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I giovani e la politica

giovanipolitica 350 mindi Elia Fiorillo - Più guardi l’attuale «quadro politico» e più una domanda ti viene spontanea: «Ma che quadro è?». Nell’arte pittorica c’è stato il Cubismo con Picasso, eppoi il Dadaismo, il Neoplasticismo, il Realismo e via proseguendo. Tutta roba, «arte» per meglio dire, i cui tratti caratteristici vengono compresi anche dai non addetti ai lavori. Li ammiri quei capolavori, ci rifletti un po’ su, al limite ti fai aiutare da una guida e alla fine comprendi quelle opere d’arte, quei colori che ti emozionano, che in certi casi sembrano buttati a casaccio sulla tela, ma così non è quando guardi l’insieme. Tutto ha un senso nelle opere pittoriche elaborate dai grandi maestri. I pennelli, le spatole hanno avuto il compito di portare sulla tela i colori secondo il pensiero dell’artista, non a casaccio, ma seguendo un senso estetico, rincorrendo passioni, emozioni, sentimenti che riesci a cogliere quando li ammiri.

Forse il paragone che sto tentando di fare tra l’arte e la politica è di quelli azzardati, ma non sempre arrischiarsi in certe congetture è sbagliato, anzi a volte si riescono a scoprire, a far esplodere situazioni consolidate, ad analizzarle sotto altri aspetti. Insomma, a vederli e valutarli in modo diverso, non stereotipato, può risultare molto positivo.

Un pensiero, un’idea, una sensazione l’artista la deve tenere ben presente in testa quando vuole creare un’opera d’arte. Certo, può provare a lanciare sulla tela in modo diffuso una miriade di colori che per combinazione possono fare pure effetto, dare l’impressione di una costruzione artistica elegante, fatta da colori mescolatisi tra loro che ispirano pensieri, sentimenti più vari. Ma, comunque, è improvvisazione che nella maggior parte dei casi non è armoniosa, non è artistica. È un pasticcio di colori che dicono poco o niente.

Una caterva di parole i politici non dovrebbero proporle agli elettori. Una raffica di promesse, anche quando non si è più in campagna elettorale, che delegittima la classe politica. Bisognerebbe prima «fare«», quando si è al governo, eppoi «raccontare» quello che si è fatto. Quando si è all’opposizione, invece, essere sempre realisti senza sparare progetti impossibili da realizzare.

L’attuale modo di fare politica allontana da essa tanta bella gente. Uno dei problemi seri che ha il nostro Paese, forse tra i più importanti, è la mancanza di un serio ricambio all’attuale classe dirigente. C ‘è poi la cosa più terribile da registrare. Se chiedi in giro giudizi sulla politica e sui suoi uomini la risposta è quasi univoca: «tutti interessati ai fatti propri». Insomma, un’immagine completamente inversa a quella che la «politica» deve essere: servizio agli altri, lavoro per il bene comune. E la ricompensa per l’impegno profuso dovrebbe venire unicamente dalla soddisfazione per le cose realizzate a favore degli «altri». Una missione, insomma, che si ripaga alla grande per il ruolo che ricopri in Parlamento o al Comune o al partito o dove svolgi il tuo compito di politico. Utopie quelle testé riportate? Certo, a vedere in azione certi uomini pubblici impegnati soprattutto a tutelare i propri interessi parrebbe proprio di sì. Ma guai a fare di tutt’erba un fascio. Ci sono fior di gentiluomini che sacrificano la loro vita, facendo politica, per gli altri. Purtroppo il «bene», nella maggior parte dei casi, non fa notizia. Nel giornalismo, e non solo, quello che prevale - e va sempre riportato in bell’evidenza- sono tre parole magiche – si fa per dire – che cominciano per «esse»: sangue, sesso, soldi. No, la solidarietà, che comincia pure per esse, è un’altra cosa, non c’entra.

Come avvicinare i giovani alla politica?

Una volta c’erano dei focolai dove naturalmente si creavano percorsi che portavano i giovani a impegnarsi nel «sociale». L’Azione Cattolica, i Boy scout, gli oratori in campo cattolico. In altri campi c’erano le scuole dei partiti che avviavano i giovani alla politica. No, non ricoprivi ruoli pubblici senza aver fatto prima una bella e tosta <>. Non è facile oggi far avvicinare i giovani alla politica. Troppe distrazioni, chiamiamole così, nei loro percorsi di vita.

Bisognerebbe tornare al passato. Puntare sui rapporti personali, sulle scuole di formazione alla politica. Sui gruppi di studio e via proseguendo. Una delle accuse che una volta veniva rivolta ai partiti era quella di non puntare sui giovani, di mandare in Parlamento solo matusalemme. Oggi i giovani sono entrati nei palazzi del potere. Un po’ più di preparazione non guasterebbe.

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Per l'Ambiente 5000 km in Ape Piaggio

ilrestodelcarlino gretathunberg mindi Antonella Necci - Pellegrinaggio alla casa di Greta. Dopo 4.890 chilometri percorsi con un’Ape Piaggio, i ragazzi di Radioimmaginaria, web radio europea di adolescenti (dagli 11 ai 17 anni) con più di 300 speaker da 50 città di 8 Paesi diversi, sono arrivati a Stoccolma dopo essere partiti il 29 luglio dalla sede nazionale di Castel Guelfo. Ieri, 23 agosto 2019, davanti alla sede del Parlamento svedese, hanno partecipato allo sciopero del clima e sono andati a casa di Greta Thunberg (la giovane attivista ambientale che ha inventato i Fridays for future, avviando un movimento in tutto il mondo) e poi a un evento all’ambasciata italiana, nel corso del quale sono stati piantati 10 alberelli di quercia che i ragazzi avevano portato dall’Italia come compensazione delle emissioni del loro mezzo.

I giovani hanno dovuto affrontare non poche difficoltà con la loro Ape Piaggio degli anni ’70 acquistata lo scorso anno in Sicilia e con la quale nell’agosto 2018 avevano fatto un primo viaggio lungo la penisola da Partinico (Palermo) a Castel Guelfo. Quest’estate la sfida era il progetto ‘Oltrape’. I giovani di Radioimmaginaria hanno attraversato l’Europa con il loro mezzo equipaggiato di tutto punto, ma ogni 50 Km erano obbligati a fare una sosta per raffreddare il motore ed evitare danni irreparabili. Nei momenti critici al capezzale della tre ruote è stato chiamato in soccorso da Bologna Renato Borghi, una vita passata a riparare mezzi Piaggio.

L’equipaggio era composto da due gruppi di 5 ragazzi (da Roma, Rimini, Trieste, Cremona, Bologna e Venezia), che si sono alternati alla guida a metà percorso. Dopo aver attraversato il Nord Italia e la Francia, con sosta obbligata a Parigi, sono approdati nel Regno Unito. A Londra sono stati ospiti della BBC e nel contempo un altro gruppo di speaker della radio ha incontrato al vertice internazionale di Losanna proprio Greta Thunberg.

Dopo l’Olanda hanno toccato Belgio, Lussemburgo, Germania, Danimarca e, infine, la Svezia. Ieri l’arrivo a Stoccolma. Qui i ragazzi vogliono capire da dove è partita la ‘rivoluzione’ messa in moto da Greta, vedere la sua scuola, i luoghi dove è iniziata la sua protesta che ha cambiato per sempre il ruolo degli adolescenti nei confronti di ambiente e futuro. L’idea di fare questo viaggio era nata lo scorso 15 marzo in occasione della diretta radiofonica di 10 ore che Radioimmaginaria aveva fatto da Napoli durante il secondo Sciopero Globale per il clima, per raccontare cosa stava succedendo in 42 piazze italiane ed europee.
(Il Resto del Carlino 24 agosto 2019)

La notizia, che secondo me è l'unica vera notizia da parecchi giorni, ci mostra un aspetto diverso del mondo giovanile.

Per questo motivo, io ritengo sia passata in sordina e l'unico giornale a parlarne è stato il Resto del Carlino, nella limitata sezione dell'Emilia Romagna.
I giovani, del resto, fanno più notizia quando seguono i falsi miti e i falsi ideologi. Sono da compatire se stanno dietro ad una adolescente alta “un soldo di cacio”, con le treccine e pure vegana. I Media fingono semplicemente che il problema del clima non è cosa così drammatica, ed ignorano, o peggio, ironizzando, quando devono trattare di Greta Thunberg o di altri giovani che seguono le sue orme. Insinuano, anche, con l'arroganza dell'ignoranza, tanto da far rabbia e sperare che bruci o nei roghi che i loro simili accendono in giro per il mondo.

L’Amazzonia brucia e il fuoco appiccato dai bastardi che le leggi di Bolsonaro nemmeno puniscono? Eh, bisogna fare qualcosa. Ma niente di efficace si sta facendo a parte la sceneggiata del G7 e mezzo(visto l'arrivo a sorpresa del Primo Ministro Iraniano) . Il petrolio tira più dell’Amazzonia.
Del resto la Siberia brucia da mesi e non si muove nessuno a difesa di quei pochi che denunciano l'irresponsabilità politica di Mosca.
L'Italia, poi, tra bestie che girano in spiaggia, rosari e liti di coppia non ha certo tempo da dedicare a cose serie.
I giovani italiani, però, non sono tutti come quelli assoldati dalla politica. Non sono tutti ridicoli leoni da tastiera. Non sono tutti scansafatiche come si vuole dipingerli.
Provate voi a girare l'Europa su un’Ape Piaggio degli anni ‘70.

Francamente la vacanza più bella che abbia sentito da parecchie estati a questa parte.
Sosteniamoli questi giovani, perché il futuro dai risvolti positivi è questo.
Cerchiamo di ignorare chi li vuole ignorare.
Cerchiamo di avere più coraggio.
Seguiamo esempi positivi. È più eccitante e divertente. Vedrete che non ve ne pentirete.

 

 

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Frosinone. Forum dei Giovani, interviene Scaccia

PalazzoComunaleFrosinone 350 260Michele Scaccia - Forum dei Giovani: a tutto c'è un limite.
È ora di chiarire un aspetto in maniera definitiva: la maggioranza è quella che mi ha legittimamente eletto il 15 aprile 2019, evitando l'imboscata preparata dalle stesse persone che hanno passato gli ultimi tre mesi a rallentare il regolare andamento del Forum dei Giovani: forse qualcuno dimentica che il gruppo vicino a Fratangeli, dopo aver lanciato ed appoggiato la candidatura del sottoscritto ha scelto di presentarsi alla prima adunanza con Riccardo Proietti in qualità di terzo candidato “a sorpresa”. Questo la dice lunga sulla serietà e la correttezza di chi ha passato gli ultimi tre mesi ad avvelenare i pozzi sulla stampa e sui social, rivolgendo accuse e insulti che ledono la dignità e l'impegno del Forum e del sottoscritto.
Mi sento di chiedere scusa ai giovani di Frosinone a nome di questi soggetti e del Forum: lo spettacolo dato da alcuni negli ultimi tempi è stato indegno, ma l'impegno di chi realmente vuole migliorare la condizione giovanile non deve essere disperso in nome dell’ego e delle scorrettezze di pochi, è mio compito in questo senso difendere l'operato e la dignità dell'organo da me presieduto dalle balle al limite della diffamazione. Nel corso dell'ultima assemblea sono state approvate ben cinque importanti proposte portate avanti dalle sigle e dagli iscritti presenti nel Forum, di cui una sulle green-area e la sostenibilità ambientale curata dalla presidenza. Questo impegno va rispettato e il mio dovere nei confronti del Forum mi impone di difenderlo e rivendicarlo.
Infine, vorrei rassicurare chi da tempo millanta centinaia di iscritti in seno al Forum e minaccia sfiducia nei confronti del sottoscritto: l'avvertimento di “ritirare” queste fantomatiche 150 iscrizioni è stato già rivolto a questa presidenza, col risultato che siamo riusciti a fare una cruciale assemblea che ha approvato cinque importanti delibere; riguardo la sfiducia è bene chiarire che il Forum dei Giovani di Frosinone non è un organo elettivo, non sussiste alcun vincolo di fiducia tra l'assemblea il Presidente ed il Vice-presidente dunque nessun iter di sfiducia è previsto dal regolamento.

Frosinone, 26/07/2019

 

Le dimissioni che sono all'orgine del confronto (comunicato giunto in Rrdazione il 24 luglio '19)

Forum giovani Frosinone dimissioni proietti min

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A proposito di Forum dei Giovani di Frosinone

  • Pubblicato in Partiti

giovanidemDenunciano di essere vittime di frasi diffamatorie e poi ci chiedono di supportarli nel dare una spallata al Presidente del Forum dei Giovani: questi sono i giovani del centrodestra che da tempo si sono autoproclamati maggioranza nel Forum dei Giovani di Frosinone. Dadaismo allo stato puro.

«Queste poche righe servono a chiarire le bugie, queste si fuorvianti al limite dell'infamante, diffuse dell’ormai ex vicepresidente Proietti: la nostra lettera aperta rivolgeva precise richieste all'assessorato alle politiche giovanili e al sindaco, gli insulti e le difficoltà di interpretazione delle ultime ore non ci competono. Gli unici a non aver portato uno straccio di proposta o idea sono loro, nell'ultima assemblea entrambe le nostre proposte sono state approvate come sono lo sono state quelle portare dalla Rete degli studenti medi e dallo stesso Presidente del Forum. Spazi di aggregazione, Consiglio comunale dei giovani, mobilità e sostenibilità ambientale: le polemiche sterili ed i veleni li lasciamo ad altri.
Il Forum dei Giovani di Frosinone è composto da circa 280 tra iscritte e iscritti: se è vero che il gruppo vicino all'ex vice-presidente è forte di 150 iscrizioni - ovvero più della metà – allora non capiamo il provocatorio invito ad unirci alla deposizione forzata dell'attuale Presidente del Forum assieme a chi da tempo ci insulta marginalizzando il nostro impegno. L'attivismo dei GD nel Forum dei Giovani non è funzionale all'ottenimento di incarichi, non siamo ossessionati da richieste di dimissioni nei confronti di chi/che sia. Il nostro impegno è interamente rivolto alle ragazze ed ai ragazzi di Frosinone. Gli artefici di questo polverone e di questi strascichi stanno purtroppo scrivendo una brutta pagina della politica giovanile a Frosinone, degna dei migliori teatrini politici tanto addidati.»

Questo è quanto affermato da Marco Tallini, segretario del circolo dei Giovani Democratici Frosinone, sulle affermazioni di Proietti e Fratangeli.

 

 

Le dimissioni che sono all'orgine del confronto (comunicato giunto in Rrdazione il 24 luglio '19)

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Verso il consiglio dei giovani e oltre!

giovani democratici logo 225150Come Giovani Democratici di Frosinone rivolgiamo questo appello a tutti i cittadini e a tutti i nostri coetanei, vicini e lontani, stanchi di una città priva di possibilità rivolte ai giovani, in cui vige una sostanziale assenza di politiche giovanili adeguate e di welfare studentesco. Negli ultimi anni è stato sotto gli occhi di tutti il modo con cui la giunta comunale guidata dal sindaco Nicola Ottaviani ha ignorato le richieste e le ragioni di giovani e studenti, negando qualsiasi forma di dialogo e/o risposta rispetto ai temi sui quali si chiedeva un confronto. Nei prossimi giorni diffonderemo e lanceremo questo appello con una campagna nelle scuole e nei luoghi di Frosinone, lo stiamo già facendo ed è possibile sostenerci anche su change.org con la nostra petizione online.
Quello che chiediamo è un organo eletto da tutti i ragazzi e le ragazze tra i 15 e i 25 anni, con potere consultivo su tutti gli atti amministrativi che riguardano le politiche giovanili, con potere di formulazione di proposte direttamente al sindaco alla Giunta o al consiglio comunale e dotato un bilancio autonomo finanziato da appositi bandi regionali. Riteniamo importante un tale strumento non solo per le possibilità che apre, quanto più perché assicurerebbe una presenza istituzionalizzata ed una rappresentanza legittimata per i giovani, troppo a lungo ignorati e tenuti ai margini della vita pubblica: non possiamo più accettare che la partecipazione di una generazione ai lavori della giunta e del consiglio comunale siano affidate alla buona volontà e alla eventualmente disponibilità di amministratori troppogiovani 350 260 min spesso sordi e chiusi a ogni forma di confronto

Per questo riteniamo essenziale:
• La indizione delle elezioni del consiglio comunale dei giovani di Frosinone mediante atto del sindaco o della giunta comunale, entro il mese di febbraio 2019, in applicazione deliberazione n.10 C
C. 20/12/2018

• Avere rassicurazione circa un'azione tempestiva dell'amministrazione comunale per quanto riguarda la partecipazione al bando regionale per ottenere finanziamenti utili alle attività del Consiglio dei Giovani, in scadenza nella giornata odierna, e per quanto riguarda lo stanziamento in bilancio di una ragionevole somma di risorse da destinare al consiglio comunale dei giovani.

• L'avvio di un confronto fattuale e concreto in merito all'attivazione di un percorso di progettazione partecipata per realizzare il primo centro di aggregazione giovanile nel capoluogo - che possa fungere tra le altre cose anche da sede del Consiglio Comunale dei Giovani - prendendo in considerazione i locali di proprietà del Comune di Frosinone posti ai piani superiori del complesso ex-ENAL, attualmente in disuso e in forte stato di degrado.

Il link della petizione online

 https://www.change.org/p/nicola-ottaviani-verso-il-consiglio-dei-giovani-e-oltre?recruiter=42389901&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink&utm_campaign=share_petition

 

Circolo GD Frosinone

 

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Fare chiarezza sul Consiglio dei Giovani di Frosinone

giovanidemGiovani Democratici - Nella mattinata odierna abbiamo provveduto a protocollare una interrogazione urgente a risposta scritta indirizzata al Sindaco e all'assessore competente per stimolare questi ultimi a fare chiarezza sulla mancata operatività del Consiglio dei Giovani di Frosinone, in vista della messa in discussione di un non precisato forum delle associazioni giovanili nella prossima seduta consiliare del 20/12/2018.

Afferma Alessandro Marino, Segretario della Federazione dei Giovani Democratici della Provincia di Frosinone: “Come Giovani Democratici da diversi anni sosteniamo l’istituzione del Consiglio dei Giovani così come predisposto dalla legge regionale del 2007. I propositi di tale legge sono il rafforzamento della partecipazione dei giovani alla vita politica locale e la realizzazione di progetti e iniziative nel settore degli scambi culturali. Nella stessa Regione Lazio e in generale nella maggior parte degli stati membri dell’Unione Europea esistono da anni organismi come il Consiglio dei Giovani, che permettono ai ragazzi e alle ragazze di avere una rappresentanza ed una reale voce in capitolo in materia di politiche giovanili, ma soprattutto un bilancio finanziato per poter attuare idee e progetti.”

Prosegue Marco Tallini, Segretario del Circolo dei Giovani Democratici di Frosinone: “La Giunta Comunale e altre forze politiche del capoluogo lanciano l’idea di istituire un forum delle associazioni giovanili senza rappresentanza democratica e senza alcuna risorsa economica rappresenta un danno per la comunità giovanile e per la città di Frosinone in generale. Il Consiglio dei Giovani al contrario è normato da una legge regionale che gli attribuisce innanzitutto un potere consultivo obbligatorio su tutti gli atti amministrativi in tema di politiche giovanili; in secondo luogo la Regione Lazio finanzia non solo la sua istituzione ma soprattutto la sua operatività consentendo così l’elaborazione in piena autonomia di iniziative e progetti a livello locale, nazionale ed europea. Infine è necessario sottolineare che, al contrario del forum, il Consiglio dei Giovani è eletto direttamente dalle ragazze e dai ragazzi di Frosinone tra i 15 e i 25 anni: soltanto un organo democratico può promuovere la partecipazione attiva dei giovani alla vita civica e politica di una città da cui, come purtroppo evidenziano i recenti studi demografici, questi ultimi scappano.” Infine, secondo Angelo Pizzutelli, capogruppo PD in Consiglio Comunale. “La volontà della Giunta Comunale di istituire un forum delle associazioni giovanili cozza con gli impegni presi mediante delibera istitutiva del Consiglio dei Giovani di Frosinone risalente a dicembre 2017, a cui non è stata data esecuzione. Per queste ragioni abbiamo presentato stamani, assieme ai Consiglieri Cristofari e Sardellitti, un’interrogazione scritta con la quale chiedere risposte sui mancati adempimenti della Giunta Ottaviani. Ribadisco pieno sostegno ai Giovani Democratici il cui impegno e la cui passione vengono puntualmente snobbati da chi amministra Frosinone.”

 

Copia dell'interrogazione

 

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Frosinone, i giovani e l'assessore ombra

PalazzoComunaleFrosinone 350 260di Daniele Riggi, consigliere comunale di Frosinone - Durante lo scorso Consiglio comunale del comune capoluogo, tenutosi il 4 luglio, ho avuto l'onore di rappresentare alcune istanze formulate dalla Rete degli Studenti Medi di Frosinone, sotto forma di interpellanza rivolta all'Amministrazione.

I giovani studenti del territorio nel maggio dello scorso anno avevano convocato tutti i candidati sindaco di Frosinone in un incontro, durante il quale hanno esposto i problemi maggiormente avvertiti dagli studenti nella città capoluogo: trasporto pubblico insufficiente a coprire le esigenze; mancanza di spazi di aggregazione in ambito sociale, culturale e sportivo; mancanza di eventi culturali rivolti ai giovani; mancanza di aule studio; welfare scolastico carente. Ad un anno dall'incontro hanno constatato amaramente che l'Amministrazione Ottaviani non è intervenuta su nessuno dei suddetti punti di criticità. Per questo motivo hanno deciso di riproporre le loro richieste al Sindaco e alla Giunta.

Va detto che anche questa volta, purtroppo, dall'Amministrazione comunale non c'è stato alcun segnale di apertura verso le richieste degli studenti, che, tra l'altro, sono ampiamente condivisibili, specialmente da parte delle generazioni più giovani della città. Sui trasporti l'assessore di riferimento si è limitato a dire che i fondi provenienti dalla Regione Lazio sono diminuiti e che il Comune non ha investito risorse limitandosi a gestire il bando solamente con fondi regionali. Un'amministrazione attenta alle necessità dei cittadini quantomeno avrebbe dato filo da torcere alla regione per ottenere dei fondi supplementari e avrebbe messo qualche risorsa propria in più su un servizio strategico come il trasporto pubblico. Ma di tutto ciò nulla all'orizzonte. Sugli spazi di aggregazione e sulle aule studio si è registrata la stessa indifferenza, nonostante abbiamo una biblioteca comunale che ha spazi largamente insufficenti per le aule studio e un centro storico letteralmente svuotato e riempito di finte vetrine con tanto di manichini esposti. La cosa più grave che ho voluto sottolineare però è stata la mancanza in aula dell'assessore alle politiche giovanili. L'anno scorso avevo interpretato come un segnale positivo la creazione di un assessorato alle politiche giovanili, certamente come un'opportunità per i giovani della città.

Raccogliendo l'invito dell'Amministrazione a condurre un'opposizione propositiva e non solo all'insegna della polemica, mi sono messo a disposizione dell'assessore. Il primo risultato di questa collaborazione è stata la riapprovazione della delibera sul “consiglio dei giovani” nel dicembre 2017, con l'intenzione di dotare la città di uno strumento di dibattito e confronto tra i giovani e l'Amministrazione comunale. Ho creduto, forse ingenuamente, che per la prima volta nella storia politica recente di questa città fosse possibile incominciare a invertire la tendenza sulle politiche giovanili, invece, il tutto si è rivelato un grande bluff, come al solito.

Sono passati ben sette mesi, il consiglio dei giovani non si è mai realizzato, e l'Amministrazione Ottaviani ha destinato ai giovani e alle politiche giovanili uno 0 tondo tondo durante l'approvazione del bilancio, roba che avrebbe dovuto far dimettere qualsiasi assessore al ramo. Tuttavia, va detto che in sette mesi un risultato è stato raggiunto: un pulsante virtuale sul sito del comune che segnalava la presenza del consiglio dei consiglio dei giovani. Peccato che questo consiglio nella realtà non è mai stato realizzato!

A questo punto, colto dalla disperazione, ho voluto lanciare un'ultima proposta all'Amministrazione e all'assessore che non c'era: se l'assessorato non è stato in grado in sette mesi di fare nulla per i giovani, realizzate almeno un tavolo di discussione permanente con le associazioni e le organizzazioni politiche giovanili della città. Fatelo seriamente, però, perché in una città inclusa fra i 50 Comuni italiani che ha perso più giovani di età compresa fra i 18 e i 30 anni fra il 2008 (le statistiche parlano dell'11,59% di giovani emigrati) il problema giovani non è un problema ordinario ma straordinario. Qualche volta ascoltiamoli i giovani, dopo tutto non costa nulla!

 

 

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Per Compagnoni da due giovani cronisti

funerali compagnoni 3 Bettinellli 350 mindi Maria Giulia Cretaro e Valentino Bettinelli - Ceccano, ultimo saluto al Senatore.

Angelo Compagnoni, una vita spesa in politica, intesa come valore imprescindibile per l’emancipazione sociale. L’esistenza di un figlio della terra, di un uomo di quel popolo che mai ha pensato di abbandonare. Il senatore in canottiera sempre vicino alla sua gente. Comunista vero, megafono di esigenze taciute, lavoratori sfruttati, dignità lese. Compagno poco incline ai dogmi sociali e religiosi, legato piuttosto alla trasparenza di una politica nata dal basso, costruita sul continuo studio e la costante presenza sul territorio. Un territorio vissuto quotidianamente, non solo in fase di mera campagna elettorale.

Ceccano oggi concede gli ultimi onori al suo Senatore, un saluto laico al fedele Compagno di un’intera Città. Un rivoluzionario imperterrito, rispettoso degli uomini prima dei colori politici. Angelo Compagnoni era comunista. Lo era negli anni in cui l’appartenenza ad uno schieramento era il Valore. La politica era il Valore. Il Senatore ha cavalcato con forza ed in prima persona le lotte di una società stanca delle vessazioni e delle libertà negate; un’avanguardia di pensiero e d’azione.

Il filo rosso di una vita politica, ricucito per l’ultima volta, nella sua Ceccano, in quella Piazza che Compagnoni ha attraversato tante e tante volte. Passi che lo portavano nei suoi uffici di Palazzo Antonelli, prima da consigliere e poi da Sindaco. Una “Piazza Rossa” riempita dai suoi compagni che hanno avuto modo di salutarlo. Il cuore stretto in un pugno di ricordi che gli ha regalato l’ultimo Ciao,

O’ BELLA CIAO SENATORE!!!

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Veroli. Servizio civile per i giovani è realtà

veroli comune 350 260di Maria Giulia Cretaro - "Volontariamente dentro, involontariamente fuori"
Quando un Comune funziona vincono tutti. Quando un'amministrazione pone i suoi abitanti al centro di interessi comuni ha espresso il suo compito.
A confermare questa linea è Veroli che, a poco meno di un anno dalla fine del mandato del Sindaco Simone Cretaro, investe ancora nei giovani grazie al Servizio Civile che ormai si avvia ad essere Universale.

3 Progetti presentati al vaglio della Regione Lazio e approvati su tutta la linea, sia nei contenuti che nei numeri dei volontari. Un successo che permetterà a 16 ragazzi selezionati di servire la Patria pacificamente confluendo in queste programmazioni:
“L'esperienza insegna”, “A piccoli passi”, “Oltre il libro”.
Non numeri da record, ma piuttosto radicati alle possibilità del territorio e raggiunti con spirito di continuità.
Dislocati tra Pro Loco, Biblioteca ed altre sedi accreditate, i volontari per un anno saranno parte attiva dello spirito costituente portando avanti una difesa morale e culturale dello Stato.

Un'opportunità che ha richiesto impegno e accuratezza: la macchina amministrativa ha dimostrato efficienza e un'adeguata logistica burocratica. La debacle vissuta da altri comuni ciociari, che hanno visto decimate le proprie proposte, pone ancora più l'accento sul positivamente garbato risultato verolano. In termini di progetti bocciati, un triste primato va a Ceccano; 46 volontari ridotti dalla Regione a 10, causa lacune, sbagli e figure professionali non adeguate al ruolo. Una perdita per la città e per i cittadini, una privazione gratuita di un diritto/dovere.

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Ceccano: giovani liceali contro la violenza

LiceoCeccano 350 260 mindi Valentino Bettinelli - Ceccano: la squadra delle giovani liceali contro la violenza.

La lotta alla violenza contro le donne sale sul palco dell’aula magna “Francesco Alviti” del Liceo Scientifico e Linguistico di Ceccano.

Attrici principali della mattinata le dodici allieve delle classi quarte che, dal mese di febbraio, hanno svolto il periodo di alternanza scuola-lavoro presso la sede provinciale del Telefono Rosa sita a Ceccano.

Dopo i saluti e una breve spiegazione del funzionamento dell’alternanza da parte della Preside Concetta Senese, la presidente dell’associazione Patrizia Palombo ha illustrato il lavoro svolto dalle ragazze, mettendo in risalto la passione con cui si sono calate in una tematica così delicata.

Il corpo centrale della manifestazione è stato curato dalle stesse allieve che, attraverso delle diapositive, hanno avuto modo di comunicare ai propri compagni le esperienze vissute in questi mesi. Un tema certamente delicato quello della violenza che le giovani studentesse hanno dimostrato di aver compreso appieno.

Palpabile la soddisfazione dei docenti e delle responsabili del Telefono Rosa che hanno seguito direttamente questo percorso.

Il progetto, denominato “Un seme contro la violenza” ha consentito, secondo la presidente Palombo, “la semina di una squadra di piantine in fiore che saranno chiamate a divenire il futuro della lotta ad ogni forma di violenza”. “L’obiettivo”, aggiunge la Palombo, “è quello di creare uno sportello dedicato all’interno del Liceo che consentirà agli allievi di entrare in contatto con tutti gli esperti che operano in collaborazione con il Telefono Rosa”.

L’associazione provinciale, con sede a Ceccano, si avvale del contributo di altre figure che affiancano l’operato di Patrizia Palombo. Nello specifico della vice presidente Sara Mastrogiacomo; delle psicologhe Fabiola Di Mario, Katia Coletta e Valentina Pirri; degli avvocati Cristiana Cialone, Giusy Santacaterina e Silvia Santodonato.

Una mattinata intensa e piena di spunti di riflessione che consegna, alla parte più giovane della società, una situazione da tenere sotto controllo. Un modo per alzare la voce contro la violenza sulle donne e permettere alle vittime di prendere coscienza del potere del dialogo.

Patrizia Palombo ha voluto chiudere la splendida iniziativa lanciando un appello ai ragazzi, invitandoli a “non avere paura, perché solo la parola può combattere le violenze”. Li ha inoltre esortati ad essere “le piantine in grado di riempire di fiori il futuro prossimo”.

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