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Approvare subito le delibere del Forum giovani su Solidiamo e spazi pubblici comunali

“L’amministrazione e il consiglio approvino subito le delibere del Forum giovani su solidiamo e spazi pubblici comunali“

PalazzoComunaleFrosinone 350 260di Jacopo Nannini - L’ultima assemblea del Forum dei giovani di Frosinone ha approvato una mozione presentata da Francesco Lemma, sottoscritta da molti ragazzi e dallo stesso Vicepresidente Lorenzo Federico, contenente due fondamentali proposte da presentare all’amministrazione comunale circa il progetto “Solidiamo” e l’utilizzo dei locali comunali  della città con wi-fi per gli studenti liceali e universitari  per esami e qualunque necessità legata alla didattica a distanza. 

Con lo sblocco immediato dei fondi di Solidiamo, al netto delle storiche richieste di modifica e potenziamento del progetto, si darebbe una fondamentale boccata d’ossigeno alle famiglie in difficoltà a causa delle evidenti conseguenze economiche che il covid-19 ha portato. Aggiungendosi agli aiuti dal Governo e dalla Regione, l’accesso a questi fondi permetterebbe di avere maggiore liquidità per il pagamento del canone degli affitti per gli studenti fuorisede, l’acquisto di dispositivi informatici utili per la didattica, il pagamento di una parte delle rette universitari e molte altre spese che i giovani in difficoltà e le loro famiglie dovranno sostenere.

Queste misure di certo non hanno l’ambizione di risolvere il problema delle carenze nella tutela del diritto allo studio, ma rappresenterebbero, se accolte, un segnale importante da parte dell’amministrazione nel venire incontro alle reali esigenze dei giovani in città, in un momento in cui lo sforzo di tutte le amministrazioni deve essere accomunato dall’obiettivo di tutelare tutte quelle parti della società in difficoltà nel nome del principio di solidarietà sociale e rimozione degli ostacoli di natura economica, come la nostra stupenda ed eterna Costituzione sancisce. 

Data l’urgente necessità di tali provvedimenti, l’amministrazione e il consiglio comunale stesso devono celermente valutare queste proposte, approvate a larghissima maggioranza in un organo , come quello del Forum dei Giovani, preposto al dibattito sulle politiche giovanili.

Urge dare ascolto alla mozione presentata da Francesco Lemma e sottoscritta da tanti altri giovani, appoggiata dalla vicepresidenza e richiesta anche da numerose realtà politiche e associative sul territorio, per segnare davvero un passaggio fondamentale verso la convinzione che non siamo “tutti sulla stessa barca”, ma che ci sono parti della società che vivono momenti economicamente drammatici e necessitano più di altre un messaggio concreto di presenza da parte di una politica che ha il dovere di tutelare e ridurre le diseguaglianze in una comunità sociale che evidenzia sempre di più delle fragilità strutturali.

 

 

 

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M5S Anagni denuncia: Delibere sbagliate

M5S logo mindi Fernando Fioramonti - Delibere completamente sbagliate*. Ma stiamo scherzando? Si può governare così una città come Anagni?

A che mi riferisco? Alle delibere di giunta che sono state votate ieri dalla nostra giunta comunale. Come potete vedere dagli screenshot riportano ancora la presenza dell’ex assessore Simone Pace. Ma non si era dimesso il 14 gennaio? E perché c’è il suo nome? E perché nelle premesse delle delibere c’è scritto “con voti unanimi legalmente espressi”?

Come la mettiamo con un documento ufficiale all’interno del quale risulta aver votato una persona che invece non ci dovrebbe essere? Non è un falso in atto pubblico? Ma le cose, prima di firmarle, le leggete? Se non lo avete fatto è colpa vostra. La segnalazione agli organi competenti già è stata fatta. A forza di andare a testa alta non è che perdete di vista le cose serie? E poi gli incapaci sono i 5 stelle che governano? E voi, che avete già un’esperienza pluriennale, ancora non avete imparato come si governa una città?

Portavoce Movimento 5 Stelle - Consiglio comunale di Anagni

*Delibera sbagliata

 

 

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La donazione degli organi cammina anche qui in provincia

Trapianti di organidi Armando Mirabella - Il grande interesse sollevato dai Giovani Democratici con la campagna "Segni Particolari? Donatore di organi" è uno straordinario segno di vitalità della nostra realtà giovanile guidata nel Lazio da Martina Innocenzi e da Luca Fantini nella nostra provincia.
Si tratta di una campagna che, in sintesi, ha come primo obiettivo l'approvazione di una delibera di giunta o di consiglio comunale che consenta a tutte le cittadine ed i cittadini maggiorenni di dichiarare la propria volontà di donare gli organi trascrivendolo direttamente al rilascio o al rinnovo della propria carta d'identità. Formidabile, in questo senso, l'iniziativa di Veroli di domenica 19 ottobre con 3 ore di dibattito di altissima qualità e quasi 30 nuovi donatori al termine.
Questa campagna nel nostro paese ha un valore particolare, perché proprio in Italia deve crescere la cultura della donazione. Una donazione che per qualche caso è possibile realizzare anche da vivi. In molti paesi il prelievo, ad esempio, la donazione e la successiva conservazione del sangue da cordone ombelicale, sono diventate pratiche comuni. Il sangue del cordone ombelicale è infatti una fonte preziosa di cellule staminali ematopoietiche utilizzabili in alternativa a quelle prelevabili dal midollo osseo per curare importanti malattie del sangue (ad esempio le leucemie). Lavorare anche su questo tema, con il conseguente impegno verso la creazione in ogni ASL di equipe mediche e di infrastrutture indispensabili alla conservazione (la temperatura deve essere costantemente mantenuta al di sotto dei -150 °C tramite immersione in azoto liquido o in atmosfera di vapori di azoto) rappresenta una frontiera dell'impegno di un pezzo importante della nostra società che è il Partito Democratico.
Ma esiste una nuova frontiera dell'impegno verso la cultura del dono da vivi che deve essere esplorato. E' quello della donazione dei gameti.
Il 9 aprile 2014, a seguito del ricorso presentato dai tribunali di Milano, Catania e Firenze, la Corte Costituzionale ha sancito l'illegittimità della legge 40 del 2004 (la legge che pone una serie di limiti alla procreazione assistita e alla ricerca clinica e sperimentale sugli embrioni) nella parte in cui vieta la fecondazione eterologa: il ricorso, cioè, ad un donatore esterno di ovuli o spermatozoi in casi di infertilità assoluta
In questo modo, questa sostanziale destrutturazione della Legge 40, non ha lasciato un vuoto normativo. La Toscana, perciò, è stata la prima regione a permettere la fecondazione eterologa. Proprio la scorsa settimana, infatti, il 14 ottobre, nel reparto maternità dell'ospedale fiorentino di Careggi, è stata eseguita il primo intervento (praticato ambulatorialmente) in Italia in una struttura pubblica.
Il seme utilizzato è stato acquisito, in quantità limitata e comunque necessaria a garantire al massimo 3-4 trattamenti, da un istituto europeo, una banca del seme, accreditato ed autorizzato. E qui sta una area di impegno nella promozione della cultura del dono. La necessità di promuovere la donazione di gameti siano essi maschili o femminili. Una donazione che permette la vita, anzi tutta una vita: dal suo inizio.
Qualcosa si inizia già a muovere. Proprio in Toscana. In questi giorni, comincerà sempre al Careggi, l'attività di donazione di gameti maschili e femminili per la fecondazione eterologa. Questa donazione, assieme al ricorso alle banche del seme, rappresentano l'unica possibilità per poter assicurare una risposta adeguata alla domanda di genitorialità a cui, anche l'evoluzione della società e del lavoro, ha impedito di dare una risposta in età più giovane.

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