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Artigiani: corsi di formazione per i dipendenti delle aziende

UAI. Organizzazioni Professionali

Fondo nuove competenze: l’Unione Artigiani Italiani da’ il via ai corsi di formazione per i dipendenti delle aziende

20200323 unione artigiani italiani minÈ stato rifinanziato il bando per il “Fondo nuove competenze”, in partecipazione con il Fondo sociale europeo, nato per contrastare gli effetti economici dell’epidemia Covid-19. Il finanziamento permette alle imprese di adeguare le competenze dei lavoratori, destinando parte delle ore alla formazione, con retribuzione delle stesse a carico del fondo, grazie ai contributi dello Stato e del Fse - Pon Spao, gestito da Anpal.

“Ad oggi sono stati presentati ed accolti molteplici progetti formativi, il Fondo è stato rifinanziato in questi giorni ed è una grande possibilità per le imprese – sottolinea il Presidente UAI Lazio Francesco Michele Abballe – adeguare le competenze dei propri dipendenti alla luce dei cambiamenti epocali provocati dall’impetuoso avvento del Covid-19. Il mondo del lavoro ha bisogno di rivedere e cambiare i sui pilastri e la formazione, a cui da sempre l’Unione Artigiani Italiani punta, è la via di uscita maestra. La nostra organizzazione ha accolto con favore l’iniziativa del Fondo nuove competenze ed è pronta per fare la propria parte per proprie imprese associate”.

Il decreto prevede dunque la possibilità di ottenere il finanziamento a fondo perduto: delle quote di retribuzione eMichele Francesco Abballe 350 min dei contributi previdenziali per lavoratori occupati in nuovi percorsi formativi adattati alle nuove esigenze produttive dell’impresa, a seguito della crisi COVID. Tali percorsi possono prevedere anche riorganizzazioni dell'orario e del numero di dipendenti. L’obiettivo è quello di intervenire e migliorare un sistema produttivo, quale quello nazionale, basato in larga parte su una manodopera a bassa scolarità. Il nuovo decreto interministeriale richiede nel progetto una valutazione personalizzata delle competenze del lavoratore dei suoi bisogni formativi e una valutazione e attestazione trasparente degli obiettivi conseguiti.

I corsi di formazione saranno erogati dagli enti accreditati a livello nazionale e regionale della Unione Artigiani Italiani secondo modalità ed orari concordati con le aziende ed i propri dipendenti.

Per informazioni: 0775.871601, , www.unioneartigianiitaliani.it

 

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Catalent vaccinerà i dipendenti

SANITA'. Inchieste Loffredi

Anagni: dipendenti Catalent incominceranno ad essere vaccinati dal 15 aprile

di Angelino Loffredi
catalent anagni al centro della guerra sui vaccini londra ue 39481 min 1Dopo avere ascoltato tante promesse e provato tante delusioni, se si pensa al numero dei vaccini ancora non arrivati nei centri di vaccinazione e negli stessi ambulatori medici, finalmente abbiamo sentito una buona notizia: i dipendenti della Catalent di Anagni, azienda produttrice del vaccino Astrazeneca, incominceranno ad essere vaccinati dal 15 aprile.

Il giornale UNOeTRE.it da qualche settimana aveva lanciato tale la richiesta ed ora, con soddisfazione, apprendiamo che si è aperta questa possibilità.

La natizia, purtroppo non è accompagnata da tante altre necessarie informazioni. Pur sapendo che l’azienda dispone di un medico e di due infermieri non si è conoscenza se il personale addetto alle vaccinazioni degli ottocento dipendenti sara messo a disposizione dalla ASLdi Frosinone o dalla stessa azienda, il periodo necessario alla stessa.

 

 

 

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Dipendenti senza stipendio da oltre 2 anni

Falvaterra dipendenti da 2 anni senza stipendio 350 minUnione dei comuni antica terra di lavoro: dipendenti senza stipendio da oltre 2 anni. pronta la mobilitazione
Non ricevono lo stipendio da oltre due anni i dipendenti dell’Unione dei Comuni “Antica Terra di Lavoro” che ha sede nel Comune di Falvaterra e, composta anche dai Comuni di Rocca d’Arce e San Giovanni Incarico, è da tempo in liquidazione. L’ultimo stipendio ricevuto dalle 4 impiegate e 2 operaie, tutte assunte a tempo indeterminato, risale al Novembre del 2017, da quel momento il nulla, neanche attraverso i decreti ingiuntivi, i quali, non hanno determinato effetti. Dal Gennaio 2019, poi, le lavoratrici non hanno ricevuto più neppure le buste paga e il versamento dei contributi Inps. Nonostante tutto continuano a recarsi giornalmente sul posto di lavoro per non perdere le tutele in caso di licenziamento, ma l’ente non svolge più alcuna attività e dunque non c’è nulla da fare. Una situazione imbarazzante per la quale è intervenuto più volte il consigliere del gruppo “Progetto Falvaterra” Daniele Ricci che sta seguendo da vicino la vertenza. Lo stesso gruppo consiliare, recentemente, ha chiesto un incontro con il liquidatore, in carica da luglio scorso, senza ottenere risposta. L’Ugl, sindacato di riferimento diIl paese di Falvaterra da monte Calvario 350 min parte del corpo dipendente, ha annunciato una giornata di mobilitazione: “E’ fondamentale tenere i riflettori accesi sulla vicenda perché le sei lavoratrici hanno il sacrosanto diritto di ottenere gli stipendi arretrati e conoscere il proprio destino. La nostra organizzazione sindacale è pronta a sostenere le lavoratrici e ad organizzare un sit-in di protesta davanti la sede di Piazza Sigismondo Amati 1”. Le dipendenti speravano di risolvere il 31 Dicembre con la liquidazione dell’ente ma così non è stato: “A nessuno interessa la situazione – spiegano – non si sta facendo nulla per risolverla, ci sentiamo abbandonate”.

 

 

 

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Mobilità territoriale volontaria delle Poste vada all'attenzione del Mise

poste 350 260 minComunicato. Dipendenti di Poste italiane S.p.A. sul piede di guerra, gli accordi per sbloccare mobilità territoriale volontaria non soddisfano le richieste. La Senatrice Spilabotte raccoglie la protesta e coinvolge il Mise. «Il problema nasce dal fatto che questo tipo di mobilita è disciplinata da un apposito accordo collettivo - spiega Spilabotte - .

Il “meccanismo”, in teoria, è molto semplice: ogni anno i lavoratori che intendono cambiare sede di lavoro sono chiamati a presentare una domanda – da inoltrarsi per via telematica ed utilizzando l’intranet aziendale – nella quale devono indicare l’ambito provinciale entro cui anelano ad essere trasferiti.

Tutte le domande raccolte, vengono quindi esaminate ed “elaborate” (alla luce di una serie di criteri declinati in seno al predetto accordo collettivo) al fine di formare apposite graduatorie degli aspiranti trasferendi. In buona sostanza per ciascun ambito territoriale e per ciascun livello di inquadramento viene stilata una graduatoria.

Questo meccanismo si e' inceppato nello scorrere quelle graduatorie, che consentono di accordare il trasferimento agli aventi diritto. Sebbene in considerazione dell'accordo Poste Italiane sia obbligata a concedere il trasferimento in presenza di “caselle” scoperte nell’organigramma aziendale, il sistema si e' bloccato. Da qui una serie di trattative lunghe e ferraginose che ad oggi non hanno minimamente trovato l'accoglimento dei dipendenti in ragione della esiguita' del numero dei trasferimenti concessi, poche centinaia, a fronte di 1400 richieste. Ritengo si debba chiarire questa vicenda e rimuovere i blocchi. Pertanto porterò questa vertenza all'attenzione del Mise».

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Fabrizio Cristofari scrive ai dipendenti del Comune

F.Cristofari 350 260Carissime lavoratrici e cari lavoratori,

mi rivolgo a Voi in segno di profondo rispetto e gratitudine per quanto, con il Vostro lavoro, quotidianamente mettete in campo esprimendo professionalità ed attenzione nei confronti dei cittadini.
Allo stesso tempo comprendo perfettamente il Vostro disagio derivante dalla somma algebrica della grande mole di adempimenti, da norme sempre più stringenti e da una ‘macchina comunale’ che mostra spesso il lato debole, la poca efficienza organizzativa.
Uno dei punti focali contenuti nel nostro Programma di coalizione che potrete consultare sul sito internet fabriziocristofari.it al capitolo L'Amministrazione del sì: trasparenza, qualità ed efficienza della “macchina comunale” riguarda il forte rinnovamento che dovrà interessare proprio la macchina organizzativa del Comune.

Infatti la medesima struttura comunale rappresenta uno dei più importanti strumenti per la realizzazione degli obiettivi della nostra azione politica e programmatica. Occorre quindi pensare ad una moderna e innovativa struttura organizzativa dell’Ente che sia in grado di realizzare gli obiettivi programmatici in termini di innovazione, efficacia e qualità dei Servizi offerti ai cittadini.
A tale riguardo saranno riorganizzati i Settori per funzioni omogenee, orientate al risultato e flessibili nella loro conduzione e nella gestione del personale. I Settori stessi dovranno superare la logica del lavoro a compartimenti stagni, bensì essere allo stesso tempo complementari e funzionali tra loro. Sarà una priorità “fare rete” attraverso lo scambio di informazioni e progetti, in modo da ottenere un effetto sinergico e garantire un migliore ed efficiente servizio ai cittadini.

Allo stesso tempo è necessario investire fortemente sul capitale umano, sulle conoscenze e competenze delle persone, sulle relazioni e stili di direzione, oltre che verificare la funzionalità dei principali processi organizzativi per accrescerne efficienza e razionalità, a tutto vantaggio di risposte rapide e certe verso l’esterno.

I dipendenti comunali costituiscono un patrimonio di capacità e competenze. Tanto hanno contribuito a consolidare l’ottima reputazione di Frosinone, un particolare niente affatto secondario che negli ultimi tempi è stato fortemente mortificato dal punto di vista professionale ed economico. Occorre invece valorizzarlo e rimotivarlo laddove si sono evidenziate delle criticità, premiando le competenze in luogo delle “appartenenze”.

Voglio concludere questa mia breve lettera a Voi indirizzata con un augurio sincero di buon lavoro unita alla necessaria serenità che Vi consenta, nel prossimo futuro, di svolgere le Vostre preziose mansioni nel migliore dei modi, secondo professionalità, senso di appartenenza, aspettativa ed aspirazioni.

Frosinone, 07/06/2017

Con affetto

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Arriva la "Giulia" e FCA dichiara 1763 esuberi su 3800 dipendenti

  • Pubblicato in Partiti

PaoloCeccano FiatPiedimonte 350 260dichiarazione di Paolo Ceccano, Prc - Renzi la smetta di fare promesse, la Giulia non decolla e per gli operai solo cassa integrazione e precarita’. Le istituzioni facciano squadra per fermare il dramma del lavoro in provincia di Frosinone.
Nello stabilimento FCA di Piedimonte SG si consuma ancora una volta la messinscena degli annunci. L’esultanza irradiata dal Quirinale e da palazzo Chigi per l’avvio della produzione della Giulia Alfa Romeo, non corrisponde a quelle che erano le aspettative per l’incremento dell’occupazione e tanto entusiasmo in realtà nasconde, in questo stabilimento, l’ennesimo dramma per il lavoro.
L’assunzione di operai e tecnici, quale conseguenza dell’avvio della nuova produzione, si è risolta, da parte della dirigenza aziendale, con una dichiarazione di 1763 esuberi su 3800 dipendenti: orario tagliato, stipendi ridotti per tutti. Per evitare i licenziamenti sono scattati i contratti di solidarietà, che significa fare incancrenire il lavoro precario. L’attività dell’indotto ovviamente non riparte e questo implica che le cifre negative per l’occupazione si amplificano.
Eppure le linee sono sottoutilizzate producendo soltanto 100 vetture al giorno anziché le 480 potenzialmente realizzabili. E ancora, il mercato sta crescendo per cui l’offerta di auto deve essere aumentata.
Qual è allora il motivo che induce Marchionne a trasformare quella che doveva essere un’opportunità per il lavoro in un nuovo tracollo? Che succederà con la nuova prevista produzione del Suv Stelvio?
Questa domanda il PRC la pone all’intero paese, alle forze politiche, ai sindacati, alle amministrazioni locali della provincia, ai candidati a sindaco di questa tornata amministrativa. Questo tema deve essere centrale per la provincia di Frosinone, nella campagna elettorale che coinvolge ogni singola città. Nessuno si può permettere di sorvolare su questa questione facendo finta di parlare d’altro.
Il PRC interrogherà puntualmente ogni candidato a sindaco in merito al problema del lavoro in FCA di Piedimonte SG, perché, date le premesse, la risposta non è tecnica-economica ma solo esclusivamente politica, di volontà di indicare gli indirizzi delle amministrazioni locali a rendere il lavoro una conclamata urgenza. Chiamare dunque l’impresa a rispondere di tanta incongruenza. Questo è il compito della politica qui ed ora!

Il segretario Provinciale PRC-SE
Paolo Ceccano

 
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E i 90 dipendenti del Centro per l'impiego dove finiranno?

  • Pubblicato in Partiti

bandiere pcdi 350 260dal PCdI riceviamo e pubblichiamo - Premesso che siamo nella confusione più completa per quanto riguardo il riordino delle provincie che sta causando notevoli danni ai cittadini. In questo quadro appare con molta evidenza la confusione che si sta sviluppando per quanto riguarda le politiche del lavoro e per i centri dell'impiego. È certo che il lavoro non è più competenza della provincia, quindi, i 90 dipendenti attualmente in pianta all'organico sono in una fase di basso utilizzo. La cosa grave è che il job-acts rimanda ad un nuovo decreto sia l'istituzione del NASPI e sia l'utilizzo del centro per l'impiego. A questo punto noi Comunisti riteniamo che l'agenzia nazionale del lavoro debba inglobare i centri per l'impiego e gestire mobilità, cassa integrazione e disoccupazione. Inoltre riteniamo utile che l'accorpamento delle varie agenzie, come per esempio Italia Lavoro e ISFOL, in un'unica agenzia. Le politiche attive del lavoro vanno trasferite a questa nuova agenzia e riteniamo che la formazione debba tornare al centro della di queste politiche.
In tante realtà la formazione è gestita in modo egregio, altre in modo disastroso e questo comporta un costo e degli sperperi che non possiamo più permetterci.
I dipendenti dei centri dell'impiego sono in età avanzata, in quanto non vi sono state assunzioni negli ultimi 15 anni, e avranno la difficoltà ad una riconversione informatica, che oggi è fondamentale. Anche se i nostri centri per l'impiego di Frosinone hanno dato grande prova di capacità per quanto riguarda il reddito minimo di inserimento negli anni 2000 e 2001, introdotto dal Governo Prodi nel 1998. Infatti la nostra provincia fu citata dal Ministro del Lavoro come esempio di "buona pratica".
È anche indispensabile unificare gli ispettori del lavoro, quelli dell'INAIL, sotto la supervisione, o meglio il coordinamento, delle ASL. Sono tutti provvedimenti che possono essere eseguiti immediatamente in modo da offrire un miglior servizio al cittadino che sempre più vive il dramma della disoccupazione.
È sicuro che l'occupazione si genera solo con investimenti pubblici e privati, ma le politiche attive per il lavoro servono a fare incontrare domanda e offerta di lavoro, e questo è fondamentale.
Il segretario provinciale del PCd'I
Oreste Della Posta

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