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La spiaggia di Barcellona

barcellona 4 mindi Anna Elisa De Santis - «Quelli che seguono sono versi legati a un pensiero che mi preme in questi giorni, come è per tanti di noi.

Parlo della Spagna, che non è una romanticheria, ma una parte attiva del nostro presente e che rischia di bruciare la sua democrazia in un rogo assurdo, troppo forte il richiamo alla violenza di Stato con tutti i suoi esiti anche nella dinamica politica.

Ma non sono solo "fatti loro".»

 

La spiaggia di Barcellona

Alle dieci del mattino
del decimo mese dell’anno,
il dieci ottobre alle dieci,
tutti i porti d’Europa
per un’ora,
tutti i porti saranno vicino a Portal de la Pau.

Alle dieci del mattino i treni,
tutti i treni d’Europa,
piccoli vagoni tra le massicciate
aride perse tra rovi e ginestre o fulminei
in gara col cielo,
insieme muoveranno le loro ruote
come se fossero su una sola carreggiata
nella Barcelona Sants.

E’ alle dieci del mattino
che si apriranno le porte, in un attimo
si apriranno le porte di tutti i musei d’Europa
che il loro cuore porteranno
sull’altare della Sagrada familia,
perché non si senta sola, a quell’ora squarciata
nell’orologio di ogni piazza,
di ogni casa sul Lungotevere chiaro di Roma.

Il sole d’Europa
si aprirà, poco prima delle dieci del decimo mese.
Il dieci ottobre il sole d’Europa si aprirà.
Le montagne d’Austria, le Alpi,
i Pirenei invaghiti di luce, scenderanno sulla spiaggia
per ricevere in dono semplici conchiglie,

lì dove il tempo le ha lasciate.
Sulla spiaggia di Barcellona, ci saranno conchiglie
e dolore.
Il mare porterà le conchiglie e il vento
condurrà il dolore muto di Auschwitz.
Da Auschwitz porterà il suo drappo nero
nelle mani minute
della bambina in attesa.


 barcellona 350 260 min

Aspetta, nella spiaggia dei turisti,
le bambine come lei,
chi con le trecce chi senza.
Avevano trecce nere sulle spalle,
le bambine di allora,
qualcuna mostrava una stella gialla sul petto,
prima che il buio la inghiottisse
e insieme a lei
il barlume della ragione e l’anima
di chi non volle vedere altro
che la sua sfrenata tristezza nello specchio
dei laghi limpidi d’Europa.

La bambina aspetta
sulla spiaggia di Barcellona
chi vorrà giocare con lei senza paura
della sua parlata e del suo ridere aperto,
lei non ne ha dell’altrui.
Lei che sa tenere tra le dita
la sabbia con cui aveva alzato castelli,
con piccole palette di legno,
la fata catalana.

Tutte le fate d’Europa
arriveranno in un soffio, perché
la bambina non resti sola.
Prima delle dieci del decimo mese dell’anno,
il dieci ottobre, saranno lì
per prendere tra le braccia e accarezzarla,
la terra grande, umida di vento atlantico, arsa di sale,
sfiorata dal gelo. Sparsa di pagine scritte
per sentire e parlare, parlarsi,
quando la voce non basta. In ogni grano di terra
è inserrata una lettera dell’alfabeto. Dalla terra
germinano racconti sapienti
che ognuno può sentire, se vuole. Di vita,
non di morte. Troppo breve è la morte e semplice.

Le fate d’Europa porteranno in dono
una penna leggera,
perché da Barcellona a Madrid
raccolgano il canto della vita,
con mani libere dalla violenza lo raccolgano.
Prima delle dieci del dieci ottobre
dell’anno che non sperderemo, il duemiladiciassette,
qualcuno lo raccoglierà quel canto
confuso alla terra e al suo cielo,
prezioso di lapislazzuli e diafane nuvole,
lo raccoglierà per darlo alle bambine
impazienti di gioco
sulla spiaggia di Barcellona.

Anna Elisa De Santis
Versi per la democrazia e la pace in Catalogna e nella Spagna tutta

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Adesioni all'Assemblea per la Democrazia e l'Uguaglianza - Frosinone

MovimentiLE PRIME ADESIONI CHE SONO ARRIVATE AL MANIFESTO-APPELLO DELL’ASSEMBLEA PROVINCIALE PER LA DEMOCRAZIA E L’UGUAGLIANZA - FROSINONE (come si aderisce? Scrivendo un messaggio a o - non basta mettere "Mi piace" al post in questa pagina. Grazie) L’ordine dell’elenco vede in testa le più recenti e in coda le prime arrivate.

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Fiorenza Taricone Docente dell'Università di Cassino e del Lazio Meridionale; 17 nov '17 - Aderisco allo spirito dell'Assemblea provinciale per la democrazia come Docente Universitaria, innamorata della ricerca e dell'insegnamento, il cui primo sforzo quotidiano è resistere alla demotivazione che la Legge di Riforma delle Università, nota come Legge Gelmini, mi ha da tempo procurato. La democrazia del sapere è una delle poste in gioco del futuro, mentre il presente si traduce in una cultura universitaria per la formazione di nuove élites.

Anna Elisa De Santis, avvocata, Ceccano; 31 ott '17 - Aderisco al Manifesto - Appello per la democrazia e l’uguaglianza, assemblea provinciale di Frosinone ed esprimo le ragioni dell’adesione. (non sono di poche e si possono leggere su UNOeTRE.it

Bruno Barbona, funzionario dell'Archivio di Stato, già sindaco di Trevi nel Lazio 28 ott '17 - Invio la mia richiesta di adesione all' Assemblea Provinciale per la Democrazia e l'Uguaglianza, convinto che oggi più che mai, esiste la necessità di costruire tutti insieme, oltre le differenze che pure esistono e che possono essere non un motivo di divisione ,anzi una grande risorsa, un soggetto politico di SINISTRA, non solo per dar vita ad una nuova stagione dei diritti, per rimettere al centro del dibattito politico i temi del Lavoro della qualità della vita, e del governo politico degli accadimenti mondiali, a cui oggi assistiamo senza che gli stessi siano governati dalla politica. Ma anche e soprattutto per porre al centro dell'agenda i valori della politica moralità, solidarietà diritti.

Oreste Della Posta, funzionario delle F.S., Segretario della Federazione del Pci, 28 ottobre '17 - Come già detto al Direttore de L'inchiesta Stefano Di Scanno, ribadisco il mio interesse alla vostra iniziativa L'adesione è a titolo individuale.

Enza Belli, insegnante. Frosinone, 22 ott '17 - Buongiorno, desidero comunicare di aderire all'iniziativa che si terrà a Frosinone "un'alleanza popolare per la democrazia e l'uguaglianza ". Nel ringraziare i promotori per la sensibilità e l'impegno, formulo i più sentiti auguri di una piena riuscita dell'evento che sappia toccare le menti e il cuore di tutti e tradursi in una elevata qualità morale di cui il nostro territorio, così profondamente ferito, ha disperato bisogno.

Ivano Alteri, consulente del lavoro, Frosinone; 12 ott '17

Simone Sambucci, Cassino 11 ott '17 - Desidero aderire all'assemblea. Resto in attesa della data e del luogo in cui si terrà.

Romeo Fionda, architetto, Cassino 8 ott '17 - Nel nostro Paese permangono ampie fasce di ingiustizie, di precariato, di anziani costretti a lavorare, di giovani costretti ad emigrare, di persone che non si possono curare e poi leggi fatte per vanificare il voto dei cittadini. Tutto questo è frutto, in parte, anche della sinistra dei nostri fallimenti. È una verità amara. Solo una grande discussione pubblica, in cui siano protagoniste e protagonisti chi vive e combatte l'Italia della disuguaglianza e che avanzi le proposte per il futuro potrà aiutarci per riconquistare credibilità, con e senza partito o partitino, ripartendo dai valori di base. Romeo Fionda

Paola Bucciarelli docente precaria,Sezze 5 ott'17 - Condivido il progetto e penso ci sia bisogno dell' impegno e della partecipazione di tanti.

Pasquale Caggiano, funzionario della Polizia di Stato in pensione, di Sinistra Italiana, Frosinone, 4 ott 17- Aderisoco all'Assemblea per la Democrazia e l'Uguaglianza  Frosinone

Bruna Caruso, 4 ott '17 - Comunico la mia adesione all'appello per l''ASSEMBLEA PROVINCIALE PER LA DEMOCRAZIA E L’UGUAGLIANZA. Saluti, Bruna Caruso

Giuseppe Antonelli, giornalista de L'Inchiesta 3 ott '17

Aniello Varsavia, studente universitario 1 ott '17 - Buongiorno, voglio aderire al manifesto-appello dell'assemblea provinciale per la democrazia e l'uguaglianza. Ho il domicilio a Cassino e sono uno studente universitario. Il mio nome è: Aniello Varsavia

Guglielmo Madde' operaio e consigliere comunale prc di Esperia, 1 ott '17 - Aderisco con entusiasmo

Sanguigni Osvaldo, giornalista e scrittore. 1 ott '17 - Aderisco, auguro successo

Forletta Carlo, residente a Sora e attualmente disoccupato, militante di Rifondazione Comunista. 30 set ‘17 - Do la mia adesione all'assemblea da voi convocata. Saluti rispettosi e buon lavoro

Dionisio Paglia, funzionario della Regine Lazio, coordinatore dei comitati per il No 27 set '17

Annunziata Sanseverino, docente di ingegneria informatica dell’Università di Cassino e de Lazio Meridionale, 27 set’17

Paolo Ceccano Segretario provinciale Federazione Prc-Se, 27 set 17 “Aderiamo con convinzione”.

Virgino (detto Gino) Rossi disoccupato, di Vertenza Frusinate. Disoccupati uniti

Angelo Costanzo, avvocato, Cassino 25 set 17

Renata Di Pede, disoccupata, Sora (Fr) 23 set 17 Parteciperò perché il mio futuro è quello dei miei cari dipende dalle decisioni che verranno prese ed è fondamentale avere una classe dirigente adeguata.

Anna Maria Bellisario, Sinistra Italiana, sinistra Unita Sora, Sora (Fr) 22 set 17 Mentre i media parlano di sinistra riferendosi al PD, il Pd non ha niente a che vedere con la sinistra, le sue leggi vanno nel senso opposto ai valori radicati nella sinistra. C’è bisogno di una sinistra unita, che si faccia carico dei problemi delle persone e reclami visibilità dalla stampa e dai media. C’è bisogno di riaffermare i principi di diritto al lavoro, alla scuola, alla sanità, al rispetto della vita e della dignità delle persone, siano esse italiane o provenienti da altri Paesi. Ma per questo la sinistra non può continuare a dividersi in mille rivoli. Una sinistra forte che abbia la forza anche nelle istituzioni di combattere il renzismo, il grillismo, il salvinismo e il berlusconismo, il qualunquismo. Per questo aderisco con convinzione al vostro appello.

Angela Mancini, lavora presso Azienda sanitaria Locale Frosinone, di Isola del Liri 22set17 Aderisco con convinzione all'appello e ringrazio i promotori. La parola chiave oggi è DEMOCRAZIA. Diritti uguali per tutti e tutte, sevizi pubblici efficienti ma in primo luogo l'emergenza è quella del lavoro. Senza lavoro non c'è dignità. Senza lavoro le persone sono ricattate dai capibastone che controllano ciò che resta dei partiti. In provincia di Frosinone è evidente che i "signori della politica" traggono giovamento da una situazione di estrema difficoltà in cui versano le persone che in tal modo sono purtroppo ancora più ricattabili. La vera sfida è quella di dare speranza a chi oggi non ne ha e per farlo occorre riparte dalla democrazia e dai diritti. Nadeia De Gasperis Lavora presso RVM Hub, redattrice di unoetre.it, Sora 21 set 17

Valerio Ascenzi Insegnante, Anagni; 21 set 17

Paola Frascone insegnante di scuola primaria Sora 21 set 17. Aderisco volentieri a questa assemblea, c'è bisogno di partecipazione, di cercare risposte, di domande ne abbiamo fin troppe, la Costituzione è la Risposta, bisogna lavorare per far sì che venga rispettata ed applicata, avremmo tutti i diritti che Essa ci garantisce, ma non dimentichiamoci anche dei doveri di ognuno. Grazie per l'invito, parteciperò molto volentieri, ottima iniziativa, Grazie ancora.

Paola Serra, insegnante scuola secondaria, Sora. 21 set 17 Ho letto l'appello e ne condivido ogni punto, come potrebbe essere altrimenti? Credo che di fondo sia necessario ricreare una coscienza civile, impegno difficilissimo, e agire soprattutto nelle scuole, in tutti I contesti educativi. Il disagio economico spesso, e lo vediamo, è solo un alibi: servono senso civico e rispetto della legalità.

Angelino Loffredi, già sindaco di Ceccano, redattore di UNOeTRE.it, 20 set 17

Giuliano Sera musicista 20 set 17 - Aderisco volentieri alla vostra iniziativa. Spero che si riesca a costruire un progetto in grado di ridare una speranza a tanti delusi da questa politica e da questa evanescente sinistra.

Ernesto Cossuto insegnante Cassino 19 set 17 Marco Maddalena, Lavora presso Servizi per il lavoro e politiche giovanili, Segretario Federazione provinciale di Sinistra Italiana 17 set 17

Alberto Carè consulente industriale, Frosinone 9 set 17 -

Aderisco e cercherò di essere presente Mauro Meazza, insegnante scuola secondaria, Anagni 9 set 17 -Disperatamente interessato ad un futuro diverso, comunico la mia adesione all'Assemblea in oggetto. Un saluto di buon lavoro Si può aderire da questa pagina o scrivendo a e a

https://www.unoetre.it/politica-e-economia/iniziative/item/5041-adesioni-all-assemblea-per-la-democrazia-e-l-uguaglianza-frosinone.html

 

 
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Assemblea Provinciale per la Democrazia e l’Uguaglianza

alleanzapopolarelogo minI promotori in provincia* - Assemblea Provinciale per la Democrazia e l’Uguaglianza - Provincia di Frosinone
Forti del risultato del referendum costituzionale, convochiamo un’assemblea in linea con quella che si è svolta il 18 giugno al teatro Brancaccio di Roma.
Siamo convinti che il referendum sia stato uno spartiacque: ha dimostrato che milioni di italiani credono ancora al voto, alla partecipazione democratica, ai principi della costituzione. Nonostante ci stiamo distinguendo anche noi italiani per la crescente astensione elettorale, il 4 dicembre ha dimostrato che se la spinta propulsiva di una proposta da votare è sufficientemente motivante, il popolo dell’astensione si reca alle urne. E vota contro una deforma che avrebbe legittimato una decurtazione della partecipazione democratica alla decisioni politiche. Siamo, perciò, convinti che il popolo degli astenuti, di chi non trova rappresentanti in cui riconoscersi, è costituito principalmente dalle vittime del neoliberismo, delle diseguaglianze sociali ed economiche da esso prodotte. Questo popolo, se tornasse a votare, potrebbe indurre un profondo cambiamento nei rapporti di forza in Parlamento, garantendo un’inversione netta delle scelte politiche, nella direzione indicata dalla nostra Costituzione in ogni sua parte, e che ha il suo autentico sigillo nell’articolo.

Restituire rappresentanza e dignità civile a quella metà del paese che non ha più voce

Si tratta dunque di ridare nuovo slancio allo spirito della costituzione: riportare alla luce il popolo dei senza voto, restituire rappresentanza e dignità civile a quella metà del paese che non ha più voce. Per fare questo dobbiamo riconoscere le specificità del nostro territorio, farlo parlare attraverso l’attenzione e l’analisi dei suoi drammi, delle sue diseguaglianze, dei suoi migliaia di cittadini di fatto espulsi dalla politica. A noi sembra che l’appello di un’alleanza per la democrazia e l’uguaglianza risponda alle esigenze reali della nostra provincia, che la politica politicante, chiusa nell’ autoreferenzialità delle tattiche di potere, non riesce più a intercettare né a risolvere. platone

Dare voce al disagio diffuso in questo territorio: Numero uno, la disoccupazione

Ci interessa innanzitutto dare voce a questo disagio, a una terra senza lavoro, senza acqua, gestita privatamente dalla società Acea, nonostante il referendum del 2011, ma con montagne di rifiuti in permanente emergenza ambientale. Ci preme portare alla luce le sofferenze di una terra dove esisteva una grande concentrazione industriale, attualmente ridotta a un deserto lavorativo; dove i dati sulla disoccupazione e inoccupazione, specie giovanile, sono allarmanti e apparentemente senza soluzione; dove il sistema sanitario è stato taglieggiato e contratto determinando congestione ed inefficienza del polo ospedaliero del capoluogo.

Diritto allo studio vero per tutti

Il diritto allo studio è minacciato non soltanto dalle contraddizioni della legge 107/2015, da piani assunzionali insufficienti, ma anche dalla drastica riduzione degli investimenti nella scuola producono crescente incertezza nella copertura dell’organico, e nel quale si registra una drammatica carenza di mediatori culturali, in un territorio dove in molte scuole sono presenti figli di migranti, che avrebbero estremo bisogno di integrazione linguistica e culturale. Per non parlare del polo universitario di Cassino, che lungi dall’aver trovato radicamento e interazione nel sistema istituzionale e gestionale del territorio, appare ancora come un’isola sganciata dalle problematiche sociali del suo contesto.

Trasporti efficienti a costi abbordabili o gratuiti

Connesso al tema dell’istruzione è il sistema dei trasporti pubblici, non adeguato alla diffusione delle scuole sul territorio della provincia, ove il pendolarismo è fenomeno quotidiano, ma sconta un inadeguato servizio sia su gomma che su rotaie.

Risanare l’ambiente

Da ultimo, ma non per minore importanza, né urgenza, un ambiente naturale che sconta una gestione irresponsabile del ciclo dei rifiuti, nonché un rispetto delle norme sugli scarichi industriali del tutto opinabile e altamente rischioso per la salute dei cittadini. uguaglianza
Per una forza politica che riporti la giustizia e l’uguaglianza al centro di un progetto di ricostruzione dello stato sociale
Per queste ragioni, proponiamo momenti aperti di discussione, analisi, proposte, in vista della formazione di una forza politica che riporti la giustizia e l’uguaglianza al centro di un progetto di ricostruzione dello stato sociale, che sostenga e difenda il diritto del lavoro, di chi ce l’ha e di chi non ce l’ha, e di chi sta addirittura rinunciando a cercarlo; della sanità e scuola pubblica e gratuita, del valore della cultura e della formazione; dell’ambiente, dei diritti dei migranti e della lotta alle mafie
Intendiamo perciò convocare un’assemblea, larga e includente, un’alleanza di popolo a cui dare reale rappresentanza, mettendo dietro le spalle una stagione di identitarismi, divisioni e personalismi, che hanno appunto portato la sinistra in Italia ad essere frammentata e inadeguata al mondo che cambia.

Verso il voto del 2018

Siamo di fronte ad una decisione urgente. Che non è decidere quale combinazione di sigle potrà sostenere il prossimo governo fotocopia, ma come far sì che nel prossimo Parlamento sia rappresentata la parte più fragile di questo Paese e quanti, giovani e meno giovani, lavoratori e pensionati, in seguito alla crisi, sono scivolati nella fascia del bisogno, della precarietà, della mancanza di garanzie e di prospettive, a causa di una crescente riduzione della sfera dei diritti.
L’assemblea che intendiamo a convocare si terrà in Novembre a Frosinone. Sarà preceduta da momenti di incontro pubblici nelle città di Anagni, Cassino, Frosinone, Sora, ove discuteremo insieme, rispettivamente di: Lavoro, Beni culturali, Beni Comuni e Sanità, Immigrazione.
Collaboreranno con noi docenti e studenti dell’università di Cassino e tutti coloro che risponderanno al nostro appello.

 

Promotori

I giornali L’Inchiesta quotidiano e UNOeTRE.it tramite i loro Direttori Stafano Di Scanno e Ignazio Mazzoli. Daniela Mastracci redattrice di UNOeTE.it, Fausto Pellecchia docente universitario di Filosofia, in pensione. Hanno comunicato la loro adesione: Mauro Meazza, Anagni, docente di liceo; Alberto Carè, Frosinone, avvocato Consulente industriale; Ernesto Cossuto, insegnante; Luciano Granieri, giornalista e insegnante; Marco Maddalena, Segretario Federazione provinciale di Sinistra Italiana; Giuliano Sera, musicista; Paola Serra, insegnante scuola secondaria, Sora; Paola Frascone insegnante di scuola primaria Sora; Angela Mancini, lavora presso Azienda sanitaria Locale Frosinone, di Isola del Liri; Anna Maria Bellisario, Pensionata, Sinistra Italiana, sinistra Unita Sora, Sora; Renata Di Pede, Disoccupata, Sora; Angelo Costanzo, avvocato, Cassino; Paolo Ceccano Segretario provinciale Federazione Prc-Se, 27 set 17; Annunziata Sanseverino, docente di ingegneria informatica dell’Unoiversità di Cassino e del Lazio Meridionale, 27 set’17; Dionisio Paglia, cordinatore dei comitati per il No 27 set '17; Forletta Carlo, residente a Sora e attualmente disoccupato, militante di Rifondazione Comunista. 30 set ‘17;

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Le adesioni possono essere inviate a e o anche ai telefoni 0776328066 o 3392513033

 

inchiesta1e3 640 min

 
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Alleanza per la democrazia e l'eguaglianza

Teatro Brancaccio pienodi Daniela Mastracci - Quali sono le parole del 18 giugno?
Revisione dei trattati europei, abolizione dell'articolo 81, progressività fiscale, patrimoniale, redistribuzione della ricchezza, riduzione dell'orario di lavoro, investimenti pubblici, politiche industriali, scuola gratuita, sanità pubblica, sostenibilità ambientale, ruolo dell'Italia in Europa come traino per riconquista diritti sociali, politiche dei flussi migratori senza respingimenti né centri per rimpatrio, accoglienza e integrazione.


A memoria sono queste le parole che hanno attraversato gli interventi dei relatori che si sono avvicendati sul palco del Brancaccio.
Come ha detto Montanari, giusto per citare solo chi ha promosso l'iniziativa insieme alla Falcone, la forza politica che deve emergere dall'appello da loro lanciato, è una forza CONTROCORRENTE. Dalle politiche dove "meno Stato, più privato" alle politiche PIU' STATO, MENO PRIVATO
Uno Stato che riprenda in mano economia e società. Politiche che stanno dalla parte di chi fino ad oggi è rimasto SOMMERSO. Politiche che facciano parlare e contare "l'altra metà del Paese", la metà che oggi non conta nulla. A cominciare dai Giovani, dai lavoratori che pagano il prezzo di politiche orientate a far crescere i profitti dei privati, a dare loro bonus, incentivi fiscali e tutto il potere di contrattazioni sempre meno contrattazioni fino ad arrivare agli odiatissimi voucher.

4 dicembre: la piazza della protesta

L’abbiamo chiamato noi stessi, su questo giornale, il Popolo del No come il Popolo senza voto
Abbiamo interpretato il 4 dicembre come la piazza dove si è consumata la protesta. Abbiamo scritto dei milioni che sono andati a votare per dire NO all’austerità, alle politiche assoggettate al capitale finanziario.
Così come abbiamo scritto che il popolo del no votava contro una deforma della costituzione che l’avrebbe piegata ad essere lo strumento di chi è al potere per perpetrare un colpo alla democrazia e alla partecipazione democratica, perpetuando se stesso e diventando una oligarchia “inespugnabile”.
Abbiamo votato per la democrazia, per la partecipazione, per le nostre voci dal basso.
Poi siamo rimasti profondamente delusi dal mutismo della politica e dal suo reiventarsi uguale a prima e più di prima: una camaleontico processo che Renzi ha pilotato, dimettendosi, ma tornando sotto le mentite spoglie di Gentiloni, con leggi uguali e peggiori di prima.
Questa è la nota diversa da altri esperimenti simili. Questa è la critica a chi sta provando a disinnescare l’assemblea di domenica 18 giugno. E se proprio la penna di Paolo Mieli si prova a disinnescare, a sminuire l’effetto Falcone-Montanari, significa che l’effetto potenziale è davvero dirompente. Perché stavolta non è come le altre volte. Stavolta abbiamo una reale chiamata alle urne che ci ha portato il 68% degli aventi diritto, e dove il 60% ha votato NO. In quel 60% sta il popolo che oggi si può riconoscere nella proposta del 18 giugno.
Questa è la nota diversa perché c’è davvero un popolo dietro all’appello “Assemblea Popolare per la Democrazia e l’Eguaglianza”, un popolo del no costituito da chi a votare non ci andava più
Un popolo di giovani cui ha dato voce Marco, in un eccellente intervento fato di denunce ma anche di proposte chiare
Un popolo che, se non partiamo in fretta, a votare non ci tornerebbe oppure voterebbe sempre più a destra
Allora nulla è come già altre esperienze sono state
Vogliono occultare il 4 dicembre, dicendo che ci sono già stati appelli, e poi il nulla. Non oggi.
Vogliono occultare chi dice no al Pd e lo riconosce come partito di destra. Si, lo è, e le sue sciagurate riforme lo dimostrano: dal jobs act alla Minniti-Orlando. Per finire con lo scippo democratico che si è consumato con la reintroduzione dei voucher.

Il centrosinistra è un non luogo

Vogliono oscurare chi dice che il centrosinistra è morto. Lo è. Perché è diventato un non-luogo: per parlare a tutti ha finito per non parlare a nessuno e a mettersi a braccetto con Marchionne
E a chi dice che c’è ambiguità a proposito dei 5stelle, io dico: attenzione perché c’è un popolo di sinistra dentro l’elettorato pentastellato, ed è ora che ce lo andiamo a riprendere. Sono i delusi, gli arrabbiati, certo! populisticamente. Ma appunto perché è mancata la struttura di un partito nel quale riconoscersi, viceversa sono presi nella morsa dell’uomo solo al comando, sfidiamoli oggi a confrontarsi con noi e con le nostre parole d’ordine, piuttosto che con il verticismo antidemocratico del loro leaderismo, schiacciati adesso su questioni inammissibili a sinistra. Vediamo cosa farebbero. Alle ultime amministrative hanno avuto una forte battuta d’arresto, perché? Già non si riconoscono più. Ed è questo il momento per parlare con loro e trovare di nuovo l’unità di intenti comuni. Unoetre ne è la prova provata a proposito del reddito minimo garantito: una proposta che è nata dentro i 5stelle laziali, quella che poi è diventata la nostra proposta, perché lì abbiamo riconosciuto una battaglia di sinistra. Ovvero là abbiamo imparato che dentro il movimento dei 5 stelle c’era del nostro, ma che la sedicente sinistra non aveva colto appieno. Quindi c’è da riflettere a proposito della lontananza o vicinanza di posizioni. Senza strumentalizzare le incompatibilità. E senza fermarsi, altrettanto strumentalmente, in superficie, rispetto alle ultime brutte pagine di questi giorni: sta là, di nuovo, il popolo di sinistra, che deve tornare ad avere Sinistra, e a non cadere ulteriormente nel voto di rabbia indeterminata
E con Montanari e Falcone, e con tutti gli intervenuti, sfidiamo il popolo dei sommersi a riemergere e a farsi sentire. Quella metà dell’Italia che non guarda più nessuno dei politici al governo: sta là chi voterebbe per chi pronuncia oggi parole nette, controcorrente
E poi guardiamo le nuove generazioni, che sabato 17 giugno sfilavano dietro allo striscione “generazione voucher”. Sono loro che vanno ascoltati e il popolo cui ridare il futuro.
Sta qui la risposta a tuti gli incerti. Ma anche a chi prova a svilire dicendo che è un percorso partito maluccio: da dove venga venga questa critica. Si vuole affossare un processo a tutti i costi: perché dietro ci sono le due cifre, e ci sono per davvero se si guarda al 4 dicembre.

Chi non lavora non ce la fa più

Altre esperienze prima di questa avevano un popolo reale alle spalle? Un popolo oggi chiamato a fare assemblee e a discutere e poi indicare i propri candidati? Cioè non verticismo, ma al contrario democrazia partecipata dal basso verso l’alto?
Chi dice No al Pd chiama quei milioni che hanno detto NO al referendum. Quei milioni che volevano rovesciare il sistema di potere. Che finalmente hanno avuto l’occasione per votare contro, e per votare, intanto. Le urne sono state le piazze che non abbiamo il coraggio di riempire, forse. Ma se pure così è, come prendersela? Chi non lavora non ce la fa più. E chi lavora senza tutele e senza articolo 18, sa quanto può essere rischioso esporsi, manifestare. Anche solo denunciare è sentito come un pericolo perché si può essere licenziati senza giusta causa e non si ha più il diritto di reintegro. Ad un popolo così tanto ricattabile, soltanto le urne possono consentire un voto contro.
E da ultimo ripenso alle poche ombre di domenica: è vero qualcuno si è risentito perché non gli è stato dato lo spazio per intervenire. Ma la causa oggi è più grande di ogni individualismo: dobbiamo tutti saper tenere a freno l’istinto di mettersi davanti, oppure di criticare perché non ci si riconosce abbastanza. Anche Ingroia ha scritto cosi. Ma credo che dobbiamo dire se ci riconosciamo intanto standoci e partecipando e vedere assieme passo dopo passo come ci organizziamo e ci diamo reciproco riconoscimento: ci vuole tempo e tanto coraggio, ma anche tanta buona volontà.
Io ritengo che le condizioni storiche siano giunte al più alto grado di contraddizione: possono esplodere e reinventare un’Italia a misura dell’essere umano. Non più gli interessi al centro, non più il capitale, ma l’essere umano. E per chiudere momentaneamente un articolo che potrebbe continuare, seguendo il continuum del processo avviatosi, riportiamo la citazione sui migranti. Montanari ha detto così “È a Lampedusa, è nel disastro umano e democratico di Ventimiglia – non qua a Roma – che si capisce cosa vuol dire essere eguali, o non esserlo.”

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Ceccano. "Dove è finita la democrazia nella nostra città?"

ceccano palazzo antonelli 350 253di Manuela Maliziola - L'atteggiamento di chiusura che ha portato il Presidente del Consiglio Marco Corsi, nella conferenza capigruppo tenutasi il 27 aprile u.s., a rifiutare la richiesta di Consiglio Comunale ampiamente motivata e sottoscritta da ben otto consiglieri, ci porta ad una doverosa e seria riflessione sul grado di democrazia esercitata dall'attuale maggioranza.
Tale ingiustificato rifiuto è da considerarsi un vero e proprio schiaffo alla sovranità popolare ed al ruolo dei consiglieri comunali eletti dal popolo, i quali chiedono spiegazioni al Sindaco Caligiore su delibere di giunta che vanno ad incidere negativamente sulla libertà di pensiero e di espressione dei cittadini .
Mi sarei aspettata che già nel seduta del 13 aprile u.s., il Sindaco nelle sue comunicazioni al Consiglio, con senso di responsabilità, avesse reso edotto l'assise sulle motivazioni che lo hanno spinto ad adottare l'ormai famosa "delibera 66\2017" riguardante i comportamenti lesivi nei confronti del Comune, con conseguente conferimento di incarico legale ad un professionista esterno. Ancora una volta il Sindaco Caligiore ha dimostrato la sua incapacità politica di gestire anche semplici situazioni, arroccandosi su posizioni di difesa che denotano l'incapacità di tenere un confronto pacato e costruttivo con le forze politiche di opposizione presenti in Consiglio.
Pertanto, la mancata convocazione, a seguito di formale richiesta di Consiglio Comunale, rappresenta un sintomo di debolezza e la mancanza di confronto è la prova provata del pressapochismo nel governare.
Ormai è prassi consolidata che durante l'amministrazione Caligiore i consigli comunali, nonostante le numerose interpellanze, mozioni ed interrogazioni presentate dai consiglieri di opposizione, vengano convocati solo per materie specifiche ed indispensabili per consentire a tale maggioranza di " sopravvivere", come ad esempio i consigli sull'approvazione del bilancio, su richieste specifiche dell'opposizione.
Voglio ricordare al Sindaco Caligiore che i consiglieri di minoranza, rappresentano i cittadini, le loro istanze ed esigenze e pertanto quando un Sindaco, con un proprio atto, non solo limita, ma va ad incidere sull'altrui libertà di pensiero e di opinione, esercitando anche un'attività di " controllo" sui social, è necessario che spieghi le motivazioni di tali decisioni in pubblica assise. Se poi il Sindaco si sente offeso da determinate esternazioni o pubblicazioni è giusto che si tuteli personalmente ed a sue spese presso le sedi competenti, senza impegnare soldi pubblici per i quali addirittura si rifiuta di dare spiegazioni .
Altro che trasparenza amministrativa, ancora una volta il Sindaco Caligiore è venuto meno ad una delle tanto sbandierate promesse elettorali.
Personalmente non ritengo la vicenda una questione chiusa, in quanto tale atteggiamento di superficialità e di arroganza è altamente lesivo della libertà e del principio di democrazia, valori questi, che per le lotte portate avanti nel passato, non possono essere messi a repentaglio da alcuno, nè tantomeno essere sviliti a semplici termini per corredare un bel discorso.

 
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Una Sinistra fatta di marinai della democrazia

Possibile logo 350 260di Gianmarco Capogna - Il referendum del 4 dicembre ha dimostrato che esiste uno spazio nella società e ci ha consegnato la responsabilità di occuparcene per dare una rappresentanza a chi il sistema politico tende ad ignorare. Barack Obama nel suo discorso di addio alla Casa Bianca ha dichiarato: «La nostra democrazia è minacciata ogni volta che la diamo per scontata. La nostra Costituzione è un regalo meraviglioso. Siamo noi, il popolo, che le diamo potere con la nostra partecipazione e le nostre scelte. Col nostro difendere o no le nostre libertà. Col nostro rispettare e far rispettare o no lo stato di diritto».
Serve una sinistra che non insegua chimere o porti sicuri ma che decide di lasciare gli ormeggi, tirare su l’ancora e navigare in mare aperto, affrontando le insidie ma avendo ben chiaro dove dobbiamo andare. Seneca diceva che «non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare». Ecco noi di Possibile possiamo e dobbiamo essere marinai della democrazia, per questo non ci sottraiamo al confronto lanciato da Ignazio Mazzoli e che reputiamo ricco di spunti.

La "Costituente delle Idee"

Non ci interessa una Sinistra che pensa di esistere sulla base della strategia elettorale e delle alleanze che conviene o meno mettere in atto in questa o quella realtà territoriale o nazionale, tanto meno crediamo che si possa perdere ulteriore tempo dietro l’infinita querelle sul leader portata avanti da un ceto politico che ha paura di rinnovarsi. Vogliamo costruire una sinistra coraggiosa e determinata che esiste per il suo progetto politico, per la visione del Paese che costruisce in mezzo alla gente non nelle stanze del potere, attraverso le modalità di una politica vecchia, che non appassiona più nessuno, tanto meno i giovani. Serve una Sinistra aperta e nuova che rifugge gli schemi oramai obsoleti e superati e che ne propone di nuovi, partendo dalle persone e dai temi. All’ambizione di creare un campo che sposti a sinistra qualcun altro preferiamo la sfida del mare aperto.
Per questi motivi abbiamo lanciato la Costituente delle Idee che si svolgerà a Roma, al Roma Eventi in via Alibert, di fianco a Piazza di Spagna, dal 24 al 26 febbraio: non una convention fatta di comizi ma un lavoro strutturato in momenti di elaborazione politica tematica che dovranno servire per mettere nero su bianco le basi per una proposta di governo condivisa con tutti coloro che vorranno contribuire a scriverla. A partire dal Lavoro, che non c’è, e dalla richiesta di una legge per un reddito di dignità e dall’impegno a fianco della CGIL nei prossimi referendum, con la speranza che il Governo decida di fissare la data nello stesso giorno delle elezioni amministrative affinchè si risparmi una spesa insostenibile per il nostro Paese, evitando che si ripeta l’assurda decisione del referendum sulle Trivelle. Un programma che abbia come faro quello del contrasto alle disuguaglianze che attanagliano l’Italia e la tengono incatenata in una situazione di forti contrasti sociali. Una proposta, anche elettorale, che si faccia carico di dare voce a tutti coloro che oggi si sentono abbandonati in un rapporto diretto tra rappresentanti e rappresentati. Per una sinistra capace di affermare senza titubanze di essere a sostegno del matrimonio egualitario, di una legge per il fine vita e della legalizzazione della cannabis. Un programma che ribalti il paradigma della cultura nel nostro Paese trasformandola da settore dimenticato ad investimento nevralgico. Per una totale riconversione ecologica del nostro modello di sviluppo economico.
Faremo di tutto per costruire un fronte ampio capace di esprimere posizioni chiare e inequivocabili, senza parlare alle segreterie di partito ma rivolgendoci alle persone. Ad iniziare dalla riunione provinciale dei Comitati di Possibile che sarà aperta a tutti, interessati, simpatizzanti e cittadini che vogliono proporre temi e proposte, e che si svolgerà martedì 14 febbraio 2017 alle ore 18:30 presso i locali di Frosinone In Comune in via Marittima (Frosinone) di fronte la Banca Popolare del Frusinate in zona stadio Matusa. Rinnoviamo inoltre l’invito alla Costituente delle Idee di Roma, per scrivere tutti assieme una nuova pagina politica del nostro Paese.


Gianmarco Capogna, a nome dei Comitati di Possibile della Provincia di Frosinone

 
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"Si scrive acqua ma si legge Democrazia"

movimento 5 stelle bandiera 350 260da Amici M5S Veroli - Gli attivisti M5S di Veroli consegneranno una lettera aperta al sindaco ed al consiglio comunale viste le deduzioni del sindaco che lo hanno portato, complici tutti i consiglieri ed assessori comunali a deliberare di fatto, viste anche le ultime vicende, contro una possibile ripubblicizzazione, gli attivisti sono stati chiamati in causa dal sindaco anche in consiglio comunale e nel mentre spiegavano le loro ragioni sulla risoluzione sono stati bloccati dal presidente del consiglio Giuseppe Mignardi,che ha definitivamente fermato ogni discussione democratica aperta dal Primo Cittadino, il quale stava di fatto dando parola su questo tema importante anche ai cittadini presenti creando così un'interazione libera e democratica con i suoi concittadini.

Il nostro disaccordo con la STO e con il Sindaco

Così ad oggi dobbiamo scrivere le risposte alle deduzione del Sindaco con lettera aperta, noi non siamo d'accordo con il primo cittadino riguardo le considerazioni della STO, le quali sono state parziali rispetto alle inadempienze di Acea dimenticando soprattutto gli obblighi contrattuali, poi errato è anche il concetto secondo cui in fase di risoluzione i comuni si vedrebbero caricati dei relativi costi, perchè al gestore verrebbero riconosciute solo le somme effettivamente impiegate e non recuperate, altro punto a sfavore delle deduzioni del nostro Sindaco sono le determinazioni di queste somme le quali dovranno avvenire attraverso commissione bilaterale considerando anche che ACEA nell'anno 2014-2015 ha chiuso con un utile di 10 milioni di euro, considerando anche il fatto che si dovrà pronunciare la magistratura ordinaria e non più il T.A.R.
Altro punto sfavorevole ad ACEA ed alla tesi del Sindaco riguarda i costi che graverebbero sui comuni, in base alle leggi ed hai documenti contrattuali quelle somme ricadrebbero sul nuovo piano d'Ambito quindi de facto non cambierebbe niente rispetto ai conguagli contabilizzati sulle fatture da ACEA.
Altra cosa importante è che sta per essere stralciato il servizio idrico dalla riforma Madia e quindi si potrà rigestire il servizio pubblicamente e questo grazie anche al contributo dei cittadini verolani che hanno firmato la petizione che abbiamo portato qualche tempo fa, cioè quando ci è stato verbalizzata la multa per intenderci.

Infine abbiamo anche chiesto al nostro primo cittadino che faccia di tutto in assemblea ed in consiglio comunale per avviare procedure legali per danno erariale nei confronti dei precedenti sindaci i quali a parere del T.A.R. sono stati i principali responsabili di questa situazione e che i conguagli siano fatti pagare a loro e non ai cittadini.
Con questo augurio gli attivisti del M5S di Veroli e gli attivisti del "Forum Italiano Acqua Pubblica" ribadiscono con ancor più forza che ripubblicizzare è possibile, conveniente e democratico, per usare uno slogan del 2011, SI SCRIVE ACQUA MA SI LEGGE DEMOCRAZIA.

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L'oligarchia non è democrazia

Mario Trapazzo 350 260dell'Avv. Mario Trapazzo - Il mio NO parte da lontano. Non è solo espressione di profondo dissenso all’operato di un premier di cui non riesco ad approvare quasi nulla, meno che mai questo suo accanito impegno propagandistico che lo sta portando (ci vuol poco a capirlo) a trascurare le funzioni proprie di un capo di governo (e Dio solo sa quanto ci servirebbe oggi un governante più attento e capace di affrontare i biso-gni del Paese...) spendendosi in lungo ed in largo della penisola (a nostre spese, immagino) per catturare adesioni ad un progetto di “riforma” (tale solo nel nome) costituzionale model-lato su misura per lui e per i suoi “cortigiani” con il supporto di una legge elettorale (l’Italicum) nata anch’essa in un contesto istituzionale “disordinato”.
E per raggiungere il suo scopo (è sotto gli occhi di tutti) non esita a servirsi di tutti i mezzi di informazione che, per “rispetto” della sua carica istituzionale, si pongono a sua disposizio-ne; in primis della TV di Stato i cui servizi tradiscono quotidianamente una sapiente regia (o “direzione lavori” ?) che manda in onda, con assemblaggi e tagli di alta sartoria, interviste e riprese “a sua immagine e somiglianza”... -.
Ma sinanche (e non ce l’aspettavamo) sfruttando un sostanziale disimpegno (o estrema “cautela” ? o disattenzione ?) anche da parte di una prestigiosa testata giornalistica il cui di-rettore, fuorviando di fatto l’elettorato, si è intrattenuto a giocherellare (inopportunamente ed impropriamente) sulla differenza etimologica tra “democrazia” ed “oligarchia” concludendo con una tesi sconcertante che la prima non può non tradursi in “oligarchia” così offrendo incautamente una sponda all’operato di Renzi che a quell’oligarchia si è già ispirato da tempo a dispetto del popolo sovrano.
Eugenio Scalfari, un mito tra i giornalisti laici italiani, appannando (pur senza dolo) il lucido intervento di Zagrebesky in occasione della tribuna televisiva con Renzi, ha introdotto (v. editoriale Repubblica del 9.10.16) una querelle estremamente pericolosa confondendo il braccio con la mente dove quest’ultima è - e deve restare – solo il Parlamento che è espres-sione UNICA ed insostituibile della volontà popolare, al quale spetta il compito di vigilare anche sull’operato dell’Esecutivo.
E’ bensì vero che in sede di Esecutivo il compito di agire è poi di fatto (e per previsione co-stituzionale) affidato a “pochi” (v. Ministri e vari; da qui appunto il termine “Esecutivo”) ma il punto sostanziale è che il potere sovrano deve potere restare ben saldo in capo al popolo. Se poi la vogliamo dire tutta, sono le stesse etimologie delle parole che forniscono questa in-terpretazione: democrazia (dal greco cratia [potere] demo [popolo]) non può che essere quello che la stessa parola dice: POTERE DEL POPOLO, che la nostra Costituzione ha ben recepito all’art. 1 (“l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” (primo comma) e “La sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione” (secondo comma).
Viceversa l’“oligarchia“ è già negazione della democrazia; anche qui il suo etimo lo rileva: cratia potere]+oligos pochi] = POTERE DI POCHI. E Scalfari non poteva (e non doveva) confondere le cose lasciando intendere che la presenza di “pochi” possa essere ritenuta...un fenomeno fisiologico (??!!) all’interno della stessa democrazia. La differenza è notevole: nel primo caso le decisioni sono assunte dall’intero popolo (attraverso i propri rappresentanti); nel secondo caso il volere popolare è considerato marginale: chi decide sono quei “pochi”, gli oligarchi appunto.
E, confesso, anche in virtù di tale ultima circostanza (ancorchè marginale) è maggiormente montata in me l’indignazione e si è ulteriormente rafforzato il convincimento che questa “riforma” (mi pesa anche adottare questo termine) non deve passare; essa è la negazione della democrazia e introduce un tracciato pericoloso di deriva democratica in cui avrà facoltà di inserirsi (legittimamente perché una legge elettorale ed una costituzione riformata glielo consentiranno) ogni individuo assurto al potere con meccanismi complessi e irrispettosi della volontà popolare.
Nel caso di specie il pericolo di deviazione democratica è già nelle modalità di nascita, anzi di concepimento, della legge elettorale (l’Italicum): essa è stata surrettiziamente predisposta e varata da un Parlamento già “delegittimato” dalla Corte Costituzionale che si era già espressa negativamente sulle regole che avevano permesso la nomina di quei parlamentari che l’hanno approvata.
Analizzandola nel merito si vedrà poi che è una legge fatta su misura per legittimare un possibile colpo di mano futuro che vedrà (legittimamente...) il Premierato prevalere sul popolo sovrano.
C’è da restare sgomenti. Vi si annida un serio pericolo antidemocratico nella misura in cui è aperta la possibilità ad un partito minore, non espressivo di una maggioranza popolare, conquistare la maggioranza parlamentare usufruendo del meccanismo del ballottaggio a cui si può accedere non essendo stata prevista una soglia minima.
Con tale premessa, come si può accettare senza batticuore una modifica della Costituzione che, operando una cesura profonda nelle istituzioni rappresentative (verrà decretata la fine del bicameralismo) introdurrà una struttura di cui potrebbero far parte (in virtù appunto di quel meccanismo perverso sopra segnalato previsto dalla legge elettorale) soggetti mai voluti veramente dal popolo e pronti a chinarsi al potere di un premier sempre più forte ?
Insomma, legge elettorale e referendum sono argomenti inscindibili e profondamente seri e non possono essere liquidati con slogan e monologhi affabulatori tanto cari ai “toscanacci”. Solo una nuova Assemblea Costituente composta da TUTTE le voci rappresentative dell’intero popolo italiano potrà decidere i tagli necessari ad assicurare ammodernamento procedurale e strutturale da una parte e mantenimento dei principi democratici di cui all’art. 1 della Costituzione dall’altra parte.

Cassino, 12 ottobre 2016
Avv. Mario Trapazzo

 
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“Voto NO, per far vincere la democrazia!”

PaoloCeccano 350 260PAOLO CECCANO, SEGRETARIO PRC FEDERAZIONE DI FROSINONE

“NO, per far vincere la democrazia!”
La riforma proposta stravolge completamente il sistema di garanzia democratica che il bilanciamento fra la funzione esecutiva, cioè del governo, e quella legislativa, cioè del parlamento, garantisce. Il governo Renzi con il proposito di rendere più veloce l’iter approvativo delle leggi, elimina il Senato rendendolo il luogo della delizia dei consiglieri regionali che eletti dai cittadini per espletare uno specifico mandato si ritrovano a svolgerne un altro. Quindi il cittadino rischia di votare senza sapere quale funzione andrà a svolgere
NO per far vincere la democrazia!

 
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"Sono per una Democrazia parlamentare, garantita da questa Costituzione"

Paola FrasconePAOLA FRASCONE, INSEGNANTE, RESIDENTE A SORA

"Sono per una Democrazia parlamentare, garantita da questa Costituzione"
Ciao sono Paola Frascone, insegnante, residente a Sora. Voterò NO al Referendum sulla riforma della Costituzione, innanzitutto per la legge elettorale "Italicum", che,con la concessione spropositata di premi di maggioranza alla Camera,concentrerà tutti i poteri nelle mani di una sola forza politica e del suo leader, io sono per una Democrazia parlamentare, garantita da questa Costituzione. Giuristi e costituzionalisti, di fama molto più accreditata di quella del "signor Renzi, si sono dichiarati contrari a questa riforma, che tradisce le intenzionalità di tutela della libertà della nostra Costituzione. Una riforma scritta male, ambigua ed incomprensibile in molti punti, che complichera' , invece di snellire,come promesso, l'iter delle leggi, senza apportare nessun risparmio sui costi della politica. A mio parere è l'ennesima menzogna di questo Presidente del Consiglio, un grave danno, il peggiore, se dovesse vincere il SI. Buon voto a tutti.

 
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