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Primo Maggio 2020

1° maggio 2020, festa internazionale dei lavoratori.

1 maggio 400 mindi Ermisio Mazzocchi - Oggi essa con l'emergenza sanitaria ed economica, prodotta dal coronavirus, ha un valore simbolico superiore e diverso rispetto al passato.

Una dimensione delle sofferenze e delle criticità imprevedibili, di portata globale, richiede una gestione della futura ripresa con una impostazione completamente innovativa.
La questione lavoro balza subito in primo piano, minacciata da licenziamenti e una contrazione della produttività.
E' il punto focale su cui si riversa una nuova dimensione del modello produttivo e diverse modalità di sviluppo.
Questo comporta una nuova e più marcata composizione del mercato del lavoro e una maggiore concentrazione di interessi finanziari e di profitto economico.

Un pericolo reale che porterebbe, senza interventi e regole di salvaguardia, a un arretramento dei rapporti all'interno della domanda e dell'offerta del lavoro, che ricadrebbe sui lavoratori e sulle lavoratrici, e soprattutto sui giovani.

Gli interventi pubblici a sostegno dell'economia e del lavoro risultano essenziale e vitali.
Questo significa presentare un progetto di sviluppo del Paese secondo uno schema del newdeal, che eviti di essere sottoposto alle necessità delle multinazionali e dei settori decisivi nella struttura produttiva del Paese, che potrebbero perseguire obiettivi rivolti più salvaguardare i loro privilegi che non gli interessi dell'intera comunità.
Le conseguenze sull'occupazione potrebbero essere durissime e le prospettive incerte.

Usciti dal tunnel dell'emergenza e avviata la fase 3, si presenta uno scenario inedito di tutto il sistema produttivo, non più riconducibile a condizioni conosciute nel passato.
Se modifiche non saranno messe in atto, cambierà l'approccio al lavoro, con una probabile, non auspicata, contrazione dell'occupazione. E sarà inevitabile una conflittualità sociale senza pari rispetto al passato.

Gli interessi del capitale di un mercato liberista e le rivendicazioni e le garanzie del mondo del lavoro, saltati, causa virus, gli equilibri faticosamente raggiunti, anche se permanevano contrasti e divergenze, comporteranno una inevitabile frattura e una più evidente conflittualità.

I segnali che appaiono, anche se non molto evidenti, ci dicono che si va in questa direzione, come è facile dedurre dalle stesse dichiarazione del presidente della Confindustria, dalle martellanti informazioni fornite dai mezzi di comunicazioni concentrati nelle mani del mondo imprenditoriale, e dalla insinuante e subdola campagna della destra e dei suoi fiancheggiatori, volta presentarci un paese buono, il Nord, e un paese cattivo, il Sud.

Deve essere, altrettanto chiaro che questi comportamenti sono la tipica espressione di un contesto socio economico che già prima del virus aveva sostenuto politiche che non assicuravano livelli occupazionali soddisfacenti e garanzie dei diritti dei lavoratori.

Una crisi che aggredisce la salute e la vita delle persone, generando un calo consistente della produzione dei beni materiali e immateriali, a differenza delle crisi del sistema sociale - economico finora conosciute, si sviluppa simultaneamente nel sistema economico dal lato dell’offerta e dal lato della domanda.

Non saranno utilizzabili per fare fronte a una crisi pesante e aggressiva le tradizionali manovre monetarie e finanziarie. Tanto più che gli interventi finanziari del Governo e dell'UE, rivolti a fronteggiare le criticità e a sostenere politiche di intervento contingente, non garantiscono una spinta all'economia reale e non delineano una diversa qualità dello sviluppo del Paese.
Non è sufficiente un piano di emergenza con il pensiero rivolto a fare quello che si faceva prima del virus.

Per alcuni, compresa la destra, "aprire subito tutto", ha in sé proprio l'idea di non cambiare nulla, ma anzi porre condizioni più gravose per la parte più esposta, ossia i lavoratori e per quella dei più deboli.
Fronteggiare o meglio ribaltare questa impostazione impone alle forze democratiche e a quelle sindacali una scelta molto chiara e credibile, capace di mettere in campo un movimento di energie, forze, di uomini e donne, di giovani, per contrastare una politica liberistica e una deriva populista e nazionalista.
Serve un piano di programmazione di tutto l'assetto produttivo, che punti a salvaguardare lavoro e diritti costituzionali.

Un progetto di ricostruzione e rinascita che metta al centro il lavoro vale a dire i lavoratori, rivolto all'occupazione, ai livelli retributivi, alla dignità, alla sicurezza, sino a una rimodulazione dei servizi, sanità, scuola, trasporti.
Il lavoro protagonista delle dinamiche sociali, concentrato su uno sviluppo sostenibile e di progresso.
Un nuovo modello di sviluppo che, realizzando una redistribuzione della ricchezza, non sia a danno dei ceti medi, né all'impresa, ma colpisca la rendita e l'evasione disonesta e favorisca la crescita e l'equità.
Questo è il campo su cui si confronteranno, credo in modo aspro e si scontreranno le diverse aspettativi, o se si vuole, le diverse realtà i cui interessi non coincidono né convergono.

Si tratterrà di inedite e inesplorate sfide che la sinistra dovrà sostenere per affermare i suoi valori di eguaglianza, solidarietà, di diritti sociali.
Il PD, una delle forze più robuste dell'insieme della sinistra italiana ed europea, dovrà avere la capacità di combattere il liberismo speculativo e di sfruttamento, che elabori una cultura di governo dei nuovi processi con una necessaria altezza intellettuale e morale.

Deve, il PD, farsi carico di spazzare via indecisioni, equilibrismi, prudenze e porsi come forza determinante e coraggiosa, combattiva per sconfiggere le tendenze di un liberismo feroce e della cultura di nuova destra italiana ed europea.
Un obiettivo che richiede un partito, con uomini e donne a tutti i livelli di direzione politica, che sia in grado di suscitare un vasto movimento di forze e di interessi comuni per riaffermare valori universali del lavoro e della dignità umana.
Occorrono segnali forti che tardano ad arrivare, quale quello di una Conferenza di tutti i partiti europei della sinistra, volta a ridare un ruolo al PSE e a coordinare le strategie di una europea unita sul lavoro.
L'UE non prevede tutele europee, uniformi livelli salariali e retributivi e il dopo virus permetterà che si accrescano le divisioni e la competizione tra i lavoratori, alimentate dalla sovranità del mercato e dalle finalità globali del profitto.
La sinistra europea e italiana, lo stesso PD devono ricostruire una nuova egemonia cultura con i valori che si vogliono ricordare e festeggiare in questo 1 Maggio.
Ermisio Mazzocchi

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La festa delle donne vista dal Presidente Mattarella

8 Marzo 2020

festa donne 8marzo20 350 minFesta della Donna: Mattarella dedica l’8 marzo a tutte le donne impegnate contro il coronavirus

Oggi, domenica 8 marzo, come ogni anno si celebra la Festa della Donna ma questo 2020 rimarrà impresso nella memoria e non per una buona ragione. A causa dell’emergenza coronavirus, sono saltate le manifestazioni e i vari eventi normalmente previsti per la ricorrenza. Sergio Mattarella, vista la situazione, ha dedicato alle donne un ringraziamento speciale, con un pensiero di riconoscenza rivolto in particolare a chi di loro lavora in questi giorni in condizioni difficili negli ospedali delle zone rosse, sopportando carichi di lavoro molto pesanti:

«Per i motivi che tutti conosciamo, quest’anno non potremo celebrare la giornata internazionale della donna al quirinale. Ma desidero egualmente inviare a tutte le donne italiane e a quante si trovano in italia un messaggio di vicinanza, di solidarietà. Rivolgo, anzitutto, un pensiero riconoscente alle donne – e sono tante – che si stanno impegnando negli ospedali, nei laboratori, nelle zone rosse per contrastare la diffusione del virus che ci preoccupa in questi giorni, lavorano in condizioni difficili, con competenza e con spirito di sacrificio. Con la capacità esemplare di sopportare carichi di lavoro molto grandi. A loro, in special modo, desidero dedicare questa importante giornata.»

Ha poi sottolineato l’importanza di sostenere e rispettare la condizione femminile visto che soprattutto le donne sanno cogliere il valore universale del dialogo, della solidarietà e della pace:

«Vorrei inoltre sottolineare come le donne contribuiscano, in misura particolare, a cogliere il valore universale e concreto del dialogo, della solidarietà, della pace. Sostenere e rispettare la condizione femminile, ascoltare le donne vuol dire, in realtà, rendere migliore la nostra società per tutte e per tutti».

 

Ci uniamo alle sue parole, e ringraziamo a nostra volta tutte le donne impegnate negli ospedali e nei laboratori che stanno facendo il possibile per arginare il pericolo in corso.

Vi invitiamo inoltre a sfruttare questa giornata per riflettere su quanto sia importante il ruolo della donna nella società e su quanto sia fondamentale eliminare, una volta per tutte, le disuguaglianze e le discriminazioni subite dal sesso femminile, andando all’origine del significato di questa Giornata Internazionale che in Italia venne celebrata per la prima volta nel 1922.

La ricorrenza nacque infatti per ricordare le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne e allo stesso tempo per far luce sulle discriminazioni e le violenze che hanno subito e che, purtroppo, continuano a subire. Basti pensare all’elevato numero di omicidi, agli attacchi verbali, alle percosse, alle violenze che ogni giorno colpiscono numerose donne di tutto il mondo, e che purtroppo ci riguardano da vicino considerato che secondo il rapporto della Polizia di Stato del 2019 “Questo non è amore“, in Italia si contano ben 88 vittime ogni giorno, ossia una donna ogni 15 minuti.

Ci auguriamo, quindi, che questo 8 marzo 2020, più solitario rispetto al solito, possa essere l’occasione per riflettere sull’importanza di un cambiamento di mentalità perché anche se le donne oggi sono riuscite a conquistare molti più diritti di un tempo, c’è ancora molto da fare. Molti pregiudizi da sfatare. Molti stereotipi da superare.

FONTE: Quirinale

 

 

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Per l’8 marzo, festa della donna

8 marzo

iol8ognigiorno 350 minLa strada verso la parità di genere in Italia è ancora in salita, i numeri non lasciano spazio alle interpretazioni. Ma le italiane sono pronte e i tempi sono maturi.

È necessario mettere al centro la persona, consentendo a ciascuno di realizzarsi nella pienezza del proprio valore, perché donne e uomini insieme ricomincino a sperare e a proiettarsi verso il futuro.
Serve una visione complessiva accompagnata dalla consapevolezza che questa sfida si può vincere solo se affrontata insieme.
Gli strumenti legislativi, necessari, devono però essere accompagnati da processi di tipo produttivo, culturali e sociali all’interno di una strategia complessiva.

Dobbiamo avere la capacità di immaginare un sistema sociale in cui le politiche di investimento sulla famiglia e sull’inclusione delle donne nel mon-do del lavoro siano capaci di tenere insieme i tempi della vita personale con i tempi della comunità, diventa indispensabile quindi potenziare le norme per poter conciliare gli spazi per il lavoro e quelli di cura personale al fine di restituire all’uomo uno spazio nella vita privata e alla donna uno spazio in quella pubblica dando finalmente realizzazione ad una relazione più autentica se non addirittura equa nella distribuzione di ruoli e compiti.

Investire inoltre sulle donne in campo professionale deve essere una priorità per lo sviluppo dell’Italia, i dati ci informano che i Paesi più sviluppati sono quelli dove vi è minore disparità di genere, il lavoro delle donne fa aumentare il PIL e tutto questo rappresenta, sicuramente una convenienza economica pubblica oltre che soggettiva.

Realizzare una società giusta a misura dei nostri desideri è doveroso.

Italia Viva lo sta facendo facendo, il primo provvedimento fortemente voluto che sancisce con chiarezza il posizionamento sociale del Partito Renziano è stato proprio il Family Act che riscrive il sistema Welfar, sì!, perché occorre maggiore attenzione alla vita concreta delle donne che da sempre si sono fatte carico dei bisogni della famiglia per mancanza di servizi adeguati.
Si tratta di una vera e propria azione educativa che Italia Viva mette in campo quotidianamente che parte dall’estirpare le radici dei tanti e troppi stereotipi che sono alla base di ogni discriminazione e violenza contro le donne.

Le donne nel nostro Paese devono potersi sentire libere di fare scelte per-sonali e di realizzazione di sé sia in ambito familiare che lavorativo. Apriamo la strada perché questo sia possibile.

Tutti noi viviamo le difficoltà di una quotidianità precaria e affannata, da donna impegnata in politica, nel lavoro e con una famiglia, posso dire di aver incontrato, sicuramente maggiori difficoltà rispetto ad un mio coetaneo con il pizzetto, da quelle propriamente organizzative al pregiudizio diffuso. Per questo ritengo e mi batto con forza perché la vera battaglia di civiltà, è quella educativa, un invito e un appello a tutte le donne di qualsiasi estrazione e credo politico ad essere unite perché si arrivi, in un futuro prossimo, alla pienezza nella realizzazione della Persona. E’ il mio modo di ricordare l’8 marzo, per le donne che lottano che combattono che soffrono che costruiscono che sognano, per coloro che soffrono che vivono nella paura che cadono ma che si rialzano, tutte le donne vincono.

 

 Valentina Calcagni Coordinatrice Provinciale Frosinone Italia Viva

 

 

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Ceccano1920, via alla festa del popolo rossoblù

Maglietta in cielo 350 mindi Tommaso CappellaCECCANO – Giornata indimenticabile ed emozionante quella vissuta dal popolo rossoblù in occasione dell’avvio delle celebrazioni del centenario della costituzione del Ceccano Calcio 1920. Domenica scorsa, prima della gara di campionato contro il Rocca Priora, terminata sullo 0-0, so è assistito alla sfilata dei ragazzi della Scuola Calcio del Ceccano Academy. Proprio al più giovane iscritto della Scuola calcio, il piccolo Luca Mastrogiacomo, è stata fatta indossare la maglia celebrativa del centenario. Si è quindi passati alla consegna del quadro in legno raffigurante la maglia celebrativa e de “l’pall d’ciccan”, donati dall’artigiano Domenico Del Brocco al Ceccano Calcio 1920, rappresentati per l’occasione dal direttore generale Sergio Milo e dal team manager Livio Pizzuti. Subito dopo Davide Ricci, in rappresentanza della mitica Curva Nord, l’attuale presidente Thomas Iannotta, il presidentissimo della storica quarta serie Domenico “Mimmo” Aversa e l’ex sindaco Roberto Caligiore, accompagnato dall’ex delegato allo sport Angelo Macciomei, hanno quindi librato verso il cielo proprio la maglietta celebrativa del centenario.

“E’ stato un momento veramente emozionante – ha dichiarato al termine del cerimonia il direttore generale Sergio Milo – Con questo primo atto abbiano dato il via alle celebrazioni del centenario. Sono previste altre iniziative che culmineranno il 13 giugno con la grande festa finale. Intanto vorrei ringraziare quanti hanno partecipato a questo primo momento così intenso e partecipativo. In particolare i genitori dei bambini della nostraCeccano Scuola Calcio Academy 350 min Scuola calcio e i loro genitori. E poi tutti i tifosi che continuano a sostenerci, oltre alla città intera, compresi gli sponsor. Senza dimenticare il presidentissimo della storica quarta serie Domenico 'Mimmo' Aversa, l’ex sindaco Roberto Caligiore e l’ex delegato allo sport Angelo Macciomei i quali ci hanno onorato della loro presenza. Nei prossimi mesi daremo vita ad altre iniziative. Intanto vorrei invitare tutti i cittadini ad acquistare il biglietto della lotteria che abbiamo indetto proprio per celebrare il centenario al costo di 2,50 euro. Per quanto riguarda la gara contro il Rocca Priora – conclude il dirigente rossoblù - speravamo in una vittoria, vista la nostra precaria classifica. Alla fine è arrivato un pareggio ma maritavamo di più. Ora dobbiamo sfruttare di nuovo il fattore campo dal momento che domenica prossima riceveremo la visita della Lupa Frascati, tra le candidate alla vittoria finale. La società sta facendo tutti gli sforzi possibili per raggiungere quanto prima la salvezza e per questo abbiamo anche provveduto a rinforzare l’organico a disposizione del neo tecnico Camillo, ingaggiando prima Compagnone e poi Fratini e Faiola, quest’ultimo al debutto proprio contro il Rocca Priora”.

Tommaso Cappella-Ufficio Stampa Ceccano calcio 1920

(foto Angelo Mattone)

 

 

 

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10 novembre: festa dei piccoli comuni del Lazio

legambienteLazio 350 260Domenica 10 novembre torna la festa dei piccoli comuni del Lazio

Entro il 2020 saranno realizzati 108 progetti per la riqualificazione del patrimonio culturale

 

Dopo il grande successo registrato lo scorso marzo, domenica 10 novembre, Piazza San Silvestro a Roma ospiterà la seconda edizione della festa dei Piccoli Comuni del Lazio. Alla giornata di promozione, a cura di Legambiente Lazio in collaborazione con Regione Lazio, saranno presenti tutte le istituzioni regionali, i sindaci e i rappresentanti di associazioni. I piccoli comuni avranno la possibilità sia di far conoscere l’artigianato locale e le produzioni di qualità ma anche di promuovere le bellezze naturali, storico-artistiche e culturali dei propri territori. Non mancheranno inoltre eventi musicali e spettacoli d’animazione, a cura delle bande e dei gruppi folkloristici locali.

Prosegue anche l’impegno della Regione Lazio per la valorizzazione del patrimonio culturale, urbano e sociale dei Piccoli Comuni del territorio laziale. Sono 108 i progetti, su 211 presentati, che verranno realizzati entro il 2020 per un investimento di oltre 4 milioni di euro: un impegno che risponde alla richiesta diffusa di miglioramento della qualità della vita nei tessuti urbani dei piccoli centri del Lazio.

"Penso sia giusto avere una linea di finanziamento dedicata ai piccoli comuni. Si tratta da una azione politica fortemente voluta e sostenuta dal presidente Nicola Zingaretti – ha dichiarato il capo di Gabinetto della Regione Lazio, Albino Ruberti -. È un'occasione per valorizzare e far conoscere le tante realtà del territorio. Realtà piccole, ma importanti per la nostra regione. E non ci fermeremo qui. Questa iniziativa ha avuto una grande risposta e non possiamo non tenerne conto. Nella preparazione del nuovo Bilancio per il triennio 2020/2022 – conclude Ruberti -, la Regione rimarrà vicina a queste realtà, e ai progetti di decoro, ambiente e valorizzazione dei centri storici dei piccoli Comuni. A questa esperienza daremo continuità con nuove opportunità, e l'obiettivo di dare priorità a chi non ha avuto risposte in questa prima tornata”.

“La seconda festa dei piccoli comuni del Lazio vuole essere un momento di condivisione delle tante azioni che stiamo mettendo in campo per i luoghi che custodiscono il tesoro della Regione Lazio e rappresentano il 70% del territorio. Luoghi che stanno diventando sempre meno marginali grazie anche a tutte le azioni concrete che stiamo realizzando, come i servizi postali, il protocollo per la raccolta degli oli e ora le risorse stanziate per premiare la progettualità di 108 Comuni su 211 partecipanti, con l’intento di non lasciare indietro gli altri e uscire con un nuovo bando all’inizio del prossimo anno”, ha dichiarato Cristiana Avenali, Responsabile Poccoli Comuni e Contratti di Fiume della Regione Lazio.

Tanti gli interventi previsti, in particolare in tema di decoro e vivibilità dei centri storici. Molte le proposte per la sistemazione e ripavimentazione di piazze storiche, strade e scalinate che interesseranno i comuni di Castelnuovo Parano, Onano, Percile, Rocca d’Arce, Bassano in Teverina, Carbognano, Gradoli, Monteleone Sabino, Alvito, Roccantica, San Giovanni Incarico e Vasanello; incentrati sulla salvaguardia di emergenze storico-artistiche saranno gli interventi nei comuni di Norma, Pico, Arsoli, Casperia, Colfelice, Latera, Montenero Sabino, Pisoniano, Poggio Catino, Villa San Giovanni in Tuscia, Concerviano, Vivaro Romano, Maenza, Posta e Civitella San Paolo. Sono previsti progetti, inoltre, per la cura e riqualificazione di giardini, aree verdi e fontane che interesseranno i comuni di Tarano, Moricone, Riofreddo, Valentano, Coreno Ausonio, Farnese, Oriolo, Collevecchio, Posta Fibreno e Bassano in Teverina; nei comuni di Acuto, Rocca Sinibalda, Nemi, Orvinio e Torricella in Sabina verranno messe in atto iniziative per la realizzazione e valorizzazione di percorsi o itinerari legati alla memoria storica locale e alle tradizioni religiose. Infine, sono previsti interventi per il recupero di spazi e luoghi destinati all’aggregazione e alla socialità nei comuni di Patrica, Bassano Romano, Bassiano, Configni, Pignataro Interamma, Tarano, Varco Sabino, Montorio e Ischia di Castro.

I primi interventi presenti in graduatoria prevedono, accanto ad attività di promozione del territorio, azioni di riqualificazione volte a preservare le antiche murature in pietra e rendere più agevole il passeggio attraverso il recupero degli antichi percorsi come a Castelnuovo Parano (FR); a Rocca Sinibalda (RI) invece, dalle testimonianze raccolte in antichi scritti, nasce il progetto di realizzare una serie di terrazzamenti del belvedere per la creazione dell’Hortus de Sinibaldi: vere e proprie “isole botaniche” a uso didattico in cui coltivare essenze arcaiche ormai dimenticate.

Inoltre particolare attenzione è stata riservata a quei progetti mirati al completamento di beni del demanio da restituire alla pubblica fruizione, come il Palazzo Moretti di Patrica (FR), ma anche alle proposte di carattere paesaggistico per luoghi di incontro e convivialità, spesso legati al culto o alle tradizioni locali, come il Parco della Rimembranza di Acuto (FR).

COMUNI COINVOLTI

Provincia di Rieti

Rocca Sinibalda

Casperia

Configni

Montenero Sabino

Poggio Catino

Tarano

Monteleone Sabino

Orvinio

Varco Sabino

Concerviano

Collevecchio

Posta

Roccantica

Torricella in Sabina

Provincia di Roma

Percile

Arsoli

Pisoniano

Moricone

Nemi

Riofreddo

Vivaro Romano

Civitella San Paolo

Montorio Romano

Provincia di Viterbo

Bassano Romano

Oriolo Romano

Onano

Latera

Bassano in Teverina

Carbognano

Gradoli

Villa San Giovanni in Tuscia

Valentano

Farnese

Ischia di Castro

Vasanello

Provincia di Frosinone

Castelnuovo Parano

Acuto

Pastena

Pico

Colfelice

Pignataro Interamna

Rocca d'Arce

Alvito

Coreno Ausonio

Posta Fibreno

San Giovanni Incarico

Patrica

Provincia di Latina

Bassiano

Norma

Maenza

5 novembre 2019

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Green, la Festa dell'Uva di Sgurgola

legambienteLazio 350quLa Festa dell'Uva di Sgurgola (FR) – quando la tradizione “Alleva la Speranza”.

La tradizionale Festa dell'Uva di Sgurgola, giunta quest'anno alla 66° edizione, si svolgerà durante l’ultimo fine settimana di settembre. Organizzata dalla Pro Loco di Sgurgola con una grande attenzione per minimizzarne l’impatto ecologico, l’edizione 2019 sarà la prima Festa dell’Uva Plastic Free. Il Circolo Legambiente Anagni ha accolto con grande piacere l'invito a partecipare e con la sua presenza darà pieno sostegno a questa iniziativa


“Salvaguardare le tradizioni pensando anche al futuro, questo il nostro obiettivo”, dichiarano Rita Ambrosino e Olga Kozárová, responsabili del Circolo Legambiente Anagni. “Sappiamo bene che l’uso sproporzionato di plastica monouso ha un impatto devastante sull'ambiente e sulla salute degli esseri viventi. Non possiamo più permetterci l’usa e getta! Crediamo che una Festa tradizionale diventi un ottimo momento per dare a tutti i numerosi partecipanti uno spunto ed un segnale di cambiamento. Tutte le fraschette e i punti di ristoro nei tre giorni della Festa useranno stoviglie compostabili per dare una svolta alle “brutte” abitudini dei nostri tempi”. Nello stand allestito dai volontari del Circolo Legambiente i visitatori troveranno anche informazioni utili sull’uso della plastica nella vita quotidiana e potranno acquisire utili consigli per ridurne l’impiego.

La Festa dell'Uva a Sgurgola è un momento di gioia, condivisione e celebrazione delle tradizioni legate alla vita dei contadini. Durante queste giornate si respira l'amore per il paese fondato sul rispetto per il suo passato, indissolubilmente legato alla lavorazione della terra.
“Il nostro pensiero va anche agli agricoltori che con fatica quotidiana e con mille difficoltà cercano di far rinascere la loro terra” – continuano Ambrosino e Kozárová – “pensando in particolare ai giovani contadini dei territori di Amatrice devastati dal terremoto del 2016, che Legambiente sostiene con il progetto Alleva la Speranza”.

Le imprese di allevamento e di trasformazione di prodotti di qualità che hanno deciso di continuare a vivere e resistere nei territori devastati dal sisma sono testimoni e presidi viventi della storia e le tradizioni di quei luoghi e hanno bisogno del sostegno di tutto il Paese.
Il Circolo di Anagni vuole contribuire fattivamente a “Alleva la Speranza” devolvendo il 75% del ricavato della vendita dei prodotti artigianali presenti nello stand durante la Festa. Borse, accessori e copertine creati a partire da materiali riciclati grazie alla fantasia e all’abilità manuale di chi crede che ci possa essere una nuova vita nel riutilizzare i materiali in successivi cicli produttivi, riducendo al massimo gli sprechi. Un bell’esempio di creatività circolare!

E non finisce qui… i ragazzi della Pro Loco Sgurgola hanno deciso di aderire alla campagna per aiutare i polmoni del nostro pianeta a respirare promossa da Treedom, l’unica piattaforma web al mondo che permette di piantare un albero a distanza e seguirlo online, così hanno inserito fra i premi della tradizionale lotteria un “Albero Treedom”, in questo modo anche con l’acquisto di un solo biglietto della lotteria si potrà dare un ulteriore aiuto all'ambiente.
Insomma, sarà una festa green che festeggiando e onorando il passato, abbraccia il futuro.

 

22.09.2019

 

 

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Aquino. Conclusa la 46ª Festa dei Comunisti

  • Pubblicato in Partiti

Bandiera pci 350 260Chiusura della Festa dei Comunisti ad Aquino. L'intervento conclusivo di Giacomo De Angelis coordinatore della segreteria nazionale del PCI.

Aquino (FR). 46esima Festa dei Comunisti. De Angelis: caduta Governo fallimento Lega e M5S. Non credibile il PD. Partire dai problemi concreti, creare un Fronte alternativo a partire dai Comunisti.
La Piazza San Tommaso d’Aquino, è affollatissima. Pieni tutti i posti, centinaia, che l’organizzazione ha predisposto per accogliere i cittadini. Il caldo torrido non ha fermato, forse ha rallentato l’afflusso, che alle 21.00 circa, ha visto guadagnare il palco da parte dei tre esponenti comunisti che di lì a poco avrebbero preso la parola. Il segretario regionale del PCI, Oreste della Posta, ringrazia le centinaia di cittadini intervenuti, ricorda “che questa Festa, così come tante altre che si stanno svolgendo in Italia, non solo invita alla unità nella diversità dei comunisti e di un fronte di sinistra, ma concretamente, si è misurata con problemi concreti quotidiani. Infatti – aggiunge il segretario comunista – che i due incontri, dei giorni precedenti, che hanno visto la partecipazione di compagni e cittadini a confrontarsi con analisi e proposte, sono stati sulla questione dell’acqua pubblica, e sulla questione del lavoro.”. Il responsabile lavoro del PCI Lazio, Tiziano Ziroli, interviene dal palco e snocciola sia le situazioni di crisi drammatica, che i compiti che spettano ai comunisti in questa fase. “La vertenza frusinate, con un altro appuntamento di lotta lunedi 12 mattina presso la Prefettura di Frosinone; le fabbriche e i luoghi di lavoro che chiudono e mettono operai, persone, in mezza alla strada, come è l’ultima vicenda di Mercatone, 200 lavoratori nel Lazio; la vicenda ambientale, come la questione del risanamento della Valle del Sacco; - spiega Ziroli – sono tutte situazioni collegate alla assenza della capacità di Governo, nazionale e regionale di dare puntuali risposte alla situazione drammatica delle famiglie, che così non hanno alcuna entrata, pur dovendo provvedere al cibo quotidiano, al ricorso alle cure mediche, al sostegno dei figli a scuola, al pagamento di bollette e affitti”. “Il Governo, questo governo Lega Cinquestelle, tra pochissimo non ci sarà più. – esordisce intervenendo Giacomo De Angelis, coordinatore nazionale della Segreteria del PCI – I danni con cui ha disseminato il proprio percorso sono sotto gli occhi di tutti. Non occorre alcun pregiudizio politico, basta guardare le scelte compiute e i risultati acquisiti per vedere che nessun provvedimento ha bloccato l’esodo di circa 300.000 giovani italiani che hanno migrato da sud verso nord, e dall’Italia verso l’Europa e verso altre nazioni nel mondo costretti a cercare una minima risposta che qui non si è stati capaci di creare. Non solo – aggiunge De Angelis – come giustamente denunciava il compagno Ziroli, l’assenza di un Piano industriale, l’assenza di una politica agricola, la fuga dai temi di responsabilità, basti pensare alla montagna di soldi buttati sulla Tav, mentre si poteva con quello stesso denaro dare una svolta alle infrastrutture dei trasporti, specialmente ferroviari, specialmente nel centrosud Italia, sono tutti esempi concreti dei danni compiuti da questo Governo. Noi crediamo che la scelta a servizio del capitale e dei potentati da parte della Lega sia chiaro ed evidente; come è altrettanto chiaro, come avevamo denunciato alla nascita, che i cinquestelle ci hanno fatto assistere, e si sono fatti stritolare, nel gioco dei debuttanti allo sbaraglio. Purtroppo – nota il dirigente comunista – per noi non è una soddisfazione, perché a pagarne le spese, le conseguenze drammatiche sono i ceti popolari, i lavoratori, la parte più debole della società. Di cosa ci ha voluto parlare quotidianamente, per distoglierci dalle cose importanti, questo governo? Dell’invasione degli immigrati: che non c’è nei numeri, che non c’è perché la stragrande maggioranza di coloro che approdano comunque proseguono e non si fermano in Italia. Questa distrazione, in verità nasconde il fallimento delle politiche economiche e di bilancio che assaltano il welfare, che quindi discriminano i più deboli. Scelte che sono contro l’ambiente e contro il futuro del Paese. Purtroppo non si può pensare, da parte di nessun ingenuo che questo sia nato da solo: è colpa anche degli errori del centrosinistra. Ed oggi, è meno che mai credibile che la soluzione possa venire dal PD, per quanto si voglia sforzare, o imbastire una sorta di tematica di sinistra. La verità è di fronte a noi – indica De Angelis – questo PD propone le stesse misure, le stesse scelte di fondo che sono state la causa della situazione in cui siamo: Euro, Europa, Nato, assenza di politiche forti e innovative per uno sviluppo del Paese che crei lavoro vero, per tutti. Questa non credibilità della ricetta PD, al di là dei giochini che si faranno in queste settimane, e giorni e ore a venire, pone a noi comunisti, a tutti i comunisti, a tutta la sinistra di classe, l’obbligo di unirsi in un fronte grande, che abbia indirizzi popolari e di sinistra chiari, che mostri, come diceva il compagno Ziroli, che esiste per la parte debole della società italiana che non vuole arrendersi, una forza di riferimento. Qualcuno a cui rivolgersi sapendo che non sarà il solito gestore delle menzogne che con qualsiasi veste dice sempre che ci si penserà, che va tutto bene, e che tutto fa meno che occuparsi davvero dei più deboli. Tutto fa meno che indicare analisi e soluzioni. Ecco perché – conclude Giacomo De Angelis – queste nostre feste, questi momenti pubblici di confronto, noi li concepiamo come assemblee aperte a cui tutti voi, cari compagni e compagne, cari cittadini, siete chiamati a confrontarvi con le nostre analisi e verificare le nostre proposte. Gli altri non sono interessati, fuggono dalle nostre indicazioni, noi comunisti, invece, siamo qui che partiamo dai problemi della lavoro, dell’ambiente, del nuovo sviluppo da offrire al nostro Paese. Sosteneteci, aiutateci a dare vita a questo fronte largo perché la risposta o la offriamo noi comunisti o non verrà da altri.”

Comitato regionale del Lazio – Sezione di Aquino (FR) Comunicato, Frosinone, 12 agosto 2019

 

 

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Piglio. Undicesima festa del donatore di sangue

Antonio Tufi Giovanni Pizzale Antonio Fargnoli e il Sindaco Mario Felli 350 260 mindi Piero Ricci - Straordinaria giornata presso la cantina Noro, adiacente il castello Antiochia, in occasione della undicesima festa del donatore, organizzata dall'Associazione donatori di sangue di Piglio. Fratellanza e cordialità hanno reso unica questa giornata che vuole ringraziare tutti i donatori (trecento) che da anni donano il loro sangue.

Presente il Sindaco di Piglio l'avvocato Mario Felli, il Presidente dell'associazione Giovanni Pizzale, Antonio Tufi membro dell'A.D.V.S.O.P.B.G (Associazione donatori volontari sangue ospedale pediatrico Bambino Gesù) il dott. Antonio Fargnoli che ha impreziosito l'evento con le sue poesie in dialetto, anticipate da un ringraziamento a tutti i donatori con grande passione e umiltà. Cosa dire di questi donatori se non ringraziarli pubblicamente, sperando che siano sempre più numerosi, in quanto il sangue è preziosissimo ma minore però rispetto le richieste nel nostro paese.

Personalmente voglio ringraziare la famiglia Noro per la simpatia, l'operosità e la generosità che da sempre la distinque, per gli ottimi cibi cucinati con cura e i vini di loro produzione, nelle persone di Giulio Antonucci, coordinatore della cucina, e Francesco Noro.
Piglio, un paese degno di molta considerazione se visto per queste manifestazioni di solidarietà e di grandi passioni.
L'augurio che mi sento di fare all'Associazione donatori di sangue è di crescere di numero, avvicinando sopratutto i giovani a così alti e nobili gesti.

 

 

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Globo Sora, la grande festa con i tifosi

GloboSora Squadra e tifosi 350 260 mindi Roberta Velocci, Ufficio Stampa - Nella stupenda cornice dell'Oktoberfest Ciociaro, gremito in ogni ordine di posto, si è tenuta la presentazione ufficiale della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora. Tra un “Prosit!” e l'altro tutti i giocatori sono saliti sul palco e si sono mostrati al pubblico presente, lanciando anche durante la serata due contest che hanno messo in palio tra i presenti numerose maglie ufficiali da gara della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora. Prima però hanno gustato un’ottima cena scelta tra le tantissime alternative che il menù del signor Michelino Tatangelo propone.

Ad aprire le danze “Mister 508 punti”, Dusan Petkovic, capitano della formazione di patron Giannetti, premiato dalla Lega Pallavolo Serie A come miglior realizzatore e miglior attacco della passata stagione, al suo secondo anno in maglia bianconera. A seguire il veterano Federico Marrazzo, romano di nascita ma sorano di adozione: veste i colori bianconeri dalla stagione durante la quale l'Argos Volley ha conquistato la promozione nell'Olimpo del Volley. Accanto all'altro palleggiatore e nuovo acquisto, Michal Kedzierski. Conferme di spessore anche nel reparto offensivo della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora. A vestire ancora la maglia del Sora, gli schiacciatori Nielsen Rasmus Breuning e Kupono Fey, ma anche Mattia Farina, giovane sorano ex cestita, scoperto da coach Barbiero durante l'Oasi dei Sapori Volley Cup 2017, torneo fiore all'occhiello dell'Argos Volley. Nuovi acquisti del settore poi, Joao Rafael De Barros Ferreira, Willian Bermudez e Karol Rawiak. Altra gradita conferma, ma questa volta tra i centrali, quella di Edoardo Caneschi, anche lui al secondo anno alla corte di coach Barbiero. A completare il reparto ci sono due nuovi arrivi: Davide Esposito e Gabriele Di Martino, rispettivamente dal Brescia e dal Piacenza. A chiudere la presentazione della rosa i guardiani della seconda linea, Federico Bonami e Pierpaolo Mauti. Per Federico questa è la seconda esperienza in bianconero dopo quella della stagione 2013-2014. Mauti invece, sorano DOC, cresciuto nel vivaio bianconero, prima come schiacciatore-ricevitore poi come libero, è ormai una certezza per la società.

Dopo la rosa è arrivato il momento dello staff tecnico, composto dall'head coach Mario Barbiero, dal vice Maurizio Colucci, dallo Scout Man Stefano Frasca e dal Video Man Franco Vicini, a cui è seguito lo staff medico con il dottor Elvio Quaglieri, l'ortopedico Raffaele Cortina, i fisioterapisti Luigi Duro ed Antonio Ludovici e il preparatore atletico Giacomo Paone. Poi sul palco anche tutti i componenti dello staff dirigenziale dell'Argos Volley. A chiudere la presentazione ci hanno pensato il General Manager Adi Lami, il presidente Enrico Vicini, il vicepresidente Ubaldo Carnevalle e il Patron Gino Giannetti che ha dichiarato: “Siamo molto contenti di aver avuto l'opportunità di fare la presentazione ufficiale della Globo Banca Popolare del Frusinate Sora presso questa manifestazione. Ringrazio quindi, quanti ce l'hanno permesso perché per noi è stato veramente importante. Quest'anno ci aspetta un campionato più difficile dei precedenti, visto che sono tornate in vigore le retrocessioni, e partire col piglio giusto è molto importante. Questa cornice di pubblico quindi, non può che aiutare. Siamo riusciti a mettere su la squadra migliore che potevamo, con quelle che erano le nostre potenzialità, e di questo siamo molto fieri. Ne approfitto per invitare tutti nella nostra nuova casa, il PalaCoccia di Veroli, ad assistere al primo torneo ufficiale, il Memorial Nonno Gino, nelle giornate di sabato 29 e domenica 30 settembre, vi assicuro che ne varrà la pena”"

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La Festa della Liberazione a Cassino

Cassino 29apr18 mindi Romeo Fionda - A Cassino, il 29 aprile 2018, in piazza De Gasperi davanti al Monumento dei Caduti, ci siamo ritrovati in tanti, compresa l’On. Ilaria Fontana, per ricordare e commemorare non solo il 25 aprile ovvero la Festa della Liberazione, ma anche Cassino città della Pace, con la deposizione di una corona di fiori al cippo "Cassino ai suoi caduti da parte del Presidente provinciale dell’ANPI e del Sindaco della nostra città Carlo Maria D’Alessandro.
Con la partecipazione di tanta gente ci siamo incamminati verso l’ex Campo Boario, l’odierno parco B. Powell. La scelta non è stata casuale, ma fortemente ragionata perché luogo forte e simbolico del cassinate che, in un’economia essenzialmente agricola, aveva un ruolo centrale di scambio e compravendita, ma anche di aggregazione.

Qui si è svolta la Festa, perché di una festa si trattava, una Festa resa possibile dalla fine del nazifascismo e dai 70 anni dell’entrata in vigore della sua nostra Costituzione.
Il programma della giornata si è articolato su tre aspetti fondamentali della nostra Carta costituzionale: integrazione,  solidarietà, cultura e la libertà. Temi ripresi senza retorica da tutti gli intervenuti: studenti, Comunità Africane, rappresentanti dell’ANPI a cui si è aggiunto il prezioso contributo di Alberto Simone e di Paola Caramadre. Non è mancata la musica dal vivo, organizzata e coordinata da Emiliano Lanni.
Questa giornata è stata l’occasione anche per la presentazione del libro di Angelino Loffredi e di Lucia Fabi “L’infanzia salvata” dedicato alle donne e agli uomini conosciuti o rimasti anonimi che in difficili ed avverse condizioni realizzarono una solidarietà fra famiglie e popolazioni del Nord e Sud Italia.

Ricordare questa bella pagina di solidarietà e di fratellanza ci è sembrato il modo migliore per dare una sostanza alle parole che molte volte suonano vuote. Cito, affinché restino impresse anche nella memoria di chi non c’era, solo una piccola parte del libro quando parla del V Congresso del PCI, il primo dopo la fine della guerra…
”Già durante la discussione pomeridiana del 31 gennaio i delegati delle federazioni di Pavia, Imperia e Mantova annunciano la disponibilità ad ospitare i bimbi del cassinate. Il clima è tanto appassionato e interessato che il segretario della sezione di Cassino, il ferroviere Giovanni Gallozzi, sente il dovere di salire sulla tribuna del congresso per ringraziare tutti i delegati per questa grande generosità.Anpi_Comune-Cassino
In seguito a questo clima solidale, ”l’Unità” del 2 gennaio del 1946 scriverà che questo è stato il regalo per il nuovo anno. L’attenzione attorno alla città più distrutta d’Italia rimane costante, pertanto il 5 gennaio il congresso nomina una delegazione per andare il giorno successivo a Cassino per portare aiuti, discutere e prendere impegni.

Ne fanno parte Teresa Noce ( Estella), Secondo Pessi del CLN della Liguria, Renzo Silvestri della federazione di Frosinone. Il giorno dopo a Cassino la delegazione arriva con una autocolonna di soccorsi della Rai per consegnare pacchi viveri, medicinali, chinino, 100.000 lire, e davanti al sindaco della città, Gaetano Di Biasio, e a tante mamme, in un’atmosfera di commosso e incredulo silenzio, la delegazione prende l’impegno di far ospitare i bambini della zona da famiglie del Nord e di inviare ogni mese 150 pacchi. … In serata la delegazione ritorna a Roma e quando i lavori congressuali stanno per terminare Teresa Noce sale sulla tribuna e descrive la desolazione incontrata. Parla emozionata e commuove tutti i presenti: «Bisognava vedere le madri ringraziarci con le lacrime agli occhi per l’offerta di condurre i loro bambini fuori dall’inferno in cui vivono. Bisognava vedere i loro volti emaciati dalla febbre e dalla malaria che ha colpito tutti: uomini e donne, vecchi, bambini, giovani e ragazzi.”
L’aiuto ai bambini di Cassino, così come a quello delle popolazioni meridionali, non è stato solo un umano gesto di fraterna solidarietà, ma un ciclone emotivo, un atto di forza e di coraggio e forse quello che più disturbava i chierici era il coraggio.
Se la storia non è solo una memoria. Ma è bensì una ricerca, anche di consapevolezza e di pace. Non possiamo dimenticare. Vogliamo accendere un lume, come Picasso in Guernica.

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