fbpx

Immaginazione e voglia di fare

immaginazione e pensiero mindi Ivano Alteri Tutti coloro che considerano l'esistenza della sinistra un fatto essenziale per l'emancipazione dei popoli, in questi tempi di sua quasi totale assenza dall'agone politico seguono con crescente ansia le sue dolorose contorsioni. Crescente, poiché si ha l'impressione che non vi sia sufficiente consapevolezza del pericolo che si sta correndo; o, qualora vi sia, che non si abbiano gli strumenti necessari per farvi fronte. In ogni caso, la situazione appare a molti di noi alquanto terrificante.

I soggetti che in questo momento sottomettono il mondo, e che la sinistra dovrebbe combattere e vincere, hanno caratteristiche predatorie mai viste in natura. L'assoluta mancanza di scrupoli fa di loro degli animali quasi “innaturali”, letteralmente micidiali, nei cui confronti ogni strumento di difesa sembra essere per ora del tutto inefficace. Il loro potere ha caratteristiche tali da somigliare molto all'onnipotenza; i loro obiettivi non prevedono né pietà né limiti; le loro zanne ed artigli colpiscono inesorabili e indiscriminatamente intere generazioni di umani, comprese le future; e prospettano di rendere tale carneficina intrinsecamente strutturale all'umanità.

Questa sarebbe, secondo la nostra opinione, la tragedia che la sinistra dovrebbe affrontare a chiare lettere e urgentemente. Ma sembra che non sia possibile farlo, viste le tante questioni contingenti, e le immancabili celie personalistiche, che ne deviano la discussione e l'azione.

Eppure, a considerare i rapporti di forza numerici, non dovrebbe esserci “partita”. Ormai tutti sappiamo che non più di una decina di famiglie al mondo (una decina!) può decidere le sorti dei restanti sette miliardi di terrestri (e di tutti gli altri miliardi e miliardi di esseri viventi del pianeta). Ma se quei sette miliardi di persone fossero maggiormente consapevoli della loro triste sorte e delle sue cause dirette e indirette, si potrebbe pensare che molto probabilmente quella decina di famiglie dovrebbe soccombere, prima o poi. Quindi, il problema che si pone sarebbe quello di una classe dirigente della sinistra, nazionale e internazionale, che sappia apportare consapevolezza alla moltitudine sterminata di oppressi, affinché si crei la massa critica necessaria a rendere inermi gli oppressori.

Ma è proprio così? Siamo spiacenti, ma ci pare proprio di no.

La consapevolezza è senz'altro un elemento necessario affinché l'oppresso si evolva dalla propria condizione. Il marxismo ci ha insegnato che essa, e solo essa, può trasformare una classe “in sé” in una classe “in sé e per sé”, capace cioè di evolversi in soggetto produttore di storia. Ma la sola consapevolezza della condizione attuale non è sufficiente a determinare un movimento atto al superamento del sistema oppressivo. Può accadere infatti che tale consapevolezza induca semplicemente a desiderare di uscire individualmente dalla condizione opprimente di cui si è divenuti consapevoli. E molto spesso, anzi quasi sempre, un sistema di oppressione suggerisce, inculca, rende apparentemente disponibile una fuoriuscita individuale, e individualistica, dalla condizione data (“Uno su mille ce la fa!...”), facendola sembrare la via più breve, quando in realtà è la via certissima per il mantenimento dello status quo.

Non è un caso che sempre più spesso, e non solo a destra, si senta parlare di “invidia sociale”, riferita a chi manifesti il proprio dissenso alle scelte della politica e dei politici. In sostanza, si dice che il dissenziente in realtà non critichi il sistema che lo fa vivere negli stenti e nell'oppressione, e non intenda sovvertire questo, ma soltanto si lamenta per il posto che nel sistema gli è toccato; e perciò “invidia” chi è capitato o è arrivato a star meglio di lui; col desiderio di sostituirlo nell'oppressione, non di debellarla. E tra coloro che stanno meglio di lui, il supposto invidioso sicuramente annovera gli stessi politici che dovrebbero rappresentarlo.

Non essendo abituati a mettere la testa sotto la sabbia, siamo tristemente convinti che ciò sia in buona parte vero. Siamo convinti che l'adesione acritica delle classi dirigenti della sinistra al cosiddetto pensiero unico dominante, a quell'unica narrazione della vita propinataci da mercanti che Aristotele avrebbe posto in quarantena per almeno dieci anni, prima di consentir loro accesso alla politica, abbia determinato un'adesione di massa a quella visione truculenta e sterile, trasformandola da antropica, quale è, a fatale, sovrannaturale, quasi trascendente. L'epilogo inevitabile di tale resa non poteva essere che la rassegnazione generalizzata all'esistente e la velleitaria arrampicata di massa per accedere ai posti migliori.

Ma se i nostri atavici avi avessero lontanamente pensato “questo è il mondo!” e si fossero rassegnati a quella constatazione, noi staremmo ancora a dondolarci sugli alberi, illudendoci ancora di poter accedere ai loro migliori frutti, che in realtà ci erano già irrimediabilmente preclusi. Hanno invece deciso di scendere. “Immaginando” un altro mondo possibile, fuori dalla foresta. E iniziando a viverlo: scendendo.

E allora, la domanda che dovremmo porci, ognuno nella propria intimità, dirigenti e diretti, è di tipo integrale, che non lascia fuori alcun aspetto dell'esistenza individuale e collettiva: vogliamo cambiare vita o cambiare il mondo? Dirigenti, o aspiranti tali, della sinistra: qual è il vostro desiderio? Popolo della sinistra: qual è il tuo?

Noi pensiamo che per cambiare vita, forse non la nostra ma certamente di chi verrà dopo di noi, occorra avere una visione comune che, appunto, travalichi la singola esistenza individuale, che riguardi più le generazioni future che le viventi. Una visione che prospetti integralmente un nuovo modo di vivere, ma che sia vissuta dai suoi promotori e aderenti come se esistesse già. Una visione in cui chi non voglia essere oppresso non sia costretto a farsi oppressore.

Per cambiare vita, insomma, occorre una visione per cambiare il mondo. Ma per far questo, forse la nostra ansia dovrebbe essere rivolta altrove, ché il politico non può più esserci di grande aiuto, invischiato com'è nel qui e ora. Forse per far questo bisognerà sperare e aspettare che torni nell'agone il poeta venuto dagli alberi, con la sua “immaginazione” e irresistibile volontà.

Frosinone 5 agosto 2017

Leggi tutto...

Forza Sinistra! Esci dal guscio per fare il tuo dovere

200milainpiazza 2012 06 16di Daniela Mastracci - “I filosofi hanno soltanto diversamente interpretato il mondo, ma si tratta di trasformarlo.” (Tesi XI Tesi su Feuerbach di Karl Marx)
Dove è finita l’undicesima tesi su Feuerbach? Lo chiederei alla Sinistra che non nasce; che non fa che autoanalizzarsi; si guarda e si riguarda. Soffre del complesso di Narciso? Si analizza, si autointerpreta. E poi forse, con un piccolo passo in avanti, timidamente, quasi ritrosa, si descrive, ma rispetto al suo dover-essere. Ma resta un dover-essere che non è, mai! Un anelito, un vago futurus est, ma ancora non mai piattaforma di programma, con chiari VALORI e chiari OBIETTIVI. Forza Sinistra! Esci dal tuo guscio, fatti vedere. Ricordati chi sei. Ricorda che nasci per EMANCIPARE gli sfruttati.

Emergi dal letargo, fai il tuo dovere

Tu nasci per dichiarare forte il diritto di essere uguali e per far ciò devi lavorare per eliminare le diseguaglianze. Nasci per riconoscere uomini e donne lavoratori e lavoratrici: che vivano in condizioni dignitose e libere dal bisogno. Nasci per togliere i vincoli che negano parità di diritti. Se sei una forza emancipatrice devi emergere da un letargo che ti vede dormiente da troppo tempo. Coloro che soffrono la crisi te lo chiedono a gran voce, e per questo hanno detto NO ad una riforma scellerata, che toglie partecipazione e così facendo non dà voce proprio a chi sta peggio. Chi non possiede i mezzi per rendersi visibile e affermare i propri bisogni e anche i propri valori. La diseguaglianza è cresciuta esponenzialmente e tu lo vedi tutto ciò? Ma bada bene, io non parlo a quella pseudo sinistra di governo: quella ha ceduto di fronte alla mortifera terza via di Tony Blair; ha soppiantato le politiche keynesiane con le politiche della scuola di Chicago: in altre parole ha trasformato se stessa in una politica di attuazione dei principi neoliberisti. Questo ha fatto e perciò non è Sinistra. Che se lo ricordino i suoi esponenti e non ci illudano più. Ha perso la sua stella polare. E perciò io parlo a tutta un’altra Sinistra: quella che si distingue nettamente da tutto ciò e che ritrova la strada persa. Una sola strada: quella della eguaglianza; della redistribuzione dei redditi; quella che parla dando voce ai lavoratori.

Di chi è la responsdabiltà se oggi i lavoratori non votano a sinistra?

E se è vero che oggi i lavoratori, proprio loro, votano a destra, Lega, 5stelle etc. a chi va la responsabilità? E se è vero che gli occupati sono sempre meno, e allora il disagio sociale ed economico sta dalla parte dei disoccupati, non perché questi non lavorano allora non sono anima della Sinistra: anzi! La sinistra deve rispondere, perché, se sono disoccupati 1) occorre guardare in piena faccia la delocalizzazione e la globalizzazione che ne è la teoria; 2) occorre guardare a quei Paesi dove si delocalizza, e vederne la concreta realtà sindacale di fatto inesistente: quelle donne, quegli uomini, quei bambini lavorano con salari da fame perché non hanno diritti: dunque il capitale cresce laddove i diritti sono negati, dove non ci sono politiche sociali, rivendicazioni sindacali e men che meno partitiche; 3) occorre guardare a noi, come effetto di ritorno: delocalizzazione vuol dire deindustrializzazione e perciò disoccupazione; vuol dire impoverimento; vuol dire razzismo e xenofobia quando gli immigrati vengono da noi, in cerca di un lavoro che nemmeno noi abbiamo più: vuol dire lotta tra gli ultimi; guerra tra poveri, come si dice; 4) occorre osservare che i disoccupati non lavorano perché il lavoro non c’è, ma anche perché il lavoro E’ CAMBIATO: la tecnologia elimina velocemente il lavoro umano: dunque se di tecnologia non possiamo fare a meno, allora dobbiamo inventarci un nuovo modo di interpretare la disoccupazione e intervenire con redditi di cittadinanza (lascio stare ora la discussione che ovviamente nascerebbe su questo punto).
A chi venissero in mente altri interlocutori di una Sinistra finalmente ATTIVA partecipi a questa discussione. Ampliamo la platea e costruiamo. Perché alla fin fine l’appello alla Sinistra è appello a noi, che la destra non la vogliamo, e nella pseudo sinistra di governo non ci riconosciamo affatto.
Basta guardarsi nello specchio in una eterna riflessione. Occorre muoversi.

 
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui

 

La riproduzione di quest'articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie

Sostieni UNOeTRE.it

 

Leggi tutto...

Che fine deve fare la ricerca agraria italiana?

centroricercaagraria 350 260di Donato Galeone* - Il 12 maggio 2015 al Senato delle Repubblica - sessione pomeridiana – si è discusso sul disegno di legge AS 1758 connesso alla Direttiva europea n. 412/2105 che lascia liberi gli Stati di scegliere - in autonomia - se coltivare o meno piante italiane geneticamente modificate.

La Senatrice a vita Elena Cattane – ricercatrice di altissimo livello professionale riconociuto e prima firmataria dell'ordine del giorno – ha dichiarato di rendersi conto che in Italia discutere di OGM (Organismi Geneticamente Modificati) si scatenano riflessi condizionati di rifiuto perchè:
1- sono associati alle multinazionali;
2- sono riferiti alle grandi monocolture;
3- sono collegati ai rischi ignoti per la salute e l'ambiente;
4- sono esposti alla contaminazione delle coltivazioni tradizionali tipiche italiane.

Anche noi, spesso, siamo immersi in questi riflessi generici e discussioni pro e contro OGM richiamati dalla Senatrice a vita Prof.ssa Cattaneo, nel contesto della ricerca e innovazione teorica e applicata.

L'onorevole ricercatrice ha voluto, subito, evidenziare che tutte le piante sono state "geneticamente modificate" sin da quando l'uomo ha iniziato a domesticare l'agricoltura ed è da anni - ha rilevato - che con le biotecnologie nella ricerca e l'innovazione agraria tra piante della stessa specie, si"spostano" geni di interesse oppure si "spengono" geni in altra pianta per migliorarle ed anche per conferirle resistenze a parassiti favorendo – così operando – la riduzione dei trattamenti chimici con fitofarmaci e/o l'impiego di pesticidi.

Mediante questa tipologia "genetica di ricerca in campo" - ha chiarito la Senatrice - non viene introdotto nulla dall'esterno e questa tipologia di sperimentazione in campo aperto non è neppure associata a mutinazionali.

Obiettivo della ricerca e innovazione agraria, quindi, proposto dalla Sentarice ed altri firmatari dell'ordine del giorno - presentato il 12 maggio 2015 in Parlamento - è chiaramente mirato al "miglioramento di specifiche piante italiane nel contesto europeo" che putroppo conta, ad oggi, notevole ritardo con il blocco di studi sulla genetica delle nostre piante coltivabili - insieme agli agricoltori e tecnici - anche geneticamente modificate, innazituto, per capire il come evitare alle nostre specifiche altitudini peninsulari climatiche gli attacchi devastanti di parassiti e malattie e per concorrere a salvaguardare, con l'ambiente, la integrità e le tipicità delle piante italiane che, altrimenti e nel tempo continuerebbero, come già avviene, a estinguersi.

Nel Lazio, poi, per recuperare piante tradizionali in estinzione - da salvaguardare - queste possono essere segnalate alla struttura di agenzia tecnica regionale (ARSIAL) e, certamente, anche da essa assistite nella riproduzione possibile.

Tuttavia e per quanto mi è e ci è possibile conoscere, nel Lazio, non appare sostenuta la ricerca applicata nel campo specifico della " genetica biotecnologica" tanto che la Senatrice Cattaneo ha voluto indicare - con il suo intervento svolto in Senato - anche lo scempio del giugno 2012 con la messa a rogo - bruciando - tutte le piante sperimentali (olivo, ciliegio e altre piante) attivate e coltivate con "ricerca pubblica" da giovani ricercatori, guidati dal Prof.Eddo Rugini, nell'azienda agricola universitaria di Viterbo.

Eppure era, quella, una mirata ricerca - autorizzata istituzionamente da oltre 30 anni - per "conoscere e capire divulgandone i risultati" intervenendo geneticamente su quelle piante sia per migliorarle e salvaguardarle in campo e sia per verificare ogni possibile resistenza tanto agli attacchi di taluni parassiti quanto alla tolleranza in condizioni pedoclimatiche di siccità più che frequente nella tipica area peninsulare italiana.

L'emblematico ricordo laziale del 2012 sulla distruzione di quella pubblica "ricerca universitaria sperimentale in campo aperto" su piante italiane dovrebbe obbligare e dovrebbe obbligarci - a mio avviso – non solo a confermare ma a condividere con la Senatrice Cattaneo che con la distruzione di quella ricerca pubblica si preferì, ancora, che il progresso scientifico - impedendo e mortificando, peraltro, il diritto alle conoscenze - continuasse ad essere importato dall'estero in Italia.

In quel 2012, personalmente, sul giornale telematico Teatro Naturale del 16 giugno commentai l'articolo: "Olivi abbattuti senza pietà"evidenziando:
che ero tra i primi dieci sottoscrittori - degli oltre 1.200 - dell'appello pubblico"Non distruggete la ricerca" e riconfermavo sia la mia piena solidarietà per il lavoro svolto dal Prof. Eddo Rugini dell'Università di Viterbo che il grave atto irriguardoso verso la ricerca scientifica per l'innovazione nel comparto agroalinentare italiano;
che era stato commesso un atto improvvido e prevalente dalla mediatica suggestione falsata degli OGM, nonostante costi pubblici sostenuti per anni da una ricerca autorizzata ma con assenza di risposte attese agli agricoltori e operatori tecnici agrari oltre che al mondo scientifico non solo italiano.

Proponevo di sostenere e convenire sia sulle modalità praticabili della ricerca agraria italiana nel contesto europeo che sulle ristrutturazioni delle sedi pubblico-private, essenzialmente, nei contenuti e risorse certe e disponibili, adeguate e mirate, verso il "ricostruire e non il dsiruggere la ricerca"nel comparto agroalimnetare italiano.

Ed ecco, quindi, più che motivata la mia condivisione e mi auguro che non sia solo la mia adesione, ai quattro punti sintetizzati ed essenziali elencati nell'o.d.g. della Senatarice a vita Elena Cattaneo che mi permetto segnalare e che dovrebbe impegnare il Governo:
1- a rilanciare la ricerca biotecnologica agraria pubblica in Italia, recependo la Direttiva europea (VE) 2015/412 e disciplinando la ripresa della sperimentazione innovative in campo aperto;
2- a individuare sul territorio dei campi sperimentali di interesse nazionale – differenziate – per aree climatiche del nostro Paese;
3- all'assegnazione di finaziamenti specifici per la ricerca su piante e microrganismi utili in agricoltura con innovazioni sperimentali in campo;
4- all'attuazione della ricerca sulle piante geneticamente migliorate che si occupi:
a)- di piante transgeniche "esenti da brevetti delle grandi multinazionali sementiere" così da proteggere l'agroalimentare italiano;
b)- di piante e microrganismi utili per aumentare la fertlità dei suoli che hanno "ricevuto" geni da piante della stessa specie o piante con geni "spenti"della pianta stessa al fine di dotarle della capacità di resistere ai parassiti senza dover inserire geni estranei.

Il territorio di Ciociaria con il Lazio meridionale tra i fondo valle dalla marina Gaeta-Fondi alle colline di Lenola-Vallecorsa e da Boville Ernica - Veroli Ernici, verso Anagni-Piglio e fino ai Castelli romani – collegati alle Università di Cassino e Viterbo – con la Organizzazione Produttori "Le Badie Lazio" e le piccole e medie imprese agricole aggregate e guidate, preferibilmente, da giovani imprenditori – si candida quale "luogo territoriale sperimentale di ricerca agraria in campo" di interesse regionale e nazionale.

(*)Agr.Donato Galeone -Responsabile Tecnico Ente Servizi Sviluppo Agricolo e O.P. Le Badie Lazio
()
20 maggio 2015

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

 

Leggi tutto...

Renzi è riuscito a fare uscire le prof in nero....

FlashMobProf 350 260di Fausta L'Insognata Dumano - Giovedì sera vestiti di nero, tutta di nero, porta un lumino, un accendino e la macchinetta fotografica, ci vediamo in via Aldo Moro alle 20,15 vicino alla magnolia, il tam tam corre in rete.
Ah pensa tu, nello stesso istante in tante città di Italia, le prof , perché il pianeta scuola è donna per lo più, si danno appuntamento. Ah credici, direbbe l'Insognata, un'ora insolita per incontrare le prof, è l'ora di cena, i figli, le famiglie, ma realizzi subito che la buona scuola è indigesta.
Il piazzale della Magnolia è una macchia nera, nessun volantino, molti passanti capiranno a casa accendendo il pc, aprendo Facebook che la scuola è in lutto, per questo ha scelto il nero e il lumino. Pure l'Insognata è in nero, tutta in nero, come ai tempi degli alchimisti o delle donne in nero della Morgantini.
La piazza ha unito, tanta Cgil, un po' di cobas, prof e ata senza sigla. Non girano politici,ad eccezione di Marco Maddalena di SEL, niente digos,polizia. 300 Docenti, qualche ata è un successo, se si considera che in provincia sono stati organizzati tre flash mob, un successo in Italia, la mia home di Facebook è un tripudio di flash mob, è il referundum della scuola , che dice no alla buona scuola, i motivi? i lettori di unoetre.it li conoscono, abbiamo scritto sin dal mese di agosto, Renzi è riuscito a fare uscire le prof in nero....

Flash mod insegnanti

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

di Fausta Insognata Dumano - Giovedì sera vestiti di nero, tutta di nero, porta un lumino, un accendino e la macchinetta fotografica, ci vediamo in via Aldo Moro alle 20,15 vicino alla magnolia, il tam tam corre in rete.

Ah pensa tu, nello stesso istante in tante città di Italia, le prof , perché il pianeta scuola è donna per lo più, si danno appuntamento. Ah credici, direbbe l'Insognata, un'ora insolita per incontrare le prof, è l'ora di cena, i figli, le famiglie, ma realizzi subito che la buona scuola è indigesta.

Il piazzale della Magnolia è una macchia nera, nessun volantino, molti passanti capiranno a casa accendendo il pc, aprendo Facebook che la scuola è in lutto, per questo ha scelto il nero e il lumino. Pure l'Insognata è in nero, tutta in nero, come ai tempi degli alchimisti o delle donne in nero della Morgantini.

La piazza ha unito, tanta Cgil, un po' di cobas, prof e ata senza sigla. Non girano politici,ad eccezione di Marco Maddalena di SEL, niente digos,polizia. 300 Docenti, qualche ata è un successo, se si considera che in provincia sono stati organizzati tre flash mob, un successo in Italia, la mia home di Facebook è un tripudio di flash mob, è il referundum della scuola , che dice no alla buona scuola, i motivi? i lettori di unoetre.it li conoscono, abbiamo scritto sin dal mese di agosto, Renzi è riuscito a fare uscire le prof in nero....

Leggi tutto...

Marangoni con i finlandesi può ripartire. Fare presto

lavorochenoncepiu 350 260di Tiziano Ziroli - Dopo la manifestazione del 28 marzo a Roma, il "Movimento dei disoccupati" ha intrapreso altre iniziative sul territorio.
Insieme alla Cgil era presente a Frosinone ed a Ceccano nella raccolta di firme per la proposta di legge popolare sulla trasparenza degli appalti e sulla tutela dei diritti dei lavoratori.
Tutti noi ringraziamo il sindacato per averci coinvolto in questa iniziativa e confermiamo che saremo sempre a fianco della Cgil in qualsiasi iniziativa in difesa del lavoro e dei lavoratori.
Eravamo presenti anche ieri pomeriggio alla riunione tenutasi fuori i cancelli della Marangoni.
Essendo io esterno a tale situazione e quindi non essendo direttamente coinvolto, posso pero dire con estrema chiarezza che Marangoni non possa non prendere in considerazione la proposta di acquisto fatta da un acquirente finlandese con annesso progetto serio ed esiguibile, già presentato al ministero.
Penso che Marangoni debba a questo punto dire chiaramente cosa vuole fare anche perche il tempo stringe. I finlandesi hanno dato il 30 aprile come scadenza ultima per avere una risposta.
Il sindacato ha dichiarato che da qui al 30 saranno intraprese delle azioni e noi del Movimento saremo a disposizione del sindacato, ma penso che in questa situazione tutta la provincia debba mettersi a disposizione perche se la vertenza Marangoni vada a buon fine e il sito riparta. Potrebbe essere il punto di rilancio di tutta la provincia e potrebbe essere l'esempio per altre vertenze tipo Ilva di Patrica che si trova in una situazione simile alla Marangoni.
Faccio veramente un appello a tutta la "Vertenza Frusinate": qualsiasi iniziativa venga intrapresa dai sindacati dovremmo essere tutti li a sostenere tale iniziativa.

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

 

Leggi tutto...

Il rally. Occasione ancora per una figuraccia della Giunta

frosinone corso della repubblica 350 260da Facebook, il Dr. Norberto Venturi segretario del circolo del PD di Frosinone città, Comunicato stampa - Si possono fare tutti i cambiamenti di ruoli, le rotazioni di deleghe, ma continua il mediocre livello politico dell'azione di governo dell'Amministrazione Ottaviani, come peraltro ampiamente dimostrato dalle vicende di questi giorni, e che difficilmente andrà incontro a miglioramenti. Lo scorso sabato, la città di Frosinone ha vissuto ancora una volta, una giornata difficile a causa della disarmante improvvisazione e approssimazione dell'Amministrazione comunale, che ha contribuito a complicare notevolmente la già difficile problematica del traffico cittadino. L'evento del rally, imposto con piglio decisionista, senza l'ascolto delle legittime proteste dei commercianti e degli ambientalisti, oltre ad aver alimentato incertezze e insicurezze nella popolazione, in caso di svolgimento avrebbe contribuito ad accentuare il livello di degrado ambientale nel cuore della vita cittadina. Inutili le raccomandazioni al senso civico di rispetto dell'ambiente da parte dell'Amministrazione comunale attraverso dei pannelli luminosi installati in città soprattutto, se è l'Amministrazione stessa a disattenderle attraverso iniziative di circuiti cittadini per competizioni motoristiche collocate nel centro cittadino piuttosto che in zone più periferiche. La vicenda del rally riassume l'ennesima figuraccia poiché abbassa il livello di considerazione nei confronti della nostra città con un ulteriore esempio di inefficienza e superficialità. Le problematiche legate all'inquinamento ambientale, aggravate dal caos del traffico, dall'inefficienza del trasporti pubblici urbani, sono temi emergenziali, su cui l'Amministrazione comunale è latitante e che degradano pesantemente, la qualità della vita dei cittadini. Gli interventi più efficaci non sono, come ampiamente dimostrato, il blocco periodico del traffico e le targhe alterne, perché sono episodici e non risolutivi: i veri problemi, come appunto quello della qualità dell'aria, vanno affrontati con interventi strutturali come la disincentivazione del traffico privato a vantaggio di quello pubblico e attraverso l'istituzione di un servizio di trasporto urbano efficiente e di qualità e l'assunzione di una cultura complessiva dell'ambiente e della qualità della vita che ancora manca in questa città.

Frosinone, 18.01.2015

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

 

Leggi tutto...

Un intrigo di palazzo per fare cosa?

frosinone pilonidi Ivano Alteri - In un nostro intervento pubblicato su questo stesso giornale qualche tempo fa (Il messaggio dell'Insognata a tutti noi) lanciammo una "provocazione" al sindaco di Frosinone, Nicola Ottaviani: visto l'impegno che Fausta Insognata Dumano profonde per l'arte e la cultura in città, perché non nominarla Assessore alla Cultura del comune capoluogo? Ma la nostra era, appunto, una provocazione. L'insognata, infatti, è una persona dichiaratamente, coerentemente, inequivocabilmente di sinistra; e Ottaviani è un sindaco di centro destra. Quindi, non successe assolutamente nulla. Ovviamente.

Ora invece apprendiamo che il sindaco Ottaviani ha chiamato a far parte della propria giunta la signora Rossella Testa; e che la signora, eletta pochi giorni fa negli organismi dirigenti del Pd cittadino, ha accettato. Ognuno, nel rispetto delle leggi, è libero di fare quel che gli pare. Ma chi ha la pretesa di occuparsi della cosa pubblica, da politico o da amministratore, non può rispettare gli standard dei normali cittadini, c'è bisogno di qualcosa in più. Altrimenti, perché a lui, perché a lei, l'"onore"? L'amministratore deve stare una spanna al di sopra di ogni altro, in quanto a moralità, lealtà, affidabilità, credibilità, coerenza. E non solo essere onesto, affidabile... ma anche sembrarlo!

E invece accade esattamente il contrario. I politici e gli amministratori ritengono di poter compiere azioni che per i normali cittadini costituirebbero un'onta. Per dire, passare nel campo avversario, per un normale cittadino vorrebbe dire tradimento; chi reggerebbe alla vergogna? Per chi si occupa della cosa pubblica, invece, sembra diventato uno sport nazionale, e dalla sera alla mattina si può vederli passare da un partito all'altro senza batter ciglio, senza che la vergogna neanche ombri i loro visi. E così per il mentire, il rubare, l'ingannare, il pensare esclusivamente a se stessi. È chiaro che non si tratta soltanto di una questione di stile, e neanche giudiziaria, ma di eminente sostanza politica: come possono tali persone gestire correttamente ed utilmente il bene collettivo? Come possiamo ancora affidare loro i nostri beni comuni? Come possiamo credere ancora alle loro parole?

Non sarebbe stato meglio, signor Sindaco, usare il suo coraggio, la sua tenacia e il suo disinvolto galateo istituzionale per dare alla città un assessore alla cultura di sicura utilità collettiva, piuttosto che per un intrigo di palazzo finalizzato a chissà cosa? Non le pare che far prevalere l'interesse elettoralistico su quello della città sia poco edificante per un amministratore? E la Signora, non ritiene che avrebbe fatto molto meglio ad utilizzare le proprie energie a favore del partito che dirigeva, piuttosto che contribuire ad allontanare ulteriormente i cittadini dalla politica? Non ritiene di aver procurato una grave offesa alle persone che l'avevano appena eletta nei gruppi dirigenti del suo ex partito?

Frosinone 28 dicembre 2014

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

 

Leggi tutto...

E Silvio che pensa di fare?

renzi-berlusconi 350-260di Elia Fiorillo - Le ultimissime vicende parlamentari per l'elezione dei componenti laici del Consiglio superiore della magistratura e della Corte costituzionale sono la prova del malessere che agita il mondo berlusconiano.
Non lo capiscono più nel suo partito. Forse non l'hanno mai capito, meglio voluto capire. Quando si vince gl'interrogativi sul successo non vengono alla mente. E' il risultato quello che conta. Se poi, tra l'altro, di quegli esiti favorevoli c'è un tangibile tornaconto personale, allora solo applausi e nessun perché. L'incompreso in casa nella fattispecie e' Silvio Berlusconi. Pare che non ne abbia azzeccata una da quando uscì dal governo Letta. Lo sbattere la porta per motivi giudiziari, su suggerimento dei falchi di Forza Italia, non gli ha portato bene. Spaccatura del partito, nascita del Nuovo Centro Destra, calo considerevole di consensi, anche personali. Il dissenso nella "sua" creatura Forza Italia sta mano mano montando, anche pubblicamente. C'è Raffaele Fitto che scalpita invocando primarie e soffiando sul fuoco del conflitto interno. Ma chi vede male l'ascesa dell'ex governatore della Puglia ricorda, tra l'altro, la sconfitta da lui subita ad opera di Nichi Vendola, proprio nella fortezza elettorale di famiglia. A sua volta Fitto spara ad alzo zero su Maria Rosaria Rossi, amministratore unico del partito, chiamata la "badante", ma anche "zarina", per via dello stretto rapporto che ha con Berlusconi nella sua funzione di capo dello staff. Ci sono poi i silenzi imbarazzanti – per loro - di quelli che una volta erano i "più realisti del re". Ogni giorno una dichiarazione di beatificazione o santificazione per il Cavaliere sull'altare della politica. Eppoi, una profusione senza fine di parole di fuoco per i nemici, in particolare i magistrati, colpevoli di bloccare i disegni di rinnovamento di uno che voleva far svoltare l'Italia.

Le ultimissime vicende parlamentari per l'elezione dei componenti laici del Consiglio superiore della magistratura e della Corte costituzionale sono la prova del malessere che agita il mondo berlusconiano. Antonio Catricalà, ex presidente dell'Autorità garante della concorrenza ed ex sottosegretario alla presidenza del governo Monti, magistrato, candidato a giudice costituzionale su proposta di Forza Italia, non ce la fa a resistere. Quando vede apparire nelle votazioni il nome di Donato Bruno, senatore forzista, ex presidente della commissione affari costituzionali ed ex candidato nel 2006 a giudice costituzionale, capisce che il dissenso interno avanza e rinuncia a continuare la corsa. Che farà adesso il presidente Silvio? Dovrà trovare da subito un altro nominativo che abbia il consenso del PD, da affiancare a Violante. Ne va della sua credibilità di tenuta anche per quanto riguarda il "Patto del Nazareno" tra lui e Matteo Renzi. Anche su quest'intesa c'è malumore tra i notabili, e non solo, di FI. Alcuni lo vedono come un "abbraccio mortale" proprio per Berlusconi ed i suoi. Di tutto però si può dire di Silvio da Arcore, ma non che sia stupido. Con l'entrata in campo di Matteo Renzi ha capito che tutto sarebbe cambiato, anche perché l'ex sindaco di Firenze gli rassomiglia non poco nell'uso (abuso?) della "mediaticità". Con lui non sarebbero bastati, per sconfiggerlo, i tam tam mediatici, nonché i siparietti televisivi di cui è maestro. Di elezioni, dopo la spaccatura con Angelino Alfano, manco a parlarne. Rimaneva allora "l'abbraccio interessato" con l'ex sindaco di Firenze. Certo, per far svoltare l'Italia. Per dare le riforme agli italiani, da sempre da lui volute, ma osteggiate proprio dalla vecchia guardia del PD che lo vedeva come l'uomo da abbattere. Avrebbe, così, indossato l'abito del padre nobile e contemporaneamente fatta scemare la tensione sulle sue tante partite aperte, politiche e non. Altresì, di fatto, avrebbe posto Forza Italia come un possibile sostituto al governo dei suoi figli ingrati, capeggiati da Angelino Alfano. Contemporaneamente avrebbe strizzato l'occhio al Nuovo Centro Destra per la creazione della Costituente, appunto, di Centro-Destra. Insomma, una visione politica interessata a trecentosessanta gradi il cui obiettivo, comunque, era di ritornare alla guida del Paese. Ma per provare a fare tutto ciò c'è bisogno di un partito unito sulle posizioni del leader che le vicende di questi giorni hanno dimostrato che manca. Dietro l'apparente indifferenza dell'ex presidente del Consiglio c'è la paura della sconfitta personale e la necessità di fare scelte dolorose per riportare FI all'unità sotto il suo comando.

Che cosa farà allora Silvio da Arcore? Al momento opportuno partiranno gli anatemi liquidatori per i dissenzienti. Il copione non cambierà: il Patto del Nazareno continuerà e proseguirà anche la ricerca di aggregare le forze sparse del Centro-Destra. Dovrà decidere però, al più presto, la successione. Se tutto dovrà restare in famiglia com'è ipotizzabile allora, forse, potrebbe puntare sulla figlia Barbara. Il caratterino giusto ce l'ha, come pure l'età: appena nove anni di differenza in meno con Renzi e 3 con Maria Elena Boschi.

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

Leggi tutto...

Quello che non potremo fare...

Ceccano palazzo antonelliRiceviamo e pubblichiamo - Nel segno della continuità con quanto svolto dall'amministrazione del sindaco Manuela Maliziola, per la realizzazione del programma amministrativo, cuore del patto stipulato con i cittadini che le hanno conferito il mandato di amministrare la città, la nuova giunta indica le azioni principali che avrebbe inteso intraprendere per lo sviluppo della comunità, in condivisione con l'intero consiglio comunale e con i cittadini, in un'ottica di partecipazione e coinvolgimento di tutti, finalizzata al bene del territorio.

1) Palazzetto dello Sport
Completo recupero del Palazzetto dello Sport attraverso il reperimento di fondi regionali ed europei.
Il «distretto sportivo» di Ceccano, che ora comprende la pista d'atletica, il campo di Rugby, il campo da baseball, il palazzetto ed il percorso vita, potrebbe infatti essere inserito in un progetto più ampio di valorizzazione del territorio di cui costituirebbe un «focus» importante per le attività sportive amatoriali, dilettantistiche e professionistiche ed essere implementato con altre infrastrutture (piscina, foresteria, ecc. ) in modo da coprire le diverse esigenze del territorio e dei cittadini. Il distretto sportivo potrebbe essere inserito anche in un discorso di «città sostenibile» con particolare riferimento ad attività sportive di prevenzione di molte patologie e per la terza e quarta età, con un bacino d'utenza che ricomprenderebbe non solo la Città ma anche i territori limitrofi creando una vera e propria "cittadella dello sport e del benessere".

2) Ambiente
Bonifica, Tutela e Valorizzazione del nostro ambiente, dal Fiume Sacco a Bosco Faito.
L'ambiente è una ricchezza ed una opportunità ma soprattutto è fondamentale difendere la salute dei cittadini. Il Comune avvierà le procedure per il riconoscimento del danno ambientale secondo il principio per cui chi inquina deve pagare, sancito dall'Unione Europea e dal testo unico sull'ambiente, continuando ad essere vigile al fine di scongiurare ulteriori danni sul nostro territorio. Per le politiche agricole sarà importante la riperimetrazione delle aree interdette a causa dei noti episodi di inquinamento del Fiume Sacco ed un'azione di promozione dell'agricoltura sostenibile- anche favorendo la creazione di cooperative agricole di giovani - con la riscoperta delle colture tradizionali per una caratterizzazione ad hoc del territorio con prodotti locali d'eccellenza.

3) Sanità
Implementazione del Polo Sanitario attraverso il potenziamento delle attività ambulatoriali territoriali, la riapertura del Punto di Primo Soccorso così come da mozione consiliare della Regione Lazio, la creazione del polo di degenza ospedaliero per la post-acuzie, l'istituzione di un centro epidemiologico per la cura e la prevenzione delle malattie tumorali (soprattutto genito-urinarie) legate all'inquinamento ed alle patologie tiroidee, creazione del centro di riferimento provinciale di Medicina dello Sport (in rete con la Cittadella dello Sport), mantenimento e potenziamento di tutti i servizi e le strutture già esistenti ed infine realizzazione di "partnerariati universitari".

4) Valorizzazione del personale amministrativo
Fondamentale, per l'efficienza amministrativa Città, avvalersi delle professionalità già presenti negli uffici, valorizzandone il ruolo ed il lavoro mettendo a disposizione degli stessi tutti gli strumenti necessari ad un più efficiente funzionamento della macchina amministrativa.

5) Contratti per servizi e forniture
Rimodulazione di contratti per migliorare, ove sia legalmente possibile, la gestione economica di tutti i servizi al cittadino.

6) Tributi
Rendere più semplice il sistema delle imposizioni locali, e più leggero, laddove le normative vigenti consentano spazi di manovra, mettendo al primo posto le esigenze dei cittadini, proseguendo l'azione già intrapresa dal Sindaco Maliziola.

7) Piano Urbanistico Comunale
La nuova visione del territorio deve essere condivisa da tutti i cittadini ed espressa attraverso il piano: questo consentirà azioni dirette alla valorizzazione del centro storico della città, evitando altro consumo di suolo.

8) Imprese
Favorire le imprese esistenti e nuove, attraverso azioni guida che consentano loro l'accesso a sistemi di finanziamento nazionali e soprattutto europei, sostenendo le piccole e medie imprese locali con tavoli di partecipazione strutturati con l'aiuto dell'Amministrazione Comunale. Garantire la nascita di nuove imprese costituendo un fondo di garanzia.

9) Edilizia
Manutenzione straordinaria del cimitero monumentale, dei parchi e giardini cittadini, completamento delle reti infrastrutturali e dei servizi.

10) Razionalizzazione delle Spese
Non solo la "riduzione della spesa" ma il rispetto della "res publica" dovrà guidare la gestione della spesa pubblica eliminando quanto non più necessario e/o sostenibile per la città.

11) TPL (trasporto pubblico locale)
Completare le procedure, giunte ormai a quasi completa definizione grazie alla sinergia con i sindaci dei Comuni interessati, per realizzare il collegamento - con mezzi pubblici - tra la ferrovia Cassino-Roma e la Latina Roma, per consentire spostamenti più agevoli e veloci verso il mare.

Anita Mancini Antonio Olmetti David Giannetti Giuseppe Ciotoli Ketty Franzetto

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS

Privacy Policy

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici