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Zingaretti deve ascoltare i Sindaci del frusinate

IL lavoro è vitadi Ignazio Mazzoli - “Il documento proposto da Pompeo, che 74 Comuni hanno condiviso, andava consegnato a Zingaretti dai Sindaci con la fascia tricolore. Così avevano proposto e deciso in assemblea qui in Provincia. Ha sbagliato il Presidente a spedirlo semplicemente”. Così ha esordito Gino Rossi davanti ad una rappresentanza di disoccupati che si è riunita il 19 aprile alle 16,30 nell’Aula del Consiglio Provinciale per ascoltare un resoconto sulle iniziative intraprese da Vertenza Frusinate e per decidere cosa da mettere in campo nei prossimi giorni.

Il documento di cui si parla è molto importante per i senza lavoro del frusinate non solo perché raccoglie importanti proposte venute dal movimento di lotta, ma perché manifesta concretamente la disponibilità e l’impegno dei Sindaci per intraprendere tutte quelle iniziative che il Presidente della Giunta Regionale rimproverava loro di non avere preso, analogamente agli imprenditori di questa provincia dichiarandolo davanti al Prefetto di Frosinone. Sicuramente sarebbe stato giusto e opportuno che questo incontro si fosse svolto, come descritto, perché fortemente simbolico della volontà delle amministrazioni comunali e della dignità di alcune rappresentanze del territorio, quelle più vicine ai cittadini e al disagio sociale.

Fare presto

Il Presidente Pompeo si è impegnato nuovamente per un incontro da fare il 2 maggio a piazza Gramsci invitando i rappresentanti regionali in quella sede. Poi dopo una telefonata in Prefettura, il cui contenuto è ignoto a Gino Rossi, si è delineato un ruolo per l’Assessore Mauro Buschini che si sarebbe offerto di far convocare lui l’incontro. Mormorii di malcontento e dubbi difronte a questa ipotesi di lavoro. Perché? Primo la mancanza di conoscenza dei tempi di convocazione e del luogo della riunione, secondo il timore che si voglia ulteriormente spostare nel profondo maggio la data che potrebbe così ospitare un’occasione di sola propaganda elettorale senza produrre risultati concreti. In ogni caso “si aspetta venerdì 22 prossimo e se non ci saranno risposte si pensa a riprendere l’occupazione della Provincia” – precisa l’assemblea.

I tempi sono diventati prioritari insieme alla vogli di risultati concreti. Si percepisce chiaramente dai toni quando ricordano che circa 400 lavoratori perderanno a fine maggio il sostegno dell’assegno di mobilità. E dopo? Come non capire lo stato d’animo?

Per una Primavera del Lavoro e un coordinamento delle lotte

Ma la determinazione si palesa di nuovo. Altre date, altre scelte. Sabato 23 in una conferenza stampa, di cui si conoscerà in giornata il luogo, verrà presentato l’evento “Per una Primavera del Lavoro”, musica e incontri nel pomeriggio di venerdì 29 aprile 2016 dalle 16 alle 21 in piazza Cavour ad Anagni, città simbolo della disoccupazione, ma anche dell’impegno del suo Sindaco per combatterla. Il tema? Lotta alla disoccupazione e ricerca di occasioni di lavoro.
Si vuole creare una occasione di incontro unitario di tutti i soggetti e le loro famiglie in sofferenza per mancanza di lavoro e carenza di reddito.
Complessi musicali che si sono offerti di suonare gratuitamente allieteranno il pomeriggio intercalando le loro esibizioni a comunicazioni, confronti, interviste e dichiarazioni di Sindaci, Amministratori provinciali, altri rappresentanti delle istituzioni e disoccupati. Si raccoglieranno firme per un proposta di legge dei Reddito di Dignità
L’evento porterà una novità importante: l’annuncio della nascita di un coordinamento di tutti i comitati e le associazioni che lottano e si battono per il lavoro e sono impegnate ad affrontare il disagio sociale nella sanità, nella gestione dei servizi idrici e nella tutela dell’ambiente.
Ci sarà anche un’altra novità. Un’iniziativa, patrocinata dal quotidiano L’Inchiesta e dal giornale on line unetre.it, rivolta all’informazione ed ai suoi operatori. Un incontro coordinato e diretto da Rita Cacciàmi Vice Direttrice del L'Inchiesta-quotidiano, al quale si stanno invitando giornalisti delle principali testate per valutare il “Ruolo dell’informazione stampata televisiva e on line nell’emergenza disoccupazione e per il lavoro oggi”. Saranno presenti giornalisti di varie testate. Fra le adesioni già ricevute quella del Direttore de L’Inchiesta Stefano Di Scanno, Cinzia Cerroni di Lazio Tv, Emiliano Papillo de Il Messaggero, Corrado Trento di Ciociaria Oggi, e chi vi sta dando queste notizie Direttore di unoetre.it. Presto daremo le nuove adesioni che giungeranno.

 
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Paolo Ferrero rilancia Rifondazione comunista nel frusinate

  • Pubblicato in Partiti

PaoloFerrero Frosinone 350 260di Ignazio Mazzoli  (intervista in testo e in video) - Con il titolo «62 persone al mondo sono più ricche del 50% della popolazione mondiale...riaccendere la lotta» la federazione di Frosinone di Rifondazione Comunista ha rilanciato la sua iniziativa dopo un periodo di difficoltà interne e lo ha fatto sulla base di una relazione del segretario Paolo Ceccano. Un discorso snello e incalzante ha aperto l’assemblea, il saloncino e l’ingresso della sede di viale Napoli 55 a Frosinone erano pieni sin dalle 17,00. Si è fatto il punto sociale e politico della situazione attraverso interventi, non solo di iscritti, che si sono svolti in 5-10 minuti. Suppergiù. Sono state affrontate le criticità del frusinate di cui la più grave è la mancanza di lavoro, che si accompagna a danni notevolissimi all’ambiente, vedi il mancato risanamento della Valle del sacco, a una sanità menomata e vieppiù spinta verso la privatizzazione, a una disastrosa e vessatoria gestione dei servizi idrici. Si è parlato con impegno anche di referendum e di difesa della Costituzione e della democrazia. Fra gli altri hanno parlato Il Presidente dell’Anpi Giovanni Morsillo, il giovanissimo Segretario della Rete degli Studenti Medi Massimiliano Iula, il coordinatore del Comitato difesa della Costituzione Dionisio Paglia, Gianmarco Capogna di “Possibile” con passione ha sostenuto la lotta per i diritti civili, Paolo Iafrate e Gino Rossi hanno descritto la drammatica situazione della disoccupazione nel frusinate e quest’ultimo insieme a Romolo Rea hanno posto una impegnativa questione: ci vuole un partito a sinistra che faccia il proprio dovere verso il popolo, la gente, i cittadini.

unoetre.it ha rivolto tre domande a Paolo Ferrero.

Segretario nulla si può fare perché mancano i soldi: E’ così? Lei ne ha parlato durante la “Alliance against austerity for democracy in Europe” svolta ad Atene il 18- 20 marzo affermando che ci sono soldi da dare agli Stati per un piano straordinario del lavoro, ci vuol dire qualcosa in merito?

«Le politiche europee e i trattati – voluti da socialisti e popolari – sono una gabbia neoliberista che impedisce una politica economica alternativa. Oggi presta soldi alle banche private che per averli vengono pagate. Il provvedimento penalizza la remunerazione del capitale finanziario e consente l’attacco alla politica monetaria della Bce da parte tedesca. Questa contraddizione aperta dalla Bce può far proporre una diversa politica economica e monetaria. Si faccia un Quantitative easing per gli stati. Semplicemente: se la Bce può regalare i soldi alle banche perché non può finanziare direttamente un piano pubblico per l’occupazione in Europa? Questo significherebbe muoversi. Finanziare a tassi negativi con 100 miliardi/mese un Piano per il lavoro europeo subito verso gli stati con maggiore tasso di disoccupazione per portarlo al 5% in tutta Europa. Si può fare. Si costruisca un movimento europeo contro l’austerità e il neoliberismo. »

Lottare. Indaghiamo un po’ la crisi dei movimenti. Perché in una situazione anche di disperazione ancora non decollano movimenti forti e durevoli?

«La lotta non decolla per 3 ragioni: 1) Manca il sindacato nella maniera e nella misura in cui sarebbe necessario. Solo ora sembra che la Cgil voglia riprendere l’iniziativa; 2) Pesano le divisioni nella sinistra. Il marasma di sigle produce disorientamenti e disillusione; 3) Una certa passività alimentata dalla cultura della concorrenza e della solidarietà fra persone con gli stessi problemi. Sembra che abbiano colonizzato la testa della gente e nel frattempo la situazione marcisce perché la gente sta zitta.»

C’è una tornata elettorale importante, come si presenta la sinistra a questo appuntamento. Lei come la vorrebbe?

«Saremo presenti in liste unitarie che siano alternative al PD. Renzi sta costruendo il partito della nazione, cioè un partito di centro, liberista e confindustriale, lavora scientificamente a distruggere il welfare pubblico, il sindacato e le tutele dei lavoratori, ad aumentare i profitti concedendo ai lavoratori l’elemosina. Rimane così un grande spazio a sinistra. Occuparlo, con che prospettiva e per fare cosa? Questo è l’oggetto della contesa politica a sinistra. che si divide su due ipotesi: La prima, quella di D’Alema, di fare una battaglia politica dentro e fuori il Pd per ricostruire il centro sinistra. Non è un’alternativa politico programmatica al Pd. La seconda, quella che propone Rifondazione Comunista, è aggregare il complesso delle forze della sinistra antiliberista e alternativa al Pd e ai socialisti europei.
C’è un’impasse. Le responsabilità del gruppo dirigente di Sel ci sono e pesanti. Mentre parlano di alternativa al Pd hanno scelto l’unità con chi non condivide questa scelta e preferisce stare nelle maggioranze di governo (vedi Lazio). Le fratture a sinistra, dentro il Pd, sono profonde oggi, anche se non si vedono interamente. Noi pensiamo che in Italia occorra una forza politica unitaria e plurale, punto di riferimento popolare per una alternativa antiliberista di sinistra, che riunisca tutti quelli che hanno medesime esigenze di diritti, lavoro, servizi, dentro a un progetto di società che abbia a modello la Costituzione. 3 condizioni occorrono: 1) Questo soggetto sia autonomo ed alternativo politicamente e culturalmente al Pd, non seve l’ala sinistra di questo centro sinistra. 2) Sia una formazione unitaria, solo così è credibile ed efficace, capace di andare molto oltre i confini di chi oggi sta nei partiti raccogliendo energie e intelligenze che si associano spontaneamente; 3) Deve avere un carattere democratico e partecipativo, senza forme pattizie che impediscono alle persone di contare effettivamente e determini un rinnovamento del personale politico, a partire dai volti più noti, come quello del sottoscritto.»

1 aprile 2016

 La videointervista a Paolo Ferrero
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Gli impegni di "Possibile" nel frusinate

Possible SalettadelleArti 24gen16 350 260dal Coordinamento dei Comitati di Possibile Provincia di Frosinone - Possibile conferma l’impegno concreto su: lavoro, difesa dell’ambiente, turismo lento e massima attenzione su diritti e referendum costituzionale.

Sala gremita domenica scorsa, 24 gennaio 2016, per la convention dei Comitati di Possibile della provincia di Frosinone che hanno organizzato una conferenza programmatica denominata “Strade Nuove per la Ciociaria”. Obiettivo degli organizzatori è stato quello di testimoniare l’impegno diretto di Possibile sui temi d’attualità della provincia e del panorama nazionale ribadendo la volontà concreta di essere attori in prima linea insieme con le associazioni e le altre forze politiche e civiche.

“Abbiamo provato a segnare l’inizio di un percorso politico chiaro su alcuni temi tra cui il lavoro, l’ambiente e la promozione del turismo lento e abbiamo confermato l’impegno sui diritti civili lanciando ufficialmente anche il progetto di osservatorio locale contro le discriminazioni” si legge nella nota degli organizzatori che prosegue “mettersi a disposizione della società significa provare a ricostruire il ponte tra cittadini e politica sconfiggendo il muro dell’antipolitica. Per questo motivo abbiamo già comunicato alle associazioni promotrici la nostra piena disponibilità ad essere parte del comitato referendario per il NO a difesa della nostra bellissima Costituzione che prima di essere stravolta andrebbe realmente applicata. Saremo presenti giovedì prossimo alla riunione indetta presso la Casa del Volontariato di Frosinone dando seguito alla presenza dei nostri Deputati alla presentazione in Parlamento del Comitato Nazionale per il NO”.

L'unità è un obiettivo

Possibile risponde anche all’appello lanciato da altre forze di sinistra: “l’unità non è un principio che esiste in quanto tale, esso è uno obiettivo che si raggiunge sulla base della condivisione di temi e progettualità. Come abbiamo già dimostrato partecipando con convinzione agli incontri promossi nella nostra provincia, siamo pronti a discutere dei temi sui quali è possibile incentrare campagne comuni, pensiamo al Reddito Minimo o alla battaglia sull’acqua pubblica. Ma anche sui diritti civili, ringraziamo tutti coloro i quali hanno risposto all’appello che avevamo lanciato aderendo alla piattaforma nazionale delle associazioni LGBT e con i quali ci incontreremo per far si che si avvii in questo territorio un percorso più ampio di sensibilizzazione sui temi della non discriminazione e dell’uguaglianza.

Le amministrative possono essere un primo banco di prova per sondare le reali intenzioni di tutti: prima di parlare di nomi o di immaginare primarie di coalizione dai confini indefiniti vorremmo parlare di contenuti e di formule di contagio civico come Possibile sta mettendo in campo anche a Roma. La Sinistra deve ripartire da nuovi modelli di partecipazione e di progettualità non dalla ricerca di vecchi schemi di centrosinistra che appare evidente non siano più replicabili con la formula del Partito della Nazione e proponendo quindi con progetti alternativi al Partito Democratico. Solo così si diventa credibili agli occhi dei cittadini, solo così si riporta la politica dalle stanze del potere alla luce del sole rompendo un muro che si è alzato anche a Sinistra e che noi invece ci prefiggiamo di sconfiggere riportando la politica alla sua dimensione più partecipata ed etica”.

 
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Luigi Di Maio nel frusinate

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LuigiDiMaio 350 260da Ciociaria Editoriale Oggi di lunedì 18 Gennaio 2016 - Frosinone16/01/2016 - Luigi Di Maio, Vicepresidente della Camera dei Deputati è l'elemento di punta del Movimento Cinque Stelle e per questo è il vero obiettivo di ogni campagna di stampa contro il M5S. Da sabato 16 è stato protagonista di vari incontri in provincia di Frosinone. "Ciociaria Editoriale Oggi" lo ha intervistato, unoetre.it ha condiviso il video che proponiamo ai nostri lettori preceduto da qualche stralcio come ha fatto il quotidiano cartaceo.

Pronti a vincere anche nei Comuni

«Noi vogliamo eleggere nei Comuni amministratori onesti e competenti, che guardino i bilanci con attenzione e taglino sprechi, spese inutili e consulenze che non servono a nulla. Con un obiettivo: diminuire le tasse locali recuperando risorse nel modo che ho appena descritto. Certamente Latina è un capoluogo importante, dove teniamo a fare bella figura». Ancora: «Noi puntiamo al voto dei cittadini. I nostri sindaci stanno tagliando gli sprechi dappertutto, fronteggiando pure situazioni nelle quali emergono debiti fuori bilancio a raffica. È il caso di Civitavecchia, per citarne uno. Faccio un esempio concreto: a Livorno abbiamo chiuso il bando per il reddito di cittadinanza. Seicento euro al mese a chi accetterà di seguire corsi di formazione e reinserimento. Con una “clausola”: se non si accetta la proposta di lavoro, si perde il reddito. Il nostro modo di amministrare è questo. Noi siamo pronti a governare le città, ma non a tutti i costi. Questo ci differenzia da tutti gli altri: noi crediamo nella competenza, nella qualità e nell’onestà. E siamo lontani anni luce da quelle beghe interne tra gruppi che paralizzano l’attività di governo ad ogni livello. Da tutto ciò siamo distinti e distanti. A Latina, Terracina, Cassino, Sora e Alatri lavoreremo sui programmi e candideremo persone che sappiano amministrare. Puntiamo a tutte le città, puntiamo a vincere. E sa perché? Perché siamo convinti che tagliando gli sprechi si possa investire sugli asili nido, sulle strade, sull’ambiente e su tutto il resto».

L'intervista completa nell'edizione di domani di Ciociaria Editoriale Oggi e Latina Editoriale Oggi.

 

 
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PCd'I: Subito in Consiglio Regionale la Mozione 352 sulla disoccupazione nel frusinate

bandiere pcdi 350 260Una dichiarazione del Segretario Provinciale del PCd’I, Oreste Della Posta - Sono allarmato e indignato, ho letto sulla stampa locale la denuncia del Deputato Luca Frusone del M5S che «Ad oggi ... nessuno del PD in Regione ha portato avanti la mozione presentata dalla nostra consigliera 5 Stelle Denicolò che senza il supporto della forza di maggioranza, potrebbe non venire mai calendarizzata e quindi discussa....».
Questo è un fatto molto grave anche perché la Mozione presentata dalla Consigliera Regionale Silavana Denicolò, dopo aver ascoltato la Vertenza Frusinate, è condivisa da numerosi altri Consiglieri, tutti di opposizione, compreso Mario Abbruzzese, ma nessun esponente della maggioranza, neppure uno di quelli che si definiscono rappresentanti della nostra Provincia.
La Mozione chiede che si intervenga concretamente con azioni immediate ed efficaci perché persiste nell’intera provincia l’impossibilità per migliaia di famiglie di far fronte, per mancanza di un reddito da lavoro, alle più elementari esigenza della vita quotidiana e questa drammatica situazione si ripercuote su tutto il circuito sociale e produttivo, dai settori alimentare e dell’abbigliamento, ai servizi, la scuola, la formazione professionale, la sanità, tutti comparti già colpiti da drastiche riduzioni di livello a causa del blocco dei consumi da una parte e da una evidente depressione della qualità della vita dall’altra mettendo in luce che "tale situazione richiederebbe grande cura da parte delle amministrazioni pubbliche, ed immediati interventi volti a ridare una prospettiva occupazionale al territorio e riavviare il motore dell'economia locale".
Qualunque siano le legittime differenti posizioni, chi si assume la responsabilità di impedire la discussione immediata di questa importante Mozione? La maggioranza che governa la Regione ed in particolare il PD si assumono questa gravissima responsabilità a danno del frusinate?
A nome del PCd'I mi rivolgo a tutti i sindacati, a partire da Cgil, Cisl e Uil, di questa provincia perché si impegnino, insieme ai disoccupati, per sollecitare una rapida discussione della Mozione n° 352, protocollata il 23 settembre 2015 e sostengano le più idonee misure a fronteggiare la grave crisi ciociara.

Oreste Della Posta

 

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PCd'I: Subito in Consiglio Regionale la Mozione 352 sulla disoccupazione nel frusinate

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Questo è un fatto molto grave anche perché la Mozione presentata dalla Consigliera Regionale Silavana Denicolò, dopo aver ascoltato la Vertenza Frusinate, è condivisa da numerosi altri Consiglieri, tutti di opposizione, compreso Mario Abbruzzese, ma nessun esponente della maggioranza, neppure uno di quelli che si definiscono rappresentanti della nostra Provincia.
La Mozione chiede che si intervenga concretamente con azioni immediate ed efficaci perché persiste nell’intera provincia l’impossibilità per migliaia di famiglie di far fronte, per mancanza di un reddito da lavoro, alle più elementari esigenza della vita quotidiana e questa drammatica situazione si ripercuote su tutto il circuito sociale e produttivo, dai settori alimentare e dell’abbigliamento, ai servizi, la scuola, la formazione professionale, la sanità, tutti comparti già colpiti da drastiche riduzioni di livello a causa del blocco dei consumi da una parte e da una evidente depressione della qualità della vita dall’altra mettendo in luce che "tale situazione richiederebbe grande cura da parte delle amministrazioni pubbliche, ed immediati interventi volti a ridare una prospettiva occupazionale al territorio e riavviare il motore dell'economia locale".
Qualunque siano le legittime differenti posizioni, chi si assume la responsabilità di impedire la discussione immediata di questa importante Mozione? La maggioranza che governa la Regione ed in particolare il PD si assumono questa gravissima responsabilità a danno del frusinate?
A nome del PCd'I mi rivolgo a tutti i sindacati, a partire da Cgil, Cisl e Uil, di questa provincia perché si impegnino, insieme ai disoccupati, per sollecitare una rapida discussione della Mozione n° 352, protocollata il 23 settembre 2015 e sostengano le più idonee misure a fronteggiare la grave crisi ciociara.

Oreste Della Posta

 

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"Mobilitarsi perché il Consiglio Regionale risponda concretamente all’emergenza disoccupazione nel frusinate"

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bandiere pcdi 350 260Una dichiarazione del segretario provinciale del PCd'I, Oresta Della Posta - La Direzione provinciale del PCd’I ha esaminato ancora una volta la gravissima e drammatica situazione degli oltre 130000 disoccupati del frusinate. A oggi dopo oltre un mese dall’incontro del 24 settembre svolto presso l’assessora regionale Lucia Valente non ci sono segnali di una qualche volontà d’intervento tempestivo e adeguato all’urgenza.
Si è parlato di “Reddito di Cittadinanza attiva”. Ma purtroppo sa di solo annuncio perché se si respinge la proposta di rifinanziamento di una legge assai simile, perfettibile, ma esistente, con l’argomento che non ci sono soldi, come si fa a promettere una nuova legge con le stesse finalità? Perché per la nuova ci sarebbero i fondi? Dove? Ci pare che sia una cosa tutta da vedere, senza costituire minimamente un’iniziativa che possa concretarsi in tempi brevi quali l’emergenza frusinate richiede con la massima urgenza. Eppure in quella sede del 24 settembre si è parlato che la proposta sarebbe stata portata al prossimo consiglio regionale. Da quel giorno se ne sono svolti già alcuni. Ma, nulla. Quella legge è indispensabile oggi e non può diventare una bandierina da sventolare in vista di elezioni.
Non s’è parlato d’altro, se non dei progetti futuri della Regione, esaminare le altre richieste della Piattaforma della Vertenza Frusinate chi i comunisti frusinati giudicano un ottimo documento di proposte concrete e realizzabili. Ricordiamo a tutti, per citare uno di questi obiettivi, che al punto 4 viene proposto «un alleggerimento della pressione fiscale locale sui nuclei familiari in difficoltà, ma anche con un intervento serio, possibilmente insieme alla Regione, verso le società di servizi (acqua, luce, gas, telefoni ecc) perché partecipino a fronteggiare l’emergenza;»
Inoltre si chiede ai Comuni ma anche alle associazioni di volontariato «l’istituzione di Sportelli per il Lavoro Occasionale che mettano in comunicazione esigenze di prestazioni e bisogno di lavoro anche temporaneo: piccoli lavori di sistemazione o rinnovo ambienti di case, giardinaggio, data enter, sostegno scolastico agli studenti e tante altre esigenze reali.»
Nell’incontro del 24 settembre non c’è traccia di confronto su queste proposte. Perché? Non ci si dica che non competono alla Regione. Non sta scritto da nessuna parte che la Regione legifera solo sulla base di input dall’alto nazionali ed europei, come sembra fare, ma è anche organo politico d’indirizzo e perché non darlo soprattutto dove neppure dovrebbe spendere denaro?
Ebbene ci sono lavori da svolgere? Ai comuni non si chiede di assumere, ma solo di legittimare elenchi a cui possano attingere privati cittadini o imprese utilizzando disoccupati in base alla legge come ricordato poco prima.
Nei comuni ci sono imposizioni fiscali da pagare, perché non defiscalizzarle per le famiglie interessate con una delibera ad hoc che indichi i parametri temporali di durata e l’entità dell’alleggerimento attingendo i nomi dagli elenchi comune per comune già pronti presso l’Ufficio provinciale per l’Impego?
I comunisti ciociari vogliono che non si dimentichino queste esigenze e chiedono che abbiano risposte urgenti.
Il PCdI chiama tutti i suoi iscritti e simpatizzanti a lottare con chi soffre e a mobilitarsi per chiedere al Consiglio regionale che discuta subito e approvi la Mozione firmata da tutte le opposizioni sull’emergenze frusinate.

 

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Maurizio Landini incontra il disagio sociale frusinate

Tomassini e Landini 350 260di Ignazio Mazzoli da L’Inchiesta del 30 settembre 2015 - «Il 17 ottobre è la giornata mondiale contro la povertà. Bene, sta a noi agire concretamente. Introdurre il reddito sociale. Mettere in discussione le politiche di austerità. Introdurre correzioni alla legge di stabilità»: così Maurizio Landini, segretario generale della Fiom-Cgil ieri sera nell’aula magna del Liceo “Martino Filetico” di Ferentino per la prima assemblea di “Coalizione sociale” in provincia di Frosinone.
La sala è interamente occupata. Il saluto lo parta Bianca Maria Valeri Preside del Liceo , ringrazia e sottolinea la partecipazione. «E’ un importante evento per il Martino Filetico - chiosa - aprire i locali ai diritti e al lavoro».
Presiede Martina Tomassini. «In questa provincia c'è bisogno di partecipazione per un diversivo atteggiamento verso i diritti - esordisce -. L’articolo 3 della Costituzione prevede l’Uguaglianza sostanziale e allo Stato è affidata la rimozione degli ostacoli che la imopediscono. Per cominciare serve il reddito di dignità. In ogni caso diritto alla salute, all’istruzione vanno coniugati in un sistema pubblico ed efficiente. Sono beni comuni non privatizzabili».
Alla presidenza siede anche il consigliere comunale ferentinate Mar¬co Maddalena che sottolinea soddisfatto: «La partecipazione che riscontriamo stasera vuol significare che nella nostra provincia c'è voglia di battersi». Poi affronta temi d’attualità che riguardano il territorio: «la vertenza Valle del Sacco, la Cemamit, fabbrica della morte, ci ricordano che è urgente un nuovo modello di sviluppo ecocompatibile. Non è possibile proseguire con la distruzione dell’ambiente, con l’indifferenza verso la disoccupazione, con il tollerare l’ingiustizia sociale che colpisce anche i più anziani. Invece bisogna unire le for¬ze».
Antonio Bruscoli, giovane dottore di Emergency, si sofferma sulle vittime della guerra. sui migranti. L’importante è sapere da che parte stare - alza il tono -. Di Vittorio sarebbe stato dalla parte dei migranti. La gente viene da noi perché la medicina si va privatizzando».
Luigia Mastrosanti, insegnante ex segretario generale della Flc-Cgil, parla delle sue dimissioni. «In Cgil - scandisce - non si pratica la democrazia. Unire le camere del lavoro di Frosinone e Latina non va bene. Si sta sempre più lontani dai lavoratori. Invece oggi più che mai c'è bisogno di sindacato».Aula magna Martino Filetico 29 settembre 2015 con Maurizio Landini
Pier Luigi de Filippis, operaio Fiat, afferma che «solo grazie a Fiom c’è stato qualche miglioramento dell'ambiente di lavoro».
Gino Rossi (Vertenza Frusinate) porta il saluto di tutti i disoccupati della provincia. «Bisogna coalizzarsi, tutti insieme per avere risultati».
Secondo Francesco Durante, siciliano di Roma, «l’attuale politica non ci rappresenta più».
Fernanda Cipriani (esodati trasporto aereo Leonardo da Vinci) legge un comunicato di critica ad Alitalia. «Gli esodati non hanno alcuna prospettiva” e ripercorre le scelte sbagliate della compagnia di bandiera.
Oreste Della Posta, segretario del Pcd’I, lancia un appello per i bambini dei popoli colpiti dalla guerra e dalla povertà.
Umberto Zimarri denuncia come «Il vuoto nei piccoli centri è il lavoro. Chi non lavora viene regalato alle clientele e anche alla criminalità organizzata».
Antonio Torriero - Risorgimento socialista, Sindaco di Supino - attacca la gestione Acea, mentre Guerino Ventre, operaio Fiat e sindacalista, chiede «diritti e democrazia al primo posto. Diritti sul lavoro e condizioni di lavoro: serve protesta, ma anche proposta».
L’ingegner Matteo Arcoman¬no, di Ferentino: «Ho vissuto con operai e tra operai. Il lavoro è uscito da questa provincia. Anche le industrie usciranno. Creiamo lavoro. Mi metto a disposizione con tutta la mia esperienza. Ho delle idee».
Maddè Guglielmo (Indotto Fiat) chiede «più rispetto del lavoro e dei lavoratori. Serve un soggetto democratico che sappia raccogliere le esigenze di tutti».
Francesco Notarcola, esponente dei comitati, si chiede «quanta responsabilità abbiamo noi (sinistra, socialisti, comunisti ecc) in questo disastro. Se non facciamo i conti con la nostra coscienza e i nostri errori non ci salveremo».
Maurizio Landini è intervenuto in conclusione ponendo l’accento sulla necessità di ricostruire l’ unità sociale che è stata distrutta. «L’o¬biettivo, però - ha avvertito - deve essere quello di unire le persone e non le sigle. Non abbiamo bisogno di un contenitore, ma di un processo un movimento. Abbiamo necessità di ricostruire la cultura del fare assieme. Si abbassano salari e diritti, salgono le morti sul lavoro.
Una volta le lotte producevano leggi utili. Oggi per la prima volta attraverso le leggi si producono restringimenti dei diritti».
«Le truffe le fanno tutti - avverte -, se è il profitto l'unico obiettivo. Del resto il luogo delle decisioni è divenuto la finanza mondiale. Invece bisogna ricostruire un cultura politica della partecipazione. Certo, non è semplice quando le leggi ti sono contro. Da soli non c'è la possiamo fare. Occorre una risposta di massa. Il referendum, ad esempio, è comunque strumento di massa. In ogni caso non solo il lavoro dipendente è svalorizzato, ma tutto il lavoro autonomo e gran parte di quello professionale».
Quanto alla situazione nella Cgil, il segretario Landini chiede «più democrazia interna, più trasparenza». Poi denuncia l’attacco al diritto di sciopero, le pratiche clientelari, la corruzione. Qual è - si chiede - il modello sociale? Per chi vede queste cose e prova ribellione è il momento della responsabilità».

 

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8 settembre 2015 per sostenere le ragioni del frusinate a partire dai suoi 124000 disoccupati

consiglio lazio 350 260di Ignazio Mazzoli - “Vertenza Frusinate arriva in Regione”, recitava il titolo di un articolo pubblicato da L’Inchiesta giovedì 26 agosto. Ora possiamo confermare la notizia con le informazioni che ci arrivano dalla segreteria politica della Consigliera regionale Daniela Bianchi, attraverso una nota del signor Americo Roma. Il giorno 8 settembre dalle 15,00 si svolgerà un incontro con “tutti gli attori istituzionali - scrive Roma - per comprendere e capire come intervenire in provincia di Frosinone sull'emergenza occupazionale”. Questo appuntamento è stato “fortemente voluto dalla consigliera Bianchi, che ha lavorato durante il mese di agosto con pressioni sulla presidenza per avere sùbito un'altra data visto il rinvio di agosto” (doveva essere il giorno 8 ndr).
Per la Vertenza Frusinate, ci comunica il Comitato promotore, parteciperà a fianco di Daniela Bianchi, Gino Rossi. Come arriva questa presenza? Non a caso. “L’invito personale al rappresentante della Vertenza è una iniziativa della Consigliera proprio perché vorrebbe che i disoccupati diano il loro contributo diretto nelle valutazioni e nelle risposte da trovare” – precisa Americo Roma. Si arriverà a questo appuntamento dopo molti mesi di attività del Comitato promotore della “Vertenza Frusinate contro la disoccupazione e precarietà” e alcuni incontri anche con Daniela Bianchi che conobbe i promotori della Vertenza Frusinate per la prima volta l'11 gennaio, dopo avere annunciato con un messaggio FB di volere essere presente alla No-stop che si svolse in quella domenica nella saletta Gualdini. Disse nel messaggio: “verrò per ascoltare”.
Questa partecipazione del Comitato a un incontro in Regione, di cui daremo conto dopo che si sarà svolto, è sicuramente, in primo luogo, l’esito di chi ha voluto e saputo ascoltare le esigenze del territorio, ma è anche il riconoscimento ai disoccupati della Vertenza Frusinate di sapere rappresentare bisogni reali e drammatici. La novità di questa partecipazione è il riconoscimento di una presenza che si muove nel solco dei diritti e delle liberta costituzionali, impegnata a parlare con le Istituzioni e con tutte le forze dell'articolazione democratica della nostra società anche se qualcuna è ha scelto di snobbare questa presenza. Avrà la coscienza poco pulita, la consapevolezza di non fare compiutamente il proprio dovere? Altri non l'hanno pensata e non la pensano così. Con la riunione dell’8 settembre ci saranno, ormai, sul piatto delle iniziative tese a impegnare la Regione due avvenimenti di peso, infatti l’incontro si aggiunge alla interrogazione urgente presentata alla fine di luglio dalla Consigliera M5S Silvana Denicolò. Daniela Bianchi e Silvana Denicolò, tuttavia, non sono sole. La provincia, il Vescovo, i sindaci, alcuni partiti non si sono tirati indietro.
Saprà rispondere adeguatamente la Regione di Zingaretti? Il pomeriggio dell’8 settembre 2015 potrebbe produrre alcuni buoni risultati a partire dall’impegno a rifinanziare subito la legge 4/2009 per alleviare disagi e indigenze senza aspettare improbabili leggi quadro nazionali e accelerare l’operatività del "Contratto di Ricollocazione" utilizzando gli uffici provinciali per assicurare risultati. Citiamo solo due punti ad esempio, ma nella Piattaforma della Vertenza Frusinate c’è dell’altro, molto concreto e realizzabile.
Partecipare all'incontro con Gino Rossi è un modo per far ascoltare a Zingaretti quello che da mesi gli sfugge di questo territorio e solo di questo territorio: che è la cenerentola del Lazio. Il senso della mozione che molti Sindaci porteranno in approvazione sta tutto nella volontà di far emergere la particolare drammaticità di una provincia in cui il 25%. delle sua popolazione, ormai, è disoccupata.
La distrazione del Presidente della Giunta Regionale si è particolarmente manifestata recentemente quando assai tempestivamente ha reso disponibili somme per la realtà reatina. Sarà solo disattenzione di Zingaretti o peggio trascuratezza? Sicuramente no. Non ci sfugge che verso il neonato accordo di Programma di Rieti è coinvolta tutta la provincia, maggioranza e opposizione quasi al completo lo sostengono, mentre quello nato ben prima, nel 2013 e che porta il nome Anagni-Frosinone, non è molto amato qui da noi, anzi ha molti detrattori e/o nella migliore delle ipotesi degli sfruttatori.
I lavoratori che lo conquistarono con le loro lotte si sono resi conto ben presto di alcuni limiti che aveva l'Adp, e ne hanno richiesto, inascoltati modifiche alla legge nazionale sulle cifre d'investimento, insostenibili per una realtà di piccole e medie imprese e soprattutto hanno individuato dove nasceva l'ostracismo all'attuazione di quanto previsto nell'Adp: la mancata realizzazione di reti d'impresa per assicurare quella riconversione necessaria prevista nell'accordo firmato. Da destra hanno sempre dichiarato che bisognava considerare morto l'accordo come avvenne da parte del consigliere Abbruzzese nel primo tavolo Inter-Istituzionale riunito all'Amministrazione provinciale. Perché? C'è forse un convitato di pietra? Chi può essere? Forse chi sperava che i 90 milioni potessero essere distribuiti a pioggia secondo le "migliori" tradizioni?
La buttiamo là: ma perché se l'imprenditoria ciociara non vuole abbandonare le sue vecchie abitudini non si opera per un'apertura alle aziende della “silicon valley” romana, che non solo al nord della nostra provincia ma in tutto il suo territorio, potrebbero trovare spazi e opportunità per continuare a svilupparsi? Certo senza escludere tutti gli altri settori produttivi in grado di svilupparsi a partire dall'agricoltura e dal turismo, ma mai dimenticando che i grandi numeri della locale disoccupazione (124000 ad oggi) senza industria non troveranno soluzioni appena appena dignitose.
Per ora solo un “in bocca al lupo” a chi l’8 vorrà battersi per il frusinate.

31 agosto 2015

 

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Marginalità della classe politica locale mamma del disastro frusinate

vertenzenellacrisidi Ignazio Mazzoli - Alessio Porcu, direttore di Teleuniverso, qualche giorno addietro sul suo blog personale ha pubblicato notizie della politica frusinate collegate a quella nazionale che avvalorano la tesi: "chi fa militanza attiva nel Pd frusinate, conta nulla o zero. Tanto le decisioni vengono prese altrove. I congressi sono fatti a tavolino". Si sapeva già. Nulla di nuovo, non solo per “gli addetti ai lavori”, ma anche per la più gran parte dell’elettorato. Ma nel racconto del direttore di Teleuniverso è proprio questo il punto di rilevante attualità: il rottamatore si è rivelato un rigattiere (dice un mio amico, Valerio Ascenzi che con il suo articolo mi ha suggerito le riflessioni che seguono).
Anche in altre epoche per i partiti di potere accadeva che sempre a Roma decidevano tutto e le controversie locali le risolveva il prefetto di turno come ricorda lo storico Tommaso Baris nel suo bel libro “C'era una volta la DC”. Ma a questo punto ci si chiede: dove starebbe questa benedetta rottamazione tanto sbandierata da Renzi? Partita dall’Arno sembra essersi arenata a Empoli la città che ha dato i natali al tuttofare Luca Lotti. «Gli unici ad esser stati rottamati – oltre ad alcuni nomi scomodi, uno per tutti D’Alema (ma è da vedere fino a che punto) - sono i cittadini e i militanti storici del Pd», quelli provenienti da una cultura vera di sinistra, che hanno creduto nell’idea di dar vita ad un partito nuovo che sapesse ereditare il meglio dei riformismi sociali egualitari e garanti dei diritti dei più, in primo luogo dei più deboli e dei lavoratori, come si erano delineati nella cultura democristiana, socialista e comunista della grande epopea realmente riformista che si è sviluppata dagli anni ’60 agli anni ’80 del secolo scorso. Ingenui e illusi.
«La rottamazione ha riguardato e riguarda chi non si allinea, chi elabora un pensiero con il proprio cervello, chi aveva creduto – spendendo venti euro della tessera - che l’aggettivo “democratico” avesse a che fare con la libertà del popolo, con l’uguaglianza dei diritti». Invece l’unica libertà è quella per un gruppo di dirigenti (sempre più ristretto) di non avere intralci alle proprie decisione preferite.
Da rottamatori a rigattieri: «abbiamo assistito a campagne elettorali per le primarie del Pd, in cui si è gridato contro il vecchio, contro lo stantio, contro le idee da paleolitico e poi, a livello nazionale, abbiamo visto mettere in atto il programma di Berlusconi (scuola, legge elettorale, lavoro ecc. ecc.) con l’aiuto anche di chi con Berlusconi ha condiviso “tante imprese” (Verdini) e l’altro ieri (Alfano e Lorenzin). Forse c’è ancora da chiedere lumi sui reali motivi delle visite di Renzi ad Arcore ancor più dopo le intercettazioni in cui Renzi parla con il comandante della Cdf Adinolfi, confessandogli che a suo avviso “Letta non è capace”. Lui, invece è capace, si, ma di applicare il programma di un altro (Berlusconi) con i voti presi da un altro ancora (Bersani) ma non di far politica». Basta, lasciamo stare, non occorre arrivare anche al “patto del Nazareno”.
Veniamo a noi. «Sui territori, "gattopardescamente", nulla è cambiato gli eletti sono sempre gli stessi o personaggi a loro molto vicini da anni. È impossibile far emergere una nuova classe politica, vera, preparata su almeno uno o più ambiti culturali e/o tecnici, che non sia terza o quarta linea dei riciclati delle cosiddette prima e seconda repubblica? Ma è mai possibile che i nuovi eletti debbano essere sempre in quota di qualcuno? E pensate che ogni tanto spunta qualcuno che dice di volersi mettere di traverso, ma è sempre qualcuno che viene sostenuto da Roma». Che amarezza!
Il dibattito che è iniziato sul web, grazie alla pubblicazione di Alessio Porcu, rischia di arroventare la già caldissima estate. Purtroppo il nocciolo della questione è sempre uno solo: fra due chi deve essere eletto? Uno che è stato consigliere e assessore regionale, parlamentare europeo e ora presidente dell’Asi di Frosinone, ambisce alla candidatura alla Camera. Alla stessa candidatura ambisce anche uno che è stato sindaco di Ferentino, presidente della Provincia, consigliere e assessore regionale e oggi senatore.
Si può parlare d’altro? Il 31 luglio, ad esempio, i lavoratori senza lavoro dell’Ilva di Patrica avevano indetto un incontro con tutti gli eletti, in ogni dove, di questa provincia, tante promesse di adesione, ma se lì non ci fossero starti alcuni generosi sindaci purtroppo senza mezzi d’intervento, non c’era traccia di chi è sempre e soltanto candidato ad ogni incarico possibile al di là di meriti e di risultati per il territorio (generalmente inesistenti).
Lì c’erano altri disoccupati e le famiglie di disoccupati. Il frusinate e forse gran parte del Lazio hanno oggi bisogno di una forza politica che li rappresenti all’interno di una prospettiva regionale, nazionale ed europea. Non una forza territorialista, ma una forza politica che abbia uno sguardo diverso ed un progetto politico ed economico solidale, disinteressato ed efficiente che parta dai territori per incontrare altre esperienze. Soffermiamoci ancora una volta a guardare la Ciociaria per un attimo. Un comparto industrial e in crisi fortissima, che non riesce a risollevarsi. Famiglie sul lastrico perché uomini e donne sono disoccupati e nessuno li assume a cinquant’anni.
Il dramma è quello di non avere più una prospettiva politica, un rapporto di amore con la propria terra — lottare per restare e restare per lottare — , una forma organizzata di rappresentanza politica a livello regionale e nazionale. C’è un vuoto di leadership nel territorio, una marginalità della classe politica locale che non si era mai verificata prima e che ha, soprattutto, il gravissimo torto, il più grave di tutti, di aver sterilizzato ogni forma di protesta demonizzando la partecipazione e il movimento di massa..

8 agosto 2015

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