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3 segnali lanciati dai primi 15 giorni di marzo '21

CRONACHE&COMMENTI

Proviamo a riflettere su tre segnali che tutti abbiamo visto

di Donato Galeone
IncontroGoverno Sindacati 390 minNei primi quindici giorni di questo mese sono stati lanciati tre importanti segnali che richiamo con brevissime citazioni, fermo restando i nostri comportamenti giornalieri da orientare a ridurre a zero i contagi pandemici del virus sia con una difesa continua personale che verso gli altri - persone vicine - nell'attesa programmata delle vaccinazioni.

Il primo segnale di questo mese è stato quello del 4 marzo di Papa Francesco che, con il suo viaggio in IRAQ, ha voluto sottolineare solennemente di “riprendere il cammino di Abramo, per continuarlo con lo stesso spirito e percorrendo, insieme, le vie della pace”.

Il giorno successivo – 5 marzo – un secondo segnale è venuto dalla Regione Lazio con la sottoscrizione di un “Protocollo d'intesa sulle politiche attive del lavoro” tra il Presidente Nicola Zingaretti, i Segretari Regionali della CGIL-CISL-UIL per i Sindacati dei lavoratori e i Presidenti della Associazioni dei datori di lavoro.

Si è trattato di una specifica intesa tra parti sociali che seguiva altra intesa sottoscritta - da Regione Lazio e CGIL,CISL,UIL nel novembre 2020 - su come “ricostruire il futuro per uno sviluppo del Lazio che non lasci indietro nessuno” - ovvero - intendersi e condividere i primi e decisivi passi “dall'emergenza alla necessità di un nuovo modello di sviluppo” per superare gli effetti sociali ed economici causati anche del Covid 19.

E il 10 marzo sia il Presidente del Consiglio che il Ministro per la Pubblica Amministrazione - con i Segretari della CGIL,CISL,UIL – hanno convenuto e sottoscritto un “Patto per l'innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale” con l'obbiettivo di elaborare una efficace riforma della pubblica amministrazione orientata verso la ricostruzione economica e sociale del nostro Paese nella dimensione europea.

Riprendo i tre giorni di Papa Francesco in Iraq che sono stati al centro dei commenti non solo tra le religioni in dialogo tra loro - dopo anni molto difficili - ma anche su una complessa questione politica, economica e sociale di un Paese distrutto e in crisi che richiede urgenti interventi solidali altrimenti tutto quel popolo, compresi i cristiani, continuerà ad abbandonare il proprio territorio.

Tutti abbiamo letto e visto i luoghi ascoltando le dichiarazioni di Papa Francesco in Iraq e se non ci fosse stato il Covid, probabilmente, quel popolo in miseria sarebbe sceso manifestante nel centro di Bagdad per protestare contro l'assenza di prospettive politiche economiche e sociali come già avvenuto alla fine del 2019, in tutto il mondo arabo, prima dell'inizio della pandemia.

Quel rischioso viaggio voluto da Papa Francesco è stato definito spirituale e pacifico ma anche lungimirante scegliendo proprio l'Iraq del mondo arabo.

Un luogo in cui il rapporto tra cristiani e mussulmani è considerato nella maniera peggiore sul fronte del dialogo tra religioni, al solo pensare che nel 2014 – il sedicente Stato Islamico – aveva proclamato la nascita del “califfato” con l'esodo forzato dei cristiani.

E la scelta del Vescovo di Roma di andare proprio in IRAQ fa pensare che il richiamo di una tragica esperienza sofferta, in quella terra, avrebbe potuto lasciare una traccia nei cuori della gente rispetto ai pericoli del fondamentalismo e dell'estremismo nel mondo.

Una visione del mondo che - dal 25 settembre 2015 con Agenda 2030 lanciata anche dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e condivisa da Papa Francesco - dovrebbe essere ricostruito economicamente diverso e immaginato libero dalla paura e dalla violenza, dalla fame, dalla malattia e dalla povertà.

Un mondo in cui ogni Paese dovrebbe godere di una crescita economica duratura, aperta a tutti e sostenibile con un lavoro dignitoso equamente contrattato e partecipato.

Un mondo il cui sviluppo, con l'impiego delle tecnologie sia sensibile al clima, rispetti la biodiversità vivendo in sintonia con l'uomo e la natura.

Un mondo dove la democrazia e il buon governo ad ogni livello dovrebbe favorire, nella legalità e il diritto al lavoro, una crescita economica e ambientale salvaguardata nelle sue dimensioni territoriali locali, con sostegno programmato e condiviso anche delle risorse europee.

Questo immaginario e visionario mondo appare possibile ricostruirlo se riusciamo a comprendere e mettere insieme - “interessi e valori” - sia in continua difesa e salvaguardia della salute e sia esercitando il diritto di accesso alla istruzione primaria e professionale continua mirata verso la ricomposizione e riqualificazione del lavoro nei territori con le “politiche attive in ogni comparto produttivo privato” congiunte alle “innovazioni del lavoro pubblico”.

In sintonia alle indicazioni lanciate dal comunicato sindacale sulla intesa del 5 marzo nel merito della gestione delle politiche attive con Regione Lazio per - CGIL,CISL,UIL - è l'inizio di un percorso formativo, estensivo e generalizzato, verso una “buona occupazione di giovani, donne e persone con disabilità” compresi i disoccupati e i percettori di ammortizzatori sociali.

Un percorso di una intesa sindacale che, oggettivamente, andrebbe “filtrata mediante verifiche puntuali e monitoraggio” sia in fasi operative ex ante emergenza che ex post sui risultati ottenuti per proseguire, coerentemente e congiuntamente, oltre l'emergenza mediante la definizione concertata - delibera DGR di ottobre 2028 - del “patto per il lavoro o piano di sviluppo strategico del Lazio”.

Così come il nazionale “patto per l'innovazione del lavoro pubblico” può essere una esemplare tappa di un nuovo mondo vitale generazionale di rapporto di lavoro anche in forma di lavoro agile (smartworking) sia nei servizi verso i cittadini che diretti alle attività produttive per uno “straordinario rilancio della Pubblica Amministrazione per supportare la creazione di un nuovo modello di viluppo nazionale e laziale”.

Certamente, nei prossimi mesi, saranno concretamente misurati tra Governo e Sindacati dei lavoratori pubblici i livelli di un lavoro professionale necessario per competenze verso alte produttività, equamente regolate e retribuite, per la erogazione di servizi pubblici nella dimensione locale e nazionale oltre che si sarà obbligati anche dai nuovi traguardi europei nel contesto programmatico del Next Generation EU – propriamente - nella specifica gestione condivisa del “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” (PNRR) da presentare a Bruxelles entro fine aprile 2021.

Roma, 16 marzo 2021

 

 

 

 

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1968. Due giorni con Enrico Berlinguer

Enrico Berlinguer in un ricordo di Ignazio Mazzoli

io 350 min

 

La Banca torinese di memorie "Memoro"  (https://www.memoro.org/it/Ricorda-Enrico-Berlinguer_5571.html) mi chiese, nel 2011, una testimonianza. Eccola, una breve vicenda in campagna elettorale per le elezioni politiche del 1968 insieme ad Enrico Berlinguer in provincia di Frosinone a Sora e Ceccano. Cercai di mettere in evidenza la sobrietà e l'impegno di un grande leader politico.

Cliccare sul link di memoro.org che si vede più sopra per avviare il video oppure cliccare sul player qui sotto

 

Registrato da Ignazio Mazzoli il 21 febbraio 2011

 

 

 

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I giorni dei nostri vent'anni

Maria Giulia Cretaro intervista Ignazio Mazzoli Direttore di UNOeTRE.it

20anni1e3it min

 

Il giro di boa dei 20 anni di UnoeTre.it. La nascita della testata è andata a coprire un vuoto nel bouquet dell'informazione locale. Quale esigenza ha mosso la fondazione di UnoeTre.it?

Il “giro di boa” per ora è un gradito augurio. Bisogna impostarlo e poi realizzarlo. Come e perché nacque? Posso essere più preciso. Nasce in un momento critico di mancanza di sedi di confronto reale. Segno evidente della crisi dei partiti quali luoghi fisici e culturali in cui elaborare programmi e orientamenti. Diventati all’improvviso (così sembrava) essenzialmente comitati elettorali al servizio di capicorrente. Un rinnovamento senza discutere non è rinnovamento è solo “revisionismo” deteriore.
La svolta era iniziata il 23 marzo ’97 al congresso dell’Eur contrassegnata dalla famosa frase di D’Alema agli imprenditori: “arricchitevi, ma create posti di lavoro”. Da quel momento in poi i diritti dei lavoratori e del lavoro verranno calpestati brutalmente. Il fallimento della Bicamerale in cui maggioranza e opposizione insieme avrebbero dovuto rileggere e aggiornare la Costituzione fu la riprova che allora un “giro di boa” avveniva e con quale fosse la posta in gioco. Il Congresso si ricorda come quello dello scontro durissimo del segretario dei DS con Sergio Cofferati segretario della Cgil. Quanto altro avvenne che gli ingenui non avevano previsto! Ci sarebbero voluti ancora 10 anni per arrivare alla svolta in cui nacque il PD con l’obiettivo di far dimenticare la sinistra del ‘900, il PCI e soprattutto il conflitto sociale. Con l’intento di avviare la più subdola campagna anticomunista attraverso gli slogan del pensiero unico che voleva far dimenticare la storia del più recente passato con la vulgata che “tutto” era cambiato.

Quindi UNOeTRE.it venne dopo?

Si. Allora capimmo bene solo che occorreva una sede di confronto e di informazione lontano dal pensiero unico neoliberista. Ci sembrò che i cittadini volessero leggere i problemi di vita delle persone raccontati dalla parte delle persone con le loro dirette testimonianze. Nacque “Edicolaciociara.it”. Aveva inizialmente una sola pagina. Eravamo in due a occuparcene Angelino Loffredi ed io. Quanti problemi tecnici ci arrivarono addosso! Quanto fu necessario imparare per essere non solo politici-giornalisti, ma anche webmaster! Generoso fu il contributo di giovani esperti come Fabio Mazzocchi e Alessandro Sau. Il giornale prende forma e crescono le pagine. Comincia a girare sulla piattaforma di Joomla! Nasce la prima Redazione, oltre me ci sono Angelino Loffredi, Ivano Alteri, Fausta Dumano e una bravissima giornalista neolaureata, Denise Compagnone. Si allargano le collaborazioni.

 

Con le Lavoratrici e i Lavoratori di ogni età

Radicata nei fondamenti costituzionali, UnoeTre.it non ha mai mancato di occuparsi di temi cardine come ad esempio il diritto imprescindibile al lavoro e la lotta combattuta passo dopo passo accanto a Vertenza Frusinate e non solo?

Qualche giorno addietro sulle pagine di FB si è sviluppato un dibattito intorno ad un importante articolo di Ermisio Mazzocchi (egoismo degli imprenditori). Uno degli intervenuti, Marcello De Santis, aprì il suo intervento scrivendo, «In questo dibattito manca il protagonista principale: l'uomo. Con la sua dignità ed il suo diritto alla felicità».
Era il 2014 quando riuscimmo a rendere indiscutibilmente evidente questa direzione di marcia. In, assoluta, coerenza con la Costituzione a cui si richiama il nostro titolo. Decidemmo che bisognava dare voce agli innumerevoli disoccupati di questa provincia. L’Amministrazione Provinciale in un suo documento denunciò 135.000 disoccupati (su una popolazione che non arriva a 450.000 abitanti). Drammatica era la condizione degli ultraquarantenni, troppo giovani per andare in pensione, troppo vecchi per essere assunti da imprenditori alla ricerca prevalentemente di giovani usa e getta e soprattutto di raccomandati dai potenti della politica per garantirsi appoggi di potere. Drammatico era il silenzio che circondava queste persone. Decine di migliaia di cittadini resi invisibili da un’informazione impegnata dietro le giravolte dei personaggi di potere. Tutt’al più di loro si parlava come dei pigri che volevano solo essere assistiti. Il chiacchiericcio interno dei partiti faceva velo alla realtà socioeconomica di questo territorio.

Si trattava di aprire una vertenza per il lavoro, il reddito mancava ed era offesa la dignità di almeno due generazioni di lavoratori buttati sul lastrico. Eravamo consapevoli che doveva essere un messaggio per rivendicare il lavoro come diritto per tutti: giovani e vecchi. Denunciammo anche con le immagini la desertificazione industriale che impoverì il nostro territorio e ne indicammo le responsabilità politiche di ogni livello Istituzionale. Lanciammo un sasso nello stagno e trovammo anche un prezioso e forte alleato, il quotidiano L’Inchiesta diretto da Stefano Di Scanno.
Partimmo da una iniziativa ad Anagni con Stefano Gavioli, il disoccupato ciclista che in bicicletta, da Mantova raggiunse il Parlamento Europeo per consegnare una lettera a nome dei disoccupati espulsi dalla produzione e non più riassunti.
Abbiamo seguito e continuiamo a seguire i disoccupati nelle loro lotte civili e democratiche dentro le istituzioni, ma anche con le istituzioni. Il nostro impegno e la nostra sfida iniziale si tradusse in un obiettivo rispettato da noi e L’Inchiesta: non passi settimana senza dare notizia dei disoccupati e della vita dei lavoratori ovunque collocati. Oggi questo mondo esiste ed è visibile. E’ stato un contributo a riaffermare il diritto costituzionale alla rivendicazione senza rinunce.
Sei anni di impegni e di lotte raccolte nella nostra sezione “Vertenza Frusinate” che ha ricevuto tantissimi contributi anche di ispirazioni diverse https://www.unoetre.it/lavorosocieta/lotte-e-vertenze/per-una-vertenza-frusinate.html

 

Per l'Ambiente

Valle del Sacco e tema ambientale: un binomio imprescindibile della realtà ciociara. La testata è sempre stata con coloro che erano in prima linea per la tutela e la salvaguardia del territorio.

Tanti erano e sono sensibili al tema dell’inquinamento in tutte le sue forme, C’è voglia di partecipazione, di stare dalla stessa parte. La bonifica della Valle del Sacco può ancora essere una battaglia vincente. Notevoli e prestigiose le forze in campo, la facoltà di Biologia della Sapienza nella persona della professoressa Margherita Eufemi, (Gruppo Lindano Fabio Altieri, Margherita Eufemi, Silvia Chichiarelli) il dottor Luigi Montano responsabile del progetto EcoFoodFertility). Ricordo tante associazioni e anche corpi dello stato impegnati (il Comando dei Carabinieri forestali di Frosinone intervenne individuando alcuni responsabili dell’inquinamento schiumogeno di tratti del fiume Sacco tra il 24 e il 30 novembre 2018)
Il punto più alto del nostro impegno fu il forte incontro da noi promosso il 25 Gennaio ‘19 presso la basilica di S. Maria a Fiume di Ceccano per illustrare anche la Mozione Muroni che avrebbe dovuto essere discussa alla Camera dei Deputati, convinti che solo l’intervento del Parlamento avrebbe potuto dare respiro ad una vertenza per l’ambiente e contro l’inquinamento che riguarda il nostro territorio insieme a tante aree del Paese. La Mozione non arrivò in alla Camera dei deputati anche per pretestuose preoccupazioni (?) giunte dal nostro territorio.
Il nostro giornale deve ancora scavare per portare alla luce quale è l’intreccio di interessi che paralizza ogni iniziativa mirante alla bonifica del fiume Sacco.
Abbiamo chiesto ripetutamente l’intervento della magistratura perché ai cittadini ed alla loro salute a tutti noi interessa la bonifica del fiume non solo la ripulitura di terreni per valorizzare aree da destinare all’edilizia spesso speculativa come il piano da 53 milioni mai diventato operativo.
Fiumi, discariche terreni orti da Colleferro fino al Garigliano sono un intero territorio offeso e mortificato
Impianti di depurazione pubblici e privati vanno verificati, gli “sversatori” abusivi vanno puniti, le encomiabili indagini dei carabinieri di cui si è parlato devono avere un seguito anche facendo conoscere nomi e cognomi degli inquinatori. Anche le Associazioni, hanno slanci generosi, ma devono ripensarsi e ripensare la loro vita interna, basta osservare la facilità con cui si frammentano, sembrano mercurio che schizza in infiniti pallini d’argento, quando si intravvedono i risultati. Quanti sindaci e politici sono alleati degli sversatori. Qual è lo stato della situazione, oggi, nella stagione del coronavirus, chi ce lo dice?
https://www.unoetre.it/lavorosocieta/ambiente.html

 

 

ignazio m.giulia 600 min

 

Per la sanità


Sanità, piaga dolente di questo territorio. Le battaglie condotte in materia di salute sono raccolte in una lunga storia raccontata con inchieste ma anche con un libro?

Grazie di questa domanda. Abbiamo dedicato tre rubriche per dare voce ai disagi nella Sanità Laziale in questa provincia: “Sanità inchiesta”, curata da Angelino Loffredi, “Sanità voci dal territorio”, avviata dal dottor Giuliano Fabi e “SaluteBenessere” a cura del dottor Antonio Colasanti.
Sanità negata? Sanità pasticciona? Anche. È una seria critica argomentata da fatti alla politica sanitaria della ragione Lazio in provincia di Frosinone. La raccontano i fatti che Angelino Loffredi raccoglie dal novembre del ’17. “Attacco alla salute” è il libro di cui si parla nella domanda e rappresenta sin dalla copertina, in maniera esplicita l’obiettivo del nostro impegno: salvare la sanità pubblica si può e si deve, lottando contro la selvaggia privatizzazione di strutture e servizi. Il covid 19 con i drammi che ha generato in questi mesi, ne ha dato ampia dimostrazione e conferma in tutta Italia in termini di intervento diffuso sul territorio e capacità di ricerca (un esempio per tutti il ruolo dello Spallanzani, ma non mancano intuizioni di altri ospedali e medici anche qui nel frusinate e be abbiamo dato documentata informazione). In larga parte dell’opinione pubblica nazionale si va affermando la convinzione che la privatizzazione della sanità lombarda sia alla base della situazione più drammatica d’Italia sviluppatasi in quella regione in particolare nelle provincie di Milano e Bergamo.
Dal 1997 in poi, in generale da parte del governo e delle regioni si attua un drastico taglio alla sanità pubblica. Abolizione degli ospedali piccoli, eliminazione drastica dei posti letto, turn over bloccato da anni e negli enti essenziali: mancano circa 60.000-70.000 tra infermieri e operatori dei servizi sociosanitari. Lavoratori delle agenzie interinali, precari, sostituiscono il personale mancante degli enti del Servizio Sanitario Nazionale e di quello Regionale. Tutto questo in un quadro generale di riduzione di diritti del lavoro.
Mancava, in questa provincia di Frosinone una ricognizione d’assieme della situazione, in cui il dettaglio non impedisse un giudizio globale. 21 articoli di Angelino Loffredi su UNOeTRE.it e contemporaneamente su L’Inchiesta quotidiano, hanno colmato questo vuoto. Una prima raccolta, che diventa libro, per una diffusione di conoscenza unitaria e non dispersiva, in poco più di tre mesi, gli articoli sono stati letti da oltre 16000 visitatori.
C’è la convinzione che nella Sanità anche il più distratto dei pazienti, coglie in pieno cosa significa privatizzazione costantemente progressiva del Servizio Sanitario Nazionale e ne dà un giudizio preoccupato e negativo.

https://www.unoetre.it/lavorosocieta/sanita.html

 

UNOeTRE.it domani 

Voce fuori dal coro e libertà d'espressione: cosa significa oggi essere un megafono indipendente dell'informazione?

Prima di tutto “spirito critico” in autentica autonomia da ogni potere, sempre e ovunque con tanta voglia di approfondire e studiare. Non si sa mai abbastanza.

L’emergenza prodotta dal Covid 19 ha dato un duro colpo alle tifoserie. Quelle nate da semplici annunci che pretendono di tracciare la demarcazione fra buono e cattivo, vecchio e nuovo. Il timore per la propria vita ha quasi di colpo riportato all’attenzione dei sentimenti la solidarietà, tanto mortificata negli ultimi due decenni e mezzo e oggi sembra primeggiare fra i valori veri da vivere. Tranne poche esasperazioni, la domanda di giustizia ed uguaglianza si ripropone con tutta la sua naturale forza.
Il voto del maggio 2019 per il rinnovo del parlamento Europeo ci ha lasciati, nel frusinate, un centrodestra al 57%. Vecchi equilibri spazzati via anche rispetto al 4 marzo 2018 che, prima di tutto, condannò duramente il PD. Noi anticipammo il giudizio su quel partito. Era la primavera del 2012 quando subì una durissima sconfitta nel voto amministrativo di Frosinone e Ceccano. Fummo i primi e gli unici a scrivere e sostenere che quello non era un incidente di percorso. Stava andando in crisi il progetto che avrebbe dovuto dare corpo al PD. Sostenemmo che era già entrato in crisi il rapporto con il tradizionale elettorato di sinistra e di parte del centro sinistra.
Oggi verifichiamo che il coronavirus ha accelerato la crisi economica, «crisi sanitaria e crisi economico-sociale si intrecciano e si condizionano a vicenda»...la natura del capitalismo dominante si mostra con effetti disastrosi e imprevedibili» (scrive P. Ciofi), avendo trovato un terreno favorevole per le già pessime condizioni del paese, che chiede con determinazione un nuovo progetto per uscire dalle difficoltà. Credo che dobbiamo indagare di più cosa si muove dentro i partiti (parlo delle posizioni non del gossip) e non solo nella società, che comunque resta il primo obiettivo di attenzione. Prima di tutto le persone e i loro bisogni.

Qualche esempio?

Prima di tutto serve un piano per il lavoro in cui siano tutelati diritti e redditi. Cito Ermisio Mazzocchi: questa “globalizzazione che abbiamo conosciuto ha impoverito la vita di milioni di persone e ha piegato il diritto al lavoro e le garanzie del welfare a logiche speculative e finanziarie”.
Un piano per il lavoro discusso con le forze sociali ed i lavoratori di questa realtà e non l’esclusiva espansione dell’idea che questa provincia sia l'immondezzaio della Regione. Significherebbe aggravare l’inquinamento di questo territorio.

Che ne sarà della FCA di Piedimonte S. Germano? Voci di stampa riportano che i francesi di Peugeot non vorrebbero includerlo negli stabilimenti da utilizzare. Che c’è di vero? Perché la Giunta regionale non fa chiarezza? Già questo stabilimento lavora a singhiozzo, come dimostrano le ore di Cassa Integrazione, conoscere cosa l’aspetta è un dovere per tutta la società frusinate e regionale. Non è ora che alle multinazionali sia impedito di fare il proprio comodo?

Due decenni trascorsi tra storie, battaglie e impegno sociale. Quale linea vede per il futuro di UnoeTre.it?

Primum vivere. Venti anni sono un bel traguardo, ma il dovere di informare come per due decenni abbiamo fatto deve continuare. Due scelte si impongono, una di argomenti ed una di organizzazione e strutturazione.

Il primo obiettivo è di aiutare, nelle nostre dimensioni. a diffondere e sostenere l’esigenza dell’applicazione integrale della nostra Costituzione, con particolare attenzione al rispetto dell’Articolo UNO da parte di chi opera nel dettato dell'Articolo 41 (l’iniziativa privata se non lo rispetta pratica solo arbitri). Significative e preoccupanti alcune affermazioni di Confindustria in questi giorni: «superamento, cioè eliminazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro. Attaccandosi al fatto che la ripresa produttiva necessita di forte flessibilità nel lavoro e nelle turnazioni semplificazione delle procedure amministrative, contro la ‘burocrazia imperante’ (prendersela con la burocrazia è troppo facile, ma..anche ipocrita). Il che tradotto, in termini concreti, significa di fatto annullare le certificazioni, rendere labili i controlli e lasciare mano libera alle imprese: pensiamo, ad esempio, a cosa vuol dire, in termini di appalti, sicurezza del lavoro e svolgimento delle grandi opere. Ancora, è di questi ultimi giorni, che ha quasi dell’incredibile, la richiesta di abolizione dell’IRAP (Imposta Regionale Attività Produttive) sulle imprese, cioè si chiede di abolire la tassa che finanzia il sistema sanitario.» Ce n’è d’avanzo per sostenere il rispetto integrale della legalità Costituzionale.

Argomentare e sostenere la partecipazione e la presenza popolare è compito che ci appartiene. È indispensabile in un territorio in cui la rappresentanza politica locale ha un peso non certo percepibile nella Regione e in Parlamento. Mi è chiaro che contribuire a costruire mobilitazioni è un tema complicato. Molti si sentono scoraggiati e non vedono il bandolo della matassa da cui poter ripartire. Né credo che esistano ricette pronte ma ci sono tante energie e realtà, qui e a livello nazionale che territoriale, a partire dai movimenti e dalle organizzazioni sociali, che già si muovono in un’ottica di alternativa al Pensiero Unico e alle ricette neoliberiste. Forse allora varrebbe la pena aiutare con UNOeTRe.it costruire un dibattito e una riflessione a più voci anche su questo punto decisivo. E perché non partire proprio dal Frusinate e dai suoi problemi?

Come Assicurare il suo futuro?

Si ora, deve proprio esserci, il giro di boa. Il giornale già fornisce molti servizi per la scuola, la lettura, le iniziative artistiche i diritti del cittadino e molto altro, ha 3 rubriche dedicate alle donne e gestite da autrici, allarghiamo ancora le rubriche, la prossima sarà “L'arte trovata per caso”, dedicata alle creatività comprese quelle nate durante il covid 19. Vogliamo sempre più coinvolgere i lettori a scrivere.
Invitiamo anche chi ci legge a sostenerci, è necessario per assicurare più servizi, soprattutto più inchieste. Vogliamo, pur riconfermando il carattere di impegno volontario da parte di chi  scrive, costruire una rete di sostenitori per trovare energie giovani e soddisfare la loro voglia di giornalismo libero. In molti, lettori e osservatori ci chiedono che UNOeTRE.it continui il suo lavoro: “Insieme possiamo farcela”.

 

 

In rigorosissimo ordine alfabetico i nomi di chi s'impegna con più continuità verso UNOeTRE.it

Redazione. Oltre me Ignazio Mazzoli, Valentino Bettinelli - Dottore in Scienze politiche. Vive a Ceccano; Paola Bucciarelli - Docente di storia e filosofia, di Sezze in provincia di Latina; Tommaso Cappella - Giornalista in pensione, cronista sportivo, di Ceccano; Nadeia De Gasperis: (vicedirettrice) Dottoressa in Scienze Ambientali. vive a Sora; Angelino Loffredi: Storico, già Sindaco di Ceccano dal 1981 al 1985; Ermisio Mazzocchi: Storico e docente universitario. vive a Ceccano.

Collaboratori. Ivano Alteri, Consulente del lavoro, fra gli animatori di UNOeTRE.it; Ina Camilli, responsabile del Comitato Residenti Colleferro; Luigi Carlini, Disoccupato sindacalista, di Ceccano; Paolo Ciofi, Saggista e Presidente Onorario di Futura Umanità, Roma; Maria Giulia Cretaro, laureanda in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, giornalista, di Veroli; Arianna Fermani, Docente di Storia della Filosofia Antica Università degli Studi di Macerata; Elia Fiorillo, giornalista e sindacalista Cisl, di Napoli; Anna Rosa Frate, dottore commercialista, Frosinone; Donato Galeone, dirigente provinciale regionale sindacale della Cisl, Roma;Alessandra Maggiani, Funzionaria Banca D’Italia, Frosinone; Fausto Pellecchia, Docente universitario di Filosofia Unicas e Sapienza, Cassino, Aldo Pirone, giornalista professionista, già de L’unità, Roma; Elisa Tiberia, Ingegnere, Ceccano.

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Emma Dante: lessico dei giorni di crisi

Nadeia De Gasperis presenta un "gioco" di parole

emmadante 390 minEmma Dante è regista, attrice teatrale e drammaturga italiana. La sua arte è nota perché è sempre alla ricerca di una immediatezza comunicativa che spesso raggiunge con l’uso del dialetto e perché le sue sceneggiature hanno come protagonista l’universo culturale siciliano dove vigono oppressioni, pregiudizi e immobilismo.

In queste pagine è alle prese con un gioco molto serio, perché serie sono le parole e in questo drammatico momento sono serie più che mai e possono pesare come macigni. Ecco dunque che dovrebbero essere ricercate e calibrate, soprattutto da chi le usa per mestiere come chi di mestiere diffonde le informazioni. Ma al mondo dell’arte è ancora concesso di giocare con le parole, quando queste non danneggiano e non offendono, ma possono alleviare le nostre paure e le nostre pene e offrire spunti di riflessione.

Così Emma Dante, prende spunto da ogni lettera dell’alfabeto per coniugare le paure, le aspettative le speranze di questi giorni.
Ci piacerebbe proporre questo gioco anche a voi lettrici e lettori,
Leggendo vi vengono in mente pensieri? Mandateceli declinati nelle lettere dell’alfabeto a # (NDG)


Massimo Marino raccoglie questo lavoro di Emma Dante:
– Proviamo, Emma, a raccontare questi giorni con un lessico, dall’A alla Z?
– Proviamo.

A come #acasa
A casa adesso per me significa il mondo. La mia casa diventa piena di vie, di piazze, di vicoli, di incroci; mi sposto nelle stanze con l’illusione di camminare, di continuare a girare all’aperto, nelle città. A casa significa nel mondo: è un modo per salvaguardare il mondo. Non è una prigione: è uno stare chiusi per il bene di tutti.

B come Brescia
Mio fratello sta a Brescia. È preoccupazione. Ansia. Brescia è una città che sta nei miei pensieri, per quello che sta succedendo là, per mio fratello. Ha scelto di non tornare a casa, in Sicilia, perché abbiamo un padre anziano. È solo, non ha famiglia. Se gli succede qualcosa non c’è neppure chi gli va a fare la spesa.

C come corona
Corona in questo caso, oggi, non è qualcosa di reale, di prezioso, di luccicante, di meraviglioso. Vuol dire contagio, una parola di odio e di guerra.

D come Dante
Non collego la parola né al Sommo Poeta, né a me. Faccio diventare la parola un participio presente del verbo dare. Mi fa pensare a qualcuno che dà, a dare il mio piccolo contributo. La mia attività teatrale si è fermata. La vita subisce un disagio. Ma penso che questo disagio è un contributo per una giusta causa.

E come eroi
Come eroi non penso certo a Spiderman, che affronta i disastri e li risolve, e neppure a Batman (ho un figlio di sette anni, per questo cito loro e non Achille o Eracle). Penso a chi si sta impegnando ogni giorno, al personale sanitario, agli infermieri, alle commesse dei supermercati, ai giornalai, ai farmacisti, ai trasportatori, alle forze dell’ordine, a tutti quelli che ci consentono di vivere, di stare a casa in questa quarantena noiosa e necessaria.

F come figli
Mio figlio ha una grande passione per i fumetti. Stare tante ore con lui in casa per me significa regressione all’infanzia. Dovendomi occupare di un bambino solo, costretto a rimanere al chiuso, sono tornata bambina, perché devo scendere al suo livello. Questa è la cosa che ci insegnano i figli: a calarsi. È bellissimo. È un salvavita.

G come Gualtieri (Mariangela)
Io l’adoro. È una grandissima poetessa, una donna sensibilissima, capace di trasformare l’orrore in qualcosa di straordinario. Ci fa riflettere. La accosto ad Anna Maria Ortese: quello che lei era nella letteratura, nella prosa, Mariangela è oggi nella poesia, cioè ha una meravigliosa capacità di far diventare poetica qualsiasi cosa, anche la più terribile. All’Ortese l’accumuna l’immenso sconsiderato amore per la natura, per tutti gli esseri viventi e non viventi, un amore sconfinato per il creato. Mariangela ci fa sentire come se in questo momento il mondo si depurasse di noi, come se il virus uomo venisse rigettato dal mondo per rinascere. È come se la natura stesse facendo la sua battaglia per ristabilire un equilibrio che si stava perdendo. Oggi, per esempio, l’inquinamento è diminuito: qui a Palermo sembra di stare in alta montagna. Mi sento sulle Dolomiti.

H come H24
Stiamo vivendo, paradossalmente, il tempo fino in fondo, stiamo sentendo, nelle nostre clausure, il tempo sui corpi e sulla vita. Quando lavoriamo, usciamo la mattina e torniamo a casa la sera, sempre di corsa, e lo perdiamo il tempo. Ora la sua percezione è più intima. Sto scoprendo il passare del tempo, le ore che si rincorrono. Aspetto ogni giorno il bollettino della Protezione civile delle 18. Prima ci occupavamo solo della nostra condizione di artisti, di lavoratori: ora stiamo in casa per gli altri.

I come Internet
Internet è la salvezza, è l’unico ponte con l’esterno. È fondamentale. Attraverso questo potentissimo mezzo di comunicazione siamo riusciti a costruire qualcosa veramente, ad andare avanti. Si insegna, si mantengono le relazioni, ci si informa. Può avere difetti, creare disagi, ma è una grande invenzione, che ha permesso all’uomo di arrivare lontano.

L come libertà
In questo momento la libertà è fatta di piccole cose, di gesti. Come il tempo, la senti più forte ora che non ce l’hai. Come quando hai mal di testa o mal di denti o alle gambe, e solo allora ti accorgi di avere una testa, i denti, due gambe, il corpo… Quando ti viene a mancare qualcosa ne capisci l’importanza. Scoprire, riscoprire il tempo e la libertà è fondamentale per non ammalarsi e per non morire. Le persone prigioniere muoiono.

M come Misericordia
La misericordia è un sentimento che gli uomini dimostrano di avere, laicamente, nei confronti dei più bisognosi. Questo periodo sta rivelando come la paura dell’altro, il rifiuto ad accogliere non hanno radici forti nel nostro paese, che nei momenti di pericolo si ricorda delle sue origini, della sua vera natura, generosa, aperta. Il mio ultimo spettacolo si chiama Misericordia. Parla di tutt’altra storia, ma non troppo. Ci sono tre donne che vivono in un tugurio, nella miseria, e che pure nonostante la loro indigenza, nonostante vivano in un mondo di brutalità, si prendono cura di un ragazzo lasciato solo dalla madre, una prostituta come loro, uccisa da un uomo violento. Misericordia è non chiudersi nel proprio agio, grande o piccolo che sia, e occuparsi invece della casa accanto.

N come nostalgia
Ho una grandissima nostalgia del teatro. Appocundria, dicono a Napoli. Mi manca tantissimo.

O come opera lirica
Mi manca forse un po’ meno del teatro, anche perché la possiamo ascoltare a casa, mentre il teatro non possiamo farcelo da soli. Nei nostri impianto wi fi o televisivi possiamo ascoltare cose straordinarie. Possiamo vedere film in tv, e io sto cercando di recuperare titoli che avevo perso. Il teatro invece mi manca da morire.

P come Palermo
Dalle finestre di casa vedo il monte Pellegrino. Davanti ho un giardino, non ho la percezione della città. Di solito a fare la spesa esce mio marito, Carmine. Sono andata fuori una sola volta e ho percorso la “spianata Goethe”, una passeggiata nel bosco che lo scrittore tedesco faceva quando era a Palermo. È una strada, un’acchianata, bella, spirituale, dove passeggiare in solitudine. Il sentiero sale verso la cima del monte, dove si trova il santuario dedicato a santa Rosalia, la “Santuzza” che salvò Palermo dalla peste nel seicento. Ogni volta che c’è il Festino della Santuzza, per la festa patronale, molta gente sale per questo sentiero per chiedere la grazia, la liberazione da qualche male. Io l’ho percorsa da sola.

Q come “quando si apriva il sipario”
Ancora la nostalgia del teatro, legata a un’idea di condivisone, al sedersi accanto a qualche sconosciuto che diventa per una o due ore uno di famiglia. È quel miracolo che mi manca, non tanto fare teatro, quando stare in una sala con altri. Che i teatri siano chiusi mi stringe il cuore, anche se so che è necessario. Sono posti importante: sono sempre stati luoghi dove si medica l’anima. Quando riapriranno, avremo bisogno delle loro cure.

R come risveglio
Risveglio dal sogno, dall’incubo… Quando mi sveglio mi chiedo sempre: come sarà questa giornata, cosa ci aspetta? Ho il desiderio di avere buone notizie, un chiodo fisso: che ci siano meno contagi.

S come streaming
Tutto quello che uno può vedere. È un canale importante per non restare soli.

T come teatro
Rimanderei a sopra, alle voci Nostalgia e “Quando si apriva il sipario”. Il teatro è un ospedale delle anime. Ospedale di solito è una brutta parola, evoca sofferenza. Ma è anche il luogo per guarire. Viene da ospitale, sito di accoglienza dei pellegrini. Il teatro è l’ospedale dove gli incubi sono tramutati in sogni.

U come umanità
L’umanità è quella cosa che in questo momento è a rischio. È la gente, è comunità. Io di solito non sono una che ama gli altri, sono intollerante, solitaria: ora mi sto rendendo conto di quanto mi mancano le persone. In questi giorni mi sono chiesta perché l’Italia è il paese più attaccato dal virus, insieme alla Spagna. Mi sono risposta che forse il motivo è perché gli italiani come gli spagnoli usano i corpi per il contatto; non possono salutarsi senza baciarsi, abbracciarsi… Anche al nord, che è pieno di sud. Amiamo contagiarci, in senso buono, romantico, toccandoci cercandoci, purtroppo passandoci anche le malattie più terribili.

V come vuoti
Sono vuoti alcuni momenti della giornata in cui salgono le smanie. Sento l’incertezza per il futuro, mi viene lo sconforto. Penso che nulla sarà come prima. Non abbiamo mai vissuto qualcosa di così grande. I nonni ci hanno raccontato di guerra, sirene, coprifuoco, bombardamenti, miseria, ma noi non avevamo vissuto quei momenti. Me li immaginavo come un film… E invece questa situazione reale genera vuoti, paure grandissime. Penso che non ci sarà un futuro. Sono rari questi momenti, ma arrivano.

Y come YouTube
Vedi sopra Internet e Streaming: ci consente di frequentare il mondo, di recuperare film. In questi giorni sto anche leggendo molto: è difficile leggere nella vita che conduciamo abitualmente, quando sei in preda alla frenesia del correre di qua e di là, di lavorare. Sto anche scrivendo un libro, Bestiario teatrale: uscirà a settembre da Rizzoli e raccoglierà dieci mie opere per il teatro.

Z come zero
In questo momento mi sembra un numero importante. Bisogna azzerare tutto e ripartire. Forse era scritto che il 2020 con i suoi zero, con la sua ripetizione, fosse l’inizio di qualcosa. Dovremmo indagare la morfologia di questo anno... Lo zero è un numero importante, e poi non è neppure un numero. Domani potrebbe anche essere annunciato che le morti sono zero.

Il ritratto fotografico di Emma Dante è di Carmine Maringola, dal sito della regista www.emmadante.com

 

 

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

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Aspettando un uomo forte e a giorni alterni...anche una “donna forte”

lannocheverrà 350 mindi Antonella Necci - L'anno che verrà, come cantava Lucio Dalla.

L’anno che verrà “porterà una trasformazione, che tutti quanti stiamo già aspettando, sarà tre volte Natale e festa tutto il giorno”. Sarà un anno bellissimo, come voleva Lucio Dalla (1979). L’anno che verrà, o forse quello dopo, finalmente porterà agli italiani quello che, in gran parte, vogliono. Finalmente, avremo alla guida dell’Italia un “uomo forte”, con i pieni poteri, ma potremmo avere, per parità di genere, a giorni alterni, anche una “donna forte”.

Finalmente ci sentiremo tutti più sicuri, perché sarà obbligatorio tenere in casa una pistola o un fucile, e volendo potremo mettere “dei sacchi vicino alla finestra” e usciremo “poco alla sera”.

Staremo “per settimane senza parlare”, ma potremo chattare allo sfinimento e soprattutto potremo insultare ferocemente chi ci pare perché, in fondo, sono solo opinioni e qualche parolaccia non ha mai fatto male a nessuno, e un “vaffa” quando ci vuole, ci vuole. La moda italiana, invece, lancerà lo stile “castigato”, per evitare che le donne provochino la violenza maschile.

A Liliana Segre saranno tolte tutte le cittadinanze onorarie perché una basta e avanza, e poi, già che ci siamo, cancelleremo i senatori a vita, perché sono inutili, costosi e spesso di sinistra, anche se sono scienziati, premi Nobel, architetti famosi e testimoni di un tempo lontano e fastidioso da ricordare.

Nell’anno che verrà, finalmente, non esisterà più – almeno in Italia – razzismo ed antisemitismo. La soluzione, geniale, sarà proposta dal nuovo Primo Ministro e Ministro dell’Interno, e sarà annunciata da un apposito balcone, forse – guarda caso – a Trieste. Razzismo ed antisemitismo non esisteranno più – in Italia – perché, una volta alla settimana, per almeno un quarto d’ora, ciascuno potrà sfogare rabbia ed odio spaccando la testa a pupazzi di “negri” o scrivendo sui muri “sporco ebreo” con tanto di svastiche, meglio se in un cimitero con la stella di Davide. L’idea, anche se qualcuno l’aveva già pensata nel 1948, permetterà al nostro nuovo Presidente del Consiglio e Ministro dell’Interno di essere candidato al Nobel per la Pace, con buone possibilità di successo, nonostante candidatura del Presidente Donald Trump, che ha evitato la terza guerra mondiale con la Cina. Entusiasmante anche la politica estera, con un patto d’acciaio tra Italia, Ungheria e Polonia, che avrà l’inglese come lingua comune (koinè), in omaggio alla brexit, e una moneta unica chiamata “liretta”.

Viktor Orban con Salvini

Ma il prossimo Presidente del Consiglio e Ministro dell’Interno, in realtà, aspira al premio Nobel per l’Economia per la sua clamorosa ed innovativa riforma che eliminerà definitivamente l’evasione fiscale in Italia: ciascuno pagherà le tasse solo se ne avrà voglia. Come finanzieremo la scuola pubblica, la sanità per tutti, l’ordine pubblico e altro ancora? E chi lo sa, ma non si può avere “tutto e subito”, perché sarebbe poco serio e populista. I neofascisti di Casa Pound e di Forza Nuova potranno manifestare liberamente, praticamente come oggi, ma verranno tolte da tutti i Comuni, anche se Medaglia d’oro per la Resistenza (?), quelle obsolete ed inutili dichiarazioni di antifascismo.

Non sarà più vietato parcheggiare in seconda o in terza fila, secondo il sacrosanto principio che è “vietato vietare”, oppure dell’eterno “me ne frego”. Nelle scuole lo studio della storia diventerà facoltativo, perché è noiosa e non interessa a nessuno, meno che meno ai giovani, che devono pensare soltanto al radioso futuro che li attende.

I costi della politica saranno tagliati ulteriormente, con la riduzione di un altro 50% di deputati, estratti a sorte in base ai sondaggi, per evitare il costo di inutili elezioni, mentre i senatori verranno aboliti del tutto, così Palazzo Madama potrà diventare un hotel a 5 stelle super, riservato agli oligarchi russi, amici della nuova Italia.

Nell’anno che verrà sarà proibito dire “per favore” e “grazie”, perché sono sintomo di ipocrisia e poi “si farà l’amore ognuno come gli va…”. Anzi no, questo è meglio di no, perché è brutto da vedere. Per questo “caro amico ti scrivo…”.

 

 

 

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Una due giorni per l'erogazione immediata della mobilità prorogata

Sit in PrefetturaFrosinone 350 min

Ieri* e Oggi

OGGI

Vertenza Frusinate Disoccupati Uniti ha dato appuntamento ad una sua rappresentanza (nella foto accanto) sotto la Prefettura di Frosinone, per un incontro con il Prefetto, Dottoressa Emila Zarrilli. Scopo? Chiedere anche al Rappresentante del Governo di intervenire perchè si accellerino al massimo le procedure. Nel video che segue si possono ascoltare, da Gino Rossi, le motivazioni dei disoccupati.

 

 

 

 

 

IERI

Pompeo Coppotelli ValenteIgnazio Mazzoli da L'inchiesta quotidiano - La riunione convocata dal presidente della Provincia, Antonio Pompeo, per promuovere l’utilizzo di over 60 in progetti di lavori socialmente utili in comuni ed enti montani ha visto una partecipazione non certo rilevante, come l’argomento avrebbe richiesto. C’erano Mauro Bussuglieri sindaco Collepardo, Augusto Agostini di Acuto, il sindaco Fausto Bassetta di Anagni, Maurizio Padovano (Fumone), Urbano Restante (Guarcino), il sindaco di Ripi Roberto Zeppieri, e ancora Fabio Abballe (Castelliri), Gino Rossi (Pofi), Enzo Menichelli (Gorga) il sindaco Angelo Veronesi di Monte San Giovanni Campano, il presidente della XV Comunità montana Gianluca Quadrini, i primi cittadini di Ceprano, Marco Galli e di Alatri, Giuseppe Morini. Per le organizzazioni sindacali, presenti i segretari generali della Cisl, Enrico Coppotelli e dell’Ugl, Enzo Valente. Coppotelli ha ricordato che i sindacati hanno iniziato sul territorio un dialogo con gli imprenditori ed ora è la volta dei sindaci: «Ma - ha annotato -: non vi costa nulla. Oggi immaginavamo una sala piena di primi cittadini invece così non è. I Centri per l’impiego non sono ancora in condizioni di operare.

Per questo la nostra parola d’ordine è velocizzare. Ne parleremo nell’incontro di domani pomeriggio in Regione. I sindaci - ha insistito Coppotelli - possono stipulare convenzioni per disoccupati da utilizzare. Una vera opportunità! La Regione ha già i soldi». Secondo Enzo Valente «non bisogna disperdere e vanificare questa opportunità importante». Quadrini ha sostenito che l’ente da lui presieduto ed i 19 comuni che ne sono membri vogliono fare la loro parte. Tuttavia ha detto “no” ad una seconda ondata di Lsu. ha richiesto modulistica e aiuto ad impostare e sviluppare le procedure. Agostini ha annotato: «È vero che mancano molto sindaci ma ci sono davvero i lavoratori con i requisiti?», Marco Galli si è chiesto perché l’iniziativa sia limitata agli over 60: «Sarebbe utile abbassare l’età anche di poco», ha precisato. Morini ha ricordato che «tutti i sindaci hanno bisogno di personale. Ad Alatri ne servono almeno 60». Ma ha sollevato l’incredibile timore che «non vorranno lavorare una volta chiamati». Contestuali i mormorii di dissenso in aula. Bussiglieri ha chiesto più chiarazza nelle procedure. Gino Rossi ha polemizzato: «Oggi ci occupiamo di emergenza ma dobbiamo cominciare ad occuparci di nuove prospettive. Intanto occorre far erogare immediatamente la proroga della mobilità. Ci sono famiglie che da 4 mesi non sanno come sopravvivere alle bollette, agli affitti, ai libri di scuola».

«Teniamo alta l’attenzione sul tema del lavoro e dello sviluppo – ha dichiarato il presidente della Provincia Antonio Pompeo – lo facciamo come al solito continuando un percorso di condivisione con il territorio e cercando di mettere insieme sia la necessità di creare nuove opportunità che di sostenere chi vive situazioni di difficoltà. Un modello che fino ad oggi ha portato a risultati non scontati. Non bisogna tralasciare nessuna strada per creare occupazione – ha aggiunto il presidente Pompeo – anche quella presentata oggi per i lavori di pubblica utilità, un’occasione per fasce d’età e categorie sociali che più difficilmente possono essere reimpiegate. Occorre che tutte le Istituzioni del territorio diano il loro contributo, concretizzando anche lo sforzo fatto dai sindacati. Per questo è necessario coinvolgere i sindaci per non perdere questa possibilità».

La scorsa settimana c’è stata la presentazione della Call per l’Area di crisi aperta anche alle piccole e medie imprese, escluse nel precedente Accordo: una istanza portata al tavolo ministeriale dalla Provincia che aveva accolto una volontà del territorio. «Ora bisogna continuare su questa strada - ha aggiunto Pompeo - affinché l’opportunità si trasformi in progetti concreti, dunque in investimenti e nuovi posti di lavoro. Nei giorni scorsi mi era stato segnalato il problema della mancata erogazione delle indennità di mobilità 2016 e 2017 da parte dell’Inps. Un problematica della quale abbiamo subito interessato la Regione Lazio che ha convocato i sindacati per trovare una soluzione. Lasciatemelo dire con orgoglio – ha concluso il presidente Antonio Pompeo – la provincia di Frosinone sul tema del lavoro ha dimostrato la volontà e la capacità di saper fare squadra, ottenendo opportunità per lo sviluppo come l’Area di crisi e misure per contrastare il disagio, come la proroga degli ammortizzatori sociali e i lavori di pubblica utilità. Non abbiamo delegato ad altri, ma ci siamo riappropriati della nostra capacità di incidere sull’agenda dei provvedimenti.

E la Provincia, pur non avendo delega specifica, ha giocato un ruolo essenziale e determinante, insieme agli altri attori territoriali».

 
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Bollette. No addebiti ogni 28 giorni

agcom 350 260 mindi Gabriella Lax, redattrice di "Calabria Ora" - Rimasto ignorato il divieto di Agcom alle aziende sugli addebiti ogni 28 giorni in bolletta. Allo studio una norma ad hoc nella legge di bilancioRincari generalizzati e un mese in più di canone da pagare, nel corso di un anno, per i servizi telefonici e televisivi. È rimasto completamente ignorato il divieto di Agcom, l'Autorità garante delle comunicazioni, espresso in una delibera del marzo 2017 e di recente confluito in una multa salata ad una delle principali compagnie telefoniche (leggi: Multa a Wind per la riduzione a 28 giorni del rinnovo delle offerte: cosa cambia per gli utenti).

Le offerte non possono essere basate su addebiti ogni 28 giorni
Agcom ha stabilito che riguardo alla rete fissa non ci possono essere offerte basate su addebiti ogni 28 giorni su rete fissa. Sono stati gli operatori telefonici (a cui si aggiunge Sky per la paytv) a modificare gli abbonamenti mensili dei propri utenti, passando la tariffazione da mensile a quella di 28 giorni. Un cambio contrattuale che equivale a un rincaro dell'8,6% dei prezzi annuali, con le mensilità in un anno che da 12 diventano 13.

Era stata sempre l'Agcom, lo scorso marzo, a dare 90 giorni di tempo per tornare a tariffe mensili sul fisso. Le compagnie Vodafone e Wind hanno però continuato a usare quelle a 28 giorni, adottate poi anche da Tim da aprile e da Fastweb da maggio. Mentre Tiscali conserva canoni mensili. L'unico obbligo per le aziende, in questi casi, è quello di comunicarlo agli utenti e di permettere loro di disdire il contratto gratuitamente in seguito al cambio delle condizioni contrattuali sottoscritte. In questo caso si tratta di "modifiche contrattuali unilaterali" imposte dagli operatori che consente agli utenti solo il diritto a disdire senza spese, entro 30 giorni. Proprio questo, nonostante i divieti di Agcom, è avvenuto per Sky che ha comunicato agli utenti la data del 30 settembre per rifiutare la modifica contrattuale chiedendo una disdetta gratuita del contratto.

Una norma nella legge di bilancio
Per impedire tariffazioni a 28 giorni si sta muovendo il Pd, come riporta Fanpage, che pensa come soluzione ad una norma da inserire nella legge di bilancio per contrastare la pratica degli operatori telefonici o delle aziende che applicano abbonamenti mensili, emettono bollette a 28 giorni e non più con cadenza mensile.

Quali dunque le possibili ipotesi legislative? Per la deputata del Pd Alessia Morani si potrebbe pensare «ad un sistema per aumentare la trasparenza possa essere quello di un calcolo su base settimanale delle bollette, in modo che l'utente possa farsi un calcolo e capire quanto spenderà, senza cadere nell'inganno delle 13 bollette invece che 12». L'altra soluzione è trovare un «modo per inserire l'obbligo mensile. Stiamo studiando le ipotesi – evidenzia - ancora non sappiamo quale può essere la più efficace», certo è che sarà necessario «un provvedimento che non possa concedere appigli agli operatori. Io sono convinta che l'unico modo per obbligarli è una legge, quindi bisogna studiarla bene».

Intanto la stessa Agcom sembra abbia aperto una istruttoria sulla disubbidienza degli operatori, che comporterebbe sanzioni fino a 2,5 milioni di euro. Dopo la multa a Wind dei giorni scorsi, l'ultima istruttoria riguarda proprio Sky, a seguito delle tante segnalazioni da parte dei consumatori. A settembre arriveranno le decisioni. A febbraio 2018, intanto, è fissata l'udienza del Tar Lazio sul ricorso degli operatori che chiedono venga bloccata la delibera di Agcom di marzo

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I primi quindici giorni di Aprile 2017

1maggio15 isolaliri 350 260di Donato Galeone* - Nei primi quindici giorni di questo corrente mese di aprile 2017 - anzi dal 31 di marzo - la CGIL-CISL-UIL hanno continuato a sollecitare la Regione Lazio per “trovare risposte occupazionali agli oltre mille lavoratori in presenza di irrilevanti soluzioni di ricollocazione”.

La richiesta d'incontro all'Assessorato Regionale Lavoro è stata inviata, con urgenza, per “sbloccare una situazione che rischia di lasciare senza alcun sostegno al reddito di moltissime famiglie della provincia di Frosinone”.

Solo tra parentesi, per ora, dico che il XV Congresso provinciale della CISL svoltosi a Cassino nei giorni 4 e 5 aprile - presenti anche il rappresentante della Regione Lazio, della Confindustria e Federlazio, della CGIL e UIL - ha riconfermato i dati socio economici, già conosciuti, di una Provincia statisticamente collocata all'87° posto tra le province italiane per la “qualità della vita” e con un tasso altissimo di disoccupazione (120.000 iscritti ai Centri per l'Impiego di cui il 54% sono donne e ben 32.000 - pari al 42% - sono giovani).

Se si aggiungono le “ore di cassa integrazione” richieste ed erogate - nonostante il graduale rientro dalle casse integrazioni di lunga durata causate dalla programmata riorganizzazione e ristrutturazione degli impianti Fiat-FCA e dell'indotto metalmeccanico dell'area di Cassino – il frusinate è collocato, ancora, tra le “prime dieci province italiane”.

Il più alto tasso di disoccupazione del Lazio

Al Congresso della CISL è seguita, nella stessa settimana, una conferenza stampa della CGIL di Frosinone-Latina - convocata nel Salone dell'Amministrazione Provinciale di Frosinone - che ha “riconfermato il più alto tasso di disoccupazione del Lazio” e il Segretario Anselmo Briganti soffermandosi sulla situazione economica della Provincia di Frosinone ha sottolineato che “bisogna capire come fare a coprire l'esigenza dei lavoratori che già da tempo sono rimasti senza ammortizzatori sociali, sopratutto nella parte nord della Provincia, presenti lavoratori di 55-60 anni che devono essere accompagnati alla pensione, oltre a tanta gente vicina alla povertà”.

Il 12 e il 13 aprile, inoltre, sono stati svolti altri due incontri: il primo presso il Ministero del Lavoro, sollecitato da parlamentari e richiesto dai disoccupati promotori e sostenitori della “Vertenza Frusinate Disoccupati uniti” che è stato fissato nel pomeriggio del giorno 12, e il secondo convocato nella mattinata del 13 aprile a Frosinone, presso la sede decentrata della Regione Lazio, per un “incontro tecnico-informativo” tra la Direzione Regionale per lo Sviluppo Economico e delle Attività Produttive, Invitalia e le associazioni dei datori di lavoro e della CGIL-CISL-UIL e UGL per i lavoratori.

Un mezzo mese, quindi, attivissimo che doveva non solo indicare ma anche rispondere alle sollecitazioni della CGIL-CISL-UIL verso la Regione Lazio e non certo andare al Ministero del Lavoro - quali rappresentanti di “vertenza lavoro frusinate” - per sentirsi dire dal Sottosegretario che “avrebbe convocato l'Anpal e la Regione Lazio dopo Pasqua” e per avere comunicazioni che non possono esserci deroghe agli ammortizzatori sociali nelle “aree di crisi complesse”.
E' stato, anche, detto che nessun lavoratore - ad oggi - usufruisce di sostegno al mancato reddito di lavoro, nelle “14 aree italiane di crisi industriali riconosciute complesse”.

E, allora, cosa significa convocare l'Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro - Anpal - e la Regione Lazio ??

La prima da convocare, Anpal, che è Agenzia nazionale di recente insediamento e soltanto il 7 febbraio 2017, con deliberazione n. 1, ha approvato il documento sulle “Modalità operative e l'ammontare dell'Assegno di Ricollocazione” che, peraltro, è stato inviato da un mese circa al Ministero del Lavoro ai fini del prescritto parere e, quell'incontro, potrebbe significare proprio una“nullità”, mentre con la seconda convocazione della-la Regione Lazio si dovrebbe e potrebbe avere una risposta sulla richiesta urgente della CGIL-CISL-UIL “in previsione della prossima scadenza del sostegno al reddito al migliaio di lavoratori ciociari”.

E sarebbe una concreta e attesa risposta di “sostegno al reddito minimo inclusivo” da inserire scorrevolmente nella positiva previsione ricognitiva, in tempi oggettivamente non brevi, di elaborazione ed esecuzione del “Progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale (PRRI)” annunciato dalla stessa Regione Lazio nella mattinata del 13 aprile, da realizzare in “Area di Crisi Industriale Complessa”riconosciuta con il DM del 12 settembre 2016.

Un reddito minimo garantito di reinserimento lavorativo

Questi incontri, numerosi, dei primi quindici giorni di aprile 2017, si possono anche collocare nella programmata prossima tradizionale Festa del Lavoro - 1° maggio - a Isola del Liri.

E per essere solidalmente uniti, tanto con la CGIL-CISL-UIL quanto assolutamente concreti verso la Regione Lazio sulla richiesta emergente di “sostegno ai mancati redditi di lavoro” e verso la inclusione sociale con il lavoro, tale richiesta non può essere disattesa o ancora ritardata, in presenza di scadenza o in assenza di deroga di ogni altro ammortizzatore sociale.

Anche perché – si può chiaramente convenire – che il provvedimento legislativo regionale sul “reddito minimo garantito di reinserimento lavorativo” collegato al “contratto di collocazione” già legiferato dalla Regione Lazio con la DGR n.632 del 30.9.2014 può essere normato, integrato e completato con l'ammontare del previsto “assegno di ricollocazione” sulle politiche attive del lavoro.

E, allora, partecipando anche alla Festa del 1° maggio che è giornata d'impegno sindacale, non vedo altro diverso percorso se non quello di una CGIL-CISL-UIL ricompattata nell'azione sindacale di tutti i lavoratori: di chi lavora e di chi attende lavoro o di chi ha perso il lavoro.

Solo così, io penso, dovrà celebrarsi a Isola del Liri un primo maggio 2017- unitario motivato e non rassegnato - ma orientato e decisivo con una mobilitazione sindacale programmata di lavoratori e cittadini del frusinate e del Lazio : “per il lavoro e il sostegno minimo al reddito dovuto per il mancato lavoro”.

 

*ex Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio

 
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Un abbraccio ai giorni d'oggi è... sottovalutato

abbraccio 350 260Sara, Chiara e Francesca* - Qualche giorno fa, mentre ci stavamo dirigendo verso la metropolitana per arrivare al Colosseo, parlavamo dell'esperienza del Romics (fiera dei videogiochi e dei fumetti), vissuta da Sara, che si accingeva a chiedere abbracci ai passanti. Da questo racconto ci è venuta l'idea di riprovarla.

Trovati i fogli e la penna, dopo aver scritto "free hugs" ovvero abbracci gratis siamo salite sulla metro. Sul nostro vagone abbiamo assistito all'esibizione di un'artista di strada, che cantava nella sua lingua. Scese alla fermata del colosseo abbiamo iniziato a camminare per le vie di Roma mostrando il cartello ai passanti. Molti leggevano sghignazzando, altri leggevano schifati o facendo battute stupide. Fatta la visita al museo delle ceramiche cinesi ci siamo dirette a Piazza di Spagna dove abbiamo iniziato a chiedere ad un gruppo di bambini coreani un abbraccio. Solo dopo aver spiegato più volte le nostre intenzioni ci hanno capito e sorrisero, iniziando uno alla volta ad abbracciarci e in fine ci hanno chiesto una foto tutti insieme. Dopo svariati abbracci e tentativi finiti male, ci ha fermato un un signore italiano chiedendoci una spiegazione a tutto ciò; abbiamo risposto che un abbraccio ai giorni d'oggi è sottovalutato rispetto a qualche tempo fá e volevamo provare a vedere se le persone riescono a fidarsi di qualcuno che chiede affetto.

Alla fine di questa esperienza abbiamo capito che la maggior parte delle persone aveva paura di abbracciare degli sconosciuti e solo in pochi si sono dimostrati disponibili.

 
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Sara Maini, Chiara Scalia, Francesca Fiorini.
Liceo Artistico Anton Giulio Bragaglia.

 
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3 giorni di iniziative della Cgil

3 giorni di iniziative a FROSINONE in preparazione della manifestazione Regionale di sabato prossimo a Roma.

LUNEDI 8 ORE 11.00 PRESSO CCIAA DI FROSINONE ASSEMBLEA PUBBLICA - RIFORMO IO. una riforma della pubblica amministarzione al servizio dei cittadini .
con ROBERTO GIORDANO e NATALE DI COLA.

MARTEDI 9 ORE 9.00 VOLANTINAGGIO DAVANTI GLI OSPEDALI DELLA PROVINCIA e SUCCESSIVAMENTE UNA DELEGAZIONE, DELLA CDL CGIL CON F P e rsu , SPI FIOM e FILCAMS, SI RECHERà DA S. E. IL PREFETTO A CUI CONSEGNERO LE NOSTRE PROPOSTE PER UNA NUOVA SANITà..!

MERCOLEDI 10.00 FAREMO UN SIT-IN DAVANTI IL PALAZZO DELLA PROVINCIA E CONSEGNERO UNA LETTERA APERTA AL COMMISSARIO PROVINCIALE SULLE PROPOSTE DELLA CGIL PER UN PIANO STRATEFGICO PER IL LAVORO, INDISPENSABILE PER FAR RIPARTIRE LO SVILUPPO E L'OCCUPAZIONE.

Manifesto Cgil settembre 2014

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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