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Mercato Ceccano. Finalmente incontro con SubCommissaria Galella

Comitato Spontaneo Cittadino

ceccano palazzo antonelli 350 253Un nutrita Delegazione del Comitato Spontaneo Cittadino è stata ricevuta dalla Sub commissaria, dottoressa Stefania Galella, per discutere la nuova sistemazione del mercato settimanale del mercoledì. La dottoressa Galella ha partecipato all’incontro sostenuta dal parere tecnico di VV.UU e di funzionari dell’Ufficio Tecnico. A dimostrazione del rispetto verso i suoi interlocutori ha voluto anche che la Segretaria generale dottoressa Tanzi riportasse in verbale le nostre posizioni e le nostre proposte.

L’incontro, avvenuto all’indomani della nuova sistemazione del mercato, ha permesso di evidenziare minuziosamente gli aspetti critici conseguenti tale scelta: mantenimento dei pericoli (inaccessibilità dei VV.FF) anche se è stata riconosciuta per tutta la durata del mercato la presenza fissa di un’Autoambulanza; circolazione automobilistica caotica, disagi per gli scolari che dovevano raggiungere la scuola, per gli anziani ed i malati che dovevano raggiungere gli ambulatori medici; penalizzazione per gli stessi utenti del mercato privi di parcheggi di supporto, irrazionale distribuzione delle categorie ambulanti, sistemate a “spezzatino“.

La nuova sistemazione si è dimostrata peggiore della precedente.
Inoltre meritano essere ipotizzati nella catastrofica giornata i danni economici procurati sia agli ambulanti che agli stessi esercenti fissi operativi sulle strade occupate dalle bancarelle.

La nostra Delegazione non si è limitata solamente a mettere in discussione la mancanza di una ragione, di una motivazione della Delibera 141/2017 e di tutte le criticità conseguenti emerse da ieri ma ha illustrato anche una proposta: passare dalla frammentarietà e dallo “spezzatino” alla unificazione del mercato in una area pianeggiante, su un terreno scorrevole, a misura di chi lo frequenta (i parcheggi a ridosso della ex Pretura potrebbero permetterlo), ripristinando i 150 posti macchina persi, evitando una circolazione caotica, incomprensibile e sotto certi aspetti pericolosa.

La Subcommissaria dopo aver attentamente ascoltato le nostre posizioni ha concluso l’incontro ricordando che l’attuale sistemazione del mercato è provvisoria e che le nostre posizioni sarebbero state doverosamente esaminate.

Ceccano 27 Febbraio 2020

 

Il mercato di Ceccano

 

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Frosinone, arriva finalmente il primo cin-cin esterno

Beghetto gioisce con Maiello 350 mindi Tommaso Cappella - Dopo l’immeritata eliminazione dalla Tim Cup per mano del Parma, ci si aspettava un pronto riscatto da parte del Frosinone, impegnato nella insidiosa trasferta di Castellammare contro la Juve Stabia, e così è stato. I giallazzurri centrano finalmente la prima vittoria esterna di questo campionato di serie B, fanno un ulteriore passo verso un posto nei playoff e avvicinano addirittura la promozione diretta. Di contro i campani restano nei bassifondi della classifica e devono ancora lottare molto per sperare nella salvezza. Una gara che ha visto la squadra di Nesta trovare subito il gol, mancarne altri in modo clamoroso e portare però meritatamente a casa i tre punti.

Ottimo l’approccio alla gara da parte del Frosinone. Dopo un gran tiro di Calò al 4’ respinto alla grande da Bardi, sono i giallazzurri a passare al 10’. Batte un angolo Maiello verso l’accorrente Beghetto il quale entra in area e lascia partire un forte tiro che piega le mani a Russo. Un minuto dopo Dionisi elude il fuorigioco, si presenta solo davanti all’estremo difensore dei padroni di casa ma alza troppo il pallonetto. Al 16’ è ancora Dionisi che approfitta di un errore di Ricci e tira a botta sicura, questa volta Russo si supera. In chiusura di tempo occasione per la Juve Stabia di pareggiare, ma il sinistro da fuori di Ricci trova ancora Bardi, con un gran volo, alla respinta in angolo. Nella ripresa al 10’ Dionisi effettua una giocata di fino e tira a giro ma la palla si stampa sul palo. La Juve Stabia non riesce a reagire. Si affida alle giocata “sporche”, alle palle inattive e magari a qualche errore della difesa giallazzurra per sperare nel pareggio. E invece è il Frosinone a rendersi pericoloso in contropiede. Prima Novakovic viene “stoppato” in angolo da Vitiello e poi Ciano coglie in pieno la traversa. Proprio quest’ultimo, in pieno recupero, imbecca in piena area l’americano che viene atterrato da Russo. Il susseguente calcio di rigore viene trasformato dall’attaccante mancino per lo 0-2 finale.

Ed ora per Brighenti e compagni ci sarà il match interno con il Pescara che, in questo turno, ha pareggiato 2-2 tra le mura miche con il Venezia. E’ chiaro che i tre punti non devono sfuggire perché la rincorsa verso i playoff e, perché no, magari anche la promozione diretta è alla portata dei ragazzi di Nesta. E questo Frosinone, soprattutto con il sostegno e il calore dei suoi meravigliosi tifosi, presenti in massa anche a Castellamare di Stabia, nonostante l’avvio di campionato non proprio all’altezza, ha tutte le carte in regola per centrare questo obiettivo.

 

*Giornalista volontario in pensione

 

 

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Sacco inquinato. Finalmente il primo colpevole

schiuma nel Sacco 350da Lagambiente Lazio - Individuata e sequestrata azienda responsabile dell’inquinamento nel fiume Sacco con le schiume nello scorso novembre

Secondo quanto emerso dalla nota stampa divulgata questa mattina da Arpa Lazio (Agenzia regionale di protezione ambientale della Regione Lazio) il Comando dei Carabinieri forestali di Frosinone avrebbe sequestrato un’azienda di Patrica (FR), individuata come responsabile dell’inquinamento del fiume Sacco, corso d’acqua ricoperto per centinaia di metri da schiuma fitta tra il 24 e il 30 novembre 2018. Legambiente, fra quanti avevano raccontato l’annosa vicenda e inviato dettagliato esposto all’autorità giudiziaria, ringrazia quanti hanno potuto far emergere le responsabilità di quel disastro.

“Vogliamo ringraziare le autorità competenti, i Carabinieri Forestali e Arpa Lazio per aver analizzato lo stato dell’acqua elegambienteLazio 350qu portato all’individuazione dei responsabili di una delle vicende più brutte del territorio -commenta Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio-. In quelle mattine di novembre abbiamo visto scene assurde di inquinamento che non devono ripetersi mai più. Il fiume Sacco è stato devastato negli anni dalla chimica e dalle illegalità con le quali venivano sversati i reflui industriali, ora emergono di nuovo tubature che bypassano i depuratori, sostanze chimiche di ogni genere sversate mentre il fiume ha bisogno solo di bonifica e risanamento ambientale attraverso l’attuazione del contratto di fiume e degli accordi del SIN (sito di interesse nazionale) per la bonifica”.

Da quanto emerso, tensioattivi, dilimonele, eucaliptolo, cinele, levomentolo sono le sostanze trovate in quei giorni nel fiume e nell’azienda poi sequestrata.

 

*Ufficio Stampa Legambiente Lazio

 

 

Il comunicato integrale dei Carabinieri

 I Carabinieri hanno diffuso un comunicato stampa per fare il punto della situazione ed evitare false attribuzioni di merito nella vicenda. (da pietroalviti.com)

“Nella giornata di ieri il Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.) del Gruppo Carabinieri Forestale di Frosinone e la Polizia Provinciale di Frosinone, hanno eseguito un decreto, emesso dal GIP del Tribunale di Frosinone su richiesta della Procura presso il Tribunale di Frosinone, che dispone il sequestro dell’impianto di una nota società sita in Patrica, autorizzata al trattamento di rifiuti liquidi pericolosi e non pericolosi, per i reati di inquinamento ambientale, violazione di prescrizioni contenute nell’autorizzazione integrata ambientale e impedimento al controllo. L’indagine nasce a seguito dei funesti eventi d’inquinamento del Fiume Sacco, per scarichi anomali contenenti sostanze inquinanti accaduti nel novembre 2018, che tanto hanno allarmato la popolazione. Come noto, in data 24 novembre scorso e nella notte tra il 29 e il 30 novembre si sono verificati nel fiume Sacco sversamenti di sostanze che hanno dato origine a ingenti fenomeni schiumosi, rilevati nel centro abitato del Comune di Ceccano.

Il fiume Sacco era completamente ricoperto da una fitta coltre di schiuma bianca, lungo un percorso di centinaia di metri. Dalle prime indagini effettuate con l’ausilio dell’ARPA ed in particolare dai dati analitici trasmessi dai laboratori dell’Agenzia, è stato possibile individuare le sostanze contenute nelle schiume, e in particolare si è constatata la presenza di elevate concentrazioni di tensioattivi, elementi che possono determinare la formazione di schiume. In particolare Arpa Lazio ha rilevato la presenza di Alchilbenzensolfonati (LAS) e Alcansolfati (AS), per la categoria dei tensioattivi anionici, e Alcolietossilati (PEG) per la categoria dei tensioattivi non ionici. Non solo, Arpa Lazio, mediante approfondite analisi, è riuscita a verificare la presenza anche di altre sostanze, ovvero: Dilimonele, Eucaliptolo, Cjnele, Levomentolo. I risultati delle analisi di Arpa Lazio hanno consentito di risalire all’impianto oggetto del sequestro. Infatti analoghe analisi sono state effettuate sui reflui dell’azienda, nei quali sono stati riscontrati gli elementi rilevati sulle schiume presenti sul fiume Sacco.L’intero impianto, dunque, è stato ispezionato dal NIPAAF e dalla Polizia Provinciale, unitamente a tecnici Arpa Lazio. All’esito dell’ispezione, sono state rilevate numerose violazioni alle prescrizioni contenute nell’AIA. Violazioni non solo formali ma, come sottolineato dai tecnici Arpa Lazio, tali che potevano consentire all’impianto di poter scaricare reflui nelle condutture fognarie senza un trattamento. In particolare, sottolineano i tecnici dell’Agenzia, le violazioni di fatto non consentono di verificare né i quantitativi di rifiuti inviati a trattamento, né i quantitativi di acque reflue in uscita dall’unità di trattamento biologico, anche grazie all’assenza di un non corretto funzionamento dei contatori volumetrici/misuratori di portata previsti ai fini della tracciabilità dei rifiuti gestiti. A ciò si aggiunga che i controlli hanno altresì accertato la presenza di un bypass, che consentiva l’immissione di reflui liquidi non trattati direttamente nella conduttura ASI (bypass che è stato già oggetto di sequestro) nonché il rinvenimento di una tubazione “volante”, cioè non collegata stabilmente all’impianto, depositata sul suolo e collegata nella vasca di raccolta delle acque di piazzale (cd “di prima pioggia”) con la presenza di una pompa.

Ciò consentiva alla società di applicare prezzi estremamente vantaggiosi per lo smaltimento dei rifiuti liquidi. Inoltre si è verificato la presenza sui piazzali di sversamenti di acque industriali, colaticci e fanghi che confluiscono nella rete preposta alla raccolta delle acque meteoriche, per poi essere direttamente recapitate tramite condutture al fiume Sacco. Proprio in relazione alle attività esercitate sul piazzale Arpa Lazio sottolinea come tale rete non colletti acque meteoriche, come prescritto, nonché al reato di impedimento al controllo e di violazione delle prescrizioni contenute nell’AIA. Per impedire ulteriori sversamenti, l’impianto è stato sottoposto a sequestro mediante l’esecuzione del relativo decreto emanato dal GIP di Frosinone. L’azione dell’A.G. e della P.G. non si ferma all’odierno sequestro, nella consapevolezza che sono possibili altri sversamenti inquinanti. Continueranno dunque i controlli lungo il fiume Sacco da parte del Gruppo Carabinieri Forestale di Frosinone e della Polizia Provinciale di Frosinone, con una intesa attività di monitoraggio degli scarichi e degli sversamenti di reflui su tutto il corso del fiume ricadente nel territorio della Provincia di Frosinone, finalizzata alla prevenzione e repressione dei reati ambientali.”

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Chi inquina? Finalmente il processo Valle del Sacco

Sacco liquami 440 minIeri ha preso il via, dopo 9 anni dalla sua istruzione, presso il Tribunale di Velletri il Processo contro gli inquinatori della Valle del Sacco. Le prime notize del dibattimento le leggiamo sul giornale online dei Monti Prenestini (https://montiprenestini.info) e riportiamo, qui, integralmente la sua cronaca pubblicata ieri 20 maggio 2018.

«Processo fiume Sacco, la verità sulla contaminazione
“La diffusione dei contaminanti non ha avuto un’unica origine- ha dichiarato la teste- e, alla luce della mappatura analitica dell’Arpa Lazio, sappiamo che esistevano sedimenti di betaesaclorocicloesano a monte dell’immissione del fosso Cupo nel fiume Sacco”. Il Sacco e’ stato contaminato, dunque, ma, secondo la consulente di parte, “le acque bianche non sono state il vettore di tale contaminazione” e “le quantita’ di sostanze contaminanti presenti non eccedevano i limiti che- ha aggiunto- avrebbero dovuto essere applicati”, cioe’ “quelli previsti dalla normativa vigente per gli scarichi di reflui”.»

«L’Arpa, avrebbe “utilizzato i limiti piu’ restrittivi relativi ai corpi idrici superficiali significativi, non applicabili alle acque bianche- ha sostenuto la teste in aula- ma le motivazioni tecniche non sono sufficienti ad argomentare questa adozione”.
Esisterebbero poi, ha aggiunto Pellegrini interrogata dagli avvocati, “incongruenze rispetto alla verbalizzazione dei campionamenti”, oltre alla “non completa disponibilita’ della documentazione”.
Al controesame della relazione, pero’, l’avvocato di parte civile, Vittorina Teofilatto, ha contestato la tesi esposta da Pellegrini riportando i dati dei campionamenti sui sedimenti presenti nelle condutture interrate, contenuti in una delle relazioni Arpa che la teste ha dichiarato di non ricordare, “in cui i valori di beta-HCH risultano essere superiori del 100mila%, cosi’ come risultano dati altissimi di microgrammi di beta-HCH
per litro nelle acque delle condotte e per chilo nei sedimenti.
Come si spiegherebbe una percentuale cosi’ alta nei sedimenti dei collettori?”. E “da quale punto”, tecnicamente, “sarebbe partita la contaminazione da beta-HCH”, ha aggiunto l’avvocato di parte civile Massimo Guadagno, se e’ vero che a Valmontone, prima che il Sacco giunga nel territorio di Colleferro, “gli accertamenti hanno dato esito negativo?”. Domande a cui la teste ha risposto rimandando agli esiti di un’indagine sui sedimenti che sara’ depositata, con un’ulteriore consulenza di parte, nel corso delle prossime udienze.
Il processo proseguira’ con gli esami degli imputati, la discussione del pubblico ministero e delle parti civili.
L’avvocato Teofilatto ha depositato agli atti la relazione Arpa datata 21 ottobre 2006. La prossima udienza e’ fissata per il 24 giugno.»

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Valle del Sacco: parte il processo, finalmente

inquinamento del sacco pompeo ordina piu controlli e convo 350 260 minda Re.Tu.Va.Sa. - Una storia travagliata quella della Valle del Sacco, il processo per reati ambientali non poteva essere da meno. Aperto il procedimento presso il Tribunale di Velletri nel 2010, si è riusciti, dopo vari rinvii a giudizio, verifica in Corte Costituzionale per alcuni articoli di Legge sulle prescrizioni, lento riavvio del dibattimento, calendarizzazione delle udienze, ad avviarsi solo in questo anno verso la definizione del primo grado di giudizio.

Ora non ci sono più eccezioni possibili, gli imputati hanno giocato tutte le carte che la giustizia mette a loro disposizione comprese le ostruzioni di rito, ora devono andare a giudizio.

La prossima udienza si terrà il 20 Maggio 2019 per esame imputati e controesame dei periti degli imputati, ai quali è stato consentito di depositare svariati documenti. Ci rammarichiamo che non sia stato finora permesso alle parti civili di depositare alcuni importanti documenti aggiuntivi.

Il 24 Giugno 2019 avrà luogo la discussione del P.M. e delle parti civili. Allo stato non è stata fissata l'udienza per la discussione degli imputati.

Siamo coscienti che questo processo, come tanti altri processi ambientali in Italia, non riuscirà purtroppo a sopravvivere ai tre gradi di giudizio. Ci auguriamo che venga almeno riconosciuto un risarcimento a chi ha subito danni dalla devastazione di un intero territorio.

Invitiamo i media a seguire presso il Tribunale di Velletri le udienze conclusive per riportarne gli esiti ed eventualmente raccontare le difficoltà dei cittadini che vivono in luoghi distrutti da gestioni imprenditoriali prive di scrupoli.

Valle del Sacco, 14.05.19

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Il Frosinone sfata finalmente il tabù “Stirpe”

GioiaPinamontidopogol 350 260 minTommaso Cappella* - Parma battuto. Finalmente sfatato il tabù “Benito Stirpe” in questo campionato di serie A. Dopo aver perso in modo alquanto sfortunato con la Spal, è toccato al Parma, nella seconda gara interna di fila, regalare al Frosinone la prima vittoria tra le mura amiche. Un successo che lascia aperta una labile speranza di salvezza ad una squadra condannata comunque, anche se non matematicamente, al ritorno, dopo una sola stagione, tra i cadetti. Una vittoria figlia di quella voglia di dimostrare che i giallazzurri avrebbero meritato questa categoria. A questo punto è il caso di continuare ad onorare al massimo e fino alla fine questo torneo e magari cominciare a pensare su come programmare il prossimo in cadetteria. Resta solo il rammarico e qualche rimpianto di aver gettato al vento la prima parte di stagione con una campagna acquisti sbagliata e, quando si è cercato di porre rimedio, forse è stato troppo tardi. Dispiace solo per i meravigliosi tifosi giallazzurri che non hanno fatto mai mancare il loro apporto nonostante le pochissime gioie ricevute dai propri beniamini.

Parte forte il Frosinone e al 12' passa. Beghetto contende una palla agli avversari, si sovrappone Valzania che crossa, liscia Trotta, ma non Pinamonti che insacca. Al 17' Ciano si procura un calcio di punizione che egli stesso tira, ma la palla fa la barba al palo. Un minuto dopo il Parma pareggia con Barillà che devia in rete davanti a Sportiello su tiro di Gagliolo. Il Frosinone si rimette a giocare e pressa gli avversari che, seppure a fatica, si difendono con le unghie e con i denti. Poco prima del riposo è ancora Pinamonti a colpire in pieno la traversa con un gran tiro dal limite. Ma ci pensa Valzania con un eurogol all'incrocio dei pali a dare il nuovo e meritato vantaggio ai giallazzurri. Nella ripresa al 10' batte una punizione Ciano e Salamon, appostato sul secondo palo, si divora il terzo gol. E così, un minuto dopo, Sammarco atterra in area Siligardi, è rigore che il neo entrato Ceravolo trasforma. Il Frosinone le prova tutte per cercare di nuovo il vantaggio e il primo successo in casa. E la vittoria arriva in pieno recupero su calcio di rigore realizzato da Ciofani, il giocatore simbolo di questo Frosinone, e concesso per atterramento di Paganini in area da parte di Gobbi.Pinamont felice min

Ora la squadra di Baroni è attesa dalla trasferta del “Franchi” contro la Fiorentina, in programma domenica alle ore 12,30. Un impegno da affrontare con la consapevolezza che si ha tutto da guadagnare e nulla da perdere. E' chiaro che, come detto, la matematica ancora non condanna il Frosinone, anche se vi sono tante di quelle combinazioni che vedono coinvolte tante altre formazioni che sperare diventa veramente difficile, se non proibitivo. Ma bisogna farlo per crederci. Il tecnico giallazzurro continua a chiedere il massimo ai ragazzi proprio per arrivare a fine campionato in modo più dignitoso possibile. E poi chissà....

*giornalista volontario in pensione

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Frosinone, finalmente una vittoria da sballo

Ciano primo gol h260 mindi Tommaso Cappella* - Finalmente è arrivata la seconda vittoria (sempre in trasferta dopo quella colta a Ferrara contro la Spal) da parte del Frosinone. Passa al “Dall'Ara” contro un Bologna che non riesce quindi a fare il balzo verso la salvezza, come aveva chiesto alla viglia il tecnico Inzaghi. Di contro i giallazzurri di Baroni hanno finalmente mostrato qualcosa di bello e straordinario. E' chiaro che, nonostante siano arrivati i tre punti, deve proseguire quella spinta da parte di chi è abituato a soffrire e a credere nelle imprese, come hanno saputo fare tutti quei giocatori che hanno indossato la maglia giallazzurra in tutti questi anni. Contro il Bologna si poteva e si doveva osare di più dal momento che si trattava di uno scontro salvezza. E così è stato. Alla fine è venuta fuori una vittoria netta e larga alla quale sicuramente i giocatori in primis hanno creduto e alla fine sono stati premiati.

La gara del “Dall'Ara” ha visto in avvio un Bologna molto attivo. Al 5' Orsolini con un gran tiro al volo scalda i guantoni di Sportiello. Al 12' la svolta della gara. Mattiello interviene duro su Cassata e l'arbitro Banti lo espelle. Il Frosinone prende coraggio e al 18' passa in vantaggio. Azione di Cassata sulla sinistra che serve l'accorrente Beghetto, gran cross per l'inserimento di Ghiglione il quale di testa insacca. Il Bologna fa fatica a reagire e i giallazzurri, tre minuti dopo, raddoppiano. Grande apertura di Chibsah per Beghetto sulla sinistra, altro perfetto cross questa volta per Ciano che anticipa tutti e di sinistro mette in fondo al sacco.

Nella ripresa è ancora il Frosinone a dettare legge. Già al 6' arriva il tris con Pinamonti, al terzo centro stagionale, servito in modo magistrale da Cassata. Al 23' Ciano lanciato a rete viene anticipato dal portiere rossoblu. Ma, alla mezz'ora lo stesso Ciano approfitta di un'errata esecuzione di un calcio di punizione a centrocampo, va via in contropiede e fa poker. Per i padroni di casa solo un palo di Sansone allo scadere.

E adesso il Frosinone' atteso da quattro match da brividi contro Lazio in casa, Sampdoria e Juventus in trasferta e Roma di nuovo in casa. E' chiaro che ci si deve aspettare il massimo da parte dei giallazzurri, soprattutto per quel che concerne impegno e determinazione. E poi sarà il campo a decidere. E chissà che, anche con il pronostico sfavorevole, non venga fuori dal cilindro qualche bella e piacevole sorpresa. Sperare e avere fiducia non costa assolutamente nulla. Come è accaduto a Bologna.

*giornalista volontario in pensione

 

 

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Di nuovo finalmente in serie A.

Maiello Raffaele 350 260 mindi Tommaso Cappella* - Si arresta finalmente la maledizione che da due stagioni a questa parte perseguitava il Frosinone. Torna in serie A, dove era già stato nel campionato 2015-2016. Ad approdare nel massimo campionato sarà quindi la squadra di Moreno Longo. Dopo la sconfitta in rimonta per 2-1 nel match di andata disputato al 'Barbera, il Frosinone vince meritatamente per 2-0 grazie alle reti di Maiello e Ciano. Ad onor di cronaca occorre però dire che, al momento del raddoppio di Ciano, quando mancava un minuto e dieci secondi al termine, c'è la stata l'invasione di campo. Bisogna quindi attendere le decisioni del giudice sportivo, a meno che il signor La Penna non abbia ritenuto chiusa la gara dopo il raddoppio giallazzurro. E' da pensare che sia così perché il 2-0 era ormai acquisito. Il Palermo comunque ha presentato riserva scritta al direttore di gara.

Il Frosinone sul campo ha dimostrato di valere la serie A. Anche perché non bisogna dimenticare cosa è accaduto in questo biennio alla squadra del presidente Maurizio Stirpe. L'anno scorso ha lasciato la seconda posizione per un gol in meno segnato nello scontro diretto con l'Hellas Verona e poi eliminato in semifinale playoff dal Carpi. Quest'anno è toccato al Parma beneficiare della differenza gol nello scontro diretto dopo aver mancato la promozione diretta nel clamoroso pareggio interno con il Foggia ad un minuto dal termine. Proprio per questo la squadra di Moreno Longo ha meritato doppiamente di approdare in serie A per come hanno condotto le due stagioni sempre presenti nei quartieri alti della classifica.

Il match di ritorno contro il Palermo in un 'Benito Stirpe' stracolmo di tifo e passione, sin dalle prime battute promette emozioni, soprattutto colpi proibiti dall'una e dall'altra parte. L'arbitro La Penna ha il suo gran da fare ed è costretto ad estrarre qualche cartellino giallo. La prima occasione capita ai siciliani, ma il gran tiro angolato di Murawski trova Vigorito alla respinta. Si scuote il Frosinone e prende in mano le redini del gioco, ma pericoli veri e propri il Palermo non ne corre. Prima frazione che non regala altro. Nel corso della ripresa i giallazzurri ce la mettono tutta per vincere la gara e trovano il gol al 7' grazie ad una magistrale conclusione di Maiello. Il Palermo reagisce ma trova un muro invalicabile. Anzi, proprio in chiusura un gran contropiede consente a Camillo Ciano di raddoppiare per il suo 16° gol stagionale
Cosa dire ancora a questo punto e dopo questa impresa? Come sempre accade nel calcio, dopo i festeggiamenti occorre voltare pagina e ripartire dal torneo di serie A dove, come ha detto il presidente Stirpe a fine gara, il Frosinone deve puntare a restarci. E poi con una tifoseria che si ritrova tutto è possibile.

*giornalista volontario in pensione

 

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Sanità: finalmente un’area di discussione critica e propositiva

medici sanita 350 260di Angelino Loffredi - Dopo cinque documentate Note riguardanti la condizione sanitaria in Italia e in particolar modo in provincia di Frosinone apparse su giornale elettronico UNOeTRE.it, accompagnate dal silenzio di politici e uomini delle Istituzioni, finalmente si è aperta un’area di discussione critica e propositiva. Insomma, il muro del silenzio, del timore, della timidezza si è rotto, ora è necessario riprendere pazientemente i vari temi e i nuovi contributi che circolano in rete. Bisogna farlo entrando nel merito, confrontandoci per evidenziare inefficienze, sprechi, duplicazione di costi, favoritismi e per fare proposte di interesse generale e indicazioni di lavoro.
Il dottore Giuliano Fabi, medico di base, molto apprezzato a Giuliano di Roma, Sora e Fontechiari ha rotto il muro di gomma intervenendo con puntualità sul tema delle questioni legate all’informatizzazione regionale che non è razionalmente utilizzata e, aggiungo io, i cui costi non si conoscono. https://www.unoetre.it/notizie/sanita/item/4834-sanita-l-informatizzazione-dei-servizi-a-chi-deve-servire.html
Attorno a questo intervento c’è da rilevare le oltre 500 visualizzazioni ricevute sul sito unoetre e le 1700 su unoetre FB. Inoltre c’è da aggiungere una particolarità non secondaria: la dottoressa Isabella Mastrobuono, già massima responsabile della ASL FR sul suo profilo FB ha commentato la Nota del dottor Fabi in questi termini «I dati di medicina generale sono molto importanti e bisogna saperli gestire e …… soprattutto farseli dare». Considerazioni tanto brevi quanto taglienti. Per chi vuol capire.


Ma l’intervento a 360 gradi, un condensato di contenuti reali, sono tentato di scrivere dirompente, è il Documento licenziato dalla CISL provinciale l’altro ieri e per questo merita di essere conosciuto https://www.unoetre.it/notizie/sanita/item/4843-cisl-sanita-decongestionare-i-pronto-soccorso-e-coordinare-i-servizi.html.
Come non apprezzare e non sostenere questo importante passaggio «Inoltre, la Cabina di Regia CISL Sanità ha riscontrato una ridondanza di modelli per l’erogazione sanitaria, soprattutto del territorio, quali: AMBUFEST, Case della Salute, PAT (Presidio Ambulatoriale Territoriale) e Guardia Medica; si ritiene necessario, infatti, un coordinamento dei servizi già esistenti, che migliori l’offerta e decongestioni i pronto soccorso. Infine, si ritiene utile, per il controllo di gestione dei centri di costo, rapportati agli obiettivi, adottare una governance dipartimentale a sistema stellare, al fine di efficientare le risorse, essendo la spesa sanitaria una idrovora troppo pesante per la fiscalità generale».
Ho ritenuto necessario chiamare dirompente il Documento CISL perché rompe, ridimensiona la campagna elettorale già avviata per le regionali dominata da annunci, inaugurazioni, tagli di nastri, foto, abbracci ed impone, al contrario, quella che a me piacerebbe chiamare “Operazione Verità" fatta di riduzioni di costi, assunzioni di personale ben selezionato, razionale uso di strumenti tecnologici e servizi immediati e efficiente per il popolo dei malati che non ha Santi in Paradiso.

 
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Ritorno in servizio di 5 ex Multiservizi: finalmente un primo sbocco concreto

Multiservizi tenda Frosinone 350 260di Alessandro Redirossi da linchiestaquotidiano.it del 31 dic 2105 - FROSINONE - Un tratto di vernice bianca sull’asfalto che significa più di quello che sembra. Quello che hanno tracciato ieri in via Maria i cinque ex Multiservizi licenziati nel 2013, l’anno in cui chiudendo il capitolo Multiservizi l’amministrazione Ottaviani diede il via alle esternalizzazioni alle cooperative sociali dei servizi comunali un tempo gestiti dalla partecipata. Proprio a una delle cooperative, la Sol.Co, che in questi anni a Frosinone ha collezionato affidamenti diretti (senza gara)
e appalti (con gara) di servizi, la scorsa estate il giudice del lavoro ha ordinato di assumere 29 ex Multiservizi e di pagare «una somma equivalente a tutte le retribuzioni maturate dal 26/4/2013 sino alla data di scadenza del contratto di appalto con il Comune di Frosinone e delle relative proroghe».

5 su 29

Cinque su 29 sono rientrati sul loro posto di lavoro, per il servizio segnaletica. Gli altri (i 24 e quelli in attesa di altre sentenze) non stanno a guardare, come hanno spiegato ieri in una conferenza stampa dalla tenda nella quale sono in presidio da 630 giorni. «Il ritorno in servizio dei 5 ex Multiservizi è finalmente uno sbocco concreto della battaglia che stiamo portando avanti in Tribunale e con il presidio – ha detto ieri Paolo Iafrate, del Comitato di lotta per il lavoro – Non ci fermiamo qui e abbiamo avviato il percorso per i decreti ingiuntivi rispetto alla sentenza di quest’estate. I cinque ex Multiservizi che sono tornati a lavoro hanno firmato il contratto con una società che ora dovrà succedere alla Sol.Co e alla Solco Frusino nella gestione del servizio: già tutti questi passaggi danno un’idea della confusione nella gestione dei servizi da parte dell’amministrazione comunale: qualcuno dovrà pure chiarirli... Dal 2013, dopo la distruzione di 206 posti di lavoro della Multiservizi, a Frosinone si è realizzato uno spacchettamento dei servizi, si sono superate le 70 proroghe in affidamenti diretti alle coop. Come si pongono queste scelte rispetto alle soglie di legge oltre le quali si deve andare a gara per affidare i servizi? Noi abbiamo segnalato tutto all’Autorità Anticorruzione. La nostra battaglia va avanti, nonostante la chiusura dell’amministrazione comunale di Frosinone».

La newco

Qualche segnale positivo per gli ex Multiservizi in presidio a Frosinone è arrivato in questi ultimi giorni. Al di là della battaglia in Tribunale, con altri lavoratori che contestano (anche sulla scorta dell’ultima sentenza) le modalità del passaggio dei dipendenti dalla Multiservizi alle cooperative, continua quella politica, che ha un nome: newco. Si tratta della nuova società pubblica per cui si sono impegnati di fronte ai lavoratori in presidio Comune di Frosinone, Provincia e Comune di Alatri. Dovrebbe assorbire il bacino degli ex Multiservizi e tutti i servizi, con uno stop alle esternalizzazioni. Nel tavolo romano estivo il Comune di Frosinone si era dimostrato disponibile a far partire una nuova società pubblica che gestisse i servizi con il Comune di Alatri, con il subentro in corsa della Provincia (che è in attesa delle deleghe dei servizi dalla Regione). La Regione ha garantito alla Provincia anche i fondi per la viabilità stradale, uno dei servizi fondamentali da inserire nella newco per dare dignità al piano industriale. A Frosinone però Ottaviani sconfessò quanto emerso nel tavolo romano, sottolineando come senza la Provincia la nuova società non può partire: si rischierebbe a detta del sindaco un contenzioso con i lavoratori del bacino Multiservizi della Provincia. Ma l’amministrazione provinciale senza le deleghe sui servizi da parte della Regione (nell’ambito della riforma Delrio) non può entrare nella società. E la Regione Lazio è in ritardo da questo punto di vista.

Buone notizia da Alatri

Buone notizie per gli ex Multiservizi arrivano da Alatri, dove il sindaco Giuseppe Morini ha inviato una nota ai lavoratori scusandosi della sua assenza alla tenda ieri ma garantendo un impegno: «Resta inalterato l’impegno del Comune di Alatri – scrive Morini – a favore della soluzione definitiva della vertenza Multiservizi». Alla tenda si è presentato anche il presidente della Provincia Antonio Pompeo. «Quando verrà ufficializzato il trasferimento di deleghe e risorse sui servizi da parte della Regione la Provincia senza dubbio confermerà il suo impegno – ha spiegato Pompeo – Inoltre gli uffici stanno studiando, ma la possibilità va valutata approfonditamente dal punto di vista giuridico, la possibilità di tenere in considerazione lavoratori del bacino Multiservizi vista l’enorme mole di lavoro per la riscossione Cosap 2010». Iafrate del Comitato di lotta ha evidenziato anche che, nonostante i ritardi, in base ai segnali arrivati dal livello regionale, dovrebbero esserci a breve le attese novità sulle deleghe alla provincia. Ieri alla tenda non c’era però alcun rappresentante del Comune di Frosinone, né di maggioranza né di opposizione.
«A livello comunale si va avanti per la solita strada - ha detto Iafrate - Nel bando pubblicato di recente per l’affidamento del servizio di verde pubblico vengono tolti circa 80mila euro dal servizio.

La direzione è sempre quella: i servizi comunali sono sempre più precari, così come i lavoratori alle prese con riduzione di orario e salario». Adesso si aspettano novità immediate dalla Regione sulle deleghe. E Pompeo si è detto pronto, subito dopo, a convocare tutti gli enti al tavolo. La speranza è che la lotta a oltranza dei lavoratori si chiuda con un lieto fine nel 2016: la newco.

 
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