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Veroli: disservizi amministrativi e danni ai cittadini

bandiera M5S okDisagi cittadini

Il Movimento 5 Stelle Veroli attraverso la persona del Consigliere Fabrizio Cretaro ha presentato nella giornata di oggi Lunedì 17 Febbraio una Interrogazione a risposta scritta all’attuale Vicesindaco ed Assessore al Bilancio Assunta Parente per chiedere spiegazioni sull’arrivo, in queste ultime settimane ed a svariati cittadini, di Avvisi di pagamento riguardanti fatture della tassa TARI per gli anni 2014 e 2015.

La nostra azione, commenta il portavoce Cretaro, si è resa necessaria dopo che diversi cittadini preoccupati per tale situazione si sono rivolti a noi raccontandoci di aver ricevuto degli Avvisi di pagamento per gli anni 2014 e 2015 e che tali avvisi riguardano fatture per la tassa TARI già saldate in passato ed entro i termini richiesti; ricordando quindi che l’Amministrazione comunale è tenuta a fornire la “massima trasparenza possibile” ai propri cittadini attendiamo adesso una celere quanto esaustiva risposta da parte dell’Assessore di competenza.

 

 

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Sanità laziale, debito, sprechi e disservizi

sanità malasanità 350 260di Luciano Granieri* - Sanità pubblica, debito, sprechi e disservizi, elementi di una stessa strategia. Il pronto soccorso di Frosinone assomiglia ogni giorno di più ad un girone infernale. Fuori, il piazzale è intasato dalle ambulanze ferme in attesa di ricevere indietro la barella trattenuta per mancanza di lettighe su cui adagiare i malati in attesa di trattamento. Dentro impera un quadro di indegna disumanità, fatto di malate e malati in promiscuità con gli occhi spaventati e dispersi, in attesa che qualche medico, o infermiere possa, non dico curarli, ma quanto meno ascoltarli. Lo stesso personale sanitario in servizio, numericamente insufficiente, in preda a stress, rimbalza da una barella all’altra, da una sedia ad un’altra, con gli occhi fuori dalle orbite per cercare di trattare quanti più pazienti possibile. Uno sforzo che, per quanto encomiabile, resta insufficiente perché insufficiente è il personale sanitario.

Cittadinanzattiva Tribunale per i diritti del malato di Frosinone, ha redatto una serie di proposte (vedi qui) utili a decongestionare il pronto soccorso dell’ospedale Fabrizio Spaziani . Fondamentalmente tali proposte si basano su tre direttrici: la prima riguarda l’assunzione di ulteriore personale sanitario; la seconda è inerente ad un miglior coordinamento dei punti di primo soccorso, per lo più gestiti dai medici di famiglia, allo scopo di renderli funzionali al trattamento diretto delle patologie meno gravi (codici verdi); la terza concerne una maggiore dotazione di posti letto allo scopo di agevolare e rendere più brevi i tempi di ricovero.

In realtà la bolgia del pronto soccorso non riguarda solo l’ospedale Fabrizio Spaziani di Frosinone, ma coinvogle gran parte degli ospedali del Lazio. Dal San Camillo, al Pertini, al Santa Maria Goretti di Latina, le scene sono le stesse di Frosinone. Dunque il problema investe inevitabilmente la gestione della Regione Lazio, e del commissario Zingaretti.

Un pronto soccorso in crisi è sintomo forte di un ospedale in crisi. E non potrebbe essere diversamente perché, in nome di un commissariamento decretato per rientrare di un debito abnorme, contratto per lo più dalla gestione di Francesco Storace, nell’era Zingaretti si sono persi 3.600 posti letto, chiusi 16 ospedali con una diminuzione del personale pari al 14% per il blocco turn-over. Ribadisco: senza il personale i pronti soccorso non funzionano.

Ma siamo sicuri che un depauperamento così deciso del servizio ospedaliero pubblico regionale riesca a realizzare un’economia di esercizio significativa tanto da portarci fuori dal commissariamento? Voglio ricordare che l’annuncio dell’uscita dal regime commissariale ci viene propinato da Zingaretti ogni volta che è in vista qualche tornata elettorale. L’ultima dichiarazione in merito rivelava che la fine del commissariamento si sarebbe realizzata nel dicembre 2018. Ipotesi ovviamente caduta nel vuoto.

E’ peraltro facile rientrare dei soldi tagliando i servizi, ma così il sistema muore, i pazienti muoiono. Altresì la salvaguardia della salute dei cittadini è un diritto costituzionalmente riconosciuto per ottemperare il quale i concetti prettamente economici di credito e debito non dovrebbero minimamente essere contemplati. Ma anche volendo affrontare la questione sul campo strettamente economico ,che brutalmente non tiene conto del servizio erogato, i conti non tornano.

Lo stazionamento della ambulanze vuote fuori dal pronto soccorso in attesa di vedersi restituita la barella, ha un costo notevole, siamo sicuri che assumere personale sanitario per rendere più PRONTO il SOCCORSO liberando immediatamente le ambulanze costi di più? Ancora, e qui vengo ad un caso strettamente legato all’ospedale di Frosinone, i pazienti ricoverati con frattura del femore, con altri traumi ossei, o neurologici che hanno necessità di riabilitazione motoria post operatoria sono costretti a rimanere in ospedale in attesa che si liberi un posto presso i centri di riabilitazione privati accreditati. Infatti le strutture interne all’ospedale dedicate alle cure riabilitative sono state chiuse per mancanza di personale.

Mediamente la degenza di attesa è di dieci giorni. Calcolando che un giorno di ricovero costa mille euro, ogni malato incide sul sistema sanitario pubblico per diecimila euro solo per attendere che si liberi un posto nella struttura riabilitativa privata. Moltiplicando il tutto per una decina di pazienti al mese si arriva ad un costo di circa 100mila euro , un milione e duecentomila euro l’anno. Con tutti questi soldi, comprensivi anche dei risparmi sui costi di convenzione e di trasporto della ambulanze dall’ospedale alla clinica privata, non si riuscirebbe a gestire una struttura riabilitativa all’interno dell’ospedale considerato che ci sono diverse palazzine della Asl in disuso?

Rimanendo alla Asl di Frosinone, la mobilità passiva, cioè il costo dei malati che decidono di curarsi in altra Asl, incide mediamente per quattro milioni l’anno. E’ così malsano ipotizzare l’utilizzo di quei quattro milioni per dotare l’ospedale di personale numericamente e professionalmente adeguato in modo da evitare che i pazienti vadano a curarsi da un’altra parte?

Attenzione! perché la mobilità passiva investe tutto il Lazio. Il saldo fra i malati che decidono di trasferirsi in un’altra regione e quelli che invece arrivano qui da fuori è in negativo per circa 225 milioni l’anno. Quanto personale e si potrebbe assumere con 225 milioni? Altro che blocco del turn-over. Dunque la gestione aziendale non è poi così efficace. Forse era meglio il vecchio SSN in cui la tutela della salute non rispondeva a dinamiche aziendali, ma doveva semplicemente essere assicurata a tutti nel miglior modo possibile? Sembrerebbe così, ma a questa narrazione manca un pezzo. Un elemento decisivo per capire quali sono i veri obiettivi del sistema .

Posto che la Regione commissariata non possa mettere soldi fino a che non rientrerà dei debiti, anzi per questa situazione è costretta a chiudere ospedali, a rendere i pronti soccorso dei luoghi di pena , come si spiega il finanziamento di duemilioni e seicentomila euro al Campus Biomedico di proprietà dell’Opus Dei? Oppure i 23 milioni elargiti al Policlinico Gemelli, anch’esso una struttura non propriamente pubblica ma di proprietà di una fondazione facente capo al Vaticano? Come si spiega la chiusura dei consultori pubblici e il contemporaneo finanziamento dell’ ospedale pediatrico Bambin Gesù, anch’esso di proprietà della Santa Sede? Fra l’altro una parte della mobilità passiva regionale è indirizzata proprio vero il Bambin Gesù ed il Gemelli,quindi verso uno stato estero.

La ragione è evidente. Riguarda la inarrestabile strategia ormai pienamente attiva volta alla privatizzazione della sanità pubblica e delle sue strutture. Il commissariamento, i debiti, la gestione allegra delle Asl, gli sprechi, sono dinamiche che fanno capo ad un unico obiettivo, quello di dimostrare che il pubblico è inefficiente e sprecone, mentre il privato è virtuoso ed eccellente.

Come giustificare altrimenti la vendita da parte della Regione Lazio dell’Ospedale San Giacomo,in pieno centro storico, per la cifra in saldo 61 milioni di euro, ad una società privata che lo vuole trasformare in un polo alberghiero? Eppure quell’ospedale, se riqualificato e ristrutturato garantirebbe almeno 27.000 accessi l’anno .

Anche all’interno degli ospedali stessi molti servizi di estrema importanza, come il Cup ed il ReCup, sono affidati alla gestione privata, attraverso cooperative che vessano i propri dipendenti con stipendi da fame,privandoli dei più elementari diritti sul lavoro. A Frosinone è esternalizzato pure il servizio di consegna delle cartelle cliniche e il comparto amministrativo che s’incarica di redigere le buste paga degli infermieri spesso sbagliandole.

Analizzando la questione sotto quest’ottica si capisce come le decisioni della politica, e in questi caso anche del commissario Zingaretti , siano asservite agli interessi delle lobby finanziarie e ai centri di potere come il Vaticano, i quali hanno individuato nella messa a valore della tutela della salute un business enorme a cui non possono e non vogliono rinunciare.

Le proposte che abbiamo redatto saranno realizzabili solo se contemporaneamente si procederà alla ripublicizzazione completa del servizio sanitario, tornando ai principi di universalità della legge 833 del ’78, togliendo la sanità dalle voraci fauci della grande imprenditoria privata. Per fare questo però è necessaria la politica, è fondamentale che il sistema sanitario non solo torni ad essere completamente pubblico, ma soprattutto sia controllato dai cittadini i quali devono riappropriarsi del sistema di cura della salute di tutti. E’ una missione difficile, ma è l’unica che potrebbe evitare il tracollo di un sistema che fino ad oggi è considerato fra i più efficienti del mondo.

*Testo dell'intervento effettuato durante il convegno organizzato da Cittananzattiva TDM di Frosinone sullo stato del pronto soccorso dell'ospedale Fabrizio Spaziani.

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Carenza idrica e disservizi d Acea. Sinistra Italiana interroga il Governo

Sinistra Italiana Logo Rosso Bianco 350 260da Sinistra Italiana Frosinone - Sinistra Italiana presenta un’interrogazione parlamentare sula carenza idrica e sui disservizi del gestore privato.

La federazione provinciale di Sinistra Italina a seguito delle continue segnalazioni ricevute dai cittadini sulla carenza idrica e sui disservizi nella gestione idrica da parte di ACEA ATO 5 ha interpellato il proprio gruppo parlamentare e il Senatore Massimo Cervellini ha presentato un’interrogazione a risposta scritta (Atto n. 4-08158 del 03/10/2017) al Ministro dell'Ambiente sulla situazione della provincia di Frosinone.

Nel testo dell’interrogazione si riporta come molti cittadini residenti nella provincia di Frosinone lamentano la carenza o addirittura l’assenza della risorsa idrica nelle loro abitazioni, a causa del pessimo servizio gestito da ACEA ATO 5. Proprio nel periodo più caldo dell'anno questi cittadini si sono viste privare di un bene primario come l’acqua, a volte in modo improvviso senza una minima comunicazione e senza l’assistenza necessaria per avere acqua potabile con mezzi sostitutivi ad esempio autobotti e come la mancanza di acqua non avviene solo per fasce orarie ma anche per interi giorni e mesi, in particolare, nei Comuni di Anagni, Ferentino, Ceccano, Esperia, Paliano.

Nell’interrogazione si rileva, inoltre, che, nonostante , le prime piogge e l’abbassamento delle temperature, la situazione non è migliorata, e la Provincia di Frosinone si trova in piena emergenza sanitaria e sociale per quanto riguarda la drastica riduzione del flusso idrico da parte del gestore privato e come la questione sia stata , sollevata , anche in modo ufficiale dal segretario provinciale di Sinistra Italiana e consigliere Comunale di Ferentino, Marco Maddalena alla Segreteria Tecnica Operativa (STO) ATO 5 di organo di controllo, via PEC non ricevendo nessuna risposta

Tutto ciò continua ad avvenire, nonostante, che nel dicembre 2016, l’assemblea dei sindaci dell’ATO 5, a maggioranza, ha deliberato per la risoluzione contrattuale con ACEA ATO 5, ma il deliberato non è stato messo ancora in atto

L’ ACEA ATO 5 evoca la siccità come causa principale del disservizio, per celare le sue croniche inadempienze relativamente agli interventi e alle manutenzioni necessarie per migliorare il servizio e attenuare il livello delle dispersioni, si comprende appieno, come dimostrano i dati del Coordinamento Acqua Pubblica, quanta acqua, in tutti questi anni, è stata dispersa negli acquedotti, dal momento che, se la percentuale di perdite fosse stata contenuta entro limiti funzionali, l'acqua non sarebbe mancata ai cittadini

Pertanto il Senatore Massimo Cervellini, del gruppo di Sinistra Italiana, in relazione a quanto esposto, ha chiesto nell’interrogazione se i Ministri in indirizzo siano informati relativamente alle gravi criticità e se intendano intervenire per garantire l’accesso all’acqua duraturo alle popolazioni della provincia di Frosinone e se non ritengano opportuno assumere iniziative volte a rivedere complessivamente la gestione dei servizi idrici verso la ripubblicizzazione del servizio, come sancito dal referendum del 2011, alla luce delle criticità emerse, e non solamente nel caso della provincia di Frosinone, nei confronti della gestione privata.

Il senatore Massimo Cervellini sarà presente domenica 8 ottobre alla festa provinciale di Sinistra Italiana di Anagni

Di seguito il link con il testo integrale: http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=1045378

Federazione provinciale di Sinistra Italiana - Segretario Provinciale di Sinistra Italiana, Marco Maddalena

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Sono le perdite d'acqua le cause dei disservizi idrici

  • Pubblicato in Partiti

Sinistra Italiana Logo Rosso Bianco 350 260da Sinistra Italiana Frosinone - La siccità era prevedibile dai cambiamenti climatici, sono le perdite idriche le cause dei disservizi verso i cittadini
Sono diversi i cittadini residenti della nostra Provincia che si rivolgono alla nostra organizzazione politica denunciando l’assenza di acqua non solo in fasce orarie ma anche per interi giorni, in particolare , nei Comuni di Anagni ( via Rotabile San Francesco e zona Finocchietto) e Ferentino (Tofe, Stazione, Torre) , Ceccano ed Esperia , ci sono giunte diverse testimonianze di persone che proprio nel periodo più caldo si sono viste e si vedono privare di un bene primario come l’acqua e a volte in modo improvviso senza una minima comunicazione e senza l’assistenza necessaria per avere acqua potabile con mezzi sostitutivi ad esempio autobotti
Ebbene in questi i cittadini della nostra Provincia stanno vivendo dei giorni di “emergenza” idrica estrema, che colpisce, in particolare, le fasce più deboli come bambini e anziani. Le temperature estive torride e la penuria di piogge, sicuramente erano prevedibili sapendo che il clima sta cambiando. Una spietata raffigurazione della oceanica dispersione dell'acqua nelle condotte colabrodo nella nostra Provincia e la certificazione inequivocabile che se la percentuale di perdite fosse stata contenuta entro limiti funzionali l'acqua non sarebbe mancata ai cittadini. É proprio in momenti come questi che si valuta l'efficienza del gestore e la qualità degli interventi e delle manutenzioni operate negli anni per migliorare il servizio e attenuare il livello delle dispersioni. Quando si porta un apparato acquedottistico a livelli da primato nazionale con l'80% di perdite ai voglia a parlare di siccità.

L'alibi della siccità

Ogni anno in estate, puntualmente, ACEA evoca la siccità come valvola di sfogo per celare le sue croniche inadempienze.
Ebbene, secondo i dati del Coordinamento Acqua Pubblica di Frosinone in condizioni normali l’ACEA preleva costantemente dalle sorgenti del Frusinate e immette nei nostri acquedotti la bellezza di 3900Litri al secondo, una enormità . Basta riflettere che tale portata garantirebbe ad una popolazione di 1MILIONE e 100MILA persone, circa, una dotazione giornaliera pro capite di 250 litri considerando anche un livello di perdite funzionali negli acquedotti. Ricordando che la popolazione residente nella intera provincia di Frosinone raggiunge i 495Mila abitanti, si comprende appieno quanta acqua, in tutti questi anni, è stata dispersa nei nostri acquedotti . E’ la stessa ACEA che diffonde dati circa la diminuzione delle portate dalle nostre sorgenti e mai indica una drastica riduzione tale da superare il 50% di quella a regime , anche ammettendo una condizione inverosimile, in cui le portate delle sorgenti si riducessero complessivamente del 50% è chiaro che ciò garantirebbe ancora acqua a sufficienza per una popolazione di 550Mila abitanti!!!!
E’ assurdo che il gestore privato del servizio idrico chiuda discrezionalmente i rubinetti dei cittadini, proprio in un territorio provinciale dove quotidianamente ci sono litri e litri di acqua dispersi dalla rete idrica a causa del mancati investimenti e della mancata manutenzione da parte del gestore stesso
Pertanto, abbiamo, inviato come Federazione Provinciale di Sinistra Italiana una nota alla segreteria tecnica operativa (STO) ATO 5 , in qualità, di organo di controllo di attivarsi per applicare le relative azione previste dalla Convenzione con il gestore privato per la riattivazione regolare del flusso idrico e per l’applicazione delle relative penali previste e il risarcimento del danno ai cittadini interessati e per concludere la fase di risoluzione contrattuale come deliberato dall’assemblea dei Sindaci
Infine , si chiede alla Segreteria Operativa Tecnica (STO) ATO 5 di valutare se la razionalizzazione discrezionale di acqua in diversi Comuni della Provincia non possa prefigurare ipotesi di reato per interruzione di pubblico servizio e ogni altro reato in danno della salute e dell'igiene pubblica dei cittadini.
Qualora , non ci saranno azioni risolutive, ci attiveremo nei confronti degli organi preposti a garantire i Diritti dei cittadini.

Marco Maddalena
Segretario della Federazione Provinciale di Frosinone - Sinistra Italiana
Capogruppo consiliare di Sinistra Italiana nel Comune di Ferentino

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Frosinone. Mense scolastiche: disservizi e vessazioni del privato

Mensa scolastica 350 260di Massimiliano Tata, Lista civica di Fabrizio Cristofari - “Disparità di trattamento economico ai danni dei piccoli e delle famiglie”
Discriminazione e metodi vessatori, scoppia il caso delle mense scolastiche. A denunciarlo è Massimiliano Tata, candidato nella Lista civica di Fabrizio Cristofari in corsa per la fascia da Sindaco di Frosinone.
“La mensa scolastica, appalto vinto dalla società All Food di Terni, copre un bacino scolastico di circa 900 bambini che va dalla scuola d’infanzia alle elementari. Quindi 900 pasti, scaglionati secondo degli orari ben precisi: alle 12 per i più piccolini e alle 13.15 per i bambini delle elementari. E qui c’è già il primo disservizio - spiega Tata - perché gli orari di consegna spesso non vengono rispettati e a pagarne le conseguenze sono i bambini, chiaramente, costretti a ritardare il pasto caldo. Da circa 15 giorni a questo disservizio si aggiunge anche altro. C’è infatti in atto, una sorta di pressione che sconfina ai limiti della vessazione personale per quanto riguarda la regolarizzazione dei pagamenti. E questo tipo di pressione non tiene conto nemmeno dell’importo del debito eventualmente accumulato, quindi è in un certo senso anche discriminatorio nei confronti dei genitori e dei bambini stessi. I messaggi sono inviati dal call center della All Food. Va specificato che, al di là del principio secondo il quale ogni debito debba essere estinto nelle forme dovute, è il metodo ad essere profondamente sbagliato soprattutto in un momento storico nel quale molte famiglie si trovano in difficoltà. Poi c’è un’altra cosa da evidenziare: da martedi 2 maggio i cosiddetti morosi, pur restando invariata la retta, hanno a disposizione per i loro bimbi solo il primo piatto. Questo tenendo presente che al momento della iscrizione alla mensa scolastica, non erano stati fissati i termini di pagamento. Tra l'altro, molti bambini che usufruiscono del servizio non sono stati mai censiti. Si tratta di una situazione che va affrontata con serietà evitando discriminazioni ma facendo attenzione ai metodi”.

Frosinone, 06/05/2017

Ufficio Stampa
Dr. Fabrizio Cristofari

 
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Ferentino. Case senz'acqua, ma strade piene

Ferentino municipio 350 260di Marco Maddalena* - In via Ponte Rovescio manca l’acqua nelle abitazioni ma ce ne è tanta per strada.
I cittadini residenti nella zona di via Ponte Rovescio e in via Stazione nel Comune di Ferentino , lamentano che da anni , dalle ore pomeridiane fino alla mattinata del giorno seguente, sono senza acqua nelle loro abitazioni, nonostante le loro continue segnalazioni al gestore privato e all’ente comunale.
Sempre , nella stessa strada, però basta spostarsi di centinaia di metri per vedere litri di acqua che si disperdono dalla rete idrica sul manto stradale, anche Disservizio idrico a Ferentinodopo gli interventi degli operatori di ACEA ATO 5 , che più che adoperarsi alle riparazioni , incuranti del manto stradale fanno operazioni più o meno di “rattoppamento” danneggiando l’infrastruttura viaria e appena salta la toppa fuoriesce di nuovo il prezioso liquido
Sia nel sito ufficiale del Comune di Ferentino e sia in quello del gestore ACEA ATO 5 non ci sono né le comunicazioni relative alla razionalizzazione del flusso idrico e né le motivazioni che portano a tale scelta
E’ assurdo che il gestore privato del servizio idrico chiuda discrezionalmente i rubinetti dei cittadini, proprio in un territorio come quello di Ferentino dove quotidianamente ci sono litri e litri di acqua dispersi dalla rete idrica a causa del mancati investimenti e della mancata manutenzione da parte del gestore stesso
In tutto ciò, è assente , il sindaco come autorità di controllo e sanitaria locale che non riesce a tutelare i proprio cittadini garantendogli un regolare flusso idrico e nemmeno il territorio dalle continue perdite idriche e dai dissesti stradali causati da lavori non fatti a regola d’arte, in barba anche ad un regolamento consiliare approvato nel corso di questa amministrazione.
La situazione è insostenibile e sta determinato anche una vera e propria emergenza per la comunità ferentinate , pertanto ho interessato con una nota la Segreteria Tecnica dell’ ATO 5, nella speranza che venga risolta la carenza idrica nella zona Ponte Rovescio/Stazione , altrimenti ci si attiverà verso gli organi preposti
Questa è l’ennesima constatazione che ora di dire basta e dare immediata eseguibilità alla risoluzione contrattuale con il gestore privato

*Marco Maddalena - Capogruppo Consiliare di Sinistra Ecologia e Libertà di Ferentino

 

 
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Veroli. Comune chiede di segnalare i disservizi nella raccolta differenziata Sangalli

veroli comune 350 260dall'Ufficio Stampa del Comune di Veroli - L'Amministrazione Comunale ha già dato direttive in merito ai controlli da effettuare per verificare i comportamenti delle famiglie e delle attività in merito alla raccolta differenziata dei rifiuti. Su tali problematiche proprio in uno degli ultimi Consigli, sia l'assessore all'Ambiente, Alessandro Viglianti, che il suo predecessore oggi consigliere di minoranza, Egidio Lombardi, furono concordi nell'analizzare l'andamento complessivo della raccolta differenziata dei rifiuti che, seppur ampliata a tutto il territorio, sembrava stabilizzata sulla percentuale del 60%.
"Siamo consapevoli che occorre fare di più – conferma Viglianti – per questo l'Amministrazione sta facendo partire una nuova campagna di sensibilizzazione indirizzata oltre che alle famiglie ed alle imprese, anche alle scuole. Solo attraverso il diffuso coinvolgimento delle giovani generazioni possiamo avere nel prossimo futuro i risultati attesi. Occorre, infatti, uno scatto culturale sui rifiuti tale da far considerare la differenziata una risorsa e non un aggravio di costi". Il Comune di Veroli è stato tra quelli della provincia di Frosinone che, in pochi anni, ha avuto soddisfacenti risultati nella percentuale della raccolta differenziata dei rifiuti. In poco tempo è stata raggiunta la ragguardevole cifra del 60% dei rifiuti differenziati (carta e cartone, plastica, vetro e ferro, apparecchiature elettroniche, ed altro ancora) che non vengono più indirizzati in discarica.
"Tale risultato – dice il sindaco, Simone Cretaro – ci ha consentito di avere un andamento di sostanziale equilibrio nel corso degli anni. La nostra imposta locale sui rifiuti è, infatti, rimasta pressoché invariata, specie per le famiglie. Abbiamo, inoltre, preservato la qualità ambientale del nostro territorio. Tutti fattori questi positivi e che ci portano ad essere fiduciosi sull'ulteriore collaborazione ed impegno da parte dei nostri concittadini". L'Amministrazione ha sollecitato anche la ditta a continuare a controllare quotidianamente il comportamento delle famiglie e delle attività sulla raccolta differenziata dei rifiuti, segnalando eventuali anomalie che dovessero emergere durante l'espletamento del servizio. "Siamo stati e saremo fermi nel penalizzare i comportamenti negativi – dicono il sindaco Cretaro e l'assessore Viglianti – e, pertanto, oltre all'ulteriore campagna di sensibilizzazione, abbiamo dato precise indicazioni agli organi di controllo al fine di scovare coloro che non rispettando le regole, non consentono di migliorare lo standard complessivo della raccolta differenziata sui rifiuti nel nostro territorio. Chiediamo anche alla maggioranza dei nostri cittadini che si comportano bene, di segnalare eventuali disservizi affinché tutti insieme potremmo contribuire ad innalzare ulteriormente la qualità ambientale locale".

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La Giornata Mondiale dell'acqua e i disservizi di Acea

acquapubblica 350 260di Arianna Colonna - Il 22 marzo è stata la Giornata Mondiale dell'acqua, un'occasione unica per riflettere sull'importanza e il buon uso di questo bene prezioso.
Infatti, la penuria idrica non riguarda solo i Paesi del Terzo Mondo, dove 740 milioni di persone ancora non hanno ancora l' accesso all'acqua potabile, e paradossalmente tale problematica riguarda anche Paesi cd. "sviluppati".
Anche se queste problematiche sembrano anni luce lontane dalla nostra quotidianità, in realtà, ognuno di noi può fare molto, limitando gli sprechi d'acqua con pochi ma semplici gesti.
Prediligere la doccia al bagno, riducendo di 4 volte il consumo di acqua; tenere aperto il rubinetto solo per il tempo necessario; effettuare lavaggi in lavatrice e lavastoviglie solo a pieno carico; provvedere a una corretta manutenzione dei rubinetti. Questi solo alcuni degli accorgimenti che è necessario adottare nell'interesse e per la tutela del bene comune"Acqua".
Il problema degli sprechi è riscontrabile anche a livello locale con continue falle nelle tubature che, oltre a ingenti consumi di acqua, implicano elevati costi per i cittadini.
La candidata Sindaco Manuela Maliziola, da molti anni al fianco dei cittadini nelle lotte contro i comportamenti ingiusti di Acea, si è occupata di questa spinosa questione anche nei suoi due soli anni di mandato a Palazzo Antonelli e continua tuttora tale lotta, nonostante le dimissioni notarili degli 11 consiglieri.
La Maliziola ha denunciato la mancanza di acqua in intere contrade trovando delle soluzioni a tali problematiche, segnalando costantemente i disservizi ad Acea e richiedendo solleciti e definitivi interventi di manutenzione onde evitare che i cittadini ne pagassero le spese ingiustamente. La politica della Maliziola in merito si è basata su una corrispondenza diretta con i responsabili di Acea, diffidando anche il gestore da eventuali distacchi dei contatori ai malcapitati utenti. Degna di nota è la mozione del 5 marzo 2014, in occasione dell'Assemblea dei Sindaci, con la quale la stessa, in veste di Primo cittadino, ha richiesto la risoluzione del contratto con la società appaltatrice del servizio idrico. Le vicissitudini politiche che sono seguite e il "colpo basso" degli 11 consiglieri hanno imposto un brusco ed irresponsabile stop al lavoro della Maliziola, la quale, però, non è assolutamente intenzionata a fermare il proprio percorso al fianco e per la tutela dei cittadini.

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