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Ilva di Patrica: ancora uno stallo ... irresponsabile

Disoccupati Ilva Patrica 350 mindi Valentino Bettinelli (video)- La questione dell’Ilva di Patrica vive l’ennesimo punto di stallo nella trattativa di vendita avviata dal Ministero dello Sviluppo Economico. Il 15 ottobre scadranno i termini per la conclusione del secondo bando d’acquisto del lotto di Patrica. Deadline prorogabile fino al termine del 2019, quando il terzo bando pubblico terminerà. Passato questo periodo, lo stabilimento di Patrica sarà soggetto a compravendita tramite trattativa privata, ipotesi assolutamente da scartare per permettere ai disoccupati di trovare una nuova speranza lavorativa.

Con l’approssimarsi del 15 ottobre, abbiamo incontrato un gruppo di ex lavoratori Ilva, sempre pronti a manifestare di fronte ai cancelli di quello che continua ad essere il “loro stabilimento”. A rappresentare le istanze degli operai, la voce di Nico Evangelista, storico rappresentante sindacale dell’azienda siderurgica. “Abbiamo bisogno di risposte concrete da parte di politica e sindacato, perché la questione Ilva è ormai paradossale.

C’è bisogno di volontà, affinché si arrivi ad una soluzione che permetta la reindustrializzazione di un sito strategico e il conseguente reintegro al lavoro, e dunque alla dignità, per noi disoccupati”. I metalmeccanici, fuori dall’occupazione dal 2014, sono parte integrante del comitato di Vertenza Frusinate e rientrano, dunque, nelle liste dei percettori di mobilità in deroga. la loro richiesta, però, è pressante in merito ad una nuova opportunità occupazionale, considerata anche l’età media che si aggira attorno ai 40-45 anni. In merito alla questione, Evangelista ribadisce come la loro vita lavorativa sia solo
“a metà del suo corso naturale. Una condizione che necessita dunque di lavoro e non di soli ammortizzatori sociali”.

Bisogna ricordare come il lotto di Patrica non sia stato inserito nel bando di vendita ai francesi di Arcelor-Mittal, restando in carico al MISE, che ha disposto successivamente un bando pubblico per l’acquisizione dello stabilimento dismesso. Il primo acquirente non aveva garanzie necessarie per concludere l’affare. Pare che adesso ci sia un imprenditore disponibile alla compravendita del lotto; ad ostacolare il processo il costo eccessivo imposto dal Ministero e le spese accessorie da affrontare per rimettere in stato di operatività una struttura in totale usura.

Nico Evangelista rincara la dose, puntando il dito sul concetto di bene pubblico. “L’Ilva di Patrica è una struttura che continua a danneggiare anche le casse dello Stato. Il MISE spende centinaia di migliaia di euro ogni anno per il pagamento di tributi, imposte ed utenze di energia elettrica e gas metano. Uno sperpero che potrebbe essere evitato se solo le istituzioni come Provincia e Regione, assieme a governo e sindacato, riuscissero a creare o favorire le condizioni per l’acquisto della fabbrica”.

Una trattativa estenuante per quei 15 disoccupati che, ancora oggi, non conoscono il loro destino. Ad amplificare la condizione di disagio, il costante silenzio delle parti sociali e di una classe dirigente locale assente, cieca e forse poco capace nella gestione delle crisi. I requisiti ci sono tutti: area di crisi complessa, fondi invitalia e possibile reperimento di contributi comunitari.

I rappresentanti del territorio ci sono ed è arrivato il momento che inizino a battere qualche colpo dai Palazzi del potere; d’altronde sono stati chiamati a rappresentare i cittadini, e non per curare i propri interessi personali.

 

Video-inervista a cura di Valentino Bettinelli

 

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ILVA Patrica: Delusione e Rabbia!

fimcisl 350 260da FIM-Cisl Frosinone - È purtroppo ufficiale: l’unica Azienda che aveva risposto al bando indetto da ILVA in Amministrazione Straordinaria, avente come finalità la cessione dello stabilimento di Patrica (FR), non ha rispettato i requisiti e le condizioni necessarie all’acquisizione dello stesso e pertanto tecnicamente la gara è andata deserta.

Tante, troppe speranze erano legate a questa acquisizione: la ricollocazione degli ex lavoratori, in primis, l’opportunità di rivedere uno stabilimento tecnicamente chiuso, nella nostra provincia, tornare ad essere operativo e tornare a redistribuire ricchezza e lavoro ad un territorio dilaniato dal depauperamento del tessuto industriale.
Afferma il segretario generale della FIM CISL di Frosinone Fabio Bernardini.

Le aspettative erano altre, ma i fatti testimoniano altro.
Fatti questi confermati anche dalle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa più volte dal rappresentante dell’Azienda nel corso del tempo.

Ora il passo successivo sarà quello di indire un nuovo bando, con caratteristiche economiche e normative coerenti con le disposizioni legislative vigenti in materia, nell’auspicio che questa volta vi siano più imprenditori e/o imprese interessate a rispondere
Quindi occorre tracciare un nuovo percorso per gli ex lavoratori

Frosinone 01 Agosto 2019

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Ilva di Patrica: ancora nessuna certezza di futuro

Illva 30nov18c 350 260 mindi Maria Giulia Cretaro e Valentino Bettinelli - L'Ilva di Patrica protagonista di una trattativa aperta e accolta da numerose voci politiche. Ancora una volta è il Palazzo Provinciale a prestarsi per un tavolo di lavoro, promosso grazie alla collaborazione tra il Sindaco di Patrica Lucio Fiordaliso e il Presidente Provinciale Antonio Pompeo. A seguito del sopralluogo da loro stessi effettuato sul sito di Patrica e su pressione dei lavoratori, indire questo incontro risultava una necessità istituzionale.
Al Presidente il compito di orchestrare gli interventi. Presenti, oltre ai due promotori, il primo cittadino di Supino Gianfranco Barletta, Nazzareno Pilozzi per la Regione, l'Onorevole Enrica Segneri e i Senatori Massimo Ruspandini e Gianfranco Rufa.
Un'assise eccezionalmente partecipata, vista la rilevanza economica del sito industriale, e l’urgenza sociale per i disoccupati. L’importanza del polo è attualmente messa in grave discussione a causa del deperimento e della mancata manutenzione della struttura. Come può, quindi, Patrica rappresentare un volano d’investimento appetibile per probabili acquirenti?

Questo l’interrogativo centrale del pomeriggio. Domanda che non vede risposte certe ed unilaterali. La voce dell’esecutivo, filtrata dall’On. Enrica Segneri, offre un unico punto fermo: bando d’acquisto garantito entro il primo trimestre del 2019. Quali saranno modalità, termini temporali e volontà ministeriali non è dato sapere. La stessa deputata ha profilato una serie di trattative con i soggetti interessati all’acquisto dei lotti ILVA, senza però chiarire se Patrica sarà integrata nel lotto C (con Torino e Varzi), oppure scorporata e venduta singolarmente.

Forte la risposta degli esponenti sindacali. Anselmo Briganti, CGIL, ha chiarito che “il temporeggiare degli ultimi mesi ha aggravato il problema. Inoltre le condizioni contrattuali per i disoccupati sarebbero probabilmente sfavorevoli”. Il collega Fabio Bernardini, FIM-CISL, ha affondato l'ascia in una struttura politica, a suo dire,Illva 30nov18b 350 260 min inconsapevole. Un faccia a faccia stroncato sul nascere, dalla coscienza mancata riguardo l'Odissea di uno stabilimento lunga sette anni.

A lui il merito, riconosciutogli dagli stessi operai, di aver vissuto tutto l'Inter e dunque in grado tra tutti di profilare nel dettaglio la situazione.

“Le condizioni attuali pongono i lavoratori in una posizione sfavorevole anche per preparazione professionale. Non esiste attualmente un database di skills professionali che permetta il reinserimento di questi lavoratori in altri poli” chiarisce Bernardini. Inoltre “ad oggi il capannone andrebbe buttato giù e ricostruito, non può così tornare operativo. Le colpe da imputare ad i predecessori restano vane senza la competenza per risolvere le problematiche. Basterebbe leggere le 28mila pagine in mano al Ministero sull'argomento e da lì ripartire”.

A tal proposito alcuni ex operai hanno avuto modo di parlare ed esporre una situazione strutturale drammatica. Sono infatti presenti nel sito macchinari, al tempo nuovi ma ormai inutilizzabili, per un valore complessivo di oltre 250000€. Molti dei pannelli di copertura del capannone sono ormai caduti, favorendo anche forti infiltrazioni d'acqua all’interno dello stesso. Una condizione che pregiudica al momento l’agibilità della struttura. A domanda diretta l’On. Segneri afferma che “l’ultimo sopralluogo sul posto risale al 2016. Ad oggi i commissari governativi hanno predisposto una nuova visita, ma non è certa la data”.

La questione ILVA è stata affrontata, in un breve ma lucido intervento, dal sindaco di Patrica Lucio Fiordaliso. Il primo cittadino ha offerto tre possibili soluzioni: “in primo luogo andrebbe fatto un ultimo sondaggio con Mittal. Successivamente si dovrebbe verificare la volontà e la presenza di acquirenti interessati al sito di Patrica. In caso di fallimento dei primi due tentativi, si dovrebbe mettere in campo una filiera istituzionale locale per intervenire in maniera specifica sul caso Patrica e favorire il reinserimento dei disoccupati”.

Bisogna riscontrare, nell’incontro di ieri pomeriggio, la presenza e la disponibilità dei senatori Rufa e Ruspandini, i quali hanno dato la loro garanzia a contribuire ai lavori di risoluzione dell’annoso problema dei lavoratori dell’ILVA Patrica. Un messaggio unanime dei due esponenti di Lega e Fratelli d’Italia, affinché si arrivi a dama nel più breve tempo possibile.Ilva 30nov18 a min

Per la Regione Lazio la sola presenza di Nazzareno Pilozzi. Il già deputato del PD ha voluto esprimere l’ennesimo messaggio di solidarietà ai disoccupati, precisando che l’assenza dei consiglieri regionali, anche quelli del centro destra e del M5S, era dovuta all’imminente votazione in merito alla mozione di sfiducia presentata contro il presidente Zingaretti.

Sul finire gli interventi di alcuni disoccupati, che all’unisono chiedono di recuperare la dignità della propria occupazione e certezza di date e termini di contratto. il tavolo si è avviato alla conclusione grazie alla sintesi di Antonio Pompeo, arbitro a più riprese di questi incontri. Il Presidente provinciale ha voluto sottolineare “il costante impegno della Provincia di Frosinone in merito alla questione dell’area di crisi complessa. Proprio da queste sale sono partite infatti le idee che hanno permesso di sbloccare molte situazioni”. Per quel che riguarda Patrica la linea di Pompeo, che appare in accordo con lavoratori e sindacati, è “quella di scorporare lo stabilimento dal lotto C ed affrontare la trattativa di vendita con condizioni dedicate, per favorire l’appetibilità di un sito in evidente stato di deperimento strutturale”.

Due ore di discussione dai toni accesi, per trovare soluzioni unilaterali al problema che perdura dall’ormai lontano 2012.

Se il tentativo è ancora far confluire in un unico documento tutte le opinioni, di parte lesa ne resta solo una: una comunità di operai consapevoli e preparati, destinati all'oblio dei forse.

 

 

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Segneri, M5S: 'Arcelor-Mittal acquisisce anche l’Ilva di Patrica'

EnricaSegneri 350 260 minSegneri(m5s) “Arcelor-Mittal acquisisce anche l’Ilva di Patrica. Piena soddisfazione per l'esito dalla trattativa portata avanti dal ministro Di Maio”

Frosinone, 28/09/2018 “Arcelor-Mittal dopo l'accordo nazionale sottoscritto il 15 settembre, ha ufficialmente rilevato anche il sito dell'Ilva di Patrica. Come da accordo nazionale, subentrerà al commissariamento prima in modalità di affittuario e poi ne diventerà proprietario.
A Patrica precisamente dal 1°novembre Arcelor-Mittal prenderà il sito in affitto. Sono molto soddisfatta sull'esito, per nulla scontato, della trattativa che il Ministro Luigi Di Maio ha portato avanti con l'azienda. Chiaramente non finisce qui e sarà fondamentale il lavoro dei sindacati che in trattativa con Arcelor-Mittal contratteranno su piano industriale e salvaguardia dei lavoratori.” – lo dichiara con grande soddisfazione per il risultato raggiunto la deputata del MoVimento 5 Stelle Enrica Segneri che conclude – “Per anni siamo stati subissati di parole, a noi invece piacciono i fatti. La battaglia è lunga ma noi procediamo con fermezza.”

 

 

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Mediaticità, Ius soli e caso Ilva

montecitorio 2di Elia Fiorillo - La “mediaticità” lo Ius soli e il caso Ilva. “A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”, così andava ripetendo col suo fare sornione e navigato il “divo” Giulio, Andreotti. In politica ultimamente abbiamo dovuto registrare alcuni casi che ci hanno fatto “pensar male”. Non vorremmo però averci “azzeccato”. Anzi, speriamo proprio di aver fatto solo peccato.

Una premessa è d’obbligo. La “mediaticità” sembra essere diventata per i politici – e non solo – una malattia incurabile. Tutto si fa in funzione di essa. Nel senso che ogni provvedimento, azione, proposizione, iniziativa, è condizionata dall’effetto che l’elettorato ne riceverà. Le questioni spinose vengono addolcite con una serie di sotterfugi verbali che puntano a lisciare i punti critici. In alcuni casi si ricorre al “salto della quaglia”, tacendo le penitenze – vedi tasse, ecc. - che le leggi impongono. E’ superfluo precisare che la politica del “tutto bello ciò che appare” non paga complessivamente, tanto è vero che la credibilità dei politici e dei loro raggruppamenti ha superato il livello di guardia.

Non è passata in Senato la tanto attesa riforma della legge di cittadinanza, il cosiddetto Ius soli. L’ultimo giorno utile per la sua approvazione, il 23 dicembre, il numero legale è venuto meno per l’assenza di 33 senatori. Se ne dovrebbe riparlare il 9 gennaio, ma le Camere nel frattempo saranno sciolte dal presidente Mattarella per andare alle elezioni il prossimo marzo. Insomma, tutto rimandato alla prossima legislatura.

Che mancassero a palazzo Madama i rappresentanti dell’opposizione per il varo della legge era cosa scontata. Ma che in un momento così delicato non ci fossero diversi esponenti della maggioranza fa “pensar male”. Erano “in altre faccende affaccendati” 29 senatori del PD (su 89) e 3 (su 16) del Movimento democratico e progressista. Anche la collocazione nell’ordine del giorno del Senato, dopo la legge di Bilancio, era il segno che il Governo rinunciava a far approvare la normativa. Manco poi a parlare di “fiducia”.

Per don Luigi Ciotti, presidente di Libera, ci troviamo difronte ad “un'inqualificabile diserzione dalla responsabilità”. “La politica – continua il sacerdote - non può essere un gioco di potere sulle speranze delle persone, un'umiliazione dei loro diritti e delle loro aspirazioni".

I Radicali, che avevano fatto uno sciopero della fame per l’approvazione della legge, hanno chiesto a Sergio Mattarella di non sciogliere le Camere entro la fine dell’anno ma di far tenere la seduta del Senato il prossimo 9 gennaio, proprio per far discutere il provvedimento. Analoga richiesta è stata fatta dai ragazzi del Movimento “italiani senza cittadinanza”. Se il Capo dello Stato rimandasse lo scioglimento del Parlamento sarebbe proprio un brutto scherzo per il Governo. Il “Colle” però ha già fatto sapere che aspetta le determinazioni di Grasso e Boldrini per decretare la fine della legislatura. Questione di competenze.

La domanda che ci poniamo è perché una legge simbolo per l’attuale maggioranza non è passata? Eppure poteva essere un suo fiore all’occhiello, proprio perché era un provvedimento atteso dal mondo cattolico e da quello di sinistra.

“A pensar male….”. Il fatto è che, forse, certi assunti che si danno per scontati non sono proprio veritieri. C’è chi tra i partiti di maggioranza ha pensato che una legge sullo Ius soli in piena campagna elettorale avrebbe fatto perdere consensi. Meglio rimandare ai nuovi inquilini di Camera e Senato, poi si vedrà.

La questione Ilva sta facendo discutere non solo sulla problematica in sé del ricorso al Tar da parte del presidente della Regione Puglia Emiliano, ma anche sul rapporto politica e magistratura. Troppo spesso la politica, quando gli conviene per svariati motivi, delega alla magistratura scelte che sono solo le sue. Nella fattispecie la prudenza avrebbe voluto il confronto politico tra le parti: Governo, Comune e Regione. Un tavolo per migliorare il decreto sotto il punto di vista ambientale, se del caso, ma senza giocare d’azzardo con quasi ventimila posti di lavoro in ballo. E’ una questione di solo buon senso.

Certo, la salute dei cittadini prima di tutto. Secondo il ministro Calenda c’è il rischio che l'investitore, constatata l'ostilità delle istituzioni locali, “scappi, a prescindere dall'esito del ricorso lasciando sulle spalle del Governo, e non certo di Emiliano, che fino a ora nulla di concreto ha fatto a questo proposito, il destino di 20mila persone e i costi delle bonifiche".

A ”pensar male…”. Stavolta lo fa Teresa Bellanova, viceministro dello Sviluppo Economico, ipotizzando che il polo siderurgico "possa essere utilizzato come argomento da campagna elettorale, non importa massacrando chi".

Maledetta “mediaticità”, in questi casi s’intende!

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L'Ilva di Patrica può essere acquistata subito

ilva patrica presidio 16mag17di Daniela Mastracci - UNOeTRE.it incontra nuovamente gli ex lavoratori dell’Ilva di Patrica.
Come ricorderanno i nostri lettori, gli ex lavoratori del sito dell’Ilva di Patrica avevano deciso di presidiare il loro stabilimento, in attesa della decisione che si sarebbe dovuta prendere circa il destino della fabbrica di Patrica, il 30 maggio scorso.
UNOeTRE.ite ha ascoltato le ultime notizie da Nico Evangelista, il quale ci racconta che "l’Ilva di Patrica non è inserita nei piani industriali dell’Ilva nazionale: ovvero la vendita ad una delle cordate che erano pronte all’acquisto". La notizia sembrerebbe far intendere quindi che l’Ilva di Patrica sia scorporata, e perciò nella possibilità di essere acquistata da altro acquirente.
Quindi, ci dice Nico Evangelista, "gli ex lavoratori si augurano che a brevissimo termine, come dichiarato non più tardi di una settimana fa al Mise, si possa dare inizio alla gara per la vendita separata del sito di Patrica, e quindi si possa procedere effettivamente alla vendita. Ricordiamo che l’acquirente potrebbe riaprire la fabbrica e riassumere gli ex lavoratori".

 

 
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"Incontriamo il presidio dell'Ilva di Patrica"

Presidio all'Ilva di PatricaAppunti di Daniela Mastracci in diretta dall’Ilva di Patrica. «Arriviamo all’Ilva di Patrica e incontro i lavoratori parlo con uno di loro, Thierry Tata, mi dice che sono già tante volte che si trovano sul punto di svolta ma la svolta non arriva. Le mobilità scadono a giugno 2017, ormai a giorni.
Il 30 maggio avranno le risposte che aspettano? Siamo qui davanti. Una strada piena di EX stabilimenti, dove donne e uomini una volta lavoravano.
Qui c'è tanto materiale economico inutilizzato: ci sono le fabbriche; e soprattutto ci sono i lavoratori. Esiste economia senza lavoratori?»
Con gli ex lavoratori dell'Ilva di Patrica ci sono oggi, 26 maggio, Daniela Mastracci (sinistra italiana); Tiziano Ziroli (PCI); Adriano Papetti (Prc). E poi ci ha accompagnati Gianluca Emilio, un nostro amico e amico degli ex lavoratori Ilva. «In segno di simpatia e di solidarietà ci dividiamo una colazione di cornetti, caffè e bevande che abbiamo per aiutaci a stare in compagnia e a conversare.»

Così, Il Coordinamento di Sinistra di Ceccano fa la sua prima uscita pubblica. «Abbiamo voluto incontrare gli ex lavoratori dell’Ilva di Patrica per esprimere loro piena solidarietà alla protesta che stanno portando avanti da molti giorni di questo maggio. Gli ex lavoratori Ilva Patrica stanno presidiando il sito in attesa della risposta riguardo il destino dello stabilimento dove lavoravano: il 30 maggio prossimo si scioglierà la riserva a proposito della destinazione del sito di Patrica? Esso sarà acquistato dalle cordate interessate assieme agli stabilimenti più grandi dell’Ilva e cioè Taranto, Novi e Genova? Sarà invece scorporato se così non fosse? E se scorporato si darà l’ok alla trattativa con l’acquirente che già da oltre un anno mostra intenzioni serissime a proposito dell’Ilva di Patrica? Ancora troppe risposte non ci sono.
L’attesa è forte e fortemente ansiosa anche perché il potenziale acquirente avrebbe intenzione, cosa assai positiva, di riaprire lo stabilimento e riassumere gli ex lavoratori che sono seriamente a rischio dato, infatti la loro mobilità scadrà il 14 giugno prossimo, a meno che non venga votato dalla Camera dei Deputati e ammesso l’emendamento ora in esame in Commissione bilancio. Nell’incontro di ieri al Ministero delle Sviluppo Economico è stato confermato che tutte le possibilità sono aperte, ma vanno concretizzate. Per ora ci sono dichiarazioni a voce, importanti e confortanti, ma ancora sono solo dichiarazioni.
La certezza dell’approvazione dell’emendamento che garantirà la proroga della “mobilità” interessa tanti, qui a Patrica, ma non solo, perché riguarda circa 1700 disoccupati frusinati.»
E, il 14 giugno si avvicina. Nessuno demorde.

 
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Sinistra Italiana a fianco degli ex-lavoratori Ilva

  • Pubblicato in Partiti

Sinistra Italiana Logo Rosso Bianco 350 260da Daniela Mastracci, Segreteria Provinciale di Sinistra Italiana-Federazione di Frosinone
Sinistra Italiana-Federazione di Frosinone esprime solidarietà agli ex lavoratori dell’Ilva di Patrica
Da una settimana gli ex lavoratori dell’Ilva di Patrica stanno presidiando il sito del loro ex stabilimento. Hanno deciso in assemblea questa forma di protesta per sensibilizzare l’opinione pubblica ma soprattutto i decisori politici circa la particolare situazione in cui si trova il sito di Patrica. Gli ex lavoratori sanno che il 30 maggio si scioglierà la riserva a proposito dell’eventuale scorporo del sito di Patrica dal complesso nazionale dell’Ilva, grazie al quale lo stabilimento di Patrica potrebbe essere venduto ad un nuovo acquirente, che garantirebbe la ripresa della produzione e la riassunzione degli ex lavoratori.
E’ necessaria una soluzione per i lavoratori e per le loro famiglie, un segnale di attenzione da parte della politica, una risposta ad una crisi che, in questa provincia, sta ormai causando migliaia di disoccupati e quindi famiglie a rischio povertà. Ricordiamo, ad ulteriore prova del dramma che vivono questi ex lavoratori, che la loro mobilità scadrà il 14 giugno, quindi non c’è tempo da perdere.
Come Sinistra Italiana riteniamo il tema del lavoro centrale, sia a livello nazionale che locale. Per tale ragione Sinistra Italiana-Federazione di Frosinone sarà sempre al fianco di tutte le lavoratrici e lavoratori, e di tutte le vertenze dellailva patrica presidio 16mag17 Provincia. A maggior ragione vista la gravità della situazione lavorativa e della disoccupazione per cui la Provincia di Frosinone è stata dichiarata Area di crisi complessa e non complessa. Rispetto alla protesta degli ex lavoratori dell’Ilva di Patrica, Sinistra Italiana-Federazione di Frosinone esprime solidarietà a tutti loro e si impegna a sostenere tutte le azioni che questi decideranno di intraprendere, se non fosse trovata soluzione alla condizione precaria delle loro vite.
Sinistra Italiana assieme agli ex lavoratori sostiene l’urgenza di tutelare al massimo le garanzie occupazionali, quindi si augura che il sito possa ritrovare una sua vocazione produttiva
Sinistra Italiana si impegna, inoltre, a coinvolgere il suo gruppo parlamentare, innanzitutto per rendere nota e chiarire la situazione al massimo livello istituzionale, ma soprattutto per conoscere le modalità con cui il Governo intenderebbe agire per evitare un ulteriore danno al tessuto sociale e produttivo del frusinate.

 
 
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All'Ilva di Patrica in presidio fino al 30 maggio

ilva patrica presidio 16mag17di Daniela Mastracci - Nico Evangelista mi racconta cosa sta accadendo. Mi ritrovo di fronte all’ennesima emergenza disoccupazione, mobilità in scadenza, ritardi nell’assumere decisioni che possono essere risolutive delle vite delle persone.
Nico è un ex lavoratore dell’Ilva di Patrica. Questa fabbrica ha chiuso la produzione ed è commissariata come lo sono le Ilva maggiori: Taranto, Genova, Novi. Ma a Patrica c’è una situazione particolare, e tutta da intercettare e risolvere subito. Questo stabilimento ha un potenziale acquirente che garantisce non solo la riapertura e reindustrializzazione del sito, ma garantisce anche la riassunzione degli ex lavoratori (e probabilmente anche qualcuno in più). I lavoratori da quelli da rioccupare sono 30.

Se non si decide la vendita, fine di ogni reddito perchè scade la mobilità per tutti

All’incontro che hanno avuto con il vicepresidente del Senato Gasparri, questi 30 ex lavoratori avevano ascoltato le parole del commissario dell’Ilva Piero Gnudi, il quale aveva fatto intendere che l’Ilva di Patrica poteva essere scorporata dall’intero gruppo Ilva e quindi poteva essere venduta a parte. Ma questa notizia è stata messa in dubbio dopo letture di documenti e ulteriori verifiche: gli ex lavoratori hanno appurato che lo stabilimento di Patrica potrebbe essere scorporabile, e quindi venduto, solo nel momento in cui si avesse la certezza che le due cordate interessate all’acquisto delle tre Ilva principali, non siano interessate anche a quella di Patrica.

Se così fosse, a quel punto i commissari dovrebbero assegnare lo stabilimento di Patrica a chi ha fatto la proposta di acquisto, e cioè la società Demi. La situazione particolare è resa ancor più drammatica dal fatto che gli ex lavoratori del sito di Patrica sono tutti in mobilità. Per di più il loro è tra i casi già noti di mobilità in scadenza a giugno 2017: per loro quindi la possibilità della vendita, riapertura e ricollocazione, è una possibilità intanto concreta, dato il compratore potenziale, e poi non procrastinabile, vista la scadenza delle mobilità.
Dopo essersi riuniti in assemblea, gli ex lavoratori hanno perciò deciso di organizzare un presidio di fronte allo stabilimento, al fine di sensibilizzare tutta la politica del territorio, di qualsiasi colore, di qualsiasipartito, per cercare risposte chiare, e risolvere la questione nel più breve tempo possibile. Hanno invitato, perciò, tutti i politici della Provincia di Frosinone: lo stabilimento avrebbe l’acquirente, ma nel loro caso, è il Governo che può sbloccare la vendita e quindi l’acquisto. La vendita dello stabilimento, inoltre, non solo risolverebbe il problema degli ex lavoratori, ma sarebbe anche una opportunità importante per tutta la provincia.

Gli ex lavoratori chiedono aiuto a tutti coloro che hanno responsabilità politica e volontà di risolvere. Insieme hanno deciso di mantenere il presidio fino al 30 maggio, data in cui avverrà l’assegnazione dell’Ilva nazionale. A quel punto, se non ci fosse garanzia che lo stabilimento possa essere assegnato alle due cordate, nel caso in cui esprimessero interesse, oppure alla Demi, nel caso in cui invece le cordate non fossero interessate all’impianto di Patrica, l’assemblea deciderà come continuare la protesta.

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Vendita Ilva ancora al palo

Ilva Patrica 31lug15 350 260di Emiliano Papillo, da Il Messaggero del 12 maggio '17 - Vendita Ilva di Patrica al palo, nuova protesta degli ex lavoratori. La vendita dello stabilimento Ilva di via Morolense a Patrica non arriva malgrado sono ormai mesi che se ne parla, i 60 ex lavoratori riprendono la protesta. Ieri mattina nuovo sit-in davanti ai cancelli ed avvio del presidio permanente. La Cisl: "Il Governo faccia presto, questo sito può segnare un inversione di tendenza per il territorio- ha spiegato il segretario provinciale Cisl, Enrico Coppotelli- sono mesi che i lavoratori attendono risposte. Oltre alle cordate interessate a tutto il gruppo c'è un progetto per l'acquisto del solo sito ciociaro da parte di una società. Il progetto giace al Mise ormai da mesi, si deve fare presto, in un territorio martoriato dalla chiusura di decine di stabilimenti ci può essere un segnale importante di ripresa". I lavoratori hanno promesso di fare manifestazioni eclatanti nel caso non arrivi presto una risposta dal mondo politico.

 

Al sito di Patrica è interessata la società Demi Engeenerig pronta ad investire circa 5 milioni di euro, a riassumere gli ex lavoratori e a far ripartire due linee, la zincatura e l'alluminio. Il 30 maggio il ministero dovrebbe fornire risposte sugli acquirenti, ma secondo i lavoratori "potrebbe essere troppo tardi".

 

Intanto ieri in Provincia c'è stata una assemblea molto partecipata da parte dei disoccupati ciociari riuniti nel comitato Vertenza Frusinate. Si è fatto il punto della situazione dopo i recenti incontri con i sindacati, tra sindacato e Regione Lazio e tra gli stessi disoccupati con il sottosegretario al Ministero del Lavoro, la Regione Lazio e l'Anpal. Da parte dei disoccupati di Vertenza Frusinate come hanno sottolineato Tiziano Ziroli, Gino Rossi ed Augusto Cori: "C'è massima fiducia, per la prima volta la vertenza è finita all'attenzione nazionale e le misure in campo sono buone. Serve ora accelerare il 14 giugno termina la mobilità e 1700 ex lavoratori resteranno senza nulla". Ieri il deputato Pd, Nazzareno Pilozzi ha presentato un emendamento al parlamento ed al Governo con il quale destinare i circa 19 milioni di euro destinati alle Cigs in deroga quasi pari a zero alle mobilità in scadenza. Ma i tempi potrebbero essere lunghi. Per questo il sindacato punta a far partire da subito i tirocini formativi retribuiti per gli Under 60 ed i lavori di pubblica utilità nei comuni di residenza per gli Over 60. "Ho parlato con l'assessore Regionale Lucia Valente- ha aggiunto Coppotelli- al piu' presto si deve presentare e far partire l'accordo quadro per i tirocini formativi nelle aziende che non dovranno tirar fuori un euro e dopo la fine del tirocinio decidere se assumere o meno i lavoratori e con i comuni per i lavori di pubblica utilità. Nei prossimi giorni incontreremo gli imprenditori sperando che piu' aziende possibili partecipino al bando dei tirocini".

 
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