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2009-2019 nel racconto di Donato Galeone, sindacalista

d.galeone telefono 350 minScritti e interviste di Donato Galeone. Sindacalista della Cisl. Esperienze di vita vissuta da osservatore e dirigente militante

Presentazione

Stare sempre dalla parte dei lavoratori anche nel XXI secolo

Sono molto orgoglioso di presentare questa raccolta di articoli e interviste, 75 testi dal 2009 al 2019 che ci propongono una cronaca attenta realizzata da Donato Galeone, un osservatore della politica e delle lotte dei lavoratori che come leggerete si firma sempre “già Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale della CISL Lazio”, ma che è stato ben di più nei tanti ruoli da lui svolti e facilmente rintracciabili nelle sue “testimonianze” e che ancora oggi gli fanno godere un prestigio che in molti gli riconoscono a cominciare da grandi numeri di lavoratori. E, non è poca cosa in un’epoca di grave crisi di credibilità e di fiducia.

Ho conosciuto Donato, un sindacalista, negli anni ’70 del secolo scorso, lui Segretario della Cisl provinciale ed io Segretario della federazione del Pci, entrambi del frusinate, nel pieno di una fase che vedeva la provincia di Frosinone investita da un processo d’industrializzazione che in mezzo a tante contraddizioni sembrava voler manifestare una ricerca di maturità da parte di imprese e nel dialogo fra le forze sociali.

Oggi siamo due persone avanti negli anni, (lui è un brillante e vivace ottantenne classe 1932), sempre convinti di dover stare dalla parte dei disagiati, dei più indifesi e di chi vive del proprio lavoro, lotta per nel difendere i diritti quelli conquistati e per raggiungerne di nuovi.
Allora albeggiavano grandi speranze di cambiamento, attraverso incontri e alleanze finalizzate a nuovi diritti e nuove opportunità. Il voto del ’76 sembrò incoraggiarle ma purtroppo precipitarono bel buio dell’assassinio di Aldo Moro tutt’ora coperto da omertà, silenzi, vere e proprie “menzogne” come le chiama il senatore Sergio Flamigni e sostanzialmente resta impunito. La storia virò per strade impervie e pericolose riprecipitando indietro i diritti sociali faticosamente conquistati nonostante l’abbaglio della globalizzazione e delle meraviglie del web illimitato.

Ma, proprio, in quegli anni (1970-75), si ricorda nella “raccolta”, «lo stato di grave disagio in cui versano moltissimi operai del comprensorio industriale o perché in Cassa Integrazione o addirittura senza stipendio da diversi mesi per la crisi che ha colpito le industrie della zona, con conseguenze gravi per intere famiglie ridotte alla fame». Ci furono mesi di lotte unitarie per il lavoro che videro la Chiesa unire la sua voce a quella dei Sindacati per sollecitare la conclusione delle vertenze in atto secondo i principi di equità e di giustizia cristiana. Galeone scrive questo ricordo, nel febbraio 2017 in occasione dell’incontro che i 3 Vescovi delle Diocesi del frusinate (Frosinone, Anagni e Sora-Cassino incontrano una delegazione di Vertenza Frusinate ad Anagni.La copertina della raccolta

All’inizio del 2020, ventesimo anno delle nostre pubblicazioni, riporto questo passo perché più di mille parole mette in luce la circostanza della decennale frequentazione fra l’autore della Raccolta e il giornale online UNOeTRE.it. Era l’anno 2014 quando

UNOeTRE.it e il quotidiano l’Inchiesta decisero di rompere un muro del silenzio. Quello innalzato intorno alla disoccupazione dilagante in provincia di Frosinone. 130.000 disoccupati su un totale di oltre 350.000 nel Lazio come denunciava la stessa amministrazione Provinciale di questo territorio.

Donato Galeone si è schierato in prima linea in quell’impegno. Non fu solo denuncia e predicazione. Ma si trattò di dare un’identità a questo esercito di dimenticati che si raccolsero spontaneamente sotto la sigla di “Vertenza Frusinate disoccupati uniti”. Trasferirli da una condizione di “invisibili” a protagonisti di progresso. All’inizio, in una fatica di Sisifo, si dovette dimostrare che esistevano, che non erano i pigri, i fannulloni che vivevano “a cassa integrazione infinita” come venivano descritti da più parti. Si trattò di far conoscere nel concreto chi erano, come vivevano nel disagio con i loro cari. Dovemmo raccontare che la mancanza di lavoro sfasciava intere famiglie sotto i colpi della difficoltà di sopravvivere. Dimostrammo che non erano nemmeno dei rissosi senza regole, ma che al contrario, ricercando dialogo con sindacati, partiti e Istituzioni, comprese quelle religiose, hanno dimostrato grande rispetto delle regole democratiche nella loro lotta spesso sbeffeggiata e dimenticata da chi al potere non interveniva. La riconquista di un lavoro certo, purtroppo, è ancora da raggiungere.
Basta leggere “Pensare al disoccupato come festeggia il natale 2019” per cogliere la presenza e il contributo di Donato Galeone su questo fronte di umanità sofferente per il quotidiano vivere assai mortificato.

Già in “Dieci anni di disagio sociale 2008-2018” scritto nell’aprile ’19 aveva ben descritto che “Nel concreto vissuto di ogni giorno si rileva, da tempo anche nel basso Lazio, che soltanto una parte di lavoratori ultracinquantenni ha raggiunto e superato ampiamente i livelli occupazionali del 2008, mentre per i più giovani la situazione resta critica ancora oggi.”
Non è compito di questa presentazione anticipare quanto i lettori troveranno nella “raccolta”, ma trovo opportuno indicare i filoni che costantemente si rintracciano in questo lavoro di Galeone che merita di avere il titolo “Stare dalla parte dei lavoratori nel XXI secolo”.

È tenace la continuità di convincimento che impegna Donato nel sostenere: “Per il lavoro ricostruire l’unità sindacale dei lavoratori”. Non fa mistero e non nasconde la sua soddisfazione per l’esito dell’ultimo Congresso Cgil che eleggendo Maurizio Landini a Segretario generale apre un “Orizzonte nuovo per l'unità sindacale”. Non rinunciando a ricordare che “Nei giorni 26-29 ottobre del 1970 con la prima Assemblea Unitaria dei Consigli Generali della CGIL-CISL-UIL a Firenze veniva deciso di realizzare l'unità sindacale e si assumeva l'impegno di riunire le strutture sindacali di ogni livello categoriale e territoriale coinvolgendo tutti i lavoratori”.
Non è nostalgia del passato, ma profondo convincimento che l’unità sindacale è indispensabile per le tutele dei lavoratori e la conquista di moderne condotte per acquisire i nuovi diritti che i cambiamenti impongono se si vuol rimanere e stare “dalla parte dei lavoratori”.

Nello scorrere i suoi articoli colpiscono le tante esperienze sindacali fatte da Donato Galeone. La formazione sindacale cominciata nel Centro Studi Cisl di Firenze e proseguita in tanti, momenti formativi compresi i vari Campi scuola gli ha consentito di essere sempre al passo con i tempi. Leggendolo si coglie la sua premura a mai tralasciare poco evidente l’intreccio in cui opera, fra problemi immediati e quotidiani su cui intervenire e l’impostazione delle scelte sindacali generali come si ricava dalla narrazione puntuale dei congressi della Cisl che si sono succeduti. Va sottolineato che a

differenza di altri nostri coetanei, Donato, non si limita a ricordare soltanto, i suoi scritti testimoniano costantemente che vive nell’oggi, con la voglia e l’impegno di intervenire nell’attualità. Ha il coraggio di guardare e operare nelle vicende quotidiane. Nessun rifugio cerca nelle rievocazioni, per quanto antagoniste ai disvalori di questa epoca, vuol dimostrare il coraggio di non temere vecchi e nuovicontraddittori.

Ripeto, non c’è mai predicazione nelle sue parole, ma invece c’è la ricerca della Speranza anche nei momenti di più affannose preoccupazioni, perché Donato è certo che c’è sempre un modo per intervenire senza mai fermarsi o arrendersi, così come non si stanca di ripetere, alle istituzionali sordità che necessita, senza alternative: “Creare posti di lavoro: subito…” con investimenti pubblici e privati nel Basso Lazio.

Neppure disdegnò, ne disdegna, le proposte di sostegno al disagio economico come quella del “Reddito di sopravvivenza fra un lavoro ed un altro che il 3 marzo 2017 “Vertenza Frusinate” proponeva per una legge d’iniziativa popolare, sottolineando con qualche richiamo e commento, l' «attualità della iniziativa di riproposizione del reddito minimo da parte della rappresentanza dei disoccupati ciociari alle rappresentanze politiche laziali, con il ripristinare - adeguandola dal 2009 al 2017 - la Legge Regionale Lazio n.4/2009 che prevedeva il “Reddito Minimo Garantito”. » In seguito, tornò sul tema in un brano dal titolo “Riflettendo sulle 10.706 domande di Reddito di cittadinanza” (le domande raccolte in provincia di Frosinone

Questi scritti che iniziano nel 2010 spaziano attraverso avvenimenti politici e sindacali, senza posa. Dall’adesione al PD all’attenzione costante e “militante”, direi, che rivolge ai congressi della Cisl si ricava il profilo di un sindacalista e politico “attento e prolifico”. Con orgoglio nel 2017 titola un suo brano “Il Sindacato del XXI secolo per una società inclusiva, per il lavoro e per la persona”. Per cogliere i segni dell’adeguamento e rinnovamento alle mutate condizioni della lotta sindacale.

Una nuova ventata d’impegno investe il lettore quando Donato Galeone porta in scena nei suoi scritti Papa Francesco. Lo stare dalla parte dei lavoratori ha un nuovo e vigoroso supporto.
Nell’Enciclica “Laudato Si” seppe leggere sin dall'inizio che c'erano due messaggi, uno per l'ambiente l'altro per l'uomo nel lavoro, voce fuori dal coro delle strumentalizzazioni che su molta stampa apparivano cercando di parlare solo di ambiente. In Papa Francesco lavoro, dignità del lavoro e tutele dell’ambiente sono inscindibili.
Io personalmente sono molto convinto della parola di Papa Bergoglio, del suo stare dalla parte dei più deboli, del disagio nel mondo, contro privilegi e contro sfruttamento dell’uomo e della natura.

Questo accomuna me e Donato, davvero assai. La frase del Papa Francesco che si trova in uno scritto della “raccolta” è come un manifesto: «Il Papa, rispondendo (alla domanda di un giovane ndr), ha detto che “tante volte una comunicazione rapida e leggera può diventare liquida, senza consistenza” e ha aggiunto “pensiamo all'economia liquida che toglie la concretezza e la cultura del lavoro”.»

Augurando buona lettura a tutti quelli che fin qui mi hanno letto chiudo con un una citazione di Donato che sottolinea l’importanza del potere negoziale di chi lavora. Egli è un convinto sostenitore della legittima valenza della protesta riconosciuta nella nostra Costituzione e così afferma: «Resta chiaro ed inequivocabile che, per me, le manifestazioni popolari di sostegno alle politiche dei cittadini e dei lavoratori - proposte dalle rappresentanze politiche e sociali nella dimensione nazionale ed europea - sono la base fondante di ogni paese democratico e vanno sostenute e difese, quale principio della democrazia partecipata sia odierna che futura, da legare assolutamente alla democrazia economica e sociale della stessa Unione Europea.»

Ignazio Mazzoli, direttore di UNOeTRe.it

Veroli 15 gennaio 2020

 

I testi all’indirizzo https://www.unoetre.it/radici/testimonianze/donato-galeone.html iniziano con il più recente per terminare con il primo scritto, mentre nella raccolta sul file .pdf da scaricare all'indirizzo .https://drive.google.com/open?id=1ayFMFe3UOycjC3Hvnwe5W_tk1NN4wvtJ sono pubblicati a partire dal più vecchio al più recente.

 

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Da Donato Galeone un messaggio per i disoccupati

Disoccupati in presidio permanenteIn queste ore e in queste giornate di presidio permanente dei disoccupati, nei locali dell'amministarzione Provinciale come convenuto con il Presidente Antonio Pompeo, si susseguono i messaggi di solidarietà.
Uno, fra gli altri, è giunto al nostro giornale e penso che interessi a tutti leggerlo, non è solo un sentitissimo sostegno morale, ma anche un suggerimento sotto forma di ricordo tratto da esperienze vissute.

Il messaggio giunge da Donato Galeone già dirigente sindacale della Cisl quale segretario generale a Frosinone e nel Lazio.
Merita di essere fatto conoscere integralmente. E' diretto a me, ma parla tutto il nostro territorio.

 

«Ignazio,buona sera !

Ho letto i comunicati-appello da te pubblicati nei giorni scorsi evidenziando la disagiata situazione sociale dei lavoratori ancora disoccupati alla vigilia delle festività natalizie prossime, in assemblea permanente presso la Sede dell'Amministrazione Provinciale di Frosinone,

Purtroppo la storia si ripete dopo tanti anni !!!! Non è vero che non si ripete, pur aggravata !!!!

Eravamo alla viglia della Pasqua - febbraio 1975 - ed a nome di CGIL-CISL-UIL, quale Federazione unitaria di allora - chiedemmo al Vescovo Mons. Michele Federici un segno di solidarietà.

Immediatamente il Vescovo rispose con questo comunicato che ti riporto integralmente:

"Considerato lo stato di grave disagio in cui versano moltissimi operai del comprensorio industriale interessante la Diocesi o perché in cassa integrazione o addirittura senza stipendio da diversi mesi per la crisi che ha colpito le industrie della zona, con conseguenze gravi per intere famiglie ridotte alla fame.....mentre auspicano una sollecita conclusione delle vertenze in atto secondo i principi di equità e di giustizia cristiana, sollecitando al riguardo l'interessamento delle autorità competenti e di quanti a diverso titolo trattano la questione....proclamano la loro solidarietà umana e cristiana con gli operai e le loro famiglie tanto duramente colpite e invitano i Fedeli della Diocesi a dare un fraterno aiuto a questi fratelli disoccupati.

A tale scopo viene indetta in tutte le Chiese della Diocesi per Domenica 23 febbraio 1975 - 2^ Domenica di Quaresima - una colletta da devolvere ai disoccupati della zona nei modi che si riterranno opportuni"

(il comunicato veniva approvato alla unanimità dal Consiglio Presbiterale nella seduta del 13 febbraio 1975)

Ignazio,
una scelta concreta di aiuto nel segno della solidarietà umana e anche una sollecitazione verso la questione sociale del lavoro che si ripresenta ai nostri giorni molto più complessa anche in questo Natale come nella Pasqua del 1975.

Io penso, conoscendo gli atteggiamenti di sostegno già dimostrati con gli incontri ultimi - quello di Anagni due anni fa - dei Vescovi della Ciociaria con la delegazione dei disoccupati - prevedo - potrebbero rispondere - come risposero nel febbraio 1975 - all'appello dei disoccupati - in assemblea permanente presso l'Amministrazione Provinciale di Frosinone - lanciato dal tuo giornale nei giorni scorsi.

Io non sono a Frosinone ma a Roma.

Te la inoltro - quindi - quale utile informazione nel contesto delle utili iniziative - possibili e concrete di solidarietà - per Natale da attivare in favore delle famiglie bisognose di aiuto.

Un caro saluto, Donato»

Roma, 19 dicembre 2018

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Lettera aperta per dichiarare il proprio voto

votare 350 260di Donato Galeone - Caro Ignazio, buonasera di una domenica trascorsa, seguo dal tuo giornale i comunicati elettorali che tu ospiti a pagamento ed è interessante conoscere gli impegni - non certo propagandati - ma coerenti con le attività svolte e la potenziale credibilità del candidato verso l'elettore persona- cittadino-lavoratore con proposte e iniziativa politica.

Tu sai che io voto a Roma (da qualche anno) e ho avuto il piacere di conoscere anche la nipote del grande prete romano del secolo scorso don Luigi Di Liegro, eccellente persona che potrai conoscere meglio dagli scritti, dalle opere e dalle lotte fatte a favore dei poveri, emigranti senza dimora - occupando la Pantanella - e poi con la Caritas romana, l'uomo don Luigi, che pur non facendo politica si misurava giorno per giorno con problemi e situazioni ai quali dovrebbe attendere proprio la politica sociale.

Se il Suo generoso personale impegno di prete cessò, con il ritorno al Padre, nella Cattedrale di San Giovanni in Laterano - nell'ottobbre 1997 – anche con il libro “La Roma di don Luigi Di Liegro” edito dalla www.fondazionediliegro.com - animata dalla nipote Luigina – i suoi amici e compagni comunitari romani continuano con la Fondazione Di Liegro a difendere i diritti degli ultimi e dei marginali: tossicodipendenti, malati di aids, migranti, anziani e persone senza fissa dimora.

Non e casuale che Luigina - proposta dal PD - ha accettato un territorio popolare periferico oltre i Comuni di Pomezia e Ciampino i Municipi 6-7-8- e 9 di Roma, in quanto persona, candidata coerente, con il suo impegno sociale......conosciuto in periferia ma che appare scarsamente così identificabile nella grande parte del PD... ma certamente è e sarà gradito agli elettori che riuscirà a contattare Luigina anche in quest'ultima settimana dal 4 marzo.

Impegno sociale che Luigina continuerà, comunque, in Fondazione Di Liegro e, se i voti e le nuove tecniche elettorali, lo permetteranno....anche in Parlamento.

Ignazio, ti ho voluto informare come persona ultra ottuagenaria “VOCE DI UN ELETTORE” motivandoti pubblicamente come sarà il mio voto, coerente con quanto sostenuto dal 2014 sul “reddito di inclusione a lavoro” senza se e senza ma, - come si usa dire oggi - estendendo anche al Candidato Luigina la condivisione - peraltro accettata - di una battaglia per il lavoro e il suo sostegno al reddito in assenza di lavoro.
Un caro saluto
Donato

Roma, 25 febbraio 2018

 

Dagli stralci seguono si può ricavare un giudizio su quanto ti scrivo.

23 febraio 2018

Luigina richiama in ogni suo incontro, nel suo Collegio Elettorale di Roma 7, i “bisogni delle persone” nel contesto dei bisogni dei piccoli e degli anziani sottolineando, essenzialmente, che l'idea efficace della politica deve dare “concretezza” all'obiettivo di politica sociale mediante lotta contro la “esclusione sociale” che deve essere il “primo pilastro” verso il “reddito di inclusione attiva con il lavoro” ai componenti anche delle famiglie romane, per superare quelle difficoltà economiche che si sono cumulate durante la crisi.

Si tratta di una visibile politica sociale che deve rispondere consapevolmente, concretamente e con misure soddisfacenti alle emergenze familiari mediante il “sostegno al reddito” alle persone – componenti attivi in età di lavoro dopo cicli scolastici – dichiararatisi individualmente disponibili ad impegnarsi in un percorso formativo professionale adeguato e mirato verso l'accesso al lavoro, equamente compensato.

Accesso al lavoro, quindi, quale primo diritto costituzionale, non solo scritto, ma attualizzato mediante la rimozione di ostacoli e resistenze di ordine economico, elevando il primato della politica popolare sull'economia, nella dimensione e nei rapporti sovranazionali verso gli Stati Uniti europei.

Con queste scelte di politica sociale, il 4 marzo non si vota contro qualcuno – dice e scrive Luigina Di Liegro – ma si vota per sostenere la ripresa dell'economia e del lavoro, portandola fino alle famiglie, ai giovani, nei quartieri e nei territori, ripete la Candidata Luigina Di Liegro per la Camera dei Deputati Collegio Roma 7.
Avanti, sempre nel sociale Luigina !! I democratici, cittadini e lavorartori – insieme – sosterranno anche il tuo dichiarato imnpegno parlamentare.

Luigina di Liegro Candidata risponde:
Grazie Donato, i tuoi contributi sono sempre molto preziosi.

15 febbraio 2018

Il Candidato alla Camera dei Deputati, Luigina Di Liegro, l'unica donna Candidata nel Collegio Uninominale Roma 7 di Pomezia, Ciampino e Municipi 6,7,8 e 9 di Roma, si identifica ampiamente per “competenza e sensibilità” anche dalle risposte alle domande fatte nella conversazione-intervista, dal giornalista Marco Ferri.

Luigina evidenzia, con sofferenza, la diffusa e altrettanta sofferenza popolare per la crisi che dal 2008 ha inciso sulla “carne e sulla mente” delle persone colpite da “disagio sociale” per la incertezza e la perdita del lavoro – del “futuro lavorativo” - nelle aziende in crisi e nel contesto delle innovazioni tecnologiche dei sistemi produttivi, della lentissima e bassa ripresa della crescita avviatasi, tanto in prodotto interno che in posti di lavoro, prevalentemente a breve termine – di una flessibilità precaria – pur avendo favorito le imprese con incentivi pubblici verso rapporti di lavoro a tempo indeterminato.

Luigina, Candidata al Parlamento, nelle 10 risposte coerenti sulla linea politica del “centrosinistra” attivissima e programmata e sulla negatività della “personalizzazione della politica” oltre che sulla “onestà” di cui "non si dice in giro” e che si deve praticare giorno dopo giorno -dice Luigina- nel segno della solidarietà sociale.

Leggere, tutta l'intervista sarebbe interessante e soddisfacente per conoscere ancora di più e votare una persona candidata, competente per le attività che ha svolto e svolge nel sociale e che intende continuare a rappresentare anche nel Parlamento italiano.

 
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Confronto sul Jobs Act

Jobsact 350 260Intervento di un lettore sull'articolo di Donato Galeone - ESSENZIALE CONFRONTO SUL JOBS ACT - Letto l'artcolo "jobs Act: il lavoro italiano è regolato prevalentemente con legge e non con la contrattazione collettiva" aggiungo che "l'intervento legislativo così pervasivo è certamente una sconfitta del sindacato e del padronato associato. Ma non inizia oggi: tutta la frammentazione dei rapporti di lavoro - definita sinteticamente come precariato – è il frutto della legislazione (spesso di centrosinistra) degli ultimi anni e non certo della contrattazione.
Io resto convinto che se le esigenze di flessibilità fossero state gestite, invece che dalla legge, attraverso i contratti senza senza uscire dallo schema del lavoro subordibnato le condizioni (retributive e soprattutto le ricadute previdenziali) dei più giovani sarebbero state migliori.
Ma la pervasività della legge è figlia dell'idea che i diritti indisponibili che tuttavia mal si conciliano con una realtà (quella delle condizioni concrete del lavoro) che è determinata innanzitutto dalla dinamiche economiche (ed è per questo che essa è lasciata alla contrattazione coillettiva che può raggiungere il migliore equilibrio possibile per le parti in quel settore e in quell'azienda).
Il dilagare della legislazione è una sconfitta della Cisl e della sua vocazione alla contrattazione. Ma è anche una beffa per la Cgil e il suo catechismo dei diritti per tutti e per sempre: e quindi per legge.
Ma lasciare le condizioni di lavoro ai Parlamenti è pericoloso perchè dipende dalle maggioranze mutevoli: oggi favorevoli, domani chissà.
Si dovrebbe tornare alla regolazione privato-collettiva (dentro un quadro stabile di minime regole pubbliche).
Ma come fare con questi sindacati, divisi e confusi, e con questa confindustria sempre meno rappresentativa?
Come si può rivendicare il potere di regolare se non si è capaci di autoregolazione ? (P)

Ringrazio per l'intervento al mio articolo sui primi decreti Jobs Act perchè apre a riflessioni profonde e attualissime di una società plurale democratica e non solo sul superamento della crisi nello sviluppo delle relazioni industriali tra le rappresentanze dei lavoratori e del padronato o della imprenditorialità associata, sempre più finanziaria multinazionale.
Ma anche perchè – condivido - il decreto delegato Jobs Act è l'attesa conseguenza - anzi - il frutto della legislazione (spesso di centro sinistra) degli ultimi anni e non della contrattazioine collettiva. Quindi la prevalenza della legge nella regolazione dei rapporti di lavoro e non, invece, della legge a sostegno della contrattazione collettiva estensiva - parte normativa e retributiva mnimale - alla generalità dei lavoratori italiani nella dimensione eruropea.
Dall'intervento riemerge - peraltro – un essenziale punto di approfondimento e di confronto responsabile che ha riflessi operativi-costituzionali sui ruoli dei corpi intermedi associati e plurali nell'esercizio della democrazia politica ed economica nel nostro Paese - più che ridotte dal Governo di Matteo Renzi Segretario del PD - che non sono neutrali e si riverbano anche nei richiamati altri quattro conseguenti punti che mi permetto così elencare:

sconfitta del sindacato, della Cisl e del padronato associato;
beffa per la Cgil sui diritti dei lavoratori per legge;
sindacati divisi e confusi con questa confinduastria sempre meno rappresentativa;
rivendicare un potere di regolare se non si è capaci di autoregolazione.

Su questi quattro punti io penso e spero possano seguire responsabili confronti e approfondimenti. Sono certo che il nostro direttore Ignazio Mazzoli li sollecita e, come sempre, saranno pubblicati.
Grazie, ancora, al lettore per aver avviato l'essenziale confronto.
Donato Galeone
Roma, 3 marzo 2015

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