fbpx
Menu
A+ A A-

Per l'Ilva impegni veri e seri

Ilvadi Ignazio Mazzoli - I Lavoratori dell'ILVA spa di Patrica, ancora una volta si rivolgono a tutti gli eletti in Provincia di Frosinone alla Camera, al Senato, alla Regione, all'Ue e l'hanno fatto all'inizio di questa settimana con un comunicato a firma di Fim – Fiom – Uilm Provinciali per rammentare che sono ininterrottamente in CIGS dal mese di maggio.
E' un messaggio forte, perché esprime "il loro sconforto", quello dei lavoratori e, raramente, in una vertenza capita di leggere questo termine. La sconforto spesso precede la disperazione. I lavoratori dell'Ilva sono sconfortati dalle voci "secondo le quali il Commissario Bondi non intende recedere dalla sua posizione di escludere, dal Piano Industriale ILVA spa, lo Stabilimento di Patrica, sancendone di fatto la chiusura".
Riusciamo ad immaginare quante volte questo sconforto sia stato provato dalle decine di miglia di rimasti senza lavoro in questa provincia? Nel caso dell'Ilva di Patrica siamo di fronte ad un vicenda che sa di paradossale. Infatti è definita "incomprensibile" la decisione di Bondi e "risulta ancora più oscura dopo l'incontro svolto presso il ministero dello sviluppo economico in cui, le RSU e le OO.SS. Provinciali, hanno esposto 3 possibili nuove prospettive di lavoro per lo stabilimento Ciociaro, di cui 2 a costo praticamente 0 ed una con un investimento che comunque il gruppo dovrà sostenere.
Il Sottosegretario allo sviluppo economico si "dichiara disponibile" a riportare ufficialmente queste soluzioni al Commissario, ma .... il commissario Bondi è più forte di lui ... e resta irremovibile nella decisione di chiudere il sito senza valutare la fondatezza industriale di quanto propostogli. Ormai siamo schiavi di meccanismi che non vengono più governati dal potere politico?
Non pare strano a qualcuno che si parli sempre del lavoro come priorità e poi quando ci sono possibili soluzioni manco le si voglia conoscere? Servono risultati, ma prima ancora azioni decise ed efficaci da parte dell'esecutivo, che ancora, come dimostra questo esempio riportato, non si sono viste e non si vedono. L'occupazione non si crea con nuova precarietà. Il cambia di passo di cui tanto si parla e peggio ancora si promette ci sarà soltanto se si difende davvero la produzione del Paese. L'alternativa è lo sconforto.
Già raccontammo il 22 novembre scorso che ci sembrò che l'appello allora lanciato dai lavoratori dell'Ilva non fosse stato ascoltato. Scarsa ci apparve la presenza dei partiti alla conferenza stampa allora convocata per chiedere impegni e sostegni e oggi si può dire che si è fatto «troppo poco». Consideriamo la vicenda dell'Ilva di Patrica emblematica, dal momento che sta dentro un grande fatto industriale nazionale ed europeo determinante nella metallurgia continentale. E c'è da chiedersi, se non si riesce a risolvere neppure un problema che riguarda 60-70 operai in un a megaindustria, che dire del mare di disoccupati che dilaga nel Paese e nella nostra provincia?
Ci sembra sempre più giusto dire che non si combatte la disoccupazione con provvedimenti e decisioni che aumentano la precarietà. Se non si usa la via fiscale sui grandi patrimoni, dove si trovano le risorse per il lavoro e per i pensionati? Il Presidente del Consiglio Letta ripete che il tema fondamentale è l'occupazione dei giovani. Ma come pensa di ottenerla se si chiudono tutte le fabbriche del Paese?
Quando stanno saltando gli assetti industriali del Paese, e pare che sia proprio così, sarebbe necessaria molta decisione e fermezza nello schierarsi da parte delle esigenze e dei bisogni del nostro popolo. E invece non vediamo né fermezza né decisone altro se non nell'applicare "rigore" che alla fine uccide l'occupazione. Basta parlare sottovoce, si parli invece con la forza e l'orgoglio di un paese che è il secondo industrializzato in Europa e che non è disposto a cedere il passo.
E certo non sono solo i lavoratori dell'Ilva a temere per il loro posto: anzi, moltissimi già lo hanno perso, dopo che si sono esauriti gli ammortizzatori sociali e la loro impresa non ce l'ha fatta o ha deciso di tagliare.
C'è da ricordare che tanti settori industriali sono a rischio in Italia, migliaia di persone vedono il proprio destino appeso a un filo e sollecitano il Governo a preparare un piano di sviluppo che abbia una qualche aria di politica industriale (termine che sembra dimenticato ormai da un pezzo). Scorrendo le cronache sindacali si incontrano tantissime crisi aziendali, quasi tutte con lo stesso copione: tagli, esuberi, ridimensionamento, spesso delocalizzazione, anche quando l'impresa fa utili.
C'è molto da fare per i partiti e le Istituzioni di questa provincia per costringere il Parlamento ed il Governo ad occuparsi dei drammi di questo territorio. Facciano fino in fondo il proprio dovere con la forza necessaria. Questo anche a Patrica chiedono gli operai dell'Ilva: "occorre un incisivo sforzo condiviso". Sottolineando così che a poco sono serviti gli interventi fatti, a livello politico e sindacale, per cercare di far ragionare l'attuale commissario e ritengono indispensabile tenere alta l'attenzione dell'opinione pubblica al fine di avere risposte chiare.
Il giorno 23 dicembre prossimo, alle 09.30, dinnanzi i cancelli dello stabilimento di Patrica, ancora una volta le maestranze dell'Ilva si augurano di vedere gli eletti nel nostro territorio provinciale per prendere impegni veri e seri.
Questo articolo è stato pubblicato anche sul quotidiano L'Inchiesta il giorno venerdì 20 dicembre 2013

La riproduzione di quest'articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l'autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro.

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it
Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS
Bookmaker with best odds http://wbetting.co.uk review site.

Privacy Policy

Sezioni

Pagine di...

Notizie locali

Strumenti

Chi siamo

Seguici