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Colleferro, Flash mob in discarica contro ipotesi riapertura

COLLEFERRO. AMBIENTE, INQUINAMENTO

Ina Camilli presenta questo Flash mob

DiscaricaColleFagiolara 370 minLa valle del Sacco con queste premesse continuerà ad essere sfruttata e inquinata.
Vincerà chi grida più forte.
I rifiuti a Colleferro no e a Roccasecca si?
Questo vogliono i nostri Sindaci, incapaci di sviluppare una visione territoriale che metta al centro la valle del Sacco e non il singolo campanile. (Ina Camilli)

 

da Casilinanews, 12 Giugno 2021:

Colleferro, Flash mob in discarica contro ipotesi riapertura. “Qui non passerà nessun camion”

Mattinata di protesta a Colleferro dove il movimento rifiutiamoli ha organizzato davanti i cancelli della discarica di Colle Fagiolara un flash mob per dimostrare a Roma Capitale e All’ama che l’ipotesi di riapertura ai conferimenti dei rifiuti di Roma non è una strada percorribile.

Il flash mob
“La proposta avanzata dall’amministratore di Ama Zaghis al prefetto di Roma qualche settimana fa non è un’opzione fattibile perché la discarica di Colleferro è ormai entrata nella fase del capping e della gestione post-mortem. È inutile parlare di metri cubi o di spazio rimanente perché con l’azione dimostrativa di oggi vogliamo comunicare ad Ama e al Campidoglio che i camion dei rifiuti qui non potranno transitare. Proprio come oggi, 12 giugno, troveranno il piazzale pieno di cittadini del territorio” ha dichiarato Alessandro Coltré del movimento rifiutiamoli aprendo la giornata di mobilitazione.

Nel rispetto delle normative covid i manifestanti hanno occupato simbolicamente l’entrata della discarica mettendo sui cancelli uno striscione con un divieto di transito per i compattatori dell’Ama. Presenti all’iniziativa molti primi cittadini della valle del Sacco tra cui i sindaci di Colleferro, Montelanico, Labico, Paliano, Valmontone, Cave, Rocca Massima, Gavignano, Olevano Romano, Segni e Carpineto Romano.

 

Il Sindaco Sanna: Nessuna ordinanza urgente potrà riaprire i cancelli
I sindaci del territorio sono qui per affermare che ogni soluzione ai problemi di Roma non può essere trovata fuori ai confini della capitale. Nessuna ordinanza urgente potrà riaprire questi cancelli. Oggi in rappresentanza ci sono comuni che fanno la raccolta differenziata e che stanno mettendo in campo percorsi di rigenerazione urbana e ecologica. Roma non ha alcuna scusa per non indicare un sito all’interno del Comune, ha dichiarato il Sindaco di Colleferro.

Durante gli interventi sindaci e movimento rifiutiamoli hanno fatto il punto sulle operazioni di capping. Il Sindaco ha comunicato che i lavori di copertura sono partiti e “l’obiettivo del comune è tornare a gestire Colle Fagiolara per seguire attivamente le operazioni di post mortem con i fondi impegnati dalla regione e con quelli accantonati da Lazio Ambiente”.

In prima linea, a sostenere un fermo “no” a questa eventualità, erano presenti le amministrazioni comunali di Paliano e Colleferro, rappresentate rispettivamente dal vicesindaco Valentina Adiutori e dal sindaco Pierluigi Sanna.

«Questa mattina – ha dichiarato il vicesindaco Valentina Adiutori – ci siamo riuniti in forma pacifica e civile qui davanti i cancelli della discarica di Colle Fagiolara per ribadire l’impegno comune di un intero territorio contro ogni possibile riapertura di questo sito. La discarica di Colle Fagiolara è chiusa da più di un anno e così deve restare, con un post mortem certo e vigilato. Riaprire la discarica per risolvere inadempienze altrui come la cronica crisi dei rifiuti di Roma è qualcosa che condanniamo e per la quale le istituzioni del territorio, le associazioni e i cittadini lotteranno senza esitazioni».

«Noi siamo un territorio che ha già pagato in termini di inquinamento e di salute dei cittadini, nei passati anni, i danni causati dalla discarica di Colle Fagiolara, aggravati dalla gestione miope del ciclo dei rifiuti di Roma. Non siamo più disposti a portare sulle nostre spalle gli effetti di scelte politiche incuranti dei diritti delle nostre comunità e avulse dai bisogni reali del nostro territorio. La discarica di Colle Fagiolara è stata chiusa ufficialmente nel gennaio del 2020 e una sua possibile riapertura per risolvere problemi di mala gestione altrui è per noi assolutamente da escludere in maniera categorica». Queste le parole del sindaco Domenico Alfieri.

Sul flash mob di stamattina, tuttavia, c’è chi ha avuto anche parole in qualche modo contrarie: clicca qui per leggere il pensiero di Ina Camilli, del Comitato Residenti Colleferro.

In merito al flash mob appena avvenuto a Colleferro, queste le parole di di Ina Camilli, rappresentante del Comitato residenti Colleferro: “La richiesta del Campidoglio di utilizzare la discarica di Colle Fagiolara non poteva stare sul tavolo del Ministero e del Prefetto se il Sindaco Pierluigi Sanna avesse preteso un anno fa la chiusura vera del sito da parte della Regione Lazio“.

“È evidente, come ha detto lo stesso Sindaco, che senza un provvedimento definitivo di chiusura, ma con un lucchetto ‘qualcuno’ avrebbe chiesto di riaprirla. Ricordo che ci siamo opposti, anche con ricorsi al Tar del Lazio, contro la sopraelevazione di 7 metri della discarica, contro lo spostamento dei tralicci dentro il sito, contro la sua riapertura nel 2018 e contro la mancanza di trasparenza delle fideiussioni. Non ci siamo limitati a protestare. Ci siamo difesi e abbiamo chiesto giustizia".

 

 

 

 

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Anagni, 2 giugno: un flash mob da dimenticare

referrendum repubblica 350 260di Antonella Necci - Non credo sinceramente che Fausto Bassetta (Sindaco di Anagni ndr) abbia bisogno di questo articolo. Pur tuttavia ritengo opportuno scriverlo, per prima cosa perché non posso stare buona e tranquilla nemmeno se mi impegno, e poi perché mi piace pensare che ci sarà chi apprezzerà le mie idee. Ed è proprio per rispetto nei confronti di chi leggerà che io voglio parlare.

Partiamo dai fatti.
Il 2 Giugno è stata la festa della Repubblica. Solita parata militare ai Fori Imperiali a Roma. Lo stile, per seguire il mio senso critico, mi ricorda sempre quel tocco di "Era fascista" che me la fa odiare. Ma di sicuro ho le idee confuse in proposito, perché i Bersaglieri e le Frecce Tricolore mi piacciono sempre tanto e mi animano quel mezzo "amor di patria" ben nascosto in me.

Comunque a parte queste inutili digressioni, ritorno ai fatti. Il 2 Giugno è fatto per i soliti discorsi. Quest'anno poi si ricorda anche il voto alle donne. Beh! Certo in Italia le donne contano davvero poco. Si è dovuta attendere la caduta del fascismo, la fine della Seconda guerra mondiale e la caduta della monarchia. Insomma, da bravi italiani, quando si tratta di mostrare il carattere si deve attendere l'arrivo di tempi migliori. Per non ledere la suscettibilità di chi ci governa. Chissà magari per offesa e per ripicca ci potrebbe negare qualche favore.

Rientro di nuovo nell'articolo. Il 2 giugno

Il 2 Giugno in tutti i comuni italiani si rende omaggio al Monumento ai caduti di entrambe le Guerre Mondiali. Si depone la solita corona davanti al monumento e si fa qualche discorso. Tutti i Sindaci d'Italia lo hanno fatto. O sono stati obbligati a farlo.
Anche ad Anagni, la mattina del 2 Giugno, il Sindaco si è recato a fare il proprio dovere accompagnato dal Sindaco di un piccolo comune dell'avellinese, San Potito Ultra.
Qualche giorno prima aveva anche invitato la cittadinanza ad intervenire all'evento. Aveva organizzato per il pomeriggio alle 17.30 una cerimonia ufficiale nella caserma dei Carabinieri di Anagni, mentre gli onori all' altare ai Caduti erano stati fissati per la mattina, in piazza Cavour.
Alle 17,30 dello stesso giorno si svolgeva a piazza Cavour e sotto ai portici del Comune, in contemporanea, una sorta di "Flash mob" annunciato, indetto da Casapound, che ospita tra le sue fila nostalgici monarchici e fascisti, poiché notoriamente movimento di estrema destra, ma che ciclicamente si ripropone come unico movimento a difesa dell'ospedale anagnino. La destra alla riscossa per salvare l'ospedale per il quale lo stesso Fiorito aveva cominciato, a suo tempo, il depotenziamento.
Questa volta però Casapound si presentava al fianco dell'associazione nata in difesa dell'ospedale, Co. E. Sa. di cui Valeriano Tasca se ne dichiara portavoce.
Lo schieramento politico era evidente, e la possibilità di contestazione gratuita nei confronti del Sindaco anche. In più a dare rinforzo si è unito l'IDV di Anagni. Tutti coesi a mettersi in mostra per riemergere dall'anonimato. Quale occasione migliore se non quella di protestare a favore dell'ospedale proprio il giorno della festa della Repubblica? Qualcuno ci vedrà anche coerenza, ma io no.

Evitare inutili strumentalizzazioni è legittimo

Decidere di non prendere parte a simili confronti per evitare inutili strumentalizzazioni è legittimo. Dire che Giuseppe De Luca ha avuto il coraggio di farlo, il 14 Maggio, in una manifestazione analoga davanti all'ospedale, è strumentalizzazione politica, visto che il suddetto De Luca è stato più volte affiancato, in passato, al nome di Fiorito, sia pure non dal punto di vista politico. Se De Luca avrà ricevuto, in quella occasione, qualche contestazione, sarà stato perché ora è nell'attuale maggioranza.

Del resto, per correttezza, bisogna aggiungere che per "l'aggregazione" del 2 Giugno, era stato lo stesso De Luca ad aver preavvisato il Sindaco Bassetta dell' eventualità di tale manifestazione.
Insomma per farla breve, non solo i monarchici si sono appropriati di piazza Cavour, e invece di festeggiare la Repubblica, e non avrebbero mai potuto farlo perché sono monarchici!, (e vabbè che siamo in democrazia e che ognuno ha diritto di esprimersi come vuole), hanno attaccato il sindaco Bassetta, (che invece secondo loro non doveva sentirsi libero di fare altrettanto), perché non è intervenuto al loro "flash mob".
Ok! Siamo d'accordo! La colpa è sempre di Bassetta!

Ma posso dire la mia?
Se io fossi stata il sindaco di Anagni, con il cavolo che intervenivo al " flash mob" di Casapound! Senza offesa, eh? Che i monarchici, nostalgici e fascisti, sono pure suscettibili!
Ma vi pare possibile organizzare proprio il giorno della festa della Repubblica? Significa dire che, non solo non vi interessa della Repubblica, ma che non avete rispetto nemmeno per chi la vuole onorare. E vi ricordo che ad altre manifestazioni a difesa dell'ospedale di Anagni il sindaco Bassetta ha sempre partecipato. Sempre in prima fila e sempre attivamente.
Gli attacchi da Trolls che, poi, sferrate su internet sempre contro Bassetta, vi converrebbe metterli da parte, sia per la pochezza delle vostre accuse che per la cavillosità con cui perdete tempo a trovare espedienti per accusarlo.
Penso che sia ora di mettersi in testa che non tutti sono impastati con Fiorito, e che chi non lo è non è obbligato a subire il cyber bullying porgendo pure l'altra guancia. Mi spiego?
E da quanto emerge pubblicamente, gli attacchi mirati alla figura di Bassetta, non richiedono davvero alcun confronto.

Certo, però, una domanda nasce spontanea:
"considerati gli argomenti di accusa e la vostra attenzione a particolari insignificanti, viene in mente un enigma che ci dovete aiutare a risolvere, e cioè se tutto sia farina del vostro sacco o se proviene invece dalla diabolica mente di qualche fine suggeritore dietro di voi?"
In entrambi i casi, mi sembra che non sappiate bene a quale santo votarvi. Ma di sicuro anche questo è colpa di Bassetta, secondo la vostra mentalità frustrata.
4 Giugno 2016

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Anagni, 2 giugno: un flash mob da dimenticare

referrendum repubblica 350 260di Antonella Necci - Non credo sinceramente che Fausto Bassetta (Sindaco di Anagni ndr) abbia bisogno di questo articolo. Pur tuttavia ritengo opportuno scriverlo, per prima cosa perché non posso stare buona e tranquilla nemmeno se mi impegno, e poi perché mi piace pensare che ci sarà chi apprezzerà le mie idee. Ed è proprio per rispetto nei confronti di chi leggerà che io voglio parlare.

Partiamo dai fatti.
Il 2 Giugno è stata la festa della Repubblica. Solita parata militare ai Fori Imperiali a Roma. Lo stile, per seguire il mio senso critico, mi ricorda sempre quel tocco di "Era fascista" che me la fa odiare. Ma di sicuro ho le idee confuse in proposito, perché i Bersaglieri e le Frecce Tricolore mi piacciono sempre tanto e mi animano quel mezzo "amor di patria" ben nascosto in me.

Comunque a parte queste inutili digressioni, ritorno ai fatti. Il 2 Giugno è fatto per i soliti discorsi. Quest'anno poi si ricorda anche il voto alle donne. Beh! Certo in Italia le donne contano davvero poco. Si è dovuta attendere la caduta del fascismo, la fine della Seconda guerra mondiale e la caduta della monarchia. Insomma, da bravi italiani, quando si tratta di mostrare il carattere si deve attendere l'arrivo di tempi migliori. Per non ledere la suscettibilità di chi ci governa. Chissà magari per offesa e per ripicca ci potrebbe negare qualche favore.

Rientro di nuovo nell'articolo. Il 2 giugno

Il 2 Giugno in tutti i comuni italiani si rende omaggio al Monumento ai caduti di entrambe le Guerre Mondiali. Si depone la solita corona davanti al monumento e si fa qualche discorso. Tutti i Sindaci d'Italia lo hanno fatto. O sono stati obbligati a farlo.
Anche ad Anagni, la mattina del 2 Giugno, il Sindaco si è recato a fare il proprio dovere accompagnato dal Sindaco di un piccolo comune dell'avellinese, San Potito Ultra.
Qualche giorno prima aveva anche invitato la cittadinanza ad intervenire all'evento. Aveva organizzato per il pomeriggio alle 17.30 una cerimonia ufficiale nella caserma dei Carabinieri di Anagni, mentre gli onori all'altare ai Caduti erano stati fissati per la mattina, in piazza Cavour.
Alle 17,30 dello stesso giorno si svolgeva a piazza Cavour e sotto ai portici del Comune, in contemporanea, una sorta di "Flash mob" annunciato, indetto da Casapound, che ospita tra le sue fila nostalgici monarchici e fascisti, poiché notoriamente movimento di estrema destra, ma che ciclicamente si ripropone come unico movimento a difesa dell'ospedale anagnino. La destra alla riscossa per salvare l'ospedale per il quale lo stesso Fiorito aveva cominciato, a suo tempo, il depotenziamento.
Questa volta però Casapound si presentava al fianco dell'associazione nata in difesa dell'ospedale, Co. E. Sa. di cui Valeriano Tasca se ne dichiara portavoce.
Lo schieramento politico era evidente, e la possibilità di contestazione gratuita nei confronti del Sindaco anche. In più a dare rinforzo si è unito l'IDV di Anagni. Tutti coesi a mettersi in mostra per riemergere dall'anonimato. Quale occasione migliore se non quella di protestare a favore dell'ospedale proprio il giorno della festa della Repubblica? Qualcuno ci vedrà anche coerenza, ma io no.

Evitare inutili strumentalizzazioni è legittimo

Decidere di non prendere parte a simili confronti per evitare inutili strumentalizzazioni è legittimo. Dire che Giuseppe De Luca ha avuto il coraggio di farlo, il 14 Maggio, in una manifestazione analoga davanti all'ospedale, è strumentalizzazione politica, visto che il suddetto De Luca è stato più volte affiancato, in passato, al nome di Fiorito, sia pure non dal punto di vista politico. Se De Luca avrà ricevuto, in quella occasione, qualche contestazione, sarà stato perché ora è nell'attuale maggioranza.

Del resto, per correttezza, bisogna aggiungere che per "l'aggregazione" del 2 Giugno, era stato lo stesso De Luca ad aver preavvisato il Sindaco Bassetta dell' eventualità di tale manifestazione.
Insomma per farla breve, non solo i monarchici si sono appropriati di piazza Cavour, e invece di festeggiare la Repubblica, e non avrebbero mai potuto farlo perché sono monarchici!, (e vabbè che siamo in democrazia e che ognuno ha diritto di esprimersi come vuole), hanno attaccato il sindaco Bassetta, (che invece secondo loro non doveva sentirsi libero di fare altrettanto), perché non è intervenuto al loro "flash mob".
Ok! Siamo d'accordo! La colpa è sempre di Bassetta!

Ma posso dire la mia?
Se io fossi stata il sindaco di Anagni, con il cavolo che intervenivo al " flash mob" di Casapound! Senza offesa, eh? Che i monarchici, nostalgici e fascisti, sono pure suscettibili!
Ma vi pare possibile organizzare proprio il giorno della festa della Repubblica? Significa dire che, non solo non vi interessa della Repubblica, ma che non avete rispetto nemmeno per chi la vuole onorare. E vi ricordo che ad altre manifestazioni a difesa dell'ospedale di Anagni il sindaco Bassetta ha sempre partecipato. Sempre in prima fila e sempre attivamente.
Gli attacchi da Trolls che, poi, sferrate su internet sempre contro Bassetta, vi converrebbe metterli da parte, sia per la pochezza delle vostre accuse che per la cavillosità con cui perdete tempo a trovare espedienti per accusarlo.
Penso che sia ora di mettersi in testa che non tutti sono impastati con Fiorito, e che chi non lo è non è obbligato a subire il cyber bullying porgendo pure l'altra guancia. Mi spiego?
E da quanto emerge pubblicamente, gli attacchi mirati alla figura di Bassetta, non richiedono davvero alcun confronto.

Certo, però, una domanda nasce spontanea:
"considerati gli argomenti di accusa e la vostra attenzione a particolari insignificanti, viene in mente un enigma che ci dovete aiutare a risolvere, e cioè se tutto sia farina del vostro sacco o se proviene invece dalla diabolica mente di qualche fine suggeritore dietro di voi?"
In entrambi i casi, mi sembra che non sappiate bene a quale santo votarvi. Ma di sicuro anche questo è colpa di Bassetta, secondo la vostra mentalità frustrata.
4 Giugno 2016

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Flah mob in rosso. Insegnanti uniti

Flashmobinrosso 350 260di Fausta L’Insognata Dumano - 28 maggio.....vestiti di rosso.....rosso come rabbia, rosso come indignazione, rosso come la passione, la location questa volta è Largo Turrizziani.
Le docenti, in maggioranza donne, il pianeta scuola è principalmente donna....sono scese in piazza con un libro in mano, un flash mob in contemporanea in molte piazze di Italia, il rischio di essere confusi con le sentinelle, il movimento omofobo non attraversa minimamente le menti, non a caso per non essere confusi ci sono indicazioni per la disposizione....ah il rosso , che tragedy.....non è un colore molto usato dai prof.....nessuna fatica ad arrivare tutti di nero, ma il rosso??? E’ forse un segno che la classe docente si è irrigidita nei colori??? Un foulard rosso alla fine si trova.....sarebbe interessante analizzare i libri portati in piazza per essere letti.
In alcune città sotto la sede del pd.....io non ti voto....anche penne rosse in piazza per ricordare che persino le penne le portano a scuola i prof.
Va registrato che Renzi ha svegliato le prof, le fa uscire di casa in orario complicato, prima di cena.....la partita in gioco è alta. In piazza tutti uniti, di ruolo, precari e ata.

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