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Bansky apre un negozio per evitare lo "scippo"

bansky negozio migranti londra mindi Antonella Necci - Bansky* apre un negozio per evitare lo "scippo".
«Questo showroom è solo a scopo di visualizzazione. Oggi apro un negozio (anche se le porte in realtà non si aprono). È a Croydon. Probabilmente è meglio vederlo di notte». Poche parole, affidate al suo profilo Instagram, per annunciare il primo vero ingresso nel mondo del business per Banksy, il più famoso e misterioso esponente della street art mondiale, la cui vera identità rimane ancora sconosciuta. Il motivo di questa scelta è tuttavia forzato e da lui stesso definito «la ragione meno poetica per fare arte». Bansky sta rischiando di perdere il suo "marchio". Il nuovo negozio, chiamato Gross Domestic Product, coprirà le vetrine di un ex negozio di tappeti a sud di Londra e venderà una gamma di articoli "poco pratici e offensivi" creati dall'artista.

«Una società di biglietti d'auguri sta contestando il marchio che detengo per la mia arte e sta tentando di prendere in custodia il mio nome in modo che possano vendere legalmente la loro falsa merce Banksy», ha dichiarato l'artista. «Penso che stiano puntando sull'idea che non mi presenterò in tribunale per difendermi», ha aggiunto. Mark Stephens, un avvocato d'arte e fondatore della Design and Artists Copyright Society, sta fornendo consulenza a Banksy su ciò che definisce un «contenzioso francamente ridicolo». «Banksy si trova in una posizione difficile perché non produce la propria gamma di merce e la legge è abbastanza chiara: se il titolare del marchio non utilizza il marchio, può essere trasferito a qualcuno che lo farà», ha spiegato il legale.

Sebbene le persone saranno in grado di visitare il negozio per le prossime due settimane, le sue porte non si apriranno mai e le luci rimarranno accese 24 ore al giorno. Gli articoli in mostra nel negozio sono disponibili solo per l'acquisto online. Ma a chi andranno i soldi? «Il ricavato di questi prodotti sarà destinato all'acquisto di una nuova nave di salvataggio per migranti in sostituzione di quella confiscata dalle autorità italiane» ha affermato Banksy.

L'impegno dell'artista di Street art più famoso al mondo è quello di continuare ad infastidire il mondo con le sue opere in stencil. È più che evidente il fatto che in molti hanno già tentato di copiare il suo stile, tanto che non si parla di opere originali finché non è l'artista stesso a rivendicarle sui suoi profili social.

Banksy non è solo arte contemporanea.
I messaggi che lancia attraverso i suoi semplici tratti sono più efficaci di mille parole.
Ogni volta che decide di mettere le sue opere in mostra, l'afflusso di gente supera tutte le aspettative.
Sarà così anche con questo progetto di impresa?

 

*Bansky chi è?
Banksy è un artista e writer inglese, considerato uno dei maggiori esponenti della street art, la cui vera identità rimane ancora sconosciuta. Le sue opere sono spesso a sfondo satirico e riguardano argomenti come la politica, la cultura e l'etica. Sono note anche le sue attività di regista e attivista politico. (Wikipedia)

 

 

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Si poteva evitare il terremoto? No, ma quasi 300 morti...forse si

Terremoto 24 agostodi Tiziano Ziroli - Una domanda mi sono fatto appena saputo del terremoto. Si poteva evitare?

La risposta che mi sono dato immediatamente e stata...no, non si può evitare una catastrofe naturale. Però poi ragionando bene ho pensato...non si può evitare il terremoto ma si potrebbe evitare che ci siano sempre tanti morti... Questo si potrebbe evitare.
Sono passati molti governi ultimamente e tutti la prima cosa che hanno fatto è tagliare fondi ai comuni, tagliare fondi alla cultura, tagliare fondi alla scuola, alla sanità; ci sono stati governi che addirittura si sono permessi di dire che con la cultura non si mangia. Se non fossero stati fatti questi tagli e magari invece avessero finanziato in special modo i comuni ad alto rischio sismico ed avessero preteso che i centri storici, luoghi di cultura e con alta valenza storica, fossero ristrutturati con i nuovi criteri antisismici. Avrebbero potuto finanziare e non tagliare, la ristrutturazione di ospedali, la ristrutturazione di plessi scolastici, forse così facendo si sarebbe potuto evitare che l'ospedale di Amatrice venisse giù, che la sua scuola venisse giu.

Ricordo che non molto tempo fa ad una riunione dell'ANCI (associazione nazionale costruttori italiani) si parlò proprio di questo, chiedevano al governo di finanziare la ristrutturazione di molti borghi e centri storici di molti paesi e paesini, oltre il fatto che ci sarebbe stato lavoro, forse oggi non saremmo qui a piangere quasi 300 morti...
Ma il governo non li ascoltò.

La mia è una speranza, forse vana, ma spero che si sia capito che questa possa essere l'unica via per evitare altre disgrazie simili, l'Italia e piena di zone ad alto rischio sismico e in queste zone ci sono molti comuni, forse di poche migliaia di anime, ma sempre vite umane sono, persone che vivono e che creano una comunità.
Molti di questi comuni sono anche luogo di beni architettonici inestimabili, luoghi pieni della nostra cultura.
Si poteva evitare il terremoto?... No.
Si potevano evitare quasi 300 morti?...forse si.

 
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Ecco....EVITARE IL PROBLEMA è lo slogan attuale .....

Il lavoro prima di tuttoLa signora Daniela Timperi, lavoratrice della ex Videocon risponde all'appello di unoetre.it per dare il via a una "Vertenza Frusinate".

di Daniela Timperi - «Buon pomeriggio Ignazio, ho letto l'articolo allegato, complimenti. Che dire?........ Hai centrato in pieno lo stato in cui ormai versa la nostra provincia e con essa migliaia di disoccupati con le rispettive famiglie.
Come ti dicevo ieri, io ed alcuni miei colleghi non abbiamo mai mollato ma devo dire che purtroppo è trascorso molto tempo e con esso Daniela Timperi 350 260aumentano oltre che le difficoltà economiche affievolisce ancor di più la speranza di poter riassaporare una vita dignitosa.
Lottare per un lavoro ....lottare per un diritto..... è cosa nobile ma con l'esperienza acquisita ed avendo tentato ogni percorso sono arrivata alla consapevolezza che i disoccupati in un certo senso sono degli emarginati in quanto isolati "volutamente" perché problematici (portatori di problemi da risolvere).
Stiamo vivendo un periodo dove ci è stato tolto il diritto alla vita, infatti è come se vivessimo in un mondo "ovattato" grigio senza colori , privo di "ascolto" e "senza sentimenti" e tutto questo porta all'isolamento del genere umano. Ecco....EVITARE IL PROBLEMA è lo slogan attuale ..... ed è quello che stanno facendo con noi. Teoria tanta, parole molte, egoismo da vendere, concretezza non si conosce più nemmeno il termine.»

Daniela

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