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I comici della destra

 CRONACHE&COMMENTI

 ...Che dell’Italia, ne farebbero un'orribile democratura

di Aldo Pirone
Meloni e salvini La Repubblica 390 minLoro pensano che gli italiani siano tutti cretini altrimenti si asterrebbero dal fare certe dichiarazioni. Che, per altro, hanno l’indubbio merito di indurre al riso, sollevandoci un po’ nel mezzo di questa pandemia infame. “Loro”, sarebbero donna Giorgia Meloni e Matteo Salvini, un duo che quando ci si mette produce gag più esilaranti di quelle di Stanlio e Ollio e Gianni e Pinotto, per non parlare dei nostrani Totò e Peppino, Franco e Ciccio e via ridendo.

Prendendo spunto da quanto detto ieri in modo netto da Draghi su Erdogan – un “dittatore” – i nostri comici si sono lanciati contro il "sultano" turco con grave sprezzo del ridicolo. La Meloni, più contenuta nella sua comicità del “bauscia” meneghino, ci ha ricordato che da anni il suo partito denuncia la “deriva autoritaria e islamista della Turchia di Erdogan”, mentre Salvini tenta l’imitazione di Luther King. “Dobbiamo decidere – dice - se noi stiamo con le libertà, con le democrazie e con i diritti civili”.

Benedetti ragazzi, ma lo sanno tutti che Erdogan pratica una concezione della democrazia uguale a quella vostra e dei vostri beniamini: Orbàn, Putin e Trump, fino a quando non l’hanno cacciato. Si chiama “democrazia illiberale” come hanno più volte spiegato sia il leader magiaro sia il semi autocrate russo. Cioè, una democrazia inesistente perché non ha in sé i princìpi liberali del rispetto della divisione dei poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario) e dei diritti delle minoranze. Un potere che perseguita gli oppositori – spesso li ammazza o li mette in carcere - chiude i loro giornali e ordina alla magistratura il lavoro sporco contro di essi. Certo, con gradazioni diverse fra paese e paese, corrispondenti alle loro tradizioni, alla loro storia, alla collocazione geografica e ai rapporti di forza con i rappresentanti della società politica e civile progressista che quel potere contestano e contrastano.

Erdogan sarebbe un vostro beniamino come gli altri sunnominati, ha solo un difetto: è islamico. A voi sta antipatico per questo non per le sue idee politiche retrograde e antidemocratiche. In fondo è nazionalista, omofobo, le donne le vuole sottomesse e i dogmi della sua religione li vorrebbe far diventare legge per tutti. Che differenza c’è con voi? E non mi pare di avervi sentito protestare contro di lui quando ammazzava i partigiani kurdi che avevano combattuto i tagliagole islamici dell’Isis. Certo Erdogan è eletto dal popolo come ci ricordano oggi i suoi diplomatici – anche Hitler prese un sacco di voti - ma questa è una storia che abbiamo già sentito proprio da parte vostra. Non fu Berlusconi e recentemente il “ganassa” a far intendere, di fronte ai procedimenti giudiziari che li hanno incalzati e incalzano, che se uno è eletto dal popolo è “legibus solutus”, ovvero sopra alle leggi che debbono osservare tutti gli altri cittadini? Perciò, le intemerate che fate oggi contro Erdogan, sono ridicole perché se foste al suo posto fareste come lui o giù di lì. Dell’Italia, ne fareste un'orribile democratura.

A lei, poi, onorevole Meloni, per simile ambizione non gliene mancherebbero gli ascendenti

Ma nella vicenda della Von der Leyen relegata sul divano, c’è un altro aspetto, più interno alla lotta che si sta conducendo nell’Unione europea e che, cari ragazzi nazional-sovranisti, vi riguarda da vicino. Molti si sono domandati perché il belga Charles Michel, presidente del Consiglio europeo, abbia accettato quella situazione. Il fatto è che nell'Ue vi sono due poteri in competizione fra loro: uno prettamente confederale e intergovernativo rappresentato da Michel, per l’appunto, l’altro, quello della Commissione europea, di natura federale che risponde innanzitutto all’Europarlamento e perciò stesso più democratico. La sedia di Michel che metteva in secondo piano il divano era sovranista e intergovernativa, proprio come le vostre posizioni sull’Europa.

E a voi piacciono le seggiole, pardon le poltrone.

 

malacoda 75

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it

 

 

 

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