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Automotive e il suo indotto in grave crisi

  • Pubblicato in Partiti

FCA Piedimonte 350 260La situazione dello stabilimento FCA di Piedimonte SG. comincia a farsi preoccupante in quanto sono previste, a partire da gennaio e fino a settembre, 8 gg. di CIG al mese con conseguente riduzione dei salari dei lavoratori.

Già nel 2019 si è superata la soglia di 100 gg. attestandosi a quota 104 gg. di CIG. con una percentuale che si avvicina al 60%. La produzione della Giulietta che si attesta attualmente a 70 unita scenderà a quota 40 e i nuovi modelli annunciati per il sito di Piedimonte, riguardanti il segmento D della Maserati, sono previsti dal 2021 con una produzione di 100 auto al giorno e che avranno un costo di circa 70.000 euro, sicuramente destinato ad un target di riferimento medio-alto.
Tutto ciò crea un livello di allarme per la tenuta dello stabilimento di Piedimonte che conta oggi 3750 lavoratori con un indotto di altri 2000 e che già nella fase attuale versa in una situazione di grave sofferenza.Bandiera pci 350 260

Noi riteniamo che quello che è in crisi è soprattutto il sistema paese; c'è il rischio, infatti, che potrebbero perdersi nel prossimo futuro circa 25000 posti nel settore della mobilità. Il quadro è aggravato dal fatto che il sistema produttivo mondiale è in una situazione di surplus produttivo se consideriamo il fatto che su 100 Mln di capacità produttiva le auto vendute sono solo 60 Mln. In questo quadro il PCI ritiene assolutamente necessario riaprire un tavolo nazionale tra Governo, sindacati e FCA affinché venga messo al centro dell'agenda politica il sistema industriale ed in particolare quello dell'auto, così come in Francia dove in questo senso sono aperti ed operativi. Inoltre, è bene ricordare che l'accordo FCA-Psa riguarda esclusivamente la definizione dei vertici, senza un piano di sviluppo chiaro soprattutto per i siti del Mezzogiorno, e tenendo presente il forte nazionalismo francese se si tratterà di chiudere siti produttivi questi saranno italiani.

Il PCI ribadisce la necessità che lo stato acquisti quote del gruppo, così come il governo francese detiene piccole quote dei gruppi Psa e Renault, in modo da garantire la produzione di nuovi modelli con nuove tecnologie, investendo in ricerca e innovazione per sostenere il necessario sviluppo del settore. Per il PCI, l'intervento pubblico in questo settore, come in altri settori strategici per l'economia del nostro paese è in questa fase assolutamente indispensabile e improcrastinabile, altrimenti si corre il rischio concreto di una crisi devastante del settore industriale dell'auto con conseguenti ricadute negative dal punto di vista sociale ed economico.


Il Segretario Regionale del PCI
Oreste Della Posta

 

 

 

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PCI: Quale futuro per lo stabilimento FCA di Cassino?

  • Pubblicato in Partiti

FCA Piedimonte 350 260Quale futuro per lo stabilimento FCA di Cassino? E’ indispensabile un intervento pubblico.
Cassa integrazione dilagante per tutti gli stabilimenti italiani, promesse fatte da FCA e non mantenute circa il piano industriale di 5 miliardi di euro. A Torino aspettano di partire con la 500 elettrica, a Pomigliano con il SUV di classe “C” Tonale e a Cassino?
Per adesso nessuna risposta! Si era vociferato circa la produzione di un SUV di segmento D della Maserati, ma all’orizzonte c’è solo tanta cassa integrazione!
Nel 2019 si è superato la soglia dei 100 giorni attestandosi a quota 104 giorni di cassa integrazione con una percentuale che si avvicina a circa il 60% con un netto calo del salario degli operai. La produzione della Giulietta che si attesta attualmente a 70 unità in un prossimo futuro scenderà a quota 40 e questi non sono di certo numeri che possono sorreggere uno stabilimento con capacità produttive nettamente superiori.
Se a questo dato aggiungiamo anche la riduzione del personale dovuta al pensionamento di molti operai, lo stabilimento di Cassino da 4400 dipendenti passa a 3682, con una perdita secca di oltre 700 posti di lavoro, impedendo per altro il naturale ricambio generazionale, che in altre grandi aziende sta avvenendo. Un altro campanello d’allarme che ci fa preoccupare maggiormente sul futuro del nostro stabilimento.
Per conseguenza quando si produce, lo si fa con un minor numero di lavoratori, e inevitabilmente con carichi di lavoro sempre maggiori, al punto da divenire insostenibili.
L’accordo fatto tra FCA e PSA attualmente non dà alcuna garanzia che nuovi modelli, soprattutto quelli ibridi o elettrici (che rappresentano il futuro dell’automobile), vengano di fatto prodotti nello stabilimento di Cassino.Bandiera pci 350 260
In questo quadro il Partito Comunista Italiano propone che lo Stato, tramite la Cassa Depositi e Prestiti, acquisti una quota determinante di azioni in modo da garantire la produzione di nuovi modelli con nuove tecnologie, investendo in ricerca e innovazione, in modo da garantire il necessario sviluppo del settore e dello stabilimento di Cassino.
LE POLITICHE PORTATE AVANTI DA MARCHIONNE HANNO PORTATO AL COLLASSO L’INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA ITALIANA: CASSINO E LA CIOCIARIA POTRANNO PAGARE UN PREZZO ALTISSIMO CAUSA DEL FORTE RITARDONELLA PROGETTAZIONE DEI NUOVI MODELLI.
I BASSI SALARI E LA CANCELLAZIONE DEI DIRITTI DEGLI OPERAI NON SONO SERVITI A RILANCIARE LA PRODUZIONE INDUSTRIALE E QUESTA E’ UN’ULTERIORE PROVA DELLE POLITICHE SBAGLIATE DEL NEOLIBERISMO.
PCI Frosinone cicl.in.prop piazzetta Conti di Aquino, 4 17/12/2109

 

 

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Morire alla FCA di Piedimonte S. Germano

  • Pubblicato in Partiti

Bandiera pci 350 260ROMA/Cassino. Morte operaio alla FCA. Il PCI solidale denuncia.
L’espressione è per tutti uguali: sgomento, incredulità, rabbia. Subito dopo scatta il pensiero e il moto solidale per Fabrizio Greco, il lavoratore quarantenne morto stanotte sotto una pressa a freddo. Purtroppo non è una morte inaspettata.

Il sindacato i rappresentanti dei lavoratori, come ad esempio Pierluigi De Filippis rls Fiom solo una settimana fa, denunciava rischi e pericoli. Una frase lapidaria racchiude tutto: «Il carico di lavoro è rimasto uguale ma prima era spalmato su 4.300 operai, ora su 3.700». Per questo ora lo sbocco è stato uno sciopero di 8 ore su tutti e tre i turni dello stabilimento Fca di Cassino.

Lo stop è stato proclamato dalle segreterie territoriali di Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil, Fismic e Uglm con le Rsa dello stabilimento. La salute e la sicurezza sul lavoro sono "un diritto imprescindibile. Non si può e non si deve morire durante il lavoro", affermano i sindacati, esprimendo “cordoglio e vicinanza ai familiari della vittima”.

Questa mattina, davanti ai cancelli, oltre ai lavoratori, ai sindacati e qualche famigliare, anche il Partito Comunista Italiano ha voluto testimoniare il cordoglio, la solidarietà, e la denuncia che deve portare ad una lotta contro questo sfruttamento che consuma vite umane al pari delle materie prime che usa per fare prodotti da vendere! Dichiara il Segretario del PCI Lazio Oreste della Posta: “E’grave l’incidente sul lavoro allo stabilimento F.C.A di Cassino! Il lavoratore, Fabrizio Greco, di 40 anni di Pontecorvo che è morto, lascia la moglie e due figlie piccole. Il PCI denuncia che uno stabilimento dove vi erano 4300 dipendenti, oggi ridotto a soli 3700 unità, resta con la stessa produzione di un tempo con un evidentemente aumento del carico di lavoro con oltre 500 operai in meno. – quindi con veemenza il segretario comunista chiude - Questi episodi accadono per due motivi fondamentali: il primo che mancano ispettori sul lavoro e il secondo che lavoratori sono sempre più ricattati e accettano di lavorare con più rischi per salvaguardare il proprio salario. Noi siamo qui a porgere cordoglio alla famiglia e solidarietà ai lavoratori ma è chiaro che è ora di cambiare totalmente il registro sul lavoro scrivendo una nuova legge del diritto del lavoro la cosa impressionante che alcuni operai davanti ai cancelli dello stabilimento F.C.A. di Cassino hanno dichiarato che non abbiamo più diritti e i salari sono molto bassi. Questa è una grande verità a cui tutta la sinistra deve dare una risposta!”.

COMUNICATO Roma/Frosinone, 1 ottobre 2019

Partito Comunista Italiano – Comitato regionale Lazio e  Federazione di Frosinone

 

 

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FCA: Morire sul lavoro a 40anni

fabrizio greco mindi Elisa Tiberia - La sicurezza sul lavoro, nella Repubblica fondata sul Lavoro, deve essere un obiettivo costante dell’azione politica, non è un esercizio di propaganda virtuoso. Deve trovare lo spazio necessario nelle agende di governo, senza tentennamenti.

L’ultimo rapporto Inail fornisce statistiche da bollettino di guerra, perdono la vita in Italia 3 lavoratori al giorno. Una guerra che si consuma nel silenzio assordante della politica.
Dobbiamo ripensare il mondo, imparare di nuovo a leggere i conflitti, dobbiamo fare i conti con le nostre responsabilità e senza ambiguità lottare dalla parte dei lavoratori.

Oggi siamo addolorati per la scomparsa di un giovane padre quarantenne che ha perso la vita nello stabilimento FCA di Piedimonte San Germano. E’ una tragedia inaccettabile.

E’ inaccettabile e inconcepibile dover spiegare a due bambine che il loro papà non rientrerà a casa dal lavoro perché è rimasto ucciso proprio svolgendo l’attività quotidiana che permetteva il sostentamento della sua famiglia.
E’ inaccettabile che il lavoro, che è il processo di partecipazione alla vita economica e sociale del Paese, sia sordamente precario o insicuro e addirittura mortale.
E’ inaccettabile constatare che le statistiche sono in continuo aumento.
L’auspicio è che siano implementate misure di prevenzione adeguate ma soprattutto è urgente la necessità della promozione di una nuova stagione della cultura del lavoro, che deve ritrovare la dovuta centralità, nella Repubblica democratica fondata sul Lavoro.

 

 

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FCA e Indotto una sfida da vincere

fimcisl 350 260FIM-Cisl Frosinone - FCA e Indotto una Sfida da Vincere Nella Giornata odierna si sono tenuti due incontri presso l’Assessorato al Lavoro e la Presidenza del Consiglio della Regione Lazio, aventi ad oggetto i temi legati allo stabilimento FCA di Piedimonte San Germano e l’indotto ad esso collegato. In entrambi i tavoli si sono rappresentate le criticità e le preoccupazioni per la situazione di scarso carico produttivo che sta investendo FCA e le Aziende collegate che sta generando forti tensioni tra i lavoratori coinvolti, anche alla luce delle ore di CIGO sinora utilizzate e dal dato appena pubblicato sulle immatricolazioni che, per il secondo semestre consecutivo, ha fatto registrare un calo a doppia cifra dei modelli FCA. Calo delle immatricolazioni sicuramente dettato dalla contrazione della domanda a livello globale ma sicuramente non aiutato dalle scelte, fatte dal Governo, sui temi relativi all’eliminazione del Super Ammortamento e il ridimensionamento del valore aggiunto delle motorizzazioni Diesel in relazione all’Eco Bonus e all’Eco Tassa.

«Come confermato dall’AD Manley gli investimenti per gli stabilimenti italiani sono stati confermati, ma è evidente che siamo in forte ritardo e quel ritardo si ripercuote su tutti i lavoratori e sulle loro famiglie» dichiara il Segr. Gen.le della FIM CISL di Frosinone, con delega all’industria, Fabio Bernardini «Occorre che gli investimenti previsti si realizzino nel più breve tempo possibile per ridare un futuro e una concreta prospettiva di ripresa al mondo FCA e a tutto l’indotto a lei collegato e occorrono certezze, tempi e modalità definite con chiarezza.» Situazione questa già ampiamente prevista e dichiarata ad aprile dalla stessa FIM CISL di Frosinone, a mezzo di Comunicato Stampa, che quindi non coglie impreparato chi nel settore è presente quotidianamente, «i primi 6 mesi del 2019, in linea con i dati resi noti dal ministero dei trasporti, ci rappresentano una realtà in cui i volumi di produzione sono ben al di sotto di quelli attesi e con un organico sceso, per pensionamenti ordinari e derivanti da quota 100, a circa 3700 addetti, 1200 unità in meno contando anche i mancati rinnovi degli interinali di un anno fà e un utilizzo di 8 giorni medi mese di CIGO».

Se è vero che c’è stata una frenata della domanda globale l’Italia è entrata, unico fra i paesi occidentali, in una fase di recessione e si prevede un ulteriore peggioramento della domanda interna, soprattutto alla voce degli investimenti fissi in macchine e mezzi di trasporto del 2,8%, «In questo scenario o si cambia strategia e passo o rischiamo di tornare ad una nuova crisi che questa volta avrà effetti incredibilmente più devastanti della precedente.» Ma oltre a FCA particolare rilievo nei tavoli Regionali lo ha avuto tutto il mondo dell’Indotto Collegato a FCA sia in termini di appalto diretto sia in termini di sub-appalto, ed è emerso un quadro ancora più preoccupante soprattutto alla luce del fatto che ampie fette di produzione di queste aziende sono “FCA – Centriche” o in regime di mono-committenza, con la differenza che le realtà più grandi hanno ancora capacità di gestire gli scarichi produttivi ricorrendo alla CIGO, ma le medie e piccole imprese sono agli sgoccioli o peggio hanno già esaurito ogni forma di ammortizzatore sociale. «Sull’indotto il problema è duplice, perché se da un lato abbiamo richiesto, in entrambi i tavoli regionali, l’ampliamento dell’Area di Crisi Complessa, anche a quei Comuni oggi esclusi dalla stessa chiedendo uno sforzo straordinario per la riattivazione di strumenti di ammortizzatori in Deroga, dall’altro lato abbiamo un indotto che va necessariamente diversificato e riqualificato.» Infatti, anche con la realizzazione delle motorizzazioni ibride per Stelvio e Giulia e l’avvio nel 2021 della produzione del “Levantino”, già oggi si ha certezza, a meno che la domanda nel mercato internazionale non muti drasticamente, che i volumi non saranno minimamente paragonabili a quelli degli anni precedenti e per tale ragione le ore e le parti assegnate ai fornitori saranno proporzionate a questi volumi, creando un profondo Gap tra capacità e fabbisogno disponibile.

«Sulle Aziende dell’indotto tutti dobbiamo raccogliere una sfida quella di investire in competenza e formazione, elevando la qualità del lavoro e creando nuovi profili che oggi sono richiesti dalle aziende ma che non esistevano 10 anni fa. Oggi troppe imprese si concentrano su forme di innovazione marginale, che magari consentono risparmi di costo ma che nel medio termine non sono sufficienti per mantenere la competitività.» Apprezzabili gli investimenti realizzati nel territorio del Cassinate grazie al finanziamento della legge 46 che ha permesso la realizzazione di infrastrutture importanti e necessarie agli insediamenti industriali ma occorre fare un passo in avanti. «Abbiamo la necessità di definire Asset strategici su cui investire e far investire, realizzando produzioni ad alto valore aggiunto, nelle poche grandi aziende rimaste, veicolando la cessione dei servizi non strategici a consorzi di aziende (medio piccole) del nostro tessuto industriale, in modo da contenere all’interno della realtà provinciale l’intera filiera produttiva. Dobbiamo investire le risorse derivanti dall’area di crisi complessa non solo per arginare l’emorragia di lavoro, ma per rendere attrattiva la nostra provincia in termini di competenze specifiche da realizzare.»

I Tavoli tenutesi quest’oggi sono un reale valore aggiunto anche e soprattutto in considerazione del fatto che tutti i soggetti presenti, Politici, Sindaci, Organizzazioni Sindacali Regionali, Territoriali e di Categoria hanno espresso congiuntamente la volontà di arrivare a definire un tracciato comune da percorrere, lasciando da parte ruoli o appartenenze ideologiche e politiche, al fine di traguardare un obiettivo comune ovvero un territorio che ha bisogno delle competenze di tutti per vincere la sfida che ha di fronte.

 

 

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Frosinone 02 Luglio 2019

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Frusone: FCA, sgombrare gli equivoci generati ad arte

FCA_Piedimonte«La riconferma degli investimenti da parte dei vertici di Fca in Italia con lo stabilimento di Cassino che può assumere un ruolo centrale grazie all’ibrido e al Levantino (il suv più grande di Stelvio ndr) è una buona notizia, ma restano le difficoltà del comparto pagate a caro prezzo dai lavoratori» dichiara il deputato del MoVimento 5 Stelle Luca Frusone-

«Bisogna liberare il campo da un equivoco generato ad arte sulla questione - prosegue il deputato M5S -: chi continua a strumentalizzare la situazione per attaccare il nuovo governo fa finta di non tenere in conto, per propaganda o ignoranza sui numeri, che è il diesel, con i suoi fumi cancerogeni e i divieti di accesso che molte città stanno attuando verso tali veicoli, a trascinare il settore nella negatività mentre sistemi più rispettosi dell'ambiente come l'ibrido e l'elettrico hanno triplicato le vendite». «L’ecotassa/ecobonus, provvedimento del governo che sarebbe l’origine di tutti mali per gliLucaFrusone in Parlamento 350 260 esponenti di partiti che hanno abbandonato i lavoratori e le imprese come PD e Forza Italia - spiega Frusone - serve proprio ad accelerare la transizione dal vecchio all’innovativo, ma per i personaggi che vogliono imprigionare la Ciociaria nel passato è difficile da capire: al futuro bisogna correre incontro e noi, per colpa loro, abbiamo tanta strada da recuperare».

 

 

 

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Frusone e Segneri: Ecotassa Buschini o ci fa o ci è?

FCA Piedimonte S. GermanoFCA ed Ecotassa Buschini o ci fa o ci è

«Restiamo piuttosto perplessi nell’apprendere quanto affermato dal Presidente del Consiglio della Regione Lazio Buschini (Partito Democratico) sulla questione FCA». Queste le prime parole dei deputati del MoVimento 5 Stelle Luca Frusone ed Enrica Segneri in merito ad alcune dichiarazioni fatte da Buschini su FCA e l’ecotassa.

«Non si vuole certo negare che FCA stia avendo dei problemi, ma imputarli all’ecotassa denota o ignoranza nei numeri o solamente voglia di fare propaganda becera alle spalle dei lavoratori» proseguono i due portavoce M5S alla Camera. La deputata Segneri sottolinea la parzialità dei numeri forniti da Buschini: «In maniera grossolana il Consigliere Regionale Buschini prova a fare un attacco politico con scarsi risultati, dimenticando di dire che tutto il mercato dell’auto in Europa è in negativo da tempo e che quindi l’ecotassa non c’entra niente visto che non riguarda altri Paesi europei. In realtà - evidenzia la deputata Segneri - la crisi riguarda il diesel, per cui le vendite sono scese di oltre il 20%, mentre per l’ibrido e l’elettrico sono addirittura triplicate: questo è dovuto al fatto che ormai i fumi del diesel sono riconosciuti come cancerogeni e diverse città dal 2020 in poi vieteranno l’accesso ad auto diesel». movimento 5 stelle bandiera 350 260

Il deputato Luca Frusone aggiunge: «Dalla Presidenza del Consiglio Regionale del Lazio era lecito aspettarsi un contributo propositivo su una questione seria, ma Buschini, attaccando il governo ha solo tentato di rimuovere gli scheletri nell’armadio che il PD ha su Fca (annunci di assunzioni che in realtà si sono rivelati licenziamenti). Per accelerare sulla transizione da sistemi inquinanti a sistemi più rispettosi dell’ambiente e della salute con modelli ibridi ed elettrici - spiega Frusone - è importante che ognuno faccia la propria parte e si assuma la responsabilità delle scelte invece di sfruttare le difficoltà di un comparto solo per attaccarci: così non si danneggia il M5S ma un intero territorio». I due deputati M5S Frusone e Segneri concludono rincarando la dose: «Se Buschini vuole continuare a supportare sistemi inquinanti, che producono danni alla salute e all’ambiente, faccia pure. Noi sappiamo di essere sulla strada giusta, quella della mobilità sostenibile, unica scelta strategica vincente per il futuro»

 

 

 

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La crisi FCA

  • Pubblicato in Partiti

FCA Piedimonte 350 260di Oreste Della Posta - La Consulta dei sindaci che si è tenuta a Cassino il 18 giugno, a cui erano presenti tutti i sindacati, sulla grave crisi che attanaglia la FCA di Cassino nella discussione si è evidenziato che la crisi sta annientando l'indotto. Basta ricordare che c'è il rischio che tremila lavoratori restino senza ammortizzatori sociali! Tutto ciò è aggravato dal continuo calo di vendite dei modelli prodotti a Cassino e perfino i nuovi modelli che dovevano essere destinati al nostro stabilimento non se ne vede nemmeno l'ombra!

In questo campo la confusione e le notizie inesatte stanno facendo da padrone. Il PCI regionale condivide la scelta della consulta di aggiornarsi al prossimo 25 giugno convocando tutti i deputati e i senatori eletti di questo nostro territorio. Il Partito Comunista Italiano, considerato che circa il 90% degli eletti nella nostra provincia sono al governo Nazionale, è convinto che loro devono assumersi le proprie responsabilità rispetto al territorio.
Infatti la loro voce potrebbe essere determinante affinché si apra un tavolo nazionale con FCA.

Il PCI ritiene, inoltre, che occorre una mobilitazione generale del territorio a partire dalla chiesa, dai partiti, da tutti i sindacati, dalle associazioni sociali per costruire un movimento che senza speculazioni politiche si batta per la difesa dello stabilimento di Cassino perché se chiude questo grande sito industriale l'economia di una intera provincia crollerà vertiginosamente.

La crisi FCA non si può far risalire all'ecotassa ma secondo noi è da attribuire al ritardo che è stato accumulato rispetto ai modelli elettrici o ibridi, infatti in Europa è l'ultima in questo segmento o per meglio dire inesistente.
Chi dice che la colpa è della ecotassa per noi vuol dire che è solo una speculazione politica di bassa lega. In questo quadro il ruolo della Regione diventa importante per fare pressione sul Governo per aprire il tavolo con FCA.Bandiera pci 350 260

Il Partito Comunista Italiano ringrazia i sindaci per la sensibilità dimostrata su questa problematica infine fa notare che il cassinate non è inserito nelle aree di crisi complessa e questo non ci dà la possibilità di allungare i tempi degli ammortizzatori sociali.
Il partito comunista italiano sta da una parte sola ovvero quella dei Lavoratori ed esprime utta la sua solidarietà ai lavoratori coinvolti in questa triste vicenda.
Questa è la linea del Piave indietro non si può più andare, tutti insieme possiamo vincere questa battaglia!

*Il segretario regionale del PCI

 

 

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Ci sarà FCA+Renault?

fiom cgil bandiera 350 min"FCA" il 27 maggio ha comunicato la volontà di raggiungere un’intesa per la fusione con il gruppo Renault che è in alleanza con Nissan. Tutto accade senza nemmeno l'avvio di un confronto consultivo e informativo in Italia.

Sono molti gli interrogativi che una operazione come questa apre per i lavoratori, dalla ricerca e sviluppo, dai reparti produttivi fino alla componentistica.

La proprietà ha indicato i principali vantaggi che l'operazione determinerebbe: fusione al 50% tra azionisti Fca e al 50% Renault; la nascita del 3° gruppo mondiale; nessuna chiusura degli stabilimenti; 5 miliardi di sinergie che si aggiungerebbero a quelle già esistenti tra Renault, Nissan e Mitsubishi ed infine vantaggi in termini di dividendo per gli azionisti.

Messa così, nella migliore delle ipotesi, il comunicato ci dice che per i lavoratori non ci sarà la chiusura di interi stabilimenti, ma dopo anni di cassa integrazione e bassi investimenti per raggiungere obiettivi finanziari non sarebbe dovuta arrivare la piena occupazione? Il primo problema è che oggi è impossibile fare previsioni, per questo è indispensabile un percorso istituzionale nella sede di Governo per sottoscrivere impegni utili a garantire l'occupazione, la ricerca e sviluppo e la produzione dopo la fusione.

La Fiom ha chiesto agli altri sindacati, che pur nelle differenze, è indispensabile superare le divisioni per unirsi nelle assemblee con i lavoratori e per tenere un confronto su un tavolo nazionale che coinvolga tutti: sindacati, aziende e governo. È ora il tempo giusto per chiedere e ottenere garanzie.

Non si può chiedere ai lavoratori senso di responsabilità e nel mentre assistere al fatto che l'amministratore delegato per «motivi personali» decida di vendere parte delle proprie azioni Fca all'indomani dell'annuncio di fusione.

La Fiom è consapevole della necessità di avere un gruppo globale per aumentare la presenza di mercato, (per questo la presenza di Nissan per il mercato asiatico è importante) e per capacità di investimento in ricerca e sviluppo su auto ecologiche, self-drive, piattaforme della mobilità, ma qualsiasi scelta deve servire a tutelare e valorizzare i 180mila dipendenti dell'automotive.

Per poter tutelare l'automotive è indispensabile che il piano di investimenti di Fca sia accelerato e accompagnato dalla certezza degli ammortizzatori sociali a partire dal «polo torinese», Pomigliano e Nola, insieme agli stabilimenti dei motori diesel di Pratola Serra e Cento. È indispensabile che parta nel secondo semestre del 2019 l'ibridizzazione e l'elettrificazione dei modelli 500, Maserati, Alfa e Jeep perché sia rispettata la partenza nel 2020.

I lavoratori degli stabilimenti italiani stanno pagando da anni un prezzo altissimo in termini di salario e occupazione: la fusione non può creare valore solo per gli azionisti, che riceveranno l'ennesima cedola, ma per la piena occupazione dei lavoratori.

ANCHE PER QUESTE RAGIONI, VENERDÌ 14 GIUGNO SARÀ SCIOPERO GENERALE UNITARIO DI TUTTI I METALMECCANICI CON TRE GRANDI MANIFESTAZIONI A MILANO, FIRENZE E NAPOLI.

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Contratto FCA CNHI e Ferrari: svolta su salario, formazione e inquadramento

FIM accordo con FCA minDichiarazione del Segretario generale Fim Cisl Marco Bentivogli e del Segretario nazionale Ferdinando Uliano.

Contratto FCA CNHI e Ferrari: svolta su salario, formazione e inquadramento

Aumenti mensili di 144,50 € (+8,24%), versamenti alla previdenza integrativa al 2,2%, ridotto costi e nuove coperture sulla sanità integrativa. Confermato e migliorato il premio annuale di efficienza, innovazione contrattuale con smart-working, ferie solidali, inquadramento e formazione professionale.

Dopo quattro mesi di trattativa siamo giunti alla firma dell’ ipotesi di accordo del contratto collettivo di FCA,CNHI-FERRARI. Un risultato positivo su tutti i fronti da quello salariale a quello dell’innovazione contrattuale con molti aspetti qualificanti sulla parte normativa.

Il contratto si caratterizza con un importante incremento salariale sulla paga base e con la sua incidenza su tutti gli istituti contrattuali. L’incremento sulla paga base mensile a regime al lavoratore oggi inquadrato nel terzo gruppo 1° fascia è pari a 144,50 euro, un incremento pari al 8,24%, oltre al doppio del tasso di inflazione previsto nel quadriennio. Le trance previste sono +€35,06 (1.4.19), +€35,76 (1.2.20), +€36,48 (1.1.21) + € 37,20 (1.1.22). Se consideriamo
l’incidenza dei turni l’importo si incrementa ulteriormente di circa il 10%.
Per le altre categorie come un operaio addetto al reparto montaggio, di 5° gruppo 2^ fascia, l’ aumento è di 130,19 euro, mentre al lavoratore professional 179 €.
Il contratto ha previsto la conferma e il miglioramento dell’attuale premio di efficienza introdotto nel 2015, considerando nella scala percentuale dei parametri anche la parte anticipata trimestralmente del premio precedente collegato al piano industriale 2014-2018. Questo consentirà di incrementare il premio annuale che nell’ultimo anno ha erogato mediamente per FCA € 1.270 e per CNHI € 753.
A partire dal 1 luglio 2019 il contributo aziendale per la previdenza aumenta del 29%, portando la contribuzione a suo carico dal 1,7% al 2,2% della paga base con un vantaggio annuale a regime per un operaio di circa 123 €. Il contributo per gli apprendisti passa al 2,5% della paga base e per i professional al 2,5% della retribuzione utile per il TFR. E’ una risposta molto significativa per le generazioni oggi al lavoro, in particolare per i più giovani, che necessitano di un rafforzamento integrativo pensionistico di quella che sarà la loro futura pensione. Anche sulla sanità integrativa si rafforzano e migliorano le coperture assicurative sanitarie per i lavoratori e i propri famigliari e riducendo il costo per la contribuzione del lavoratore aderente e aumentando quella a carico azienda. Il costo per un operaio sarà di 40€ annui (circa 3,3 €uro mese) e per un professional 120 euro annui (10 € mese). L’azienda verserà di più per ogni dipendente, oltre a 30€ per la copertura base, per gli AC1 operai e impiegati 146€ e per gli AC2 professional 516€.

Un accordo molto innovativo riguarderà lo smart-working che consentirà di diffondere in tutti gli stabilimenti delle diverse società, un’intesa molto innovativa sul tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, che ad oggi abbiamo sperimentati in pochi stabilimenti.
Sempre sull’orario di lavoro si è intervenuto a migliorare l’utilizzo anche a frazioni di un’ora dei permessi annui retribuiti e questo riguarderà per 16 ore anche i lavoratori turnisti. Si sono migliorate le indennità sulla turnistica relativa ai turni superiore ai 18 turni, estendendola a tutti (salvo i discontinui) e portando il contributo a 25€ per sabato su domenica. Anche sui recuperi produttivi l’indennità è stata aumentata portandola a 25€.

Particolarmente positivo il tema sulla formazione professionale e il diritto allo studio. Abbiamo costruito le condizioni per diffondere ed estendere i percorsi formativi a tutti i dipendenti e rafforzato il Diritto allo studio portando a 40 ore retribuite per ogni anno del corso di laurea o di percorsi professionali.
Dopo oltre 40 anni cambierà l’inquadramento professionale in CNHI e Ferrari si passerà alla definizione dei gruppi professionali, in FCA la sperimentazione delle tre fasce professionali a partire dal 1 gennaio 2020 diventerà strutturale, dando alle parti la possibilità di costruire un sistema premiante sulla professionalità. Questo lavoro verrà sviluppato in un anno con uno specifico gruppo di lavoro, rappresenterà un cambiamento radicale e innovativo sul sistema di riconoscimento della professionalità in particolare nel nuovo contesto di industry 4.0.

Particolarmente significativo l’istituto delle ferie solidali, che consentirà ai colleghi di lavoro, su base volontaria con una cessione di ferie, di aiutare il lavoratore in situazioni di forte difficoltà.
Siamo poi intervenuti a migliorare tutto il sistema partecipativo rafforzandolo in tutti gli aspetti che hanno determinato delle criticità, dagli aspetti di lavoro delle commissioni paritetiche di fabbrica in particolare quelle relative all’organizzazione del lavoro, ambiente e sicurezza, istituendo anche la “safety day”. Si è rafforzato il ruolo dei rappresentanti della sicurezza (RLS) attraverso la formazione e la dotazione di nuova strumentazione. Infine si è costituito un tavolo per analizzare e sperimentare forme di partecipazione avanzate dei lavoratori.

E’ stata una trattativa difficile, più volte abbiamo sfiorato alcune volte la rottura ma fortunatamente siamo poi riusciti a convincere l’azienda ad abbandonare alcune sue richieste che mettevano a rischio il negoziato, come: peggioramento dell’istituto della malattia, l’introduzione del lavoro plurisettimanale, e le richieste da parte aziendale di maggior inasprimento sulle sanzioni relativi all’articolo sui “rapporti in azienda”. Abbiamo condiviso quelle relative ad una maggior garanzia per il lavoratore (termini di presentazione contestazioni e aumento a tre della recidiva generica) e quelle violazioni e infrazioni non sancite dalla giurisprudenza non presenti nelle vecchie regole degli anni 70, come le molestie sessuali, non rispetto delle norme sui segreti industriali e la manifesta alterazione per droghe.
L’accordo è certamente un ottimo risultato in particolare in questo contesto di difficoltà industriale ed economico che il nostro paese sta risentendo sempre di più negli ultimi mesi. La conferma dei 5 miliardi di investimento per FCA sono una garanzia e una prospettiva importante per il futuro dell’occupazione e degli stabilimenti italiani. Era fondamentale chiudere con un buon accordo anche perché il 2019 rappresenterà ancora un momento di transizione particolarmente difficile. Nei prossimi giorni il contratto sarà al vaglio delle rappresentanze sindacali aziendali dei vari stabilimenti per la sua approvazione.

Torino, 11 marzo 2019 Ufficio Stampa Fim Cisl

 

 

 

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