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Domande senza risposte

inquinamento del sacco pompeo ordina piu controlli e convo 350 260 minL’iniziativa promossa dalla Diocesi di Frosinone e da altre organizzazioni cattoliche a Frosinone sabato 5 ottobre e da questo giornale ampiamente riferita ha riproposto, soprattutto con l’intervento del Vescovo Ambrogio Spreafico che pose due questioni ormai ineliminabili: la trasparenza degli interventi durante la loro definizione e durante la loro attuazione e l’obbligatorietà di vedere in concreto risultati e miglioramenti. Così disse: «Il dramma della Valle del Sacco è frutto di più di cinquant'anni di silenzi. Il processo di bonifica va affrontato con una visione a lungo termine, altrimenti sarà l’ennesimo intervento palliativo e non concreto. Mi impegnerò personalmente a vigilare sui 53 milioni che saranno impegnati per l’avvio delle bonifiche dei siti previsti dall’Accordo di Programma di marzo».

A pochi giorni di distanza il 16 di ottobre c’è stato un clamoroso annuncio: «parte la bonifica della Valle del Sacco».
Il Tam-tam sui social si è immediatamente attivato lanciando due inequivocabili e contrapposti messaggi entusiasmi da una parte e dubbiosa diffidenza dall’altra: a partire dalle definizioni. Fra i più significativi si può citare quello di Gaetano Ambrosiano che precisa: «È messa in sicurezza e non bonifica. E comunque riguarda 8 siti industriali. 53mln e 16mesi? Per la discarica le Lame 100mln e circa 15anni. È propaganda ingannevole. L'ISPRA ha stimato il costo di bonifica della valle tra i 600 ed i 1000 mln di euro. Tutto relazionato ed agli atti.»
Fa eco Anna Rosa Frate che afferma: «in effetti e' vero. I 53milioni riguardano solo la messa in sicurezza. Lo dicono le carte».
Il realtà ad far nascere i dubbi è lo stesso comunicato del Ministero dell'Ambiente  al secondo capoverso così recita «La Valle del Sacco è il terzo sito più inquinato d'Italia. Oggi, grazie a un lavoro molto determinato e meticoloso, sono stati avviati i lavori per la bonifica: un cronoprogramma con interventi a breve, medio e lungo termine per mettere fine a questa pagina triste per il nostro Paese, in cui troppe aree soffrono ancora per le bonifiche mancate o in ritardo».

Fra esaltazioni della “giornata storica” e gridolini di gioia che inneggiavano al “finalmente si parte” si alzavano alcuni interrogativi da parte di Angelino Loffredi che così li postava su Facebook: «Belle parole, annunci roboanti, speranze largamente diffuse, oltre che auspicate, ma sarebbe necessario capirci di più. Retrospettivamente chiedo che ruolo hanno avuto le associazioni ambientaliste ed i consigli comunali nella redazione del progetto? Più in generale è possibile conoscere meglio il cronoprogramma? Anche perché esistono altri sette siti da bonificare. Con quale criterio verranno fatte le assunzioni? Quali garanzie ci sono per prevenire speculazioni al termine della bonifica? Non c'è alternativa alla trasparenza e alla partecipazione.»

UNOeTRE.it crede che siano domande non solo pertinenti ma fortemente motivate.
A distanza di giorni sono rimaste senza risposta. Mi auguro che porre questi interrogativi non suonino all’orecchio di qualcuno come ostacolo alla “cosiddetta bonifica” (?- l’odierna “politica del fare quel che gli pare" rifiuta domande e partecipazione).

I quesiti di Loffredi non pongono ostacoli, vogliono risposte a domande poste sul tappeto dai cittadini, tante associazioni e da quei sindaci inascoltati a fronte di quelli consultati che hanno ottenuto contributi elettorali o la messa in sicurezza di aree quasi sicuramente destinate all’edilizia. Come vogliono risposte le richieste dei disoccupati e dei sindacati a proposito di come cogliere questa occasione per utilizzare quote dei 53 milioni a fini di ricollocazioni nelle mansioni più semplici di tanti disoccupati di ogni età. Dove sarebbe l’ostacolo all’utilizzo delle somme stanziate? Nessuno si sforzi di “essere più realista del re”.
Non ci si può trincerare sempre dietro la generica motivazione delle “competenze”. Esse sono importanti se risolvono i problemi di tutti i cittadini, non solo di alcuni “più cittadini di altri”, perché quando ciò avviene non si parla di conoscenza e professionalità, ma si tratta di arroganza di potere. Se le decisioni non possono essere conosciute nelle loro motivazioni da tutti, allora significa che c’è qualcosa di sbagliato.

Chiudo con una mia domanda: ma quando si comincia a parare della bonifica del fiume Sacco senza la quale mai nulla si risanerà?

 

 

 

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Zingaretti: le mie sono domande che si fanno gli italiani

  • Pubblicato in Partiti

renzi zingaretti 400 minInfo curata da Antonella Necci - «PD, Zingaretti: 'Da Renzi un whatsapp a decisione presa'» (ansa.it)

«Il problema non è Zingaretti ma gli italiani. Spiegare agli italiani perchè è successo dopo il giuramento del governo non è una questione personale».

«Ovviamente no. Ho ricevuto un whatsapp quando la decisione era stata presa». Così il leader Pd Nicola Zingaretti, da Maria Latella a l'Intervista su Sky a chi gli chiede se Matteo Renzi lo avesse avvisato di voler compiere la scissione durante le trattative per la formazione del governo.

«Non pretendevo - dice Zingaretti - una telefonata. Il problema non è Zingaretti ma gli italiani. Spiegare agli italiani perchè è successo dopo il giuramento del governo. Non è una questione personale per me».

«La sfida - ha detto riguardo al possibile faccia a faccia tra Renzi e Salvini - non è il giochetto dello scontro tra i leader ma risolvere i problemi degli italiani. Priorità dell'Italia non è attendere il faccia a faccia di Tizio contro Caio».

«Salvini e Renzi - ha detto in un altro passaggio - sono persone con idee diverse cui conviene litigare per far parlare di sè. Ma la grande forza dell'alternativa si chiama Pd che è l'unica vera forza nazionale che intercetta cambiamento e giustizia sociale».

Zingaretti ha parlato anche del patto civico al quale M5s e Pd stanno lavorando per le regionali in Umbria. Sull'accordo con il M5S sull'Umbria - ha detto - «non c'è nessun automatismo per le Regionali, ogni Regione dovrà decidere sulla base delle proprie leadership, dei propri contenuti, ma c'è una vocazione unitaria a provarci, per un futuro del Paese non fondato sull'odio, ma sulla crescita, sullo sviluppo, il lavoro e il benessere. E' un fatto positivo che si stanno provando a verificare le condizioni per dare insieme una risposta ai cittadini, è utile per l'Italia».

 

 

 

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Riflettendo sulle 10.706 domande di Reddito di cittadinanza

illavoro prima di tutto 360 minDonato Galeone* - Si al lavoro e no a 520 euro per acquisto di solo pane. Il comunicato del Presidente del Comitato INPS di Frosinone, Pietro Meceroni, informa che alla data del 28 maggio 2019 sono state accolte 10.706 domande relative al “reddito di cittadinanza” che ogni famiglia beneficerà, mediamente di “520 euro mensili” appena sufficienti per acquistare il pane nei trenta giorni del mese. Una complessiva erogazione pubblica di 5.567.120 euro.

Sono passati 10 anni - esattamente dal maggio 2009 - che il Comitato Provinciale dell'INPS di Frosinone da me presieduto - segnalava gli “allarmanti” dati relativi alle ore di cassa integrazione richieste e autorizzate dall'INPS pari a 1.047.028 ore (marzo 2009) di cui 910.888 nella gestione ordinaria e 136.140 nella gestione straordinaria.

Sappiamo tutti che sono erogazioni assistenziali di sostegno al reddito già definiti: cassa integrazione, indennità di mobilità e, dal dicembre 2017, reddito di inclusione sociale e, poi, dal 2019 chiamato “reddito di cittadinanza”. Sono tutte, nel concreto, limitate erogazioni che dovrebbero, temporaneamente, integrare il “mancato reddito da lavoro effettivo” - chiamati anche ammortizzatori sociali - ma che tendono ogni giorno, in assenza di lavoro vero, a sostenere umanamente solo sopravvivenze, favorendo le crescenti povertà.

La segnalazione INPS allarmante di 10 anni fa – ricordo bene – venne accolta non solo in forma più che neutrale - tanto nella indifferenza delle istituzioni provinciale e regionale quanto dalle rappresentanze politiche - nonostante pressate da manifestazione popolari davanti alle sedi istituzionali locali e romane.

Se in provincia di Frosinone sono state accolte, al 28 maggio 2019, oltre 10.000 domande che richiedevano 780 euro quale reddito di cittadinanza per sopravvivere, in attesa di lavoro e sono state erogate mediamente circa 500 euro al mese rilevo, purtroppo e ancora, che dal 2009, quelle 10-15.000 famiglie non riuscivano, 10 anni fa, a sopravvivere con le casse integrazioni erogate dall'INPS.

Sottolineavo, non molto ascoltato, che la “questione sociale del sostegno al reddito” andava coniugato - adeguatamente e programmato - con la ripresa del lavoro produttivo vero, non solo a parole o annunciato da normative ed esigenze mercantili, prevedibili certo, con tagli alla occupazione, dopo le casse integrazioni, mediante aggregazioni o fusioni societarie – riferendomi - sia agli accordi FIAT- Chrysler nel comparto metalmeccanico e indotto dell'automobile in ristrutturazione a Cassino e sia al piano industriale chimico- farmaceutico nell'area di Anagni.

Alle due realtà produttive trainanti del basso Lazio che, dopo 10 anni, tendono appena a ridurre il disagio sociale che - sia pure nel contesto di una crisi generalizzata nazionale europea e mondiale – si dovrebbe convenire sulla indispensabilità di elaborare - con le parti sociali sindacali territoriali laziali - un programma funzionale e mirato di “politiche attive del lavoro” altrimenti, sarà illusorio la proclamata inclusione a lavoro e non solo per i beneficiari del reddito di cittadinanza, obbligati a sottoscrivere la ricollocazione in un posto di lavoro.

E anche la generalità dei giovani e meno giovani – non adeguatamente qualificati nelle competenze - sono e saranno a rischio di “occupazione possibile” con l'annunciato e graduale superamento, mediante programmati investimenti privati e pubblici, nella crisi complessa del basso Lazio, pur in presenza del cosiddetto trainante complesso FIAT, dal 2014, multinazionale FCA.

Una realtà produttiva, estesa su oltre 240 ettari di terreno agricolo, da “capitalismo finanziario itinerante” che nel febbraio 2014 – esattamente 5 anni fa e su questo giornale – la descrivevo – sottolineandola - holding FAC tra Fiat e Chrysler, nata a fine gennaio 2014. Un assetto societario, peraltro, nuovo rispetto alle società imprenditoriali multinazionali, in quanto, non aveva uno Stato di riferimento ma una pluralità di attività produttive e di filiali in vari Stati e per competere in un mercato mondiale.

Su questa linea azionaria societaria e produttiva mondiale anche l'annunciata proposta di fusione – poi ritirata – tra FCA-RENAULT doveva avere sede operativa a Parigi e sede legale in Olanda, già sede di FCA sin dal 2014.

Lo conferma - come scrivevo 5 anni fa - che la holding FCA è globale di “capitalismo itinerante” nel mercato globale dell'automobile è stata protagonsita, ancora oggi, sia verso gli azionisti di Renault, direttamente, che indirettamente verso Nissan, pur in presenza del governo francese, non solo quale azionista Renault e con la cauta o nulla attenzione del governo italiano.

Si doveva dare alla proposta di FCA - innanzitutto e subito - una risposta alle attese non solo dei consumatori europei – con offerte innovative di prodotto – nelle sostituzioni delle automobili, certamente in competizione tra i produttori mondiali, ma ancor più, doveva essere la riposta ai consumatori del costituendo terzo gruppo mondiale dopo Wolksvagen e Toyota.

Risulta chiara comunque – saltata al momento la strategica fusione azionaria FCA-Renault – che la ricostruzione globale imprenditoriale ricerca, sempre, le “convenienze profittevoli” da realizzare in luoghi diversi, con pluralità di prodotti innovativi e di riorganizzazione mondiale dei cicli di produzione, mediante una pianificazione di processo, integrato non sovrapponibile, che potrebbe essere, convenientemente, slegato dai territori operativi della multinazionale FCA – non solo in Italia – nella redistribuzione delle proprie fasi di ideazione, progettazione, produzione e vendita del prodotto.

Osservavo già nel 2013 - con la fusione Fiat-Chrysler - che la realtà produttiva FCA, coinvolgendo il basso Lazio nella complessa ed estesa operatività dei vari siti produttivi nel mondo, riproponeva - subito - la massima conoscenza del legame funzionale consolidato e dimostrato nelle produzioni metalmeccaniche indotte “oltre l'automobile” ponendo l'attenzione, alla “componente della dignità del lavoro e della persona umana” che nella concorrenza sia nazionale che nel mercato mondiale - non esiste - in quanto si tratta soltanto di vedere se la merce può essere venduta proficuamente e, cioè, con un corrispondente“guadagno di imprenditore e dell'azionista”tanto al prezzo di mercato corrente, quanto al di sotto di esso.

Se constatiamo, giorno dopo giorno, che il basso Lazio e la provincia di Frosinone sono coinvolte - quanto lo è il Mezzogiorno - da almeno 10 anni nel disagio umano e famigliare per “assenza di lavoro e di sviluppo territoriale” - appare essenziale e subito - rilevare tutte le criticità economiche locali “proponendo e programmando tra parti sociali intermedie associate” un graduale e condiviso “piano di crescita economica e posti di lavoro” che dica: “no” alle 520 euro di sopravvivenza per l'acquisto solo di un paio di chili di pane e “si” al lavoro.

* ex Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio

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Veroli verso il voto: Marco Bussagli e le domande di UNOeTRE.it

marco bussagli minMaria Giulia Cretaro intervista Marco Bussagli (in testo e in video)* candidato a Sindaco di Veroli per il centrodestra con la lista Veroli Viva!. Elezioni amministrative 2019.

Acea è tra gli argomenti più spinosi per i Comuni Ciociari, in caso di vittoria delle elezioni, come verrebbe gestita la questione Acqua ed i servizi ad essa correlati?

La questione Acqua è molto sentita nel territorio, per questo una mia eventuale amministrazione monitorerà quella che è stata la capacità di gestione di Acea e Ato5 in particolare. Da qui valuterà se esistono elementi utili per poter modificare l'assetto attuale. La precedente esperienza da Assessore mi ha permesso di riscontrare una migliore gestione comunale passata rispetto a quella attuale. Purtroppo il contratto che abbiamo è capestro ma può essere disatteso in caso di inadempienza dell'altro partner. Per questo valuteremo con grande attenzione e severità la corrente capacità di gestione. Se questa non si rivelasse all'altezza delle esigenze dei cittadini, ricorrendo alle vie ufficiali preposte, potremmo recuperare la gestione diretta dell'acqua.

La Regione Lazio ha riconosciuto a Veroli un primato culturale nella Provincia, come nel vostro programma questo punto di forza sarà portato avanti?

Questo è uno dei punti principali del programma, perché la frase "con la cultura non si mangia" è errata. La cultura è un punto di forza, un motore tanto per il turismo quanto per l'economia. Veroli ha a disposizione dei tesori di carattere culturale ma anche naturalistico, che qualsiasi comune invidierebbe. Negli ultimi anni non è stato sfruttato al meglio questo potenziale; quello che intendo fare, oltre ad un'adeguata gestione, è nominare un Assessore al Territorio ed uno ai Finanziamenti Europei, che ci permetta di recuperare degli aspetti del centro storico che oggi non sono valorizzati al meglio e che consenta l'accesso a finanziamenti adeguati per assicurare a Veroli il futuro che merita.

È facile scadere, dopo la campagna elettorale, in una distanza con la cittadinanza. Da qualche anno è stato introdotto il bilancio partecipativo; può essere sufficiente questa iniziativa per conoscere le aspettative dei cittadini e come pensate di assicurare dialogo con la cittadinanza e la sua partecipazione attiva nelle scelte del comune?

Il Bilancio Partecipativo è stato sperimentato a giorni alterni, sarebbe bene che diventasse un elemento costante. Naturalmente non è sufficiente: credendo moltissimo nel contatto umano, è mia intenzione dopo la campagna elettorale, non certo ritirarmi nella torre d'avorio del Comune, ma andare nelle piazze, sedermi con i cittadini. Troppo spesso il rapporto tra amministrazione e cittadino è molto distante: io vorrei accorciare questa divario anche in termini di partecipazione emotiva così che sia il centro sia l'intero territorio di Veroli risultino essere un'unità di azione nei confronti delle scelte dell'amministrazione.

Il comune di Veroli presenta un territorio di grande estensione, particolarmente frazionato. Come conciliare le necessità del centro storico e quelle delle contrade, per rispondere alle domande degli oltre 20mila residenti? Esempio:Quali sono le esigenze principali del centro storico? Nelle contrade ci sono esigenze comuni o anche particolari per ognuna di esse, quali?

Prima di tutto vorrei chiarire che non esiste contrapposizione tra territorio e centro storico. L'estensione del territorio è funzionale per il centro così come il territorio si avvantaggia di un gioiello come il centro storico. Le due realtà vanno fatte dunque viaggiare insieme. Naturalmente le esigenze sono diverse, uno degli aspetti più importanti che serve logisticamente a completare un'unità storica che esiste sono i collegamenti all'interno del territorio che ne permettano una totale fruizione.
Nel centro storico ci troviamo di fronte a 3 fuochi urbanistici che necessitano di essere congiunti stabilmente, preferibilmente con una navetta ecologica, che colleghi Santa Croce, con Rione Valle ovvero la Piazza e San Leucio. I finanziamenti per questo progetto possono essere trovati nell'ambito europeo, considerando anche l'aspetto ecologico. Questo permetterebbe a Veroli di essere un'unità e di migliorare l'economia interna, perché se in una stessa giornata con facilità posso godere delle attività in tutto il centro, muovo aspetti economici in tutto il paese. Lo stesso discorso vale per le contrade: abbiamo Scifelli, Prato di Campoli, Santa Francesca, Casamari tutte componenti di una stessa Veroli che vanno messe in comunicazione in maniera adeguata.

In un momento economicamente difficile come questo, parlare di imposte è quanto mai delicato. Quali misure sono previste? Come progettate la vostra gestione fiscale del comune e come incideranno o dovrebbero incidere sui contribuenti?

Essendo abituato a lavorare a carte in mano, ho bisogno di verificare prima le condizioni in cui versa il bilancio e l'andamento degli ultimi anni. L'obiettivo è sicuramente ridurre gli sprechi all'interno del comune, soprattutto con acquisti di beni discutibili: a fronte di una spesa è necessario avere un progetto concreto.
Allo stesso tempo farò in modo che la raccolta differenziata dia risultati in positivo. Noi abbiamo questo servizio che non solo non ha prodotto vantaggi per i cittadini , anzi ha aumentato l'imposizione quando la ratio dovrebbe essere proprio ridurre il carico fiscale riguardante la spazzatura. Una volta ottenuti gli strumenti, mi muoverò in questi termini, cercherò di diminuire le tasse dove è possibile, toglierò un'imposta come quella sulle insegne pubblicitarie, che può essere sostituita da una partecipazione differente e più funzionale per gravare meno sui cittadini. Questi e piccoli altri accorgimenti credo abbiano margine di manovra.

Al termine dell'intervista, un breve appello di Marco Bussagli agli elettori di Veroli

"Un appello semplice: quello che è successo in questi anni è sotto gli occhi di tutti. Se non si è soddisfatti di quanto è Veroli Viva con il suo territorio non è solo un modo di dire ma è la necessità di rivitalizzare Veroli. Lo scopo è quello di migliorare la qualità di vita di questo comune che ha tutte le potenzialità e nulla da invidiare ad altre situazioni italiane più attente ai cittadini e più efficaci nei servizi. Se volete questo, votate questa lista e quelle che la sostengono per cambiare in meglio questo paese. Io amo Veroli è uno dei miei slogan, ma questo dovrebbe dirlo ognuno di noi, perché noi amiamo questo comune e vogliamo che abbia il destino che merita: felice, gioioso e possibilmente ricco".

  

Video a cura di Ignazio Mazzoli

27 aprile 2019 -

*MARCO BUSSAGLI, laureato in Storia dell’Arte, è professore di prima fascia presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove insegna Anatomia Artistica. Borsista presso il Warburg and Courtauld Institute di Londra nel 1989, ha insegnato Iconologia e Storia dell’Arte presso varie Università. Ha collaborato con l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana. Ha al suo attivo oltre duecento pubblicazioni tra libri, testi scientifici, voci enciclopediche e articoli di alta divulgazione e cataloghi di mostre di cui è stato curatore (per es.: Barocco a Roma. La meraviglia delle arti, Roma, Palazzo Sciarra; Escher, Roma, Chiostro del Bramante). I suoi studi più recenti, sono Bosch. Tavole di diverse bizzarrie (Giunti 2016) e I denti di Michelangelo. Un caso iconografico, edito (2014) da Medusa. L’ultimo libro scritto è Il
Cristo velato. La cappella Sansevero (Scripta Maneant, Bologna 2019).

 

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"Liberi e Uguali" risponde alle domande di UNOeTRE.it

liberieuguali 460 minIl Coordinamento dei Candidati, Per la Lista "Liberi e Uguali", risponde a UNOeTRE.it che ha chiesto una valutazione, ai segretari di partito o ai coordinatori delle liste, su questa campagna elettorale 2018 che esprimerà il nuovo Parlamento Nazionale ed il nuovo Consiglio Regionale.

Come valuta che sarà lo scenario dopo il 4 marzo?

A causa di una legge elettorale indegna riteniamo che dopo il 4 marzo ci sarà una situazione politica estremamente confusa. Gli elettori, però, possono stare tranquilli: non tradiremo mai la loro fiducia e non saremo mai al governo con la destra.  L’obiettivo che ci poniamo nel futuro è chiaro: ridare finalmente una casa alla sinistra in Italia, un partito che non confonda il riformismo con il neo-liberismo. Dobbiamo essere orgogliosi della nostra storia e capaci di tradurla nel mondo odierno. Questa è la sfida che vogliamo vincere, rafforzandoci e creando finalmente un nuovo e forte partito, radicato ed organizzato sul territorio.

Quali sono le criticità di questo territorio da affrontare nell’immediato dopo voto?

Lavoro, ambiente e sanità.

La politica deve tornare ad indicare una direzione di sviluppo e di programmazione. L’assenza è evidente quando si osservano i capannoni industriali dismessi, leggiamo i dati sulla disoccupazione giovanile e quando gli operai dopo anni di lavoro vengono lasciati a casa dall’oggi al domani. LeU ritiene sia il momento di ragionare in maniera complessiva. E’ tempo di un grande piano di riconversione ecologica con l’obiettivo della bonifica dei grandi siti inquinati e della messa in sicurezza del territorio. Pensiamo allo sviluppo di “Officine Culturali” e ad una seria formazione per gli operai che hanno perso il lavoro. Su questa base si può pensare di sviluppare un’azione di marketing territoriale oltre che la creazione di aziende agricole di nuova generazione. L’azione sull’ambiente è ovviamente il primo passo per una prevenzione sanitaria efficace. A tal proposito, chiediamo a gran voce un registro dei tumori.

Immigrazione? Sicurezza e accoglienza sono due realtà antitetiche?

Crediamo nell’accoglienza e ci interroghiamo sulle cause profonde del fenomeno migratorio. Non possiamo omettere le responsabilità del mondo occidentale in terre colonizzate e poi sfruttate fino a ridurle alla povertà e alla impossibilità di vita. Abbiamo colpe riguardo lo sfruttamento delle risorse energetiche, sui cambiamenti climatici, nella creazione di conflitti e nella vendita delle armi. Il fenomeno migratorio non dipende, quindi, da velleità individuali ma da processi storici, economici, sociali, che ci chiamano in causa direttamente. Chiudere le frontiere, respingere, recingere, sono atti politici ingiustificabili. Accoglienza e sicurezza non sono in contraddizione se pensiamo a risolvere il disagio socio economico che di fatto produce la “paura” del migrante come potenziale “ladro di lavoro”, utile ad alimentare la “guerra dei penultimi contro gli ultimi”. Se vogliamo combattere l’odio dobbiamo sconfiggere le diseguaglianze.

Ambiente malato (Valle del Sacco, ma non solo), paesaggio e biodiversità sono problemi reali da affrontare subito? La salute dei cittadini, la salubrità dell’aria e turismo sono la ricompensa?

Bonificare, riconvertire, riqualificare aree che hanno ospitato attività industriali altamente inquinanti. Non è una chimera, si può fare. In Europa hanno risanato i corsi d’acqua, trasformando in verde pubblico le aree industriali abbandonate, migliorando i servizi e facendo nascere piccole imprese. Abbiamo il dovere di farlo anche qui, avviando un percorso partecipato che coinvolga il mondo della politica e dell'economia, i sindacati e le associazioni ambientaliste. Non è visionario pensare ad un Parco fluviale che connetta i Centri storici e il paesaggio anche con un’infrastruttura ciclabile. C’è bisogno di un green new deal capace di dare occupazione e salubrità. Dobbiamo avviare un processo virtuoso che punti sulla qualità della vita, sulla valorizzazione paesaggistica partendo dalle nostre montagne.

Sanità: si può dire che va rapidamente verso la privatizzazione? Come garantire il diritto a una sanità pubblica, gratuita ed efficiente? Come abbattere le liste di attesa?

Dove c’era uno dei migliori sistemi di sanità migliori al mondo oggi ci sono milioni di persone che rinunciano alle cure. Si è spinto pesantemente verso la sanità privata. Siamo per l’assunzione di 40 mila precari, per un piano di investimenti pubblici in 5 anni, per l’innovazione tecnologica e l’edilizia. Dobbiamo riallineare progressivamente la spesa sanitaria pubblica italiana alla media dei paesi dell’Europa occidentale. Massima priorità all’abolizione dei superticket e a un’attenzione specifica alla promozione del diritto alla salute delle donne.

Lavoro: tanto precariato, tanta disoccupazione pochi diritti: condivide? Come intervenire?

I Governi che si sono succeduti hanno promosso la flessibilità, che è diventata sempre più precarietà, riducendo tutele e dei diritti. Bisognerebbe intervenire per ribaltare questo paradigma, ripensando il mercato del lavoro e le politiche di sviluppo dei nostri territori.

Dobbiamo combattere la precarietà che ha immobilizzato intere generazioni, a partire dalla reintroduzione dell’articolo 18, dalla scelta chiara e netta di un salario minimo orario e dalla limitazione dei contratti ultraleggeri. Chiediamo l’attivazione di un Reddito Minimo come atto di civiltà e dignità. Serve un contratto unico per tutti i lavoratori basato sulla professionalizzazione affiancato da politiche attive di riqualificazione e formazione continua.

Grande malessere nella scuola. Insegnanti e famiglie sembrano non costruire più insieme, anzi… Come e quanto le riforme attuate negli ultimi anni hanno cambiato in peggio o in meglio il mondo della scuola?

Vogliamo un’istruzione garantita per tutti, gratuita, democratica, laica e non accettiamo quella “classista” emersa dai Rav (rapporto di autovalutazione) di questi giorni. Quella è una scuola escludente, in contraddizione con il dettato costituzionale ( art 3 e art 34). LeU vuole una Scuola della Conoscenza che educhi e formi i futuri cittadini al libero pensiero, alla capacità critica, alla autonomia. Rigettiamo al contempo la visione della scuola come azienda sul territorio e la competizione tra istituti nella quale si vendono pacchetti “formativi”. La cronaca ci mostra una scuola squalificata in un incessante degradare delle figure dei docenti (subalterni al preside manager) divenuti oggetto di offese e di atti violenti. Famiglia e Scuola debbono concorrere allo scopo condiviso di educare i più giovani e prepararli alla comprensione del mondo. E’ possibile ricomporre questo legame costruendo una scuola partecipata, consapevole di un ruolo sociale di primo piano nella costruzione del futuro di questa Repubblica.

I Candidati di Liberi e Uguali alla Camera dei Deputati e al Senato

Candidato al collegio uninominale Frosinone per la Camera: Marco Maddaslena

Candidata al collegio uninominale Sora-Cassino-Pontecorvo: Sandra Penge

Candidati al lisitno proporzionale della Camera:

  • Alfredo D’aAttorre
  • Daniela Mastracci
  • Gianmarco Capogna
  • Fabiana Fabrizi

Candidati al listino proprozionale del Senato

  • Pietro Grasso
  • Loredana De Petris
  • Piero Martino
  • Anna Capogna

Candidato al collegio uninominale per il Senato: Danilo Salvucci

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"Insieme" risponde alle domande di UNOeTRE.it

Insieme logo 460 min

L'Avv. Vincenzo Iacovissi, Per la Lista "INSIEME", risponde a UNOeTRE.it che ha chiesto una valutazione, ai segretari di partito o ai coordinatori delle liste, su questa campagna elettorale 2018 che esprimerà il nuovo Parlamento Nazionale ed il nuovo Consiglio Regionale.

Come valuta che sarà lo scenario dopo il 4 marzo?

Ritengo che le elezioni del 4 marzo avranno degli esiti molto diversi da quelli preconizzati dalle rilevazioni demoscopiche, per due motivi: gli italiani sempre più spesso decidono solo negli ultimi giorni gli orientamenti di voto; ogni rinnovo del Parlamento porta con sé dei cambiamenti, ma resto convinto che il Paese troverà una via d’uscita, mi auguro affidandosi alle forze riformiste e rifuggendo dagli avventurismi e dai dilettantismi che imperano nel nostro tempo. Perché non possiamo permetterci salti nel buio.

Quali sono le criticità di questo territorio da affrontare nell’immediato dopo il voto?

Ambiente, lavoro, qualità della vita. È necessario mettere in campo una strategia di rilancio che tenga conto non solo degli aspetti emergenziali ma sappia valorizzare anche le tante potenzialità di una terra che deve aspirare ad una inversione di tendenza, puntando su bonifica ambientale, sviluppo turistico e salvaguardia del patrimonio industriale. Accanto a questo un serio investimento infrastrutturale consentirebbe di colmare quei gap che ancora oggi bloccano una stabile ripresa economica e occupazionale.

3Immigrazione? Sicurezza e accoglienza sono due realtà antitetiche?

Assolutamente no. Integrare significa accogliere ma chiedendo il rispetto di regole comuni. Peraltro il fenomeno migratorio non può essere piegato a becere esigenze elettorali poiché è destinato a coinvolgere le attuali e le future generazioni in una dimensione globale. Reputo pertanto miserabili le speculazioni che spesso vengono fatte, ma sono altresì convinto dell’inefficacia della retorica dell’accoglienza fine a se stessa. Come socialisti da anni proponiamo un piano di gestione dell’immigrazione che consenta agli stessi migranti di venire inseriti in concreti piani di formazione e lavori di pubblica utilità, al fine di renderli partecipi della comunità ed eliminare le attuali sacche di emarginazione.

Ambiente malato (Valle del Sacco, ma non solo), paesaggio e biodiversità sono problemi reali da affrontare subito? La salute dei cittadini, la salubrità dell’aria e turismo sono la ricompensa?

La riconversione del territorio a fini turistici è da anni la nostra battaglia. Il coordinatore nazionale del partito, Gian Franco Schietroma, già nel 2009 impostò il proprio programma elettorale come candidato alla Presidenza della Provincia su questo tema, poiché lo sviluppo del nostro territorio passa inevitabilmente da qui. Il turismo però non può ampliarsi senza una serio piano di salubrità ambientale che tenga conto delle specificità orografiche della Ciociaria e soprattutto sensibilizzi l’opinione pubblica sulla necessità di modificare alcuni abitudini e stili di vita, come ad esempio un utilizzo più oculato dell’autovettura rispetto ad oggi (70 automibili ogni 100 residenti!) e un maggiore controllo sugli impianti di riscaldamento domestici, pubblici e sugli scarichi industriali.

Sanità: si può dire che va rapidamente verso la privatizzazione? Come garantire il diritto a una sanità pubblica, gratuita ed efficiente? Come abbattere le liste di attesa?

Un territorio come il nostro, composto da 91 comuni e poco meno di 500 mila abitanti, deve necessariamente vedere ampliata la propria offerta sanitaria pubblica, poiché è impensabile che gli attuali nosocomi riescano da soli a fronteggiare l’elevato flusso quotidiano di pazienti. Ecco perché come socialisti non ci stancheremo di richiedere che a Frosinone possa venire finalmente riconosciuto il DEA di secondo livello. Per fare questo servono molta determinazione e volontà politica. Noi siamo pronti a fare di nuovo la nostra parte.

Lavoro: tanto precariato, tanta disoccupazione pochi diritti: condivide? Come intervenire?

Il mondo del lavoro è profondamente mutato rispetto a trenta anni fa. Il secolo scorso ha visto la costruzione del welfare State, che ha assicurato l’ingresso di tutti i cittadini nelle prestazioni sociali e nei servizi pubblici. Oggi le esigenze del tempo mostrano quanto sia necessario adeguare gli strumenti di regolazione del mercato del lavoro al nuovo contesto, proteggendo i nuovi bisogni e valorizzando i nuovi meriti della società. In questa direzione, le riforme degli ultimi anni hanno fatto registrare un sensibile aumento dei posti di lavoro, soprattutto per i giovani, facendoli uscire da una condizione di stabile precariato, ma non sono ancora sufficienti sul lato della qualità del lavoro e delle tutele, che non possono essere totalmente sacrificate sull’altare della competitività. Occorre quindi un riequilibrio tra domanda e offerta di lavoro.

Grande malessere nella scuola. Insegnanti e famiglie sembrano non costruire più insieme, anzi… Come e quanto le riforme attuate negli ultimi anni hanno cambiato in peggio o in meglio il mondo della scuola?

Il settore dell’istruzione pubblica deve divenire il principale volano per una seria lotta alle diseguaglianze. La lista “Insieme”, in cui sono presenti le tradizioni socialiste, ambientaliste e uliviste, ha costruito il proprio programma elettorale su quest’asse portante, perché per rimettere in moto l’ascensore sociale bloccato da anni occorre aumentare i fondi a disposizione di scuola, università e ricerca e allinearci ai principali Paesi europei, come Francia e Germania, che dedicano quote di bilancio molto ampie rispetto all’Italia. Va però cambiato anche il clima culturale che circonda l’insegnamento, poiché questa fondamentale professione è stata spesso oggetto di sottovalutazione, con le conseguenze che purtroppo pagano sia i docenti, costretti ad un’eterna rincorsa alla stabilità, che gli studenti, sui quali si riflettono tutte le criticità del sistema.

I Candidati di "INSIEME"

Candidati alla Camera riferibili al territorio provinciale di Frosinone
Collegio plurinominale Lazio 2 – 02
1. Vincenzo Iacovissi (capolista)
2. Daniela Testa

Collegio plurinominale Lazio 1 – 03
1. Gian Franco Schietroma (capolista)

Candidati al Senato riferibili al territorio provinciale di Frosinone
Collegio plurinominale Lazio 3
1. Antonio Ciotoli (capolista)
2. Antonella Liberatori

Candidati alle elezioni regionali riferibili al territorio provinciale di Frosinone
Irene Bartolomucci
Gianni Bernardini
Massimo Calicchia
Gianna Perciballi
Francesco Quadrini
Antonella Spiridigliozzi

 

 
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M5S. A Veroli le domande restano senza risposte

M5S Veroli 350 260da M5S Veroli - Catasto incendi.

In data 6 ottobre us, gli attivisti del meetup Amici del Movimento 5 Stelle di Veroli hanno presentato, all'ufficio protocollo del Comune di Veroli, un'istanza rivolta al Sindaco e all'Assessore all'ambiente avente ad oggetto il "catasto incendi".
Questo strumento, disciplinato dalla legge 353 del 2000, ha lo scopo di favorire il controllo del territorio comunale in seguito al verificarsi di fenomeni incendiari.
L'estate appena trascorsa è stata contrassegnata da gravi episodi che hanno comportato un impegno di notevole intensità, da noi esaltato e messo in luce da tempo.
I territori colpiti dalle fiamme sono soggetti a vincoli di legge che devono essere rispettati al fine di evitare qualunque forma di speculazione o abuso. Il catasto incendi è predisposto con lo scopo di registrare i territori comunali colpiti al fine di garantire la legalità di qualsiasi azione futura.
Purtroppo, come spesso accade, la sua istituzione, obbligatoria, è stata procrastinata troppo a lungo, intervenendo negli anni la presunta attività sostitutiva prima della Ragione, poi del commissario della commissariata Regione Lazio ed infine del prefetto.
Chiediamo semplicemente delucidazioni in materia invitando il Signor Sindaco ad istituire, se non già esistente, il catasto incendi.
Ad oggi non abbiamo ancora ricevuto risposta ma, certi della particolare attenzione che sicuramente il Sindaco mostrerà a riguardo, auspichiamo in una replica costruttiva del nostro Primo Cittadino.

 
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700mila domande per insegnare, suggerite dalla disperazione

Concorso docenti 2016 360 260Paola Bucciarelli - Qualche settimana fa ho scritto un articolo sul caos che si sarebbe generato con il rinnovo delle graduatorie di istituto e, puntualmente questo caos è avvenuto!
Il Miur, dopo ripetute proteste da parte di sindacati e dirigenti scolastici, è dovuto correre ai ripari prorogando le scadenze di inserimento da parte delle segreterie scolastiche sempre più esauste per i numerevoli disservizi del sistema informatico.
Oggi è uscito il dato del numero di domande presentate: 700 mila!!!!
700 mila persone hanno presentato domanda per lavorare, forse, precariamente!!!!
In un paese normale, il governo, la politica, la classe dirigente, si porrebbe il problema di perché un numero così alto di persone ha deciso di presentare una domanda per un lavoro precario e mal pagato (l’OCSE pochi giorni fa ha evidenziato come gli stipendi dei prof italiani siano tra i più bassi in Europa), discuterebbe del motivo per cui a presentare domanda per fare le supplenze non siano più solo i laureati nelle materie destinate per lo più all’insegnamento (lettere, matematica, lingue), ma: ingegneri, psicologi, chimici, farmacisti, avvocati, commercialisti, biologi, geologi, fisici...
Inoltre, discuterebbe del perché non siano solo i neolaureati a presentare domanda, ma anche tantissimi che un lavoro lo avevano e da qualche tempo lo hanno perso e non riescono più a trovare nulla, oppure lavorano ma con contratti precari e stipendi da fame e quindi cercano nella scuola un modo per avere uno stipendio poco remunerativo ma certo! Forse la nostra classe dirigente non sa cosa vuol dire lavorare con un contratto a progetto: i soldi li vedi, se va bene, dopo un anno e più, per non parlare del fatto che non hai neanche un giorno di malattia!
La classe dirigente dovrebbe chiedersi il motivo per cui tra le tante domande presentate per fare le supplenze ci siano molte donne (eh si, ormai le scuole sono dei ginecei!), posso anticipare la risposta: perché l’insegnamento è un lavoro che ancora permette abbastanza di poter conciliare lavoro e famiglia, visto che sempre qualche giorno fa è stata pubblicata la “Relazione annuale sulle convalide delle dimissioni e risoluzioni consensuali delle lavoratrici madri” che vede crescere il numero di donne che è costretta a lasciare il lavoro nel momento in cui nasce un figlio.
Purtroppo, la nostra classe politica è impegnata a pensare alla prossima campagna elettorale e quindi ad accaparrarsi la pancia degli elettori e, di mancanza di lavoro, precarietà di lavoro e di vita non si deve parlare.
Il pensiero unico che si propaga da Palazzo Chigi ai Tg: è va tutto bene, l’economia italiana si sta riprendendo! Che l’economia sia in ripresa, ammesso che lo sia davvero, ma i dati dicono altro, non significa che aumentino i posti di lavoro, e comunque se anche crescono un po' i posti lavoro, crescono soprattutto gli occupati a tempo determinato e non indeterminato.
Alla politica, al ”palazzo”, basterebbe dare un’occhiata alle file nei centri per l’impiego, o nelle sedi INPS, o nei patronati per capire quanta disoccupazione e disagio sociale ci sia nel paese reale, ma la politica ha smesso da molto tempo di parlare al paese reale, oppure gli parla populisticamente e demagogicamente. Ad aggravare la situazione è il fatto che anche il paese reale ha smesso di cercare di parlare con la politica e si è visto dal crescente astensionismo ad ogni recente tornata elettorale.


Questo crescente astensionismo è un dato preoccupante perché ridurrà le istituzioni parlamentari ad essere rappresentative non di un popolo ma di elites e lobbies, quindi la maggioranza degli italiani rimarrà esclusa, emarginata, frustrata, alimentando spinte di disorientamento politico, insicurezza, frammentazione sociale, xenofobe, razziste. Tutto ciò è già abbastanza evidente a chi non vuole raccontare favole.
Troppi giovani e, non più giovani, sono rassegnati ad una vita fatta di rinunce, precarietà, sono convinti che le cose sono così e non si possono cambiare, che bisogna adattarsi a meno di non emigrare, e quindi cercano disperatamente di lavorare nella scuola: molte di quelle 700mila domande non sono dettate dalla passione di insegnare, ma dalla disperazione .
La disperazione di trovare un lavoro che possa permettere non di realizzare i propri sogni, ma sbarcare il lunario, realizzare una vita normale: le persone vogliono occupazione, una casa, un reddito, una buona educazione per i bambini, la sanità. Vogliono essere protette quando sono disoccupate e che ci si prenda cura di loro quando sono anziane. Ora dovremmo solo capire che dobbiamo combattere per conquistare i diritti che le generazioni precedenti si sono conquistati, quindi vuol dire impegnarsi, avvicinarsi alla politica, non allontanarsi, chiedere, pretendere partecipazione non aspettare che qualcuno arrivi a salvarci.

 
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8 domande al Sindaco Bassetta dal M5S Anagni

M5S Anagnida Meetup Anagni 5 Stelle - Considerando le affermazioni degli esponenti locali del PD (PARTITO che RICORDIAMO a livello nazionale con L'ART.35 DEL DECRETO LEGGE "Sblocca Italia" favorisce la nascita di termovalorizzatori! ) fatte nei giorni scorsi, senza entrare in polemica o fare allarmismo, vorremmo porre delle semplici domande al Sindaco Bassetta, ai consiglieri o in alternativa al segretario del partito prima citato

1 - L’amministrazione comunale ha intenzione di seguire l’esempio del Comune di Ferentino con l’approvazione di un odg di indirizzo ed impegno per inserire nel nuovo piano regolatore norme di divieto alla collocazione di nuovi impianti di trattamento e smaltimento rifiuti?

2 - E’ intenzione del sindaco e dei consiglieri promuovere, nel più breve tempo possibile (es. 15 giorni), lo svolgimento di un consiglio comunale dedicato all’ambiente nel quale discutere e votare le proposte di moratoria?

3 - Con quali altri atti e provvedimenti concreti il Comune di Anagni vuole attuare la moratoria sugli impianti?

4 - Per quale ragione il Comune ha omesso le osservazioni sul nuovo piano rifiuti chieste dalla Provincia per l’individuazione delle aree idonee e non idonee alla collocazione degli impianti di trattamento e smaltimento dei rifiuti?

5 - Nel procedimento VIA presso la Regione Lazio per l’impianto di compostaggio della Energia AnAGni srl, il Comune ha presentato le sue osservazioni e pareri? (il termine è scaduto il 03 marzo 2017) e quale è il contenuto? Il Comune di Anagni ha espresso parere favorevole o contrario?

6 - Il Comune di Anagni è d’accordo con la costituzione di un ATO Unico regionale per i rifiuti?

7 - Quali sono le iniziative strutturali ed i Piani del Comune di Anagni per il risanamento della qualità dell’aria oltre al PIO (Piano Intervento Operativo) che serve solo per le emergenze;

8 - Quando andrà in funzione il depuratore per l’area industriale ASI, a seguito della firma del protocollo d’intesa fra Comune, Regione ed ASI dello scorso 06 Dicembre?

Le domande sono semplici e a molte basta un SI o un NO.
Attendiamo fiduciosi (??) che qualcuno risponda.

Meetup Anagni 5 Stelle

P.S. RICORDIAMO A TUTTI CHE: la valle del sacco è ancora tutta da bonificare, l'ospedale non c'è più e che al massimo il PD verrà ricordato per mafia capitale e la Consip.

 
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23 settembre, sit in per le domande che aspettano risposte

27mag16 sit in 350 260di Tiziano Ziroli, Vertenza Frusinate - Il giorno 23 settembre alle ore 10:30 si svolgerà a Frosinone, presso la sede decentrata della Regione Lazio, in via Francesco Veccia 23, un tavolo regionale che potrebbe portare importanti novità per il territorio riguardanti il problema della disoccupazione. Sarà così??
“Vertenza Frusinate” ha chiesto la possibilità di essere presenti al tavolo perché sulle notizie che ci arrivano abbiamo delle perplessità e soprattutto sentiamo il bisogno di fare delle domande chiare.
Infatti vorremmo sapere: cosa si intende quando si parla di cassa integrazione in deroga, quando sappiamo benissimo che la cassa integrazione non c'è sul territorio, ma ci sono mobilità finite o che stanno per finire? Abbiamo bisogno di sapere chiaramente cosa vuol dire sostegno ai disoccupati senza reddito? Vogliamo sapere chi gestirà il tutto e con quali strumenti? E, ancora, quanti soldi ci saranno dal governo per l'area di crisi complessa?
Sentiamo fortemente il bisogno di una informazione trasparente. Ancora stiamo aspettando i documenti ufficiali dell’incontro del 27 maggio. Ad oggi ancora circolano foglietti di appunti scritti a mano. Chiediamo con convinzione che alla fine della riunione venga stilato un documento in cui risultino chiari i punti sopra citati.
In questi giorni gireranno sulla tv locale Lazio tv le interviste di Gino Rossi e Ziroli Tiziano i quali chiedono chiarezza e trasparenza sulla riunione del 23 settembre pv, ma chiedono alla popolazione ed ai sindaci ad essere presenti il giorno 23 alle ore 9:30 al sit-in che si svolgerà sotto gli uffici regionali di Frosinone siti in via Veccia.
“Vertenza Frusinate” si aspetta una folta partecipazione per l'importanza dell'appuntamento, che potrebbe essere utile per alleviare i disagi della nostra provincia, ma anche per il suo futuro.

P. Il Comitato promotore della Vertenza Frusinate
Tiziano Ziroli
Frosinone 20 settembre 2016

 
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