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Per uccidere l'immaginario collettivo degli adolescenti

Strage Manchester 350 260di Antonella Necci - L'accaduto, stavolta, prende di mira l'immaginario degli adolescenti.
Il concerto di Ariana Grande e la sua tragica conclusione è stato, oggi, argomento di discussione tra i giovani , di solito molto distratti su questioni politiche o internazionali.
Forse era principalmente questo l'effetto che IS voleva creare: impaurire i più deboli.

Così la selezione che, sempre secondo i ragazzi, è stata casuale: non era importante l'artista, era importante il luogo.
Ariana Grande o One Direction, ciò che conta è mettere più paura possibile dimostrando che il mondo occidentale deve scomparire, sommerso dal terrore.
Io però non sono tanto sicura che la scelta dell'artista fosse casuale.
Per chi conosce qualcosa di questa giovane cantante americana con origini italiane, saprà che attrae soprattutto un pubblico di adolescenti, sia perché lei stessa dimostra meno dei suoi 23 anni, sia per la sua vocina squillante e le sue canzoni orecchiabili, sia per le sue ingenue dichiarazioni postate sui vari social e che attraggono centinaia di migliaia di Likes in poche ore. Insomma un fenomeno social che sa ben usare i social network a suo vantaggio.
Un pericolo per chi vorrebbe fare del social il primo mezzo di propaganda.
Inoltre aggiungiamo che Ariana, come tante altre ragazzine narcisiste della sua età, ama postarsi in costume, senza burka, senza tanto pensare a coprirsi.
Un affronto per i fondamentalisti.
Quindi a ben vedere, il luogo, il pubblico, il contesto, tutto era stato studiato a tavolino per generare quello che ha generato.
Cioè la solita retorica post-strage.
Marce della Pace, atti di eroismo da parte della gente comune, sospensione della campagna elettorale in Gran Bretagna e una Teresa May sconvolta. Scene di disperazione da parte delle famiglie delle vittime, i cui corpi sono ancora non facilmente identificabili a parte quelli di due ragazze, una di 8 e una di 18 anni.

E...la gente si tira sempre più indietro...

E l'IS che gongola felice sempre sui social. un presunto colpevole con origini libanesi. Anche lui ventitreenne, come la giovane cantante in questione.
E ancora tanta stupidità umana, nel credere che tanto tocca sempre agli altri, e che bisogna sostenere la filosofia della pace e dell'inclusione, perché l'Islam moderato si distacca da queste azioni. E bisogna aprire un dialogo con quel settore.
E intanto che si formulano questi sensati giudizi, la gente si tira sempre più indietro di fronte a fenomeni di unione e di gioia, siano essi feste, concerti o spettacoli che richiamerebbero il grande pubblico.
Intanto che si cerca il dialogo con i moderati, la gente vede il proprio mondo occidentale fatto di sudate piccole certezze frantumarsi. Sbriciolarsi come Palmira.
Intanto che il terrorismo va avanti indisturbato, i cattolici vengono massacrati perché la nostra religione chiede di offrire l'altra guancia, mentre la loro professa la barbarie.
Intanto che si analizzano le varie possibilità di mediazione, l'IS attacca i paesi ricchi e potenti che teoricamente governano l'Europa.
Fortunatamente l'Italia non è tra questi.
Vorrei, a conclusione, togliere qualche paletto sulle improbabili considerazioni di qualche politico nostrano che parla dell'Italia come di un paese tollerante e quindi "amato " e "lasciato in pace".
Il vanto di Alfano sulle nostre imponenti misure di sicurezza, ricorda il duce nella Guerra d'Africa.
L'Italia non è una potenza economica.
Se IS attaccasse l'Italia non creerebbe il medesimo disagio mediatico che, invece,brama creare.
Ecco. un attacco terroristico come quello di ieri a Manchester, non avrebbe il medesimo interesse se fosse accaduto il Italia. quindi, per ora, siamo relativamente al sicuro. Possiamo continuare a fare i nostri concerti che tanto i nostri cantanti non li conosce nessuno ( a parte Tiziano Ferro e Marco Mengoni e l'highlander Albano).
Una magra consolazione.
Una considerazione all'italiana.
Ma che non salva le nostre future incertezze.

 
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Tanti artisti migranti ma non restano nell'mmaginario collettivo

Colori diversi in ciociariaFausta L'Insognata Dumano - Che viaggio incredibile sto facendo per cercare di narrare questa città di Frosinone, questo puzzle di voci migranti! Ancora una volta è l'arte, il veicolo che congiunge gli stranieri ......vi ricordate Sherief?? Quel giovane ragazzo egiziano, che nel 2009 arrivò a Frosinone con una borsa di studio per seguire all'accademia il prof di grafica Moussa Abdayam?? (presto parleremo anche del prof).
Sherief,,,,,oggi è il Prof Shorkry Sherief......insegna all' accademia di Alessandria d'Egitto.
Avevo conosciuto Sherief a Frosinone, poiché da subito si era inserito nei gruppi artistici della città, il collettivo Laps e ArtQube.In quel periodo Sherief in provincia è stato molto attivo, vincendo premi ed ottenendo riconoscimenti a Campoli Appennino e a Patrica.
In occasione dei cinquant'anni dell'amicizia tra l'Egitto e l'Italia ha esposto a Roma nella mostra realizzata appunto da artisti italiani ed egiziani.
Sherief conserva un bel ricordo del periodo frusinate, ha sentito il calore e l'ospitalità "delle famiglie", le mamme degli artisti. Nella sua email dall'Egitto manda un caloroso abbraccio a Rocco e Sabina di ArtQube, ma anche alle mamme......E' attraverso la magia dell'arte la sua comunicazione. Ha sentito forte lo spaesamento linguistico, la lingua italiana, difficile, un'ardua impresa, ma tanto affetto l'ha circondato. Sherief oggi in Egitto ha un' intensa attività artistica, un impegnato calendario e tanti progetti...
E' incredibile il numero di artisti migranti, che attraversano questa città......ed è nello stesso tempo incredibile come questa presenza vasta non entri nell'immaginario collettivo.

 

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