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I giovani e la politica

giovanipolitica 350 mindi Elia Fiorillo - Più guardi l’attuale «quadro politico» e più una domanda ti viene spontanea: «Ma che quadro è?». Nell’arte pittorica c’è stato il Cubismo con Picasso, eppoi il Dadaismo, il Neoplasticismo, il Realismo e via proseguendo. Tutta roba, «arte» per meglio dire, i cui tratti caratteristici vengono compresi anche dai non addetti ai lavori. Li ammiri quei capolavori, ci rifletti un po’ su, al limite ti fai aiutare da una guida e alla fine comprendi quelle opere d’arte, quei colori che ti emozionano, che in certi casi sembrano buttati a casaccio sulla tela, ma così non è quando guardi l’insieme. Tutto ha un senso nelle opere pittoriche elaborate dai grandi maestri. I pennelli, le spatole hanno avuto il compito di portare sulla tela i colori secondo il pensiero dell’artista, non a casaccio, ma seguendo un senso estetico, rincorrendo passioni, emozioni, sentimenti che riesci a cogliere quando li ammiri.

Forse il paragone che sto tentando di fare tra l’arte e la politica è di quelli azzardati, ma non sempre arrischiarsi in certe congetture è sbagliato, anzi a volte si riescono a scoprire, a far esplodere situazioni consolidate, ad analizzarle sotto altri aspetti. Insomma, a vederli e valutarli in modo diverso, non stereotipato, può risultare molto positivo.

Un pensiero, un’idea, una sensazione l’artista la deve tenere ben presente in testa quando vuole creare un’opera d’arte. Certo, può provare a lanciare sulla tela in modo diffuso una miriade di colori che per combinazione possono fare pure effetto, dare l’impressione di una costruzione artistica elegante, fatta da colori mescolatisi tra loro che ispirano pensieri, sentimenti più vari. Ma, comunque, è improvvisazione che nella maggior parte dei casi non è armoniosa, non è artistica. È un pasticcio di colori che dicono poco o niente.

Una caterva di parole i politici non dovrebbero proporle agli elettori. Una raffica di promesse, anche quando non si è più in campagna elettorale, che delegittima la classe politica. Bisognerebbe prima «fare«», quando si è al governo, eppoi «raccontare» quello che si è fatto. Quando si è all’opposizione, invece, essere sempre realisti senza sparare progetti impossibili da realizzare.

L’attuale modo di fare politica allontana da essa tanta bella gente. Uno dei problemi seri che ha il nostro Paese, forse tra i più importanti, è la mancanza di un serio ricambio all’attuale classe dirigente. C ‘è poi la cosa più terribile da registrare. Se chiedi in giro giudizi sulla politica e sui suoi uomini la risposta è quasi univoca: «tutti interessati ai fatti propri». Insomma, un’immagine completamente inversa a quella che la «politica» deve essere: servizio agli altri, lavoro per il bene comune. E la ricompensa per l’impegno profuso dovrebbe venire unicamente dalla soddisfazione per le cose realizzate a favore degli «altri». Una missione, insomma, che si ripaga alla grande per il ruolo che ricopri in Parlamento o al Comune o al partito o dove svolgi il tuo compito di politico. Utopie quelle testé riportate? Certo, a vedere in azione certi uomini pubblici impegnati soprattutto a tutelare i propri interessi parrebbe proprio di sì. Ma guai a fare di tutt’erba un fascio. Ci sono fior di gentiluomini che sacrificano la loro vita, facendo politica, per gli altri. Purtroppo il «bene», nella maggior parte dei casi, non fa notizia. Nel giornalismo, e non solo, quello che prevale - e va sempre riportato in bell’evidenza- sono tre parole magiche – si fa per dire – che cominciano per «esse»: sangue, sesso, soldi. No, la solidarietà, che comincia pure per esse, è un’altra cosa, non c’entra.

Come avvicinare i giovani alla politica?

Una volta c’erano dei focolai dove naturalmente si creavano percorsi che portavano i giovani a impegnarsi nel «sociale». L’Azione Cattolica, i Boy scout, gli oratori in campo cattolico. In altri campi c’erano le scuole dei partiti che avviavano i giovani alla politica. No, non ricoprivi ruoli pubblici senza aver fatto prima una bella e tosta <>. Non è facile oggi far avvicinare i giovani alla politica. Troppe distrazioni, chiamiamole così, nei loro percorsi di vita.

Bisognerebbe tornare al passato. Puntare sui rapporti personali, sulle scuole di formazione alla politica. Sui gruppi di studio e via proseguendo. Una delle accuse che una volta veniva rivolta ai partiti era quella di non puntare sui giovani, di mandare in Parlamento solo matusalemme. Oggi i giovani sono entrati nei palazzi del potere. Un po’ più di preparazione non guasterebbe.

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Gli eletti e i doveri verso il territorio

Parlamento 460 47kdi Ermisio Mazzocchi - I sette eletti di Lega e M5S diventino fattivi interlocutori.
L'accorata invocazione del presidente di Unindustria, Giovanni Turriziani, a rivolgere una attenzione particolare a questioni vitali per la provincia di Frosinone, è comprensibile e merita un approfondimento. Lo stesso presidente del Consiglio regionale, Mauro Buschini, ha evidenziato la criticità della FCA e gli impegni assunti dalla Regione per fare fronte alla situazione divenuta preoccupante, assolvendo pienamente al suo ruolo istituzionale, come istituto regionale, per rispondere alle esigenze del territorio e per sollecitare il governo a compiere quanto è di sua competenza.

Rimane scoperto il fronte dei partiti politici che assolvono ai loro compiti direttamente in rapporto alla funzione che essi svolgono nella società e nelle loro rappresentanze istituzionali. Esistono le diversità e le collocazioni storiche, culturali, tra i partiti che ne caratterizzano la loro identità politica e si fanno carico delle responsabilità che essi assumano nelle strutture democratiche del paese.

Oggi due partiti, Lega e 5S, di segno acclarato di destra, hanno avuto un mandato elettorale di governare il paese. Nel lungo periodo di governo, questi partiti hanno dimostrato la loro conflittualità, l'insipienza governativa, l'arroganza e una pericolosa deriva a destra anticostituzionale. Questi sono responsabili in modo chiaro e netto di non avere svolto nessun compito nel confronti della più grande industria automobilistica italiana e internazionale. Anzi con le loro azioni, ne hanno aggravato la crisi. Non stanno governando nulla e non è accaduto nulla. Questa distinzione politica è necessaria per orientarsi nei giudizi su quanto svolgono i partiti nella loro gestione politica dei processi della società italiana. Se non si fa questa distinzione nitidamente si corre il rischio di generare una comune accusa a tutta la politica e quindi alle sue forme organizzate, accumunando partiti che governano e partiti che non governano, che in democrazia svolgono la loro opposizione costruttiva e di denuncia. Il PD, oggi, assolve a questa funzione e ha questi obiettivi. Non è una questione di riconoscimenti. E' una questione di responsabilità e di collocazione nello schieramento politico italiano e anche europeo. Il PD compie le sue battaglie nel rispetto della Costituzione e per gli interessi di tutti i cittadini, rivolgendo il suo impegno nel segno della solidarietà, della cooperazione, dell'inclusione sociale.

Questa necessità si fonda, con maggiore forza, in conseguenza dei disastri compiuti dall'attuale maggioranza che pretende di governare il paese, che deve essere chiaramente, senza tentennamenti, denunciata come la vera responsabile dello sfascio del paese e del suo impoverimento economico e sociale. Il PD ha ampiamente dimostrato di essere protagonista di quanto avviene nella società italiana, sapendo cogliere aspirazioni di garanzia, di uguaglianza, di solidarietà, di sicurezza. Con al primo posto il lavoro.

Abbiamo una crisi strutturale, non contingente, che investe anche questa provincia, del sistema i cui caratteri distintivi sono la perdita del lavoro che è un valore sociale e costituzionale indispensabile. Ed è del tutto inutile considerare i sette parlamentari Lega/5S provinciali, come fattivi interlocutori per i problemi di questa provincia.
A fronte di questo, il PD provinciale è impegnato su più fronti da quello dell'occupazione a quello ambientale, sostenendo e partecipando a momenti significativi, come la Consulta dei sindaci per la FCA, promossa dal Sindaco di Cassino, Enzo Salera (PD), la mozione della Regione Lazio per convocare un tavolo ministeriale su la FCA, proposte per i casi più critici ambientali dalla Valle del Sacco all'inquinamento atmosferico delle città, soprattutto di Frosinone città. Ci poniamo con visibilità e fermezza alla guida di un progetto per la ricostruzione dei livelli di occupazione che questa provincia ha perso e rischia di perdere ancora di più, come nel caso emblematico del comparto delle costruzioni, in cui in dieci anni (2007-2018) perde in provincia 8.000 posti di lavoro, da 14.000 a 6.000 unità lavorative.
Non ultimo per importanza è che la legalità è minata da una presenza della criminalità organizzata che investe molte su le attività economiche tanto che la nostra provincia è una di quelle più inquinate dell’Italia.

Il PD del Circolo di Frosinone si è fatto promotore insieme al PSI di un incontro con il presidente dell'Unindustria per il progetto dell'Unione dei comuni dell'area di Frosinone, ritenendolo strumento essenziale per il lavoro, lo sviluppo e per l'intera società i in grado di affrontare i grandi temi dell'ambiente, del commercio, delle infrastrutture guardando ai fondi europei e esprimendo il proprio assenso convinto alla proposta di delibera consiliare. Costruiamo con convinzione una alternativa di sviluppo, per fronteggiare la disoccupazione e la povertà, e fare uscire dalle tenaglie del lavoro nero migliaia di lavoratori e del precariato. Il PD intende usare tutti gli strumenti democratici per essere nella società, carica di fermenti, di aspettative, che non intendiamo lasciare gestire alla destra populista e nazionalista. Certamente non saremo immobili e intendiamo rassicurare quanti guardano al PD con interesse e attenzione, che saremo da una parte, quella della politica seria, costruttiva, propositiva. Non intendiamo ricorrere a manifestazioni roboanti e inconcludenti, vogliamo costruire mattone su mattone, giorno per giorno, un progetto per cambiare il paese e sconfiggere il pericolo della destra e i suoi inutili e dannosi rappresentanti istituzionali. Il PD è questo. Distinto, definito, cha fa parte di una politica non quella indistinta, fumosa, parolaia, ma quella sana, efficace, legata ai problemi di questo popolo, di questa provincia.

9 agosto 2019

 

 

 

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Boxe, Barrale e Tiberia eletti ai vertici provinciali

Barrale Tiberia 350 260 mindi Tommaso Cappella, Ufficio Stampa - Cambiano le gerarchie provinciali per quanto riguarda il mondo del pugilato, sempre e più che mai fiorente in Ciociaria. Nei giorni scorsi infatti le varie palestre operanti in Provincia di Frosinone si sono riunite per eleggere sia il nuovo delegato provinciale della Federazione Pugilistica Italiana che il nuovo presidente dell'Unione Pugilistica Provincia di Frosinone. Per quanto riguarda la prima carica, dopo quasi venti anni, Massimo Tiberia lascia il testimone a Nando Barrale, mentre il primo assume la presidenza della neo associazione, di cui fanno parte ben 12 palestre: la “Boxe Domenico Tiberia” di Ceccano, la “Luigi Quadrini” di Castelliri, la “Boxe Bucciarelli”, di Ceccano il “Ring Ciociaro-Team T.Barrale” di Ceccano, la “Training Boking Cassino”, la “Pugilistica Venus Pontecorvo”, l'“Accademia Pugilistica Ciociara” di Frosinone, La “New Generation Boxe” di Frosinone, la “Colleferro Boxe”, la “Boxe Franco Valente” di Isola del Liri, la “Boxe Frosinone” e la “Boxe Sora”. Oltre al presidente Tiberia, alla carica di vice presidente è stato chiamato Raimondo Scala, mentre Fabio Campoli avrà le funzioni di segretario. Per la parte tecnica Giuseppe Capezzera sarà il direttore tecnico, Giuseppe Tucciarone il direttore sportivo e Sergio Simula si occuperà del settore giovanile e si avvarrà della collaborazione di Giuseppe Bucciarelli e Martina Rotondo.

Proprio con i due neo eletti si ripercorrono le tappe che hanno portato a queste importanti decisioni. “Abbiano ritenuto opportuno prendere queste decisioni – esordiscono Barrale e Tiberia – perché in questo momento il mondo del pugilato in provincia di Frosinone è in costante crescita. Pertanto i due organismi territoriali diventano fondamentali sia per la crescita che per lo sviluppo di tutto il movimento”.

Potete illustrare i compiti e gli obiettivi che si pongono le due realtà che opereranno quindi in provincia di Frosinone? “Il delegato provinciale continuerà ad avere contatti e presenza soprattutto con le istituzioni a tutti i livelli sia politici che imprenditoriali proprio per avere maggiore considerazione e impegno da parte di tutti. La nuova organizzazione, e cioè l'Unione Pugilistica Provincia di Frosinone, curerà invece tutti i rapporti tra le varie società che la compongono. Questo vuol dire anche un maggiore coinvolgimento di tutte quelle persone, in particolare i maestri, che ogni giorno sono impegnati con l'attività delle loro palestre. Abbiano bisogno quindi di maggiore visibilità a tutti i livelli”.

Molto spazio, attenzione e impegno verranno riservati a giovani che vorranno avvicinarsi alla boxe? “E' uno degli obiettivi principali del movimento pugilistico provinciale. Già sabato e domenica prossimi presso il PalaSantoro di Via Vertummo a Roma ci saranno anche dieci nostri Esordienti dai 13 ai 17 anni che combatteranno per l'accesso alle finali che si svolgeranno sempre nella Capitale il 2 e 3 marzo. Ma stiamo anche constatando che tanti altri ragazzi chiedono di poter frequentare le nostre palestre. Occorre sempre tener presente che i nostri scopi e obiettivi restano quelli della prevenzione e della socializzazione, fondamentali per la crescita delle nuove generazioni”.

C'è attesa per qualche pugile sul quale si punta molto per dare lustro al movimento pugilistico provinciale? “In questo momento puntiamo molto su Federico Cerelli che a breve potrebbe combattere per il titolo della Comunità Europea. E poi Marino Bucciarelli che sta tornando a buoni livelli e potrebbe disputare nuovamente il titolo italiano. Ma anche Alex Marongiu sembra tornato in un stato di forma ottimale. Ci auguriamo che anche altri ragazzi abbiano la costanza di continuare a lavorare sodo per arrivare più in alto possibile”

Infine un messaggio alle istituzioni? “Come dicevamo prima – concludono Barrale e Tiberia – Abbiano bisogno di aiuto e sostegno a tutti i livelli. In particolare ci aspettiamo una maggiore considerazione da parte delle amministrazioni comunali. Basterebbe anche un semplice patrocinio quando organizziamo le varie riunioni provinciali. Ma soprattutto auspichiamo una maggiore presenza e collaborazione da parte dei sindaci e degli assessori allo sport dei vari Comuni. Intanto approfittiamo per ringraziare tutti quelli che, fino ad oggi, ci sono stati sempre vicini e ci hanno supportato, non solo con il patrocinio”.

 

 

 

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Appello agli eletti nell'interesse dei disoccupati

Vertenza Frusinatedi Samuel Battaglini - Il 4 marzo il Popolo Ciociaro, ancor più rispetto a quello del resto d' Italia, attraverso il proprio voto, ha tracciato un solco tra passato e futuro, mandando a casa un vecchio modo di concepire la politica e premiando il nuovo. L' auspicio era quello di vedere finalmente la Terra di Cicerone, Libero De Libero, San Tommaso D'Aquino, tanto per citarne alcuni, essere rappresentata da una classe dirigente consapevole dell' onore ed allo stesso tempo dell' onere del quale era stata investita.

Ad oggi, a distanza di oltre nove mesi dal loro insediamento al governo ed in regione, oltre a tanti selfie e finti proclami, il nulla. Il termine Onorevole, nel senso più nobile del termine, non può essere un semplice appellativo da sfoggiare per rivendicare un traguardo raggiunto a discapito di altri, ma dovrebbe ricondurre ad un romantico senso di appartenenza ai valori verso i quali si dovrebbe essere fortemente legati, che affondano le radici nella tutela della propria comunità. Una comunità che a causa della incapacità di questa nuova pseudo classe - dirigente di fare quadrato quantomeno sui temi temi importanti che attanagliano la nostra provincia, rischia di vedere ulteriormente aumentare la fetta dei senza reddito.

Oltre mille lavoratori raccolti sotto la sigla di "VERTENZA FRUSINATE", se Regione e Governo non troveranno entro la fine dell' anno novecentomila euro, perderanno la mobilità in deroga (che non percepiscono da mesi) promessa dalla Regione Lazio il 28 febbraio attraverso un accordo firmato con i sindacati. Non serve nemmeno sottolineare che in un territorio già fortemente colpito dalla crisi occupazionale, altre mille famiglie lasciate a se stesse, rischiano di innescare una bomba sociale senza precedenti.

Novecentomila euro che, se messi a confronto con i milioni di euro spesi per la nuova sede dell' ASI, o dei contributi erogati per le tante sagre paesane, sono davvero una goccia nell' oceano. L' appello agli eletti, con particolare riferimento a coloro che hanno potere decisionale, è quello di mettere da parte invidie ed antipatie ed iniziare a fare squadra per porre rimedio a questo stato di crisi complessa, scegliendo se essere ricordati come coloro che hanno effettivamente aperto una nuova stagione fatta di speranze, o come coloro che hanno fatto rimpiangere l' usato garantito, preferendo i battibecchi sulle "letterine di Natale" piuttosto che la presentazione di emendamenti a favore di cause ben più nobili.

Il 31 dicembre è vicinissimo, ma non è ancora tutto perduto.

 

 

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Verso un tavolo di crisi permanente con tutti gli eletti

Vert.Frus.Provincia 30luglio18 350 260 minServizio redatto in collaborazione UNOeTRE.it - L'Inchiesta - All'appello di Vertena Frusinate poi hanno risposto anche gli eletti: la Deputata Enrica Segneri ed il Consigliere regionale Loreto Marcelli per' il Movimento 5 Stelle, il Senatore Massimo Ruspndini per Fratelli d'Italia. Per i partiti presenti le dirigenti di Possibile Frosinone, Sandra Penge e Anna Rosa Frate. (per leggere tutto, completata una pagina, torna qui in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

 

  1. L'incontro perchè
  2. Un emendamento per fare presto

L'incontro perchè

Gino Rossi, leader del comitato dei senza lavoro, ha presentato le drammatiche esigenze di centinaia difamiglie senza reddito a causa dai ritardi regionali e dalla mancanza di finanziamenti per la mobilità, al contrario di quanto avvenne nel 2017.
«L'esigenza: specifica del territorio non è la proroga della CIGS, che in Provincia non c'è perché non ci sono aziende che ristrutturano - ha
spiegato Rossi -, mentre è estesa la mobilità che invece è priva di finanziamenti anche in ossequio a nuove normative che richiedono deroghe eccezionali e temporanee, come necessita la proroga rinnovata per il 2018 ancora per 12 mesi».
Bisogna ricordare che la mobilità in deroga prevede anche politiche del lavoro attive a cominciare dai tirocini, ma non ce n'è traccia fino ad ora. Per gli over 60 erano previsti progetti per lavori utili, ma l'impegno dei Sindaci manca: una situazione che Rossi è tornato a denunciare.

Ci sono ancora dei residui, 60 milioni di euro bloccati perché non utilizzati e sono a disposizione della Regione Lazio presso l'Inps. «Se non si attinge a questo fondo - ha avvertito Rossi - ci saranno disoccupati senza alcun reddito. Perché una sola finestra è finanziata e le altre 3 no. Si scatena così una vera e propria guerra tra poveri. E, non bisogna dimenticare il fatto che ci sono lavoratori che da 6 mesi non vedono un euro. Ecco perché è urgente velocizzare i pagamenti e finanziare le fi­
nestre scoperte».

Quanto al futuro, occorre parlare di progetti di lavoro in settori come ambiente, turismo e sanità dove crescono le nuove esigenze e i nuovi bisogni. In tanto e concliudendo, Rossi ha avvertito: «L'area di crisi complessa sta per diventare un contenitore vuotò come è stato l'Accordo di programma».

«I mancati risultati fino ad oggi conseguiti dalla dichiarazione di Area di crisi complessa per i territori di Frosinone e Anagni è la dimostrazione di quanto sia stato trascurato nel tempo questo territorio», ha denunciato la pentastellata Segneri. «Dobbiamo accertarci che i fondi ci siano -ha aggiunto-. Quanti sono a disposizione della Regiune Lazio. Ma abbiamo difficoltà a venire a conoscenza di queste informazioni che invece sono elementi fondamentali per capire come muoverci. Vogliamo creare un tavolo di crisi con gli altri eletti. Io manterrò rapporti costanti con Vertenza Frusinate à partire da Gino Rossi», ha infine assicurato la deputata che è componente della Commissione Lavoro di Montecitorio.

Secondo il Senatore Ruspandini «Vertenza Frusinate è stata capace di elaborazione e di unità. In altre realtà questo purtroppo è mancato. Sì, occorre tavolo di crisi di tutti gli eletti. Siete riusciti a stare uniti e avete fatto realmente vertenza sindacale che si è fatta ascoltare con gli argomenti e con comportamenti seri. L'area industriale Frusinate ha una criticità che non ha uguali in Europa - ba poi evidenziato l' esonente di Fdl -. Il disagio Frusinate deve diventare un fatto nazionale. Anche se non faccio parte dell'attuale governo sto con voi, se mi accettate sono pronto a collaborare.
Vertenza Frusinate esiste e non è eliminabile. Con questo comitato è necessario che la politica e le istituzioni facciano i
conti».

Il consigliere regionale Loreto Marcelli, da parte sua, ha assicurato che «con l'aiuto di Venenza Fru­sinate farò tutti i monitoraggi che qui sono stati richiesti».

Sandra Penge dirigente di Possibile ha ricordato come il famoso Decreto 44 del-vicepremier Di Maio - abbia dato 9 milioni alla Sardegna. Per questo,­ ha invitato gli altri partiti a «sostenere l'emendamento che la senatrice De Petris presenterà nel Milleproroghe al fine di rifinanziare le Aree di crisi complessa. Si tratta di una manovra cospicua da esaminare nell'ambito della legge di bilancio. Bisogna prepararsi alla nona salvaguardia. In ogni caso la Regione Lazio incontrerà, su richiesta di Possibile, gli esponenti di Vertenza Frusinate».
Un incontro che per ora lascia ben sperare. Sulle urgenze c'è unità e determinazione.

*****
Intanto dopo l'Amministrazione provinciale di
Frosinone, ed i Consigli comunali di Ferentino e di Alatri, Veroli, Ceccano, Pofi e Sora, anche l'assise di Torrice ha aderito alla proposta di ­ Reddito minimo, nata proprio da Vertenza Frusinate. La proposta del Comitato punta alla presentazione della Legge di Iniziativa Popolare Regionale sul "Reddito Minimo Garantito
verso l'inserimento e il reinserimento nel ­ mondo del lavoro".
«Il comune di Torrice - ha spiegato ieri il sindaco Mauro -intende sostenere disoccupati, inoccupati o precariamente occupati con un reddito imponibile non superiore agli 8 mila euro, per sostenerli economicamente in attesa di un nuovo lavoro». L'obiettivo della Giunta Assalti dunque è quello di. «contrastare la disuguaglianza sociale e l'esclusione e rafforzare le politiche finalizzate al sostegno economico, all'inserimento sociale dei soggetti maggiormente esposti al rischio di marginalità nel mercato del lavoro». Le delibere comunali -approderanno in Regione Lazio dove sono stati già previsti 10 milioni di euro ai quali, come spiegato da Romeo Caruso, si dovrebbero aggiungere altre risorse con finanziamenti UE. (continua a leggere. Vai in alto sotto la foto grande e clicca sul titolino successivo)

Un emendamento per fare presto

L'emendamento della senatrice Loredana De Petris
Un emendamento di LeU al "Decreto Milleproroghe" entro due giorni a firma della senatrice Loredana de Penis, un incontro a stretto giro con la Regione Lazio e un lavoro di concerto con sindacati e Ministero del Lavoro per rifinanziare le aree di crisi complessa entro l'anno. Con queste tre azioni il gruppo Parlamentare di Liberi e Uguali e le sue anime sul territorio si stanno impegnando per risolvere, in vista dell'anno 2019, la questione di Vertenza Frusinate, con particolare attenzione per i circa 300 lavoratori per i quali- al momento - non ci sono le coperture atte a rifinanziare la mobilità in deroga. La questione è stata portata all'attenzione della senatrice De Petris, che già si era occupata della vicenda negli anni scorsi, dalle componenti di LeU sul tenitorio frusinate, in partlcolare da Possibile, con Anna Rosa Frate e Sandra Penge, e da Sinistra Italiana, con il segretario regionale Marco Maddalena. Sulla scrivania della senatrice è dunque arivata la relazione di Vertenza Frusinate sullo "stato dell'arte", grazie all'impegno di Romeo Carnso.
Nell'incontro di ieri mattina (servizio in queste
pagine) fortemente voluto da Gino Rossi presso la sede dell'Amministrazione Provinciale di Frosinone, dunque, è arrivata la richiesta e l'offerta di collaborazione da parte di LeU a tutti i rappresentanti del territorio eletti, in particolare al MSS. Nella fattispecie, la delegazione di Possibile per LeU costituita da Frate e Pe□ge - che ha registrato l'appello di Rossi alla creazione di una unica task force costituita da tutti coloro che a vario titolo rappresentano il territorio - ha chiesto al MSS di sostenere l'ammissibilità dell'emendamento della De Petris per rifinanziare la mobilità in deroga per tutti i lavorarori della provincia di Frosinone. Infatti, collaborando in questi giorni in Senato e alla Camera sulla ammissibilità dell'emendamento della De Petris, si accorcerebbero di gran lunga i tempi per garantire il sostegno ai disoccupati di Vertenza Frusinate, senza dover aspettare il lungo e laborioso processo dell'approvazione della Legge di Bilancio, nella quale si dovranno invece trovare coperture ben più cospicue per rifinanziare tutte le 14 aree di crisi complessa d'Italia.
«È dunque essenziale - spiegano Fenge e Frate - una presa di coscienza e di responsabilità da parte di tutte le forze politiche che hanno a cuore il destino di circa mille famiglie della provincia di Frosinone per attivare già in questi ultimi giorni
utili della stagione estiva tutte le politiche adatte a sostenere Vertenza Frusinate. Qualora il tentativo non andasse in porto e si dovesse aspettare la Legge di Bilancio, per Vertenza Frusinate si aprirà comunque a breve un nuovo tavolo con i sindacati e l'assessore al lavoro della Regione Lazio, Claudio Di Berardino.
La delegazione di ieri mattina porterà inoltre al- 1'attenzione del gruppo Parlamentare di LeU le osservazioni di Rossi e i suoi, in particolare la necessità di lavorare su una nona salvaguardia per gli esodati che possa tutelare anche la posizione dei molti ultracinquantacinquenni del Frusinate».

***
Intanto le crisi industriali non sembrano aver fine
in provincia di Frosinone.
La difficile situazione in cui versa lo stabilimento Biomedica di Ferentino, azienda del settore chi­ mico fannaceutico da anni leader nel settore, che produce importanti medicinali tra cui un medici­ nale salvavita, è al centro delle proteste e delle preoccupazioni dei lavoratori.
Sulla situazione è inteivenuto ieri il consigliere regionale di Forza Italia, Pasquale Ciacciarelli per sottolineare come la situazione sia «la fotografia della paralisi burocratica che costituisce un ostacolo materiale allo sviluppo economico ed occupazionale dei territori».
Il 13 settembre il gestore dovrà riconsegnare il sito al tnòunale di Frosinone che entro fine anno dovrebbe mettere in vendita lo stabilimento. Il gestore pur essencl'o promo ad acquisire il sito, esercitando la prelazione, sarebbe per ora osta­
colato da procedimenti burocratici.
«Auspico una soluzione in tempi celeri perla sal­ vaguardia dell'occupazione esistente attualmente nelJ'azienda - commenta Ciacciarelli -. E' neces­ saria una semplificazione dei processi burocra­ tici, al fine di creare un ambiente favorevole allo sviluppo deJie imprese e, di conseguenza, allo sviluppo occupazionale. E' fondamentale che si proceda garantendo continuità aziendale».

 

 

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Pompeo agli eletti: un confronto costante per le necessità del territorio

Provincia Fr 350Ufficio stampa della Provincia di Frosinone - PROVINCIA, POMPEO CONVOCA I NEO ELETTI E I SINDACI: “OCCORRE UN CONFRONTO COSTANTE RISPETTO ALLE NECESSITA’ DEL TERRITORIO”

All’indomani delle elezioni politiche del 4 marzo, il presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo aveva lanciato l’invito alla collaborazione tra i neo eletti e i sindaci, annunciando la convocazione di un incontro in cui affrontare le problematiche e le necessità del territorio per individuare opportunità e progetti di rilancio. “Al di là degli steccati politici” – aveva specificato Pompeo - “e nel rispetto del ruolo di coordinamento che la Provincia deve svolgere”.

Nella giornata di ieri il presidente Pompeo ha provveduto ad inoltrare ai parlamentari, consiglieri regionali e ai sindaci la nota di convocazione dell’incontro che si terrà il prossimo 9 aprile, alle ore 15, presso il Salone di rappresentanza della Provincia di Frosinone.

“Ci sono temi come il lavoro, l’ambiente, i servizi, ma anche le poche risorse a disposizione degli enti locali, . ha spiegato Pompeo - che vanno gestiti con responsabilità, coinvolgendo coloro che ci rappresentano nelle sedi deputate ad affrontarli. E nessuno meglio dei sindaci può farsi portavoce di quelli che sono i bisogni e le emergenze”.

“La provincia di Frosinone ha necessità che le istanze del territorio trovino un momento di discussione e di dibattito sia alla Regione Lazio che in Parlamento. E’ questo il senso dell’iniziativa che ho voluto promuovere e che si inserisce nel solco di un modello che sta caratterizzando questi anni alla guida dell’Amministrazione provinciale: quello della concertazione e della condivisione con tutti gli attori territoriali, come abbiamo fatto per esempio sul tema del lavoro”.

“L’incontro del prossimo 9 aprile – ha concluso il Presidente Pompeo – sarà solo il primo momento di confronto. Il mio auspicio infatti è che diventi un modo di agire istituzionalizzato, aperto anche alle forze sociali e produttive, perché è l’unica strada per dare più forza alle richieste che arrivano dai nostri cittadini”.

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Sei i parlamentari 'ciociari' eletti

camera dei deputati 350 minLa squadra dei parlamentari eletti in Ciociaria sale quindi a sei. Cinque sono i ciociari. Luca Frusone di Alatri, Ilaria Fontana ed Enrica Segneri di Frosinone saranno i deputati del Movimento 5 Stelle. Il ceccanese Massimo Ruspandini sarà senatore per Fratelli d'Italia. Francesca Gerardi di Pontecorvo e Francesco Zicchieri ("forestiero" di Terracina) saranno deputati per la Lega.
Si allarga, così, la pattuglia ciociara in Parlamento con altri due deputati provenienti dal Frusinate e dal Cassinate. Quindi, dopo i conteggi relativi alla dinamica dei resti, nella notte il numero dei parlamentari eletti in Ciociaria è salito dai 4 già certi a 6. Le novità sono due donne. Enrica Segneri del Movimento 5 Stelle viene eletta alla Camera dei deputati. Era in quarta posizione nel listino proporzionale per le province di Frosinone e Latina. L'elezione di Ilaria Fontana (seconda nel listino) nel collegio uninominale Cassinate con Abbruzzese ha pemesso di farla salire al terzo posto, l'ultimo eleggibile grazie al grande risultato (oltre il 35%) del M5S in Ciociaria.
Nella speranza che il territorio del frusinate e le sue criticità siano al primo posto nei pensieri di questi eletti: Buon lavoro a tutte e a tutti da UNOeTRE.it

 
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Pci. Eletti Segretario, Segreteria e Presidente

Bandiera pci 350 260da Marcello Colasanti, Ufficio stampa del Pci, Federazione di Frosinone - Si è svolta presso la Sala Conferenze dell’Hotel La Trattoria di Frosinone, l’Assemblea Organizzativa Provinciale del Partito Comunista Italiano.
Significativa partecipazione e molti interventi prima dell’elezione degli organismi dirigenti.
I lavori sono stati presieduti da Ugo Moro della Segreteria Nazionale che ha sottolineato quanto “La costruzione del Partito Comunista Italiano prosegua in tutte le regioni ed in tutte le federazioni e questo mese di settembre, come stabilito dall’Assemblea Costituente di Bologna, sta consentendo di definire gli assetti che ci porteranno al primo congresso.
La società contemporanea sempre più ingiusta va radicalmente trasformata e la sua irreversibile crisi sociale, politica, istituzionale e morale allo stato senza soluzione, risolta ripristinando i diritti e cancellando i privilegi; basta alle vili menzogne del capitalismo trionfante, caratterizzanti l’ultimo quarto di secolo, il peggiore della storia repubblicana, portando disperazione e drammi nelle famiglie italiane, impossibile tollerare ancora l’aumento delle disuguaglianze e la contemporanea lievitazione dei grandi patrimoni, la cancellazione di diritti essenziali (il 10% degli italiani ha rinunciato a curarsi) ed il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro della maggior parte del popolo. La grande maggioranza dei nostri giovani è precipitata nella precarietà e non è più in grado di pianificare un’esistenza appena dignitosa.”
Oreste Della Posta, nuovo Segretario Provinciale, nel suo intervento ha sottolineato che
“terribile è tornato ad incombere sull’umanità lo spettro della guerra, alimentato dall’aggressività militare della Nato e degli Stati Uniti, che hanno cosparso il pianeta di centinaia di basi militari, dotate di armamenti convenzionali e nucleari; ridicolo che per queste spese, quelle militari, questi governanti riescano sempre a trovare le risorse.
Ricostruiamo il Partito Comunista quale presidio delle garanzie costituzionali, contro la guerra, per la cancellazione delle folli spese militari e per destinare le risorse a tutelare la sanità e la scuola pubblica, il lavoro e l’emancipazione, riprendendo il percorso di crescita e di condivisione di cui è permeata la Carta Costituzionale che difendiamo ad ogni costo dai volgari ed inaccettabili cambiamenti proposti.
E’ stato eletto all’unanimità il nuovo Comitato Federale, formato da 30 componenti, Segretario Provinciale è Della Posta; Antonietta Vasetti Tesoriere, Anna Maria Di Santo Presidente del Comitato Federale e la Segreteria che, con Segretario e Tesoriere, è composta da Benedetto Anghetti, Bruno Barbona, Marcello Colasanti, Guerino Inglesi e Tiziano Ziroli, oltre ad Anna Maria Di Santo ed Ugo Moro invitati permanenti.

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Serve un controllo asfissiante degli eletti con lo slogan "più doveri meno diritti”

elezioni voto urna 350 260da Marcello Bellano riceviamo e pubblichiamo - Un primo aspetto è il reclutamento dei candidati. Chi li sceglie? Con quali criteri? Quando arrivano ad essere inseriti nelle liste elettorali è troppo tardi per avere un voto oculato qualunque sia l'orientamento o la volontà dell'elettore.
Oggi chi scende in politica lo fa per interesse di varia natura e soprattutto per elargire favori....L'elettore è di fronte a un muro ed è sollecitato al voto nell'interesse di chi vuol raggiungere il potere...e non per il bene comune.
D'altra parte l'informazione politica in Italia (inesistente) non aiuta alla partecipazione e al voto....Quello che veramente serve è la riforma della politica che permetta di svuotare interessi e privilegi degli eletti e ancor di più serve un vero controllo continuo, asfissiante degli eletti con lo slogan "più doveri meno diritti” per gli eletti!

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Zaccagnini e Andreotti agli eletti DC

Zaccagnini-Andreotti ottimizzatodi Donato Galeone - Agli eletti Dc il 20 giugno 1976 nei Gruppi Parlamentari. Sintesi dei discorsi di Zaccagnini e Andreotti. Lettera di Donato Galeone a Giulio Andreotti. Tra i mesi di luglio-settembre furono intensissimi le relazioni tra forze politiche democratiche a seguito del risultato elettorale del 20 giugno 1976 per il rinnovo del Parlamento italiano. L'incontro congiunto dei Deputati e Senatori della DC, convocati dal Segretario del Partito Benigno Zaccagni e presente il Presidente del Consiglio del Ministri Giulio Andreotti - scaturiva da un vigoroso impegno che doveva animare tutto il Partito per ridare e rafforzare sia uno slancio ideale che il vigore politico alla sua azione, tanto nella società quanto nelle istituzioni.

Benigno Zaccagnini – Segretario Nazionale della Democrazia Cristiana - "Per questo rinnovato impegno - disse Zaccagnini - siamo chiamati tutti a dare un contributo sempre più incisivo e armonico alle strutture politiche-organizzative che operano nella società, partendo dai Gruppi Parlamentari, dal momento che sia le une che gli altri sono espressioni essenziali per la definizione e l'attuazione della linea politica della Democrazia Cristiana".

Zaccagnini, richiamando la Costituzione, ricordava che è stato consentito nell'arco di trenta anni di mantenere attiva sia nel Parlamento che nel Paese una vigorosa e costruttiva dialettica democratica, pur in presenza di situazioni politiche molto diverse l'una dall'altra.

Riferendosi al risultato elettorale del 20 giugno affermava che "l'attuale situazione politica e parlamentare impone alla DC un impegno parallelo per far fonte ai più pressanti problemi della società e, per qualificare la sua azione politica sulla base del suo carattere di grande Partito popolare, ha una sua visione originale dei problemi socio-economici e dello sviluppo civile e democratico del Paese".

"Ciò comporta - sottolineava Zaccagnini - un tipo di azione marcata, sempre di più, da un alto grado di efficienza delle strutture che non devono sottrarsi all'obbligo primario – inderogabile – di far derivare l'azione pratica da ferme motivazioni ideali a tutti i livelli e in tutte le sue componenti del Partito".
Tra questi ideali, per la DC, sono prioritarie l'esercizio effettivo dei diritti democratici e l'attuazione della Costituzione la cui difesa ed espansione ha marcato tutte le sue battaglie e anche quella che oggi combatte nel Paese dando "pieno appoggio – come Partito e come Gruppi Parlamentari – al Governo guidato da Giulio Andreotti."

"Una battaglia - concludeva Zaccagnini – dalla quale noi non intendiamo pregiudizialmente escludere nessuno, ma che richiede - per essere condotta insieme – di rispondere prima di tutto al valore dell'uomo anziché a quello della propria egemonia sulla società o a quello della classe che lo vorrebbe realizzare"

Giulio Andreotti – Presidente del Consiglio dei Ministri - Andreotti, riprendendo e condividendo le motivazioni politiche di Zaccagnini, affermava e sottolineava che se è vero che il "monocolore da lui guidato è espressione della nuova situazione politica creata dal voto del 20 giugno" è anche vero che esso è il segno del recupero da parte della DC di un ruolo politico attivo che molti, prima del 20 giugno, davano con certezza finito.
Ecco – sottolineava Andreotti - che "incombe il dovere del Partito di impegnarsi per la soluzione dei problemi attuali e in pari misura quello di elaborare una incisiva strategia a medio e lungo termine".

"Cosi come è essenziale - ricordava Andreotti - "il riconoscere la posizione centrale del Parlamento senza indulgere a confuse condiscendenze verso gli avversari ma educare la Nazione all'autentica democrazia".

Avviandosi verso la conclusione del suo discorso ai Parlamentari DC, il Presidente Andreotti evidenziava che vi erano due pericoli da evitare: il primo è la pretesa di veder risolti subito una serie di problemi che non è stato possibile fronteggiare in passato e l'altro è l'errore di lasciarsi fuorviare – in positivo o in negativo – da momentanei stati di segno positivo o di accentuate difficoltà.

Andreotti concludeva il suo discorso evidenziando l'esigenza di recuperare un'alta produttività nel sistema delle imprese e nell'amministrazione pubblica così come è necessario il riequilibrio valutario e commerciale per la riduzione del debito pubblico, quali obiettivi - ieri come oggi – di un ordinato e graduale sviluppo civile e sociale del Paese e affermava che " questa visione di rinnovamento deciso non ci viene dettata dalla necessità di conservare al Governo la non belligeranza del Parlamento" e aggiungeva con fermezza che " non sapremmo cosa farcene di una sopravvivenza che impedisse di passare dalle analisi e dalla individuazione dei mali ad un organico cammino di correzione e di ripresa".

Mia lettera del 30 luglio 1976 a Giulio Andreotti

Galeone-Andreotti ottimizzatoCorrispondenza Galeone-Andreotti - clicca per ingrandireA pochi giorni dai risultati elettorali del 20 giugno 1976 ricevo un libro "De Gasperi Uomo solo" con questa dedica: all'amico Donato Galeone, con l'augurio che il 1976 sia una tappa iniziale Giulio Andreotti - 28 giugno 1976 "

Nel ringraziare, subito, per il gradito pensiero del libro ricevuto, il 30 luglio invio una lettera personale a Giulio Andreotti evidenziando "che era apprezzabile la posizione politica unitaria assunta dal Partito, sostenuta come non mai in questa difficile prova per la democrazia italiana, appena cominciata, nel confronto col più forte Partito comunista d'Europa".

Sottolineai le prevedibili e le tante interpretazioni del nuovo fatto politico, comprese quelle dello stesso PCI, sul voto di fiducia al Governo, ma ritenevo che "contava molto di più, in questa evoluzione del quadro politico, il massimo impegno per il recupero più vero del Paese con forze reali e popolari - disponibili - che sono la base della prospettiva democratica e della graduale ripresa economica italiana" E aggiunsi "che la verifica dell'attività di Governo sarà fatta, giorno dopo giorno,nel Paese oltre che nel Parlamento".

Quella mia lunga lettera terminava col pensare ad un personale suo gradimento sia nei contenuti della lettera stessa che per l'essergli vicino nell'impegno assunto a servizio del Paese anche con la guida del Governo.
Il 20 agosto 1976, ricevo un gradito riscontro, mi ringrazia per la lettera e ricambia affettuosi saluti "sperando di vederci presto".
(DG)
23 giugno 2014

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