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Volley, alla Mosaic Olimpia Sora il titolo territoriale Under 14 femminile

Premiazioni Volleydonne febbraio20 350 minVolley

E’ andato alla Mosaic Olimpia Volley Sora il titolo di campione territoriale Under 14 femminile di volley. La final four si è svolta domenica scorsa presso il palazzetto dello sport di Alatri ed ha visto impegnate le ragazze delle società Mosaic Olimpia, Volley Sora, GLM Boville Volley Asd, Pallavolo Ceprano, Real Piedimonte Volley Club. Tutte le ragazze hanno vissuto con grande emozione la giornata di sport e di sana competizione. In palio c'era la qualificazione alla fase regionale, dove le due compagini che hanno disputato la finale vanno a rappresentare la Ciociaria. Come detto ad imporsi è stata la Mosaic Olimpia Volley Sora che ha superato in finale per 3-0 la GLM Boville Volley Asd.

La finalina per terzo e quarto posto si è disputata tra le squadre della Pallavolo Ceprano e del Real Piedimonte Volley Club e, ha visto vincenti le ragazze della Pallavolo Ceprano. Grande soddisfazione del comitato Fipav di Frosinone, in particolare la responsabile Luciana Mantua, che, avendo organizzato l'evento, ha riscontrato un'ampia affluenza di pubblico durante tutto l'arco della giornata.

 

 

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Collepardo: Erbe tra natura e Cammino con l’imprenditoria femminile

invitocollepardo minLA PROLOCO DI COLLEPARDO (FR) organizza il Convegno

“Collepardo: il paese delle erbe tra natura e Cammino con l’imprenditoria femminile”

Venerdì 15 marzo 2019 - ore 15 presso la Sala Consiliare “La Rocca” Collepardo (FR)

Con il Patrocinio gratuito della Regione Lazio
In collaborazione con il Comune di Collepardo

Ospite d’onore: On. Lorenza Bonaccorsi
Assessore al Turismo e alle Pare Opportunità della Regione Lazio

Relatori:
il Sindaco di Collepardo Dott. Mauro Bussiglieri
il Presidente della Proloco di Collepardo Fabrizio Testana
il Prof. Marco Sarandrea - Sarandrea Marco & C s.r.l.
il Dott. Simone Frignani - Autore del libro “Il cammino di San Benedetto”
Riccardo Copiz – Presidente Ass.ne Sylvatica
Testimonianze delle Donne Imprenditrici del nostro territorio

MODERATORI: Marco Prosperini / Elisabetta Melchiorri (direttivo Proloco)

Collepardo : il paese delle Erbe
"Nei Monti Ernici esiste l'orto del Centauro Chirone maestro di Eusculapio. In esso vegetano miracolose erbe Medicinali. Nelle valli in cui è diviso vi sono: in una, richezza di variopinti fiori, nell'altra, lodorato è ricreato dai Soavi profumi sprigionatisi dalle numerose piante e Cespugli.." (Febronio)

Posto alle pendici dei Monti Ernici, ai piedi del Monte Rotonaria, immerso in una rigogliosa vegetazione nel cuore della Ciociaria, giace Collepardo in un territorio montano compreso fra i 500 e i 1750 metri. Questa fascia pedemontana, per via dell'esposizione dei versanti e del clima, che risente sia dell'influenza di quello meditteraneo che di quello continentale-appenninico, ospita una vegetazione rigogliosa dove specie prettamente montane si alternano con specie mediterranee.
Oltre 1400 specie vegetali hanno giustificato da sempre la leggenda Mitologica greca del Centauro Chirone; considerato il più saggio e benevolo dei centauri si distingueva da tutti gli altri per la conoscenza delle scienze, in particolare quella medica. Ebbe per allievi numerosi eroi tra cui Achille e Esculapio (Dio della medicina), e fu considerato precursore della Scienza Erboristica, in quanto, lo storico tedesco Fèbronio racconta che egli aveva nel territorio di Collepardo, il suo "Orto del Centauro". A parte la leggenda, Collepardo gode da tempi antichissimi di una rafforzata tradizione erboristica testimoniata dall'antica Farmacia Certosina dell'abbazia di Trisulti risalente almeno al XIV secolo e che fino a metà del XX secolo ha rappresentato il punto di riferimento per rimedi medicamentosi.
Molte sono i luoghi pieni di storia e di cultura da vistare in questo fantastico paese tra cui La certosa di Trisulti, le Grotte di Collepardo, il Pozzo d'Antullo, l'ecomuseo orto del Centauro, il Giardino Botanico "Flora Ernica".
Paese medievale ricco di storia, tradizioni, eventi e manifestazioni Collepardo con la splendida natura dei Monti Ernici in cui è circondata fanno di questo paese un luogo Magico, dove la mente, il corpo e lo spirito ritrovano la bellezza della Natura.

Sarandrea Marco & C srl
Già dai primi del ' 900 la liquoreria Sarandrea, iniziò a sfruttare le preziose tradizioni del paese e oggi, come l'Antica Farmacia Trisulti, è un riferimento importante per la produzione erboristica italiana. La liquoreria Sarandrea di Collepardo vantò per prima, a livello Internazionale, la diffusione della Sambuca, nata nella Certosa di Trisulti ad opera dei monaci Certosini. Nel 1961, Papa Giovanni XXIII autorizzò la liquoreria M. Sarandrea a fregiarsi del titolo di Ditta fornitrice dello Stato Vaticano.
Attualmente, la ditta Sarandrea oltre ai liquori, produce anche integratori alimentari ed estratti vegetali per la Fitoterapia, con piante medicinali raccolte pazientemente in zone non contaminate e con conoscenze storiche dell'Arte erboristica, diventando un punto di riferimento internazionale nel settore della Fitoterapia proprio per la qualità e genuinità dei suoi prodotti.
Non si può dimenticare quel grande patrimonio di erbe piante medicinali, aromatiche ed ornamentali di cui sono particolarmente ricchi i prati, i boschi, le valli e le montagne dell'intero territorio. Seguendo una tradizione ormai consolidata non solo i monaci della Certosa, da sempre sapientissimi cultori, ma la raccolta delle preziose erbe, straordinarie fonti di benessere, seguendo i principi di una medicina naturale che sta facendo sempre più proseliti.
Le erbe, cosi genuine hanno in se la forza e il colore del sole, sono fonte di vita, capaci di profondere i medicinali adatti al benessere di ogni organismo, per questo l'uomo moderno sta tornando alle piante con la consapevolezza chiara ed obiettiva della loro utilità. Il lungo e faticoso cammino della terapia con i “semplici", cioè con le erbe, iniziato all'alba dell’umanità, si sta affermando sempre di più con un bilancio estremamente positivo: le piante ci offrono non solo un'immensa ed in parte inesplorata farmacia naturale, ma anche la traccia per realizzare sostanze terapeutiche sempre più efficaci.
Le erbe, sono dotate di un potere terapeutico efficacissimo. Per chi ama il “verde” Collepardo è un autentico paradiso. Secondo gli esperti sono più di cinquecento le piante medicinali presenti nel territorio. Le più facili a reperirsi sono l'agrimonia, l'assenzio, il tarassaco, la salvia, il sambuco, il biancospino, la bardana....Ognuna con mille virtù salutari.
L'associazione culturale, insieme alla Pro Loco di Collepardo, il comune di Collepardo e in collaborazione di vari enti tra cui Associazione Sylvatica di Alatri e l'Università La Sapienza di Roma ogni anno dal 1991 si svolge un "Corso introduttivo al riconoscimento e uso piante officinali", aperto a tutti.

Il Cammino di San Benedetto – La tappa di Collepardo
Proseguendo sulla tappa 12, riprendiamo il Cammino da Vico nel Lazio. Lasciata questa piccola “Carcassonne” ciociara, dall’imponente cinta muraria, ci inoltreremo negli splendidi monti Ernici, e dopo una bella discesa nel bosco con ampia vista panoramica su una valle verdissima e spettacolare, raggiungiamo Collepardo. Il paesino è un’autentica delizia, in posizione panoramica sopra una valle ricca di acque, e con singolari fenomeni carsici che hanno creato un ampio mondo sotterraneo. Non solo: il centro storico medievale è ricco di casette, vicoli e piazzette che si intersecano in un dedalo di elementi architettonici di grande effetto. Le grotte si aprono circa 30 metri sopra al torrente, che in milioni di anni ha modellato la vallata: lo spettacolo delle stalagmiti e stalattiti, creato dal millenario stillicidio delle acque, è di suprema bellezza. Il Pozzo d’Antullo è una grandiosa voragine ovoidale, di origine carsica, con una circonferenza di 300 metri e una profondità fino a 70.
Una splendida passeggiata su un’antica strada romana, ancora in parte lastricata, e passando sopra un ponte romano ancora ben conservato, ci introduce nella magnifica Selva d’Ecio, un’area boschiva di particolare pregio ambientale, una delle prime aree tutelate in Italia. In mezzo a questi boschi secolari, si apre un autentico gioiello: La Certosa di Trisulti.Situata in posizione spettacolare, in mezzo ai boschi degli Ernici, è uno dei monasteri più belli dell’Italia centrale, un luogo ideale per la contemplazione. Venne fondato dai Certosini nel 1204 per volere di Innocenzo III, vicino al luogo dove già nell’anno Mille san Domenico di Sora aveva fatto costruire un monastero. Dal piazzale della Certosa, un percorso in discesa in mezzo ai boschi conduce a un incredibile eremo interamente raccolto all’interno di un’ampia grotta, quello della Madonna delle Cese. Un’antica tradizione popolare vuole che un pio e santo eremita, nella prima metà del VI secolo, si fosse ritirato nella grotta delle Cese, e che lì gli sia apparsa la Madonna, che lasciò la sua immagine impressa sulla pietra.
ATTIVITA’ IMPRENDITORIALI FEMMINILI DI COLLEPARDO
1 – TESTE MATTE - De Sanctis Valentina
2 – BAR CENTRALE - Romano Anna Maria
3 – MERCERIA - Veglianti Maria Antonietta
4 – GENERI ALIMENTARI - Sabellico Maria
5 – BAR DEL CORSO - De Angelis Barbara
6 – SARANDREA - Sarandrea Beatrice, Alessandra, Marilena
7 – MONSIGNOR CAMICERIA - Teresi Leda
8 – FARMACIA CERTOSA - Dott.ssa De Marco Piera
9 – COSMETICA - Fiormonte Irene
10 – IL MIELE DELLA PEPPINA - Danesi Giuseppina
11 – LA CASA DI IVI B&B - Lisi Ivana
12 – FLORA E IL FAUNO B&B - Sarandrea Benedetta
13 – LE LARIE B&B – Tagliaferri Francesca
14 – B&B MAISON DINA – Trombetta Micol
15 – LO SCOIATTOLO RISTORANTE – Grogora Monia
16 – TAVOLA CALDA (FROSINONE) - Baglioni Nadia
17 – AGENZIA AUTOMOBILISTICA ROMANO (ALATRI) - Di Mario Maria
18 – GEOMETRA - Ferrante Laura
19 – GENERI ALIMENTARI (VICO) - Valentina e Giulia Coccia
20 - RICERCATRICE – Anna Maria Mattioli

 

 

 

 

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Volley. Under 14 femminile Globo Sora campione territoriale

Under 14 coppa 350 minRoberta Velocci* - Si archivia nel migliore dei modi la fase territoriale dell'Under 14 femminile. Le ragazze di coach Salvatore Pica, conquistano lo scettro di campionesse territoriali e quindi l'accesso di diritto alla fase regionale di categoria. Domenica a Supino, sede della Final Four, le quote rosa della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora hanno battuto prima l'Olimpia Volley nella gara valida per la semifinale, per poi annientare le coetanee della Pallavolo Olevano in finale. Nel primo match di giornata, quindi, Silani e compagne affrontano le cugine guidate da coach Pugliesi. Semifinale al cardiopalma, con le giovani dell'Argos che fanno e disfano. Qualche errore di troppo infatti, regala i primi due set all'Olimpia. Poi però, esce fuori la vera Globo, combattiva e tenace, e non ce n'è per nessuno, è 3-2 (23-25; 23-25; 25-17; 25-16; 15-10).

Partono subito bene le ragazze di marca Globo, portandosi avanti fino al 14-7. Poi qualche concessione di troppo, e le avversarie si rifanno sotto fino a pattarla. Testa a testa, ma Sora spreca ed è 0-1 (23-25).

Il secondo set si gioca sul filo dell'equilibrio. Le ragazze di Pica fanno e disfano la partita, così l'Olimpia ne approfitta, ed è 0-2 con lo stesso parziale (23-25). Nella terza frazione scendono invece in campo con il piglio giusto, limando le disattenzioni e concedendo ben poco. Così, un punto dopo l'altro, tra ace e attacchi a tutto braccio, è 1-2 (25-17).

Le ragazze della Globo affrontano il quarto tempo con grinta e, consapevoli delle loro qualità, si portano subito in vantaggio staccando le avversarie e sigillando il 2-2 (25-16).

Tutto più che facile poi nel tie break. Sora scappa subito, è 8-4 al cambio campo. Ci prova l'Olimpia a rifarsi sotto, ma nulla può contro le giovani bianconere che macinano punti e conquistano la finale con il risultato di 3-2 (15-10). Ad attendere le atlete della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora in finale ci sono le coetanee della Pallavolo Olevano, vincitrici della semifinale contro il GLM Volley. Per Silani e socie, tutto facile nella gara decisiva che portano a casa, in poco più di 40 minuti di gioco, con un netto 3-0 (25-14; 25-8; 25-15) salendo così sul gradino più alto del podio.

Nel primo set in gioco sono più agguerrite che mai. Qualche piccola concessione, ma niente di preoccupante, ed è subito 1-0 (25-14).

Al cambio campo la situazione non cambia, con la panchina bianconera che mischia le carte in tavola, ma Sora non regala alcunché ed è 2-0 (25-8). Le ragazze di coach Pica sono a un soffio dalla coppa, ma continuano a giocare la loro migliore pallavolo senza distrazioni. Ancora qualche cambio ma tutto fila liscio ed è 3-0 (25-15).

Queste le componenti della Globo Banca Popolare del Frusinte Sora: Arena Sofia, Certa Giorgia, Conte Giulia, De Vecchis Clarissa, Ferrera Letizia, Giona Valentina, Marconi Beatrice, Martino Giulia, Matera Silvia, Mulattieri Alessia, Silani Giulia (K). Allenatori: Salvatore Pica, Luca Vermiglio, Martina Cancelli. Dirigente Accompagnatore: Mario Pica.

*Ufficio Stampa Settore Giovanile Argos Volley

 

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C'è un movimento di resistenza femminile

EddaBilli 350 260 minNadeia De Gasperis intervista Edda Billi*

 

Ritiene che le giovani donne conoscano abbastanza le lotte condotte dai movimenti femministi per i diritti civili?

Conosco collettivi di donne che lottano come tigri ma penso siano monadi: c'è poco confronto, credo.

 

L’attuale governo ha rimesso in discussione, tra le altre, la legge 194, quanto si è spesa per quella battaglia?

E' dagli anni 70 che lotto perchè allora di aborto si moriva. Ci toccherà ricominciare?

Sembra che nel mondo ci sia un movimento di “resistenza” femminile. Cosa pensa a riguardo?

Si, ci credo profondamente. E si fanno sentire anche se vengono silenziate. Come sempre

Lei ha affermato di aver sempre riconosciuto negli occhi degli uomini una certa propensione al machismo, cosa è cambiato? Gli uomini sono cambiati rispetto alla condizione delle donne?

Purtroppo se li guardi negli occhi tutt'ora vedi una lucina che dice: "io valgo più di te"

 

Stiamo facendo passi indietro o non è più possibile tornare indietro sui diritti acquisiti dagli omosessuali?

Nessun diritto acquisito è per sempre. Bisogna essere vigili.

 

Pensa che l’attuale governo sia da temere o stiamo sopravvalutando le conseguenze della sua politica?

Si, è un governo dal sapore spiacevolmente fascista. Di certo misogino.

 

Quale sarà il futuro della Casa Internazionale delle Donne?

Siamo sotto attacco ma ci stiamo difendendo anche da una sindaca che non "sa" essere la Casa luogo di libertà.

 

Preferisce essere conosciuta più come poetessa o più come attivista politica?

Domanda che molto m'intriga: forse metà e metà.

 

 

*Edda Billi, femminista, scrittrice e poeta, è Presidente deII’AFFI la Federazione di organizzazioni femministe e femminili, che ha promosso insieme al Centro Femminista Separatista la realizzazione della Casa Internazionale delle Donne, il progetto del movimento delle donne di Roma ha origine negli anni dell’occupazione del Governo Vecchio, ma è anche Presidente di Archivia, Biblioteca Archivi Centri Documentazione delle Donne, e raccoglie le produzioni teoriche e pratiche del movimento femminista e lesbico dalla fine degli anni Sessanta.
Fra le protagoniste del neo-femminismo degli anni Settanta, tra le fondatrici del Collettivo romano di Pompeo Magno, meglio conosciuto come Movimento Femminista Romano.

 

ù

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Il prezzo della libertà (femminile e maschile)

tunisia parlamento 350 260 mindi Fiorenza Taricone - Alle ragazze e ai ragazzi viene da anni solitamente prospettato un mondo pieno di facilitazioni: basta un clic per collegarsi al mondo, basta il web per trovare lavoro nel globale, bastano i social per il sesso a ‘n’ dimensioni o anche per tentare di innamorarsi. I prezzi ? quasi inesistenti. La famiglia ha preso il posto del welfare, in termini di accudimento, la cura della propria bellezza è un capitale piacevole da curare, la morale sessuale non pone più limiti. Puoi scegliere luoghi per scambisti, che vanno bene anche per le coppie sposate, essendo la gelosia al tramonto, così pare, o luoghi dove le ragazze pagate camminano a quattro zampe e bevono da una ciotola. Ecco, questi due esempi mi sembrano adatti a illuminare odierni paradossi. Se la possessività si è attenuata al punto di pagare per deliziarsi a vedere la propria fidanzata o moglie in compagnia sessuale di altri, e le donne hanno portato a termine un processo di liberazione, come coniughiamo tutto questo con le tantissime donne che sono state uccise perché volevano liberarsi da un rapporto soffocante e con il piacere legato a scene di sottomissione come quelle che imitano i poveri cani i quali invece hanno maggiore dignità degli esseri umani?

Il perchè di un femminicidio

La giovanissima, seria e bella Sara Di Pietrantonio, strozzata dal suo ex Vincenzo Paduano che ha anche tentato di carbonizzarla, nel maggio del 2016, a Roma nel quartiere Magliana, è una delle vite che non proseguiranno perché avevano detto di no e la sentenza che motiva l’ergastolo per l’omicida è illuminante al riguardo : Sara si rifiutava di riconoscere il ruolo di padrone della sua vita a Vincenzo Paduano e per questo l’ha uccisa. Il Gip Gaspare Sturzo ne ha riconosciuto la premeditazione con l’acquisto di due bottiglie di alcool, una per danneggiare la macchina dell’attuale fidanzato, l’altra contro Sara. L’omicida non le ha perdonato di averlo dominato e il fuoco doveva distruggere il volto, la femminilità e la sessualità di Sara, lavando anche l’onta della sua supposta soggezione al sentimento dell’amore. Nella sua mente malata, ma molto più diffusa di quanto ci piaccia credere, la sua libertà andava riconquistata, annientando quella di Sara. Il prezzo della libertà di Sara è stata la sua stessa vita., prezzo assolutamente inferiore a quello che pagherà l’assassino perché l’ergastolo ti mantiene in vita e così anche il senso di soddisfazione per la riabilitazione del proprio onore. L’onore ha conservato tuttora, con il suo ancoraggio patriarcale, integra la potenzialità della minaccia. Le molestie persecutorie, l’assoggettamento affettivo e relazionale, il senso di superiorità maschile ferito dalla libertà femminile, hanno radice in quel malinteso senso dell’onore che è stato cancellato nel 1981 dal codice penale, ma non del tutto nell’immaginario più profondo. Quell’onore macchiato dalla perdita di verginità per le donne si traduceva nel matrimonio riparatore, e per gli uomini nella facoltà di uccidere la moglie fedifraga, poco importava se colta veramente sul fatto, scontando una pena irrisoria, con la gratificazione sociale di aver ristabilito l’onore familiare e aver acquisito una grande considerazione presso il loro stesso sesso.

I fatti nuovi non mancano

Ecco perché mi è sembrato di enorme importanza il voto storico del parlamento tunisino, dello scorso luglio, che dopo un iter accidentato ha approvato all'unanimità con 146 voti a favore la legge organica contro la violenza sulle donne e per la parità di genere. Sono previste misure contro ogni forma di violenza o sopruso basato sul genere, con l'obiettivo di garantire alla donna l'uguaglianza tra i sessi, anche sul lavoro, garantita dalla Costituzione, attraverso la punizione dei colpevoli e la protezione delle vittime. Tra le novità rilevanti, l'abrogazione dell'articolo 227 bis del codice penale che prevedeva una sorta di "perdono" per gli stupratori di una minorenne in caso di matrimonio con la vittima. Sono previste invece pene molto severe per gli stupratori e l’innalzamento dell'età del consenso da 13 a 16 anni. Viene punito con una multa da 500 a mille dinari anche chi si rende colpevole di molestie nei confronti delle donne per strada o in spazi pubblici.

Viene inoltre punito l'impiego dei minori (bambine) per i lavori domestici con l'introduzione di pene. Manca ancora nel testo una norma che affronti il tema dell'ineguaglianza della donna nell'asse ereditario, ma la legge conferma la Tunisia come il paese più avanzato in materia di diritti delle donne nel mondo arabo, anche perché sono state ascoltate le voci più disparate e la legge è stata il frutto di tavoli di discussione fra ministeri, associazioni, ed esperti. Le campagne di prevenzione previste attestano la consapevolezza che il dettato di legge non basta a modificare una cultura patriarcale, come in Italia del resto. Nel nostro Paese, Codice Rocco fascista, nel reato di violenza carnale la vittima era tale se minacciata con la violenza fisica diretta o con il danno recato ad altre persone o cose, ma il dissenso doveva durare per tutta la durata dell’atto ; la violenza carnale non valeva però se riferita ai coniugi, per i quali valeva il debitum coniugalis, anzi per la moglie soprattutto valeva, perché il marito aveva uno ius in corpus che riconosceva al marito la facoltà di disporre del corpo della moglie come oggetto patrimoniale a sua disposizione.

"Un abito bianco non copre uno stupro"

Gli effetti delle primavere arabe, anche se non stati interamente quelli sperati dalle donne, non sono finiti qui. Anche la Giordania, la camera Bassa del Parlamento ha emendato l’articolo 308 del Codice Penale che dagli anni Sessanta garantiva l’impunità agli stupratori che avessero poi sposato le loro vittime. Un altro passo e la norma arriverà in fondo, con effetti moltiplicatori. Il Libano, infatti, dove la legge è ancora in vigore, è stato teatro di una spettacolare protesta : decine di abiti da sposa, strappati e macchiati di rosso, sono stati esposti sul lungomare di Beirut ; a fianco cartelloni pubblicitari in arabo, inglese e francese con lo slogan virale :un abito bianco non copre uno stupro. Il ribaltamento insomma dell’usanza fino al primo Novecento nell’Italia meridionale di appendere all’esterno il lenzuolo della prima notte ovviamente macchiato del sangue verginale.

 
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"Il volto femminile della Repubblica"

Cassino 22 aprile 2016 350 260di Ermisio Mazzocchi - Testimonianze e impegno per i 70 anni della Repubblica italiana sono stati al centro del convegno che si è svolto venerdì 22 aprile a Cassino che aveva come tema "Il volto femminile della Repubblica". La partecipazione è stata notevole e l'interesse si è manifestato per l'attenzione costante del pubblico. Il convegno, coordinato dalla vice direttora de L'Inchiesta, Rita Cacciami, è stato aperto dal sindaco Giuseppe Petrarcone, ha portato il suo saluto non formale, ma di grande speranza per il futuro della Repubblica.

In provincia poche le donne elette nelle Istituzioni

E' seguito la presentazione di Ermisio Mazzocchi. Questi si è soffermato su i fondamentali caratteri della Costituzione della Repubblica italiana che ha avuto origine nella Resistenza e da un Referendum popolare. In quel momento nasce l'Italia democratica che si fonda su la libertà e la partecipazione e sull'affermazione costituzionale dei diritti sociali, rilevando che questi devono essere ancora pienamente riconosciuti, in particolare quelli per le donne. Mazzocchi ha dimostrato, facendo riferimento alla presenza femminile nelle istituzioni, come nella provincia di Frosinone la rappresentanza femminile nelle istituzione sia stata molto scarsa: la prima donna eletta in un Consiglio comunale avvenne nel 1958 nel comune di Frosinone con Lina Paniccia (PCI) e solo tre donne - Natia Mammone (PCI), Anna Teresa Formisano (UDC), Maria Spilabotte (PD) - sono elette nel Parlamento italiano, mentre gli uomini sono stati 48. Riportiamo solo alcuni dati di quelli che sono stati presentati al convegno. Subito dopo è intervenuta Anna Formisano che ha evidenziato la sua lunga esperienze politica e ha sottolineato con forza le difficoltà e le diffidenze che ha incontrato per svolgere la sua attività e il suo ruolo di eletta nelle istituzioni. A conclusione del suo intervento ha proposto di dedicare un monumento alle donne della ricostruzione di Cassino distrutta dalla guerra. Fiorenza Taricone svolge il suo intervento incentrato su una ricostruzione e presentazione delle 21 donne che fecero parte della Costituente. Tutte sono state protagoniste della lotta partigiana. Persone dall'alto profilo politico e impegnate ad affermare il diritto al voto delle donne, sancito poi nella Costituzione. Una testimonianza della sua vita politica è venuta da Sara Battisti che ha sottolineato quali siano oggi i momenti di impegno della donna per essere riconosciuta nei suoi diritti, di cui fondamentale è quello del lavoro, non mancando le difficoltà per le donne nella politica come nel lavoro al pieno riconoscimento del loro ruolo nella società.

Una staffetta partigiana racconta

Un momento di grande emozione è stato quello dell'intervento della staffetta partigiana, Luciana Romoli. Ella ha ricordato la tragica storia delle donne violentate dai soldati marocchini, essendo stata la Romoli a Cassino per raccogliere testimonianze e fornire assistenza a quelle donne colpite dalla violenza. Il racconto di tragiche storie di donne, alcune delle quali sono arrivate al suicidio, ha commosso profondamente il pubblico presente. La staffetta partigiana ha proseguito il suo intervento su vicende di lotta partigiana e di resistenza delle donne romane, raccontando vicende drammatiche con l'uccisione di donne da parte di soldati tedeschi, in molti casi senza alcun motivo. Conclude il suo intervento con un accorato e appassionato appello alle giovani donne presenti tra il pubblico a battersi e a difendere la Costituzione vero strumento per la libertà e i diritti. Il vice presidente della Fidapa porta il saluto dell'Associazione, sottolineando il coraggio e la forza di quelle donne che furono la vera forza per la ricostruzione di Cassino. Il presidente provinciale dell'Anpi, Giovanni Morsillo, ha richiamato i valori della Resistenza, che hanno una loro validità attuale e che devono essere sempre la giuda per affermare la libertà e la democrazia. La Taricone ha concluso il convegno, considerandolo non solo un riconoscimento e un omaggio ai 70 anni della Repubblica, ma anche una occasione per proseguire l'impegno per costruire una società democratica nello spirito della Costituzione.

 
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Non solo 8 Marzo, ma un intero anno dedicato all'universo femminile

8marzo2015 350 260di Maria Luigia Pietrobono - Mi piacerebbe che gli osservatori politici( quanto meno quelli locali) ,dedicassero una qualche attenzione alla evoluzione del pensiero di molti ex PCI -PDS- DS in epoca Renzi. Molti di essi, infatti, difendono con forza l'operato del nostro Presidente del Consiglio, nonché segretario, senza se e senza ma. Perché :" basta con quelli che c' erano prima"; "con lui finalmente possiamo vincere", "le riforme sono giuste".
Peccato, però, e io lo ricordo, siano gli stessi che un tempo si battevano contro quanto si sta facendo oggi. Tra i politici di lungo corso quello che amano di meno (è un eufemismo) e su cui convergono i loro strali è Massimo D'Alema. Il personaggio ha, per essi, molti peccati capitali per cui "oggi" dicono in tono ultimativo "faccia le conferenze" . Ma perché tanto astio e tanta acredine verso colui che, nel bene e nel male, ha contribuito a costruire quel pozzo da cui, come dice Bersani, oggi attingiamo acqua?
Altro atteggiamento inspiegabile è che, D'Alema dirigente, gli attuali renziani d'assalto avevano la tessera e operavano nel partito; oggi,che tutto è cambiato secondo i loro sogni, non prendono più la tessera e il partito lo fuggono.
Misteri dell'animo umano?
Io, al contrario, prendo la tessera, contesto ma non disprezzo, nel partito opero nella sfera che mi è più congeniale" con le donne , per le donne". La battaglia per le politiche al femminile è sempre molto interessante nella sua evoluzione; se un tempo ci siamo battute per le quote che ci hanno permesso di portare in Parlamento una percentuale di donne pari al 40% oggi ci dedichiamo alla completa realizzazione di una democrazia paritaria.
In una società formata da uomini e donne,è giusto che queste ultime abbiano gli stessi diritti e le stesse possibilità di realizzarsi dell'altra metà del genere umano.
Sembra questa una ovvietà ma purtroppo non è così perché ancora forti sono le resistenze e la tendenza a caricare sulle donne il doppio peso della famiglia e del lavoro.
La battaglia più forte l'abbiamo sostenuta e vinta quando il Parlamento ha approvato la Convenzione di Istanbul.
Ora,però, non possiamo fermarci alla repressione dei reati; altre sono le conquiste ancora da raggiungere e riguardano il lavoro,la conciliazione dei tempi, il supporto alla maternità che non può e non deve essere visto come " un tempo rubato al lavoro" ma come " un tempo dedicato all'intera società" e come tale trattato economicamente.
Allora non solo 8 Marzo, questa bella tradizione che ci viene dal passato, ma un intero anno dedicato all'universo femminile con quattro appuntamenti che si svolgeranno in Primavera,Estate,Autunno,Inverno.
Organizzeremo dibattiti pubblici in cui daremo ampio spazio non solo ai riferimenti istituzionali ma a tutte le categorie operanti sul territorio.
Promuoveremo uno scambio di esperienze e le metteremo in relazione con quanto sia la Regione che il Governo potranno mettere in campo e stimoleremo entrambi a fare sempre di più e meglio.

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