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A Ceccano, basta con il rancore. Idee e programmi

ceccano palazzo antonelli 350 253di Antonio Nalli - “Hanno vinto gli assassini del confronto” Mario Sodani; “Hai fatto trapelare solo gelosia e invidia nei confronti di chi ti avava asfaltato politicamente sul campo. Lunedì hai completato l’infamia politica” Stefano Gizzi in risposta a Filippo Misserville; “La mini passerella con le dimissioni di massa è stata solo un’operazione propagandistica che qualcuno ha maldestramente architettato per rifarsi una verginità politica” Daniele Maura; “Cari impresentabili” Massimo Ruspandini; “Ma il sindaco (lo scrive lei in lettera minuscola) è la persona che è stata eletta da noi cittadini 5 anni fa e che ieri è stato sfiduciato per scelta di 9 burattini arrivisti che hanno deciso al posto di 7.000 persone?... MA DO IAT?” Alessandra Bianchini, sorella della consigliera comunale Ginevra Bianchini.

Sono questi soltanto alcuni esempi di parole pronunciate in merito alla sfiducia nei confronti di Roberto Caligiore. Commenti carichi di livore, che in questi giorni abbiamo letto in massa sui social, luogo ideale per sfogare la propria rabbia ed i propri istinti, con il solito accanimento da bullo.

Le parole non descrivono il mondo ma lo creano. Del resto il racconto della Genesi biblica ci indica che Dio chiama l'uomo a nominare il mondo e ciò che lo abita. Quando si dice una cosa, quella cosa “è”, “sta”, è messa al mondo.

Ciò che stanno mettendo al mondo i più incalliti sostenitori di Roberto Caligiore, è un carico di rancore, rabbia ed odio che mi fa paura, soprattutto se pronunciate addirittura da chi opera nel mondo della scuola, tra i più giovani. Parole che creano un mondo che non rappresenta assolutamente un modello da seguire come esempio.

Non vi è alcuna riflessione politica, nessuna autocritica nel merito del proprio operato. Nessun accenno a programmi futuri da mettere in atto.

Solo autocelebrazione ed insulti nei confronti degli avversari, nei quali si dimentica perfino il ruolo del Caligiore dimissionario in quel del 2014, ma allora, evidentemente, faceva comodo.

Con molta attenzione, invece, ho letto la riflessione politica di Maurizio Cerroni. Mi è piaciuta e si percepisce, ovviamente, l'abisso tra un politico di lunga esperienza come la sua e la rabbia dei cosiddetti "rottamatori". Non nascondo di aver fatto parte o comunque tifato in passato per quest'ultima categoria.
Come ha ben sottolineato Cerroni, di lavoro, per chi vuole fare politica, ce ne è molto.

L'idea di raggiungere subito il traguardo, dettata sempre più da una società figlia dello spettacolo e del berlusconismo, ha arenato però tanti delle giovani generazioni, compresa la mia.
Allo stesso tempo, l'idea di credersi immortali, anch'essa figlia del berlusconismo, porta taluni a restare sul piedistallo, anziché passare il testimone, facendo da affiancamento e dando fiducia a chi ha meno esperienza.
Occorre riscoprire l'impegno politico figlio della vita di sezione ed allo stesso tempo si rende necessaria la consapevolezza e l'esigenza di un giusto equilibrio tra chi ha rappresentato il passato amministrativo e coloro che dovranno rappresentarne il futuro.

Ciò che può iniziare a dare equilibrio, al momento, è proporre ai cittadini un programma concretamente attuabile nei 5 anni di governo che il futuro Sindaco sarà chiamato ad affrontare, offrendo con i fatti risposte alle tante problematiche che affliggono oggi i ceccanesi, a partire dalla questione ambientale.

In che modo?

Ecco un esempio di punti che ho in mente:

- Facendosi promotori, ad esempio, della predisposizione con Prefettura ed aziende private insistenti sul territorio e classificate a rischio di incidente rilevante, di un adeguato Piano di Emergenza Esterno, previsto dalle Normative Vigenti e dalla Normativa Europea, alla quale sempre più dobbiamo fare riferimento;

- Predisponendo sul sito internet istituzionale dell’Ente, una sezione completamente dedicata alla trasparenza degli atti in fatto di autorizzazione ambientali, stipulando al tempo stesso una convenzione con le industrie locali, il Consorzio Asi e la società che gestisce il depuratore consortile, obbligando ognuno a rendere di pubblico dominio i dati giornalieri riscontrati e misurati, che potrebbe avere effetto sulla salute delle persone, in modo particolare relativo alle emissioni in atmosfera delle più svariate sostanze da essi lavorate. Piena visibilità, inoltre, ai dati relativi sui ripetitori di telefonia mobile ed ancora sull’elettrodotto della linea Tav;

- Il rilancio del patrimonio culturale dei beni immobili a disposizione dell’Ente, come pure del materiale archivistico e documentario, dando maggiore vitalità alla biblioteca comunale, letteralmente fatta a pezzi in questi 4 anni di amministrazione Caligiore, priva totalmente di idee e servizi da parte di amministratori senza passione per la cultura ed il patrimonio librario. Non era un caso che l’assessore del ramo fu autore del rogo di un romanzo bestseller in pubblica piazza, tale da riportare alla memoria avvenimenti storici tra i più bui del XX secolo;

- La predisposizione di un importante progetto per il recupero dell’area dell’ex Annunziata, con il coinvolgimento della Fondazione delle Ferrovie, per la realizzazione di un’officina meccanica per il recupero ed il restauro di locomotive storiche o in fase di dismissione, la realizzazione di un apposito museo di riferimento a pochi chilometri da Roma capitale e facilmente raggiungibile rispetto all’analogo museo di Pietrarsa, di una scuola di formazione per macchinisti e di un interscambio ferroviario merci in grado di rilanciare occupazione nel territorio, nonché di una nuova viabilità nel centro urbano, con ampi spazi verdi;

- Il rilancio dell’ex struttura del Santa Maria della Pietà attraverso la creazione di un grande centro sperimentale incentrato sulla cura e conoscenza della psiche, ampliando il servizio di assistenza attualmente fornito dal Centro di Salute Mentale, per una maggiore fruizione del servizio in grado di snellire le liste di attesa. Un centro sperimentale di cura in grado di omaggiare figure come quelle di Franco Basaglia, Jaques Lacan, o Massimo Fagioli, promotore quest’ultimo delle sedute collettive, intervenendo allo stesso tempo sul pregiudizio con cui ancora oggi viene affrontato l’approccio sui disturbi e la malattia mentale;

- La realizzazione di una nuova viabilità per Piazza XXV Luglio, attraverso un adeguato progetto che tenga in considerazione esigenze di cittadini residenti, commercianti ed automobilisti;

- La totale rivisitazione del Corpo di Polizia Municiapale, con la creazione di un apposito nucleo destinato ai controlli ambientali, in particolare a tutela del fiume Sacco, ed agli abusi edilizi, formato in modo adeguato, in grado di saper fare fronte alle nuove tecnologie, come pure la guida di sistemi a pilotaggio remoto (droni).
- Il ritiro immediato della vergognosa Delibera “bavaglio” 66;

- Il recupero del Palazzetto dello Sport attraverso i fondi previsti nel programma di finanziamento “sport e periferie”;

- Ma anche un recupero della memoria storica e collettiva, propensa ad una maggiore accettazione della diversità e della figura femminile, con l’intitolazione di nuove arterie a Pier Paolo Pasolini ed Ilaria Alpi.

Arrivare alle elezioni con improvvisazione e senza un programma condiviso e realmente attuabile, ma solo con una sfilza di nomi di candidati "unti dal Signore", significherebbe consegnare la città al nuovo Caligiore di turno, ovvero un improvvisato senza arte né parte, circostanza questa che un territorio ed una cittadina morenti, dopo 4 anni di amministrazione neofascista, non possono certo permettersi.

 

 

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Frosinone 2017: grande confusione di idee e di armeggio di candidature

PaoloCeccano PRC 350 260Intervista di Paolo Ceccano, PRC, rilasciata a Ignazio Mazzoli - «Chi non riconosce che ipotizzare la realizzazione di un aeroporto è stato un errore non potrà essere nostro alleato nella campagna per il rinnovo dell’Amministrazione comunale di Frosinone nel 2017. Noi Prc dicemmo subito che era irrealizzabile e tentare di proporlo era sbagliato. Fummo buttati fuori dalla maggioranza con la presidenza di Francesco Scalia che guidava l’amministrazione provinciale».
L’approccio con Paolo Ceccano segretario provinciale del PRC è chiaro, inequivocabile e senza incertezze, teso a fare chiarezza subito a chi si deve essere alternativi e sulle possibili alleanze, in questo caso a Frosinone capoluogo. Egli è nato a Sora nel 1979, laureato in coordinamento delle professioni sanitarie fu eletto a 25 anni consigliere comunale della sua città e dal 1994 è iscritto al PRC. Oggi, guida la federazione provinciale del partito comunista affidatagli nel novembre 2015 dopo tanti incarichi nella sezione giovanile.

1) Segretario, lei e il PRC come giudicate le iniziative delle forze politiche del Capoluogo in vista del voto amministrativo?

A noi pare che essenzialmente ci sia una grande confusione di idee e di armeggio intorno alle candidature. L’errore ormai stabile delle forze politiche che dominano in questo territorio. L’esempio più evidente, ma anche il più clamoroso è il modo di essere del PD. Ormai già in una fase di avanzata implosione. La vicenda delle primarie prima faticosamente conquistate contro i divieti di De Angelis e poi disdette (per ora). Tutto ruota intorno ad alcuni nomi (un cardiologo, un chirurgo, un ex sindaco in cerca di rivalse) senza l’abbozzo di un programma. Al fondo mi pare che abbiano anche paura, ancora una volta, di presentarsi con il loro simbolo come già avvenuto da ultimo a Cassino e Sora.

 2) L’Amministrazione Ottaviani come arriva al voto se si andasse alle urne oggi?

Per quanto ci riguarda con un giudizio molto negativo. L’unico impegno che abbiamo visto affrontare è stato il tentativo di realizzare il nuovo stadio con il dirottamento di tutte le somme possibili, anche di quelle che erano destinate al disagio sociale. Somme che sono sull’ordine dei 4 MLN e che ci sembrano buttate al vento per prevedere uno stadio non molto diverso dall’attuale Matusa. Basta osservare in che stato sono i quartieri periferici e l’esodo di abitanti dal capoluogo (ad oggi il 14%) per dire senza tema di smentita che non ci sono stati interventi seri e utili. Questa storia che Nicola Ottaviano vincerà senza colpo ferire, facendo una passeggiata, mi pare una favola per la propaganda immaginandosi avversari di comodo.

3) Parliamo di avversari reali e senza dubbio alternativi

I 5 stelle a Frosinone sono inesistenti, non registriamo da parte loro nessuna parola sulla cattiva gestione Ottaviani e su temi importanti come l'inquinamento, anzi la Raggi continua a mandarci carichi di immondizia e i loro rappresentanti locali eletti in Parlamento non si ribellano rifugiandosi dietro la scusa della proroga inevitabile, comunque il tempo scorre veloce valuteremo le loro soluzioni che per ora non si intravedono nemmeno. In ogni caso ci sono molti segnali che posso chiamare di “voglia di riscossa” con tentativi concreti come Frosinone in Comune che ha già presentato il suo candidato a sindaco, Stefano Pizzutelli, Frosinone Bene Comune che lavora per definire una “Costituente cittadina per un raggruppamento civico delle forze democratiche e progressiste” a Frosinone.

4) Il PRC come parteciperà alla campagna elettorale?

Il PRC vuole seguire tutti questi progetti e dialogare con loro. Il nostro è l’unico partito che l’8 e 9 ottobre scorso si è impegnato per realizzare progetti dal basso come “Città in Comune”, in cui la sinistra si organizza con associazioni, movimenti e cittadini per competere da questa prospettiva nel voto, ma soprattutto per rilanciare nei fatti la partecipazione.
Gli assi portanti delle scelte che proporremo e affronteremo con i cittadini riguardano la riqualificazione ambientale con l’occhio attento alla creazione di posti di lavoro, l’autonomia da Roma soprattutto per contribuire a formare una classe dirigente di politici che rappresenti il territorio dove viviamo e non importi qui dei diktat che hanno ridotto questa provincia alla desertificazione industriale madre di decine di migliaia di disoccupati, in fatto di Sanità, il riconoscimento della DEA insieme allo sblocco delle assunzioni nella Pubblica Amministrazione e in particolare nella Sanità. In termini di partecipazione condivideremo con chi già l’ha scelto il “Bilancio Partecipato” anche se non sarà l’unico strumento per far intervenire nelle scelte amministrative i cittadini e i lavoratori.

13 ottobre 2016

 

 
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Turismo. Le idee ci sono, non la volontà di chi governa

FIUME FIBRENO 350 260di Giuliano Fabi - Turismo e provincia di Frosinone: una idea vincente in campo. La digitalizzazione provocherà di qui a dieci anni una enorme diminuzione degli spostamenti per motivi di lavoro, ma un aumento degli spostamenti per motivi di piacere, cultura e turismo. Può la nostra provincia intercettare in qualche modo quel flusso turistico che ci vede per il momento agli ultimi posti nel Lazi? L’attenzione sarà rivolta a quei luoghi facilmente raggiungibili che offrono curiosità, cultura natura, accoglienza per famiglie, possibilità di attività fisica e buon cibo. Si apriranno spazi interessanti per il turismo di fine settimana delle famiglie per il turismo passaggio sulla A1, con un forte ritorno in termini di occupazione, trattandosi di un turismo non legato a doppio filo con la stagionalità. Un discorso a parte va fatto per i circuiti eno-gastronomic,i per il trismo sanitario e della terza età, e l’area inesplorato dei figli dei nostri ex emigranti. Si troverà avvantaggiato chi ha qualcosa da offrire e sarà organizzato per offrire.
Al di là dei punti di forza e di debolezza, qui mi preme fare una analisi su ciò che genera in un territorio un flusso turistico importante e se questa nostra provincia può offrire qualcosa in tal senso.
Noi sappiamo che ciò che genera un flusso turistico in un territorio è il fatto che ci sia un luogo unico da scoprire e da godere, che abbia caratteristiche di unicità al mondo, che emozioni, che identifichi e fissi nella mente quel territorio, che sia facilmente fruibile e raggiungibile, che spinga una volta tornati a casa, a ricordare, a raccontare, a trasmettere e a creare quel passa parola che è la migliore forma di pubblicità e che faccia venire il desiderio di tornarci i compagnia perché si è visto qualcosa di una bellezza unica. Per fare degli esempi I trulli di Alberobello, i Sassi di Matera, Civita Bagnoreggio, le Terre di Siena, Le Cinque Terre, il parco Fluviale del Brenta ecc.

Domanda : Esiste in provincia di Frosinone un luogo con tali caratteristiche?

I nostri punti di forza sono: il circuito delle mura megalitiche, il circuito delle abbazie benedettine, il circuito dei castelli medievali, il circuito del brigantaggio e della seconda guerra mondiale, ora si va aggiungendo il circuito della paleontologia , ma si tratta di cose un po’ settoriali, quasi da specialisti, da elìtes e che difficilmente muovono le famiglie o flussi importanti. Ebbene questo luogo nella nostra provincia esiste ed è “la terra dei cinque miracoli”.
Dove si trova? Semplice, in quel tratto di 14 km che va dalla Riserva Naturale del Lago di Posta Fibreno segue il fiume Fibreno fino alle cascate di Isola del Liri:

villa lefevre 350 260Primo miracolo: Il padreterno ha messo uno strato di argilla impermeabile sotto il comune di Posta Fibreno, consentendo a 50 sorgenti di riversare da noi tutta l'acqua del Parco Nazionale d' Abruzzo e creare quella meravigliosa perla del Lago di Posta Fibreno
Secondo miracolo: il lago dà origine al fiume Fibreno che a Carnello forma un'isola artificiale intorno all'abitato e alla Torre Follona di ciceroniana memoria, formando cascatelle e riversando li un'acqua pulitissima alla temperatura costante di 12 gradi che,non consentendo lo sviluppo di muffe e batteri, è adatta alla lavorazione della carta, della lana e qui sorsero le più antiche cartiere
Terzo miracolo: A San Domenico ii fiume Fibreno si getta nel Liri. Il Liri avendo carattere torrentizio va in piena l'inverno con le piogge, il Fibreno avendo carattere è cascata e fiori rosasorgivo ha il suo massimo di portata in estate con lo scioglimento delle nevi e questa simbiosi rendendo costante la portata e la bellezza delle cascate di Isola Liri ne ha consentito lo sviluppo industriale. Se non è un miracolo questo!!!!!!
Quarto miracolo: le tre cascate di Isola Liri. Un miracolo che si commenta da solo. Se ne conosce solo una, ma sono tre,. Tutte di una bellezza unica anche se quella del Valcatoio ha subito la mano pesante dell’uomo.
Quinto miracolo: L'acqua, cadendo da tre cascate sulla città, forma due rami che abbracciano Isola Liri. viste dall'alto, accanto al castello, sono uno spettacolo unico al mondo, con tutta l'archeologia industriale delle cartiere, dei lanifici, dei feltrifici e concerie, case degli operai e ville dei vecchi industriali.

Qui c'è una storia millenaria

Ora chiudete gli occhi e immaginate di avere sul Fibreno un parco fluviale pedonabile e ciclabile e navigabile di poter raggiungere in barca, con approdo a San Domenico, (Fiera di Sora uscita superstrada per Roma); sia le cascate di Isola Liri che il Lago di Posta Fibreno, il tutto in circa 14 km. E poi da qui poter pubblicizzare ciò che la nostra provincia offre in termini di cucina storia natura e arte e le cose che elencavo prima. E mi fermo qui. Inutile pensare ad altro. Il turismo in provincia di Frosinone potrà decollare solo concentrando le energie e valorizzando questa: “La terra dei cinque miracoli”, nella sua complessa unicità, un luogo unico al mondo, una terra che identifica il nostro territorio e la sua storia millenaria e la nostra memoria collettiva, una terra che se mostrata e raccontata emoziona e fa venire il desiderio di tornarci.
Questo è un lembo d’Italia dove natura e storia sono incastonate quasi a dipingere un quadro di bellezza unica, dove forte si percepisce il respiro della Storia. La pressioneIsolaLiri SOCIETA OPERAIA 217 degli anni in cui, in nome del benessere economico, ritenevamo fosse tutto lecito qui non è riuscita a scalfire, ci ha lasciato tutto intatto e dobbiamo mostrarlo al mondo.
Qui c’è la storia millenaria dei pelasgi, che costruirono le mura ciclopiche, c’è la casa natale di Cicerone dove ambientò il suo testo De Legibus dove parla di rapporto tra leggi e giustizia sociale, qui ha soggiornato San Francesco con la visione dell’angelo che lo portò alla rinuncia del ministero sacerdotale e rimase umile frate a vita (messaggio forte alla politica). Qui c’è la Storia di Gregorio XIII, quello del calendario gregoriano che usiamo ancor oggi, del figlio Iacopo Boncompagni che valorizzò il castello della Cascata con affreschi di scuola del Cavalier D’Arpino, maestro di Caravaggio. Qui c’è la storia della prima e della seconda industrializzazione, di Napoleone, dell’illuminismo e delle nuove idee della rivoluzione francese, degli industriali francesi, della invenzione della macchina continua di Lefebvre, delle lotte operaie delle cartiere meridionali, delle società operaie di mutuo soccorso tra le più antiche d’Italia e di una delle prime università popolari d’Italia.
Aver chiuso gli occhi per anni di fronte a tanto ben di Dio e alle potenzialità di questo territorio è cosa grave. Se questa, la terra dei cinque miracoli avesse avuto la fortuna di trovarsi più a Nord staremo parlando di “PATRIMONIO DELL'UNESCO”. Non ci resta quindi che metterci in lista d’attesa per il “sesto miracolo”. Da chi? semplice.... dalla politica, perché il Padreterno sa di averci dato molto e sicuramente non ci metterà più mano.

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PD. “Dillo tu! Le tue idee per costruire la nostra città”

partito democratico bandiera350 250dal PD Circolo di Frosinone - “Dillo tu! Le tue idee per costruire la nostra città”.

Venerdì 27 maggio alle 17.30, presso l’Hotel Memmina, si svolgerà l’assemblea del Circolo PD di Frosinone “Dillo tu! Le tue idee per costruire la nostra città”.

L’appuntamento rappresenta l’apertura ufficiale del percorso di ascolto e confronto che il PD di Frosinone vuole avviare per riallacciare il dialogo con la città e le sue parti sociali e civiche.

Ambiente, mobilità, vivibilità, welfare, riqualificazione del territorio sono temi su cui il PD sceglie di ragionare aprendosi a tutti coloro che vorranno portare un contributo o un’esperienza. L’Assemblea sarà il primo dei momenti di incontro con i cittadini di Frosinone grazie ai quali il Pd costruirà il programma per le prossime amministrative.

L’intento è quello di rimettere il cittadino al centro dell’attività amministrativa, dopo questi anni in cui la gestione del centrodestra a Frosinone ne ha umiliato esigenze e necessità.

L’assemblea è aperta a iscritti e simpatizzanti.

Il Segretario del PD
Norberto Venturi

Il presidente del PD
Francesco Brighindi

 
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L’intento è quello di rimettere il cittadino al centro dell’attività amministrativa, dopo questi anni in cui la gestione del centrodestra a Frosinone ne ha umiliato esigenze e necessità.

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Io non condivido le tue idee, ma mi batterò perché tu possa dirle

evelyn beatrice hall 350 260di Alessandro Pompili - Chi ha detto "Io non condivido le tue idee, ma mi batterò perché tu possa dirle". Voltaire? NO
Una frase decisamente d'effetto, usata sempre più negli ultimi anni come esempio, modello degno di essere imitato e preso come punto di riferimento. In effetti riflettendoci sopra è una frase con un grande impatto morale se fosse stata scritta realmente da Voltaire nell'epoca in cui è vissuto, ma è erroneamente attribuita a quest'ultimo.
In realtà scritta dall'inglese Evelyn Beatrice Hall per cercare di descrivere, a mio parere non in modo del tutto corretto, il pensiero del filosofo illuminista. Infatti Voltaire non fu un uomo da cui trarre esempio come la maggior parte delle persone pensa, amava il gioco d'azzardo, alcuni dicono anche usuraio, investì anche nella compagnia delle indie e quindi nella compravendita di schiavi e come possiamo leggere nel Trattato di Metafisica disprezzava gli zingari e li considerava "un ammasso disprezzabile di gente sconosciuta" gli ebrei "non credemmo che un popolo tanto abominevole abbia potuto esistere sulla terra" e gli uomini di colore, considerati come delle bestie "l'uomo nero è un animale che ha la lana sulla testa, cammina su due zampe è quasi pratico come una scimmia, è meno forte di un animale della sua taglia, possiede un poco di idee ed è dotato di maggior facilità d'espressione".
Quindi anche se fosse stato Voltaire a scrivere questa frase che noi ragazzi di oggi definiremmo molto 'tumblr', in un epoca dove a malapena si ascoltava la voce dei borghesi e la maggior part le della popolazione era nella miseria e sottomessa ad un regime assolutista che virava sempre più verso il lume della ragione, dove se non eri un nobile praticamente non avevi diritto di esistere, sembra una frase un po' falsa no? Come se volesse conquistare l'approvazione de popolo.Evelyn Beatrice Hall
È stata erroneamente attribuita a Voltaire proprio a causa della vera autrice della, che in due libri dedicati al filosofo "The Friends of Voltaire" e "Voltaire in letters" mette la frase tra virgolette non specificando che non è Voltaire l'autore della frase, confondendo i lettori. Ma quando Charles Wirz conservatore di L'institut e Musèe di Ginevra riconobbe che la citazione non era Voltaire e scrisse una lettera sulla rivista "Moder Language Note" del 1943 era ormai troppo tardi, i media oltre oceano l'aveva o già fatta rimbalzare ovunque e le possibilità di una smentita erano praticamente nulle.
Secondo me quindi leggendola a primo impatto, senza conoscere tutti is suoi retroscena, potrebbe anche sembrare una frase moralmente etica, ma una volta scoperto quello che c'è dietro capisci che è solo un altra frase fatta, di quelle che potresti utilizzare in un concorso di bellezza al posto del "vorrei la pace nel mondo" ormai troppo sentito.

4B Liceo Artistico Anton Giulio Bragaglia

 

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Ceccano: Primarie delle idee

ceccano monumento 350-260riceviamo e pubblichiamo - Ceccano: LE PRIMARIE DELLE IDEE, il 20 Ottobre la prossima "Agorà". Il nostro Comitato continua il lavoro di progettazione di un nuovo modello di Sviluppo sostenibile per la Città di Ceccano. Con le modalità proprie del Comitato, faremo una nuova Agorà pubblica il 20 Ottobre presso il Castello dei Conti di Ceccano.

Per condividere riflessioni e progettualità con chiunque abbia voglia di contribuire. in modo fattivo, alla stesura di un'idea nuova di Ceccano per il futuro. Stiamo analizzando il Bilancio comunale per proporre una revisione della spesa ed una differente distribuzione delle risorse pubbliche, stiamo analizzando la proposta di Piano Regolatore generale ed il Puoc per comprendere come si possano riorganizzare strutturalmente Ceccano e di suoi spazi.

Vogliamo ricostruire un vero senso di Comunità, attorno al quale stringere l'intera Città. Superando quel modello disgregante, di "Agglomerato di Contrade" che ha caratterizzato la vita pubblica di Ceccano nel recente passato. Dopo aver avanzato una serie di proposte concrete per l'emergenza lavoro che attanaglia la Città, siamo a lavoro per strutturare un progetto che valorizzi e promuova finalmente il Monumento Ambientale di Bosco Faito.

Cerchiamo di affrontare un pezzo alla volta, tutte le complessità e le risorse non sfruttate presenti nel nostro territorio. Pensiamo ad un nuovo sistema paese, organizzato ed efficiente, che permetta quei "focolai" socio-economici e culturali, che portino nuovi investimenti e prospettive per i nostri Concittadini.

Il modello di Amministrazione che promuoviamo vuole ottimizzare e riorganizzare le risorse ed i servizi pubblici. Proposte concrete e sostenibili nei settori culturali, economici, urbanistici e sociali, attraverso progetti concreti, con un percorso di condivisione con tutta la Cittadinanza. Come sta accadendo in tutti quei comuni d'Europa dove la crisi è meno presente.

Vorremmo lanciare un appello al Commissario prefettizio e al intero arco politico locale. Vista la gravissima condizione in cui versa il decoro urbano, dobbiamo approvare anche a Ceccano, il "Regolamento per la gestione condivisa dei beni comuni", come sta accadendo in moltissimi comuni Italiani, su proposta del "Laboratorio di Sussidiarietà".

Si tratta di uno strumento utile per ripristinare un pieno decoro urbano ed allo stesso tempo, creare presupposti per nuove forme di lavoro e sostegno al reddito. Presenteremo queste ed altre proposte nella prossima Agorà, che si terrà il 20 ottobre. Aprendoci così, ad una condivisione di idee e prospettive e ad una discussione con i nostri concittadini.

L'invito a partecipare è aperto a tutti. Non ci saranno salvatori della Patria, né vecchi o nuovi supereroi, che potranno regalarci una speranza. Un futuro diverso per Ceccano possiamo scriverlo tutti insieme.

COMITATO "LE PRIMARIE DELLE IDEE per un Nuovo Centrosinistra a Ceccano"

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Fonderia delle idee o Commedia dell'arte?

fonderia 350-260di Antonella Necci - La politica con certi personaggi diventa un canovaccio della Commedia dell'Arte di seicentesca memoria. Un copione con poche battute e gli attori in scena ad inventare la loro parte.
Così ora ci tocca assistere alla nascita della Fonderia delle idee, dal vago sapore metalmeccanico per infondere nelle idee una pennellata di nazional proletario che può tornare comodo. E nella Fonderia che prenderà forma a Bagnoli cuore dell'Italsider napoletano, il 26 settembre 2014,oltre a Gennaro Migliore e Arturo Scotto, transfughi di SEL, con Scotto che aveva assunto solo da un paio di mesi il ruolo di capogruppo SEL alla Camera, ruolo che era stato di Migliore, ci saranno anche l'europarlamemtare Pina Picierno, quella che con 80 euro faceva la spesa per due settimane e dopo averla fatta è andata a pubblicizzarla a Ballaró, salvo poi essere beccata in giro per Roma con una borsa shopper di Prada del valore di 1800 euro, poi anche gli altri PD Francesco Nicodemo e Leonardo Impegno. Tutti provenienti dalla zona di Napoli, e tutti dichiaratamente amici di vecchia data.
Gennaro Migliore, nel dar vita a questo ennesimo progetto,vorrebbe mettere a tacere quanti lo definiscono un voltagabbana.
"Ci vuole cesura e discontinuità netta rispetto al passato"- dice Migliore nell'annunciare il suo progetto. A chi gli chiede se intende candidarsi a sindaco di Napoli nel 2016, lui risponde ancora in modo evasivo, dopo essersi spinto troppo avanti all'indomani dallo strappo con SEL, " Rimane un ragionamento lontano. Voglio dare un contributo a Napoli dal Parlamento'.
In questa iniziativa predomina assoluta l'idea di "libertà." " La libertà di ciascuno di partecipare e di contribuire a un progetto di ricostruzione dopo gli anni dello "scassiamo tutto". Non aspettare ancora un leader che ci venga a salvare. Invito a venire tutti quelli che hanno voglia d'agire, che si sono scocciati di aspettare".
Ma è Leonardo Impegno, renziano in epoca non sospetta, a dare una acuta definizione dell'intento primario della Fonderia, "partiamo dal basso, ma senza ripetere gli errori del passato. "
E per errori si intendono" ideologismo e clientelismo, due facce della stessa medaglia che hanno determinato l'immobilismo e l'irrilevanza delle classi dirigenti del sud."
La Fonderia delle idee nasce come iniziativa volta ad un rilancio del Sud in termini di finanziamenti e in questo rilancio entra prepotentemente la Regione Campania, anche se i membri di tale iniziativa, tutti campani, dicono NO al clientelismo.
Di fatto, però, è solo Arturo Scotto a parlare più genericamente di rilancio del Sud,mentre gli altri si fermano ad analizzare il duello elettorale Picierno- De Luca e puntano i loro obiettivi sulla leadership della Regione Campania.
E a noi non resta che ascoltare le loro parole e seguirli nei loro voli pindarici. Al momento stanno cercando di presentarsi come un'idea di rinnovamento del concetto di politica. Vedremo se il tempo darà loro ragione.

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Krugman: “Il panico causato dalle tesi di Piketty mostra che la destra ha esaurito le idee”

paulkrugmandi Paul Krugman da znetitaly.org - "Capital in the Twenty-First Century" [Il capitale nel ventunesimo secolo], il nuovo libro dell'economista francese Thomas Piketty , è un vero fenomeno. Altri libri di economia sono stati campioni di vendite, ma il contributo di Piketty è uno studio serio, che reindirizza il discorso in un modo non comune alla maggior parte dei campioni di vendite. Così James Pethokoukis, dell'American Enterprise Institute, avverte sulla National Review che l'opera di Piketty va rifiutata, altrimenti "si diffonderà presso gli intellettuali e riplasmerà il panorama economico su cui saranno combattute le battaglie future".
Beh, buona fortuna al riguardo. La cosa che davvero colpisce nel dibattito sin qui è che la destra sembra incapace di montare un qualsiasi contrattacco sostanziale alla tesi di Piketty. La reazione è consistita invece tutta in insulti, in particolare in affermazioni che Piketty è un marxista e che lo è chiunque consideri la disuguaglianza di reddito e di ricchezza un problema importante.
Tornerò alla questione degli insulti tra un momento. Parliamo innanzitutto del perché "Capital" sta avendo un simile impatto. Piketty non è certo il primo economista a segnalare che stiamo sperimentando una forte ascesa della disuguaglianza o anche a sottolineare il contrasto tra la lenta crescita del reddito per la maggior parte della popolazione e i redditi che esplodono al vertice. E' vero che Piketty e i suoi colleghi hanno aggiunto una gran quantità di profondità storica al nostro sapere, dimostrando che stiamo effettivamente vivendo in una nuova Età dell'Oro. Ma questo lo sappiamo da un bel po'.
No, ciò che è davvero nuovo a proposito di "Capital" è il modo in cui demolisce i miti più cari ai conservatori, l'insistenza sul fatto che stiamo vivendo in una meritocrazia in cui la grande ricchezza è guadagnata e meritata.
Nell'ultimo paio di decenni la reazione conservatrice ai tentativi di fare dei redditi esagerati al vertice un tema politico ha messo in campo due linee di difesa: innanzitutto la negazione che i ricchi se la passino davvero tanto bene e che il resto tanto male, ma quando tale negazione fallisce si afferma che i redditi enormi al vertice sono una ricompensa giustificata per servizi resi. Non chiamateli l'uno per cento o i ricchi; chiamateli "creatori di occupazione".
Ma come si sostiene tale difesa se i ricchi derivano gran parte del proprio reddito non dal lavoro che fanno bensì dal patrimonio che possiedono? E se la grande ricchezza deriva sempre più non dall'impresa ma dall'eredità?
Ciò che Piketty mostra è che questi non sono interrogativi oziosi. Le società occidentali prima della prima guerra mondiale erano in effetti dominate da un'oligarchia di ricchezza ereditaria, e il suo libro sostiene una tesi convincente che siamo ben avanti sulla via di un ritorno a quella condizione.
E dunque cosa deve fare un conservatore che tema che questa diagnosi possa essere utilizzata per giustificare tasse più elevate a carico dei ricchi? Potrebbe tentare di confutare Piketty in modo concreto, ma sinora non ho visto segni di ciò. Invece, come ho detto, non ci sono stati altro che insulti.
Suppongo che ciò non dovrebbe sorprendere. Sono stato impegnato in dibattiti sulla disuguaglianza per più di due decenni e devo ancora vedere "esperti" conservatori riuscire a contestare le cifre senza inciampare negli stessi lacci intellettuali delle proprie scarpe intellettuali. Perché è quasi come se i fatti non fossero fondamentalmente dalla loro parte. Al tempo stesso accusare di comunismo chiunque ponga in discussione un qualsiasi aspetto del dogma del libero mercato è stato la procedura operativa standard della destra sin da quando persone come William F. Buckley hanno cercato di bloccare l'insegnamento dell'economia keynesiana non dimostrando che era sbagliata, bensì denunciandola come " collettivista ".
Tuttavia è stato divertente osservare i conservatori, uno dopo l'altro, denunciare Piketty come marxista. Persino Pethokoukis, che è più sofisticato degli altri, definisce il "Capital" un'opera di "marxismo morbido", il che ha senso soltanto se la sola menzione della disuguaglianza della ricchezza fa di qualcuno un marxista. (E' forse è così che loro la pensano: recentemente l'ex senatore Rick Santorum ha denunciato il termine 'classe media' come 'dizionario marxista' perché, vedete, non abbiamo classi negli Stati Uniti).
E la recensione del The Wall Street Journal , prevedibilmente, si spinge al limite, facendo conseguire all'appello di Piketty a una tassazione progressiva come modo per limitare la concentrazione della ricchezza – un rimedio tanto statunitense quanto la torta di mese, appoggiato non solo da economisti di spicco ma anche da politici tradizionali , fino a, e compreso, Teddy Roosevelt – i mali dello stalinismo. E' davvero questo il meglio che il Journal è in grado di produrre? La risposta è apparentemente 'sì'.
Ora, il fatto che gli apologeti degli oligarchi statunitensi siano a corto di argomenti coerenti non significa che siano allo sbando politicamente. Il denaro continua a parlare; in effetti, grazie alla Corte [Suprema]di Roberts, parla più forte che mai. Tuttavia anche le idee contano, plasmando sia il modo in cui parliamo della società sia, alla fine, ciò che facciamo. E il panico causato da Piketty mostra che la destra ha esaurito le idee.
segnalato da controlacrisi.org
* da Z Net, www.znetitaly.org - Fonte: http://zcomm.org/znetarticle/the-piketty-panic/ Originale: The New York Times traduzione di Giuseppe Volpe - Traduzione © 2014 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0

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Anagni 2014. Ora basta maldicenze! Solo idee, programmi e progetti

Anagni notturno 350Ci risiamo. Sono passati otto anni dal 2006. Due campagne elettorali perse dal centrosinistra. Entrambe avvelenate da lingue biforcute: politici inclini al pettegolezzo e all'infamia, pennivendoli (perché giornalisti non sono né giuridicamente né eticamente) che hanno contribuito ad alimentare voci, che sono diventate leggenda. Mesi di campagna elettorale vissuti nell'ansia, sempre sulla linea di demarcazione tra legale e illegale, tra informazione e infamia. Mesi in cui ti svegli con il mal di stomaco, con l'ulcera che non ti lascia in pace. Eppure il giorno prima eri sano come un pesce. Il motivo? Il veleno e le maldicenze che intossicano l'ambiente e l'aria che respiri.
Sono anni che Anagni non ricorda una campagna elettorale serena. Già quella del 2001, quando vinse Fiorito, fu all'insegna dei torni forti. Nel momento in cui ci si potrebbe realmente rivolgere ai cittadini, parlando di idee e progetti, si preferisce tornare alla dietrologia, quella più infamante per impedire che questa città cambi realmente.
È una tecnica ben collaudata, una tattica subdola che nelle ultime tre campagne elettorali ha risucchiato il centrosinistra con tutti i candidati. L'arte è sempre quella del gossip di basso profilo, della maldicenza.
Anagni è forse la città che nel Lazio ha maggiormente necessità di tornare ad una normalità. Dopo tutto quello che è accaduto, nonostante Fiorito, questa città si è espressa alle ultime regionali con un voto che pende verso il centrodestra. Allucinante. Agghiacciante.
I cittadini dovrebbero riscoprire un senso civico che non hanno mai avuto, che nessuno ha provato mai a tirar fuori. Politici e pseudo giornalisti ( si preferiscono questi a coloro i quali fanno dell'informazione un reale mestiere) non hanno fatto altro che rendere più ottuso, di quanto era già, il modo di pensare dell'elettore medio qui. Quell'elettore che non sa distinguere i diritti dai "favori". Già perché in questa città, da troppo si danno dei diritti, facendoli passare per favori.
Anagni è affetta da un morbo dal quale potrà guarire solo attraverso una cura a lungo termine. E non sarà il contrattino di tre mesi nell'azienda farmaceutica sotto casa a guarire questo male. Anagni avrebbe potuto svilupparsi economicamente in una marea di altri modi, attraverso progetti di riqualificazione del territorio, di recupero ambientale di alcune aree. Ma la logica del "qui e ora", del "tutto, poco, maledetto e subito", ha fatto ammalare la mente collettiva di questa città.
Ancora non si parla di idee. Da quel che sappiamo, senza entrare nel merito, il Partito Democratico, che sostiene Fausto Bassetta, ha un documento con dieci punti programmatici. Alcune idee, sono state messe nero su bianco anche dal Movimento Cinque Stelle, hanno già delle linee programmatiche. La coalizione di sinistra vicina a Roberto Cicconi ci lavorerebbe.
Per il resto si preferisce sparlare sui candidati. "Quello la, poiché lavora a Roma, non farà mai il sindaco", "Oppure: è mandato dall'alto per tutelare certi interessi". Mezze frasi, pronunciate con l'intento di innescare il dubbio. Oggi, a parte qualche dubbio su chi è stato nelle giunte con Fiorito e Noto, i candidati sono senza ombra di dubbio, persone sincere, senza ombra o scheletri negli armadi. Questa volta, anche il candidato espresso dal Partito Democratico, al di là del fatto che venga dalla società civile o dal mondo militare, è un candidato di tutto rispetto, sul quale non si può dire nulla. Anche l'ultima volta era un candidato di tutto rispetto. Ma ovviamente hanno avuto la meglio il gossip, la disinformazione, l'invidia, condite con un po' di pressapochismo da parte di chi ha condotto la campagna elettorale.
Non si comprendono però oggi i tentativi di rendere il candidato del Pd un bersaglio mobile. Ci può essere solo un motivo: la paura di perdere. E questa paura ce l'ha solo chi, come nelle ultime volte, ha fatto scelte discutibili, in merito alla composizione della coalizione, che rappresentano una volontà di vittoria personale, non collettiva. Oltre a chi ci ha messo la faccia da oltre un decennio, c'è chi in questa campagna elettorale, ci ha investito troppo e non può di certo fare un passo in dietro pensando che magari ci sono persone maggiormente competenti. Non sia mai a pensare: tizio è meglio di me, mi faccio da parte. Purtroppo questo modo di pensare non appartiene all'anagnino medio. Dunque neanche a qualche candidato.
Vi starete domandando. E quindi? Dove vuoi arrivare? Il problema vero è che i cittadini di Anagni, in questo ultimi tredici anni, sono stati abituati a pensare alla politica come ad un sistema clientelare, dove "tanto sono tutti uguali", dove tutti hanno un tornaconto personale dalla politica. La politica ad Anagni non riguarda i beni comuni, ma gli interessi dei singoli. "A mi che me ne ve' 'n saccoccia?". Questa è l'affermazione vernacolare – il cui significato è: cosa me ne viene in tasca - che ho sentito pronunciare da persone di tutte le età. Il sistema innescato dal 2001 in poi vuole che, nell'immaginario collettivo, la politica amministrativa sia sempre più incentrata sull'inciucio e non sulla gestione della cosa pubblica, per la collettività. Gente che chiede posti di lavoro e politici che commettono il reato del voto di scambio, in maniera sempre più palese. Se l'Italia vive un momento di crisi democratica, Anagni è una giungla.
La crisi del settore editoriale ha colpito anche questo territorio. Ma purtroppo non ha colpito certi modi di fare pseudo informazione. I giornalisti, quelli seri, quelli che sono soggetti ad un codice deontologico, che cercano di fare il loro lavoro con una certa correttezza, rischiano il posto, traballano e si arrabattano a cercare di vivere, continuando a fare bene il loro lavoro. Mentre altri, che del codice se ne infischiano, trovano sempre il modo di star la a rimestare nella melma, descrivendo sempre una politica fatta nell'ombra, nelle segrete stanze. E, a sentir loro, a far questo tipo di politica, son sempre i nemici dei loro amici. Affermano di essere i detentori di numerose verità, ma il relativismo di quel che affermano è sempre più marcato. Lo scopo è sempre quello di "buttarla in caciara".
Cosa fare? Che dire? Il centrosinistra, il Pd, gli alleati e tutti quelli ai quali sta a cuore la politica, la democrazia e la partecipazione possono fare una sola cosa. L'unica cura è turarsi l'orecchio destro, quello con il quale si percepisce quest'ondata di maldicenze; tenere aperto il sinistro per il dialogo con la popolazione e parlare solo di idee, programmi, progetti. E poi sorridere alle maldicenze e rispondere serenamente, che non importa quel che si dice, ma contano i fatti.

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