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Anagni: Cittatrepuntozero per un futuro possibile

ZTL di Anagni

città3.zero min“Che caciara!” Questo uno dei tanti commenti presenti sotto il trionfalistico annuncio dei nuovi orari della ZTL ad Anagni: un’espressione che ritrae perfettamente il pasticcio del Sindaco e dei suoi sodali. Lo sforzo nel pensare quale fosse la soluzione migliore ha partorito una ZTL con date ed orari schizofrenici. Neppure l’Azzeccagarbugli di manzoniana memoria avrebbe potuto pensare ad un orario della ZTL tanto complicato. Ne è venuto fuori un vero e proprio rompicapo per chiunque si voglia avventurare nel centro storico: un rebus sia per i pedoni che per gli automobilisti, i quali si troveranno alle prese con orari soggetti a variazione di giorno in giorno e di mese in mese. Queste continui cambiamenti d’orario sembrerebbero quasi un escamotage per fare cassa: a pensar male degli altri si fa peccato…ma spesso ci si indovina!

Favorire i ristoratori significa mettere a disposizione le piazze trasformandole in parcheggi? La passeggiata, prima di recarsi a pranzo o cena, non è contemplata: un attimo prima della chiusura del varco, via al parcheggio selvaggio della propria auto davanti le porte del ristorante; poi di corsa la consumazione del pasto per non rischiare caffè e amaro alla diossina. Sarebbe auspicabile che gli orari pensati per il mese di agosto vengano adottati per tutta l’estate e che diventino un punto fermo, da cui partire per una graduale pedonalizzazione in toto del centro storico. Nel frattempo, avremo tutti bisogno di un promemoria lungo un chilometro per capire quando si potrà passeggiare in centro storico tranquillamente, senza il rischio di auto tra i passanti o il fastidio di doversi continuamente schiacciare lungo i muri.

mar 16 giu '20, 16:59
Il comunicato è a firma del segretario Lucilla Graziani e del vice Chiara Grossi

 

 

 

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Ceccano. La biblioteca: sua storia e futuro base di confronto?

Interrogativi nel groviglio del centrosinistra di Ceccano

InaugurazBiblioteca 1981 370 mindi Angelino Loffredi - In questo ultimo periodo vedo, il già sindaco Maurizio Cerroni, impegnato, attraverso il sito unoetre.it, a ricostruire gli anni del suo impegno amministrativo. Finora ha pubblicato 5 articoli riguardanti attività, clima politico e realizzazioni avvenute.

Il lavoro che sta disegnando rende giustizia non solo a chi con lui partecipò a quelle realizzazioni ma è anche utile alle nuove generazioni per conoscere un periodo che rischia di essere dimenticato.

Cerroni ha riservato il suo ultimo intervento alla penosa condizione in cui da tempo si trova la Biblioteca comunale, riportando anche momenti salienti legati alla sua realizzazione. Ha fatto bene, e ritengo giusto partecipare e sostenere con spirito critico questo impegno, ricordando che ebbi l’onore di inaugurarla l’8 dicembre 1981, alla presenza di un folto numero di cittadini, e accompagnata da altre iniziative ( Mostra del Ferro Battuto allestita dal maestro D’Ambrosi e concerto del maestro De Santis). Per completare le attenzioni riservate alla stessa mi permetto inoltre, di invitare, per far conoscere difficoltà, impegni e progetti, alla lettura di un articolo da me scritto alcuni anni più tardi, collegandosi a https://www.loffredi.it/biblioteca-comunale.html
L’articolo di Maurizio Cerroni non ha sollecitato solo la memoria di molti ma, involontariamente, ha messo di fronte anche il presente con la sua straripante confusione politica, non solo cittadina.

Una settimana fa anche Valentino Bettinelli ha scritto sulla incredibile condizione in cui versa la Biblioteca, e già nel mese di ottobre 2019 , aveva posto all’attenzione dei Ceccanesi l’amara questione, rilevando situazioni ed esternando considerazioni simili a quelle espresse ora da Cerroni. Conoscendo le idee di ambedue, sono sicuro che se allargassero il discorso sull’utilizzo degl’immobili comunali, della loro messa a sistema e sulla predisposizione di una piattaforma culturale, le loro posizioni potrebbero essere coincidenti.

Allora la domanda che mi pongo è: perché anche quando si pensa alla stessa maniera ci si ignora e si marcia divisi?
Ostinatamente seguito a pensare, e credo di non essere il solo, che non debbono essere le rivalità e ambizioni personali ma le idee ed i programmi a costituire la centralità dell’agire politico e lo strumento attraverso il quale si stabiliscono accordi politici ed alleanze elettorali fra formazioni politiche appartenenti alla stessa area.

Perché allora ignorarsi e non invece confrontarsi liberamente alla luce del sole?

Ceccano 11 giugno 2020

 

 

 

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Il futuro di Anagni dipende Sindaco e Giunta

Anagni può tornare a crescere. Ora, dopo i recenti provvedimenti del Governo e della Regione Lazio, il bandolo dell’iniziativa è tutto nelle mani del Sindaco e dell’Amministrazione comunale.

Anagni Palazzo civico Sec. XI XIII 350 250 mindi Nello Di Giulio - E’ trascorso circa un mese da quando, con interventi sulla stampa, abbiamo proposto alla città le nostre idee per un percorso chiaro di sviluppo economico e sociale in risposta alla tremenda crisi da pandemia Covid-19.
Nella consapevolezza che già da mesi “nulla è come prima”, assumono grande importanza i tempi della riorganizzazione del nostro tessuto socio – produttivo attraverso azioni coerenti e coordinate verso chiari obiettivi di crescita della città. Sussidiarietà ed assistenzialismo hanno, per loro stessa natura, il fiato corto.

Un nuovo modello di sviluppo sostenibile ed integrato richiede impegno e capacità degli amministratori nell’utilizzare anzitutto le leve primarie proprie della città per sua vocazione storica, posizionamento geografico, articolazione del territorio, reti di comunicazione.
In tal quadro, il ruolo della cultura ed un marcato sviluppo dell’ industria del turismo sono nella vocazione primaria della città di Anagni. Un settore economico che prima dell’effetto Covid-19 rappresentava nel nostro Paese la principale componente di PIL con una media intorno al 13% ed elevate punte di picco in città storiche con potenziali non sempre superiori a quelli di Anagni.
L’industria del turismo anche nella nostra città fonda la sua ripresa, ancorché in un così mutato contesto, nella capacità di attrazione e nella vivibilità diffusa dell’intera città, in parallelo alla capacità di sviluppo (effetto volano) di tutta una serie di attività connesse che vanno dal piccolo commercio ai prodotti tipici, dalle botteghe storiche alle attività artistiche ed artigianali, dalla filiera dell’accoglienza, dell’agroalimentare e ristorazione tipica alla cura e valorizzazione delle eccellenze, del paesaggio, dell’estetica e dell’ambiente.

L’economia del turismo è, del resto, una scelta complessa (‘Pensare Turismo’) proprio perché articolata su diversi settori capaci, a loro volta, di alimentare ulteriori filiere di attività. Potremmo dire che, al pari del concetto della buona ‘economia circolare’ nella produzione delle merci, il rilancio post Covid-19 nella nostra città passa attraverso quella rappresentazione convenzionale ‘economia circuitale aperta’ propria della macro industria del benessere. Un’economia caratterizzata da una molteplicità di piccole imprese dove la centralità della persona rifugge da forme di gestione delle attività con il cosiddetto ‘pilota automatico’. Un settore particolarmente ‘labour intensive’.

Il turismo su cui lavorare sarà parecchio diverso dalle consolidate abitudini: meno folla, più spazi e distanziamento sociale, meno città, più cultura dei borghi e mete di prossimità; un turismo meno veloce e meno consumistico, più sensoriale, paesaggistico ed esperenziale. In sintesi, un turismo molto più identitario, più slow e più green, con spiccata esigenza verso una maggiore qualità dell’offerta capace di rispondere a nuove sensibilità e bisogni generati dalla vicenda della pandemia.
Ad Anagni non basterà di certo contare il numero dei biglietti staccati nei due principali musei cittadini (Museo della Cattedrale e Palazzo Bonifacio) che, seppur fondamentali, non saranno certo sufficienti ad attivare quel circuito virtuoso capace, solo esso, di promuovere sviluppo di attività, occupazione e benessere diffuso.

Anagni ha bisogno di aumentare la sua fruibilità con un maggior tasso di utilizzo della città e del suo territorio. E’ una necessità fondamentale per sostenere quel ‘valore di scambio’ che, oltre che derivato dall’identità storica, si concretizza e si moltiplica solamente con l’ampliamento quali- quantitativo dell’offerta turistico - culturale.
Una sorta di reciprocità virtuosa deve potersi generare tra l’ampliamento dell’offerta turistica, la crescita del ‘valore di scambio’ (redditività diffusa) e stimoli per nuove attività ed ulteriore implementazione dell’offerta.

Alcuni provvedimenti della Regione Lazio e del Governo di questi giorni possono, in particolare, consentire all’Amministrazione cittadina di avviare concretamente un tale percorso virtuoso post pandemia.
Con riserva di tornare ad approfondire in altre sedi, chiediamo al Sindaco di cogliere a pieno l’opportunità di sviluppo promossa dal bando regionale per la “Valorizzazione dei luoghi della Cultura” (Det. G05347 del 6 u.s. del Settore Cultura e Politiche Giovanili della Regione Lazio).

Nel piano complessivo di 5,2 milioni di euro la Regione Lazio pone, tra l’altro, a proprio carico l’80 % dei costi diretti ed indiretti nella valorizzazione di Aree Archeologiche, Parchi Archeologici aperti al pubblico o ancora da istituire ed includere nella OMR (Organizzazione Museale Regionale) con i relativi benefici nelle iniziative di rete.
Diciamo a chiare note alla città ed al Sindaco che è un’occasione imperdibile per realizzare, senza esosi costi per il Comune, il Parco Archeologico di Piscina con il pieno recupero alla nostra città dell’identità storica romana e, con essa, la memoria e le imprese dei nostri personaggi del tempo. Una ricchezza reale ed emblematica in termini storici e ‘market branding’ che potrà giovarsi in seguito anche della riscoperta -in convenzione con privati- delle testimonianze archeologiche del Circo Marittimo e del Tempio di Diana nel ‘Compitum Anagninum’ di Osteria della Fontana.

Va da sé che, anche alla luce delle più comuni considerazioni lasciateci dalla triste esperienza del la pandemia, sarebbe del tutto fuori luogo riprendere nel 2021 il progetto di ampliamento del parcheggio nell’area archeologica di Piscina che, con l’annessa definitiva cancellazione dell’area del Giardino Pubblico, sarebbe del tutto in antitesi con lo sviluppo di un luogo di cultura storico, ambientale, paesaggistico in grado di rispondere alle nuove regole e nuove sensibilità del turismo post Covid-19.
Un moderno piano della mobilità cittadina dovrà trovare certamente adeguate risposte in diverse soluzioni rispetto a quell’esigua decina di nuovi posti auto pensati ad un costo economico ed ambientale assolutamente sproporzionato.

Altra importante opportunità di rilancio della città, atta a generare occupazione e sviluppo, è data dall’approvazione in data di ieri (13 u.s.) da parte del Consiglio dei Ministri della revisione dei provvedimenti già denominati ‘ecobonus’ , ‘sismabonus’ e ‘bonus facciate’ in ambito del decreto ‘Rilancio’. In attesa dei provvedimenti attuativi, l’elevazione del bonus al 110% della spesa e l’introduzione dello sconto fattura con cessione del credito all’impresa ed al sistema finanziario sono provvidenze aggiuntive per sostenere la valorizzazione del nostro patrimonio urbanistico e rilanciare il settore della media e piccola edilizia.
Il nostro corso Vittorio Emanuele, il centro storico, la città tutta potranno beneficiarne grandemente tornando a raccontare storia ed esprimere accoglienza e bellezza in luogo di sensazioni di degrado da incuria e progressivo avanzare del tempo.

Lo Stato legifera creando strumenti di sostegno , le amministrazioni locali dovrebbero promuoverli e finalizzarli stimolandone conoscenza ed utilizzo da parte dei cittadini. Si tratta, in questo caso, di provvedimenti strutturali studiati nel duplice obiettivo del recupero/valorizzazione del prezioso patrimonio urbano, in uno con una decisa ripresa dell’importante filiera dell’edilizia.
Anagni per ‘rinascere’ dopo l’emergenza ha assoluto bisogno di cogliere l’uno come dell’altro obiettivo , ora che lo strumento è consegnato nelle mani dell’Amministrazione comunale.

Pensare di rilanciare il commercio, l’artigianato o l’enogastronomia cittadina agendo sulla TOSAP e su sostegni una tantum rischia di rimanere un’ illusione se, accanto all’adeguamento di norme in deroga per il centro storico, non sono a crearsi nuove condizioni di vivibilità ed accoglienza della città che evitino il progressivo invecchiamento e spopolamento del suo centro urbano.
Puntare sullo sviluppo turistico senza crearne i presupposti e senza interpretarne i nuovi bisogni , dopo lo sconvolgimento del Coronavirus, rischierebbe di essere altrettanto illusorio ed inconcludente. Giusto ricordare che, ancor prima dell’avvento della pandemia, Anagni ha registrato molte chiusure di attività ed un indicativo proliferare di cartelli “Vendesi” già nel corso del 2019.
Solo una nuova politica di qualità potrà consentire il recupero di un percorso di crescita della nostra città a beneficio dei residenti, dei visitatori e della sua più ampia comunità di riferimento nel nord Ciociaria.

Non porsi operativamente all’altezza sarebbe delittuoso verso le giuste attese di tante famiglie e verso le future generazioni.

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Tra un anno.....

Covid-19, e come chiamarlo?

cittaideale 350 mindi Loredana Ferri - In questi giorni passati in compagnia di quel… vorrei trovargli un nome più umano e togliergli addosso, quel nome scientifico “Covid-19” che mi ricorda tanto il nome di una spedizione spaziale. Spero che, alla fine di questo pezzo, riuscirò’ a trovarglielo! Quindi… vado avanti.

In questi giorni siamo tutti delle crisalidi, non sappiamo nulla di quello che succederà il giorno dopo. Aspettiamo di diventare delle bellissime farfalle perché da quando le città sono di colpo diventate orfane di tutti noi, le strade sono più pulite e così l’aria che respiriamo. Sembra incredibile, che, in un mese, sia avvenuto un miracolo compiuto da un virus! Mi chiedo se una volta usciti tutti dalle nostre crisalidi, saremo capaci di custodire questo nuovo paradiso che per ora, ci sta aspettando dietro le nostre porte.

La terra ci vuole dare un’altra possibilità: il premio dopo il castigo. Non so quando questo momento speciale accadrà, forse tra un mese, o tra un anno. Quando succederà all’inizio saremo tutti dei bravi bambini perché abbiamo preso una bella sculacciata dalla mamma.
Poi, torneremo a fare i capricci finché un altro virus si presenterà alla nostra porta, starà a noi decidere se farlo entrare o no.

Ripensandoci, continuerò a chiamarlo Covid-19 quel nome scientifico gli sta da Dio. Quando ci lascerà, vagherà tra le stelle e lo spazio infinito e non odiamolo troppo se su questa terra avrà seminato la morte ovunque.

In fondo lo dicono anche gli scienziati, lui è un virus…naturale!

Il quadro su tavola in legno si intitola “La città ideale”. La paragono ad una delle tante nostre città in questo periodo. Il pittore che ha eseguito questo quadro forse è Piero della Francesca.

 

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

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Modulo di autocertificazioine. Mininterno 26 marzo 2020

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Quale futuro per i giovani imprenditori agricoli

agricoltura giovani imprenditori 350 mindi Donato Galeone - Per rispondere alla domanda se vi è FUTURO per i giovani imprenditori agricoli – a mio avviso e come tecnico agrario – dovremmo tentare di capire si vi è la esigenza di promuovere “conoscenza e convinzione” - innanzitutto - nei nostri territori per convenire che il mondo agricolo con le nostre “agricolture” hanno necessità e bisogno di avviare il “ricambio generazionale”.

Diciamo subito che il Lazio ed i nostri territori - ma anche l'Italia nell'Unione Europea – ha scarsa incidenza di giovani conduttori agricoli - mediamente appena il 5% nel 2010 di età inferiore ai 35 anni – mentre già in Francia sono l'8,7% e si raggiungono valori di oltre il 10% nei Paesi nordici europei.
Le statistiche – censimento ultimo del 2010 – ci indicano che nella nostra agricoltura è operativo solo un giovane ogni dieci conduttori agricoli di età oltre i 55 anni. Ed è prevedibile che in un futuro non molto lontano – tra un quindicennio – gli ultracinquantacinquenni di oggi cesseranno di lavorare i campi.

Il calcolo attuariale è semplicissimo. Pur possibile il prolungamento di terza e quarta età di vita media anche degli agricoltori imprenditori, ultrasessantacinquenni, quanti di loro avranno il “successore famigliare per un futuro di cambiamento generazionale “?
Sappiamo che non è facile “capire queste ragioni” pur rendendoci conto che si tratta di una “sfida epocale” che necessita di interventi “non a pioggia” ma di politica agraria mirata per vincere, gradualmente, la sfida che può essere definita a dimensione globale.
Ci aiutano, in parte, le indicazioni che conosciamo dell'ultimo Censimento Agricoltura 2010 che sono generali e danno risposte soltanto alle principali questioni del mondo agricolo italiano.
Siamo obbligati, comunque, a traguardare la politica agricola comunitaria – la PAC - tanto a consuntivo del periodo 2007-2013 quanto ci coinvolgerà nel prossimo 2014-2020.

Dal 27 giugno 2013 abbiamo conosciuto le cosiddette prime novità della nuova PAC 2014-2020 ed anche le importanti “misure per i giovani imprenditori agricoli”.
E' dovere informare e rendere pubblico, riferendoci al periodo 2007-2013 ed a pochi mesi dal rendicontare, sulla quantità delle risorse impiegate e sulla qualità finalizzati degli interventi e gli investimenti ammessi e cofinanziati dal PSR Lazio, rispetto alla disponibilità di spesa stimata dalla Commissione Europea – per settore pubblico – di Euro 700.434.557 così revisionata il 24 gennaio 2013.

Ci risulta che nel Lazio - ormai a fine periodo 2013 e prorogato di fatto versoi il 2014 - le risorse pubbliche disponibili da impiegare erano al 1° gennaio 2013 di circa 364.000 euro.
Riteniamo che grande parte di queste residue risorse dovrebbero essere spalmate tra le Misure più richieste dagli operatori agricoli laziali “agevolando l'imprenditorialità giovanile” e con essa tutte le potenziali attività connesse all'agricoltura: incentivi al miglioramento e promozione di vendita dei tradizionali prodotti tipici locali; estensione e qualificazione del turismo rurale; sostegno al comparto energetico delle energie rinnovabili mediante l'utilizzo dei sottoprodotti agro forestali, agro alimentari e degli allevamenti; coinvolgimento dell'impresa agricola nella tutela, salvaguardia ambientale e paesaggistica locale e laziale.
La Politica Agricola Comunitaria (PAC) – nel Lazio – e gli impegni di spesa tramite il PSR 2007-2013 da spendere, non a pioggia, dovrebbero accelerare al massimo possibile l'orientamento verso la “imprenditorialità giovanile” riducendo, innanzitutto, le lunghe attese burocratiche e sbloccando gli accessi – con erogazione di credito agevolato - su progetti di investimento ammessi al cofinanziamento comunitario dalla Regione Lazio.

Questi orientamenti e decisioni agevolerebbero l'interesse dei giovani nell'intrapredere in agricoltura e rafforzerebbe la cosiddetta “staffetta di ricambio generazionale” oltre il 2014-2020 con la nuova programmazione PAC che dovrebbe puntare sui giovani confermando e migliorando il “premio di primo insediamento” fino a 70.000 euro con l'ammissione verso investimenti cofinanziati anche in progetti innovativi sperimentali.
Inoltre, con riferimento al più recente orientamento sulla PAC 2014-2020, dal 27 giugno 2013, per i giovani agricoltori sono state proposte “aggiuntive positività” al fine di incentivare l'accesso professionale agricolo ai produttori di meno 41 anni ai quali dovrebbe destinarsi il 25% in più dei pagamenti diretti spettanti per ettaro.
In aggiunta a questa garanzia obbligatoria gli Stati membri dell'Unione Europea – anche l'Italia e la Regione Lazio – avrebbero facoltà di adottare misure a favore dei giovani imprenditori agricoli.

Siamo coinvolti tutti i giorni dalla televisione, radio, internet e giornali che ci informano in tempi reali e ci dicono – non sempre – “come aiutare gli altri” con il segno della solidarietà.
Ma giorno dopo giorno ci appare esemplare Papa Francesco che richiama” al bene comune” sia credenti che non credenti, impegnando i giovani, a superare le “povertà e le sopravvivenze umane” - lottando controcorrente “ - per elevare la dignità del lavoro nelle campagne.

Dovremmo domandarci se non ci fosse lo sviluppo dell'agricoltura e le attività a essa connesse – in assenza di imprenditoria giovanile ed in presenza prevalente di anziani che non possono lavorare con ritmo di età giovane – come si potrebbe garantire l'autosufficienza alimentare locale, laziale e mondiale?
Spesso non pensiamo o pensiamo poco alle condizioni di povertà e sopravvivenza nel mondo e che solo in Cina appena 700 milioni di persone hanno superato – nel 2013 – la soglia media di 1,25 dollari al giorno, pur in presenza di crescita dell'economia nella stessa Cina, India e Brasile!

Eppure nel mondo, nelle nostre comunità e nel Lazio abbiamo potenzialità di sviluppo sostenibili e terre in abbandono o incolte anche di proprietà pubblica.
Dovremmo in tempi brevi estendere le nostre ricerche territoriali – valutare e conteggiare costi, tempi e modalità di sviluppo – per favorire e condividere il superamento di diffuse e oggettive incertezze di futuro che non è da attribuire soltanto al fantasioso pensiero giovanile sulla incertezza di reddito prevedibile degli operatori agricoli.
Le nostre ricerche territoriali dovrebbero verificare e rilanciare le vocazioni agricole da integrare e cofinanziare con investimenti di ammodernamento delle strutture aziendali funzionali all'orientamento tecnico produttivo e in una dimensione economica che preveda, gradualmente, un equo conseguimento di “redditività da lavoro” nei bilanci annuali del giovane imprenditore agricolo.
E' certamente fondamentale favorire una “ricomposizione fondiaria” più vicina ai circa 15 ettari/azienda di media europea rispetto alle nostre dimensioni medie italiane di circa 7,5 ettari che si riducono nel Lazio fino ai 2,5 ettari, mediamente, nella Provincia di Frosinone.

E' essenziale l'assetto fondiario a “dimensione economica” strutturale aziendale, pur integrata da subentri di parente agricoltore entro il terzo grado e da possibili affidamenti – preferibilmente in affitto con prelazione all'acquisto – di terre incolte pubbliche a giovani imprenditori.
Ma la struttura fondiaria così ricomposta o da ricomporre necessità di investimenti materiali e immateriali e, quindi, di credito – agevolato erogato da banche o consorzio fidi – a breve, medio e lungo termine adeguabile, appunto, alla dimensione aziendale e agli ordinamenti colturali e produttivi, nonché, alle possibili attività che il giovane imprenditore propone, ovvero, la “sua idea di impresa”.

Definita la idea di impresa – da strutturare, ristrutturare, o ricostruire – il primo passaggio è la elaborazione di un “progetto di sviluppo aziendale” singolo o preferibilmente associato.
Un progetto con il quale il giovane, innanzitutto, deve compiere una scelta fondamentale: deve scegliere il suo futuro imprenditoriale da singolo o in associazione con altri produttori.
Vale a dire: o un tipo di “imprenditore tradizionale” di uno specifico comparto o ordinamento produttivo; o un “imprenditore della diversificazione produttiva” attivando le innovazioni e gli orientamenti in agricoltura offerti dalle recenti legislazioni comunitarie, nazionali e regionali da programmare ( agriturismo, fattorie didattiche , reti di qualità di prodotto anche con vendite dirette, energie rinnovabili).

Fatta la scelta sulla “figura imprenditoriale” procedere:
• con il trasformare la “idea di impresa” nel progetto di sviluppo aziendale mediante il dettagliare nel contesto dell'obiettivo generale progettuale, anche, quelli specifici rilevandone i risultati che si attendono e le azioni da indicare, congiunte alle risorse necessarie per raggiungere quei risultati (è il cosiddetto “business plan economico finanziario” da elaborare con cura, rapportato ai mercati e alla richiesta del cofinanziamento);
• con il ricercare – sulla base della progettazione condivisa – la possibile fonte di finanziamento, oltre il premio di primo insediamento giovani: investimenti, qualità, pacchetto giovani previsti dal PSR e per acquisto terra , da verificare, con la possibilità di mutuo presso l'ISMEA;
• con l'acquisizione di “formazione base” in agricoltura tramite partecipazione a corsi di formazione professionale organizzati da Enti autorizzati e riconosciuti dalla Regione Lazio.
Adempimenti necessari per avviare una impresa agricola:
• apertura della partita IVA presso l'Agenzia delle Entrate;
• iscrizione nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio;
• iscrizione e dichiarazione presso l'INPS provinciale.

 

27 luglio 2013

 

 

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Difesa, Frusone - M5S per un Team del futuro

Difesa, Frusone (M5S): mia candidatura a facilitatore per difesa e sicurezza.LucaFrusone 350 260

«Ho deciso di creare un gruppo di lavoro permanente e candidarmi come facilitatore sui temi della Difesa e della Sicurezza. L’obiettivo è costruire un luogo di scambio informativo in cui chiunque voglia portare il proprio contributo alla nostra azione politica possa esprimere le proprie idee discutendole con persone preparate, pronte a valutarle nel merito».

È quanto afferma in una nota il deputato del MoVimento 5 Stelle Luca Frusone. In merito alla squadra il deputato pentastellato precisa «ho voluto coinvolgere tre colleghi che mi aiuteranno a coadiuvare il lavoro con l’ausilio di tecnici di altissima competenza sposandolo con le istanze provenienti dal territorio. La referente nazionale del team è Emanuela Corda, portavoce alla Camera dei Deputati con una lunga esperienza in Commissione Difesa ed oggi Presidente della Commissione Parlamentare per gli Affari Regionali. Con lei abbiamo portato avanti importanti battaglie nelle istituzioni, prima da opposizione e poi da maggioranza. Il referente regionale è Luigi Piccirillo, portavoce eletto in Regione Lombardia, membro della Commissione permanente Affari istituzionali e di quella su Cultura, ricerca e innovazione, sport e comunicazione. Luigi è inoltre componente della Commissione speciale sulla situazione carceraria in Lombardia e quella su Antimafia, anticorruzione, trasparenza e legalità. Il referente comunale è Vincenzo Siani, consigliere del primo municipio di Roma, vicepresidente della commissione bilancio e componente della commissione lavori pubblici, sicurezza e contrasto all’abusivismo».

«Nelle prossime ore annunceremo tutti i componenti dei team interni ed esterni e sono certo che apprezzerete la loro storia, le loro competenze acquisite nelle esperienze politiche e professionali e la loro grande passione».

 

 

 

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PCI: Quale futuro per lo stabilimento FCA di Cassino?

  • Pubblicato in Partiti

FCA Piedimonte 350 260Quale futuro per lo stabilimento FCA di Cassino? E’ indispensabile un intervento pubblico.
Cassa integrazione dilagante per tutti gli stabilimenti italiani, promesse fatte da FCA e non mantenute circa il piano industriale di 5 miliardi di euro. A Torino aspettano di partire con la 500 elettrica, a Pomigliano con il SUV di classe “C” Tonale e a Cassino?
Per adesso nessuna risposta! Si era vociferato circa la produzione di un SUV di segmento D della Maserati, ma all’orizzonte c’è solo tanta cassa integrazione!
Nel 2019 si è superato la soglia dei 100 giorni attestandosi a quota 104 giorni di cassa integrazione con una percentuale che si avvicina a circa il 60% con un netto calo del salario degli operai. La produzione della Giulietta che si attesta attualmente a 70 unità in un prossimo futuro scenderà a quota 40 e questi non sono di certo numeri che possono sorreggere uno stabilimento con capacità produttive nettamente superiori.
Se a questo dato aggiungiamo anche la riduzione del personale dovuta al pensionamento di molti operai, lo stabilimento di Cassino da 4400 dipendenti passa a 3682, con una perdita secca di oltre 700 posti di lavoro, impedendo per altro il naturale ricambio generazionale, che in altre grandi aziende sta avvenendo. Un altro campanello d’allarme che ci fa preoccupare maggiormente sul futuro del nostro stabilimento.
Per conseguenza quando si produce, lo si fa con un minor numero di lavoratori, e inevitabilmente con carichi di lavoro sempre maggiori, al punto da divenire insostenibili.
L’accordo fatto tra FCA e PSA attualmente non dà alcuna garanzia che nuovi modelli, soprattutto quelli ibridi o elettrici (che rappresentano il futuro dell’automobile), vengano di fatto prodotti nello stabilimento di Cassino.Bandiera pci 350 260
In questo quadro il Partito Comunista Italiano propone che lo Stato, tramite la Cassa Depositi e Prestiti, acquisti una quota determinante di azioni in modo da garantire la produzione di nuovi modelli con nuove tecnologie, investendo in ricerca e innovazione, in modo da garantire il necessario sviluppo del settore e dello stabilimento di Cassino.
LE POLITICHE PORTATE AVANTI DA MARCHIONNE HANNO PORTATO AL COLLASSO L’INDUSTRIA AUTOMOBILISTICA ITALIANA: CASSINO E LA CIOCIARIA POTRANNO PAGARE UN PREZZO ALTISSIMO CAUSA DEL FORTE RITARDONELLA PROGETTAZIONE DEI NUOVI MODELLI.
I BASSI SALARI E LA CANCELLAZIONE DEI DIRITTI DEGLI OPERAI NON SONO SERVITI A RILANCIARE LA PRODUZIONE INDUSTRIALE E QUESTA E’ UN’ULTERIORE PROVA DELLE POLITICHE SBAGLIATE DEL NEOLIBERISMO.
PCI Frosinone cicl.in.prop piazzetta Conti di Aquino, 4 17/12/2109

 

 

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La bellezza, la storia e l'impegno della scuola per il futuro

La bellezzadi Paola Bucciarelli - Dall’antichità ad oggi, l’uomo si è sempre interrogato sull’idea di bello. La bellezza è una delle cifre che hanno caratterizzato tutte le società e, di conseguenza, le culture del mondo.

Potremmo costruire, anzi è stato già fatto, una storia del mondo a partire da una storia della bellezza. Potremmo, attraverso questo concetto, osservare come sia cambiato attraverso i secoli e come siano evoluti, sviluppati, i diversi popoli. Potremmo accorgerci che la bellezza non è mai stata semplicemente legata all’arte, ma anche alla natura, ai fiori, alle piante, agli animali, agli astri, al divino.
Insomma la bellezza ha da sempre mille espressioni, sta agli uomini saperle cogliere.

Gli uomini riescono a cogliere la bellezza quando è parte della loro identità. L’identità degli uomini passa per la storia che la forma e la plasma. Uno studio sempre più superficiale della storia rischia,dunque, di intaccare sempre più pericolosamente le radici del nostro Paese e della nostra cultura.

La storia, invece, ci aiuta a comprendere e a mettere in relazione cose diverse. Marginalizzandola si diventa schiavi inconsapevoli. La storia invece diventa un potente mezzo per sfuggire a quell’eterno presente che schiaccia le persone in un’attualità ossessivamente pervasiva, dove esiste solo ed esclusivamente il tempo presente, l’attimo, l’istante, si dimentica il passato e non si pensa al futuro.
L’incertezza dell’esistenza che caratterizza l’uomo contemporaneo fa si che questi si senta sciolto da ogni vincolo e legame, stando al mondo senza un progetto.
Lo studio della storia e’ quindi necessario per la comprensione delle proprie radici, dei nostri errori, delle nostre opinioni, del nostro progetto. La storia come verifica delle nostre posizioni. Pertanto, dimenticare il passato, prima ancora che portarci a prendere decisioni sbagliate e a ripetere errori passati, ci fa dimenticare noi stessi, chi siamo, qual è la nostra identità.
La storia, però, ci aiuta non solo a comprendere il presente ma allo stesso tempo a delineare la strada verso il futuro.

Oggi, insieme al passato, gli studenti ci chiedono di studiare il futuro.
Ragazze e ragazzi ci pongono domande legittime alle quali nessuno sa dare risposte certe. Questa è la sfida che attende e, sempre di più attenderà, i docenti.

I docenti per primi devono mettersi a studiare per provare a capire come si può affrontare insieme la questione dei cambiamenti climatici: con quali strumenti e consultando quali materiali, utilizzando quali saperi e con quale metodo di ricerca.
Non basta solo il ricorso alle discipline scientifiche, perché in ballo ci sono i nostri comportamenti, dunque il nostro immaginario, insieme al necessario confronto tra opinioni diverse. Dovremo dunque interrogarci sull’etica, praticare il dialogo, incrociare la filosofia.
Un’ottima occasione, dunque, per metterci in gioco davvero e discutere, con dati alla mano, se lo sviluppo sostenibile sia solo un ossimoro e cosa intenda fare chi parla di green new deal.

Nelle manifestazioni denominate “friday for future” sono apparsi cartelli che sintetizzavano in maniera sublime l’indirizzo a cui tutti dobbiamo tendere: "- EGO + ECO".
Decenni di individualismo di massa sfrenato comportano, per contrastarlo, cambiamenti profondi. Trent’anni fa Alexander Langer propose il tema della conversione ecologica, evocando una trasformazione che doveva intrecciare la necessaria riconversione energetica, agricola, urbanistica e industriale con una più profonda trasformazione delle nostre relazioni con la natura, il pianeta e l’iniqua distribuzione delle ricchezze. Nel cercare di individuare un’etica all’altezza di una sfida ecologica che sentiva ineludibile, proponeva di riprendere la morale kantiana così formulata: ciascuno di noi dovrebbe limitare il suo consumo di risorse ed energia, adeguandolo alla possibilità che i sei miliardi di abitanti del pianeta possano consumare altrettanto. Siamo arrivati a essere oltre 7,7 miliardi noi inquilini della Terra e calcolare quali cambiamenti nei consumi e nel nostro stile di vita comporterebbe il prendere sul serio quella morale potrebbe costituire un ottimo esercizio per avvicinare al nostro sentire le condizioni di vita materiali di miliardi di nostri coinquilini, comprendendo che già oggi, oltre la metà delle migrazioni forzate di intere popolazioni, sono dovute a fattori climatici e ambientali.

Per cambiare, però, abbiamo bisogno non solo di scienza e statistica, ma anche di simboli e immaginario, dunque di arte e potremmo ricordare le profetiche parole dal dottor Astrov nello zio Vania, di Anton Čecov : “Le foreste si fanno sempre più rade, i fiumi si seccano, la selvaggina si è estinta, il clima è guastato, e di giorno in giorno la terra diventa sempre più povera e più brutta. Tu mi guardi con ironia (…) ma quando passo vicino alle foreste contadine che ho salvato dal taglio fraudolento, quando sento stormire la mia giovane foresta piantata dalle mie mani, io mi accorgo che il clima è un poco anche in mio potere e che se fra mille anni l’uomo sarà felice, ne avrò un poco anch’io il merito.”

 

 

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La Memoria del futuro

memoria del futuroUNOeTRE.it continua con la presentazione del progetto "Memotech"*: salvaguardia e catalogazione delle memorie. Dopo "OLTRE LA GUERRA" che è il quarto ed ultimo capitolo del film "LA MEMORIA DEL FUTURO" realizzato con la regia di Adolfo Brunacci per il progetto "Memotech", intervistando 16 testimoni (8 diretti e 8 indiretti) della Seconda Guerra Mondiale nella zona di Cassino e del frusinate, pubblichiamo altri brani, in 3 video, del film racconta la Seconda Guerra Mondiale nel Frusinate attraverso i ricordi dei bambini e dei ragazzi di un tempo:

 

Capitolo 1 - La guerra dei bambini

 

Capitolo 2 - Il colpo di coda

 

Capitolo 3 - Il lascito degli eroi

 

 *di GolemICT Software e servizi innovativi

 

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Oltre la guerra

lamemoriadelfuturo 350 260 minUn bel video che nasce dal libro di Lucia fabi e Angelino Loffredi "L'infanzia salvata. Nord sud un cuore solo".

Giovedì 24 ottobre alle ore 16 presso l’Atelier Memory Gate: la porta della memoria, all’interno del complesso del Museo Historiale di Cassino si è svolta l’inaugurazione del progetto "Memotech"*: salvaguardia e catalogazione delle memorie.

"OLTRE LA GUERRA" è il quarto ed ultimo capitolo del film "LA MEMORIA DEL FUTURO" realizzato con la regia di Adolfo Brunacci per il progetto "Memotech", intervistando 16 testimoni (8 diretti e 8 indiretti) della Seconda Guerra Mondiale nella zona di Cassino.

 

L'unica storia qui contenuta è:

"I treni della speranza" di Giuseppe Gentile, Lucia Fabi e Angelino Loffredi

Musiche, interviste e testi - Daniele Mutino
Regia, fotografia e montaggio video - Adolfo Brunacci
Immagini - Assunta Petrocchi
Danza/Mimo - Sara Maranca e Mauro Vizioli
Direzione organizzativa - Tiziana Barone

 

Il video

 

UNOeTRE.it per ora dispone solamente di questo video riguardante “I treni della speranza”. Successivamente, appena disponibili, pubblicheremo anche gli altri realizzati a partire dallo stesso film.

 

*di GolemICT Software e servizi innovativi

 

 

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