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In Sicilia SI nel Lazio NO. Perché?

vertfrus 350 260Agenda per i disoccupati

Luigi Carlini: Dopo l'assemblea del giorno 11/02/2020 e il Sit-in sotto la prefettura il giorno 14 /02/2020 il sindacato ci aveva assicurato che ci avrebbe portato a Roma sotto la Regione Lazio a manifestare  e il Presidente della Provincia di Frosinone ha dichiarato che una delegazione di Vertenza frusinate poteva partecipare all'incontro con l'assessore, (INCONTRO FORTEMENTE SOLLECITATO DA NOI DI VERTENZA FRUSINATE) purtroppo non sono state mantenute  le promesse, cosa c'è da nascondere? 

- Forse vi dobbiamo ricordare perché siamo nati, qualcuno di voi aveva affermato nel 2016 che la mobilità non esisteva più?

- Vi dobbiamo ricordare anche che il 9 maggio 2017 quando Vertenza è stata ricevuta al Ministero ed anche il sindacato era stato invitato ed invece non si presentò?

- Ancora un fatto, il 2 ottobre 2019 mentre facevamo il volantinaggio a Veroli abbiamo incontrato l'assessore al lavoro del Lazio Claudio Di Berardino e alla specifica domanda "assessore, noi vogliamo essere trattati come tutte le aree di crisi complessa d'Italia, ossia 12 mesi di mobilità per tutti," in riferimento ai mesi persi, lui rimase perplesso, si girò verso le segretarie al suo fianco per capire se quello che dicevamo era vero e le segretarie lo confermarono.

Vertenza Frusinate ha mandato questo promemoria  al sindacato in occasione dell'incontro con l'assessore al lavoro Il giorno 21/02/2020: Dichiarazione di Di Berardino

Claudio Di Berardino rilasciò il 12 dicembre 2019: «In merito alle aree di crisi industriale complessa, c’è inoltre la necessità di prevedere un loro rifinanziamento per il 2020 introducendo un emendamento alla Legge di Bilancio che consenta il sostegno agli ammortizzatori sociali nelle Aree di crisi complessa, nonché a disporre di risorse sufficienti per la mobilità in deroga per 12 mesi».
Vertenza Frusinate prontamente scrisse all'assessore Di Berardino ricordandogli i mesi da recuperare per tutti, sia nel 2018, che nel 2019. S'è persa la memoria di tutto questo?

In Sicilia è tutt'altro suono, Si faccia come in Sicilia

REGIONE SICILIA: “No a decurtazione della mobilità in deroga nell’area di crisi complessa”. E, i sindacati, il 28 gennaio 2020, chiedono il decreto al ministero. I sindacati spingono affinché il ministero emetta un decreto di deroga alla decurtazione degli importi per la mobilità in deroga.

Così chiediamo anche noi, qui in provinciadi Frosinone


Vertenza Frusinate

 

 

 

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Fondi mobilità in deroga 2020, se ne parlerà il 21 febbraio

vertfrus 350 260Agenda per i disoccupati

Luigi Carlini: Provincia di Frosinone. Mobilità in deroga, la mancanza di fondi in un vertice in Regione.
Queste sono le dichiarazioni del presidente della Provincia di Frosinone.

Dell’inadeguatezza dei fondi stanziati per soddisfare i pagamenti dei lavoratori della mobilità in deroga 2020 se ne parlerà in Regione Lazio il prossimo 21 febbraio.
E’ il risultato finora raggiunto dai disoccupati interessati, Comitato Vertenza Frosinone, da due giorni in assemblea “dietro le porte” delle istituzioni per sollecitare la presa in carico del problema.

E alla fine, il presidente dell’Amministrazione Provinciale Pompeo ha comunicato che venerdì prossimo alle 10, nella sede dell’assessorato regionale al lavoro si terrà un vertice con una delegazione degli interessati e i Sindacati.

A non far dormire sonni tranquilli ai disoccupati rientranti nell’Area di Crisi Industriale Complessa, è lo stanziamento finanziario del governo, 10 milioni di euro per tutte le aree complesse di Lazio, Sardegna e Sicilia.

Troppo pochi, visto che, per quanto riguarda l’Area di Crisi Complessa di Frosinone il denaro coprirebbe più o meno un quadrimestre del 2020.

Si spera, quindi, che nella prossima Finanziaria vengano previste altre somme e che anche la Regione Lazio faccia la sua parte per arrivare almeno fino al 31 dicembre 2020.

Vertenza Frusinate

 

 

 

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Aree di crisi complessa: utilizzare subito i fondi esistenti!

  • Pubblicato in Partiti

Bandiera pci 350 260PCI Lazio* - Aaree di crisi complessa: attuare progetti coi fondi esistenti! Come diciamo da tempo noi comunisti, la crisi economica che stiamo subendo, non ha nulla di casuale o ciclico. Purtroppo è una crisi strutturale che non avrà fine fino a che non ci sarà una totale inversione delle scelte economiche che mettano in discussione il sistema capitalistico.
Tuttavia, pur all’interno della situazione data, è possibile approntare interventi di parziale tutela, ovvero di risposte di area dove l’acutezza sociale sta devastando intere comunità. Questo è il caso delle aree di crisi complessa nel Lazio.
Per questo è condivisibile quanto portato avanti dalla interrogazione parlamentare della senatrice Bellanova, che, a proposito di aree di crisi, chiama il Governo alle proprie responsabilità. Governo che, tramite il vicepresidente Di Maio, risponde che in effetti il proprio ministero ha dato indicazioni ma altri ministeri non firmano lo sblocco di fondi.

E’ una vergogna! Ma che sono due Governi differenti? Ma il punto di vista che interessa questi governanti sono le liti quotidiane, oppure i lavoratori che restano senza tutele e che hanno le famiglie ridotte alla povertà?
Da parte dei lavoratori, il quesito al governo, la risposta attesa è proprio quella di voler sapere a che punto è l'attuazione dei progetti di riconversione e riqualificazione produttiva delle aree di crisi complessa. Di come si realizzano questi progetti e come effettivamente si costruiscono le condizioni perché le persone possano rientrare nel posto di lavoro, magari con progetti anche innovativi.

I lavoratori sappiano che il Partito Comunista Italiano, è e sarà al loro fianco sia da solo che con altri. Sia nei momenti di lotta che nei momenti della proposta: l’interesse del PCI è la difesa e la tutela dei lavoratori, non le passerelle elettorali o le insulse frasi governative “vorrei, ma non posso”.

Questa è l’ora di pretendere: i fondi ci sono. Le volontà di moltissimi, se non di tutti, sono state dette. Per opportunismo o per scelta convinta? Noi diciamo che poiché sono state pronunciate devono essere attuate. Il governo agisca, attui, questo interesse a noi e ai lavoratori!

*Dichiarazione congiunta del responsabile del lavoro, Tiziano Ziroli, e del segretario Oreste Della Posta del Partito Comunista Italiano – Lazio

 

 

 

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Carla Amici a Fondi: il mio impegno per una sanità universale

Carla Amici 350 minComunicato - “Fuori dal commissariamento, pronti a reinvestire negli ospedali. Sì alla medicina territoriale e ai servizi sociali innovativi”

“Da un debito di 13 miliardi e mezzo al risanamento della sanità nel Lazio: non chiacchiere ma fatti ottenuti con grandi sacrifici. Ora possiamo tornare a reinvestire negli ospedali, con un maggior numero di medici e infermieri per la migliore riorganizzazione dei servizi”. Carla Amici rilancia così l’azione del governo regionale di Nicola Zingaretti.

Candidata alla carica di consigliere regionale nella lista del Pd, la sindaca di Roccagorga continua il suo tour nei 33 comuni della provincia di Latina in vista del voto del 4 marzo prossimo. Ieri sera l’appuntamento a Fondi.

L’iniziativa è stata organizzata sui temi socio-sanitari insieme a Rita Visini, assessore regionale alle Politiche sociali, Sport e Sicurezza (anche lei in corsa al fianco di Zingaretti per il collegio di Roma nella lista Centro Solidale). L’evento è avvenuto quasi in concomitanza con un altro importante risultato del governo regionale: la pubblicazione sul il Burl di 50 nuovi concorsi per la stabilizzazione complessiva di ulteriori 165 unità nella sanità e 33 nuovi concorsi sono per la Asl di Latina, “un segno tangibile della svolta anche per la nostra provincia”, ha sottolineato Amici.

“Il diritto alla salute è un diritto universale garantito dal servizio sanitario che dobbiamo difendere con una buona politica se vogliamo che nessuno resti indietro – ha dichiarato Carla Amici -. E io mi candido anche per questo. Per impedire che nuove ruberie possano compromettere la nostra sanità. Da commercialista ho avuto modo di visionare i bilanci finiti nell’inchiesta Lady Asl: un sistema malato e una sanità violentata da una banda di delinquenti. Io credo in una Regione dove la sanità non lasci nessuno indietro. Dove, dopo il sacrificio di questi anni chiesto agli operatori, ai medici e ai cittadini, si passi agli investimenti nelle strutture, nelle tecnologie e nelle risorse umane premiando il merito e le competenze”.

Per la candidata del Pd è fuori dubbio che gli ospedali pontini debbano essere rimessi in sesto - e molto sarà possibile fare grazie al nuovo cambio di rotta ottenuto dal governo regionale di Zingaretti che ha saputo portare la sanità fuori dal commissariamento -, ma come spiegato ieri sera a Fondi “è indispensabile puntare anche ad una sanità che non sia ospedalocentrica: “Lasciamo gli ospedale e i pronto soccorsi alle emergenze e alle acuzie, facciamo in modo che la salute sia garantita attraverso altre tipologie di strutture, come ad esempio le ‘Case della salute’, investiamo maggiormente nella medicina territoriale e coinvolgiamo di più i medici di base. A Roccagorga abbiamo attivato presso la farmacia comunale un servizio infermieristico che ha dato un risultato oltre ogni aspettativa, sia in termini di assistenza che in termini di screening: al servizio hanno aderito 800 utenti, tantissimi per una piccola comunità come quella di Roccagorga che altrimenti si sarebbero dovuti rivolgere all’ospedale”.Carla Amici Rita Visini min

Le Case della salute in provincia di Latina sono rimaste in stand by, ma a Roma, ha testimoniato l’assessore Visini, stanno avendo un ottimo riscontro da parte dell’utenza e questo significa un grande sollievo per le strutture ospedaliere: “Le case della salute non sono dei piccoli ospedali, ma dei luoghi in cui si può ricevere assistenza sanitaria per diverse patologie”.

Visini e Amici in questi cinque anni si sono interfacciate nel distretto socio-sanitario Fondi-Terracina. La prima assessore regionale alle Politiche sociali, la seconda direttrice (dal 2002) dell’Azienda speciale di Terracina che gestisce i servizi sociali; oggi insieme sono scese in campo con un unico obiettivo: dare continuità al governo Zingaretti per completare la rivoluzione socio-sanitaria in atto.

CarlaAmici riunione Fondi 350 min“Sono stati anni durissimi – ha ricordato Visini -; ci rimproverano di come sono andate le cose nei nostri ospedali perché chi non è addetto ai lavori non sa che cosa ha significato il commissariamento. Eppure accanto a questa dura realtà siamo stati in grado di investire nel sociale, abbiamo recepito la legge quadro e siamo andati avanti. Quando mi sono insediata, cinque anni fa, i Comuni che avevano ricevuto i contributi regionali negli anni precedenti non avevano speso le corrispondenti somme. Abbiamo imposto di farlo, fornendo direttive e attivando periodiche verifiche”.

Carla Amici vuole portare in Regione non solo la sua esperienza manageriale nei servizi sociali che l’hanno vista protagonista in approcci innovativi – si pensi all’istituzione dell’albo per assistenti domiciliari e all’ambo dei tutori per i diversamente abili – ma anche la sua esperienza di sindaco che dal 2009 la vede interprete dei bisogni di una piccola comunità, identici a quelle di comuni più grandi se si pongono “al centro la persona e non le cose”.

La sindaca di Roccagorga ieri a Fondi, ospitata nella sede del Pd dalla candidata alla Camera Maria Civita Paparello, si è detta pronta a rappresentare il territorio pontino tutto nella Regione dei Comuni, per l’affermazione dei diritti delle persone, con particolare attenzione alle fragilità sociali, con competenza e passione. “E quando le donne sono competenti – ha chiuso Visini, candidata in altra provincia – sono meno politicanti e più lavorative”. Lo ha detto per Amici, per se stessa, per la fondana Paparello candidata alla Camera, per l’assessora la bilancio della Regione Lazio senza la quale Zingaretti non avrebbe potuto attraversare a guado il fiume di debiti della sanità regionale.

Latina, 19 febbraio 2018

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Frusone (M5S), I Fondi europei di Zingaretti e il caso 'Porta Futuro'

lucafrusone 350 260Ufficio stampa del Deputato Luca Frusone M5S - Qualche settimana fa la Regione Lazio è stata colpita dalla notizia riguardante i problemi dei Fondi Europei e il loro uso. La candidata del Movimento 5 Stelle Roberta Lombardi e il Deputato Frusone avevano approfittato per porre Delle domande a Zingaretti sull’uso dei soldi che vengono dalla UE. Oggi, a seguito di quella vicenda il Deputato Frusone torna sull’argomento con delle domande su uno specifico argomento. Infatti il Deputato dichiara che «A seguito Delle nostre domande Zingaretti ha etichettato le denunce dei commissari della UE come fake news ma ci sono dei casi molto vicini a noi di sprechi di risorse come il caso di Porta Futuro».

 

Porta Futuro Frosinone è un progetto inaugurato da Zingaretti nel 2015 che, grazie allo stanziamento da parte della Regione di ben 500mila euro, avrebbe dovuto favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, attraverso l’utilizzo di una piattaforma apposita denominata Network Porta Futuro, in poche parole uno sportello al servizio di persone in cerca di lavoro e aziende alla ricerca di bandi e finanziamenti.

 

Frusone prosegue spiegando che tale progetto «doveva garantire un’offerta integrata di formazione breve, orientamento personale e alla professione. Sono trascorsi ben 2 anni e di questo servizio si sono perse le tracce, nel senso che solo imbattendosi per caso nel portale internet se ne può venire a conoscenza, un portale fantasma che rimanda a 4 stanze con brand molto in vista nella sede distaccata della Regione Lazio a Frosinone».
Quali servizi ha erogato questo sportello e quante persone sono state aiutate recandosi nella sede di Frosinone, queste sono le domande che pone il Movimento 5 Stelle. «Ad oggi ci chiediamo come siano stati investiti quei 500 mila euro e se ne è valsa la pena. Se il personale presente allo sportello non poteva essere più utile e maggiormente valorizzato in altre sedi senza essere dimenticato come probabilmente è successo» spiega Frusone «Magari Zingaretti derubricherà anche questa come notizia falsa, ma basta chiedere in giro per capire che pochissimi ciociari sapevano di questo servizio e solo per demerito di chi si preoccupa più delle inaugurazioni che dei servizi da dare, ma si sa che di fumo negli occhi in questi 5 anni il Partito Democratico ne ha gettato tantissimo».

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In Legge di Stabilità fondi per la bonifica della Valle del Sacco

valle del sacco 350dall'Ufficio Stampa del Deputato Nazzareno Pilozzi, PD - "IN LEGGE DI STABILITA', 10 MILIONI DI EURO PER LA BONIFICA DELLA VALLE DEL SACCO"

“Dopo anni di stallo, finalmente le risorse economiche necessarie a rilanciare il processo di bonifica della Valle del Sacco”, è la dichiarazione di Nazzareno Pilozzi, deputato del Partito Democratico, in seguito all’approvazione, da parte della Commissione bilancio della Camera, di un emendamento a sua prima firma – e sostenuto da tutti i deputati laziali – che stanzia ben 10 milioni di euro, 5 per il 2016 e altrettanti per il 2017, destinati alle attività di bonifica del Sito d’Interesse Nazionale (SIN) Valle del Sacco.

Sono passati oramai ben dieci anni da quando, nel 2005, una vasta area compresa tra le province di Roma e Frosinone nel bacino del fiume Sacco venne dichiarata Sito di Interesse Nazionale ai fini della bonifica ambientale. Da allora, solo alcune opere di bonifica sono iniziate e ancora meno sono state portate a compimento, specie quelle che riguardano l’area industriale di Colleferro. Nel frattempo, i cittadini hanno continuato a vivere in una zona fortemente compromessa sotto il profilo ambientale, in cui l’inquinamento delle acque e dei terreni della fascia ripariale si è unito al pesante inquinamento atmosferico, creando così un contesto ambientale difficile e gravi conseguenze sulla salute di tutti gli abitanti del comprensorio.

“Per troppo tempo la politica e le Istituzioni coinvolte, invece di agire, si sono rimpallate responsabilità e competenze. Oggi, grazie all'emendamento approvato con il parere positivo del Governo, viene finalmente realizzato un atto concreto che darà la possibilità di intraprendere e portare a compimento le necessarie opere di bonifica.
L’area interessata dal SIN è oggetto in questi mesi di un processo di riperimetrazione da parte dei tecnici del Ministero dell’ambiente e della Regione Lazio. A questo punto, mi auguro vi sia un’accelerazione dei lavori in corso, così da consentire un efficace utilizzo delle risorse stanziate e il termine di un’opera di bonifica che le migliaia di cittadini dell’area interessata attendono invano da troppo tempo. Il mio impegno, come quello degli altri deputati firmatari dell'emendamento, sarà quello di vigilare su un uso corretto ed efficace delle risorse stanziate".

Paola Paniccia
Collaboratore parlamentare On. Nazzareno Pilozzi, Gruppo PD

 

 
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Come Vincenzi (PD) pilotava i fondi da Regione ai Municipi

marco vincenzi 350 260di Claudia Guasco e Sara Menafra da Il Messagero del 18 giugno 2015 - Mafia Capitale: Il lavoro dell'ex capogruppo Pd alla Pisana favoriva il giro d'affini delle coop di Buzzi senza passare per il Comune. Mediazione decisiva di Gramazio.

L'INCHIESTA
Poche parole da inserire dopo il comma 5 e al comma 6. Sono solo quattro righe, ma sufficienti per dirottare 1,8 milioni di euro di fondi regionali alle cooperative di Salvatore Buzzí. La firma in calce agli emendamenti è quelta di Marco Vincenzi, ex capogruppo del Pd alla Regione Lazio, non indagato, che si è dimesso dopo gli ultimi arresti di Mafia Capitale. Secondo i magistrati il successo dell'operazione a favore della cricca di Massimo Carminati sarebbe frutto di un lavoro bipartisan, quello tra Vincenzi e l'ex capognippo Pdl Luca Gramazio. «Il milione e due dì Gramazio che deve andare sui municipi, sta diventando... è diventato un milione e otto perché seicento ce lì ha messi pure Vincenzi», riferisce Buzzi in un'intercettazione. Perché «deve ritornare tutto al nostro gruppo...li dirottianio su altri municipi nostri». Oggi il Movimento 5 Stelle presenterà un esposto alla Procura, corredato di copia dei due emendamenti firmati da Vincenzi. Entrambi si riferiscono alla legge 147 del 2014. Il primo recita: «All'articolo 31, comma 6, dopo le parole "dai Comuni" sono inserite le seguenti"o dai loro Municipi"». Si trattta della ripartizione delle risorse del fondo di riequilibrio per i Comuni e, per efetto della correzione, garantisce ai Municipi l'accesso diretto ai fondi regionali scavalcando il Comune di Roma.

IL BIGLTETTINO IN TASCA
L'organizzazione di Carminati vuole mettere le mani su quel denaro e lavora alacremente Il 26 luglio 2014 nella sede della cooperativa 29 Giugno, Buzzi illustra a Carminati «gli emendamenti» che Fabrizio Testa, tramite con i pulitici, «avrebbe dovuto portare in originale in Regione, relativi ai nuovi finanziamenti che sarebbero stati ottenuti grazie all'intervento di Luca Gramazio (1.2 milioni) e Marco Vincenzi (600 mila euro»„ si legge nel rapporto del Ros, che il 12 settembre, in un «servizio d'osservazione», pedina Buzzi e Vincenti. «Buzzi prelevava dalla tasca posteriore sinistra dei pantaloni un'agendina di colore rosso, la consultava e la faceva visionare anche allo stesso Vincenzi; poi prelevava un piccolo foglietto di colore bianco e lo consegnava nella mano destra di Vincenzi, il quale, dopo averlo letto lo riponeva nella tasca posteriore destra dei pantaloni» Stando alle accuse, nella seduta del 17 aprile 2014 in Commissione Bilancio Vincenzi chiede che al fondo regionale per il riequilibrio territoriale (con 33 milioni milioni di euro di disponibilità finananziaria) possano accedere direttamente i Municipi della Capitale senza passare dal Campidoglio e che una quota sia legata a progetti legati al verde pubblico e al sociale, tematiche assai care a Buzzi e a Carminati. Il 14 marzo 2014 il re delle cooperative affronta la questione con i suoi collaboratori: «Gramazio ci ha fatto da' 1 milione di euro.....ha dato 1 milione di euro al Comune di Ostia. Per il verde.. Questo verde deve ritornà tutto a noi perché,.. una mano lava l'altra e tutte e due lavano il viso, AI presidente dei Municipio che io c'ero andato a parla'.,..sta facendo gli atti per darceli tutti a noi». 

ROMA COME GLI ALTRI COMUNI
Gli emendamenti su Municipi e verde vengono approvati dalla commissione Bilancio il l7 giugno 2014, «con Marco Vincenzi assente», sottolinea lo staff dell'exf capogruppo, Che si difende.. «L'emendamento é di aprile 2014 (ben prima della vicenda nella quale vengo chiamato in causa), non definisce cifre. nè c'è alcun riferimento a Ostia o ad altri Municipi specifici». Inoltre, spiega, «prevede l'equiparazione dei Municipi di Roma agli altri Comuni del Lazio nell'ambito del Fondo di riequilibrio territoriale. E questo per evitare di escludere il territorio della Capitale dall'opportunità di ricevere finanziarnenti per manutenzione strade, sociale, insediamenti produttivi e tutela ambientale». La cifra di 600 mila euro. sostiene Vincenzi, è menzionata nel «fondo per gli investimenti per reti di impresa tra attività economiche su strada», mentre «il milione di euro è in attuazione dell'emendamenti proposto dalla Giunta per la promozione e valorizzazione del litorale». Replica Valentina Corrado, capogruppo del Movimento 5 Stelle del Lazio: «La realtà dei fatti, certificata dal verbale di seduta, è che Vincenzi quel giorno era in commissone e ha illustrato i propri emendamenti. Il verbale registra alle 16 e alle I7.45 la sostituzione del presidente Buschini con Vincenzi ai fgini del numero legale e poi l'illustrazione degli emendamenti da parte dì Vincenzi».

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Anagni. Fondi per le scuole

Anagni Piazza Cavour 350dall'Ufficio Stampa del Sindaco di Anagni - Il Comune di Anagni ha programmato interventi per la messa in sicurezza delle scuole Ambrosi de Magistris, di San Giorgetto, San Filippo, Pantanello e Tufano. Si tratta di manutenzione straordinaria per la quale è stata presentata una richiesta di finanziamento alla Regione Lazio per oltre 300 mila euro, nell'ambito dell'attuazione della delibera di Giunta regionale 42 del 10 febbraio 2015.
L'obiettivo è quello di intervenire per rendere sicuri gli edifici della scuole anagnine. I progetti da finanziare sono così suddivisi: Ambrosi de Magistris richiesta di 98.660 euro; San Giorgetto 90.000; San Filippo e Pantanello 90.000; Tufano 31.691.
Una volta acquisite le domande, entro il 30 aprile la Regione Lazio dovrà trasmettere i piani regionali triennali di edilizia scolastica, piani redatti sulla base delle richieste presentate dagli Enti locali. Il Comune di Anagni ha, quindi, tempestivamente programmato gli interventi necessari, individuando le criticità degli edifici da rimuovere.

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Fondi per scuole più sicure: €743mila a Frosinone e 687mila a Cassino

consiglio lazio 350 260dall'Ufficio Stampa della Cosigliera Regionale Daniela Bianchi - «Il diritto allo studio passa anche dal crescere ed imparare in strutture sicure e belle. Il progetto di investire 76,5 milioni di euro nell'edilizia scolastica vuole raggiungere questo scopo, garantendo a tutti i bambini e ragazzi della Regione la possibilità di diventare cittadini in un ambiente sano.»

Queste le dichiarazioni della consigliera regionale del PD Daniela Bianchi, vice-Presidente della commissione Cultura del Consiglio Regionale.

«Oltre al sostegno delle scuole di Roma a cui andranno 37,5 milioni, arriveranno 12,8 milioni ai Comuni che hanno fino a 1000 alunni, 3,3 milioni ai Comuni tra i 1000 e i 2000 alunni, 7,5 milioni ai Comuni che hanno fino a 5mila alunni, 8,2 milioni ai Comuni fino a 10mila alunni, 7,2 milioni per i Comuni che hanno dai 10mila ai 50mila alunni.

Per fare qualche esempio legato alla provincia di Frosinone, al Comune di Alatri arriveranno 326mila euro, ad Anagni 310 mila, a Cassino 687mlla, a Ceccano 297mila, al Comune di Ferentino 243 mila mentre le scuole di Veroli avranno 184mila euro e quelle di Fiuggi 156 mila euro. La città di Frosinone, dato il numero di scuole, sarà la città a ricevere il maggior finanziamento della provincia con 743 mila euro.

L'azione è innovativa perché non solo assegna i fondi in base al numero di alunni presenti nel Comune rapportati alla popolazione, ma lascia all'ente locale la decisione su come spendere il finanziamento, se per sistemare un tetto o adeguare la struttura alle norma anti-sismiche o rinnovare l'arredo.

Sono infatti i Comuni i più vicini ai cittadini e possono certamente individuare velocemente gli interventi prioritari su cui agire nell'immediato.

Per troppi anni, alle affermazioni sull'importanza della scuola non sono sempre seguite delle azioni concrete. Con il piano scuola da 76 milioni la Regione vuole invertire la rotta e investire su una priorità del nostro Paese come la sicurezza degli edifici scolastici. In un momento di forti tagli, non abbiamo voluto far mancare le risorse lì dove cresce il nostro futuro.»

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Tagliare fondi ai Patronati è privare i cittadini di tutele gratuite

patronati 350-260I patronati non ci stanno: Tagliare i fondi significa privare i cittadini della tutela previdenziale e socio-assistenziale gratuita. Tutti debbono sapere che qualora venisse approvata la proposta contenuta nella Legge di stabilità (art.26) di un pesantissimo taglio delle risorse del Fondo Patronati, risorse che ricordiamolo non derivano da fondi pubblici generici, da risorse dello Stato, ma da una quota dei contributi obbligatori versati dai lavoratori e dai datori di lavoro privati e pubblici, questo si tradurrebbe in un'azione contro i cittadini, che in tutti questi anni di crisi, si sono rivolti ai patronati perché nei nostri uffici hanno trovato l'unico istituto di welfare veramente gratuito.

Tagliare le risorse ai patronati significa metterli nell'impossibilità di svolgere il loro ruolo sociale e nella prospettiva futura significa impedire loro di partecipare alle sfide per il cambiamento del paese.

Se la politica e il governo si assumeranno la responsabilità di dire che i patronati sono soltanto un costo e che quindi come tale deve esser compresso dovrà assumersi la responsabilità di dire al cittadino con quali altre forme, ma soprattutto con quali altri costi, può avere una risposta ai suoi bisogni.

Per queste ragioni, i Patronati unitamente alle loro organizzazioni promotrici (Cgil, Cisl;Uil, Acli) stanno sviluppando una serie di iniziative di informazione e di protesta. Il giorno Venerdì 7 Novembre 2014 i patronati Inca Cgil, Inas Cisl, Ital Uil e Acli svolgeranno presidi, volantinaggio e raccolta firme per una petizione popolare, da inviare al Governo Renzi, davanti tutte le sedi Inps.

Nei prossimi giorni saranno annunciate e realizzate altre iniziative presso le sedi Istituzionali nel mentre si stanno effettuando incontri con le forze politiche, con le rappresentanze parlamentari affinché con l'impegno di tutti venga cambiata una misura sbagliata e venga scongiurato un danno alle persone più deboli.

Frosinone,05/11/2014
Segreterie Cgil, Cisl Uil Frosinone e
IncaCgil, InasCisl, ItalUil e Patronato Acli

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