rete di sorveglianza sanitaria" si basa sulla compilazione di apposite schede da parte di medici di medicina generale, un compito non sempre ottemperato con zelo. Inoltre la diagnosi di cancro viene accertata con i dati che confluiscono all'istituto superiore di sanità attraverso i registri di tumori accreditati, tuttavia non ancora operativi in tutte le regioni. Lo stesso autore su" Journal of experimental clinical cancer research" ha mostrato che esaminando le schede di dimissioni ospedaliere in Campania è emerso che tra il 2002 e 2005 il numero dei tumori della mammella nella fascia di età tra i 25 e 44 anni è stato sottostimato del 26.5 per cento.

Il progetto SENTIERI (studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio di inquinamento) ha stabilito che la contaminazione ambientale causa con certezza o elevata probabilità un danno alla salute. Questi dati sono ormai basilari anche per l'organizzazione mondiale della sanità che coinvolge esperti in varie discipline per approfondire le conoscenze sui siti ad "alto rischio di crisi ambientale". Anche le discariche e gli inceneritori oltre che gli impianti siderurgici e petrolchimici, l'industria chimica, le miniere, i porti, sono state sottoposte all'analisi tra i fattori di rischio e la mortalità dei residenti attorno si siti e nel 2010 è stato pubblicato il primo rapporto. Se aumenta l'inquinamento aumentano i tumori anche tenendo conto della eterogeneità dei fattori di rischio, dei tempi di esposizione, della natura multifattoriale di tante patologiei del contesto socio-economico.

 

Oltre allo studio SENTIERI nel 2010 è stato effettuato il progetto SESPIR (sorveglianza epidemiologica sullo stato di salute della popolazione residente intorno agli impianti di trattamento rifiuti) che ha interessato anche il Lazio e gli impianti di Colfelice e di Roccasecca. Lo studio oltre ad evidenziare un aumento di patologie tumorali nella popolazione che vive nelle zone circostanti fa una proiezione su una situazione virtuale al 2040 che prevede una riduzione del 10% dei rifiuti prodotti, una raccolta differenziata/compostaggio al 70% e un divieto di conferire in discarica un rifiuto indifferenziato tal quale. In quest'ultimo caso la popolazione esposta alle particelle inquinanti diminuirebbe sia intorno alle discariche che agli inceneritori mentre rimarrebbe invariato la situazione attorno agli impianti di t.m.b. Comunque sarebbe rilevante il beneficio per la popolazione che vedrebbe una drastica riduzione dell'incidenza di tumori e patologie cardiovascolari e respiratorie.

Per il Lazio, in modo particolare è stato realizzato il rapporto ERAS (epidemiologia, rifiuti, ambiente, salute) che ha valutato le emissioni in aria degli impianti e il loro effetto sulla popolazione esposta. Sono state considerate oltre 242 mila residenti entro un raggio di 5 chilometri dall'impianto per il periodo 1996-2008 prendendo come riferimento l'idrogeno solforato per le discariche, le polvere fini (pm 10) per i termovalorizzatori e un inquinante generico per i t.m.b. "Tra gli uomini residenti in zone a più alte concentrazioni di idrogeno solforato risultano livelli di ospedalizzazioni più elevati per malattie del sistema respiratorio (+ 26%) e tumore della vescica (+59%) rispetto a coloro che risiedono in aree a basso impatto potenziale. Tra le donne più esposte si sono osservati livelli di ospedalizzazioni più elevati per asma (+ 62%) e malattie del sistema urinario (+ 27,%)." Pag 12 rapporto Eras pubblicato aprile 2013.

 

Ma la situazione reale non è così rosea e rassicurante e molta confusione viene fatta attorno alle emissioni olfattive che a prescindere da qualsiasi altra considerazione che viene riportata successivamente comunque svalutano i beni immobiliari, favoriscono l'abbandono dei luoghi e abbassano gli investimenti locali impoverendo di fatto i paesi interessati. La valutazione delle molestie olfattive non è di facile soluzione ma l'APAT (agenzia di protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici) in collaborazione con il politecnico di Milano e l'università di Brescia ha condotto uno studio in materia di odori per stabilire i valori limite delle emissioni e attuare norme tecniche per la misurazione oggettiva. Le emissioni inquinanti possono contenere sostanze cancerogene, teratogene e mutagene che dovrebbero essere contenute dai biofiltri.

Ma chi di noi può escludere che attorno all'area dell'impianto di Colfelice o alla discarica di Roccasecca non vengano respirati sostanze, quali l'idrogeno solforato, il solfuro di carbonio, il dimetilsolfuro, il metilmercaptano, l'etilmercaptano, l'isopropilmercaptano, il butilmercaptano, l'acido acetico, il propionico, il butirrico, il valerico, l'esanoico, la metilammina, la dimetilammina, la trimetillamina, l'ammoniaca, la formaldeide, l'acelaldeide, l'acroleina,la butirraldeide, solo per fare alcuni esempi. E l'obbligo di adottare misure adeguate per contenere polveri ed odori sec dlgs 22/97 art 27 e 28 è rispettato? L'odore è misurato in unità odorimetriche secondo la normativa europea prima EN 13725 e forse ci saranno ulteriori norme di olfattometria dinamica, ma chi di noi è stato informato?

In Germania la normativa prevede dei limiti di immissione degli odori che per non risultare molesti in una zona residenziale non devono superare il 10% della durata della giornata. Da noi questo limite a quanto viene elevato? L'odore non è una ricezione passiva del nostro organismo, ma una stimolazione di recettori neuro-sensoriali che trasmettono l'impulso al sistema nervoso centrale e da qui trasmesse al talamo, all'ipotalamo, al mesencefalo, al ponte e al midollo spinale. L'organismo si difende adattandosi allo stimolo periferico dell'odore, riducendo il fastidio, ma non dimentichiamo che Valori Limite di Soglia (TLV) a volte sono al disotto della soglia olfattiva .lp Rappresentiamo l'ultimo baluardo della democrazia, attorno a noi ci sono giochi di potere,ricatti,compromessi e soprattutto le lobby finanziarie che badano solo ai propri interessi. Di chi dobbiamo fidarci? Questa terra è stata vittima dei traffici illeciti e dello smaltimento illegale di rifiuti tossici ma le dichiarazioni rilasciate alla commissione parlamentare nel 1997 sono rimaste secretate per almeno 15 anni. Se guardiamo a quello che accade ai giorni nostri basta leggere le inchieste di Pino Ciociola sul quotidiano "Avvenire" per capire che ancora c'è gente che lucra avvelenando l'ambiente e causando danni alla popolazione.

Se consideriamo le vicende che ci riguardano da vicino, leggiamo che il presidente del c.d.a. della MAD nel maggio scorso (tg24 info news 8/5/17) "ha escluso qualsiasi fenomeno di inquinamento delle matrici ambientali che possa essere stato causato dalla discarica" Inoltre, nello stesso comunicato, si fa riferimento ad un procedimento penale in corso a carico del proprietario della MADI danni derlll'inquinamento atmosferico. Andando a leggere i resoconti della cronaca si viene a conoscenza che era sotto processo per avere tentato di comprare un perito incaricato dal tribunale di Gela di effettuare una perizia sul petrolchimico della stessa città per valutarne le conseguenze dell'inquinamento. Il professionista in questione, Massimo Colonna, aveva registrato il colloquio e poi si era rivolto alla magistratura. Abbiamo a disposizione tanti dubbi e poche certezze e proprio per questo motivo dobbiamo pretendere informazioni chiare e decisioni responsabili a difesa del territorio e della popolazione, ma soprattutto del futuro che noi ci siamo impegnati di consegnare salubre e integro alle nuove generazioni. Contro chi si ostina a sostenere che la puzza, non è tossica noi rispondiamo che di certo non è un diritto e né dev'essere una condanna per il nostro territorio. Dobbiamo pretendere ed ottenere informazioni corrette e strategie precise perché il nostro compito è prima di tutto tutelare la salute dei cittadini e difendere la natura.

Per concludere faccio riferimento alle finalità del parco naturale "Monti Ausoni e lago di Fondi" che ha acquisito un'area a poche centinaia di metri dall'impianto che con una strategia di lungo periodo dovrebbe agire per "la tutela degli elementi di naturalità, dell'integrità fisica e dell'identità culturale del territorio". Chiedo se tutto questo è conforme alle risorse e alle strategie intraprese dalla stessa Regione Lazio.

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Danni per buca stradale: come fare richiesta di risarcimento?

buca stradale 350 260di Stefania Manservigi di money.it - La manutenzione delle strade italiane non è purtroppo sempre impeccabile, e si rischia spesso di incorrere in guasti o danni al proprio veicolo. Come chiedere il risarcimento? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

A tutti sarà capitato di imbattersi in strade piene di buche o crepe, pericolose per chi si trova alla guida di un veicolo.
La manutenzione delle strade italiane, infatti, non è purtroppo sempre impeccabile e, a causa del maltempo, la situazione nell’ultimo periodo è peggiorata.
Le piogge e le nevicate dell’ultimo mese hanno rovinato ancora di più il già spesso provato manto stradale, mettendo in pericolo la sicurezza di automobilisti, motociclisti, ciclisti e anche pedoni.
Qualora si riportasse un danno a causa delle condizioni del manto stradale è possibile tuttavia chiedere il risarcimento dei danni all’ente che ha la gestione (e quindi la responsabilità della manutenzione) del tratto stradale interessato.
Come fare? Ecco tutto quello che c’è da sapere.


Come chiedere il risarcimento danni per buca stradale?
E’ possibile richiedere il risarcimento dei danni per buca stradale alla Pubblica Amministrazione proprietaria o che gestisce il tratto stradale in tutti i casi configurati come danni da insidia. Si intendono danni da insidia tutti quei danni economici causati delle condizioni del manto stradale, della presenza di materiale pericoloso, di griglie e tombini rotti, di marciapiedi sconnessi, di guardrail non in sicurezza, di crollo di alberi o piante, di mancanza di segnaletica.
In questi casi cosa bisogna fare? Per chiedere il risarcimento occorre inviare una richiesta di risarcimento danni tramite raccomandata all’ente proprietario della strada, in quanto la Pubblica Amministrazione (come riconosciuto anche nella sentenza n.15384/06 della Cassazione) ha una responsabilità oggettiva per i beni demaniali in custodia.
Il danneggiato dovrà dare prova dell’evento subito, e del fatto che lo stesso sia derivato da una situazione di pericolo oggettivo. A tal proposito è utile allegare alla richiesta eventuale documentazione fotografica delle buche, e una testimonianze o il verbale delle autorità qualora queste fossero intervenute. Nel caso di danni a cose o persone occorre inoltre allegare anche referti medici e/o preventivi di riparazione di carrozziere, gommista o meccanico.
Va premesso che, in ogni caso, i tempi per il risarcimento tendono ad essere piuttosto lunghi.

Il risarcimento è sempre previsto?
Prima di inoltrare una richiesta di risarcimento danni per buca stradale, va tuttavia ricordato che il risarcimento non è sempre previsto.
La Pubblica Amministrazione, infatti, non è tenuta al risarcimento qualora riesca a provare che il danno sia stato causato da un comportamento del danneggiato.
Non sono risarcibili nemmeno i danni causati da eventi imprevedibili, come temporali violenti, nubifragi, calamità naturali con particolare intensità ed eccezionalità.
La responsabilità della Pubblica Amministrazione è esclusa anche in caso di presenza di un cantiere stradale in cui l’area è recintata e affidata alla custodia dell’impresa che ha l’appalto, che risponderà dei danni.

20 Marzo 2018

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Frusone, M5S. Il dramma degli incendi: disamministrazione ed esternalizzazioni portano solo danni

incendio livedall'Ufficio stampa del Deputato luca Frusone, M5S - In questi giorni la Ciociaria come gran parte d’Italia è assediata dalle fiamme. Diversi monti, tra cui spicca l’amata Monna, sono stati violentati dal fuoco. Un territorio, quello ciociaro, abituato ai roghi estivi ma mai così tanti e mai tutti insieme.
Questa calamità per il Deputato Luca Frusone dei 5 stelle ha però delle responsabilità oggettive: «si è letto in questi giorni e probabilmente gli investigatori sono già all’opera per risalire agli artefici di questo crimine contro la natura e un’intera popolazione, per questo auspico un’indagine che non tralasci nulla perché il danno è incalcolabile, non solo dal punto di vista paesagistico, economico o naturale ma persino per la nostra salute. In una Provincia tristemente famosa per le polveri sottili non solo vengono divorati alberi che aiutano all’abbattimento delle polveri ma con la combustione contribuiscono ad aumentare la presenza di polveri, 2 danni in uno e chiunque sia stato avrà sulla coscienza anche la salute dei ciociari».

Ma il Deputato non si sofferma solo a chi materialmente ha appiccato gli incendi: «Il problema è comunque a monte e di natura politica. Il dramma degli incendi sta facendo capire come la disamministrazione e le esternalizzazioni portano solo danni. Un Paese normale avrebbe tutta la flotta dei mezzi antincendio gestita dallo Stato e non appaltata a compagnie private su cui ora aleggiano molti dubbi, un Paese normale non smantellerebbe un Corpo Forestale per risparmiare meno di 100 milioni per poi veder bruciato il 20% il patrimonio boschivo nazionale, un Paese normale, visto che tra incendi e terremoti sono sempre chiamati ad agire non trasformerebbe il Corpo dei Vigili del Fuoco in corpo di serie B, sotto organico e al collasso costretto a voltare le spalle al Ministro dell’Interno durante una cerimonia per poter essere ascoltato. Accade questo in Italia, per riforme stupide e mal scritte, per una prevenzione che non esiste, per un abbandono forzato dell’agricoltura e per potersi spartire come al solito i 30 denari». Secondo il Deputato poi l’Italia avrebbe le competenze industriali per creare nuovi assetti per l’antincendio e le risorse umane per salvaguardare l’intero patrimonio boschivo: «Sono anni che come 5 Stelle lavoriamo a queste misure per rafforzare i Corpi e avere anche mezzi, persino costruiti da noi e non comprati in Canada, per diventare un esempio da seguire nella lotta agli incendi ma come opposizione rimaniamo inascoltati. Avendo le idee chiare su cosa fare chiediamo solo l’opportunità di poterle realizzare una volta al Governo di questo Paese in fiamme».

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PCI. I danni all'ambiente nel frusinate

  • Pubblicato in Partiti

Bandiera pci 350 260da PCI Frosinone - L’inquinamento si sa che è una tematica molto sensibile attualmente e risulta essere una piaga sociale piuttosto rilevante a livello globale. Non bastano le campagne promozionali per invogliare ad un risparmio energetico e ad adottare uno stile di vita sostenibile, nel rispetto dell’ambiente e dell’intero ecosistema. Purtroppo la nostra provincia, in termini di inquinamento non è seconda a nessuno, tant’è vero che le si da il triste appellativo di “terra dei veleni”. Essendo nell’entroterra e circondata dai monti, geograficamente non si colloca in una posizione favorevole per il ricambio dell’aria, quindi è facile immaginare che la qualità di quest’ultima è davvero pessima.

Diversi comuni si sono attrezzati per la rilevazione delle polveri sottili (le cosidette pm 10) ed anche in questo periodo i valori registrati sono vicini alla soglia massima di sforamento: si parla all’incirca di cinquanta microgrammi per metro cubo. Il dramma ambientale della provincia di Frosinone sconta anche un lungo periodo in cui molte imprese hanno illecitamente interrato rifiuti tossici, senza che la politica locale facesse adeguati controlli per evitare tutto questo. E’ vero che la concentrazione del settore manifatturiero da un lato giova alla nostra provincia poiché ha offerto e continua a offrire posti di lavoro, ma questo non significa che le fabbriche possano inquinare indiscriminatamente. Inoltre, ad aggravare la tossicità dell’ambiente ci sono anche due impianti di smaltimento rifiuti presenti nel giro di pochi chilometri: la SAF di Colfelice ed il termo combustore di San Vittore del Lazio, già tristemente famoso nelle cronache correnti in quanto un’indagine dell’Arpalazio ha fatto registrare un livello di contaminazione delle acque sotterranee, nelle vicinanze del sito, per alcuni parametri superiore ai livelli consentiti.

Anche nella Valle del Sacco la situazione non è migliore: dalle rilevazioni effettuate il fiume ciociaro ha evidenziato valori di cromo, diossina e plutonio superiori alle concentrazioni consentite e la cosa più grave è che ancora viene utilizzato per l’abbeveramento di persone e bestiame, nonché per l’irrigazione dei campi. Non è esente da note di demerito nemmeno il cassinate, che oltre ad essere stata una terra bersagliata da seppellimenti di rifiuti speciali e da discariche abusive che continuano a spuntare come funghi nei luoghi più impensabili (tra cui anche le foreste demaniali), è sempre al centro delle notizie di cronaca per la grave situazione ambientale che la caratterizza. Addirittura risulta ancora in corso un’indagine relativa al seppellimento a venti metri di profondità di fusti di botulino provenienti dal Nord italia. Questo degrado si è scoperto soltanto da un anno in una zona a vocazione agricola, al confine tra Cassino e Sant’Elia Fiumerapido, presso il corso del canale Nocione. Difatti sono morti alcuni animali da cortile poco tempo dopo aver bevuto dall’acqua del canale, la quale era divenuta di color ruggine. L’ovvia conseguenza di questo stato di cose è un aumento vertiginoso dei casi di tumore nella nostra provincia.

Le amministrazioni locali dovrebbero proteggere i cittadini attraverso l’inasprimento delle sanzioni per chi commette questi reati, aumentando i controlli da parte della polizia provinciale e di tutti i volontari. Inoltre devono avviare al più presto le operazioni di bonifica, che devono chiudersi nei tempi più celeri possibili. Per rendere più salubre l’aria invece, potrebbe essere utile un potenziamento delle aree verdi attraverso un arricchimento della dotazione arborea e premiare tutti i cittadini che assumono comportamenti virtuosi in ambito energetico.


Il segretario del Pci Frosinone
Oreste Della Posta

 
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ONA: "Subito screening sanitario e class action per il risarcimento danni" al Trullo

ONA 350da Osservatorio Nazionale Amianto - Bomba amianto al Trullo, ONA: "Subito screening sanitario e class action per il risarcimento danni".

Amianto sui tetti dell’ex caserma Donato, al Trullo, quartiere di Roma. Sono anni che i cittadini della zona, terrorizzati dai pericoli di una bomba ad orologeria pronta ad esplodere a pochi metri dalle loro abitazioni, denunciano la loro preoccupazione. Chiedono a gran voce un intervento risolutivo in grado di porre finalmente rimedio a una situazione drammatica che, giorno dopo giorno, continua a contaminare territori, ambienti e che, ovviamente, danneggia gravemente la salute. Al loro fianco, l'Osservatorio Nazionale Amianto, da sempre in prima linea nel chiedere la rimozione di questi materiali che minacciano seriamente la salute dei cittadini del quartiere romano.

Arriva finalmente la bonifica? Il punto interrogativo è d'obbligo perché finora, ancora non si è mosso niente.
Lo scorso 21 febbraio, però arriva un atto ufficiale che porta la firma di Virginia Raggi, primo cittadino della Capitale, che ha risposto all’interrogazione dell’On.le Figliomeni, Consigliere di Roma Capitale, segnalando che per il complesso in questione, vista la riscontrata presenza di amianto «sono stati programmati i relativi lavori di bonifica a partire dal mese di marzo 2017».
Un importantissimo risultato, ottenuto anche grazie all’impegno di Fabrizio Santori, Consigliere Regionale, già Presidente della Commissione Sicurezza Urbana di Roma Capitale, che, a suo tempo era stato già nominato componente del Comitato Tecnico Scientifico di ONA ONLUS.
L’Osservatorio Nazionale Amianto, attraverso il suo presidente Avv. Ezio Bonanni ha, intanto, organizzato un servizio di assistenza psicologica, coordinato dal dr. Alessandro Ruta, che ha sottoposto a test i cittadini che ne hanno fatto richiesta.
Al di là dei danni alla salute, provocati dalle fibre di amianto, sono state riscontrate anche problematiche di natura psicologica, in alcuni casi stati di ansia e di depressione, e in altri il disturbo post traumatico da stress.
L'ONA, intanto, annuncia una serie di richieste e azioni:
• sollecita bonifica dei materiali di amianto;
• screening sanitario per tutti i cittadini residenti nelle zone limitrofe ed esposti all’agente killer;
• assistenza psicologica;
• risarcimento dei danni.

 
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Contributi per i danni da calamità naturali

Aula di Montecitorio 350 260dall'Ufficio Stampa del Deputato Nazzareno Pilozzi, PD - “Finalmente le spese sostenute per far fronte ai danni conseguenti alle calamità naturali potranno essere escluse dal patto di stabilità interno dei Comuni”: la notizia proviene da Nazzareno Pilozzi, deputato del Partito Democratico e componente della Commissione Bilancio.

“Martedì scorso, la commissione Bilancio della Camera ha approvato – riformulandolo sulla base delle indicazioni emerse in fase di discussione – un emendamento da me presentato secondo cui le risorse economiche che i Comuni investiranno per riparare i danni conseguenti le calamità naturali avvenute quest'anno, come ad esempio i tanti alluvioni che stanno flagellando anche il nostro territorio, saranno escluse dal patto di stabilità interno che pone oggi grandi limiti alla capacità di spesa delle Amministrazioni locali, anche quelle più virtuose”.

“Con la Legge di Stabilità attualmente in discussione, inoltre, il Governo ha previsto un ulteriore stanziamento di 100 milioni in favore del fondo nazionale per le calamità naturali, risorse importanti che segnano una svolta considerevole nelle politiche nazionali di tutela del territorio.
Grazie al mio emendamento, anche i Comuni della provincia di Frosinone colpiti nei giorni scorsi dall'alluvione, che ha purtroppo causato la morte di una persona, potranno beneficiare dei contributi finanziari stanziati dal Governo. Occorreva una risposta concreta, un cambio di rotta per iniziare a dare risposte concrete ai cittadini e questo è senza dubbio un primo passo” conclude Pilozzi.

 

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Solo danni da questa ma­nomissione degli equilibri istitu­zionali del nostro paese

Altan Costituzionedi Alfiero Grandi - La maggioranza dei senatori sem­bra determinata ad approvare le modifiche della Costituzione in­curante dei danni che questa ma­nomissione degli equilibri istitu­zionali del nostro paese, insieme alla nuova legge elettorale, provocherà nel già malandato funzionamento della nostra democrazia.
Parto da un episodio minore accaduto pochi giorni fa. La Camera ha approvato quello che molti definiscono un tentativo di mettere un bavaglio alle intercettazioni e un limite alle indagini della magistratura. Non è un provvedimento di cui il governo possa andare fiero, tuttavia l’aspetto che mi interessa sottolineare è che il Ministro Orlando, per cercare di ammorbidire le dure critiche, provenienti soprattutto dalla magistratura, ha promesso che in seconda lettura il Senato potrà cambiarne alcuni aspetti. E’ un comportamento molto fre­quente. Governo e parlamento perfezio­nano spesso in seconda lettura testi altrimenti inaccettabili o quanto meno im­perfetti.
E’ uno dei modi in cui hanno funzio­nato le garanzie democratiche nel nostro paese: una prima lettura di massima delle leggi e il loro perfezionamento nella se­conda. In futuro le leggi verranno appro­vate senza la doppia lettura che resterà solo per casi rarissimi e fermo restando che la Camera potrà sempre confermare in con­clusione la sua versione della legge. Natu­ralmente si possono scegliere altri sistemi di garanzia e cercare un nuovo equilibrio, a partire dalla possibilità che fiducia e sfi­ducia verso il governo siano attribuite alla sola Camera dei deputati. Quindi la que­stione non è difendere la situazione attuale ad ogni costo, in particolare il ruolo attuale del Senato, ma sostituire ad un sistema di garanzie altre garanzie, altrimenti è una mera sottrazione. La manomissione della Costituzione che porta le firme di Renzi e Boschi non crea un nuovo equilibrio demo­cratico, basato su pesi e contrappesi, anzi prospetta una Camera sproporzionata ri­spetto al senato (630 contro 100) che, di­ventando di fatto l’unico organo di rappresentanza che dà la fiducia ­o la to­glie ­al governo, per di più viene eletta con un sistema ipermaggioritario che consegna al partito vincitore delle elezioni tutto il po­tere. Se poi il vincitore è anche in grado di decidere liste ed eletti grazie alla doppia veste di Presidente del Consiglio­ segretario del Pd il gioco è fatto: la Camera diventa totalmente subalterna al governo, ribal­tando i principi della nostra Costituzione. Inoltre il vincitore delle elezioni deciderà di fatto il Presidente della Repubblica e influenzerà pesantemente la composizione della Corte costituzionale e del Csm.
Alla fine di questo percorso decisionale il “capo” del governo diventerà l’unico vero decisore, senza possibilità di essere contraddetto, almeno non prima delle nuove elezioni. Per completare questo disegno autoritario ed accentratore viene modificato in profondità anche il titolo V che attribuisce poteri alle Regioni e ai Comuni. Per fare un esempio, le Regioni hanno promosso un referendum abrogativo della legge del governo che autorizza trivelle a gogò, ma in futuro con la nuova divisione dei poteri questo diventerà pressochè impossibile perché le Regioni perdono sostanziali poteri sul territorio. Inoltre la RenziBoschi, non appagata da questo accentramento, ha pensato bene di imporre tempi prefissati per l’approvazione dei provvedimenti del governo, norme che si aggiungono ai decreti legge che già la fanno da padrone nei lavori parlamentari. Così non solo la Camera sarà subalterna al governo per effetto del sistema elettorale ma dovrà lavorare con i tempi e le modalità decise dal governo.
Sorge un altro serio problema. La Corte costituzionale ha sanzionato pesantemente la legge elettorale (porcellum) con cui è stato eletto questo parlamento. E’ vero che gli atti decisionali adottati fino alla sentenza della Corte sono stati fatti salvi. Tuttavia in seguito alla sentenza della Corte un poco di prudenza nei comportamenti di questo parlamento non avrebbe guastato. Può un parlamento eletto con un premio di maggioranza sotto accusa decidere un nuovo premio di maggioranza che potrebbe perfino essere maggiore di quello del porcellum in caso di ballottaggio? Può modificare la Costituzione introducendo un premierato forte (anzi fortissimo)? Non dovrebbe ma lo sta facendo, dimenticando che modifiche della Costituzione così impegnative dovrebbero avvenire attraverso una rappresentanza effettiva quindi proporzionale delle posizioni politiche e culturali presenti nel paese. Senza dimenticare che queste modifiche contraddicono lo spirito della Costituzione vigente, nata dalla Resistenza.
E’ un fatto molto grave e serio quanto sta avvenendo e riguarda la democrazia del nostro paese. Purtroppo il Pd sembra non rendersi conto dei guasti che provocheranno queste decisioni. Purtroppo le speranze destate dall’opposizione a queste scelte da parte di esponenti del Pd oggi sembrano rientrate nella logica della prevalenza dell’accordo interno al partito, che su questioni come la Costituzione non dovrebbe prevalere. Si finge di non vedere l’esplicito soccorso al governo (Verdini e c.) a sostegno di queste modifiche da parte di settori del centro destra. La ragione è chiara, in fondo queste scelte del governo sono largamente ispirate ad una logica di accentramento del potere per far passare, piaccia o non piaccia, scelte politiche che hanno visto sempre più nel mirino i sindacati e hanno sposato il punto di vista delle imprese, imponendo sacrifici e rinunce ad alcuni e vezzeggiando altri. Le scelte autoritarie servono a questo. Se si vogliono dare soldi alle imprese occorre tagliare la spesa sociale e l’accentramento decisionale è l’unico modo per imporre le scelte, o almeno per provarci. Del resto nella scuola un grande e forte movimento unitario ha subito l’onta dell’approvazione di una legge che non voleva. Ora che può fare il mondo della scuola, se non vuole subire, se non opporsi con gli strumenti che restano a disposizione? Per questo occorre considerare seriamente il ricorso ai referendum per tentare di bloccare questo disegno di stabilizzazione moderata, di cui purtroppo il Pd di Renzi è protagonista.
Lo spiazzamento in questa situazione è determinato dal fatto che politiche moderate e conservatrici vengono sostenute da chi dovrebbe costituire parte importante del centro sinistra e il Pd sta subendo un’evidente e preoccupante deriva moderata.
Troppi pensano che i problemi del funzionamento istituzionale siano della casta. E’ un errore gravissimo, in parte effetto della propaganda dei gruppi dominanti che sperano in questo modo di allontanare ancora di più i cittadini dalla vita politica e da ogni velleità di partecipazione, in modo da lasciare campo libero alle tecnocrazie e alle classi dominanti del paese, secondo una linea che vuole definire chi governa e chi è governato, punto e basta.
Le forme della rappresentanza parlano della democrazia, delle forme di partecipazione, della vita delle persone. Lungo il sentiero immaginato da Renzi la governabilità è tutto, la partecipazione e la possibilità di contrastare scelte non condivise non ha alcuna importanza. Eppure i padri costituenti avevano immaginato una democrazia com plessa, con contrappesi, tale da favorire la partecipazione delle classi sociali, in particolare di quelle subalterne, alla vita politica e alle decisioni. Qui cambia tutto, l’astensione viene data per scontata, la partecipazione che serve è quella che consente di scegliere all’interno della classi dominanti chi deve governare e basta. Quindi l’astensionismo crescente non è visto come un problema, anzi peggio viene considerato costitutivo di una democrazia matura.
L’assetto istituzionale che Renzi disegna serve alla stabilizzazione dei poteri dominanti, quindi ritenere che sia un problema di altri vuol dire lasciare campo libero a questa manovra e subirne gli effetti futuri. Purtroppo il Pd si è ricompattato su queste scelte istituzionali. La minoranza ha accettato un terreno di compromesso che non ha risolto alcunché e di fatto si è consegnata alla maggioranza renziana. Non c’è affatto la certezza che i senatori verranno eletti dai cittadini perché il pasticcio linguistico dell’emendamento condiviso anche dalla minoranza del Pd non garantisce il diritto dei cittadini di eleggere i senatori perché questo potere è a mezzadria con i consigli regionali e rinviato ad una futura legge di cui nulla è dato sapere. Inoltre resta la sostanza di un Senato ridotto a dopolavoro, tranne che per l’immunità, con troppo pochi componenti rispetto alla Camera e con una drastica riduzione dei poteri. Non si tratta di difendere acriticamente il ruolo attuale del Senato quanto della pretesa di conoscere quali garanzie sostituiranno quelle esistenti, in corso di smantellamento. Questa risposta non c’è ed è per questo che al referendum confermativo sulle modifiche costituzionali occorre organizzare il no, sia per contrastare il tentativo di ottenere un plebiscito da parte di Renzi sia per inserire il no nel contesto di un contrasto del disegno renziano, che non comprende solo le modifiche costituzionali. Questo referendum obbligherà tutti a scegliere e non impegnarsi in questa battaglia sarebbe un errore storico. Quindi occorre mettere in discussione insieme le modifiche che stravolgono la Costituzione attuale che la legge elettorale promuovendo referendum abrogativi e, se possibile, mettendo in discussione alcuni dei provvedimenti più odiosi come la legge sulla scuola e il jobs act, la legge che autorizza trivellazioni in barba alla difesa dell’ambiente.
La via referendaria è a questo punto inevitabile, non tentarla vorrebbe dire consegnare a Renzi la vittoria senza nemmeno combattere. Sulle modifiche della Costituzione il referendum ci sarà perché difficilmente, malgrado tutto, il governo otterrà i 2/3 dei voti necessari per evitarlo. Sulla legge elettorale e su altri argomenti di grande peso sociale perché è necessario che i cittadini italiani sappiano cosa accadrà per effetto della combinazione di queste leggi con le modifiche costituzionali. La modifica dei meccanismi decisionali trova infatti delle illuminanti anticipazioni in leggi che sono un’autentica forzatura della Costituzione vigente e un’anticipazione di quello che verrà, se le modifiche andranno in porto. C’è stato un tentativo di anticipare i tempi dei referendum che non ha avuto il consenso necessario. Per condurre questa sfida occorre costruire uno schieramento ampio e unitario, perché la raccolta delle firme per arrivare ai referendum che pure è impegnativa è solo il problema iniziale in quanto i referendum si promuovono per vincerli, non per fare testimonianza e quindi occorre convincere la maggioranza degli elettori che vale la pena di andare a votare, cosa non facile di questi tempi. Fin dall’inizio occorre cercare di costruire un fronte largo, unitario ed includente con l’obiettivo di convincere a votare almeno il 50% più uno degli elettori. Se i referendum vincessero arriverebbe al governo un segnale forte che ne bloccherebbe la deriva moderata. La vera questione e’ se i referendum riusciranno a diventare occasione per ridare fiducia e per promuovere una mobilitazione di massa, del resto questo e’ il carattere proprio dei referendum.
Naturalmente sarebbe importante avere anche in contemporanea lo sviluppo di una parte più costruttiva, di proposte, come la presentazione connessa alla campagna referendaria di leggi di iniziativa popolare sugli argomenti più importanti.
La proposta avanzata dal coordinamento per la democrazia costituzionale che si occupa in particolare di modifiche costituzionali e legge elettorale è di costruire per la prossima primavera una campagna per il ‘no’ al referendum sulle modifiche della Costituzione e per abrogare 2 aspetti fondamentali della legge elettorale. Anzitutto per togliere il premio di maggioranza al primo e al secondo turno e poi per ridare ai cittadini il diritto di scegliere i deputati che di fatto verranno nominati anche in futuro dai capi partito. Se a questi impegni si aggiungeranno altri obiettivi, come la promozione di referendum su lavoro e scuola, si profilerà una campagna referendaria importante e in questo ambito non va dimenticato che su proposta di un movimento Notriv e per il ricorso di 10 regioni nella prossima primavera potrebbe esserci un fronte sufficientemente ampio da costringere il governo per la prima volta a rivedere le sue scelte di merito e questo non potrebbe che essere positivo. ■

 

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