fbpx
Menu
A+ A A-

A proposito di scuola e didattica a distanza

Insegnanti che parlano della scuola e della didattica a distanza nell'emergenza Covid 19

lopez 370 mindi Serena Galella - “Che bello insegnare! Lavorare solo 18 ore alla settimana e fare 3, dico 3 mesi di vacanze!!! Tanto tempo liberooooooooooo!!!!”
TUTTE CA … ATE! Banalità che sentiamo ripetere di continuo e ci saremmo anche stufati. Tutti luoghi comuni, la realtà è ben diversa.
Mai come in questo periodo i prof. hanno avuto l’occasione di dimostrare il contrario e cioè quante ore e con quanta dedizione facciano il proprio lavoro. Peccato non se ne sia accorto nessuno.
Chiuse le scuole per il Covid-19 le famiglie si sono ritrovate in casa con i propri pargoli, uno o due al massimo, e si sono accorte che senza la scuola non riescono a sopportarli neanche loro… noi invece dobbiamo confrontarci con 20 o più alunni in un’aula, spesso per nulla scolarizzati, senza rispetto ed educazione. Già, diciamo anche questo, le famiglie non sono più quelle di una volta ed educare i figli è diventato un optional, quindi, non tutti ma tanti non sentono alcun rispetto per l’autorità, che sia genitore o professore, quindi le relazioni sono, a dir poco, complicate.

Le famiglie sono il vero problema, o non esistono. I ragazzi sono spesso abbandonati a se stessi o sono iperprotetti e soffocati. Devono essere al massimo delle prestazioni, fare inglese, danza, calcio, sport e avere tutti voti alti a scuola. Tra le due cose non so quale sia peggio.
Un po’ di ascolto, no. E così ci ritroviamo tra i banchi, con chi sviene, chi piange, chi non ha il libro, chi lo lascia a scuola, tanto a casa che ne deve fare? Oltre ad essere dei bravi babysitter specializzati, siamo anche dei “niente male” psicologi, senza le famose “competenze” (parola magica scolastica…). E non vi dico che casino ora se si dovessero sentire male! Bisogna coinvolgere il responsabile della sicurezza (che se c’è è in classe a fare lezione) e se non è in sede le povere collaboratrici scolastiche (bidelle) non sanno dove mettere le mani… fogli, foglietti, dichiarazioni, norme, decreti, e tutto il possibile e l’impossibile. Un mal di testa? Devi chiamare l’ambulanza, perché se i genitori stanno ancora insieme, cosa rara, lavorano tutti e due e quindi a casa non c’è nessuno che può venirli a prendere. Se stanno male? Vanno a scuola, perché a casa da soli non ci possono stare e quindi tutto il casino che ne consegue oltre a passare a tutti quello che hanno, che in momenti come questo sarebbe il dramma collettivo.

E allora di cosa parliamo? Perché i ragazzi vengono a scuola? Per giocare! Certo perché a casa giocano con la play, vedono delle serie su Netflix, mica studiano… e così nella meravigliosa Didattica a Distanza (DaD) ci siamo trovati immersi h24 nel lavoro… noi, loro a giocare.

Carichi materiali interessanti, ti passi le serate davanti al pc per valutare cosa sia meglio sottoporre ai pargoli e loro se ne scatafottono! Non hanno visto nulla o molto poco e in pochi.

Allora assegniamo loro dei compiti, consegna con scadenza, tanto di titolo e la generazione tecnologica cosa fa? Se fanno il compito lo caricano capovolto, con la scadenza che gli pare a loro, o lo mettono dove hai chiesto il disegno al posto della tesina e viceversa, quando va bene.

Perché cari genitori dovete sapere che la scuola non è finita, è finita per i ragazzi ma non per noi. Stiamo ancora leggendo le loro originali tesine “copia e incolla” dove compaiono ancora i link che non si sono nemmeno degnati di rimuovere, tanto ci pensano i prof. E non tutti hanno consegnato… no. Ci stiamo anche sbracciando per coloro che non sono mai comparsi in video lezione e che non si sono degnati di consegnare alla scadenza neanche l’unico compito che dovevano fare per superare l’esame di licenza media.

Ma li ci ha pensato la ministra a darci una mano. Noi a digitalizzarci, aggiornarci, organizzarci, motivarli, tirali su di morale, quando tristi perché chiusi in casa e lei? Tutti promossi!!!! Che figata.
Io vorrei sapere che “kazzoo” hanno fatto due mesi chiusi dentro casa, per non fare neanche le video lezioni, dopo che la scuola ha dato ad ognuno di loro i pc o i tablet per aiutarli. Durante le vacanze pasquali le scuole hanno consegnato agli alunni tramite la protezione civile i propri computer, attivando fiduciari e collaboratori.

Ora questo è poco, potrei dirne ancora tante, ma tante e non finire più, ma una cosa va detta. Il MERITO in questo paese non si esprime se non per raccomandazione e i nostri alunni lo sanno bene. Se sei raccomandato puoi essere a capo di qualsiasi cosa senza essere competente, puoi fare anche il politico e il ministro. Se studi, puoi fare il prof, con uno stipendio che resta una miseria, sia che lavori tutto il giorno senza sosta, tra lezioni, correzioni, proposte di materiali, riunioni, valutazioni infinite (perché altrimenti come potremmo complicare tutto) e perdita conseguente della salute, sempre uno sfigato sei. E allora ti chiedono: perché studiare tanto?

Altra cosetta… vi ricordate l’importanza dell’ESEMPIO? Ecco è ancora valida, se date un buon esempio ai ragazzi sarà meglio di qualsiasi lezione o ramanzina.
Quindi la mia rabbia è rivolta sempre e solo verso il mondo degli adulti, perché loro ci guardano, ve ne siete accorti? E ci ascoltano pure!

Chiaramente va detto che non tutti i ragazzi si sono comportati nello stesso modo, ma chi non voleva fare, non ha fatto.
Ora vorrei sapere quale lavoratore, laureato, con vari corsi continui di aggiornamento e studi di ogni tipo, ha lavorato dalle 8 di mattina fino a sera e a volte anche notte davanti al computer seduto per oltre 13 ore al giorno durante e dopo il lockdown e per tutti gli esami? Lo vorrei sapere. E dico di più. Il prossimo che mi dice una delle banalità scritte a inizio sfogo (perché è chiaro che questo sia uno sfogo) reagisco in forma violenta, anche se di solito pratico gentilezza e sono pacifista. Chiaro?
Aggiungo anche un’altra cosa, di solito non scrivo parolacce, anche se ne dico parecchie, ma questa volta le lascio andare e sono poche, solo due.

DEDICO A TUTTI I COLLEGHI PROF., che si stanno ammazzando davanti un computer e che in 15 anni di scuola ho avuto modo di conoscere e posso dire che tutto sono meno che dei lavativi, che si fanno 1000 scrupoli per un voto in più o in meno e che passano tutto il tempo a rimuginare facendosi scrupoli di coscienza verso i propri alunni che amano (che forse da genitori non si fanno verso i proprio figli), questo “sfogo”, consapevole che io non faccio testo, ne’ come prof ne’ come genitore. W la DaD!
P.S.: la vignetta non so di chi sia, ma rende bene l'idea.

#scuola #didatticaadistanza #dad

 

 

Articoli e news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

La scuola tra “necessario” e “bello” e tra “virtuale” e “reale”

“Ceci n’est pas une école”: la scuola ai tempi del Covid 19, tra “necessario” e “bello” e tra “virtuale” e “reale”.

studiare a distanza 2 390 mindi Arianni Fermani* - “Questa non è una scuola”. Recitano così alcuni slogan che affollano i social nelle ultima settimane (che fanno evidentemente il verso alla celeberrima opera di René Magritte: Ceci n’est pas une pipe), in cui, al posto della pipa, si rimanda all’immagine di un computer portatile per simboleggiare la didattica a distanza. Uno slogan condivisibile, perché questa non è, indubbiamente, la scuola. La scuola, quella “vera”, vive di un continuo scambio di anime e anche di un contatto costante tra corpi. La scuola, quella vera, è sporcarsi le mani di gesso.

Questa che stiamo vivendo da dietro uno schermo è solo una scuola di emergenza, che, per di più, ha posto mille difficoltà - tecniche, logistiche e organizzative - a docenti, allievi e famiglie, che in pochi giorni hanno dovuto cambiare radicalmente la propria vita, trasformando il virtuale in reale e il reale in virtuale.

Ogni mattina, invece di veder mia figlia scendere di casa con lo zaino a prendere l’autobus, la vedo chiudersi in camera, connettersi, per entrare virtualmente in aula. Mi commuovo, ogni volta, nel vedere quanto impegno i suoi docenti, lei stessa e i suoi compagni mettono nello svolgere e nel seguire le lezioni, nel fare i compiti e le interrogazioni.

Come mi commuovo di fronte ai visi concentrati o all’ascolto delle voci dei miei studenti, che da dietro lo schermo parlano con impegno di temi altissimi e attualissimi come il dolore, la sorte o la virtù nella filosofia antica. Come mi si stringe il cuore di fronte a coloro che si laureano da soli, magari senza le famiglie al fianco e con gli amici lontani, quando per di più, nell’angolo della webcam, spunta una timida corona d’alloro consegnata da un corriere, pronta ad essere indossata, da chi vuole far sentire comunque -e, forse, ancora di più- la vicinanza: “distanti ma uniti”.

È una “scuola di emergenza”, quella che siamo vivendo, e ha molti, moltissimi limiti. Perché se la scuola, come ricordava don Lorenzo Milani, serve a curare i veri malati e non i sani («se si perde loro, i ragazzi più difficili, la scuola non è più scuola. È un ospedale che cura i sani e respinge i malati») la scuola ai tempi del Covid, invece di contribuire a accorciare le differenze, le esaspera. Inevitabilmente. E non solo perché molti genitori devono improvvisarsi tecnici, ma perché tante famiglie non hanno gli strumenti, la preparazione necessaria o, banalmente, perché vivono in una zona con poca connessione. Nella scuola ai tempi del Covid anche questo diventa elemento di esclusione.

Una scuola del genere è faticosa, per gli studenti, per genitori e per i docenti. Al termine della giornata si ha spesso la sensazione di aver lavorato tantissimo e di non aver realizzato nulla. Ma forse, mi piace sperarlo, non è così, o non lo è del tutto.
O, meglio, per usare le antichissime categorie greche anankaion (necessario) e kalon (bello), quella che stiamo sperimentando in queste settimana è una scuola necessaria, utilissima in un momento come questo. Di sicuro non bella.

Eppure, talvolta, e anche questo insegnamento viene dai Greci, dal necessario può nascere il bello. Il cosiddetto lockdown, per fortuna, non impedisce alle emozioni di uscire, rinchiude i corpi ma non sigilla i cuori. Anzi, forse, inaspettatamente, la consapevolezza della nostra costitutiva fragilità ed “esposizione” al rischio ci rende più ricchi, più umani, più veri. «Tal quale la stirpe delle foglie è la stirpe degli uomini», scriveva già Omero, ma noi, forse, non ce lo ricordavamo, o non ce lo ricordavamo abbastanza. Allora approfittiamo di questo momento per fare, come si dice, “di necessità virtù”. Ogni crisi, e quindi anche quella “educativa” che stiamo vivendo in questo delicatissimo momento storico, ha un potenziale enorme, che non va assolutamente sprecato. Lo sapevano, ancora una volta, gli antichi, che con la parola “krisis” indicano la scelta, la decisione e, ancora prima, la separazione della parte buona e della parte cattiva del raccolto. Approfittiamo di queste occasioni (visitiamo virtualmente musei, città d’arte, seguiamo video-conferenze, leggiamo cose che altrimenti non avremmo mai avuto il tempo o l’opportunità di leggere), riappropriamoci dei nostri tempi, rivediamo le nostre priorità.

E, soprattutto, come diceva il grande poeta Rilke: «non sprechiamo i dolori».

 

Arianna Fermani
*Arianna Fermani
Insegna Storia della Filosofia Antica- Università degli Studi di Macerata
Presidente del Consiglio Unificato delle Lauree in Filosofia
Presidente SFI Sezione di Macerata (https://www.sfi.it/)

 

 

 

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

Files:
zip.png Modulo di autocertificazione
(0 voti)

Modulo di autocertificazioine. Mininterno 26 marzo 2020

Data 2020-03-11 Dimensioni del File 456.82 KB Download 80 Scarica

Articoli e news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

 

Leggi tutto...

Nella didattica a distanza tutti perdono

Subire la didattica?

didattica a distanza 350 mindi Antonella Necci - Ragionando a margine di una vicenda controversa come quella della didattica a distanza, dobbiamo riconoscere quanto l'attuale sperimentazione, se applicata al modello classico della scuola italiana, risulti perdente sotto tutti i punti di vista.

Risulta perdente per chi subisce la didattica. Gli studenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado.
A cominciare dagli scolari delle elementari che, posti di fronte al video, se non accompagnati dal sostegno dei genitori, percepiscono un buon 1% della lezione frontale a distanza. Molte sono, infatti, le fonti di distrazione di quello che viene considerato più un videogioco che non un reale strumento di apprendimento.

Nella scuola secondaria di primo grado, poiché ci troviamo ancora nell'obbligo, i problemi si fanno più evidenti. Il lavoro in classe, eseguito in gruppi e meno in modo individuale, in questa situazione sospesa, riporta in vita i famosi spettri nell'armadio della scuola media: la mancanza di un lavoro individuale svolto con scadenze e modalità acquisite.

I dolori, però, arrivano quando lo studente italiano varca la soglia virtuale della didattica a distanza degli istituti superiori.
In questo caso l'individualismo, il metodo di studio, la rielaborazione individuale degli argomenti nuovi che vengono affrontati, diventano un baratro che i più cercano di scavalcare con l'aiuto di internet, dei genitori onnipresenti, del tutor che li sostiene a distanza e che svolge i compiti per loro, previa remunerazione. È qui che nascono le reali disparità sociali. Qui si evidenzia il perché una fetta esigua della popolazione italiana che ha arraffato il potere, vuole, a gran voce, e ora anche con decreto legge, che la didattica a distanza continui, anzi sia già attiva ed efficiente dal 1 settembre 2020. Obbligatoriamente.

Se guardiamo alla prospettiva dal punto di vista genitoriale, dobbiamo parlare di due fronti. Uno, il sostenitore della distruzione della scuola pubblica, ma anche in parte di quella privata, perché purtroppo il libero pensiero infastidisce è risulta inopportuno. Serve l'immunità di gregge, ma non perché solo i migliori possano resistere, ma perché i più piatti secondo il loro encefalogramma possano accettare i nuovi modelli.

Ricordiamo che la scuola e l'insegnamento sono soprattutto femminili, e che negli anni 40 e 50 molte donne dedite all'insegnamento siano divenute le nostre madri costituenti. Non impiegate di banca, attrici, soubrette, o politiche che si laureano grazie alla loro posizione sociale. Maestre, insegnanti di scuola media e superiore, giornaliste, donne che hanno fatto la storia, con la loro dignità, la loro forza, il loro libero pensiero. E che hanno formato diverse generazioni, prima che si decidesse di asfaltare la scuola, perché troppo pericolosa.

Ecco, il gruppo di genitori che aderisce alla prospettiva di asfaltare la scuola percepita come un bene per la comunità è di gran lunga superiore a quello che percepisce tale situazione come un fallimento a lungo termine di un faticosamente raggiunto sistema democratico.
Diciamo pure che il rapporto è di 10 a 1.
Una guerra persa in partenza.
Possiamo già dire addio alla libertà d'insegnamento, se mai ci sia stata una reale possibilità di esercitarla, senza ingerenza alcuna.

Infine, guardiamo alla didattica a distanza dalla prospettiva più importante: quella del corpo docente.
Anche qui la situazione si presenta frastagliata. Tralasciamo le abilità più o meno accentuate nell'uso del digitale. Concentriamoci sulle teste dei docenti. Sempre nell'ottica della distruzione della scuola, si può dire che il lavoro si svolga anche dal basso. Immettere nella scuola le teste piatte sta sortendo il suo effetto. Lauree in letteratura senza conoscere la letteratura, in filosofia con leggera infarinatura filosofica, master in discipline più disparate, svolti presso università private definite prestigiose perché molto costose, ma scarsa attitudine all'insegnamento, che viene bypassato previa raccomandazione di quel senatore o ministro o tycoon industriale amico del nonno, compagno di scuola del cugino. E via di questo passo.

Si entra nella scuola, sognando di emulare divi come Trump, anche se pubblicamente nessuno di loro lo esalta apertamente. Alcuni vogliono dominare il mondo e amano Salvini, ma anche Hitler è un modello di vita ideale. Insomma, la scuola è solo il trampolino di lancio verso carriere prestigiose, matrimoni favolosi. La scuola è quei mille euro che fanno comodo per pagare la donna di servizio, ma non per abiti firmati e sfoggio di gioielli. Va da sé che in questo angolo di scuola non esiste né libero pensiero, né pensiero.

Nel cantuccio, relegati a cenerentola del focolare, si trovano quei pochi veri e propri docenti che, ovviamente, lavorano da docenti, non ascoltano le prepotenze e il bullismo di quell'altra fetta nemmeno esigua che non conosce educazione, che, insomma, svolgono il loro ruolo istituzionale. Anche qui la guerra sembra persa in partenza. Il rapporto tra primedonne senza valori è di 10 a 1. Il rapporto tra cafoni e prepotenti è ugualmente di 10 a 1.
Il quadro è chiaro. Diventa catastrofico se vi si sovrappone la didattica a distanza.

Possiamo dire che in questo modo si accelera la fine della didattica e si modifica la scuola in una qualsiasi azienda. Altro che libero pensiero. Inizio in gran stile di 1984 di George Orwell.

Leggi tutto...

Didattica a Distanza obbligatoria?

Insegnamento on line. E' partita una grande discussione

registro elettronicoLa didattica a distanza, il nuovo videogioco che intrattiene genitori e figli nel nemmeno tanto breve periodo della sospensione della didattica in presenza, è stata intesa da troppi “proseliti neofiti” dello scranno, della scrivania e della cattedra, come panacea per tutti i mali della scuola pubblica della Repubblica italiana.

I neofiti della nuova religione pedagogico-didattica hanno commesso tre errori sostanziali: sopravvalutare la disponibilità e l’efficacia degli strumenti informatici, sovraccaricare di lavoro gli studenti davanti all’equivalente della Play-Station, equiparare un’ora di lezione in aula ad un’ora di lezione dietro lo schermo.

Escludiamo dal ragionamento gli ultimi anni delle superiori, l’Università, il Conservatorio e l’Accademia di Belle Arti. Fino ai sedici anni, cioè fino al biennio della Scuola Secondaria di secondo grado, l’alunno deve adempiere all’obbligo dell’istruzione previsto dalla legge; dal triennio, invece, si entra nella dimensione della “scelta”, cioè nel seguire un percorso scolastico che lo studente ha scelto, proteso verso il suo futuro, e nel quale investe risorse economiche della sua famiglia, il suo tempo e le sue energie.

Normativamente, non esiste un “obbligo” per gli scolari delle elementari e gli studenti delle medie di seguire con correttezza, impegno e rielaborazione personale (studio) la didattica a distanza. In verità, contrattualmente, non esiste neppure un “obbligo” per i docenti della scuola dell’obbligo di porre in essere lezioni e interrogazioni attraverso computer e connessioni Wi-fi.

Se il Parlamento ritiene che la nuova religione pedagogico-didattica debba diventare obbligatoria, vanno studiate con estrema attenzione tempi e modalità, obbligate le famiglie a far “frequentare” i figli, e inserite le nuove modalità a tempo della funzione docente nel nuovo Contratto Collettivo nazionale di lavoro scuola. Inoltre, nel rispetto della Costituzione, si prevedano anche computer e connessioni a costo zero per tutti, docenti e studenti.

La lezione online, per essere efficace nei confronti dei discenti più piccoli, deve rispettare i tempi televisivi. Sono da evitarsi rigorosamente, pertanto, gli interminabili monologhi del docente, la programmazione di un numero di ore pari a quello delle lezioni in presenza, l’insegnamento teorico delle discipline “pratiche” come la Musica. I tutorial, oggi largamente presenti su Internet, non costituiscono una modalità di insegnamento ma di “ammaestramento”. L’elemento educativo e quello formativo posti in essere dalla scuola, rientrano in altre categorie pedagogiche e didattiche.

In conclusione, la didattica a distanza non può sostituire, se non per brevissimi periodi e cum grano salis, il dialogo educativo-formativo e le esperienze concrete di apprendimento che caratterizzano la vita scolastica di docente e discente. Un aspetto che sia l'utenza sia la comunità scolastica sembrano ignorare, o almeno, si rifiutano di considerare, accecati dalla novità di un giocattolo, per ora, divertente, anche se per niente educativo.

 

 

 

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

zip.png Modulo di autocertificazione
(0 voti)

Modulo di autocertificazioine. Mininterno 26 marzo 2020

Data 2020-03-11 Dimensioni del File 456.82 KB Download 80 Scarica

Articoli e news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...

Si fa presto a dire "Didattica a Distanza"

Una riflessione.

didattica a distanza 350 minDa una mail ricevuta da Antonella Necci - La DaD (didattica a distanza) si esplicita in formule variegate e diversificate. La video conferencing è solo una di esse.

Un docente può produrre materiali, selezionarne di esistenti, adattarli secondo un percorso o anche secondo ‘suggestioni’ didatticamente significative.

Il video conferencing, nello specifico, porta con sé una serie di problematiche, tutte essenzialmente riconducibili alla privacy e alla mancanza di adeguata sperimentazione pregressa rispetto, per esempio, al feedback da parte degli studenti (tempi di attenzione, accessibilità alle piattaforme, disponibilità dei device), ma anche rispetto alla percezione della stessa come effettiva ‘didattica’ (e come didattica ‘effettiva’).

La Scuola e le scuole erano complessivamente impreparate a un’emergenza sanitaria di queste proporzioni. In realtà, il più delle volte la Scuola è impreparata da anni anche alla presenza di normali presidii igienico-sanitari come carta e sapone.
Allora, invece di mettere l’accento su piattaforme che funzionano o meno, docenti più o meno vecchi, scuole più o meno pronte a rispondere alle criticità, mettiamo l’accento, piuttosto, su anni di ‘disinvestimento’ sulla scuola pubblica, sull’uso di tecnologie solo a voce sbandierate, su un aggiornamento del personale docente quasi inesistente e lasciato in mano alle tasche e all’iniziativa dei singoli.

Vedo colleghi docenti di scuole di ogni ordine e grado letteralmente massacrarsi per non abbandonare i propri studenti, confrontarsi con realtà che nessuno ha mai spiegato loro e sentirsi un senso di responsabilità oltre ogni, e diciamolo, lecita aspettativa.

Allora leggo di hacker sulle piattaforme, di mamme che spiano le lezioni dei figli, di lezioni che girano sui gruppi whatsapp dei genitori.
Un titolo di studio non fa un docente. Un docente è professionalità, ricerca, confronto, buon senso, studi pedagogici e didattici, attenzione, cura. E se anche la scuola è un servizio pubblico e come tale se ne deve poter indicare un tasso di gradimento, non mi sembra che altri servizi pubblici siano mai stati attaccati frontalmente e da più fronti come la Scuola Pubblica.

Il giudizio bisogna darlo a posteriori, quando gli studenti di oggi saranno gli uomini di domani e magari ricorderanno con molta più indulgenza dei loro genitori e dei demolitori a prescindere quella prof. che faceva fatica a modificare le impostazioni dell’audio o che gridava troppo per paura di non essere sentita.

Eroi, anche gli insegnanti. Sempre con i ragazzi e per i ragazzi. E, in molti casi per fortuna, anche con quei genitori che li apprezzano.

Quello che qui allego è la mail-sfogo di un docente che, portavoce di tanti nelle sue attuali condizioni, chiede a gran voce chiarezza.
Chiarezza nella definizione del suo ruolo. Ora più che mai. Chiarezza nella definizione di programmi adatti alla didattica a distanza. Chiarezza nella definizione dei termini di valutazioni congrue e pertinenti. Pertinenti a cosa ci si deve aspettare da un'utenza sollecitata da fattori e distrattori mai consoni ed adeguati al dialogo educativo. E dunque, infine, chiarezza su cosa oggi si intende per dialogo educativo.

 

 

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

zip.png Modulo di autocertificazione
(0 voti)

Modulo di autocertificazioine. Mininterno 26 marzo 2020

Data 2020-03-11 Dimensioni del File 456.82 KB Download 80 Scarica

Articoli e news di questo giornale online direttamente sul tuo Messanger  clicca qui
aspetta che appaia tutto il testo - 6 righe

 

 

youtube logo red hd 13 Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it 

 

Sottoscrivi abbonamento gratuito all'aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it - Home

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

 

Sostieni UNOeTRE.it

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore. E' vietato il "copia e incolla" del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l'articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l'insieme della pubblicazione. L'utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici