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Occhi aperti: dove si soffre qualcuno s'arricchisce

 Quando l'illegalità prospera?

mafia investe 350 minNadeia De Gasperis - Da sempre le mafie vedono nella tragedia non il dolore ma una occasione per rafforzarsi, riorganizzarsi e quando il momento è maturo, arricchirsi. Perché quando l’ordine sociale è scardinato le mafie trovano nuove opportunità di sviluppo. È successo dopo terremoti importanti, e succederà anche stavolta, quando, finalmente, saremo usciti da questa immane tragedia. Il post terremoto dell’80, ha ricordato il Sostituto Procuratore di Napoli dell’antimafia, Catello Maresca, ha visto nascere il clan dei Casalesi, ma anche più recentemente, aggiungerei, la ricostruzione dell’Aquila, ha visto accaparrarsi gli appalti più lucrosi da parte della camorra, della ’ndrangheta e di cosa nostra.

Non si trattava di criminalità abruzzese ma di società saldamente impiantate nell’Italia settentrionale, attirate dagli appalti e dunque presenti in Abruzzo solo fino a quando erano prospettabili lucrosi guadagni. Tutto questo perché non si è voluto lavorare nella prevenzione di questi fenomeni, mettendo in campo quegli strumenti che avrebbero permesso di monitorare dinamiche così delicate, garantire che tutto procedesse nella trasparenza come con l’istituzione di un osservatorio della legalità.

Oggi le mafie hanno il tempo di organizzare e programmare le azioni future, si cementano le alleanze e si affermano i rapporti di forza e soprattutto, dove lo Stato manca e la gente è disperata, e lo scenario presente lascia presagire un futuro di forte disagio, economico e lavorativo, oltre che umano e sociale, la criminalità fa proseliti, tiene in scacco le attività commerciali. Lo abbiamo visto sui nostri territori, quando in momenti molto meno drammatici, almeno universalmente parlando, ma di forte contrazione economica, il proliferare delle infiltrazioni mafiose ha preso in mano risollevandole per poi tenerle sotto scacco, molte attività destinate a fallire.

Nell’ attuale panorama, così inquietante, di disagio sociale ed economico, le mafie esercitano prima un controllo sociale, divenendo riferimento per le comunità più piccole, magari quelle rurali che faticano a resistere, poi saranno le aziende e le attività minori a essere vittime dell’usura, perché ricordiamole, le mafie sono quelle che detengono il più grande capitale. Ma è ipotizzabile che ad essere “infettati” saranno nuovi settori, come quelli assicurativi, ad esempio, perché questa inaspettata situazione ridisegna anche le dinamiche del mondo del lavoro, dove datori di lavoro, pubblici e privati, che si trovano a gestire giorni di malattia e assenza, avranno bisogno dell’aiuto di assicuratori, un settore che sarà appetibile alla criminalità. Per non parlare del commercio di quelli che sono diventati beni di prima necessità, come mascherine e prodotti sanitari, saranno di certo motivo della nascita di nuovi nuclei criminali di nicchia.

Che sia questo il momento di guardare al futuro con quel sospetto necessario per mettersi al riparo da questi scenari?! Come dopo una guerra il Paese avrà voglia di ripartire, di scrollarsi di dosso il dramma e il dolore e forse nel farlo sarà più determinato che mai, lo Stato garantisca che tutto ciò possa avvenire in totale sicurezza.

 

 

Modulo nuovo di Autocertificazione per ottemperare alle disposizioni dell'emergenza coronavirus da SCARICARE, STAMPARE e COMPILARE

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Certosa di Trisulti: non restare con le mani in mano

CertosadiTrisultidi Angelino Loffredi - Questo giornale volendo mantenere alta l’attenzione attorno al tema riguardante la Concessione della Certosa di Trisulti sente la necessità di puntualizzare alcuni momenti che si stanno vivendo, rilevando nello stesso tempo modifiche di posizioni, contraddizioni e ambiguità.

Per riepilogare, due settimane fa abbiamo fatto circolare in rete questa Nota "Violenza alla Certosa di Trisulti e più ancora alla Costituzione" (https://www.unoetre.it/notizie/opinioni/item/6499-violenza-alla-certosa-di-trisulti-e-piu-ancora-alla-costituzione) ora vogliamo partire approfondendo la delibera del Ministero dei beni e delle attività culturali che all’inizio del 2018 assegnava la Concessione della Certosa di Trisulti alla Fondazione Dignitatis Humanae Istitute, organizzazione finanziata da Steve Bannon, ex consulente di Tramp, che gode l’appoggio del cardinale Burke, ritenuto anti papa Francesco, per l’irrisoria somma di 100.000 euro l’anno con possibilità di riduzione per lavori di ristrutturazioni o di restauro.

Bisogna riconoscere che il primo tempestivo segnale di opposizione a tale scelta fu di Luca Frusone, deputato di 5 Stelle, il quale sin dal 8 gennaio 2018 inviava all’Autorità Nazionale Anticorruzione un esposto denuncia. Nello stesso il parlamentare evidenziava che il Bando richiedeva una “documentata esperienza nella gestione, nell’ultimo quinquennio antecedente alla pubblicazione del presente avviso, di almeno un immobile pubblico e privato“. Lo stesso, entrando minuziosamente nel merito, metteva in evidenza che la fondazione assegnataria “ha indicato la gestione di un piccolo museo monastico di Civita“ Per precisare poi ulteriormente “A Civita di Collepardo vi è una piccola chiesa dedicata a San Michele, con in corso lavori di consolidamento, senza alcun museo“.

Ecco dunque un punto centrale, inequivocabile: fra i requisiti è stato inventato una museo, oltre tutto di pochi metri quadrati. Ma l’onorevole un anno fa scopriva anche un altro “altarino” “Risulterebbe direttrice del museo tale Martina Veglianti che a quanto risulta non ha alcun rapporto di lavoro con la Fondazione Dignitatis Umanae Insitute“. (*altro)
L’Autorità anticorruzione non ha accolto l’esposto del deputato, forse, per le gravi informazioni evidenziate, avrebbe dovuto inviarlo alla Magistratura ordinaria. Non lo fece, ancora non lo fa ma il fatto più sconcertante è che da quando sostiene questo governo, pur di fronte ad un clamore mondiale non è in grado di prendere alcuna iniziativa.

Luciano Granieri con la sua “Cronaca di un affidamento annunciato“ (http://aut-frosinone.blogspot.com/2019/01/certosa-di-trisulti-cronaca-di.html) nelle ultime settimane ha messo in evidenza con una dettagliata ricostruzione il verminaio che vorrebbe avvolgere Papa Francesco, i vari tentativi per favorire la Fondazione di Bannon e di condizionare la scelta dell’allora Ministro Franceschini. Nella complessa ricostruzione appare anche una lettera del Vescovo di Anagni Loppa del 24 ottobre 2014, molto tempo prima del Bando. Con tale lettera il Vescovo assicurava il Cardinale Renato Raffaele Martino, Presidente onorario della famigerata fondazione, a proposito della Certosa, di essere “personalmente contento che la vita di questo complesso possa continuare con un istituto come Dignitatis Umanae dedito alla promozione umana“.
Nella lettera il vescovo si metteva a disposizione del Cardinale al quale assicurava “può contare senz’altro sul mio sostegno tenuto debito conto anche il parere e la disponibilità della Congregazione Cistercense di Casamari e dell’Abate dom Silvestro Buttarazzi".

Se questa adesione veniva scritta quattro anni fa, oggi assistiamo ad un capovolgimento di posizione. Se prima il vescovo era vicino alle posizioni degli anti papa Francesco oggi infatti leggiamo una intervista pubblicata dal quotidiano Avvenire che “gli fa male vedere che Trisulti è finita in mano a un gruppo di vetero-cattolici, a dei tradizionalisti che compongono la fronda anti Francesco”.
E’ più che evidente che dentro il mondo cattolico è aperta una lotta senza quartiere, il cui esito è imprevedibile per colpire il Papa e la sua idea di Chiesa. I suoi avversari vogliono batterlo per estendere nuove crociate ed eliminare nel mondo ogni forma di democrazia. Il tema è al centro dell’attenzione di tutti i giornali del mondo ma vanno rilevati anche i silenzi dell’ex Ministro Franceschini ma anche la mancanza di notizie riguardanti il nome del funzionario ministeriale firmatario la scandalosa Concessione.

Esistono validi motivi per richiedere la revoca della concessione sia per mancanza di requisiti della Fondazione e sia perché il fine, lo scopo della stessa è in contrasto con la natura della nostra Costituzione. Non dimentichiamo che lo stesso Steve Bannon ha dichiarato al Corriere della Sera “ ll compito” sarà quello di addestrare 300 persone ogni anno a diventare gladiatori guerrieri della cultura giudaico cristiana“.
Insomma, la scuola rappresenta il punto di partenza per lanciare una crociata contro gli “infedeli“, contro coloro che non la pensano come gli adepti della Fondazione. Idee, scopi, volontà che non hanno niente a che fare con la Costituzione italiana.

* altre notizie http://www.farodiroma.it/un-abuso-allombra-della-madonna-del-sacchetto-la-certosa-destinata-ai-teocon-bannon-anche-non-requisiti-p-rolletta-s-cavalleri/

 

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Cassino contro l'illegalità

fiaccolata Cassino 16gen15 350 260di Ermisio Mazzocchi - La manifestazione contro la violenza indetta da CGIL-CISL-UIL a Cassino dopo i fatti di conflitti a fuoco in una delle principali piazze della città, si è svolta con la partecipazione di numerosi sindaci, con in testa quello di Cassino, diverse forze politiche, consiglieri regionali e comunali, associazioni, il Rettore dell'Università, cittadini. Il percorso dal Comune sino al Tribunale si è svolto nel silenzio, senza alcuna bandiera, accompagnato da numerose fiaccole, con uno striscione sorretto dai dirigenti sindacali provinciali con la scritta: "Per illuminare il futuro. Per spegnere l'illegalità. Sicurezza, lavoro, sviluppo". Una iniziativa che ha voluto essere un messaggio di impegno contro il degrado civile della società, contro ogni forma di illegalità, contro la paura, contro l'isolamento. Una dimostrazione che è possibile sconfiggere le barbarie della delinquenza comune e di quella organizzata. Una giornata di grande significato civile e politico che incoraggia a continuare a tenere alta la guardia contro quegli atti di delinquenza e allo stesso tempo impiegare tutte le energie per sostenere interventi istituzionali e delle forze di sicurezza preposte in modo da garantire che l'intero territorio possa guardare con fiducia e serenità al suo futuro di progresso civile e democratico.

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Fiaccolata per il futuro e contro l’illegalità

fiaccolata Cassino 16gen15 350 260Venerdì 16 gennaio a CASSINO ore 17.30 Fiaccolata per illuminare il futuro e per spegnere l'illegalità.
"Dobbiamo cominciare a ricredere nel futuro, nel domani, per ridare speranza a questa Provincia ripartendo da Cassino".

Venerdì 16 gennaio a CASSINO dalle ore 17.30, davanti al Comune, si aprirà la Fiaccolata per illuminare il futuro e per spegnere l'illegalità.
E' un segnale importante di vicinanza che l'intera Provincia di Frosinone vuole e deve dare alla Città di Cassino, in un momento cruciale nella lotta alla criminalità ed alla illegalità, per rilanciare la sicurezza, il lavoro e lo sviluppo.
I leader sindacali di CGIL, CISL, UIL ed UGL, Tomassi, Maceroni, Stamegna e Valente commentano all'unisono che tutti venerdì dovranno essere uniti, perché le escalation di illegalità, tendono ad annidarsi dove manca il lavoro. Dobbiamo cominciare, continuano, a ricredere nel futuro, nel domani, per ridare speranza a questa Provincia ripartendo da Cassino.
Il concentramento del corteo, come detto, è previsto alle ore 17.30 nella Piazza Antistante il Comune di Cassino e si snoderà per via Enrico de Nicola, via Riccardo San Germano, Corso della Repubblica, Viale Dante fino alla rotatoria di Largo Dante, Via D'Annunzio, Corso della Repubblica fino all' incrocio con Via Enrico de Nicola, Via Enrico de Nicola fino all'ufficio postale, il corteo entrerà in Piazza Labriola e concluderà la fiaccolata silenziosa davanti al Tribunale di Cassino.
Siamo convinti, concludono CGIL, CISL, UIL ed UGL che tutti debbano prendere coscienza delle difficoltà che attanagliano la Provincia di Frosinone, ma soprattutto il Cassinate e anche se viviamo in un momento di sfiducia non dobbiamo arrenderci nel difendere i nostri diritti di cittadini.
Quindi tutti insieme venerdì 16 gennaio, per illuminare il futuro e per spegnere l'illegalità. Sicurezza, Lavoro e Sviluppo.

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