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Le imprese e il lavoro con il Recovery plan

Recovery plan 

Obiettivo: capacità durevoli di sviluppo territoriale e lavoro certo

di Donato Galeone*
recovery fund next generation eu 360 minIl nostro “appello alle rappresentanze politiche e sociali territoriali” è stato e viene accolto con notevole interesse e continua a coinvolgere non solo noi promotori dell'appello ma numerose persone e varie associazioni locali di cittadini e di giovani studenti delle scuole medie superiori e universitari.

Discutiamo e approfondiamo - per meglio conoscere e insieme - sia i contenuti normativi europei sul “Next Generation Eu con il Recovery Foud” che gli orientamenti propositivi del nostro Governo nella elaborazione degli interventi e l'utilizzo di 209 miliardi di euro mediante il “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)" da definire in Parlamento e presentare a Bruxelles entro aprile 2021.

Hanno destato attenzione i nostri primi due incontri in remoto, sia quello del 19 febbraio promosso dalla Redazione UNOeTRE.it - giornale online - su tematica del “territorio frusinate nel Recovery Plan” e l'incontro del 26 febbraio con le “partecipazioni territoriali” di rappresentanze associate di cittadini e di studenti delle scuole medie superiori e universitarie.

Dagli interventi in remoto dei partecipanti sono state richiamate, criticamente, le modalità degli interventi di sostegno della ex Cassa Mezzogiorno del secolo scorso.
Si ripropongono, oggi, nuovi criteri da condividere nella allocazione degli investimenti da programmare e sostenere anche con le notevoli risorse del Recovory Plan sia nel frusinate che nel Lazio (comunicato stampa di domenica 28 febbraio 2021: “Appello alla partecipazione e all'iniziativa” NextGenerationEu).

Si osserva e si ripete, ancora oggi, come e cosa le imprese dovrebbero continuare a richiedere nel sistema imprenditoriale territoriale degli insediamenti produttivi: essenzialmente un fisco più equo, una pubblica amministrazione più efficiente che paghi subito le forniture e una rete di infrastrutture pubbliche adeguate alle attività delle imprese, congiunte e integrate, nell'accesso del credito agevolato e con il sostegno verso l'internazionalizzazione dei prodotti italiani.

Sono state e sono, in parte, queste le sollecitazioni che potrebbero essere riproposte anche oggi - ripetiamo - quali tradizionali richieste incentivanti degli interventi territoriali già definite il secolo scorso con le due parole del “mordere e poi fuggire” dal Mezzogiorno, come avvenuto, anche nel basso Lazio.

Pensiamo superato quel tipo di “sviluppo già definito da rapina” che deve essere, comunque, contrastato e indirizzato verso una “imprenditorialità innovativa” con investimenti da incentivare e con sostegno alle imprese che creano posti di lavoro e reinvestono parte dei loro profitti aziendali anche nelle aree produttive territoriali del frusinate e Lazio.

Questi potrebbero essere - a nostro avviso - i “punti di partenza” da condividere nel nuovo sistema delle imprese verso il rilancio produttivo e lo sviluppo programmato mediante l'utilizzo disponibile e quantificato delle risorse nazionali ed europee.

Risorse destinate alle imprese ubicate nelle aree produttive ecologicamente attrezzate e riconosciute nell'ambito dei piani regolatori degli Entri consortili ASI, sia nel contesto del previsto “Piano di Sviluppo Strategico” che del costituendo “Consorzio Unico di Sviluppo Industriale” promossi dalla Regione Lazio.

Tutto ciò appare possibile se si conosce il potenziale e reale sviluppo territoriale frusinate - da riequilibrare tra settori produttivi e servizi collettivi coinvolgendo i Centri di Ricerca e l'Università - valutando ex ante gli effetti strategici degli interventi articolati regionali e provinciali.

Interventi da proporre e sostenere anche con il “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)” tenendo presente sia i livelli di capitalizzazione dell'impresa locale che il suo accesso agevolato al credito quantificabile sia in relazione alle innovazioni progettuali e alla tipologia produttiva quanto nei livelli tecnologici e occupazionali certi e programmati che verrano proposti.

Sappiamo, tutti, che le innovazioni tecnologiche e l'occupazione nelle imprese sono, entrambe, i livelli trainanti in senso oggettivo e soggettivo: il primo livello comprende, oggettivamente, l'insieme delle risorse e gli strumenti dei quali l'uomo si serve per intraprendere le attività produttive, mentre il secondo livello, soggettivo, coinvolge “l'agire dell'uomo che è persona” con la dignità del suo lavoro.

Ed è propriamente in questa condivisione duale di “territorio e impresa” - da rilanciare e riprendere nelle aree produttive bonificate ed ecologicamente attrezzate nel frusinate e Lazio - che ci appare radicale il superamento di una concezione unicamente profittevole dello sviluppo: se così fosse, esso, continuerebbe a ridurre il diritto delle persone sia alla partecipazione e sia ai benefici dello sviluppo territoriale che non è solo un tornaconto economico imprenditoriale ma, contestualmente, deve concorrere a favorire un “visibile e stabile sviluppo umano e sociale locale” mediante riconosciuti e programmati investimenti privati e pubblici - convergenti - sia verso imprese singole che organizzate in reti di filiere produttive territoriali.

Ripensare, quindi, uno sviluppo economico territoriale identificabile non solo nel profittevole trasferimento delle multinazionali e loro indotti nella componentistica conto terzi derivata - come l'automobile in competizione mondiale elettrica o ibrida in Cassino - ma favorendo imprenditorialità locale diversificata, tra comparti e settori produttivi interconnessi - come l'attivazione di ricerca pura e applicata nel comparto chimico e farmaceutica in Anagni - tutte rapportate alle capacità durevoli di sviluppo territoriale e lavoro certo, proponendo e definendo interventi condivisi a breve e media scadenza sia con il “Ricovery Plan 2021-2027” che con il “Piano di Sviluppo Strategico” della istituenda ZES/ZLS (Zona Economica Speciale e Logistica regionale di cui alla D.G.R. Regione Lazio del 30 ottobre 2018) .

Roma, 6 marzo 2021

 (*) già Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio

 

 

 

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Schietroma scrive a Zingaretti

Lettera aperta al Presidente della Regione Lazio On. Nicola Zingaretti

ZingarettiCaro Presidente,
innanzitutto desidero ringraziarTi sentitamente per il vasto piano di opere messo in campo dalla Regione a sostegno dell'economia laziale e della provincia di Frosinone, alla quale peraltro darà un grande impulso il progetto TAV, che inizierà ad avere attuazione domenica 14 giugno, con le prime fermate del treno alta velocità a Frosinone e a Cassino e, successivamente, con l'annunciata prossima realizzazione della stazione TAV a Ferentino.

Inoltre, per i sentimenti che nutro nei confronti della mia terra, sento il dovere di rappresentarTi la grave situazione in cui versano le imprese della provincia di Frosinone.
GFSchietroma minLa crisi derivante dall'emergenza sanitaria ha messo in grave disagio anche aziende di una certa consistenza. Tanto per fare un esempio, persino il comparto aerospaziale, che, come ben sai, costituisce un fiore all'occhiello del nostro territorio, è in notevole difficoltà. Occorre potenziare gli interventi messi in campo dal Governo nazionale; occorre in concreto che arrivino tempestivamente aiuti sostanziosi, soprattutto per far fronte immediatamente alla mancanza di liquidità che affligge le imprese.

Tra l'altro, purtroppo, è frequente il caso di imprenditori che non riescono a monetizzare rapidamente importanti crediti vantati dalle loro aziende. Il sistema bancario ha difficoltà a venire incontro a tali esigenze. D'altra parte la concessione di crediti di imposta, per quanto utile, non soddisfa le esigenze di cassa delle aziende, che sono immediate.

Per evitare che l'autunno sia disastroso, occorrono, a mio avviso, forti interventi a fondo perduto, da concedere, con procedure rapide e snelle, non solo alle piccole, ma anche alle medie aziende, a tutela dei numerosi lavoratori del territorio.
Ti ringrazio per l'attenzione e Ti saluto molto cordialmente.

Gian Franco Schietroma
già Parlamentare e Sottosegretario di Stato

8 Giugno 2020

 

 

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Ferraguti: “Per rilancio sito ex Videocon dare alle imprese aree a costo zero”

Ex-Vdcdi Silvio Ferraguti - La reindustrializzazione del sito ex Videocon può essere una delle occasioni per restituire centralità alle imprese del territorio. Sinceramente non credo che il ribasso della base d’asta possa catalizzare offerte sul territorio. Non lo credo perché non ci sono le condizioni: parliamo di un’area dismessa da anni, di una struttura aggregata in più fasi e per oltre 70.000 mq. di superficie nella quale e nello allo stato di fatto in cui si trova, risulta impossibile far convivere più realtà lavorative. Bisogna prima di tutto rendere quell’area appetibile alle imprese, garantendogli la competitività rispetto ad altre singole iniziative. E la valorizzazione deve tener conto anche delle carenze infrastrutturali che gravano in quella zona industriale, con una viabilità a pezzi, dove da anni si attendono interventi che non arrivano e non solo dal punto di vista stradale, ma anche dei servizi connessi.
Anche perché su quell’area bisognerà poi effettuare le operazioni di bonifica e nessuna impresa è in grado di sostenere quelle spese dopo aver risposto ad un bando di 8 milioni di euro. Bisogna essere realistici: non ci sono le condizioni.
Delle due l’una: o il Consorzio ASI si carica di tutte le spese relative alla bonifica, al frazionamento delle superfici e alla sistemazione della viabilità (ma francamente mi sembra una strada non percorribile) o le aree di quel sito vengono date alle imprese interessate, a costo zero, assumendosi ognuna gli oneri conseguenti ai lavori di frazionamento ed adeguamento interno.

Ed allora mi chiedo perché non si mette in atto il progetto già presente nei cassetti dell’ASI che prevede il frazionamento logico della superficie?
Il progetto redatto dall’architetto Kipar, può essere la soluzione. Un progetto che si inquadra in una proposta di sviluppo più ampia che riguarda anche la bonifica ed il rilancio della Valle del Sacco! Kipar disse: “50 km di paesaggi energetici, con la grande risorsa del fiume, da Colleferro a Ceprano c’è la cultura industriale, si può coniugare in questo percorso tradizione ed innovazione, sette le linee di azione per 100 microprogetti sull’energia, l’agricoltura, il turismo, la cultura la mobilità. Il tutto secondo una sinfonia. Alla base ci deve essere una regia capace di coniugare le vere esigenze del territorio. Non era e non è un percorso semplice, ma c’erano tutte le carte in regola per captare i finanziamenti previsti nell’arco di sette anni dal 2014 al 2020 puntando su sviluppo ed innovazione”. Potremmo ancora fare in tempo!
E’ vero: il tempo è trascorso invano, ma la filosofia di quel progetto rimane valida.
Kipar parlava di microprogetti e l’impostazione rimane valida. Soltanto così si può sperare che venga messo in piedi un percorso di sviluppo sostenibile ed innovativo. Ritengo anzi che proprio il recupero del sito ex Videocon possa rappresentare il primo passo per procedere poi con la bonifica della Valle del Sacco, bonifica che sappia coniugare la vocazione industriale con il rispetto dell’ambiente. Ma per fare questo le imprese vanno coinvolte con una proposta attrattiva e fattibile. Le aree a costo zero con un impegno ad investire possono rappresentare una soluzione praticabile.
Ma è mai possibile che la lezione Amazon a nulla è servita?
Mentre in questo territorio si chiacchiera, in altre zone si fanno i fatti, si … fatti concreti, che fino ad oggi hanno dato la possibilità di un posto di lavoro a più di 2500 persone!

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“Governo, enti locali e imprese: nuove frontiere per lo sviluppo”

logoconfimprese 350 260da ConfimpreseItalia - “Governo, enti locali e imprese: nuove frontiere per lo sviluppo”. È il titolo del convegno che si svolgerà domani, giovedì 21.07.2016, alle ore 17.30 presso la Camera di Commercio di Frosinone.
Un appuntamento voluto e organizzato da “Cittadini per l’Italia” e ConfimpreseItalia che vedrà la partecipazione di numerosi esponenti del mondo imprenditoriale e delle pubbliche amministrazioni. Tra gli altri è previsto anche l’intervento del Viceministro dell’Economia e Finanze on. Enrico Zanetti.
“Si tratta di un convegno che permetterà di delineare le nuove strategie che possano consentire un maggior sviluppo della provincia di Frosinone – ha affermato il Presidente di ConfimpreseItalia dott. Guido D’Amico – In questo momento è fondamentale che si faccia squadra e si crei una filiera che unisca le istituzioni (dal Governo agli Enti locali), le associazioni di categoria e le imprese. Solo in questo modo si potranno predisporre i dovuti interventi che consentiranno al territorio di uscire definitivamente dalla recessione e cominciare a percorrere la strada della ripresa”.
“Un incontro che rappresenta un momento di confronto particolarmente importante – ha aggiunto il segretario provinciale di Cittadini per l’Italia Paolo Castaldi – Dal Governo alle associazioni di categoria fino agli enti locali e alle imprese si potrà discutere delle aree che necessità di particolari interventi e di un maggior supporto da parte delle pubbliche amministrazioni per garantire quella ripresa che tutti, da molto tempo, attendono. Questo è lo spirito con cui abbiamo deciso, insieme a ConfimpreseItalia, di realizzare questo convegno”.

 
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Garanzia Giovani, una beffa, solo affari per imprese e agenzie di collocamento

GaranziaGiovani affareperagenzie 350 260di Daniele Riggi* - Il progetto Garanzia Giovani è nato in ambito europeo con l'obiettivo di facilitare l'ingresso nel mondo del lavoro ai giovani che hanno un'età compresa fra i quindici e i ventinove anni.

I giovani che vogliono partecipare al progetto devono rivolgersi ai centri per l'impiego della propria provincia, che provvedono ad accoglierli e a orientarli, sulla base delle competenze possedute e dei titoli di studio conseguiti, ma anche sulla base delle attitudini e delle aspirazioni personali. A seconda del "profilo" che emerge dall'anamnesi dei dati, viene proposto al giovane un percorso di inserimento personalizzato che prevede un ampio ventaglio di possibilità: accompagnamento al lavoro, tirocinio, formazione, apprendistato, auto imprenditorialità, servizio civile etc.

Nella premessa sembrano esserci tutte le condizioni per affermare che si tratta di un ottimo progetto, ma in Italia, purtroppo, nulla è mai come sembra: Garanzia Giovani, infatti, invece di garantire nuove esperienze in ambito lavorativo ai giovani del nostro paese, si è rapidamente trasformata in una nuova forma di sfruttamento e di guadagno per le aziende private.

Vi starete sicuramente chiedendo come sia potuto accadere tutto ciò. La risposta è semplice: ai giovani vengono offerti dei contratti di apprendistato che prevedono 144 ore di lavoro mensili e una retribuzione di 400 euro, totalmente a carico dell'INPS, che versa l'importo ogni due mesi. In altre parole, l'azienda privata che aderisce a questo progetto ha un enorme vantaggio perché si ritrova ad avere a sua completa disposizione dei giovani ragazzi, sei giorni a settimana per sei ore al giorno, senza dover spendere nemmeno un soldo.

Per incentivare l'assunzione del giovane a tempo determinato con contratti di quattro o sei mesi vengono messi a disposizione dell'imprenditore dei bonus, che, per esempio,nella regione Lazio vanno dai 1500 ai 4500 euro. Ma perché un'azienda dovrebbe assumere un giovane con un contratto a tempo determinato quando sa di poterlo avere a disposizione a costo zero per 144 ore al mese ?

Il risultato finale e inevitabile è che i giovani partecipanti al progetto devono lavorare con una paga da 2 euro e 77 centesimi l'ora, durante l'apprendistato, e non vengono nemmeno assunti al termine del percorso di inserimento. Insomma, oltre al danno anche la beffa ! La verità, quindi, è che non c'è alcuna "garanzia" per questi giovani, perché con questo meccanismo perverso ad essere garantite sono solamente le aziende private, ma anche le agenzie del lavoro e i centri di formazione che accreditandosi al progetto ricevono compensi e incentivi.
*coordinatore provinciale dei giovani socialisti

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Incubatore d'imprese e Psi a Ceccano

ceccano chiesa 350 260di Anita Mancini - L'incubatore d'imprese, per aiutare le "start up" di nuove realtà lavorative, a Ceccano, c'era già dal 2005 quando fu collaudata la struttura realizzata recuperando l'ex "Cartiera Savoni". Peccato che l'allora sindaco Antonio Ciotoli non tenendo conto, evidentemente, del ruolo fondamentale che avrebbe potuto avere questa struttura nel tessuto lavorativo e produttivo di Ceccano, subito dopo quel collaudo, con un "disinvolto" cambio di destinazione, sulla cui legalità permangono tuttora parecchi dubbi, anche con il placet della destra di Stefano Gizzi, la trasformò in "Mediateca".

Venne chiusa anche quella, com'è noto: l'amministrazione di Antonio Ciotoli, non giudicò opportuno ovviare ai danni dovuti ad eventi meteorici eccezionali. Non investire nella manutenzione di un'opera simile, non riparare i danni del maltempo e lasciare che la struttura continui a deteriorarsi significa, da una parte, buttare al vento, i denari del finanziamento concesso a suo tempo dall'Unione Europea. Dall'altra rivela una totale incapacità di guardare in prospettiva, di gestire il problema più grave per la città: la mancanza di lavoro e di speranze per il futuro. Un errore gravissimo che ha impedito ai cittadini di Ceccano di sfruttare le occasioni che attraverso l'incubatore venivano offerte dall'UE per avviare una propria attività, per entrare nel mondo del lavoro sfruttando la guida di esperti ed i finanziamenti offerti dall'Europa, per cambiare il modo di fare impresa in tempi in cui è difficile trovare la propria strada nel mondo del lavoro.

L'incubatore era una possibile risposta alle necessità di un territorio in cui il declino dell'industria tradizionale e la conseguente necessità di avviare nuovi percorsi occupazionali suggerivano l'opportunità di riconvertire alcuni stabilimenti chiusi ed i lavoratori stessi a nuove realtà. Quante "start up" avrebbe potuto avviare l'incubatore di impresa, a Ceccano in questi dieci anni? Quanti ceccanesi avrebbero potuto vedere concretizzarsi la propria idea di impresa? A più di qualcuno avrebbe potuto cambiare la vita e di sicuro avremmo avuto occasione di "creare" una nuova cultura del lavoro. Avrebbero potuto esserci sinergie con gli istituti scolastici, magari un osservatorio dei bisogni formativi, quelle "connessioni" tra il mondo della scuola ed il mondo del lavoro di cui si sente prepotentemente la mancanza.

Ed ancora: il sindaco Manuela Maliziola, nel maggio 2014, era riuscita a siglare con la Regione Lazio un accordo per riaprire l'incubatore con la destinazione d'uso originale, muovendosi proprio nella direzione tracciata dal programma comunitario Horizon 2020 e dalle linee programmatiche della Regione Lazio che prevede un riordino degli incubatori esistenti. Ebbene, ancora una volta, però, Ciotoli, il PSI con la "astuta" mossa degli undici consiglieri dimissionari, decretando la caduta del sindaco Maliziola, hanno affossato nuovamente il progetto. Oggi il candidato del PSI di Antonio Ciotoli per le primarie del centrosinistra per l'elezione del sindaco di Ceccano, parla di un nuovo ruolo per l' "incubatoio di imprese", di start up...mi viene in mente Totò "... ma ci faccia il piacere!".

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Ceccano: Seminario per le imprese

logocodiceeticocompleto 260hriceviamo e pubblichiamo - Il prossimo 23 ottobre a Ceccano, presso la Biblioteca comunale, seminario per le imprese.
Oggetto: a) il rapporto tra codice etico aziendale e modello organizzativo cd. 231, sistema di prevenzione di reati aziendali e della responsabilità amministrativa, cd. penale, delle imprese; b) la parte speciale del codice etico, dove l'impresa precisa i propri impegni etici e di sostenibilità, di trasparenza, di salvaguardia e recupero ambientale.
In programma, relazione dell'organizzatrice, comunicazioni di esperti e testimonianze. Sulla tutela dell'ambiente, il Prof. Amedeo Postiglione, già Magistrato della Corte Suprema di Cassazione, vice Presidente del Forum dei Giudici Europei per l'ambiente. Il Dott. Valentino Bobbio, Segretario generale di NEXT la nuova economia per tutti, su prassi di responsabilità e ruolo attivo dei consumatori.
Il Dott. Corrado Felici, Direttore di Unindustria Frosinone, del sistema Confindustria, in merito a imprenditorialità socialmente responsabile, codici etici e modelli organizzativi 231/2001.
Legacoop Lazio, su responsabilità sociale d'impresa e codici etici nell'esperienza cooperativistica.
Invitati: autorità, centri culturali, competenze, imprese, cooperative.
Il Dott. Emilio Dario Sensi, Commissario Prefettizio del Comune di Ceccano che ha accolto il seminario con attenzione tra le attività per la crescita culturale e organizzativa nel territorio, porterà il saluto dell'Ente.
Il seminario ha il patrocinio gratuito del Comune di Ceccano.
Organizzazione dello Studio di consulenza per l'etica aziendale-Ethical management consulting della Dott.ssa Anna Elisa De Santis

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