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Valle del Sacco: Veleni e ritardi. Ora agire in fretta

 UNOeTRE.it Dirette

Valle del Sacco 450 min

 I temi trattati nella trasmissione. di Valentino Nettinelli

UNOeTRE.it incontra il Dott. Luigi Montano e la Prof.ssa Margherita Eufemi, per riaccendere i riflettori sull’inquinamento che danna la Valle del Sacco, in particolare per discutere dei composti organici volatili presenti nel sangue, nelle urine e nel seme dei residenti nelle aree altamente inquinate.

Un’attenzione che il nostro giornale ha sempre tenuto viva, nonostante negli ultimi tempi ci sia stato un allontanamento dal tema. Distanza causata da ritardi della Asl nell'avere contezza della criticità dei dati e, soprattutto, dalla latitanza della politica locale, che ha sottovalutato l’emergenza, sull’altare degli interessi di pochi.

Prima di cominciare permettetemi di presentare brevemente i nostri due ospiti.
Il Dott. Luigi Montano è responsabile del primo servizio pubblico in Italia di medicina dello stile di vita in Uroandrologia nella Asl di Salerno e coordinatore del progetto di ricerca EcoFoodFertility.
La Prof.ssa Margherita Eufemi, residente a Serrone, è docente nel dipartimento di Biochimica dell’Università “La Sapienza” di Roma. Da sempre molto impegnata nello studio del territorio della Valle del Sacco e in prima fila nella difesa della salute delle persone.

1- Nel primo quesito vorrei chiedere ai nostri due ospiti di illustrare il proprio lavoro e le motivazioni che hanno indotto le rispettive équipes ad avviare le ricerche.

2- È importante anche mettere in parallelo la situazione della nostra Valle con la terra dei fuochi. I dati del nostro territorio evidenziano una situazione peggiore per la Valle del Sacco. La domanda che rivolgo ad entrambi è quella di descrivere le motivazioni che scatenano questa condizione della Valle del Sacco.

3- Nell’indagine effettuata si è tenuto conto della popolazione residente nel territorio proveniente da altre terre e da fenomeni di migrazione? I dati evidenziati nei cittadini della Valle del Sacco sono equiparabili anche in questa fascia di popolazione?

4- A questo punto affrontiamo un tema a noi caro, in qualità di organo di informazione. Nella nostra provincia c’è stata, in riferimento a questo tema, una grave carenza informativa. In particolar modo gli scetticismi e le pressioni da parte di alcune imprese hanno lavorato come veri e propri freni per la diffusione dell’informazione. Come credete che oggi si possa ovviare a queste lacune e cosa pensate degli scetticismi e delle pressioni continue?

5- Come quesito finale vorrei chiedere se e come lo Stato sia intervenuto nel sostenere e finanziare questa importante ricerca del Dott. Montano. Si intende, inoltre, promuovere la ricerca a livello istituzionale e proseguire con una riorganizzazione del lavoro?

Ringraziamenti agli ospiti, alla eccellente regia del direttore Ignazio Mazzoli e appuntamento sul nostro giornale per l’informazione quotidiana e per ulteriori approfondimenti

 

 La registrazione integrale della diretta*. 

 

 

 

*La diretta con il dottor Montano e la professoressa Eufemi ha sofferto di alcuni inconvenienti di natura tecnica. Ce ne scusiamo, ma a volte non si sa come fronteggiarli in maniera tempestiva ed efficace.
Questa forma di comunicazione e di informazione online è innovativa e importante, ma è penalizzata dalla diseguale qualità delle connessioni fra zona e zona e fra aree delle stesse città. Chissà se il Recovery plan rappresenterà un'occasione per la modifica radicale dell'efficienza e della qualità delle reti internet e WiFi? Ce lo auguriamo.

Pensiamo di poter fornire un aiuto a seguire le importanti e impegnative argomentazioni del dottor Luigi Montano e della Professoressa Margherita Eufemi segnalando alcune loro affermazioni e indicando il numero dei minuti (fra parentesi) in cui ricercarle.

«Non c'è consapevolezza» (nella Valle del Sacco ndr)

«Abbiamo avuto un aiuto non particolarmente importante» (nel fare le indigini sanitarie nella Valle del Sacco, cioè è mancato l'aiuto di scuole, medici e istutuzioni in genere. Noi ricordiamo di aver intervistato il dottor Monatano a Ceccano presso un laboratorio privato [privato, si] dove si effettuavano i prelievi. ndr)

«Il reclutamento di giovani nella Valle del Sacco per fare le indagini cliniche è stato davvero stancante, una fatica enorme... Annunciati disponibili in 20, alle analisi in 3 o 4»

In Italia su 8000 ragazzi analizzati solo 363

«Dire ancora dobbiamo continuare a fare studi epidemiologici...Non capisco che volete più approfondire? (19-25,30)
Ma...Siamo già alla fase della decontaminazione attraverso regimi dietetici...»

«Bisogna mettere mano al territorio e avviare le bonifiche necessarie» (50.00)

La situazione deve essere presa sul serio in questa area. Il seme valuta il passato, il presente ed è predittivo (35-45.00)

 

 aggiornato il 23 giugno '21 alle ore 15,05

 

 

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Ripensando alla diretta sul femminismo

FEMMINISMO OGGI

La domanda oggi: una società ridisegnata sulle esigenze delle donne

di Nadeia De Gsperis
TgTourism 20198 marzo e la continua lotta del femminismo 350 minLo scorso 7 aprile UNOeTRE.it ha tenuto una diretta dal tema “Femminismo tra passato e presente, cosa è cambiato dal XIX al XXI secolo” inserita tra gli eventi della rubrica PCICENTANNI. La diretta ha visto protagoniste/i Luciana Castellina, politica giornalista, scrittrice, Fiorenza Taricone, docente universitaria di dottrine politiche, già consigliera di Pari Opportunità e Paolo Zanone, artista di teatro (ARS Teatrando) e promotore del primo flash mob al maschile contro la violenza di genere tenutosi a Biella lo scorso 8 marzo.

Ritengo che le sollecitazioni sollevate dai nostri ospiti siano state molte e vorrei sottolinearne alcune.
La prima a cogliere un elemento di novità, nelle parole di Paolo Zanone, è stata Fiorenza Taricone che si è detta sorpresa dell’affermazione dell’artista
“di sentirsi piccolo”. Molti uomini, infatti, ammettono la NON conoscenza dei temi attinenti la questione femminile. Carla Ravaioli, nel suo libro “maschio per obbligo” cercava di capire gli infiniti condizionamenti dell’uomo in questo senso. Occorrerebbe, da parte degli uomini, un minimo di umiltà, la stessa che ha mostrato Zanone con la sua presa di coscienza, eppure, probabilmente, per il mondo maschile, aver avuto a che fare molto col potere non gli ha reso congeniale nel tempo il concetto di “umiltà”.
Paolo Zanone ha sostenuto che la forza di uno sguardo maschile su un altro uomo ha più incisività sebbene la “rieducazione” degli uomini sia un passo da fare insieme. Come la massa degli uomini, il suo sguardo di fronte a ogni tipo di violenza o disparità si risolveva in una indignazione che non aveva una dignità. Finchè un giorno, incalzato dalla domanda di una giornalista in tv che chiedeva “perché gli uomini non fanno nulla?” ha sentito di dover riacquisire quella dignità mancata. Confrontandosi poi con le nuove generazioni ha notato la stessa attenzione e necessità. Ecco dunque che bisognerebbe dedicarsi alla educazione dei maschi, e fornire ai bambini gli strumenti sin da piccoli.

Per quanto meravigliosa la nostra Costituzione, ha riferito invece Luciana Castellina, c’è un imbroglio di fondo, che ci vorrebbe tutti uguali di fronte alla legge, tutti uguali di fronte ai diritti. Ma tutti uguali non siamo, non nascono bambini neutri, nascono femmine e maschi e si è pensato che l’organizzazione della società fosse stata pensata per un bambino neutro ma il neutro corrispondeva al maschile che rappresentava il modello universale. Ora il punto di fondo non è l’accesso, ma la società si è organizzata socialmente e giuridicamente attorno a questo concetto che è la vera difficoltà da superare.
Le donne nel mondo e in Italia hanno fatto passi avanti, in magistratura, scuola, in campo manageriale, ecc. ma se andiamo a vedere più a fondo gli uomini manager per il 95 % hanno figli, le donne al 35 %, dunque le donne hanno dovuto rinunciare ad avere figli perché il lavoro è stato pensato per orari, ecc. solo per gli uomini.

C’è stata una donna nel PCI, Livia Turco, responsabile femminile del PCI che pose al centro la questione delle donne e il fatto che tutto fosse disegnato sui tempi degli uomini e non delle donne.
Oggi Le quote rose hanno valore simbolico, e probabilmente è giusto dimostrare che possiamo essere tutto ma non è questo il punto. Bisogna valorizzare le differenze e pretendere che la nostra società sia ridisegnata sulle esigenze delle donne.
La grande contraddizione tra virtuale e materiale, continua la Taricone è che il lavoro di cura delle donne è costantemente sottovalutato e sottopagato è reale e non virtuale.

Il femminismo è stato costruzione di una identità che era mediato da uno sguardo maschile, il termine sorellanza era un termine politico, condivisione di ideali e non di sangue, sorella di sangue. Il confronto nei collettivi femministi non era tra donne ma politico. Oggi è di nuovo desueto, rimpiazzato da una strategia mediatica che somiglia più a una lotta tra galline che un confronto tra donne, sostiene la Taricone. La sorellanza era utile politicamente. Perfino la fraternitè non ha un equivalente femminile eppure le donne sono state spesso protagoniste nella Rivoluzione francese.

Oggi come allora il linguaggio non è neutro così come non lo sono i bambini, ma esprime sempre un rapporto di potere.
E il femminismo non è un “ismo” morto, ma si è dovuto confrontare nel tempo con l’individualismo e con il qualunquismo e poi ancora con una pandemia che ha acuito le storture, e con la più grande contraddizione, la violenza di genere. Quest’ultima è una stortura evidente di un rapporto relazionale che non funziona e che Paolo Zanone sembra aver colto molto bene che con gli altri artisti ha sfilato indossando gli abiti migliori.

Quello che doveva contraddistinguerli era una paradossale professionalità e serietà, una processione lenta non solo per rispetto delle normative anticovid, ma interpretare una interpretazione scenica, una passeggiata di un’ora prima del flash mob, in un sabato cittadino molto frequentato, dove l’attenzione verso un uomo ben vestito con le scarpe rosse è stato uno sguardo di curiosità che poi è diventato di riflessione. “Eravamo una compagnia teatrale e dovevamo intercettare tutti gli occhi maschili e non siamo riusciti a incrociare nessuno sguardo, il senso di disagio era alto. Era quello che speravamo, destare un punto interrogativo.”

 

Il video trasmesso in diretta

 

 

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Femminismo ieri e oggi. Diretta on line, 7 aprile

Mercoledì 7 aprile 2021 ore 18
FEMMINISMO IERI E OGGI
COSA E' CAMBIATO DAL XIX AL XXI SECOLO

Diretta online di UNOeTRE.it. In dialogo con Nadeia De Gasperis¹, Luciana Castellina², Fiorenza Taricone³ e Paolo Zanone⁴, la novità, perchè è promotore del primo Flash Mob a sostegno delle ragioni delle donne, tutto al maschile: "UOMINI IN SCARPE ROSSE"

scarperosse 390 min 1Da molti anni sosteniamo che è importante schierarsi dalla parte della lotta contro la violenza che colpisce le donne e, purtroppo, anche inesorabilemente. Non solo solidarietà che pure è importante, ma condivisione delle ragioni della loro lotta per un avera parità di diritti, per godere di tutto il rispetto che ogni persona merita, sempre, verso la propria dignità. L'uomo schierato dalla parte della donna, convinto del rispetto che le deve, è una scelta di civiltà e prepara l'solamento dei violenti e degli incivili. Il 26 febbraio di quest'anno c'è stato un segnale manifesto e concreto di questo impegno senza incertezze. Come una odierna cometa di annunciazione, ha brillato da Biella per iniziativa di un uomo: Paolo Zanone, direttore artistico della compagnia Teatrando di Biella.

Di nostro per ora non aggiungiamo altro. La cosa migliore, in attesa della diretta on line, crediamo sia far parlare il comunicato che annunciò il flash mob su newsbiella.it il 26 febbraio 2021.

«Dai piedi del Mucrone, il monte che stagliandosi nel cielo disegna, secondo l’immaginario locale, il profilo di una donna placidamente addormentata, prende forma “Uomini in scarpe rosse”, il primo flash mob tutto maschile contro la violenza sulle donne. L’idea è venuta a Paolo Zanone, direttore artistico della compagnia Teatrando di Biella, dopo aver saputo del tweet sul tema scritto da Milena Gabanelli e delle relative reazioni.

“Ne ammazzano una al giorno – si legge nel tweet pubblicato dalla giornalista il 21 febbraio – ma io vedo solo donne manifestare, protestare, gridare aiuto. Non ho visto una sola iniziativa organizzata dagli uomini, contro gli uomini che uccidono le loro mogli o fidanzate. Dove siete? Non è cosa da maschi proteggere le donne?”.

“Quando ho appreso – commenta Paolo Zanone – che nessuno degli esponenti della cultura, seppur sollecitati, si è messo in gioco, mi sono sentito chiamato in causa, come uomo e come persona che opera nel settore, seppur in un contesto piccolo come quello biellese”.

Ha quindi chiamato a raccolta gli uomini della compagnia, che hanno prontamente risposto. Sabato 27 febbraio alle 15,30 gli attori di Teatrando partiranno quindi dal Ponte della Maddalena, vicino alla loro sede, e saliranno verso Riva per poi percorrere via Italia fino alla Fons Vitae. Il momento clou del flashmob si concentrerà tra Palazzo Oropa e piazza Santa Marta.

Opportunamente distanziati, sfileranno, indossando scarpe rosse e mostrando alcuni cartelli con messaggi “da uomo a uomo” sul tema. Altri uomini potranno accodarsi spontaneamente, rispettando le norme in vigore e indossando qualcosa di rosso.»

1) Vicedirettrice di UNOeTRE.it
2) Politica molto conosciuta, giornalista e scrittrice italiana, parlamentare comunista, più volte eurodeputata;
3) Docente universitaria di Storia delle dottrine politiche presso l'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Presidente per le Pari Opportunità, Presidente CUDARI (Centri Universitari Diversamente Abili Ricerca e Innovazione), Presidente del CUG (Comitrato Unico di Garanzia). Scrittrice,
4) Direttore artistico della compagnia "Teatrando" ideatore del flash mob “Uomini in scarpe rosse”. Di Biella

 

 

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Noi ci vacciniamo

 

diretta 20.3.21 min Registrazione della diretta video "Noi ci vacciniamo" andata in rete il 20 marzo 2021 alle ore 17,00 e seguita in contemporanea su Facebook, YouTube, Twitter.

Hanno partecipato all'incontro il dottor Augusto Vinciguerra, anestesista, responsabile Area Covid-RSA S. Camillo di Sora  e il dottor Luciano Conte, medico di medicina generale gastroenterologo che hanno dialogato con Nadeia De Gasperis, Vicedirettrice di UNOeTRE.it

     

 

 

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Diretta: Donne in pandemia

 

diretta 12.3.21 min Registrazione della diretta video di Donne e Pandemia andata in rete il 12 marzo 2021 e seguita in contemporanea su Facebook, YouTube, Twitter.

Predisposta dalle Redattrici di UNOeTRE.it (Dall'alto a sinistra a destra in basso)

INA CAMILLI, TANIA CASTELLI, LISA FERRARIS, SERENA GALELLA, ROSSANA GERMANI, NADEIA DE GASPERIS

     
 

 

 

 
 

 

 

 

 

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La prima diretta streaming di UNOeTRE.it

Dirette Video

Vaccinazioni, Strutture, Carte sanitarie elettorniche

1e3it ombra 350quLa Regione Lazio ha concluso, forse completamente, la vaccinazione anticovid 19 di tutto il personale sanitario oltre che degli ospiti nelle Residenze Sanitarie. Nello stesso tempo ha annunciato da lunedì 1° febbraio 2021 l’avvio delle prenotazioni e l’inizio delle vaccinazioni dall’8 febbraio. Dopo alcune incertezze, dovute al blocco delle pagine web regionali di registrazione, si sono avviate le vaccinazioni di oltre 200mila ultraottantenni del Lazio.

Nel momento in cui consideriamo positivamente i primi passi ci permettiamo anche di evidenziare aspetti che meritano ugualeLocandina sanità 12feb21 300 min attenzione. La domanda che facciamo è: perché debbono essere i cittadini a prenotarsi e non invece la Regione, attraverso i propri uffici periferici, a predisporre il calendario vaccinale? Solleviamo questo aspetto non solo per evidenziare le difficoltà di molti nostri concittadini, in avanzata età, a utilizzare il mezzo elettronico ma in particolar modo per evidenziare proprio il ritardo che la Regione Lazio ha accumulato nel dotarsi di sicuri ed efficaci strumenti informatici per collegarsi con i cittadini, con i propri uffici, e con le altre istituzioni territoriali.

Riteniamo che ci siano strutture ospedaliere rese inattive che possono proficuamente essere riutilizzate, sollecitiamo doverosamente la predisposizione di un rinnovato impegno dell’estesa rete dei medici di famiglia e vorremmo che si colmasse il grande ritardo dell’indispensabile adeguamento delle funzionalità, previste in fase di progetto, delle carte sanitarie elettroniche. Tutti aspetti sottovalutati e che al contrario meritano di essere messi all’attenzione delle Istituzioni e seguito da tutti con sistematicità e tempismo.

Di questi argomenti Ina Camilli e Angelino Loffredi ne parleranno con il dottor Arturo Gnesi e con la dottoressa Emanuela Piroli in una diretta organizzata da UNOeTRE.it su Facebook per venerdì 12 febbraio 2021, coordinata da Ignazio Mazzoli. (vedi locandina a lato)
La trasmissione si svolgerà dalle 17,00 alle 18,00 (all’incirca un’ora, poco più poco meno) con interventi di 5 minuti per ciascuno.

La Redazione di UNOeTRE.it si accinge, con questo impegno, a fare di questa trasmissione la prima iniziativa di interventi regolari in video, complementari all’informazione scritta già in rete del giornale.

 

 

 

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Democrazia delegata e democrazia diretta

 Analisi, Opinioni, Dibattiti

 Il problema della rappresentanza politica degli interessi e dei territori

di Ivano Alteri
Votareepartecipare 380 minNei giorni scorsi si è appresa la notizia che la provincia di Frosinone, a seguito della riduzione dei parlamentari e della conseguente ridefinizione in corso dei collegi a livello nazionale, rischia di perderne due, a danno della rappresentanza politica del territorio e dei suoi cittadini. E immediatamente si sono innalzati gli alti lai delle forze politiche tradizionali per questa amputazione democratica che il territorio subirebbe.

In questo modo, però, si sovverte il nesso di causa-effetto e si mistifica la realtà: non è la riduzione dei parlamentari che causa la mancanza di rappresentanza politica di gran parte dei cittadini (non solo a Frosinone), ma, al contrario, è la mancanza di rappresentanza politica, seguita alla degenerazione dei partiti, ad aver indotto il popolo alla riduzione dei parlamentari, per una sorta di vendetta contro il ceto politico. È una vendetta ben misera, è vero, e fa il paio con quella del famigerato marito che per far dispetto alla moglie ecc.; ma tale è la sequenza storica e logica dei fatti, e da qui bisognerebbe partire.

Invece, assistiamo all’ennesima fuga dalle responsabilità, ed anzi al vile tentativo di scaricare sugli altri, gli odiati grillini, le responsabilità proprie. Non pare, perciò, essere questa la giusta via per il ravvedimento.

Al contrario, ciò che occorrerebbe, in nome della verità e della volontà di superare il problema, sarebbe porre due premesse necessarie alla discussione.

La prima. Ammettere la responsabilità di aver trasformato i partiti in comitati elettorali per le carriere personali di alcuni, in strumento per l’occupazione di lucrosi posti istituzionali e di sottogoverno, di posizioni privilegiate per camarille affaristiche; di avere così violato lo spirito della Costituzione laddove, invece, essa attribuisce ai partiti la funzione di connessione tra società e istituzioni, per consentire ai cittadini di “concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. In poche parole, di aver trasformato i partiti da luoghi fruibili dai cittadini in strumenti contendibili dagli ambiziosi, da bene comune in bene privato. Se si partisse da qui, si manderebbe l’inequivocabile segnale di avere la stoffa per assumere responsabilità, di aver compreso la vera natura del problema, e di essere quindi in grado di affrontarlo.

La seconda. Riconoscere che il vero nodo della questione è il rapporto tra democrazia delegata e democrazia diretta, e, soprattutto, che esso non avviene fra termini antagonisti ma complementari. Infatti, sarebbe opportuno, a mio parere, considerare, da una parte, che sono mature nella società le condizioni perché i cittadini partecipino con maggiore intensità e frequenza agli affari pubblici; ma, dall’altra, che ciò non avvenga a scapito delle prerogative della politica e del suo ceto operativo, bensì proprio a tutela di quelle dall’aggressione di poteri altri, che si presentano ormai esorbitanti e minacciosi per lo stesso sistema democratico (le vicende relative alla proprietà e gestione dell’acqua a livello planetario ne siano l’esempio plastico). In questo quadro, i partiti dovrebbero comunque tornare a svolgere quel ruolo previsto espressamente dalla Costituzione, non venendo meno la necessità di sintesi dei diversi interessi contrapposti, necessaria alla definizione dell’interesse generale (che non è la mera sommatoria di quelli individuali); e non venendo meno neanche la necessità di ridare alla politica una visione di lungo termine sulle prospettive del mondo.

Attualmente, in proposito, sembrano essere ancora latenti le due parti contrapposte, ancorché già dotate di vocianti tifoserie. La prima, quella dei sostenitori della democrazia delegata attraverso i partiti, avrebbe l’opportunità di valorizzare compiutamente l’esperienza empirica maturata nel Novecento con i partiti di massa; la seconda, quella dei sostenitori della democrazia diretta, di riportare in auge, e ad un livello superiore, quella modalità antica di partecipazione individuale alla cosa pubblica che ha designato in origine il nome stesso di democrazia. Ma entrambe hanno il grave torto, come si accennava, di rendere antagonista ciò che dovrebbe e potrebbe essere complementare.

Insomma, il problema della rappresentanza politica degli interessi e dei territori è senz’altro centrale; ma se la discussione si riduce ad un lamento per la perdita di posti in Parlamento sembra trattarsi piuttosto di rimostranze per leso interesse di casta.

Frosinone 17 dicembre 2020
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Spostano un fiume per farsi una via diretta in discarica

fiumemelfadeviato 400 mindi Alessandro Coltrè per asud.net - Spostare di cinquanta metri il corso naturale di un fiume per realizzare una strada vicino una discarica.
Succede a Roccasecca, in provincia di Frosinone, dove da fine giugno il Melfa, affluente del fiume Liri, per colpa di ruspe e macchine movimento terra ha smesso di scorrere nel suo letto originale.

In quel tratto ora c’è una strada sterrata che conduce alla discarica di rifiuti urbani di proprietà della società Mad Srl. Un episodio ancora senza responsabili e che, dopo il sequestro dell’area da parte dei vigili urbani, è ora al centro di un’indagine della procura di Cassino.
A diffondere l’accaduto è stato Mauro Marsella, presidente del Comitato per la tutela e la salvaguardia del fiume Melfa che il 29 giugno, dopo aver visitato l’area sotto sequestro, ha racconto la situazione sui social: “Il corso del fiume è stato modificato artificialmente attraverso opere di contenimento e di riempimento ed è stato deviato l’alveo naturale del fiume, che adesso corre sulla sponda opposta. Si è trattato di un atto che ha snaturato l’immensa bellezza di quei luoghi, fino a dieci giorni fa intatti, e ne ha violentato le sue intrinseche caratteristiche naturali”.

La mobilitazione dei cittadini contro l’ampliamento della discarica

Il 2 luglio, le associazioni ambientaliste e gli amministratori locali hanno organizzato un sit-in davanti i cancelli della discarica, per contestare le operazioni che hanno deturpato il corso del Melfa e per confermare tutte le criticità del sito di smaltimento rifiuti. Una lotta, quella contro la discarica di Roccasecca, che va avanti da più di dieci anni, e che nei mesi scorsi ha portato in strada migliaia di persone contro la sopraelevazione provvisoria di venti metri di una parte della discarica, nel bacino 4.
Lo scenario dell’ampliamento della discarica si è delineato con l’aggravarsi della crisi rifiuti romana: il sito di Roccasecca infatti, oltre ad accogliere i rifiuti provenienti dalla provincia di Frosinone, riceve anche i rifiuti della Capitale. Questo flusso di immondizia romana ha occupato molte delle volumetrie disponibili all’interno della discarica.
A ottobre del 2018 la Mad Srl presenta quindi un progetto per una sopraelevazione con una capacità di 750 mila tonnellate. Numeri troppo grandi, contestati soprattutto per un fattore: l’autosufficienza. L’amministrazione comunale, guidata dal Sindaco Giuseppe Sacco, durante le conferenze dei servizi e negli incontri in Regione Lazio, ha fatto presente che la provincia di Frosinone potrebbe chiudere autonomamente il ciclo dei rifiuti senza aver bisogno di smaltire un tale quantitativo in discarica. Le mobilitazioni in tutta la Ciociaria hanno lanciato un messaggio chiaro: “Non siamo la pattumiera di Roma”. Comitati e Sindaci della zona hanno contrasto il nuovo palazzone dei rifiuti anche con un ricorso al Tar del Lazio, ottenendo all’inizio una sospensiva dell’ampliamento, poi rigettata e alla fine, dopo una lotta costante, si è arrivati a una riduzione di 10 metri della sopraelevazione e a un dimezzamento delle volumetrie.
Per i prossimi 14 mesi i rifiuti di Roma continueranno ad arrivare comunque a Roccasecca, perché la Capitale è in emergenza, gli impianti in sofferenza e la monnezza deve viaggiare. Per i prossimi 14 mesi il fiume Melfa e la popolazione della Ciociaria dovranno continuare a lottare contro questa assenza di programmazione.

I vincoli ambientali e la distanza tra la discarica e il fiume

Sull’ultimo attacco al Melfa, Tommasino Marsella, consigliere comunale di Roccasecca con delega all’ambiente, ai microfoni di Extra Tv ha raccontato alcuni aspetti che collegano la battaglia contro l’ampliamento della discarica e lo spostamento di un tratto del fiume. Secondo il consigliere “i responsabili si sono prodigati per spostare il fiume di circa 50 metri a sinistra per ovviare a un problema che l’amministrazione comunale gli aveva creato, perché avevamo scoperto che i bacini 2 e 3 della discarica Mad insistevano sulla fascia di rispetto della legge Galasso, che impone di stare almeno a 150 metri di distanza da un fiume, mentre i bacini si trovavano a 110 metri. Hanno quindi spostato il fiume e sconvolto per i 600 metri di lunghezza il Melfa, spostandolo letteralmente a sinistra di circa 50-60 metri”. Citando la famosa legge del 1985; primo provvedimento che sottoponeva il territorio nazionale a vincoli paesaggistici e ambientali, il consigliere Marsella consegna dunque una possibile ipotesi sulle motivazioni dei lavori nella zona ora sottoposta a sequestro. E mentre la procura di Cassino indaga sulla vicenda, resta la triste certezza di avere un fiume oppresso dai rifiuti, ferito dalle ruspe e spostato di 50 metri su un’altra sponda.

 

 

 

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Riceviamo e pubblichiamo una interessante novità introdotta dal Sindaco Simone Cretaro in occasione del primo consiglio comunale relativo all’insediamento della nuova Amministrazione di Veroli eletta con il voto del 25 maggio 2014, che si terrà domani 18 giugno 2014 con inizio alle ore 19.00: la seduta sarà trasmessa anche in diretta streaming sul portale Tg24.info e sarà visibile a chiunque accedendo ai seguenti indirizzi www.tg24.info/veroli o www.tg24.info/live

 

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